...

Maria Rita Parsi

Presidente Fondazione Movimento Bambino

24 Sep 2021 - 05:25

Maria Rita Parsi su caso Eitan

Il rapimento del piccolo Eitan pone una volta di più, e con modalità clamorose, l’accento sulla distanza che separa l’attuazione dell’art.3 della Convenzione Onu dei diritti dei Fanciulli e delle Fanciulle, laddove bisogna procedere nell’assoluto superiore interesse dei minori, dalla colpevole incompetenza di tanti adulti.
Il caso è ben noto: una famiglia distrutta, pochi mesi fa, in un incidente sulla funivia del Mottarone con un unico sopravvissuto: Eitan Biran, 5 anni, salvato dal padre, che gli ha fatto scudo col proprio corpo...

Leggi tutto
12 Sep 2021 - 05:20

"Regole" sul secondo ritorno a scuola nell'era Covid-19. Un nuovo decalogo realizzato dalla prof.ssa Parsi

Dopo la famiglia, prima agenzia educativa, modello primario di accudimento e di affetti, c’è la scuola, seconda agenzia educativa laddove gli insegnanti dovrebbero, si spera, educare non solo al piacere del sapere ma alla conoscenza e al rispetto delle regole del vivere collettivo, favorendo socializzazione, integrazione, inclusione. Così, sono i genitori e gli insegnanti, anzitutto e soprattutto, le figure di riferimento per i minori a dover dare loro il convincimento e l’esempio che vaccinarsi è, oggi, a motivo della pandemia generata dal Covid-19, una prevenzione e una responsabilità necessarie a favorire e a consentire la ripresa del quotidiano impegno scolastico. In presenza e in piena sicurezza, propria e altrui. Tenendo sempre presente che la libertà individual...

Leggi tutto
10 Sep 2021 - 05:52

Maria Rita Parsi su Covid e gaming online

La pandemica Cina, dopo aver infettato il pianeta con il Covid-19, ed essersi poi impegnata con le altre nazioni a contenere e arginare, ma non ancora a sconfiggere, il virus, è ora in battaglia con un’altra pandemia: quella della dipendenza da videogames. Secondo la società di consulenza Niko Partners, nel gigante asiatico i giocatori saranno, entro il 2025, 781 milioni; buona parte dei quali giovani o giovanissimi, visto che l’età media nel Paese è di 38,8 anni e che la fascia 0-14 anni costituisce il 17,95% della popolazione. Va da sé che il giro d’affari è enorme (ci si sta avvicinando gradualmente ai 50 miliardi di dollari di fatturato), e che la Cina sta soppiantando Giappone e Stati Uniti come leader del settore su scala globale, attraverso le sue aziende di gaming, Tencent e NetEase in prima linea. Una leadership tecnologica e commerciale che potrebbe essere propedeutica ad una “colonizzazione integrale”...

Leggi tutto
08 Aug 2021 - 05:21

Maria Rita Parsi su media e violenza minorile

Già vent’anni fa, la Professoressa Gambardella dell’Università Federico II di Napoli sottolineava che essere costantemente esposti alla visione di atti violenti può indurre la tendenza a voler ripetere quelle azioni. Il rischio investe soprattutto i bambini, che assorbono (“come spugne” si dice nel gergo comune), informazioni sociali, culturali, affettive, comportamentali destinate a divenire parte integrante del proprio essere. Tale sovraccarico di messaggi e di esempi violenti, già presente decenni addietro, si palesa al giorno d’oggi come una autentica emergenza. Lo affermo sulla base del mio lavoro di piscoterapeuta e psicopedagogista, che mi porta sempre più spesso ad interfacciarmi con minori violenti, ed anche sulla scorta delle esperienze maturate e maturande con la Fondazione Movimento Bambino Onlus che presiedo, attraverso numerosi progetti dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Uno di...

