AngeliPress

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    Zampa:  “Mariella Enoc sempre disponibile ad ascoltare necessità di bambine, bambini e adolescenti”

    “La conferma di Mariella Enoc a presidente del Consiglio di Amministrazione  dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per i prossimi 3 anni è una gran bella notizia.  In Mariella ho sempre trovato piena disponibilità ad ascoltare le necessità di bambine,  bambini e adolescenti e a dare loro immediate ed efficaci risposte”.

    È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.

    “Mariella Enoc ha sempre dimostrato grande disponibilità al tema della solidarietà e  dell’assistenza, senza distinzione di razza o censo, proprio come ci insegnano la nostra  Carta Costituzionale e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e  dell’adolescenza” – aggiunge Zampa, che conclude: “Buon lavoro, dunque, cara  Mariella, in questi tempi molto complessi e con sfide ancora più difficili da affrontare  insieme”.

    UNA NUOVA ADRIANA LECOUVREUR COME FILM PER LA TV PER IL COMUNALE DI BOLOGNA

    Si trasforma in un set cinematografico il Comunale di Bologna per rappresentare uno dei più grandi omaggi dell’opera al mondo del teatro: l’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, che diventa un film per la TV grazie alla collaborazione con la Rai. Lo spettacolo, originariamente previsto lo scorso maggio ma sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, sarà registrato a porte chiuse a inizio febbraio per essere trasmesso da Rai Cultura in prima visione su Rai5 giovedì 11 marzo alle 21.15, aprendo in maniera inedita l’anno operistico 2021 del teatro felsineo.

    La direzione musicale è affidata ad Asher Fisch, mentre il progetto registico, declinato nella versione film-opera, è firmato da Rosetta Cucchi, che sarà affiancata per la regia televisiva da Arnalda Canali.

    «In un momento difficile e incerto per la vita dei teatri come quello che stiamo attraversando – dice il Sovrintendente del Comunale di Bologna Fulvio Macciardi – la sfida è quella di trovare soluzioni percorribili e sicure, mantenendo alta la qualità della proposta artistica. Fondamentale diventa allora la collaborazione con la Rai, e in particolare con Rai Cultura, che ci permette di produrre un nuovo spettacolo con la formula del film-opera, e di portarlo in tutta Italia su Rai5. Il titolo non è scelto certo a caso: il primo atto dell’Adriana Lecouvreur pensata da Rosetta Cucchi sarà ambientato ai tempi della grande attrice, quel Settecento che ha visto nascere il nostro splendido teatro progettato dal Bibiena, che diventa lo sfondo ideale, anche fuori dal palcoscenico, per le riprese televisive».

    Protagonista in un doppio debutto, nel ruolo del titolo e nella Sala Bibiena, è il soprano lettone Kristine Opolais, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle” che ha sostituito la prima della Scala e tra le star più contese dai principali teatri della scena internazionale, come la Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra e la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera. A Bologna Opolais potrà interpretare una parte che «insegue da sempre».

    Insieme a lei sono impegnati Luciano Ganci nella parte di Maurizio, Romano Dal Zovo in quella del Principe di Bouillon, Nicola Alaimo nei panni di Michonnet, Veronica Simeoni in quelli della Principessa di Bouillon. Completano la compagine vocale Gianluca Sorrentino (L’abate di Chazeuil), Elena Borin (Mad.lla Jouvenot), Aloisa Aisemberg (Mad.lla Dangeville), Luca Gallo (Quinault) e Stefano Consolini (Poisson). L’acrobata è Davide Riminucci.

    L’Adriana Lecouvreur venne rappresentata per la prima volta al Teatro Lirico di Milano il 6 novembre 1902; Cilea e il librettista Arturo Colautti trassero il soggetto dell’opera dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe ed Ernest Legouvé, che a loro volta si ispirarono alla figura storica di Adrienne Couvreur, la celebre attrice teatrale francese che nel Settecento rivoluzionò il modo di recitare ricercando un’espressività più naturale.

