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    Giornata di Ritiro, 18 aprile con Ernesto Olivero e Francesco Occhetta

    Domenica 18 si terrà il ritiro mensile della Fraternità del Sermig.
    Ore 9,15: intervento di Francesco Occhetta, gesuita.
    A seguire: Ernesto Olivero legge la lettera alla Fraternità e agli amici.
    Ore 11:30: S.Messa.

    Puoi seguire la diretta su:  https://www.sermig.org/multimedia/live-streaming/ritiri.html?utm_campaign=14.04.2021&utm_medium=email&utm_source=newsletter

    Il Ramadan, una tradizione in tempo di pandemia

    «Dopo più di vent’anni in Italia, è la prima volta che dovrò passare il Ramadan lontana dai miei». A parlare è Sana El Gosairi: in tempi di Covid, i suoi genitori sono rimasti bloccati in Marocco per lo stop agli spostamenti che il Paese ha prorogato fino al 21 maggio.

    Gli occhi dei musulmani d’Italia sono tutti puntati sulla luna. Siamo al nono mese del calendario lunare islamico, e l’attenzione non può che essere focalizzata sui tg o sulle comunicazioni degli Ulema, i sapienti islamici, che annunciano formalmente l’inizio del Ramadan. È arrivato! Ramadan Mubarak, Ramadan Karim. Dalla Grande moschea di Roma, dopo una riunione con l’Inaf, arriva la notizia: la luna è stata avvistata. Gli auguri viaggiano con ogni mezzo disponibile, e i social aiutano in questo secondo anno del Covid, che obbligherà i musulmani a stravolgere riti e tradizioni secolari.

    All’alba di oggi, per 1,6 miliardi di fedeli nel mondo, inizia il mese del digiuno e della spiritualità. Secondo la tradizione, fu proprio in questo mese che il messaggero di Allah, Muhammad, ricevette la rivelazione del Corano come guida verso la retta via e la salvezza.Nel Ramadan ci si dedica al digiuno, alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina. Tutti i musulmani sani e adulti hanno l’obbligo di digiunare dall’alba al tramonto, senza mangiare, bere, fumare né praticare sesso. Sono esentati i minorenni, i vecchi e i malati, le donne che allattano, sono incinte o hanno il ciclo.

    In Italia, a seguire il Ramadan saranno oltre 2,5 milioni di musulmani, di prima e seconda generazione. A quelli provenienti dall’Africa, dall’Asia, dal Medio Oriente e dall’Europa dell’Est si aggiungono gli italiani convertiti che arricchiscono ancor di più la comunità islamica, multietnica ma anche e soprattutto sempre più italiana.
    Se da una parte molti musulmani residenti in Italia, soprattutto pensionati, negli anni scorsi sceglievano di passare questo mese nel loro Paese di origine, a casa di Sana El Gosairi succedeva il contrario. I suoi genitori, residenti in Marocco, venivano in Italia apposta per passare il Ramadan con i figli, cercando di tenere vivo quel senso di famiglia e comunità che in questo mese è centrale. «Sono la sorella maggiore — dice Sana — e quest’anno proverò io a portare avanti la tradizione con i miei due fratelli, quando sarà possibile vederci in sicurezza. A mia figlia di 8 anni invece ho fatto il regalo di comprarle diversi libri in italiano sull’Islam e il Ramadan. Per me è importante e vedo molta curiosità anche da parte sua». Il marito di Sana è italiano: «Nonostante non segua il Ramadan, ha grande rispetto per noi e qualche volta ha provato anche a digiunare per solidarietà, anche se ha bevuto acqua — ride lei — e gli ho detto di lasciar perdere».

