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    Crema: Al 'Galilei' si studiano i simboli dell'unità nazionale

    L'incontro nell'ambito del progetto 'Conosci, vivi e diffondi la Costituzione'

    Quando si arruolo' per il servizio di leva obbligatoria non aveva nessun interesse per la patria, il combattimento, il fronte, la bandiera. Ricorda che suo padre la esponeva ogni tanto ma per lui questo simbolo acquisi' significato piu' tardi, dopo aver prestato il suo giuramento con una mano sulla Bibbia e l'altra sulla pistola. Questo e tanti altri racconti sono stati fatti dal professore Claudio Zucchelli, aplino, agli studenti e studentesse dell'istituto superiore 'Galilei' di Crema nell'ambito del progetto 'Conosci, vivi e diffondi la Costituzione', realizzato dalla scuola in collaborazione con l'agenzia di stampa Dire e diregiovani.it.

    Zucchelli e' partito dalla rivoluzione francese e dai valori di liberta', uguaglianza e fratellanza, ha ripercorso con sintesi e passione gli avvenimenti piu' importanti della storia italiana dai primi del Novecento raccontando attraverso la sua personale esperienza come sia arrivato ad appassionarsi cosi' tanto alla sua patria, alla sua bandiera, al suo popolo. Un racconto cosi' accorato che non poteva che emozionare.

    In merito al tricolore, spiega Zucchelli, nel nostro paese esponiamo meno la bandiera per via di un retaggio fascista, per cui l'associamo a un periodo in cui effettivamente se n'e' fatto largo uso e abuso. Ma esporre la bandiera, soprattutto in momenti particolari come le ricorrenze e le celebrazioni ma anche in una situazione drammatica che ci coinvolge tutti come questa pandemia e' sintomo di vicinanza, di unita' e solidarieta'.

    "Voi non farete il militare- ha ricordato ai ragazzi in ascolto- ma avete la possibilita' di fare volontariato e sperimentare quella 'fraternite'' che da' senso a ogni cosa- e prosegue- Vi assicuro che portare un piatto di minestra a un'anziana signora umbra che non puo' camminare e ha appena visto un terremoto devastare il suo paesino, vederla scoppiare in lacrime di gratitudine vi ripaghera' di qualsiasi sforzo o sacrificio fatto".

    (Red/Dire)

    La Sfida della Solidarietà, su Gr Parlamento

    "I disabili non sono tutti uguali e nemmeno la disabilita''"
    Lunedi 12 Aprile, ORE 20, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO
     
    Ospiti di Paola Severini Melograni, Renato Salvicchi Giornalista e saggista e Pietro Barbieri Presidente del Gruppo di studio sui diritti delle persone con disabilità al Cese. 
    I due ospiti ci raccontano del problema dei disabili gravi e delle vaccinazioni per queste persone. La differenza tra le varie regioni sta mettendo in risalto i tanti disagi che già erano presenti prima. 
     
    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
     

    ENEA fra i partner di progetto Ue per promozione comunità energetiche

    Sviluppare e sostenere le comunità energetiche a livello europeo per raggiungere i nuovi traguardi in fatto di riduzione delle emissioni e dei consumi e contribuire alla transizione verde anche grazie al coinvolgimento dei cittadini. È questo l’obiettivo del progetto europeo LIGHTNESS che vede la partecipazione di ENEA e di 13 partner di 8 Paesi Ue, di cui altri tre italiani (Axpo Energy Solutions, CIVIESCO e Ener2Crowd). Il progetto, che avrà una durata di 36 mesi, combinerà inclusione sociale, sviluppo di soluzioni tecnologiche a costi contenuti e modelli di finanziamento innovativi. In particolare si prevedono attività su circa 500 abitazioni residenziali e oltre 30 edifici del terziario con un potenziale coinvolgimento di circa 70 mila persone.

