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    QUARANTENA E DEMENZA LA FOTOGRAFIA DI UN DISASTRO

    Il Gruppo di Studio sul COVID-19 della Società Italiana di Neurologia per le demenze (SINdem) ha condotto un’indagine per comprendere l’impatto della malattia sulle persone con demenza

    Le restrizioni imposte dal lockdown della scorsa primavera dovute all’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese hanno indotto un peggioramento dei disturbi comportamentali nelle persone colpite da demenza: Lo dimostra l’indagine del Gruppo di Studio sul COVID19 della Società Italiana di Neurologia per le demenze (SINdem), pubblicata sulla rivista Frontiers in Psychiatry con il titolo “Behavioral and psychological effects of Coronavirus disease-19 quarantine in patients with dementia”. L’indagine è partita dalla necessità di trovare un modo per non lasciare sole le famiglie in seguito alla chiusura degli ambulatori ordinata dal DPCM in vigore nei primi mesi di pandemia. Il team di specialisti, coordinato dalla professoressa Amalia Cecilia Bruni (presidente eletto SINdem e Direttore del Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme), ha condotto l’indagine tramite intervista telefonica a 4.913 familiari di persone con diverse forme di demenza (malattia di Alzheimer, demenza a corpi di Lewy, demenza frontotemporale e demenza vascolare), selezionati tra quelli in regolare follow-up presso gli 87 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze distribuiti in modo omogeneo dal Nord al Sud Italia.

    È stato così possibile raccogliere importanti dati sugli effetti acuti del lockdown nelle persone con demenza in ambito cognitivo, neuropsichiatrico (psicologici e comportamentali) e di performance fisica, oltre che sull’impatto della quarantena nei caregiver. I dati registrati in aprile, ad un mese dall’inizio della quarantena, dimostrano che più del 60% ha subìto un peggioramento dei disturbi comportamentali preesistenti o la comparsa di nuovi sintomi neuropsichiatrici. In oltre un quarto dei casi questa nuova condizione ha reso necessario modificare il trattamento farmacologico. In generale i sintomi riportati più frequentemente sono stati irritabilità (40%), agitazione (31%), apatia (35%), ansia (29%) e depressione (25%).

    La Figura mostra la percentuale delle persone con demenza in cui i disturbi indagati sono peggiorati (Worsening BPSD) o addirittura di nuova insorgenza (New Onset BPSD) durante la quarantena.statistiche alheimer

    Dall’analisi dei dati, i ricercatori hanno notato che la prevalenza dell’aumento dei disturbi psichiatrici era la stessa considerando la distribuzione geografica dei Centri coinvolti e la gravità di malattia, potendo coinvolgere malati nelle fasi iniziali o intermedie-avanzate di demenza. Invece, il tipo di disturbo neuropsichiatrico (i sintomi predominanti nello spettro dei disturbi del comportamento) è stato influenzato da variabili come il tipo di malattia e la sua severità, e il genere sessuale. Ad esempio: nelle persone con Alzheimer è aumentato il rischio di incremento di sintomi d’ansia e depressione nelle fasi lievi e moderate di malattia, soprattutto nel genere femminile. Nella demenza a corpi di Lewy si è notato un aumento di 5 volte superiore del rischio di presentare allucinazioni visive. Anche i familiari hanno risentito in modo significativo degli effetti acuti del lockdown: oltre il 65% degli intervistati ha infatti presentato evidenti sintomi di stress. Questa analisi dei dati ha riguardato solo una parte dell’indagine condotta dal gruppo di studio SINdem, che ha valutato anche le conseguenze acute del lockdown sul peggioramento cognitivo e nelle performance fisiche (i cui risultati saranno pubblicati a breve). Nel mese di luglio è stata somministrata una seconda indagine per valutare eventuali modifiche degli effetti del lockdown a medio termine. Il team dei ricercatori commenta: “Stiamo ancora analizzando i dati ma possiamo ‘purtroppo’ anticipare che il crepaccio in cui sono crollati i nostri pazienti difficilmente sarà risalito”.

    E ancora: “Questi risultati fanno emergere la naturale riflessione su quanto gli effetti dell’isolamento indotto dal lockdown, con i cambiamenti della routine quotidiana e la riduzione di stimoli emotivi, sociali e fisici, abbiano rappresentato un detonatore per l’incremento rapido di disturbi neuropsichiatrici tra le persone più a rischio quali sono gli anziani con deterioramento cognitivo”. È importante sottolineare che i dati emersi devono essere ora considerati in funzione della riorganizzazione dei servizi assistenziali per le patologie neurodegenerative, che dovrà tenere conto della necessità di monitoraggio e supporto a distanza in modo continuativo e flessibile in base allo scenario epidemiologico attuale e futuro.