    Assente dalla programmazione del Comunale da ventotto anni, il capolavoro che consacrò Cilea come uno dei più importanti compositori del panorama italiano a cavallo fra Otto e Novecento, sarà proposto nel nuovo allestimento con scene, costumi e luci firmati rispettivamente da Tiziano SantiClaudia Pernigotti e Daniele Naldi. Cura le coreografie Luisa Baldinetti e i video Roberto Recchia.

    Sul podio dell’Orchestra del TCBO torna l’israeliano Asher Fisch, Direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, dopo aver diretto il Fidelio di Beethoven nel 2019 e ancora più recentemente i concerti della riapertura del teatro negli scorsi mesi e quelli a porte chiuse trasmessi in streaming su YouTube. Come di consueto, il Coro del TCBO è istruito da Alberto Malazzi.

    Nella storia del Comunale di Bologna le traversie amorose dalle tinte crepuscolari dell’eroina di Cilea sono state messe in scena con grandi interpreti del Novecento nel ruolo del titolo: Magda Olivero nel 1956, Raina Kabaivanska nel 1982, Mirella Freni nel 1988 e, per l’ultima volta, nel 1993.

    "Vaccini, priorità ai disabili cognitivi" La lettera di Toni Nocchetti al presidente De Luca

    Vi proponiamo la lettera scritta da Toni Nocchetti al presidente De Luca pubblicata su La Repubblica.

    Gentile presidente De Luca, le sarei molto riconoscente se potesse dedicare qualche minuto del suo prezioso tempo a questa breve lettera.

    Vorrei parlarle di un uomo di 32 anni, mi perdonerà se non utilizzerò il suo nome ma in queste circostanze proteggere la sua privacy e quella dei suoi genitori è una priorità assoluta.

    Giovanni è un disabile cognitivo con una invalidità certificata del 100% che da quando ha finito la scuola è stato accolto in un centro specializzato. Giovanni è anche uno di quei disabili per i quali, nelle sue ordinanze, non era previsto l’obbligo della mascherina considerando le sue condizioni.

    Giovanni, come lei può immaginare e come avrebbe fatto probabilmente anche lei, ormai non va più al centro perché la paura che potesse contagiarsi ha prevalso su altre considerazioni per i suoi anziani genitori.

    Come Giovanni in Campania, forse questo lo ignora, ci sono almeno altri 35.000 disabili adulti cognitivi gravi che non hanno alcun tipo di assistenza perché vivono in famiglia. A loro chi dovrebbe pensare?

    Per loro lei però aveva previsto che potessero girare senza mascherine con un accompagnatore anche nei giorni del più severo lockdown.

    Era giusto.

    È giusto.

    Quello che dovrebbe accadere da domani, ma forse sarebbe stato più giusto dire da oggi o addirittura se vivessimo in un paese normale, da ieri, era prevedere di inserire i tanti Giovanni nelle categorie prioritarie da vaccinare.

    È difficile? Si forse lo è perché in Campania i disabili (e gli anziani ) accolti in strutture convenzionate rappresentano il 10% degli “aventi diritto”.

    A lei non mancano i mezzi per scoprire che, in Toscana ad esempio, le Rsa sono diffuse ubiquitariamente sul territorio e quindi i suoi ospiti risultano inclusi nel piano vaccinale regionale.

    In Campania i tantissimi Giovanni vivono in casa con genitori angosciati legittimamente come lei ma con la non trascurabile differenza della totale non riconoscibilità.

    Sono invisibili. Non protestano perché non hanno un sindacato o qualcuno alle spalle ma solo la consapevolezza della loro solitudine. Quando, signor presidente, ha inaugurato la stagione dei vaccini in Campania, dichiarando di voler fare da cavia e di voler dare un esempio a tutti, ero sicuro che avrebbe pensato innanzitutto a quelli come Giovanni che non hanno voce, ai suoi anziani e preoccupati genitori.

    Forse lei è ancora in tempo per farlo.