    Nella fase iniziale LIGHTNESS prevede lo svolgimento di attività su alcuni siti specifici per favorire lo scambio di buone pratiche e fornire la base per la realizzazione di un piano di azione comune. In Italia è previsto il coinvolgimento di un condominio di otto appartamenti, costruito nel 1966 e ubicato a Cagliari. Si tratta di un edificio di classe energetica G dove sarà formata una comunità energetica. Verranno effettuati interventi come l’installazione di un impianto solare da 20kWp e l’isolamento dell’edificio. La gestione dell’energia sarà abilitata alla blockchain, mentre dati e analisi saranno disponibili in tempo reale per i prosumer.

    Gli altri siti coinvolti sono una cooperativa energetica ad Alginet (Spagna), un complesso di edilizia sociale a Wroclaw (Polonia), un parco industriale a Valence (Francia) e tre comunità energetiche di cittadini connesse tra loro a Woerden, Helden e Delft (Olanda). Saranno complessivamente coinvolti oltre 3 mila tra utenti finali, professionisti e decisori Ue, con l’obiettivo di ottenere un aumento del 25% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, la riduzione del 30% dei costi energetici e la disponibilità fino al 20% della flessibilità dagli edifici residenziali e commerciali durante i picchi di domanda di energia.

    “Gli ambiziosi obiettivi di riduzione di gas serra che l’Unione europea si è proposta di raggiungere nei prossimi anni richiedono il contributo di tutte le parti della società e i cittadini potranno avere un ruolo primario e attivo nella transizione energetica”, spiega Francesco Baldi, referente ENEA per il progetto. "Attraverso lo sfruttamento del potenziale di flessibilità che le comunità energetiche offrono per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, LIGHTNESS fornirà benefici economici, sociali e ambientali alle comunità lungo l’intera catena del valore dell’energia”.

    Il progetto è finanziato dal programma Horizon 2020 ed è supportato da 59 organizzazioni, 10 città europee, 9 agenzie energetiche, 9 cooperative energetiche e 3 replicatori extra-comunitari in India, Turchia e Africa/America.

    Gli altri partner non italiani provenienti da 7 paesi Ue sono: le quattro spagnole R2M Solution Spain (coordinatore), IREC Fundacio Institut de Recerca de l’energia de Catalunya, Union de Cooperativas de personas consumidoras y usuarias de Energias Renovables e Improvistos Creatividad y Territorio, IES R&D (Irlanda), Duneworks BV (Paesi Bassi), I.LECO (Belgio), Sofia Energy Agency Association (Bulgaria) e ALBEDO Energie (Francia).

     

    Il libro: Il pirata gentile

    Finalmente è in libreria Il pirata gentile, scritto e illustrato da Giulia Oberholtzer. Essere se stessi non è sempre facile, soprattutto se sei un pirata da generazioni. Il giovane protagonista scoprirà la sua vera natura rivelandosi un pirata davvero gentile. L’albo è pubblicato con il carattere ad alta leggibilità EasyReading® per agevolare la lettura delle persone con dislessia.

    Una storia di identità

    «Si chiamava Piero ed era un pirata da generazioni. Ma non era come tutti gli altri, Piero era un pirata gentile. Arrembaggi, razzie, decapitazioni, squartamenti, mai interessati». Dopo Aurora e la tigrona, Giulia Oberholtzer torna sul tema della scoperta di sé e della propria identità: come possiamo capire chi siamo e come vogliamo vivere, quando la strada davanti a noi sembra stata già tracciata da qualcun altro? Il pirata gentile invita a guardarsi dentro per conoscersi veramente e scoprire cosa ci rende davvero felici.

    Non solo, però: Il pirata gentile è anche una storia che parla di amicizia, di viaggi… e di migranti.

    Un pirata felice

    «Ma un giorno accadde qualcosa… Una barca, una di quelle di legno vecchio e marcio, più marcio di quello della gamba di legno di suo zio Willy L’Orbo, con la vernice scrostata messa peggio della barchetta di Piero, ma piena di gente che sembrava stesse per scoppiare, naufragò. E splash! Tutti giù in acqua».

