AngeliPress

    AngeliPress

    25 Ottobre 2020 - 20:44

    Roma, Milano e Torino tra le prime 25 città europee per costi derivanti dall’inquinamento

    Dallo studio pubblicato da CE Delft sul livello di inquinamento e i conseguenti costi sociali nelle metropoli europee si è riscontrato in Italia un livello critico nelle città di Roma, Milano, Torino, Brescia, Padova, Venezia. La qualità dell’aria in queste città è pessima, ciò è dovuto soprattutto alla grande mole di traffico su gomma. Lo studio ha preso in esame i dati raccolti nel 2018 e alla ricerca ha collaborato anche Legambiente che ha confrontato i costi relativi allo smog con il numero di auto in circolazione e lo sviluppo dei mezzi pubblici. L’inquinamento atmosferico in Italia contribuisce ad una maggiore spesa per i cittadini che si ritrovano anche a subire gli effetti derivanti dall’inquinamento: come la riduzione dell’aspettativa di vita e i maggiori ricoveri ospedalieri; queste cifre vanno a pesare mediamente 1.400€ sulle tasche di ciascun cittadino, equivalente a circa il 5% del PIL; mentre in Europa questo valore medio resta più basso (1.250 euro e il 3,9% del PIL).

    Bucarest conquista la vetta di questa speciale classifica dei costi sociali, seguita da Milano, Torino al nono posto, mentre Roma si piazza al diciassettesimo. Per la Capitale il dato più allarmante confluisce sull’“altissimo tasso di motorizzazione di Roma, [quale]ha una ricaduta ambientale che vediamo davanti a noi tutti giorni, con strade, monumenti e spazi invasi dal traffico veicolare, causando un inquinamento atmosferico” ha detto Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. Scacchi ha evidenziato inoltre le criticità con le quali la città si trova a convivere da sempre: su tutte l’insufficiente rete di trasporti pubblici su ferro (tram e metropolitane) comparata a quella delle altre capitali europee. “Ci vuole una poderosa cura del ferro ferma invece da venti anni, un rilancio in totale sicurezza del TPL, il sostegno a tutta la mobilità nuova, da quella ciclabile alla micromobilità elettrica; il tutto per abbattere il numero di veicoli circolanti a partire da un blocco
    progressivo ma incessante dei Diesel che ora sembra essere completamente dimenticato”, conclude Scacchi. In vista delle elezioni che si terranno con probabilità nella primavera 2021, arriverà mai davvero una giunta comunale che metterà al centro della propria agenda una vera e propria rivoluzione ecologica che coinvolga tutti i rami della città?

    https://cedelft.eu/en/publications/2534/health-costs-of-air-pollution-in-european-cities-and-the-linkage-with-transport

    https://www.adnkronos.com/sostenibilita/tendenze/2020/10/21/costi-sociali-smog-roma-milano-torino-tra-prime-cittaeuropee_RVkpaqEnRb32cabnCpdaHI.html?refresh_ce

    https://www.romatoday.it/politica/smog-roma-inquinamento-europa-legambiente.html

    A cura di Simone Riga

    25 Ottobre 2020 - 10:07

    Il Patriarca di Venezia al Convegno di AIPaSiM: "Ripartire dall’etica"

    AIPaSiM, associazione italiana pazienti con sindrome mielodisplastica, nella giornata di ieri, sabato 24 ottobre, ha promosso insieme all’Ulss3 di Venezia e Ail Venezia, una conferenza presso la Scuola Grande di San Marco Evangelista in Venezia, sul tema: “Le giornate della Serenissima. La salute dei cittadini”. Il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia vi ha preso parte  in videoconferenza con un intervento su Etica e Fragilità. Ha moderato l'incontro il direttore di Angelipress Paola Severini Melograni. Ecco qualche passaggio dell'intrevento del Patriarca.

    "Il Covid-19 ci ha trovato psicologicamente e socialmente non preparati, deboli e non resilienti su tale versante. Fragili e impreparati, sia dal punto di vista psicologico-mentale (non ce l’aspettavamo) che emotivo (poco resilienti)".