     

    Continua a leggere su: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/12/news/uniti_solo_via_internet_il_ramadan_solitario_dei_musulmani_d_italia-296212556/

     

    Fonte: Repubblica.it

    Webinar Recovery plan: l'importanza delle statistiche di genere

    Recovery plan: l'importanza delle statistiche di genere
    webinar 

    giovedì 15 aprile 2021, ore 17

    Coordina: Daniela Carlà Partecipa: Sen.ce Valeria Fedeli
    Intervengono: Marcella Corsi, Liana Verzicco e Giulia Zacchia Discutono: Maurizio Mosca e Laura Cima

    LINK ZOOM:
    https://us02web.zoom.us/j/84000950832?

    AL VIA CULTUM CHANGE, IL PROGRAMMA DI FORMAZIONE PER L’INCLUSIONE SOCIALE IN AGRICOLTURA

    Reale Foundation, insieme a Confagricoltura e a Onlus Senior Età della Saggezza, con ENAPRAFAI-Federazione Apicoltori Italiani, Rete Fattorie Sociali, l’Università di Roma Tor Vergata, hanno avviato, in collaborazione con UNHCR, “Cultum Change”, un programma di formazione finalizzato all’inclusione sociale e all'inserimento lavorativo dei rifugiati in agricoltura.

    Alle azioni previste dal Programma collaborerà anche la Cooperativa Kairos, titolare del Progetto Radix.

    Cultum Change nasce da un’idea di Reale Foundation e sulla scia delle proposte fatte da Confagricoltura al governo per risolvere la crisi di manodopera nel settore agroalimentare italiano, dai corridoi verdi, ai voucher agricoli, fino a dare lavoro a chi percepisce un sussidio. In particolare, Cultum Change si rivolge a due tipologie di soggetti beneficiari:

    • le aziende agricole e i piccoli produttori italiani che hanno bisogno di manodopera specializzata in brevissimo tempo. Le aziende saranno selezionate da Confagricoltura secondo criteri non solo produttivi, ma anche di sostenibilità e di particolare attenzione alle condizioni di lavoro;

    • i rifugiati e i titolari di protezione internazionale, in quanto soggetti particolarmente svantaggiati e fragili rispetto all’accesso al mondo del lavoro.

    La proposta di programma è stata tradotta in una piattaforma on line al sito https://www.cultumchange.it/ che, grazie al supporto di ENAPRA – Ente di Formazione di Confagricoltura - mette a disposizione dei rifugiati disoccupati corsi di formazione mirati, per l'inclusione e la crescita professionale, nel tempo, di coloro che si iscriveranno alla piattaforma.

    I candidati e le aziende interessate ad entrare nella rete di Cultum Change e a collaborare alla buona riuscita del programma, dovranno compilare un apposito modulo dove, oltre ai dati, saranno indicate le disponibilità e le competenze lavorative, così da agevolare l’incontro tra il rifugiato e l’azienda.

    Nell’ambito delle attività previste da Cultum Change, ENAPRA ha messo a punto, all’interno della propria piattaforma E-learning, un’area dedicata al progetto. L’accesso, gratuito, permette ai beneficiari di fruire di una serie di contenuti formativi con vari formati come ad esempio webinar, corso E-learning e pillole didattiche utili a creare le competenze necessarie per operare come addetto in un’azienda agricola.

    L’agricoltura ha saputo contribuire alla ripresa e alla crescita sostenibile del Paese. Nel 2020, durante l’emergenza provocata dalla pandemia, ha svolto un ruolo fondamentale per la tenuta dell’Italia. Anche nei periodi di massimo rischio sanitario e di lockdown, le imprese agricole non hanno mai interrotto le attività. Hanno mantenuto la continuità produttiva e assicurato l’approvvigionamento di cibo, garantendo alti livelli di sicurezza per i lavoratori e per i consumatori.

    Oggi più che mai il lavoro e la manodopera sono essenziali per l’impresa agricola, e l’agricoltura sta assumendo nuovamente quel ruolo trainante l’economia e soprattutto quello di ammortizzatore sociale che permette a categorie svantaggiate di trovare impiego ed una propria realizzazione. Per questo la formazione gioca un ruolo fondamentale: avere manodopera specializzata permette una crescita personale e professionale, anche dell’impresa stessa.