    Dopo essere stato vittima di un naufragio Piero fa amicizia con la balena che lo ha salvato da un sicuro annegamento. Sul suo dorso, Piero naviga i sette mari e scopre tutti gli angoli del mondo. È durante uno di questi viaggi che s’imbatte in una barchetta alla deriva: «Migranti li chiamavano. E dopo un po’ Piero aveva capito. Non erano le barche dei ricchi a rompersi, quelle no, non si rompono mai, quelle che si rompono sono solo le barche dei poveracci». Piero scopre così come essere un pirata felice: salvando le persone migranti e portandole a destinazione!

    Con l’ironia e la leggerezza tipica delle sue pubblicazioni, Giulia Oberholtzer racconta un mondo complesso dove l’empatia, l’aiuto reciproco e l’amore possono salvarci e condurci a un lieto fine.

    Il pirata gentile è un albo illustrato adatto a giovani filibustieri alla continua ricerca del lieto fine. Per sé e per gli altri.

    L’autrice

    Giulia Oberholtzer, autrice e illustratrice romana, ha studiato Graphic Design alla facoltà di Architettura di Valle Giulia. Ha realizzato progetti, collaborazioni e mostre in Italia e all’estero. Nel 2018 è uscito il suo primo racconto illustrato, Fernando senza Effe (bookabook); nel 2020 per Edizioni Gruppo Abele pubblica Aurora e la tigrona.

    La transizione ecologica con i combustibili fossili? Così non va. La lettera di Ferdinando Boero, Vicepresidente di Marevivo

    Proponiamo la lettera di Lettera di Ferdinando Boero, Vicepresidente di Marevivo. 

    Il primo aprile è passato, ma forse si tratta di una burla tardiva. L’ANSA riporta la notizia dell’avvio di installazioni per l’estrazione di petrolio dai fondali adriatici e spero tanto che sia una bufala, una delle tante fake news che ammorbano la rete.

    Come vicepresidente di Marevivo ho partecipato ad un forum referendario con l’allora vice-ministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova. Il referendum riguardava la proroga delle concessioni petrolifere. Bellanova, che un tempo si era battuta contro le trivellazioni nei mari pugliesi, esortò i cittadini a disertare le urne, per far fallire il referendum e lasciare mano libera ai petrolieri.

    L’esortazione ebbe successo, il referendum fallì e subito dopo il suo governo rilasciò concessioni per prospezioni petrolifere nei nostri mari, inclusi quelli della sua Puglia, in vista di ulteriore sfruttamento delle fonti fossili attraverso trivellazioni dei fondali. Il Ministero dell’Ambiente non ci trovò nulla di strano.

    Quando, però, nei governi successivi, al Ministero dell’Ambiente subentrò Sergio Costa le trivellazioni furono bloccate. Cade Conte, e cade anche Costa, durante un viaggio di Renzi in Arabia Saudita, regno dei petrolieri. Col nuovo governo scompare persino il Ministero dell’Ambiente, diventato il Ministero della Transizione Ecologica. Il Comunicato Ansa dice che proprio quel Ministero ha firmato il nulla osta all’avvio di ulteriore sfruttamento di fonti fossili presenti nei nostri fondali marini.

    La transizione ecologica prevede l’abbandono delle fonti fossili e il passaggio a fonti energetiche rinnovabili, prima di tutto il vento e il sole. Come si concilia questo nobile intento con ulteriori ricerche di fonti fossili? Abbiamo già un importante approvvigionamento dal gasdotto transadriatico TAP, proprio per gestire col gas, la fonte fossile meno inquinante, la transizione alle rinnovabili che, è vero, non può avvenire dalla sera alla mattina. Fino a un certo punto, i compromessi sono persino accettabili, ma se si continuano a cercare ulteriori giacimenti è ovvio che l’intenzione della transizione ecologica rimane un mero enunciato verbale.

    Se la discontinuità col governo precedente è questa, si capisce il significato del viaggio nel regno dei petrolieri da parte di chi lo ha fatto cadere: si elimina il governo che aveva fermato le trivellazioni e si ricomincia da dove ci si era fermati per “colpa” (o per merito?) di Costa.