    "La ripartenza è un imperativo! Ma i tempi dell’economia non sono quelli di Covid-19. C’è poi il dramma di una politica che fatica ad avere una visione che, però, oggi è necessario avere. Riscoprire i limiti (il limite!) non vuol dire rinunciare ad essere uomini (anzi!), ma vuol dire ripensare il paradigma dell’uomo".

    "L’umiltà non è solo virtù cristiana, è anche virtù civile e, prima ancora, umana; essa dice la verità dell’uomo, posto al centro della storia come fine e non come mezzo, in relazione con l’Altro e con gli altri".

    "Parlare di etica, di fragilità, di relazioni umane, di salute della persona – anche come bene della società (specialmente in tempo di pandemia) – vuol dire sollevare la questione della responsabilità personale e sociale che ha ricadute sia in ambito culturale, sia politico, sia religioso. Pensiamo alle “regole” e alle “disposizioni” che stiamo osservando ma che non possono esaurire il nostro impegno nei confronti della ripartenza da tutti invocata".

    "Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un recente incontro internazionale e invocando maggiore attenzione per evitare il contagio, ci ha ricordato che “la libertà non è fatto individuale, ma qualcosa che si costruisce insieme agli altri con responsabilità e collaborazione”.

    Insomma, dobbiamo ripartire dall’etica – sì, dalla questione etica -, perché altrimenti il nostro Paese non ha futuro e non ha neppure il presente. Ovviamente – lo capite – non si tratta di costruire uno “Stato etico”".

    25 Ottobre 2020 - 09:12

    La nuova puntata di O anche no

    Domenica 25 ottobre alle ore 9,15 circa su RAI2, una nuova puntata di O ANCHE NO, il programma dedicato alla “diversabilità” e all’inclusione condotto da Paola Severini.
    In questa puntata, un cooking show nell’Albergo Etico di Asti; Parleremo della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e della Serie A della DCPS con in studio Davide Rocchi, Nicolò Della Martira e Christian Bianchi, tre calciatori Special della Sampdoria (Divertime), della Lazio (ASD La Lepre e la Tartaruga) e del Genoa (Bic Genova), che racconteranno l’amore per il gioco del calcio.
    Sempre a proposito di calcio, ci saranno anche gli auguri a “O anche no” fatti da Sara Gama, capitano della Nazionale di calcio femminile.
    In studio con la conduttrice anche Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta.
    Non mancheranno la notizia di Rebecca Zoe De Luca e l’esilarante striscia di Stefano Disegni. E come sempre le irresistibili magie di Andrea Paris, il “prestigiatore”, con i suoi simpatici aiutanti e le canzoni dei Ladri di Carrozzelle.
    La puntata verrà replicata venerdì 30 ottobre alle 24, 50 circa.
     

    O ANCHE NO è scritto da Paola Severini Melograni e Maurizio Gianotti. La regia è di Davide Vavalà.
    25 Ottobre 2020 - 09:10

    Unep: “È in gioco il futuro del Mediterraneo”

    L’ultimo rapporto Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) è chiaro, il futuro del Mediterraneo è a forte rischio: la perdita di biodiversità, l’aumento delle disuguaglianze, l’esponenziale crescita dei cambiamenti climatici e la forte pressione che subiscono le risorse naturali potrebbero portare ad un punto di non ritorno. Nel documento si mette in risalto come l’elevata pericolosità della degradazione dell’ambiente potrebbe portare a conseguenze molto gravi per la salute dell’uomo e la sussistenza della regione.

