Paolo Cendon

    Paolo Cendon

    IL PATTO DI RIFIORITURA” articolo di Paolo Cendon

    Quante superficialità, improvvisazioni in tema di diritti delle persone fragili!

    Quante distorsioni, inesattezze sul ‘’patto di rifioritura’’ ….

    Non si tratta certo – basta scorrere la normativa che proponiamo - di una misura che attribuisca al giudice il potere di imporre al beneficiario, attraverso l’Amministratore di Sostegno terapie e trattamenti altrimenti esclusi, impossibili.

    E’ esattamente il contrario: si tratta di precisare nel codice civile, a chiare lettere, che soltanto a certe condizioni, ossia unicamente se saranno soddisfatte le cinque garanzie che prevede l’ultimo neo-comma dell’art. 411, quelle soluzioni medico-esistenziali suggerite dallo psichiatra (davanti al bisogno di un consenso informato, onde poter procedere clinicamente, farmacologicamente, organizzativamente) saranno possibili.

    Altrimenti no, non si potrà fare, entreremmo nel campo dell’abuso, del proibito, dell’illecito.

    Siamo nel 2021, ecco il punto: molta acqua è passata sotto i ponti, dal 1978, dal 2004, ecco cosa è successo nel frattempo:.

    - BOOM DELLA LEGGE SULL’A.D.S., sul piano numerico (oltre 300.000 procedimenti aperti ad oggi)

    - NON PIENO DECOLLO DELLA 180 nella pratica sanitaria (eufemismo), le famiglie sono troppo spesso abbandonate a se stesse, non sanno oggi che fare, come muoversi, i portatori di ombre mentali vagolano frequentemente in una specie di vuoto, di niente, popolato solo di psicofarmaci, i suicidi e le sofferenze aumentano

    - TREND DELLE DIFFICOLTÀ PSICHICHE che non si è certo attenuato, per qualità e quantità, nella società italiana, tutt’altro, specie coi tempi che viviamo

    - SCARSEZZA DEGLI INVESTIMENTI pubblici di personale, di strutture e di risorse nella giurisdizione volontaria (pochi giudici, pochi cancellieri, tutto col contagocce, salvo che in certe città fortunate)

    - BOOM DEI DECRETI GIUDIZIALI volti, da qualche anno, in molte zone d’Italia, a conferire agli amministratori deleghe in bianco anche a livello sanitario, psichiatria compresa, in modo standardizzato, automatico

    - PRESA D’ATTO CHE IL GIUDICE TUTELARE già interveniva a piene mani, anche contro la volontà dell’interessato, sul piano economico (banca, condominio, pensioni), sul piano personale (famiglia, residenza, testamenti), cioè su due piani che secondo l’OMS sono pur sempre di per sé ‘’salute’’

    - PREVEDERE ANCHE FLEBO, scelte di comunità, pasticche e siringhe nei decreti aggiungeva ben poco, ed è ciò che i giudici hanno fatto

    Eravamo insomma, da qualche anno, in una logica in cui la legge sull’Ads si era conquistata i galloni di NORMA FORMALMENTE RILEVANTE AI SENSI DEL 2° COMMA DELL’ART.32 DELLA COSTITUZIONE

    - I GIUDICI TUTELARI avvertivano da tempo tutto questo: erano \ sono spesso pochi, con poco tempo, non in grado di approfondire l’istruttoria, necessitati a conferire poteri ampi agli amministratori, specie in materie delicate come quella delle fragilità mentali e delle dipendenze

    - LA LEGGE SUL CONSENSO INFORMATO, la n.219, ha nel 2017 suggellato in Italia la categoria della ‘’rappresentanza esclusiva’’ in ambito sanitario; se ne parla lì per i trattamenti di fine vita, è ovvio però che se una realtà del genere vale su un terreno così estremo, come quello della morte, a maggior ragione vale per gli altri

    - C’È STATO UN GIUDICE A PAVIA che ha accusato quell’indicazione normativa di essere forse incostituzionale, la Corte ha però stabilito di recente che così non: è il Giudice dell’AdS a stabilire cosa va bene e cosa va male, in ambito di consenso informato sanitario, espresso a favore del beneficiario dissenziente, e la Costituzione è per se stessa d’accordo con tutto ciò, purché di quei poteri si faccia buon uso