    La legge salvamare è bloccata, il PNRR è più un progetto di infrastrutture che di transizione ecologica, la salvaguardia di biodiversità ed ecosistemi non è contemplata e si parla pochissimo di mare. Ma, evidentemente, per altre faccende ci si ricorda dell’esistenza del mare: quando si tratta di perforarne i fondali in cerca di ulteriori fonti climalteranti.

    Continuo a sperare che questa notizia sia falsa, che non sia vera. Se lo fosse, viene da chiedersi cosa si intenda per transizione ecologica.

     

    Save the date: Vaccinazioni degli anziani in epoca Covid, 29 aprile ore 15.30

    Italia Longeva le dà appuntamento il 29 aprile alle 15.30 al virtual workshop “Vaccinazioni e anziani in epoca Covid: pratiche routinarie e innovative per orientare il cambiamento”.

    Per rafforzare la protezione dei soggetti più deboli, è necessario andare oltre la logica dell’emergenza e riflettere su scelte e soluzioni efficacemente percorribili nel medio e lungo periodo a supporto di tutte le vaccinazioni disponibili nella terza età, oggi drammaticamente protagonista del dibattito ma tradizionalmente tra le meno studiate.  Alla luce della prima Indagine condotta da Italia Longeva tra fine 2020 e inizio 2021 per individuare i punti di forza e le criticità delle pratiche vaccinali sia ordinarie che innovative e straordinarie dettate dall’emergenza, nel corso del workshop saranno analizzate le soluzioni più promettenti e concretamente attuabili e replicabili a livello locale, per la modernizzazione dei servizi di prevenzione degli anziani e dei fragili.


    Parteciperanno al dibattito referenti istituzionali, esperti e alcuni operatori della sanità territoriale direttamente coinvolti nell’Indagine, tra cui:
     
    Roberto Bernabei, Italia Longeva
    Paolo Bonanni, Calendario per la Vita
    Claudio Cricelli, SIMG
    Antonio Ferro, SItI*
    Daniel Fiacchini, ASUR Marche
    Giancarlo Icardi, Università di Genova
    Francesco Landi, SIGG
    Andrea Poscia, ASUR Marche - Università Cattolica del Sacro Cuore
    Rosa Prato, Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia
    Giovanni Rezza, Ministero della Salute
    Antonietta Spadea, ASL Roma 1
    Gennaro Volpe, ASL Benevento

     

    Per l'iscrizione vai su: https://practiceandsolutions-sm.zoom.us/webinar/register/WN_dq7CVsPaQQuZGG_1QGK3Wg

    Salute ENEA: dagli scarti del limone integratori e nutraceutici contro il rischio cardio-vascolare

    ENEA, in collaborazione con le aziende siciliane Navhetec srl e Agrumaria Corleone spa, ha brevettato una metodologia innovativa per trasformare gli scarti della lavorazione del limone in integratori e nutraceutici da utilizzarsi nella prevenzione di alcune patologie come obesità, diabete, ipercolesterolemia e disturbi cardio-vascolari. L’innovazione si basa sull’utilizzo della tecnologia ‘separazione su membrana’, messa a punto da ENEA, abbinata a successive fasi di incapsulamento ed essiccazione mediante tecnologia di spray-drying o essiccazione a spruzzo: in questo modo dagli scarti e dai sottoprodotti ottenuti durante la lavorazione del limone si ottengono delle nanovescicole, ovvero piccolissime sfere ricche di composti bioattivi come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine.

    Alcuni studi in vivo e in vitro effettuati dalla start-up Navhetec già nel 2015 hanno dimostrato una forte azione di riduzione della crescita di cellule tumorali, mentre studi in corso ne evidenziano le proprietà antinfiammatorie. Inoltre, nel 2019, a seguito della sperimentazione del sistema brevettato su alcuni volontari sani, è emersa una riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali colesterolo-LDL e circonferenza vita.

    Il brevetto è applicabile anche ad altre matrici vegetali e consente di ottenere un prodotto di facile dosaggio ed utilizzo, ad alta stabilità e conservabilità, facilmente trasferibile su scala industriale, con costi e tempi di produzione ridotti rispetto alle tecniche tradizionali di ultracentrifugazione.