    Le cifre parlano di un 15% di vittime nel Mediterraneo causate da prevedibili fattori legati all’ambiente; nel 2016 erano stati oltre 228mila i decessi prematuri dovuti all’inquinamento dell’aria. L’area geografica del Mediterraneo si stima che sia inondata da circa 730 milioni di tonnellate di plastica ogni giorno, e un altro fattore che influisce non poco è la presenza di specie non indigene, più di mille, che minacciano la biodiversità. Infine, il surriscaldamento climatico cresce il 20% più veloce rispetto alla media mondiale “È in gioco il futuro del Mediterraneo. Negli ultimi mesi, il mondo si è chiesto come sarà il mondo in futuro”, ha affermato François Guerquin, Direttore di Plan Bleu. Il rapporto ha stilato una lista delle azioni da intraprendere in modo da poter salvaguardare la regione mediterranea: eliminare gli incentivi per attività dannose all’ambiente, per esempio le fonti non rinnovabili; una stretta cooperazione in tutti i settori della società dell’implementazione politiche ambientali; mettere in campo delle azioni di prevenzione; rafforzare la resilienza nelle situazioni di incertezza adottando delle strategie sostenibili; rinforzare l’applicazione delle disposizioni in materia ambientale, seguendo anche le direttive della Convenzione di Barcellona e dei suoi relativi protocolli.

    https://www.unep.org/resources/report/state-environment-and-development-mediterranean

    A cura di Simone Riga

    25 Ottobre 2020 - 09:08

    Il tempo e i valori nel ricordo di Filippo

    Ho conosciuto occhi pieni di coraggio. Occhi scavati, ma vivi, che sanno ancora “sorridere”. Sono quelli di due genitori, Mario e Stefania.

    Il loro figlio, Filippo, era un giovane di 22 anni che amava la vita. La scossa di terremoto del 24 agosto 2016 ha fermato i suoi sogni. Generoso, altruista, leale aveva un ‘culto’ particolare per il sentimento dell'amicizia. Il Premio Letterario Nazionale "Filippo Sanna" è nato per ricordarlo e per dare la possibilità a giovani come lui di scrivere racconti attraverso i quali poter esprimere i loro sentimenti, le loro paure e le loro riflessioni. Ed è stato proprio il tema dell'amicizia, il primo argomento trattato nella prima edizione del Premio. La seconda, invece, li ha visti impegnati su "Il coraggio e la paura". Dopo l'anno di stop forzato a causa del Covid-19, la terza edizione propone "Libertà e responsabilità".

    “Abbiamo dato vita all’Associazione Il Sorriso di Filippo APS- ci spiega papà Mario- per ricordare nostro figlio e far sì che il suo sorriso possa illuminare il volto dei ragazzi destinatari delle borse di studio grazie all’Associazione. Nel corso degli anni sono state consegnate a studenti dell'Università de L'Aquila, dove Filippo studiava Ingegneria meccanica, e del Conservatorio de L'Aquila dove il nostro secondogenito Riccardo si è laureato in Fisarmonica. Altre borse di studio sono state assegnate a studenti di Amatrice e di Rieti. Quest’ultima è la città della nostra seconda vita”.

    Il Premio letterario Filippo Sanna parla di una famiglia forte e granitica, che non si è arresa al dolore, pur portandone il peso nel cuore.  “Vogliamo continuare a credere nella vita e a sognare- gli occhi di Mario si illuminano- perché Filippo voleva questo e noi andiamo avanti”.

    “Mantenere viva la memoria di Filippo e il suo amore per la vita- racconta mamma Stefania- è il punto di partenza di ogni giorno. Pensiamo che lui prosegua a vivere nel ricordo di chi lo ha amato e di tutti quelli che lo conosceranno attraverso i racconti che scriveranno con il nostro concorso. La sua breve vita ha lasciato un’immensa eredità di amore, che noi vogliamo preservare e mantenere viva con la stessa leggerezza che lui ci ha insegnato”.

    La splendida cornice della "Rieti Sotterranea" ha impreziosito la presentazione della terza edizione del Premio, che si conferma come un unicum nel panorama dei concorsi letterari nazionali. Si rivolge, infatti, alla fascia di età compresa tra i 14 ed i 18 anni.

    “Mai come in questo momento – continua Stefania- il tema prescelto è di grande attualità: non solo per le vicende legate al  virus, ma più in generale per una visione di un mondo che sembra aver smarrito certi valori per cui la responsabilità dei comportamenti è requisito fondamentale per la costruzione di una comunità libera”.

