Thu Jun 2022 - 10 36

42° Convegno delle Caritas diocesane

Written by AngeliPress

Sono 547 i partecipanti al 42° Convegno delle Caritas diocesane, provenienti da 165 diocesi: 36 diaconi, 11 consacrati, 79 presbiteri, 15 religiosi, 7 vescovi e 399 laici, d cui 125 con meno di 35 anni. A questi si aggiungono un centinaio tra operatori e volontari di Caritas Ambrosiana.

Speriamo che sia per tutti non un punto di arrivo ma di ripartenza, lungo le tre vie che papa Francesco ci ha indicato: gli ultimi, il Vangelo, la creatività” Così don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, si è fatto portavoce di tutti i convegnisti nel suo saluto in occasione della concelebrazione in Duomo che si è tenuta il 21 giugno alle 17.30, chiedendo al Signore di “accompagnarci lungo le tre vie, camminando al nostro fianco, soprattutto nelle prove perché, come ci ha esortato papa Francesco, possiamo aiutare la Chiesa tutta a rendere visibile l’amore di Dio, a vivere la gratuità e aiutare a viverla, ad accompagnare i fratelli più deboli, ad animare le comunità cristiane, a ricercare la carità come sintesi di tutti i carismi dello Spirito (cfr 1 Cor 14,1)”.

Nell’omelia, l’arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini ha messo in evidenza che si possono raccogliere dal Vangelo cinque avversative che Gesù pratica mentre dichiara la sua volontà di purificare il lebbroso: non la prestazione, ma la relazione, non il sollievo, ma la salvezza, non l’accondiscendenza, ma la vocazione, non l’individuo, ma la persona nella comunità, non la popolarità, ma l’obbedienza al Padre. In particolare su quest’ultima avversativa Mons. Delpini ha sottolineato che “Gesù guarisce la persona e rifugge dalla popolarità che pretende di trattenerlo, di fissarlo in un ruolo, di ridurre la sua missione a supporto di un mondo vecchio e statico. La sua missione è obbedienza al Padre che vede nel segreto, è docilità allo Spirito che lo spinge sempre oltre, è missione di evangelizzazione che deve giungere anche oltre, anche altrove, anche là dove nessuno lo aspetta e nessuno lo cerca”.

Nella mattinata di ieri, dopo la preghiera e la lectio guidata sempre dalla pastora Lidia Maggi e la testimonianza di suor Simona Cherici della Fraternità della Visitazione di Piandiscò (Arezzo), si sono svolte quattro assemblee tematiche: "Chiesa-Caritas in risposta al grido dei poveri e della terra" con padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano, "Chiesa-Caritas in equilibrio tra emergenza, quotidianità e futuro nella sfida della sostenibilità" con Chiara Giaccardi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, "Chiesa-Caritas alle prese con la sfida di un’economia giusta" con Leonardo Becchetti, docente di Economia politica, Università Tor Vergata, Roma, "Chiesa-Caritas nella dimensione locale ma dentro la sfida globale: quale territorio e in quale relazione" con Elena Granata, docente di Urbanistica, Politecnico di Milano.

A seguire i tavoli di confronto per l’individuazione di spunti e piste per la Caritas del futuro.

La presentazione dell’audiolibro “Eccomi” della Collana PhonoStorie curata da Caritas Italiana e Rete Europea Risorse Umane, dedicato alla beata suor Maria Laura Mainetti, della Congregazione delle Figlie della Croce uccisa nel 2000. Sarà presente il vescovo di Como, Mons. Oscar Cantoni.

"Note di Pace: voci e suoni dall’Ucraina" con interventi di padre Vyacheslav Grynevych, segretario generale di Caritas-Spes Ucraina, Tetiana Stawnichy, presidente di Caritas Ucraina, Mira Milavec, Caritas-Spes Ucraina, Amina Krvavac, direttrice esecutiva del Wcm (War Childhood Museum), il museo dell’infanzia di guerra di Sarajevo, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana. E con la partecipazione della violinista russa Ksenia Milas e del violinista ucraino Oleksandr Semchuk.

 

È terminato oggi il 42° Convegno che ha visto per tre giorni direttori e collaboratori delle Caritas diocesane e di Caritas Italiana confrontarsi su come camminare insieme sulla via degli ultimi.

La mattinata si è aperta con la lectio guidata dalla pastora Lidia Maggi e la testimonianza di Vincenzo Linarello, presidente del consorzio GOEL, una comunità di persone, imprese e cooperative che operano per il riscatto della Calabria attraverso l'impresa sociale come principale motore di cambiamento.

“Abbiamo pensato – ha sottolineato Linarello - a una realtà di imprese sociali capaci di generare lavoro e un'alternativa al sistema per tutte quelle imprese che hanno luminosamente scelto di affrancarsi dalle mafie". A seguire la tavola  rotonda coordinata dal giornalista Luca Cereda, che ha visto la partecipazione di 4 giovani che hanno parlato delle loro esperienze e di come hanno vissuto queste giornate di Convegno: Aldo Lazzari, referente Young Caritas di Bergamo, Andrea Campisi, che ha finito il Servizio Civile presso la Caritas diocesana di Siracusa, Maria Chiara Barzacca, membro dell’equipe di Caritas diocesana di Spoleto-Norcia e referente per i giovani, Noemi Calgaro, che ha terminato l’esperienza come casco bianco in Guatemala.

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino» è stato il brano del vangelo di Matteo alla luce del quale si sono susseguiti dall’inizio del Convegno i molteplici interventi dai quali don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha estrapolato alcuni spunti: “Vivere la complessità, con lo stile del vangelo, annunciare la speranza per uscire dal guado, insieme, nella chiesa, nel mondo, in ascolto, oltre gli schemi, accompagnando con creatività, attenzione e cura, da cittadini attivi, in rete, nella giustizia e nella legalità, con fantasia e vivacità”.

Padre Giacomo Costa, presidente della Fondazione Culturale San Fedele e consultore della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, ha interagito con don Pagniello raccogliendo le suggestion emerse dal confronto nei gruppi per provare a dare qualche indicazione su quali prospettive si aprono oggi per Caritas. “Il cammino sinodale – ha ricordato p.Costa - è più avanti di noi, ci precede, e apre i nostri occhi su esperienze di sinodalità già in atto. Ma anche sulle difficoltà…Essenziale è il contributo di Caritas a partire dalla sua esperienza a contatto con gli ultimi che deve fecondare e aprire alla creatività Chiesa e comunità. L’ascolto della realtà, sociale ed ecclesiale, e la luce che proviene dalla contemplazione del Mistero possono aprire processi di discernimento comune in vista di scelte concrete. L'ascolto della Parola ci porta a quell' attenzione indispensabile per poter ascoltare i piccoli, ci inoltra nei cammini della democrazia, che cominciamo a saper leggere teologicamente, come luoghi della rivelazione dello Spirito”. Infine ha evidenziato una domanda: “A quale travaso, traboccamento di amore è oggi chiamata la Caritas?”

Riprendendo la parola don Pagniello ha detto “Lungo le tre vie continuiamo a camminare insieme con tre consapevolezze: fare la nostra parte come chiamata alla responsabilità, abitare le tensioni con dinamismo, partire dal protagonismo dei poveri per riconfigurare le nostre realtà”.

Il Convegno si è chiuso con la concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e Presidente di Caritas Italiana.

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