    Fonte: Notiziario della Federazione Alzheimer Italia/ I Trimestre 2021

    Inclusione, un gioco da ragazzi: l’impegno di UILDM per il diritto al gioco dei bambini con disabilità non si ferma

    Continua sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo la campagna di raccolta fondi “Inclusione, un gioco da ragazzi” promossa da UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare per difendere il diritto al gioco dei bambini con disabilità.

    Grazie ai fondi raccolti UILDM vuole sostenere il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara” che promuove il diritto al gioco dei bambini con disabilità attraverso una serie di azioni di sensibilizzazione nelle scuole e di riqualificazione in ottica inclusiva di parchi e aree verdi in Italia, in collaborazione con le amministrazioni locali.

    Un progetto che cresce

    «C’è una grande novità: Intesa Sanpaolo ha deciso di sostenere direttamente il progetto, che sarà presente sulla piattaforma For Funding fino al 30 novembre 2021, con l’obiettivo finale di raccolta di 150.000 euro. Grazie al gruppo bancario e a tutti i sostenitori si amplia pertanto il nostro obiettivo», dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM.

    Con i fondi raccolti UILDM, infatti, potrà intervenire in ben 28 parchi e aree verdi di 24 Comuni, in 16 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Toscana, Veneto).

    Gli interventi, in programma a partire da questa primavera, prevedono l’installazione di giostre inclusive, pannelli sensoriali, tavoli da pic nic accessibili anche alle persone in carrozzina insieme a pavimentazioni anti trauma per rendere più accoglienti i parchi di 24 Comuni.

    In particolare, grazie al contributo dei propri donatori UILDM potrà installare: 

    • 17 altalene con sedile a “cesto”, adatte anche dai bambini con disabilità, complete della pavimentazione antitrauma;
    • 17 giostre “Carosello” dove possono giocare insieme bambini con e senza disabilità;
    • 30 pannelli sensoriali o figurativi colorati;
    • 8 set di tavoli di legno a sbalzo per consentirne l’utilizzo a persone con disabilità motoria e panche con spalliera.

    I primi risultati

    «UILDM ha raggiunto in questi giorni i primi, importanti risultati. Grazie al contributo di più di 1.000 donatori l’associazione ha raccolto quasi 40.000 euro di donazioni, che permetteranno di realizzare i primi interventi di riqualificazione in chiave inclusiva in tre parchi gioco», continua il presidente Rasconi.

    Il primo intervento sarà effettuato nel parco dell’Ospedale Monaldi di Napoli, dove nell’ottobre 2020 è stato aperto il Centro Clinico NeMO, un centro specializzato per le malattie neuromuscolari. Il secondo intervento è previsto nei Giardini Guerra a Genova, mentre il terzo sarà nel Parco dello Zero di Marcon, Venezia.

    Diritto al gioco, per tutti
    Nel nostro Paese soltanto il 5% dei parchi gioco è accessibile, con giochi adatti alle esigenze dei bambini con disabilità che consentano di giocare insieme agli altri bambini e non esiste una normativa sulle attrezzature ludiche negli spazi pubblici.

    Le poche iniziative volte a rendere i parchi giochi inclusivi sono intraprese dalle amministrazioni pubbliche o da privati sensibili al problema. A questo vuoto vuole rispondere UILDM con il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara”.

    È un grande sogno quello di UILDM, che da anni si impegna per il diritto al gioco dei bambini con disabilità e lo fa in collaborazione con le amministrazioni, le associazioni e il mondo della scuola perché crede nel gioco di squadra.

    Tutti possono dare il proprio contributo per rendere accessibili i parchi e garantire il diritto al gioco dei bambini con disabilità. Fino al 30 novembre ecco il link per effettuare una donazione: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/giocando-si-impara.

    Andrea Riccardi presenta oggi per Laterza il nuovo volume “La Chiesa brucia”

    Romano Prodi e Corrado Augias dialogano in diretta per gli Editori Laterza con lo storico Andrea Riccardi sul suo ultimo libro "La Chiesa brucia. Crisi e futuro del cristianesimo".