    - OCCORRE VENGA INTRODOTTO al più presto l’USTFAS, ‘’Ufficio sportello triangolare per la fragilità e l’amministrazione di sostegno’’, che aiuti il giudice a fare il suo lavoro, a livello comunale, che prenda in carico i fragili, sul piano amministrativistico, che sia in grado di fare ogni volta le necessarie verifiche, che assuma e smisti in tribunale le necessarie informazioni, caso per caso, che esegua controlli periodici

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    In Sintesi >>> Noi di ‘’Diritti In Movimento’’ vogliamo che il Giudice Tutelare NON FACCIA IL PONZIO PILATO, NON VOLTI LE SPALLE DINANZI AI BISOGNI DI CURA, RIFLETTA UN ATTIMO PRIMA DI FIRMARE I DECRETI; del resto i magistrati non ci ascolterebbero minimamente, se proponessimo loro una cosa abbandonica, irresponsabile, fuori dal tempo: vogliamo però che siano rispettate certe condizioni, quelle appunto del ‘’Patto Di Rifioritura’’, niente cambiali giudiziali come fotocopie, meccanicamente !!!

    VACCINAZIONE COVID, ITALIA, 2021 Articolo di Paolo Cendon

    RENDERE OBBLIGATORIA LA VACCINAZIONE? – Si, subito

    E L'ART. 32 COST. ? - Dice appunto che la salute è "interesse della collettività", spetta al legislatore difenderci tutti quanti noi, vecchi e giovani, donne e uomini, bianchi e neri

    UN VERO E PROPRIO T.S.O. INSOMMA, PER TUTTI? – Sì, secondo me

    NON SOLO GLI OSPITI DELLE CASE DI RIPOSO? – No, tutti quanti gli italiani, tutti quelli che vivono in Italia, bambini compresi, perché possono contagiare i nonni, i professori, le zie

    NON CI SI PUO’  MAI OPPORRE? – Mai, tranne il caso di comprovate allergie, di autentiche idiosincrasie fisiche

    PERCHÉ IL GOVERNO/LEGISLATOR NON L’HA FATTO ANCORA? – Prudenza eccessiva, dissensi interni, mancanza di coraggio normativo (di “palle”),  tatticismo, malintesi garantismi, Conte ha lasciato comunque capire che se proprio occorre si farà

    E OCCORRE PROPRIO, GIÀ OGGI? – Si, sì  -- doppio, come vuole la Bibbia

    PERCHÉ? – Per non soccombere  tutti quanti, per non estinguerci come razza italiana (ammesso che ne valga la pena), il Covid lascia tracce negative anche presso  chi guarisce

    IL PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO ATTUALE, PER LE RSA, ART. 5., COL SANITARIO ADS EX LEGE? – Tanto vale parlare di TSO, ripeto, si evitano assurde complicazioni, lungaggini, Speranza ha sbagliato a voler fare  da solo, a non consultare il Ministero della Giustizia, oltre tutto ha fatto un testo che fa venire il mal di testa, pessimo  linguisticamente,  anche con la lente di ingrandimento

    IL DISSENSO DELL’INTERESSATO, IL RICORSO AL GIUDICE TUTELARE? – Con 60 milioni di  italiani (di cui un  quarto protesterà …)  quel reclamo diventa una buffonata legislativa, una scelta ridicola, una presa in giro, il collasso sicuro degli uffici

    STATO DI NECESSITÀ, ART. 54 COD.PEN. ? – Esatto, tenendo condo che la pericolosità  dell'interessato da rintuzzare-debellare è in questo caso non solo quelle nei propri confronti personali, ma anche nei confronti degli altri: dovere di solidarietà

    E I MEDICI CHE HANNO PAURA DI PROCEDERE, PER L’EVENTUALE RESPONSABILITÀ, DANDO IL CONSENSO COME ADS, RIGUARDO AL  CASO IN CUI IL VACCINATO AVESSE DEI  DISTURBI? – Ripeto, gli idiosincratici comprovati hanno diritto di opporsi, unici in Italia, per tutto il resto non ci sarà alcuna responsabilità civile possibile per chi vaccina, l’art. 2236  c.c. sancisce già l’irresponsabilità del medico, salvo il caso di dolo o colpa grave, nei casi molto complicati, e qui ci siamo, forse non ci sarà neppure colpa lieve.

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