Leggi tutto
27 Jul 2021 - 05:07

Maria Rita Parsi: "O anche no" un programma illumina la tv, l'articolo pubblicato su Il Giorno

La televisione sta vivendo forse la sua peggiore stagione. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un aumento esponenziale dell’offerta, in termini di canali e programmi, alla quale però non è corrisposto un innalzamento della qualità complessiva delle proposte. Anzi, in molte occasioni si è prodotto un livellamento verso il basso, che non riguarda le tecniche di ripresa e montaggio né la professionalità di attori e conduttori, ma i contenuti. In altre parole, il peggioramento non investe la forma, ma la sostanza. Non citerò i più “fulgidi” esempi di questa “galleria degli orrori”, sarebbe fare ulteriore pubblicità a trasmissioni che hanno l’imperdonabile demerito di impattare, in maniera violenta e altamente condizionante, sulla mente dei pi...

Leggi tutto
26 Jul 2021 - 05:23

Maria Rita Parsi su nuovo modello di carcere

Mentre scrivo, penso alle “Lettere dal Carcere” di Antonio Gramsci. E mi chiedo quali lettere dal carcere, oggi,potrebbero, inviare al Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, quelli che- colpevoli, presunti colpevoli o, perfino, innocenti- stanno scontando, in carcere, la loro pena. Quei “cattivi” sono “doppiamente” imprigionati, proprio nel senso che la radice latina della parola suggerisce: “Captivus” ovvero “Prigioniero”. Ma, proprio in prigione, se ben contenuti e trattati, essi potrebbero comprendere il valore del redimersi e della libertà. E così dovrebbe, in assoluto, essere se si considerassero le strutture carcerarie come luoghi di pena istituiti al fine della riabilitazione di chi , per scontarla, vi è rinchiuso. Infatti, i carcerati sono “doppiamente prigionieri”. Sia perché detenuti e sia perché “incattiviti” dai loro vissuti...

Leggi tutto
06 Jun 2021 - 07:23

Maria Rita Parsi su caso Saman Abbas

Per ripartorire il mondo, per liberarlo dalle millenarie, crudeli, sempre reiterate infamie e vessazioni, dalle quali è oppresso e con le quali opprime, in primis, le donne e i bambini, si potrebbe rinunciare all’ipotesi che Eva sia nata da una costola di Adamo. Mia madre, provocatoriamente, ebbe a dire: “Per questo la donna è così resistente!”. Personalmente, credo che resistere sia stata la vera, formidabile capacità delle donne. O, almeno, della stragrande maggioranza di loro. E, certamente, delle “donne amiche delle donne” che hanno dovuto combattere, anche e soprattutto, per contrastare la vergognosa, distruttiva ascesa del maschilismo, appreso e sotteso, delle “donne nemiche delle donne”. Alle quali spetta un posto di prim’ordine quando si tratta di “dare corpo” al potere distruttivo che ammala tanti uomini, in ogni umana collettività. Uomini che anche quelle donne possono aver partorito e ai quali, da madri e ...

Leggi tutto
06 Jun 2021 - 03:23

Maria Rita Parsi su caso Saman Abbas

Per ripartorire il mondo, per liberarlo dalle millenarie, crudeli, sempre reiterate infamie e vessazioni, dalle quali è oppresso e con le quali opprime, in primis, le donne e i bambini, si potrebbe rinunciare all’ipotesi che Eva sia nata da una costola di Adamo. Mia madre, provocatoriamente, ebbe a dire: “Per questo la donna è così resistente!”. Personalmente, credo che resistere sia stata la vera, formidabile capacità delle donne. O, almeno, della stragrande maggioranza di loro. E, certamente, delle “donne amiche delle donne” che hanno dovuto combattere, anche e soprattutto, per contrastare la vergognosa, distruttiva ascesa del maschilismo, appreso e sotteso, delle “donne nemiche delle donne”. Alle quali spetta un posto di prim’ordine quando si tratta di “dare corpo” al potere distruttivo che ammala tanti uomini, in ogni umana collettività. Uomini che anche quelle donne possono aver partorito e ai quali, da madri e ...