    Qual è il futuro del cristianesimo, e perché la risposta a questa domanda non riguarda solo i credenti, ma tutti noi? A questo e a molti altri importanti quesiti risponderanno i relatori dell'incontro, coordinati dall’editor di Laterza Lia di Trapani, in diretta sulla pagina Facebook, e sul canale Youtube martedì 13 aprile alle ore 18:00.  

    Per scoprire il libro, da poco in libreria e negli store online, potete seguire questo link: http://bit.ly/LaChiesaBrucia

     

    “Il nostro dolore invisibile”: Rosaria Mastronardo racconta la sua fibromialgia e l’impegno a favore dei malati

    Lo descrive così: un “dolore silenzioso e invisibile ma che non ti molla mai”. Rosaria Mastronardo è malata da sette anni di fibromialgia, una malattia di cui si sa molto poco e, ancora, nonostante siano sempre di più le persone affette, non riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale come malattia cronica. Ciò produce ulteriori aggravi e penalizzazioni per i malati. “Noi malati – aggiunge Rosaria – ancora non abbiamo dei percorsi di diagnosi e di assistenza chiari anche perché, come spesso ci viene detto, non è affatto facile quantificare il dolore, che però per noi è alto, continuativo, spesso insopportabile. Io stessa non ho ricevuto subito la diagnosi di fibromialgia ma abbiamo dovuto procedere per esclusione”.  

    Il dolore quotidiano non ha impedito a Rosaria di aiutare gli altri come lei: “Sono socia di Cittadinanzattiva e del Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto e ho contribuito, previa formazione avvenuta presso il Coordinamento, alla nascita di un gruppo di auto aiuto per le persone con fibromialgia”. Un primo gruppo è nato, infatti, a Firenze nel 2018 ed è denominato “Fibromialgia: Affrontiamola insieme” e “permette la condivisione di dolori, dubbi, esperienze, buone pratiche. Siamo meno soli di fronte al nostro dolore e ci aiutiamo” ricorda sempre Mastronardo, facilitatrice del gruppo. La sede di ritrovo è presso le Baracche Verdi all’Isolotto, grazie al Q4. Prima si riunivano una volta al mese, adesso, con la pandemia, gli incontri si svolgono online ogni quindici giorni. “Abbiamo aumentato la frequenza delle riunioni perché, soprattutto in questo momento abbiamo bisogno della vicinanza dell’altro”. Da questa prima esperienza, amplificatasi grazie al digitale, è nato un secondo gruppo online con persone da tutta Italia: “un chiaro segnale che il metodo funziona”. 

    Il prossimo 12 maggio sarà la Giornata Mondiale della Fibromialgia, un'occasione per “fare finalmente un salto avanti concreto nella cura e nell’assistenza di noi malati. C’è ancora molto da fare per garantirci una vita dignitosa e un’adeguata qualità della vita. Anche alcune buone iniziative – sottolinea ancora – come la delibera n. 1311 del 28.10.2019, che conteneva ottime indicazioni, come l’attuazione di un percorso regionale di presa in carico, è rimasta lettera morta. Aiutateci – conclude – perché questo dolore non ci permette di vivere!”. 

    Incontro online “Coltivare l’umano. La società digitale, tra performance ed etica”

    Siamo in un cambio d’epoca. La pandemia ha ulteriormente accelerato i processi in atto. Come è cambiata la percezione che l’uomo ha di se stesso? Quali mutazioni hanno subito le relazioni umane?

    L’incontro dal titolo “Coltivare l’umano. La società digitale, tra performance ed etica”, in programma per giovedì 15 aprile alle 20.30 cercherà di far luce sulla contemporaneità, partendo dalla filosofia classica, che ha ancora tanto da dire, sino ad immaginare il futuro che ci aspetta.

    Ospiti d’eccezione, per questa iniziativa organizzata da Antoniano, Festival Francescano e Associazione ApiS-Amore per il Sapere, saranno il filosofo Andrea Colamedici e il teologo Paolo Benanti.

    Andrea Colamedici è filosofo, regista, attore teatrale e traduttore. Insieme a Maura Gancitano, ha dato vita a Tlön, scuola permanente di filosofia e casa editrice. Conducono per Audible i podcast “Scuola di Filosofie” e “Audible Club”, e sono gli ideatori della Festa della Filosofia e delle maratone online Prendiamola con Filosofia. Il loro ultimo libro s’intitola Prendila con Filosofia, Manuale di fioritura personale (HarperCollins 2021).