    “Cultum Change permetterà ai rifugiati di costruire percorsi di inserimento lavorativo di qualità grazie a moduli di formazione e-learning, processi di job coaching e accompagnamento personalizzati, anche dopo il termine del contratto stagionale”, ha sottolineato Angelo Santori, Segretario nazionale di Onlus Senior - L’Età della Saggezza.

    “Cultum Change si inserisce in un più ampio progetto di Reale Group che persegue l’inclusione sociale. L’agricoltura è uno dei settori più competitivi del sistema produttivo italiano. Nel 2020 con la sua crescita ha contribuito in modo significativo a mitigare la recessione ed ora si appresta a offrire un apporto determinante alla ripresa. Siamo felici di contribuire, tramite questo progetto, all’orientamento dell’agricoltura verso l’inclusione sociale e verso modelli di produzione e di consumo capaci di correggere gli squilibri sociali e ambientali che minacciano la nostra epoca – ha dichiarato Virginia Antonini, Head of Reale Foundation – Tutto questo è possibile grazie alla partnership con grandi realtà storicamente amiche come Confagricoltura e UNHCR, che ci permettono di generare, insieme, impatto sociale positivo e innovazione economica.”

    “Tra i possibili indirizzi formativi c’è anche quello in apicoltura, settore di grande utilità per l’agricoltura e per l’ambiente – ha sottolineato Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani -. In questo ambito di specializzazione sarà la Federazione Apicoltori Italiani, partner del programma, a prendere in carico le richieste dei rifugiati interessati a maturare una competenza nel settore della biodiversità”.

    Rete Fattorie Sociali ha aderito all’iniziativa perché progetti come Cultum Change contribuiscono a contenere il disagio sociale generato dalla pandemia, favorendo soluzioni non precarie ma sostenibili nel tempo”, ha affermato il presidente della Rete, Marco Berardo Di Stefano.

    “L’accesso a questi percorsi formativi in ambito agricolo rappresenta per le persone rifugiate un’occasione preziosa per migliorare e riqualificare le proprie competenze, accrescendo le opportunità di inserimento lavorativo dignitoso e lontano da dinamiche di intermediazione illecita e sfruttamento”, ha concluso Chiara Cardoletti, Rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino.

     

    Noi due siamo uno: storia di Andrea Soldi

    Noi due siamo uno, di Matteo Spicuglia, ci racconta una storia che non deve essere dimenticata e che merita una voce forte: la storia di Andrea Soldi.

    Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria, a Torino, il posto del cuore. Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico.

    Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della malattia illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

    Matteo Spicuglia, giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca, allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

    Attraverso le pagine dei diari di Andrea, i ricordi del padre e della sorella, il confronto con gli psichiatri scopriamo un uomo e il racconto delle proprie fragilità, le distorsioni, le paure, i sorrisi e gli amori del "gigante buono": ci avviciniamo agli universi che lo attraversavano e alla testimonianza autentica e sconcertante della propria malattia.

     

    Evento online "Pratiche di Antimafia e democrazia partecipata!"

    Sabato 17 aprile, ore 15.30, si terrà l'evento Formazione Pubblica sui beni comuni "Pratiche di Antimafia e democrazia partecipata! Per un uso diffuso del regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione dei beni comuni a Partinico". Si discuterà del percorso dell'Arena Bene Comune nel Comune di Partinico. 
    Interverranno anche: Valentina Speciale (Partinico Solidale), Vincenzo Roberto Margiotta (Inkon), Antonio Vesco (Università di Torino), Pasquale Bonasora (Labsus). 

    L'evento sarà trasmesso sulla pagina Facebook di Partinico Solidale.