Leggi tutto
03 Jun 2021 - 07:23

Maria Rita Parsi su caso Saman Abbas

Per ripartorire il mondo, per liberarlo dalle millenarie, crudeli, sempre reiterate infamie e vessazioni, dalle quali è oppresso e con le quali opprime, in primis, le donne e i bambini, si potrebbe rinunciare all’ipotesi che Eva sia nata da una costola di Adamo. Mia madre, provocatoriamente, ebbe a dire: “Per questo la donna è così resistente!”. Personalmente, credo che resistere sia stata la vera, formidabile capacità delle donne. O, almeno, della stragrande maggioranza di loro. E, certamente, delle “donne amiche delle donne” che hanno dovuto combattere, anche e soprattutto, per contrastare la vergognosa, distruttiva ascesa del maschilismo, appreso e sotteso, delle “donne nemiche delle donne”. Alle quali spetta un posto di prim’ordine quando si tratta di “dare corpo” al potere distruttivo che ammala tanti uomini, in ogni umana collettività. Uomini che anche quelle donne possono aver partorito e ai quali, da madri e ...

Leggi tutto
30 Apr 2021 - 03:00

Maria Rita Parsi su caso Daniela Molinari

C'è una donna di 47 anni, malata di tumore, per la quale sarebbe necessario rintracciare una madre che non l'ha abortita ma, per nove mesi, l’ha portata in grembo, aspettando di lasciarla nelle mani delle suore che l'hanno aiutata a partorirla. Il profondo disagio - se non l’odio e il rifiuto - che ha accompagnato l'attesa di partorirla, costituiscono un “imprinting”, definitivo e sostanziale, che, insieme all'abbandono patito dopo il parto prima che altri si prendessero l'onore e l'onere di adottarla, la dice lunga sul tumore che oggi colpisce Daniela Molinari. Queste circostanze, ne sono scientificamente certa, hanno contribuito a fare di quel tumore l'espressione di un dolore e di un abbandono che quella donna ha patito già da quando è stata concepita. Sua madre si è resa irrintracciabile. Non ha voluto neppure che il suo nome, nonostante approfondite ricerche che sono state condotte per ritrovarla, fosse, in alcun modo individuato. E ora ...

Leggi tutto
18 Apr 2021 - 03:00

Maria Rita Parsi su caso Denise Pipitone

Il ritorno di attenzione su Piera Maggio e sua figlia Denise Pipitone, scomparsa nel nulla il primo settembre 2004 all'età di 4 anni, mi ha fatto risalire alla mente e al cuore il rapporto con l'amatissima Mazara del Vallo, della quale sono stata nominata cittadino onorario dall’allora sindaco Nicolò Cristaldi. Prima di parlare del caso disperatissimo di Piera Maggio e del padre naturale di Denise, Piero Pulizzi, vorrei sottolineare quanto Mazara del Vallo sia una terra di frontiera e come per anni, dal 2007 ad oggi, la mia Fondazione Movimento Bambino abbia lavorato con Carmela Nazareno, della Associazione Maria SS. del Paradiso, coinvolgendo tutti i centri didattici della città. Il nostro obiettivo era quello di mobilitare i ragazzi a svolgere un'attività creativa intorno ai temi della legalità, dell'inclusione, della creatività, del pensiero bam...

Leggi tutto
11 Feb 2021 - 04:00

Maria Rita Parsi: Violenza e Covid-19

Vorrei lanciare un serio allarme. Non possiamo restare indifferenti di fronte alla “strage di bambini” e ai femminicidi che, oggi, accompagnano, parallelamente, la “strage degli anziani” messa in atto dal nemico, si spera arrestabile, del virus Covid-19. Dobbiamo agire contro questa terrificante ignominia cercando un vaccino, civile e preventivo che, finalmente e decisamente, la arrestino. È di pochi giorni fa la notizia di un bambino di due anni massacrato a botte dal compagno ghanese della madre che, finalmente, lo ha denunciato e che ora è ricoverata, in stato di shock. Da tempo quella donna subiva minacce e percosse ma, come molte altre, non lo aveva denunciato.

Perché? Certamente perché aveva paura; cert...