    Paolo Benanti è un francescano del Terzo Ordine Regolare e teologo. Si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare i suoi studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Dal 2008 è docente presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha fatto parte della Task Force Intelligenza Artificiale per coadiuvare l’Agenzia per l’Italia digitale. Il suo ultimo saggio è Digital Age. Teoria del cambio d’epoca, persona, famiglia e società (Edizioni San Paolo 2020).

    Durante l’incontro interverranno fra Dino Dozzi, direttore scientifico di Festival Francescano; fra Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano e presidente del Festival Francescano e Marco Ferrari, presidente di ApiS-Amore per il Sapere.

    L’evento è reso possibile grazie al sostegno di BPER Banca.

    Per iscriversi è necessario compilare il modulo presente sul sito Internet antoniano.it/webinar. Una volta effettuata l’iscrizione, arriverà via e-mail il link per partecipare.

    Presentazione di "DAD Dove andiamo da soli?" Una straordinaria esperienza di didattica a distanza

    Oggi 16 aprile alle 18:00  in diretta sulla  pagina Facebook della Edizioni la meridiana, per raccontare della diversa Didattica A Distanza praticata dal maestro Tonino Stornaiuolo, già ideatore e praticante della DaB, la Didattica ai Balconi. Nel mezzo del primo lockdown, con i bambini e le bambine della sua classe, il maestro Tonino ha abbattuto i muri virtuali della rete e quelli reali della scuola portando la didattica su un altro livello: quello dell'immaginazione.


    Racconterà di "DAD Dove andiamo da soli? Una straordinaria esperienza di didattica a distanza", il libro in cui ha racchiuso l'esperienza sua e della sua classe, insieme a Cinzia Boggia, libraia della libreria indipendente Il mattoncino di Napoli, e Oreste Brondo, maestro, formatore e redattore di Cooperazione Educativa. Nel corso della diretta ascolteremo anche la voce dei bambini e delle bambine del maestro Tonino.


    Clicca sul link per seguire la diretta: https://www.facebook.com/lameridianaedizioni/posts/4214795885231308?goal=0_03bea287f5-be8fa46cf7-188728753&mc_cid=be8fa46cf7&mc_eid=b8790be69b

    Sara, la blogger 14enne costretta a letto viaggia con i libri

    A soli 14 anni, Sara Ciafardoni è diventata una blogger e bookstagrammer molto seguita tanto che gestisce una pagina Instagram @lasarabook e un blog ‘Lalettricesognatrice‘ con oltre 500.000 contatti. Sara è anche affetta da una rarissima malattia, complicazione della spina bifida, che la costringe a vivere a letto dall’età di 8 anni. Nonostante ciò, si dedica con entusiasmo a tutte le sue passioni dalla scrittura alla letturadalla pittura alla fotografia e dà prova delle sue abilità attraverso i social. 

    Così giovane, ha pubblicato il suo primo romanzo, ‘Con tutto l’amore che so’, edito da Edizioni Terra Santa che verrà presentato sui canali social dell’ospedale Israelitico di Roma mercoledì 14 aprile alle ore 18. A dialogare con la giovane autrice ci saranno la conduttrice televisiva Paola Perego e Manuela Carrera, specialista in Dermatologia e Venereologia dell’Ospedale Israelitico. Porterà i saluti la Direttrice Sanitaria dell’ospedale Gabriella Ergasti. Per l’occasione è stata attivata una campagna di raccolta fondi per aiutare Sara e la sua famiglia a sostenere le costose spese che la sua malattia impone, istituita da Dottor Libro e l’Associazione Liberi Circuiti L’agenzia Dire l’ha intervistata in anteprima per capire come è nata la sua passione per la scrittura e l’idea di un libro in parte autobiografico.

    "Scrivere mi ha permesso di viaggiare e inventarmi in modi nuovi ogni giorno. Spero che il mio lavoro sia da stimolo anche per gli altri ragazzi. È quello che mi ripropongo di fare nei miei canali social e cioè di avvicinare i ragazzi alla lettura. Molti pensano che sia una cosa noiosa mentre è una cosa estremamente bella quando si trova il libro giusto”, racconta Sara. 