    Ho letto che circa 9000 cittadini campani sono stati vaccinati senza rientrare nella categoria degli operatori sanitari.

    Se riuscisse a scovarne tre o quattro tra i dipendenti regionali potrebbe chiedere loro di approntare ad horas un elenco dei migliaia di Giovanni che aspetteranno altrimenti invano di essere protetti dal vaccino.

    Mi creda, a volte basta poco se si riconoscono le priorità.

    E lei avrebbe un ottima occasione per fare una buona azione (amministrativa ).

    AL VIA LE DONAZIONI PER IL MUSEO DI SALVO D’ACQUISTO

    Al via la sottoscrizione pubblica per rendere pienamente operativa e fruibile da parte dei visitatori la Torre di Palidoro che dal 23 settembre scorso è diventata sede di uno spazio espositivo multimediale e multifunzionale dedicato a Salvo d'Acquisto, l’eroico vicebrigadiere dei Carabinieri Medaglia d’Oro al Valor Militare, che nel 1943 proprio qui trovò la morte per mano delle truppe naziste, offrendo la propria vita al posto di quella di 22 civili.

    Tramite “Art Bonus”, strumento del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo  per la raccolta fondi attivato dalla Regione Lazio, il donatore potrà sostenere concretamente la realizzazione degli interventi di restauro. Il contributo sarà inoltre detraibile al 65% dalla dichiarazione dei redditi.

    Il Museo, frutto del protocollo d'intesa tra le due Istituzioni, presenta il contributo dato dall’Arma dei Carabinieri nel periodo della lotta di Resistenza e Liberazione che si intreccia con gli episodi salienti dalla vita di Salvo D’Acquisto.

    La Torre è circondata da un vasto parco, curato dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, dove sono stati piantati o recuperati esemplari appartenenti a specie vegetali tipiche del litorale e allestiti diversi percorsi naturalistici creati per le scolaresche alle quali illustrare le particolarità ambientali del luogo e i tragici eventi storici di cui è stato teatro.

    L’immobile, di proprietà della Regione Lazio, è una torre costiera situata nell'omonima località del Comune di Fiumicino, attualmente in gestione al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri. Alta circa 20 metri e risalente al IX secolo, aveva uno scopo difensivo e di avvistamento delle navi nemiche. Inserito in un contesto di grande pregio naturalistico e paesaggistico, nel cuore della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, a pochi chilometri dalla Riserva Naturale di Macchiatonda e dal Complesso del Castello di Santa Severa, il sito, che nel secondo conflitto mondiale è stato scenario di questo emblematico episodio storico, è oggi diventato non solo un simbolo della memoria, ma anche un luogo di incontro, di cultura civile e ambientale, aperto alla comunità locale e alle scuole. Sono in atto, inoltre, contatti con la sede locale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per definire un calendario di eventi dedicati ai piccoli pazienti quando la normativa sul contenimento dell’emergenza sanitaria in atto lo consentirà.

    DONA ORA

    http://www.regione.lazio.it/rl/artbonus/donations/erogazione-liberale-art-bonus-regione-lazio-torre-di-palidoro-comune-di-fiumicino/

    Per maggiori informazioni

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    Un Messaggio Presidenza CEI in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica

    Cari studenti e cari genitori, 

    che cosa sarebbe l’arte senza la Cappella Sistina di Michelangelo, la poesia senza  la Divina commedia di Dante, la musica senza la Passione secondo Matteo di Bach, la  letteratura senza i Promessi sposi di Manzoni, l’architettura senza il Duomo di Milano, la  filosofia senza Kierkegaard? Cosa sarebbe l’amore senza il Cantico dei cantici, la dignità  umana senza le parole di Gesù sui poveri nei Vangeli, la felicità senza il Discorso della  montagna del Vangelo di Matteo?