    Mamma Stefania ci mostra il libro che raccoglie tutti i lavori degli studenti. Nell’inchiostro c’è tanto cuore come quello che ha messo anche Bartolomeo Smaldone, poeta e uomo di grande cultura, che offre instancabilmente il suo sostegno nella realizzazione dei progetti dell’Associazione.

    Stefania e Mario mi salutano, regalandomi un sorriso ritrovato. I miei occhi si posano sulla foto di Filippo. Il suo sorriso non conosce l’erosione del tempo. E’ luce.

    Per info:

    www.associazioneilsorrisodifilippo.com

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    Foto

    Credit Associazione Il Sorriso di Filippo

    Articolo a cura di Gaia Simonetti

    25 Ottobre 2020 - 08:50

    Il 27 ottobre 2020 la XIX giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico

    Si svolgera' il 27 ottobre 2020 la XIX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, un'iniziativa che lungo due decadi ha saputo far incontrare tante persone di volonta' buona nel segno della pace, del riconoscimento di umanita', della cura per il bene comune e per l'intero mondo vivente, nella fraternita' e sororita' che ogni essere umano riconosce e comprende e sostiene e conforta nell'impegno comune per il bene di tutte e tutti.

    Anche chi non partecipa delle due comunita' religiose cristiana ed islamica, ed anche chi non partecipa di alcuna visione del mondo religiosa in senso stretto (in senso lato ogni percezione di se' e del mondo e' gia' "religio" nel senso di intuizione e concettualizzazione del legame che unisce tutte le esistenze), in questa giornata di dialogo ha potuto trovare persuaso un appello e corale una conferma alle ragioni del proprio impegno di pace e di solidarieta', alla scelta della nonviolenza, alla condivisione del bene e dei beni.
    E soprattutto in questo tempo di pandemia in cui i poteri dominanti rivelano vieppiu' il loro volto cinico e feroce, la loro stoltezza e protervia, la loro rapacita' ed il loro disinteresse per la vita, la dignita' e i diritti dell'umanita' intera, ogni voce che si leva a rivendicare l'unita' dell'umanita', a chiamare all'impegno comune per la salvezza comune, a convocare all'agire che salva le vite, e' necessaria e benedetta.
    Cosi'anche quest'anno, come ogni anno fin dalla prima giornata del dialogo ecumenico cristiano-islamico diciannove anni fa, anche il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo rinnova la sua adesione e la sua partecipazione all'iniziativa, e la sua gratitudine a tutte le persone amiche che l'hanno costantemente promossa e realizzata.
    Cosi' anche quest'anno, con le cautele rese necessarie dall'epidemia in corso in termini di adeguato uso dei dispositivi di protezione personale e del distanziamento interpersonale, realizzeremo anche noi un'iniziativa di incontro e dialogo in occasione della giornata.
    *
    Difendiamo e rendiamo pienamente effettivi ovunque tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani.
    Opponiamoci ad ogni potere e ad ogni ideologia che neghino la piena liberta', la piena fraternita' e sororita', la piena eguaglianza di dignita' e diritti di tutti gli esseri umani.
    Contrastiamo tutte le violenze con la forza della verita' che ogni persona rispetta e protegge e dell'intero mondo vivente si prende cura.
    Inveriamo le verita' essenziali concordemente affermate in tutte le grandi tradizioni di pensiero e statuite nei grandi monumenti del costituzionalismo moderno.
    Rendiamo effettiva concretamente ed integralmente la Dichiarazione universale dei diritti umani.
    Rendiamo reale l'umanita' dell'umanita', opponendoci ad ogni iniquita', ad ogni abuso, ad ogni disumanita'.
    *
    Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
    Abolire la guerra e tutte le uccisioni.
    Abolire il razzismo e tutte le persecuzioni.
    Abolire il maschilismo e tutte le oppressioni.
    Abolire ogni schiavitu', sfruttamento, devastazione, distruzione.
    Riconoscere, difendere, inverare i diritti umani di tutti gli esseri umani.
    Prendersi cura di chiunque di aiuto abbia bisogno e dell'intero mondo vivente.
    Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
    Agire nei confronti di ogni altra persona cosi' come vorremmo che ogni altra persona agisse verso di noi.
    Sconfiggere il male facendo il bene.
    Condividere il bene ed i beni.
    Abolire la violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
    Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
    Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
    Salvare le vite e' il primo dovere.
    Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.

    Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

    22 Ottobre 2020 - 18:31

    Dieci anni dalla morte di Graziella Lonardi Buontempo: un documentario la racconta

    Riproponiamo un articolo del direttore di Angelipress Paola Severini Melograni uscito dieci anni fa su Dagospia in occasione della mote di Graziella Lonardi Buontempo, collezionista d'arte e mecenate italiana. Su di lei, sabato e domenica prossimi, sarà presentato un documentario in occasione della 15ª edizione della Festa del Cinema di Roma, con la regia di Gabriele Raimondi e intitolato Donna di quadri; si potrà vedere su Sky Arte domenica 1º novembre alle 21,15. Ne ha scritto su Il Giornale Giordano Bruno Guerri in questo articolo: https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/donna-quadri-che-pescava-sempre-bene-nel-mazzo-dellarte-1898025.html

    Da Dagospia: "In morte di un’amica"

    Aver conosciuto una Graziella può servire a pareggiare il conto con la disgrazia di sopportare ogni giorno la presenza di centinaia di povere sciagurate che sono state designate in parlamento o che parlano a vanvera in televisione, o addirittura ricoprono ruoli dirigenziali nei luoghi deputati alla cultura.

    Domani, 22 dicembre, a Napoli, alle 10,30, nella chiesa della piazzetta dell'Ascensione, gli amici si riuniranno per salutare Graziella Lonardi Buontempo, una delle poche donne straordinarie di questo nostro sfortunato Paese.

    Per coloro che amano l'arte contemporanea, Graziella rappresentava, insieme a Palma Bucarelli, la "strada verso la modernità, il contemporaneo, il futuro"; personalmente non avevo mai conosciuto una persona più giovane, più curiosa più innovatrice di questa ragazzina di 82 anni; sempre pronta a sorprendersi e a sorprenderci di fronte alla scoperta di un nuovo artista, che veniva da lei trattato con la stessa principesca ospitalità, si trattasse di un pittore "di strada"o di Andy Warhol.

    MECENATE, nel vocabolario significa: protettore munifico delle arti e degli artisti; Graziella proteggeva davvero tutti coloro che scopriva o che si lasciavano scoprire da lei e nel contempo diveniva riferimento e amica per sempre di tutti coloro nei quali intravedeva una scintilla di generosità e di talento: moltissimi, in Italia e all'estero le debbono successo e notorietà, e, forse, senza il suo aiuto e il suo lavoro, ininterrotto negli ultimi cinquant'anni, tanta parte della cultura italiana del '900 non avrebbe avuto diritto di cittadinanza.

    Per uno strano miracolo, visto che in questi ultimi anni Graziella, come molti di coloro che fanno e che hanno fatto cultura vera qui da noi,non hanno avuto udienza nei palazzi de potere e meno che mai in quelli deputati all'uopo (leggi Ministero dei Beni culturali), per un vero inaspettato e portentoso evento, lo scorso gennaio, a Roma, c'era stato un importante omaggio al suo lavoro e un riconoscimento alla sua vita attraverso la mostra al museo Macro: "A roma la nostra era avanguardia"; e anche molti di coloro che non la conoscevano, che non sapevano quanto tutti noi le siamo e le saremo debitori, hanno potuto-almeno iniziare a scoprirlo.

    Mentre scrivo mi rendo conto che non riesco ancora a pensare di non poter alzare più il telefono e non sentire quel delizioso intercalare napoletano, un po' strascicato: "Amore, come stai" e la sua inconfondibile voce, e il suo modo di porsi, lei che con estrema leggerezza inseriva nella chiacchierata cose vere, cose importanti, con la delicatezza e insieme l'umiltà di una vera signora.