Leggi tutto
08 Feb 2021 - 04:00

Maria Rita Parsi su Covid e RSA

Le violenze e i maltrattamenti per i quali sono stati arrestati altri 3 operatori sociosanitari della casa di riposo di Varazze, hanno fatto salire a sei il numero dei soggetti maltrattanti in quella struttura. E hanno, ulteriormente, evidenziato in quale tipo di violenze possono incappare gli anziani, già vittime prioritarie del Covid-19. Poiché il virus fa soprattutto “strage di anziani” i quali, insieme ai medici, agli infermieri, agli operatori sociosanitari ed amministrativi degli ospedali e a coloro che sono preposti , in vario modo, all’assistenza di malati e anziani, saranno e sono i primi ad essere vaccinati. E se, in apparenza, questo può sembrare e, si spera, lo sia, un vantaggio, posto a salvaguardia della loro salute e di quella della collettività, in verità, rappresenta, al contempo, l’esperienza dell’essere “cavie”. Cavie di un vaccino la cui efficacia ed i cui effetti secondari preoccupano. Sopra...

Leggi tutto
29 Jan 2021 - 04:00

"Minori e Tik Tok", un approfondimento di Maria Rita Parsi

Se, oltre al generoso dono degli organi fatto dai genitori di Antonella, la bambina di dieci anni, morta a Palermo per mettere alla prova la sua resistenza fisica al soffocamento, nel desiderio di rendersi visibile ai coetanei del virtuale mondo del Tik Tok, noi volessimo, per intelligenza e metodo, aggiungere il dono del possibile significato che simili atti di sfida rappresentano per tanti minori, potremmo,forse, comprendere meglio cosa questa innocente creatura abbia voluto esprimere con il suo agire. “I bambini sono poeti: agiscono”. “Nascono imparati”- come dice il mio amico, Salvatore Giannella, grande giornalista. E agiscono quel che profetizza “la mente intuitiva” che, secondo Albert Einstein , ne caratterizza, quale “dono sacro”, il sentire.

E che cosa potrebbe aver voluto, forse, esprimere Antonella, in tempi come questi laddove essere “resilienti”, ovvero “resistere” alle condiz...

Leggi tutto
23 Jan 2021 - 04:01

Adolescenti auto-sfregiati: protesta visibile di un dolore psichico

Quei fidanzatini, adolescenti in amore di 17 e 14 anni, che, nel milanese, si sono vicendevolmente sfregiati il volto, tagliandosi le guance all’altezza della bocca, hanno voluto imitare l’orrendo, doloroso sorriso, “be happy” di Joker. E lo hanno fatto per incidere una protesta che molti adolescenti adottano, “spostando” sul dolore fisico che si infliggono, allorquando si tagliano, il dolore psichico dell’insopportabile disagio interiore che avvertono. Per non sentirlo più, sostituendolo con una ferita che nessuno adulto, in questo caso, può far finta di non vedere. Infatti, assai spesso, i ragazzi che adottano questi iniziatici riti di resistenza al dolore, lo fanno tagliandosi le braccia e, poi, nascondendo le loro sanguinanti ferite nelle maniche di camicie e maglioni. I due fidanzatini, invece, quelle ferite hanno deciso di mostrarle, incidendosele vicendevolmente, sul volto. Ma, al contempo, quando sono stati soccorsi, hanno costrui...

Leggi tutto
15 Jan 2021 - 04:07

Un articolo di Maria Rita Parsi su risse tra minori

Molti si staranno interrogando sul perché gang di giovani scatenati si riversano in massa, nelle strade e nei parchi, per scontrarsi tra loro, senza alcun rispetto per le regole imposte dal lockdown che vietano ogni assembramento. Per scagliarsi con violenza gli uni contro gli altri, in nome dell’appartenenza a clan rivali. Forse, però, osservando le matrici di simili comportamenti, si potrebbe dire che, antropologicamente e simbolicamente, quei giovani stanno “mettendo in scena” quel che fornisce loro il mondo, quale esempio di comportamenti disfunzionali, violenti, trasgressivi.

Prigionieri in casa - come lo sono in tanti, troppi casi,i popoli della terra - in ragione dell’irresponsabilità di chi li governa, quei ragazzi arrabbiati, disperati, delusi dalla ricerca, per loro vana, di guide autorevoli alle quali fare riferimento per accettare ed osservare leggi e regole del cuore e della ment...

Leggi tutto