    Anche quest’anno entro il 25 gennaio siete chiamati a compiere una scelta impor tante, decidendo se avvalervi o meno dell’insegnamento della religione cattolica a scuola.  Noi pensiamo che questo insegnamento offra anzitutto alcuni strumenti per rispondere  alle domande con cui abbiamo iniziato questo messaggio: consente, infatti, di conoscere  e contestualizzare in un’ottica più ampia la storia culturale del nostro Paese e del mondo  intero, attraverso le idee che la religione cristiana ha prodotto.

    Ma nell’insegnamento della religione cattolica si danno anche altre possibilità: gli  studenti possono confrontarsi con le domande profonde della vita. Soprattutto nel tempo  della formazione intellettuale a scuola sorgono quei quesiti che a volte ci affannano, ma  che di fatto ci rendono esseri umani unici e irripetibili: chi siamo? Quale storia ci ha preceduto? Cosa dobbiamo fare per il presente nostro e dei nostri cari? Perché il dolore e la  morte? Cosa possiamo sperare per il futuro in questa terra e dopo? Ognuno deve trovare  la sua risposta. L’insegnamento della religione cattolica si pone proprio nell’orizzonte  degli interrogativi esistenziali, che sorgono anche nei nostri ragazzi.

    In un tempo in cui la  pandemia da COVID-19 ci sta ponendo di fronte problemi inediti per l’umanità, pensiamo che le generazioni future potranno affrontare meglio anche le sfide nel campo dell’economia, del diritto o della scienza se avranno interiorizzato i valori religiosi già a scuola.

    Una solida preparazione nell’ambito religioso consente di apprezzare il mondo  guardando oltre le apparenze, di non accontentarsi delle cose materiali puntando piuttosto  a quelle spirituali, di confutare le false superstizioni escludendo ogni forma di violenza in  nome di Dio, di allenarsi al dialogo sempre rispettoso dell’altro, di formare una coscienza  matura imparando a crescere tenendo conto degli altri e soprattutto dei più deboli.

    Siamo sicuri che l’alleanza educativa stretta tra voi, genitori e studenti, e gli insegnanti di religione cattolica consenta di vivere il tempo della scuola come un’occasione  di reale formazione delle nuove generazioni in modo sano e costruttivo, per il bene dei  nostri ragazzi e della nostra società.

    Cogliamo l’occasione di questo messaggio per augurarvi un nuovo anno di pace e  serenità.

    Bosnia, profughi abbandonati al gelo sulla via dell'Europa

    Sono quasi un migliaio i migranti che in questo momento si trovano abbandonati a loro stessi, nel gelo della Bosnia. Dopo l'incendio al campo profughi di Lipa dello scorso dicembre circa 900 persone sono rimaste senza niente. E le abbondanti nevicate di questi giorni non hanno fatto che peggiorare delle condizioni già al limite. È caduta talmente tanta neve che anche per i volontari della Caritas e della Croce Rossa risulta difficile portare gli aiuti in quel che rimane del campo. Non c'è né acqua né elettricità, mancano i servizi igienici.

    Molti migranti hanno cercato riparo nei boschi circostanti e ora passano le giornate così, nella foresta a pochi chilometri dalla Croazia. Dall'Unione europea. La maggior parte di loro viene dall'Afghanistan, dal Pakistan o dal Bangladesh. Non hanno più nulla: hanno perso l'alloggio, non hanno i vestiti o le scarpe adeguate per affrontare l'inverno. Sono lasciati così, sotto gli occhi di Bruxelles e di tutti gli Stati membri, ad affrontare le notti in cui la temperatura crolla anche a venti gradi sotto lo zero.

    Il campo profughi di Lipa è chiuso ormai da settimane, ma nessuna soluzione è stata trovata per queste persone. Inizialmente, dopo l'incendio, i migranti avrebbero dovuto essere trasferiti in un ex caserma a Bradina, a Sud di Sarajevo. A causa delle proteste della popolazione locale, però, ciò non è accaduto. Si era allora deciso il trasferimento nel centro di accoglienza di Bira, che si trova sempre a Bihać (dove era stato costruito anche il campo profughi di Lipa). Si tratta di una struttura che ha ricevuto 3,5 milioni di euro di aiuti dall'Unione europea, ma che ancora non viene utilizzata. E anche in questo caso, di fronte al rifiuto delle autorità locali e dei residenti, i profughi sono rimasti senza un posto dove stare.