    E' davvero molto molto difficile scrivere in morte di un'amica così, di una italiana tanto speciale, di una napoletana talmente globale, che pure l'Europa le andava stretta; di una donna che ad una età incredibile era ancora sicura e cosciente del fascino che emanava, tanto da catturare qualsiasi interlocutore e farlo diventare un suo partigiano per sempre: quelli intelligenti però, perchè purtroppo, con gli stupidi, come scrive Asimov, "neanche gli dei possono nulla"; e questa Italia gretta, meschina, incapace di sognare, è fatta di milioni di stupidi, che non hanno avuto l'onore e la gioia di condividere un bicchiere di vino e una salsiccia con la finocchiella di Capri assieme all'ultima grande vera Signora dell'arte.

    Paola Severini

    23 Ottobre 2020 - 06:27

    È tornata la Polarstern: “Abbiamo osservato la calotta morire”

    Lo scorso 12 ottobre, dopo 13 mesi di ricerche, la nave Polarstern ha fatto ritorno nel Vecchio Continente, gli studiosi a bordo hanno raccolto una quantità enorme di dati e sperimentazioni per oltre un anno nel Circolo polare Artico e sono riusciti a vedere con i propri occhi gli effetti spaventosi dei cambiamenti climatici che stanno affliggendo la calotta artica al doppio della velocità rispetto alle altre regioni del Pianeta. “Abbiamo osservato la calotta morire - ha affermato il capo della missione, il climatologo Markus Rex - se continueremo in questa direzione, entro qualche decennio osserveremo un oceano artico completamente privo di ghiacci nel corso delle stagioni estive”. Gli scienziati si sono ritrovati di fronte, anche al Polo Nord, a ghiaccio “fuso, assottigliato e friabile” e ad estese aree con acqua allo stato liquido.

    La quantità di informazioni raccolte è talmente elevata che ci vorranno uno o due anni per analizzarle ed avere quindi delle risposte che saranno estremamente necessarie per fare il punto della situazione odierna e di quella che sarà un domani. I ricercatori hanno rilevato nel periodo invernale delle temperature molto più calde rispetto a quelle degli anni passati; il tutto è stato possibile attraverso l’installazione di quattro stazioni scientifiche in un’area estesa per 40 chilometri dal punto dove era attraccata la Polarstern. Sono stati così raccolti dei campioni, sia di acqua che di ghiaccio, che saranno poi analizzati nei laboratori; e la successiva analisi su questi campioni e l’elaborazione dei dati raccolti daranno una prospettiva di quello che avverrà tra 50 o 100 anni.

    “Riteniamo di essere riusciti a penetrare nella comprensione del sistema climatico artico”, ha dichiarato Rex. Speriamo che queste ulteriori conoscenze potranno aiutarci ad evitare il peggio, e che soprattutto saranno ascoltate attentamente da chi dovrà prendere delle decisioni, quali ricadranno sull’intera umanità.

    https://www.bbc.com/news/science-environment-54515518

    https://www.dw.com/en/german-research-vessel-to-return-from-dying-arctic/a-55238214

    https://www.arctictoday.com/an-arctic-expedition-plans-to-spend-a-year-in-ice-to-investigate-epicenter-of-climate-change/

    https://www.mosaic-expedition.org/wp-content/uploads/2019/09/mosaic-factsheet-facts-on-sustainability.pdf

    A cura di Simone Riga

    22 Ottobre 2020 - 10:26

    “L’insostenibilità degli allevamenti intensivi in Italia”, l’ultimo report di Greenpeace

    Che il consumo eccesivo della carne sia insostenibile è già cosa nota a molti, ma Greenpeace Italia ha voluto dare un ulteriore contributo alla tematica andando ad analizzare nello specifico l’impatto di tale settore produttivo sull’ambiente. Dallo studio è emerso che consumiamo una volta e mezza le risorse naturali presenti nei terreni agricoli di cui disponiamo, e ciò dipende dall’agricoltura e la zootecnia per l’appunto. Per effettuare questa ricerca l’Ong ha preso in considerazione l’impatto ecologico di un dato settore confrontandolo con le reali capacità che ha quella precisa zona, ossia la propria biocapacità, di assorbire le emissioni e i rifiuti prodotti. Nel caso degli animali allevati sono state prese in considerazione solamente le emissioni dirette, escludendo quelle indirette che concernono tutta la filiera, quali avrebbero portato ad una cifra ancora più alta dell’impatto ecologico.

