14 Ottobre 2020 - 06:41

    Indice Globale della Fame 2020: In oltre 50 Paesi resta alto l'allarme

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    Cesvi presenta la quindicesima edizione dell’Indice Globale della Fame (GHI 2020): lenti progressi, ma la fame rimane acuta. Obiettivo Fame Zero raggiungibile nel 2030 solo riesaminando i sistemi alimentari in modo equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Le conseguenze del Covid-19, unite al cambiamento climatico, aggravano fame e malnutrizione. Potrebbero raddoppiare le persone esposte alla fame e all’indigenza.

    Dall’Indice Globale della Fame 2020 emerge che, a livello mondiale, la fame è ad un livello moderato, in miglioramento rispetto al 2000, ma resta alto l’allarme fame e malnutrizione: 11 paesi registrano livelli di fame allarmanti e 40 paesi appartengono alla categoria grave 1 . Le conseguenze socioeconomiche dell’emergenza Covid-19 potrebbero peggiorare la situazione e vanno ad aggiungersi all’impatto del cambiamento climatico sulla produzione, disponibilità e qualità del cibo e quindi sulla sicurezza alimentare globale. L’Indice Globale della Fame (Global Hunger Index, GHI) realizzato da Welthungerhilfe e Concern Worldwide e curato da Cesvi per l’edizione italiana, è uno dei principali rapporti internazionali per la misurazione multidimensionale della fame nel mondo. La quindicesima edizione è stata presentata in un incontro digitale moderato dal giornalista di Radio 24 Giampaolo Musumeci, con la partecipazione del geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, della Presidente Cesvi Gloria Zavatta, della Head of Mission in Kenya e Somalia Cesvi Isabella Garino e della Advocacy Coordinator Cesvi Valeria Emmi.

    Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e la Banca Mondiale quasi 690 milioni di persone sono denutrite; 144 milioni di bambini soffrono di arresto della crescita e 47 milioni soffrono di deperimento e 5,3 milioni sono morti prima dei cinque anni nel 2018, in molti casi a causa della malnutrizione. L’Indice Globale della Fame è uno strumento sviluppato per misurare e monitorare complessivamente la fame a livello mondiale, regionale e nazionale, sulla base dell’analisi di quattro indicatori: denutrizione, deperimento infantile, arresto della crescita infantile e mortalità dei bambini sotto i cinque anni. L’Indice Globale della Fame2020 si concentra sulla fame in relazione alla salute umana, animale e ambientale e lo sviluppo di relazioni commerciali eque, mostrando come le attuali sfide siano interconnesse e richiedano un'azione a lungo termine e soluzioni politiche.

    Dall’edizione 2020 emerge che il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG), conosciuto come Fame Zero, fissato per il 2030, rischia di non essere raggiunto: al ritmo attuale, 37 paesi non riusciranno nemmeno a raggiungere un livello di fame basso nella Scala di Gravità. Inoltre, la pandemia di COVID-19 e la relativa recessione economica, e le devastanti conseguenze del cambiamento climatico, stanno aggravando l'insicurezza alimentare e nutrizionale di milioni di persone.

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