    Lo psicologo: In pandemia rabbia giovani cresce, va affrontata

     I nostri bambini e adolescenti sono sempre piu' arrabbiati. 'A causa del tipo di vita che facciamo fare loro, per ragioni sociali, economiche, il sentimento di rabbia emerge sin dagli anni dell'asilo nido'. A questo si e' aggiunta la pandemia che 'ha portato un disagio sia agli adulti che ai bambini e ai ragazzi. Un disagio che si tramuta in aggressivita', in un sentimento di rabbia. È un problema grande, che va affrontato ora, non puo' essere rinviato nel tempo sperando che tutti possiamo dimenticare qualcosa che e' accaduto'. A richiamare l'attenzione sulla necessita' di intervenire tempestivamente sull'accresciuto sentimento di rabbia dei bambini e ragazzi e' Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Istituto di Ortofonologia (IdO).

    Cosa possono fare i genitori per affrontare e gestire la rabbia dei propri figli? 'Bisognerebbe evitare di scontarsi con i bambini perche' non sono capricci ma scatti di rabbia- consiglia l'esperto- I capricci vengono puniti perche' sono capricci. Gli scatti di rabbia, determinati da un senso di frustrazione e di difficolta', non sono piu' un capriccio'. Da adulti, prosegue lo psicoterapeuta dell'eta' evolutiva, occorre sempre tenere presente che 'se siamo noi arrabbiati, possono esserlo anche i bambini. Certamente- rassicura Castelbianco- non si puo' subire la rabbia dei bambini, ma i genitori devono fare quello sforzo, quello scatto in piu', di parlare con i figli e proporre un accordo, trovando una modalita' per poter convivere'.

    Il livello di disagio psicologico provato dai giovani, soprattutto dagli adolescenti, in questo ultimo anno, si esemplifica con 'le risse in piazza che tutti ricordiamo, con le coltellate e la violenza pura da parte dei ragazzi che- tiene a sottolineare lo psicologo- non hanno neanche timore di farsi vedere, non hanno piu' quel desiderio di fare le cose di nascosto ma, al contrario, vogliono mostrare la loro rabbia al mondo'.

    Per rispondere in modo rapido ed efficace al grido di aiuto che viene dal mondo giovanile, Castelbianco accoglie con favore la proposta arrivata qualche giorno fa dal ministro dell'Istruzione: 'Il ministro Bianchi- prosegue l'esperto- ha detto una cosa molto bella che se si realizzasse sarebbe importante: aprire le scuole d'estate'. Sarebbe una iniziativa determinante perche' 'dobbiamo restituire ai ragazzi un punto di riferimento che sia fisico e anche etico, corretto. E l'unico luogo che possa avere queste capacita' e' appunto la scuola. Ma- avverte lo psicoterapeuta dell'eta' evolutiva- non bisogna organizzare attivita' didattiche, altrimenti la rabbia dei ragazzi aumentera', perche' non e' di quello che hanno bisogno. Occorre invece fare in modo che la scuola in estate diventi un luogo di incontro per i giovani con persone adulte, psicologi, pediatri, docenti, che siano accudenti senza fare richieste di prestazioni. Gia' questo sarebbe un evento clamoroso, sarebbe una grande opportunita', anche per le famiglie. Sono convinto- aggiunge Castelbianco- che con la Societa' italiana di pediatria (Sip) e con degli psicologi cosiddetti 'di buona volonta'' potremmo organizzare un bel servizio e far cosi' riavvicinare i ragazzi alla scuola in un modo sano, senza rabbia, senza prestazioni che possano portare a delusioni o a comportamenti non belli. Questo anche affinche' il prossimo anno scolastico sia- auspica lo psicologo- un anno vero e non un anno con le conseguenze dei due anni precedenti'.

    Il benessere psicologico, messo a dura prova dalle restrizioni di questo anno di pandemia, sara' uno dei temi al centro del convegno nazionale dell'Istituto di Ortofonologia che si terra', in modalita' online dal 15 al 18 aprile prossimi. Organizzato per celebrare i 50 anni di attivita' dell'IdO, il convegno si articolera' in quattro giornate suddivise in due sessioni ciascuna. Con oltre 50 interventi di relatori, nazionali e internazionali, e tre tavole rotonde, il convegno fara' sentire tante voci differenti, dai pediatri ai neuropsichiatri, dagli psicologi ai logopedisti e psicomotricisti, senza dimenticare i docenti e i dirigenti scolastici. Tra i temi: la scuola oggi; la complessita' del bambino; la procreazione assistita e la perinatalita' a rischio; l'infanzia (da 0 a 5 anni); l'autismo; gli apprendimenti dai 6 ai 10 anni; la preadolescenza e l'adolescenza; l'arte e l'autismo.