    I migranti sono quindi rimasti al freddo, lasciati in ciò che resta del campo profughi carbonizzato. "Senza un posto dove andare, circa 900 persone sono state costrette a rimanere a Lipa, dormendo all'aperto, in edifici abbandonati o nella foresta. Fa freddo ed è molto umido, ed è probabile che le condizioni meteo peggiorino ancora nelle prossime settimane. Le vite di molte centinaia di persone sono a repentaglio e i loro diritti umani fondamentali vengono calpestati", ha scritto l'Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Josep Borrell, in una nota.

    L'Unione europea continua a lanciare appelli alle autorità bosniache in modo da evitare una catastrofe umanitaria. Ma non basta e le condizioni in cui sono costrette a vivere queste persone, molte delle quali hanno iniziato uno sciopero della fame, rimangono terribili.

    E così, mentre le autorità continuano a rimbalzare responsabilità, nel cuore dell'Europa, lungo la rotta balcanica, quasi un migliaio di persone vive senza un rifugio nel pieno del rigidissimo inverno bosniaco. Non hanno un luogo riparato dove dormire: c'è chi è riuscito a montare una tenda in mezzo alla neve e al fango, chi dorme all'aperto, stendendo una coperta nel bosco. Alcuni sono scalzi, molti non hanno i vestiti adatti al gelo di queste settimane. Una tragedia umanitaria scoppiata da una situazione, quella del campo di Lipa, ma in generale quella di migliaia di migranti che percorrono la rotta lungo i Balcani, già di per sé estremamente precaria.

     

    Articolo: fanpage.it

    CONFERENZA PUBBLICA: Il maschilismo è ancora ovunque!

    Promosso dalla  Fondazione  NILDE IOTTI  insieme alla Consigliera di Parità della Regione Umbria, nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Nilde Iotti (1920-2020), VENERDI’ 15 Gennaio 2021 alle ore 17.30  si celebra un dibattito pubblico in diretta web sul tema: “IL MASCHILISMO È ANCORA OVUNQUE! Come donne e uomini possono camminare insieme per sconfiggere ogni  forma di discriminazione, di violenza e di stereotipo di genere”

     

    Sigue la diretta su: https://meet.starleaf.com/4409427249/browser

    ROMA, NON VEDENTI AGGREDITI A CENTOCELLE

    Il Presidente Barbuto: aggressioni e intolleranza in aumento ovunque confermano mancanza di cultura del rispetto e dell’inclusione per i più fragili che mina libertà e sicurezza di tutti. Urgente una maggiore tutela per i non vedenti e più controlli. Garantire anche il diritto alla mobilità che tra barriere architettoniche, auto in sosta selvaggia e monopattini elettrici abbandonati ovunque, resta una chimera.

     

    L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, l’associazione nazionale che rappresenta le istanze di circa 2 milioni di cittadini italiani ciechi e ipovedenti, chiede più tutela per i diritti delle persone con disabilità visiva e scende in campo dopo l’ennesimo episodio di intolleranza e violenza nei confronti di due non vedenti, l’ultimo pochi giorni fa in Via dei Platani nel quartiere romano di Centocelle.

    L’episodio da cui parte la dura condanna dell’UICI ha riguardato una coppia di residenti del quartiere romano, Alessandro Napoli e Sonia Gioia, offesi, minacciati e percossi da un automobilista malgrado avessero attraversato sulle strisce pedonali e fosse perfettamente riconoscibile il loro stato di disabilità. Nell’indifferenza generale la coppia è stata aggredita anche fisicamente e a poco servirà la denuncia verso ignoti esposta ai Carabinieri di zona.