    Dalla ricerca è emersa l’insostenibilità dell’agricoltura e della zootecnia, quali prese nell’insieme creano un deficit tra la domanda e l’offerta di risorse naturali; gli allevamenti, come si pensava, pesano non poco sull’impatto totale considerando che richiedono il 39% delle risorse naturali del paese, e si trattano solo delle emissioni di gas serra derivate da deiezioni e fermentazione enterica degli animali allevati. L’apice dell’impronta ecologica si raggiunge in Lombardia, la quale da sola, nel settore zootecnico, contribuisce per oltre un quarto sull’intero impatto nazionale “divorando” il 140% della biocapacità della regione. L’intera area del Bacino Padano, che racchiude più regioni, contribuisce per oltre la metà del totale del paese, sempre prendendo come riferimento la zootecnia. 

    Lo studio mostra come la situazione sia assolutamente fuori controllo, e un’inversione di rotta è indispensabile, e possibile, solo se attraverso la strategia della nuova PAC, che verrà decisa nei prossimi giorni, si freneranno i sussidi agli allevamenti intensivi. Ma il cambio di rotta dovrebbe arrivare prima di tutto dal singolo cittadino che responsabilmente dovrebbe cominciare ad affrontare uno stile di vita più sostenibile, per sé stesso e per gli altri. “Una maggiore attenzione a salute e
    alimentazione può comportare un vero e proprio cambiamento di sistema, che porti a produrre, ma anche, a consumare meno”, ha dichiarato Riccardo De Lauretis, responsabile dell’area emissioni e prevenzione dell’inquinamento atmosferico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

    Per leggere il report completo aprire il seguente link https://storage.googleapis.com/planet4-italy-stateless/2020/10/b3ee8b89-report-il-peso-della-carne.pdf

    A cura di Simone Riga

    22 Ottobre 2020 - 10:21

    Cultura. Spini: soddisfazione per aumento fondi a Istituti Culturali

    Il Presidente dell’Associazione delle Istituzioni Culturali Italiane, Valdo Spini, in relazione ai recenti documenti di bilancio approvati dal Consiglio dei Ministri, ha dichiarato.

    “In una situazione per tanti versi preoccupante, un segnale concreto di apprezzamento verso lo sforzo e la mobilitazione in atto da parte delle Fondazioni e degli istituti culturali è venuto dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini che è riuscito ad ottenere un incremento di 17 milioni di lire sul Fondo degli Istituti portandolo da 33 a 50 milioni e rendendolo strutturale cioè non più soggetti a mutamenti anno per anno.

    Un risultato di grande soddisfazione per l’Aici che tiene ad esprimere il suo apprezzamento in particolare al Ministro Franceschini. Non solo quindi si è raddrizzata una situazione che nel 2014 vedeva addirittura dimezzati i contributi rispetto a quelli precrisi del 2007-2008, ma l’aumento registrato è veramente sostanziale. E soprattutto, assumendo caratteristiche strutturali, toglie le Fondazioni e gli Istituti culturali dalla condizione di non poter programmare le proprie iniziative.

    Una decisione, quindi, che motiva e fondazioni e degli istituti culturali ad intensificare la loro azione, all’insegna del motto “Riparti Italia, riparti cultura” che ha caratterizzato la nostra conferenza di Milano

    del 5 ottobre scorso. Dobbiamo ora utilizzare bene questi fondi pensando in particolare alle giovani e ai giovani del nostro paese, dando loro la possibilità di essere protagonisti dei processi culturali e di trovare concrete prospettive di lavoro e di ricerca nelle fondazioni.

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