    Tutte le informazioni sul convegno sono disponibili sul sito dell'IdO all'indirizzo http://www.ortofonologia.it/50-anni-ido/ in cui consultare il programma, ripercorrere per immagini la storia dell'Istituto, ascoltare le presentazioni degli esperti e i video di approfondimento, pubblicati settimanalmente. Al momento sono disponibili l'intervento di Magda Di Renzo sulla storia dell'IdO, le riflessioni di Federico Bianchi di Castelbianco sulle terapie di ieri e di oggi, e quelle sul trattamento dell'autismo del neuropsichiatra infantile Filippo Muratori, tra i relatori del convegno. Per chiedere informazioni sul convegno e' possibile scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

    Fonte: Red/ Dire

    Webinar UNA CRISI DA NON SPRECARE: Coltivare e custodire i valori in tempo di covid-19

    Si terrà oggi martedì 13 aprile 2021, dalle ore 17:30 alle ore 19:00, e sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube della Conferenza Episcopale Italiana (https://www.youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana), il webinar intitolato “Coltivare e custodire i valori in tempo dicovid-19”, il terzo della serie di webinar organizzati da questo Servizio Nazionale dal titolo “Una crisi da non sprecare”.

    Il webinar sarà accessibile in Lingua dei Segni, anche con servizio di sottotitolazione, e vedrà la partecipazione di don Michele Gianola, sottosegretario della CEI, e del Prof. Serafino Corti, direttore del Dipartimento delle Disabilità della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro ONLUS e docente di Psicologia delle Disabilità presso l’Università Cattolica per la sede di Brescia, e la testimonianza di don Luigi D'Errico, parroco della Parrocchia Santi Martiri d’Uganda in Roma e referente diocesano per la pastorale dei disabili del Vicariato di Roma.

    Eventuali domande od osservazioni da porre durante il webinar, tramite SMS o WhatsApp al numero 342 1215390 oppure per email all'indirizzo del Servizio Nazionale (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.).

    Maria Chiara Carrozza nominata Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche

    Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha nominato, con il decreto firmato lo scorso 12 aprile 2021, Maria Chiara Carrozza Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che sarà in carica per i prossimi quattro anni.

    «Voglio augurare buon lavoro al neo Presidente e ringrazio il Presidente Massimo Inguscio per il grande lavoro svolto in questi anni» ha detto il Ministro Messa. «Con questa nomina il CNR torna a essere nel pieno delle sue funzioni organizzative e gestionali, oltre che scientifiche. Il ruolo che questo Ente sarà chiamato a svolgere nei prossimi anni sarà strategico per la crescita di tutto il Paese e per la competitività internazionale: dovrà essere un vero motore, in modo trasversale su tante tematiche e settori, per valorizzare e fare emergere le tante potenzialità che esistono nel sistema della ricerca italiana».

    Laurea in Fisica all'università degli studi di Pisa, dottorato in ingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna, Maria Chiara Carrozza, 56 anni, è professore ordinario di Bioingegneria Industriale. Dirige e conduce ricerche nei settori della biorobotica, della biomeccatronica, della neuro-ingegneria della riabilitazione di cui è uno dei principali esponenti.
    Ha ricoperto incarichi scientifici e gestionali di livello nazionale e internazionale. È stata la più giovane rettrice italiana. Autrice di numerose pubblicazioni e brevetti, responsabile di progetti europei, cofondatrice di spinoff accademici, presidente di società scientifiche e di panel di esperti. Ha insegnato e condotto ricerche in centri e università in Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Cina.
    È stata Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (2013-2014), parlamentare della Repubblica, (XVII legislatura), componente del Consiglio di Amministrazione di Piaggio SpA.
    È direttore scientifico dell'IRCSS Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus.

    «Sono felice ed emozionata per la nomina a Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ringrazio la ministra Messa e il Comitato di Selezione per la fiducia riposta nella mia persona» dice la Presidente Carrozza. «Essere la prima donna alla guida del più importante e grande centro di ricerca del Paese è una sfida e una responsabilità senza precedenti. Ma anche un cambio di passo e di prospettiva. Confido sull'aiuto e sulla collaborazione di tutte le ricercatrici e ricercatori dell'Ente, sulle loro preziose indiscusse competenze e sul loro entusiasmo. Insieme dobbiamo riportare al centro dell'attenzione sociale, economica e politica la ricerca unico volano per la ricostruzione del Paese e il futuro dei giovani».

     

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