    “Il brevetto, utile anche per la formulazione di cibi e bevande con proprietà nutraceutiche, si ispira al principio zero waste nei processi produttivi ed è in grado di rispondere sia a esigenze ambientali che economiche, legate da una parte all’abbattimento dei costi di smaltimento e dall’altra alla trasformazione degli scarti agroindustriali in bioprodotti ad alto valore aggiunto”, sottolinea Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi del Centro Ricerche ENEA della Trisaia.

    L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo dell’ENEA per il miglioramento e la sostenibilità dei processi di produzione e l’applicazione dei principi di economia circolare attraverso l’impiego degli scarti agroalimentari per ottenere nuovi materiali e intermedi da utilizzare nei settori food e no-food.

     

    Zaky, Sardine: "Ennesimo schiaffo ai diritti"

    "La Corte d'assise del Cairo ha rinnovato di altri 45 giorni la detenzione del ricercatore egiziano all'Universita' Bologna. Inoltre la richiesta presentata ieri dai legali di Patrick Zaki, di cambio dei giudici, e' stata respinta.
    Basta, siamo stanchi di assistere a questo scempio che ricade sulla vita di un ragazzo di 29 anni". Lo afferma il movimento delle Sardine. "Station to Station con 6000 Sardine hanno raccolto - si legge in una nota - quasi 200.000 firme rivolgendosi al Presidente della Repubblica e al Ministro dell'interno per concedere la cittadinanza Italiana a Patrick Zaki. Con questo atto possiamo salvare la vita di Patrick. Centinaia di Comuni stanno concedendo la cittadinanza onoraria, ora serve un atto di coraggio, politico e di esempio del Governo Italiano". Le Sardine si rivolgono al presidente Mattarella e alla ministra Lamorgese "poiche' ogni giorno che Patrick resta in quella cella i diritti di tutti noi vengono calpestati, umiliando chi per anni ha combattuto e ha donato la vita per far si' che quei diritti fossero tutelati. Vi preghiamo di accettare la nostra istanza per iniziare la procedura per il conferimento della cittadinanza Italiana a Patrick Zaki". "Chiediamo inoltre alle cittadine ed ai cittadini di firmare la petizione su change org. Possiamo salvare questo ragazzo, facciamo sentire la nostra voce. Noi siamo Patrick", concludono le Sardine.
    (ITALPRESS).

    Energia: 85 milioni di contratti e 6 nuovi soci per il progetto italiano sulla fusione DTT

    Hanno superato quota 85 milioni di euro le gare vinte per la realizzazione del progetto italiano per la fusione nucleare, il Divertor Tokamak Test (DTT), promosso da ENEA, Eni e Consorzio CREATE. In questi mesi, inoltre, la compagine azionaria della DTT Scarl, la società che dovrà realizzare questa facility sperimentale unica al mondo, si è ampliata con l’ingresso di sei nuovi soci - INFN, Consorzio RFX, Politecnico di Torino, Università della Tuscia, Milano Bicocca e Roma Tor Vergata – cui a breve si affiancherà il CNR. L’investimento complessivo è di oltre 600 milioni di euro, di cui 250 milioni grazie ad un prestito BEI, la Banca Europea degli Investimenti, che lo ha inserito tra i Progetti Strategici, tenuto conto delle ricadute stimate per un fattore 4, oltre 2 miliardi di euro e la creazione di  circa 1.500 nuovi occupati.

    “L’ingresso di sette nuovi soci con elevate competenze scientifico-tecnologiche è un importante valore aggiunto per questo progetto sfidante e complesso - ha sottolineato il Presidente di ENEA, Federico Testa -. Inoltre, si evidenzia il ruolo sempre più strategico di questo progetto nell’ambito delle iniziative per il rilancio post pandemia: DTT - ha aggiunto - è la più importante infrastruttura di ricerca a livello nazionale prevista negli ultimi decenni, un’opportunità unica per consolidare il primato scientifico, tecnologico e industriale raggiunto dall’Italia in un settore che ha portato a successi importantissimi, anche a livello economico”.