    Enea Imprese: due strumenti innovativi per la comunicazione ambientale di prodotto

    Si chiamano PEFStarter e Life Cycle Communication Tool e sono due nuovi strumenti ideati per supportare le imprese nella misurazione, valutazione e corretta comunicazione dell’impatto ambientale dei loro prodotti. L’obiettivo è di favorire l’adozione dell’impronta ambientale PEF (Product Environmental Footprint), promossa dalla Commissione europea per “certificare” l’affidabilità dei green claim, le affermazioni sul minore impatto ambientale di prodotti o servizi, evitando quindi il cosiddetto green washing, ovvero le informazioni ingannevoli sulle loro reali qualità ambientali.

    I due tool sono stati sviluppati nell’ambito del progetto LIFE EFFIGE[1] cui partecipano ENEA, Scuola Superiore Sant’Anna (coordinatore), Assofond per la filiera delle fonderie, FederlegnoArredo per quella del legno-arredo, Consorzio Agrituristico Mantovano per l’agroalimentare e CAMST per la ristorazione. Il metodo PEF è già stato sperimentato da alcune aziende che hanno misurato l’impatto ambientale di loro prodotti, realizzando poi azioni migliorative dei risultati e una corretta comunicazione.

    “Con il progetto PEFStarter vogliamo supportare le imprese, soprattutto le PMI, a familiarizzare con il metodo PEF, per comprenderne obiettivi, opportunità e procedure, nel convincimento che questo possa contribuire alla transizione verso un sistema economico sostenibile”, sottolinea Paola Sposato, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi produttivi e Territoriali ENEA.

    Accessibile gratuitamente all’indirizzo pefstarter.enea.it, il tool è disponibile in italiano e in inglese ed è suddiviso in tre sezioni: la prima introduce il concetto di politiche ambientali d’impresa, con particolare riferimento alla comunicazione ambientale di prodotto e all’approccio di ciclo di vita; la seconda illustra le opportunità del metodo PEF per le imprese; la terza descrive i passaggi principali per sviluppare uno studio PEF, ovvero, come raccogliere i dati, elaborare gli impatti ambientali, utilizzare e comunicare i risultati. Nel complesso il tool offre un percorso informativo personalizzato sugli aspetti principali del metodo PEF, al termine del quale viene prodotto un report riassuntivo scaricabile, oltre ad altri approfondimenti e informazioni.

    Il Life Cycle Communication Tool, sviluppato dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, consente di ‘tradurre’ i risultati forniti dagli indicatori (ideazione, produzione, uso e smaltimento) con i quali si calcola l’impronta ambientale di un prodotto nel suo intero ciclo di vita in un linguaggio comprensibile anche dai non addetti ai lavori. Ad esempio, un determinato quantitativo di emissioni di gas serra evitati si potrà tradurre in numero di “viaggi in bus Milano-Roma risparmiati”, con relativa documentazione a supporto. Lo strumento è scaricabile al sito di progetto (www.lifeeffige.eu), nella sezione Strumenti.

    “Riteniamo che nel contesto attuale di Green Deal europeo, l’interesse da parte delle imprese verso il miglioramento e la comunicazione ambientali dei propri prodotti sia destinato a consolidarsi e speriamo che gli strumenti sviluppati possano supportare un numero crescente di imprese nell’intraprendere questo cammino”, conclude Patrizia Buttol, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi produttivi e Territoriali ENEA.

     

    MIGRANTI, SANT’EGIDIO: FIRMATO IN FRANCIA UN NUOVO ACCORDO PER L’INGRESSO DI 300 RIFUGIATI CON I CORRIDOI UMANITARI

    E’ stato firmato a Parigi, dai ministri dell’Interno e degli Esteri, insieme ai responsabili della Comunità di Sant’Egidio e delle Semaines Sociales de France, il rinnovo del protocollo per il progetto dei Corridoi umanitari. L’accordo stabilisce le condizioni di identificazione, accoglienza e integrazione in Francia nei prossimi due anni di 300 rifugiati attualmente in Libano, provenienti dall'Iraq e dalla Siria, con priorità a persone e famiglie vulnerabili.


