Tue Jul 2021 - 05 07

Maria Rita Parsi: "O anche no" un programma illumina la tv, l'articolo pubblicato su Il Giorno

Written by Maria Rita Parsi

La televisione sta vivendo forse la sua peggiore stagione. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un aumento esponenziale dell’offerta, in termini di canali e programmi, alla quale però non è corrisposto un innalzamento della qualità complessiva delle proposte. Anzi, in molte occasioni si è prodotto un livellamento verso il basso, che non riguarda le tecniche di ripresa e montaggio né la professionalità di attori e conduttori, ma i contenuti. In altre parole, il peggioramento non investe la forma, ma la sostanza. Non citerò i più “fulgidi” esempi di questa “galleria degli orrori”, sarebbe fare ulteriore pubblicità a trasmissioni che hanno l’imperdonabile demerito di impattare, in maniera violenta e altamente condizionante, sulla mente dei più giovani, pronti ad emulare words and deeds degli antieroi che infestano il piccolo schermo. Voglio invece porre l’attenzione su un piccolo faro, che illumina di una luce buona il palinsesto di Rai2. Sto parlando di “O anche no”, programma sull’inclusione e la solidarietà in onda tutti i venerdì a intorno alla mezzanotte e in replica la domenica mattina. A condurlo è Paola Severini Melograni, impegnata da decenni nel Terzo Settore, che ha avuto l’idea e anche la forza di “imporre” (perché non è stata impresa facile) queste tematiche in tv, e per di più su una rete generalista. Porre l’attenzione sulla diversabilità significa renderne pubblici i codici, svilupparli, interpretarli: fase propedeutica a ogni possibile integrazione, inclusione e, in alcune occorrenze della diversabilità mentale, prevenzione. Molti ricorderanno E.T., il film di Steven Spielberg che, al di là degli effetti speciali, è una magnifica lezione, pluripremiata dalla critica, sul rispetto e la protezione del “diverso”, temuto e deriso dagli adulti, protetto ed accolto dei bambini. Ecco, mi piace pensare a “O anche no” come l’extraterrestre della tv italiana: un alieno che, esaltando la forza della fragilità, può contribuire al cambiamento: dalla diffidenza all’accoglienza. Scuole, strutture abitative, luoghi attrezzati per il turismo accessibile, oratori impianti sportivi e tante altre realtà: ogni puntata è un viaggio nel mondo della diversibilità e dei suoi protagonisti, le cui voci trovano finalmente un megafono pronto ad accoglierle. Io, che da decenni ripeto che la diversabilità è un patrimonio ed un’ occasione di crescita per tutti, guardo questa trasmissione e trovo conferma che esiste, per quanto nascosta, ignorata dai media, un’Italia fatta sì di storie difficili e tragiche, ma anche di altrusimo e straordinaria solidarietà. Storie che andrebbero messe in primo piano: grazie a Paola per avere il coraggio di farlo ogni settimana, nella speranza che la sua “militanza” sia di esempio per molti suoi (e miei) colleghi giornalisti.

pubblicato in Autorevoli Editorialisti

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