    L’adesione alla società DTT Scarl da parte degli enti sopra citati è avvenuta attraverso la sottoscrizione del 4% circa del capitale sociale ceduto da ENEA e così suddiviso: INFN 1%, Consorzio RFX 0,5%, Politecnico di Torino 0,5%, Università degli Studi della Tuscia 0,5%, Università di Roma Tor Vergata 0,5%, Università di Milano Bicocca 0,5%, mentre il CNR aderirà con lo 0,5%. La quota di partecipazione ENEA si attesta al 70%, quella di Eni al 25% e il Consorzio CREATE è all’1%. 

    L’ultimo contratto assegnato per un valore di 33 milioni di euro, a seguito di una gara internazionale, riguarda la fornitura di 18 giganteschi magneti superconduttori da parte dell’italiana ASG Superconductors (Malacalza), che ha acquisito contratti analoghi anche per il progetto internazionale sulla fusione ITER. Le altre gare bandite sino ad oggi, che riguardano la fornitura di materiali hi-tech superconduttivi, sono state vinte dalla coreana Kiswire Advanced Technology per oltre 32 milioni di euro, dalla statunitense Luvata Waterbury per un totale di 16 milioni e dalla giapponese Furukawa Electric Co per 4 milioni. Quest’anno saranno bandite nuove gare per i componenti principali e i lavori di adattamento del sito all’interno del Centro Ricerche ENEA di Frascati dove verrà realizzato un polo scientifico-tecnologico fra i più avanzati a livello internazionale, aperto a ricercatori e scienziati di tutto il mondo.

    La facility DTT nasce quale ‘anello’ di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare ITER e DEMO (il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione nucleare) e dalla sua realizzazione sono attese risposte di grande rilievo dal punto di vista scientifico, tecnico e tecnologico ad alcuni dei nodi irrisolti sul cammino della produzione di energia da fusione, come ad esempio la gestione dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma. 

    GIORNATA ROM, SANT’EGIDIO: “SUPERARE PREGIUDIZI E PUNTARE SU SCUOLA E INTEGRAZIONE”

    In occasione del “Romanò Dives”, la giornata internazionale dei Rom, che si celebra oggi, 8 aprile, in ricordo del primo Congresso mondiale dei Rom tenutosi nel 1971 vicino Londra, la Comunità di Sant’Egidio rivolge gli auguri a tutti i Rom (e alle popolazioni romanì che si identificano con questo nome) e sottolinea alcune idee, preoccupazioni e prospettive sulla presenza di questo popolo in Italia ed Europa. Occorre anzitutto prendere le distanze da vecchi e nuovi pregiudizi, fonte di ostilità e discriminazioni, e intraprendere con coraggio iniziative che favoriscano la piena inclusione dei Rom nelle nostre società, valorizzando la cultura e la condivisione della memoria, considerando che quasi nessuno in Italia conosce il Porrajmos, lo sterminio di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale. Bisogna poi puntare su un serio programma di scolarizzazione, una autentica priorità per un popolo, che in larga parte è costituito da bambini e giovani (circa il 50% delle 140.000 presenze in Italia ha meno di 18 anni). Solo investendo seriamente su un’istruzione e una formazione di qualità si potrà avere una generazione pienamente integrata nella nostra società. Infine occorre attuare politiche di inserimento abitativo, superando la logica emergenziale che spesso contraddistingue l’azione delle istituzioni rispetto a questa minoranza: la presenza di Rom e Sinti non è episodica o occasionale ed è evidente che approcci perennemente emergenziali non facilitano l’integrazione e sono spesso causa di spreco di fondi pubblici. L’integrazione dei Rom è possibile, come dimostrano tante situazioni, di cui Sant’Egidio ha fatto esperienza in anni di amicizia e impegno a loro fianco. Quando per i Rom valgono gli stessi criteri che per altre fasce di popolazione, l’integrazione funziona.

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