    Questo secondo protocollo segue il primo, firmato nel 2017, che ha già permesso, con gli stessi criteri, l'ingresso in Francia di 504 persone.
    Avviati in Italia nel febbraio 2016, i Corridoi umanitari hanno già accolto in Europa (in Italia, Francia, Belgio e Andorra) oltre 3.500 rifugiati in fuga da Siria, Iraq, Libia, Etiopia e Lesbo, ai quali è stato garantito un percorso sicuro (in aereo) insieme ad un programma di integrazione. Promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, insieme a diverse realtà a seconda dei protocolli, come la Federazione della Chiese evangeliche in Italia e la Conferenza episcopale italiana - e autofinanziati - i Corridoi umanitari costituiscono ormai un modello concreto e replicabile a livello europeo.

    Le storie di coloro che sono già arrivati dimostrano che è possibile non solo salvare chi rischia di cadere nelle mani dei trafficanti di esseri umani, ma anche avviare percorsi di integrazione. Soprattutto in questo tempo di pandemia, pieno di difficoltà di ogni tipo – basta pensare alla situazione di alcuni Paesi di prima accoglienza, come lo stesso Libano - è importante non lasciare soli tanti profughi che attendono, con le loro famiglie, una risposta di solidarietà. l Corridoi umanitari hanno visto crescere in cinque anni la generosità di molti cittadini che, con il loro impegno volontario e gratuito dimostrano che è possibile costruire un'Europa coerente con i suoi ideali di umanesimo e di solidarietà.

    I martedì alla Gregoriana 13 aprile - Resistenza e Resa con Sandro Barlone

    «Dietrich Bonhoeffer – credente»: così a Flossenburg, sul cippo che ne ricorda l’impiccagione avvenuta nel 1945. Rileggere alcune pagine
    del suo epistolario durante gli anni di prigionia, raccolto postumo dall’amico E. Bethge sotto il titolo di «Resistenza e Resa», è cosa augurabile ad ogni cristiano. La voce di
    Bonhoeffer lascia infatti il segno, carica di quella pericolosità che non solo i posteri, ma gli stessi contemporanei, gli hanno riconosciuto, vista la
    potenza della questione che la sua vita ha incarnato: come dire e come vivere Dio in un mondo diventato adulto, nel rigore di azioni capaci di segnare il luogo dell’alterità radicale della fede.

    Ce ne parlerà il Sandro Barlone s.j., Professore Emerito,  già docente presso il nostro Istituto di Spiritualità e già Direttore del Centro Fede e Cultura Alberto Hurtado.

    Segui la conferenza in diretta livestream martedì 13 aprile 2021, ore 17:30, su http://bit.ly/bibliotecacristiana

    Il libro: «Figli delle App», il sociologo Francesco Pira torna in libreria

    Questa generazione di preadolescenti e adolescenti ci mostra come la rivoluzione tecnologica sia ormai compiuta e che bambine e bambini, ragazze e ragazzi rappresentano a tutti gli effetti la prima generazione digitale. La tecnologia è parte integrante delle loro vite. Si muovono tra app e dimensione social in un fluire quotidiano h24 di interazioni, produzione di contenuti e creatività e, per la prima volta, l'e-learning è entrato nelle loro vite. Questo libro intende analizzare le trasformazioni in atto basandosi sui risultati delle ricerche condotte in ventitré anni di studio sull'evoluzione dei modelli comunicativi di preadolescenti e adolescenti prima e dopo l'avvento delle nuove tecnologie e la digitalizzazione della società. Un percorso attraverso generazioni che si sono evolute all'interno di ambienti sempre più tecnologici, immersi negli universi social, spesso da soli, che oggi sono gli adulti appena diventati genitori, tutti accomunati nell'evidente dicotomia tra connessione e relazione. Dalla non-comunicazione all'iper-comunicazione, alla vetrinizzazione dell'io e alla sistematica manipolazione, consapevole o meno, della realtà, con impatti profondi sulle dinamiche di sviluppo della società nel suo complesso. Prefazione di Giovanni Boccia Artieri.

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