    Come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro massimo sconcerto per l’ennesimo episodio di intolleranza nei confronti di persone con disabilità visiva – commenta il Presidente dell’UICI Mario BarbutoEpisodi di questo tipo, che da nord a sud registriamo in aumento, devono far riflettere e spingere tutti, istituzioni locali e nazionali in primis, a fare quadrato per riaffermare una cultura della convivenza civile e del rispetto dell’altro, che si trovi o meno in  una situazione di fragilità come in questo caso. E’ in gioco il diritto alla libertà e alla sicurezza di ciascuno di noi e ciascuno di noi deve sentirsi offeso da prevaricazioni e indifferenza. Anche se per un cieco o un ipovedente situazioni di questo tipo sono ancora più inaccettabili perché per loro già uscire di casa e muoversi anche su brevi tragitti è una sfida enorme. Basti pensare alle difficoltà che un non vedente può incontrare nel salire su un mezzo pubblico, nel destreggiarsi tra auto parcheggiate in modo irregolare e, ultimamente, tra monopattini elettrici abbandonati senza logica su strade e marciapiedi, per non parlare delle tante barriere architettoniche che infestano le nostre città.  Chiediamo maggiori tutele e garanzie di quelli che dalla mobilità alla sicurezza personale restano diritti elementari

    "Tempi Terribili. Libri Belli – La collezione Adler alla Biblioteca Braidense"

    La Biblioteca Braidense inaugura Tempi Terribili – libri belli, una nuova mostra che celebra i libri d'artista e l'importanza dell'infanzia testimoniata dai libri sovietici per bambini della collezione Adler appena acquisita.

    Una mostra in cui l'infanzia, i bambini, gli artisti e i libri sono protagonisti per creare un futuro migliore.

    Allora, negli anni turbolenti che seguirono la rivoluzione russa e la conseguente guerra civile - come oggi, dobbiamo guardare agli artisti e ai bambini per guidarci attraverso le incertezze che affrontiamo ogni giorno.

    L'appello di Sant’Egidio: “Aprire alberghi chiusi per covid”

    L’invito ad agire in fretta e la richiesta di un piano per l’apertura immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e strutture attualmente chiuse per il Covid-19

    Sono otto le persone senza fissa dimora morte in strada a Roma dall'inizio di novembre. L'ultimo clochard è morto ieri a Ostia, mentre qualche giorno prima a morire è stato Mario, un uomo di 58 anni, deceduto proprio davanti l'ingresso di un albergo chiuso per il covid. Una situazione, denuncia la comunità di Sant'Egidio, inaccettabile per la capitale d'Italia. Per questo la comunità chiede alle istituzioni di eliminare le lungaggini burocratiche e fornire una soluzione concreta al problema, magari aprendo ai senza fissa dimora le strutture ricettive ora chiuse causa covid, dando in cambio un indennizzo ai proprietari. "L’inverno, quest’anno, arriva nel cuore di una pandemia non risolta che ha aggravato la condizione di chi vive per strada accentuandone l'isolamento – scrive la comunità di Sant'Egidio nel suo appello – Di fronte al freddo – che certamente, in questa stagione, non può considerarsi un’eccezione – occorre agire in fretta scavalcando l’ordinaria, colpevole, burocrazia che dispensa gli aiuti con il contagocce".

    Sono 3mila i clochard che passano la notte in strada

    Sono 800, secondo i dati forniti dalla comunità di Sant'Egidio, i posti letto offerti durante l'anno dal comune di Roma per le persone senza fissa dimora. Per l'inverno, ne sono stati aggiunti solo alcune decine in più, mentre "la Comunità, la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio". Le persone ancora in strada, sono circa 3mila. "Sant’Egidio chiede alle istituzioni – con un piano coordinato dalla prefettura – la disponibilità immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e altre strutture attualmente chiuse per il Covid-19 – anche con la messa disposizione di appositi contributi per i proprietari – e, più in generale, una sinergia con la società civile che in questi mesi ha mostrato generosità negli aiuti a chi è più fragile".

     

    Articolo: di Natascia Grbic per fanpage.it

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