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    Gli italiani tornano a leggere, 2020 boom di libri venduti

    Dopo una contrazione durante i mesi del primo lockdown, gli italiani sono tornati a leggere con un’intensità ancora maggiore rispetto al periodo precedente alla pandemia. La popolazione di lettori è infatti cresciuta dai 26,3 milioni di ottobre 2019 ai 27,6 milioni di ottobre 2020Anche il fatturato complessivo del settore ha fatto registrare un dato positivo: +2,3% a fine 2020, con una tendenza in crescita anche nelle prime otto settimane del 2021 (+25% nei libri a stampa). È quanto emerge dalla fotografia scattata dal ‘Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)’, la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura e realizzata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori, presentata questa mattina alla presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini.

    Diversi i fattori che hanno contribuito alla crescita. Da un lato la rapida capacità riorganizzativa da parte degli editori: attraverso l’avvio di processi di smart working, riorganizzando l’area diritti, spostando la produzione dalla carta al digitale, rimodulando il piano editoriale e proponendo nuovi autori e nuovi titoli. Dall’altro, le misure adottate prontamente dal Governo e dal Parlamento per affrontare la crisi. Il libro è stato considerato come “bene essenziale”, con la conseguente apertura delle librerie anche durante i lockdown (misura adottata in Italia prima che in molti altri paesi europei). Il sostegno concreto alla domanda pubblica e privata si è poi sviluppato attraverso una serie di aiuti diretti agli editori, alle librerie ai traduttori. In particolare, i finanziamenti pubblici hanno compreso 30 milioni di euro per 18App, 15 milioni di rifinanziamento per Carta cultura, 30 milioni di fondo per gli acquisti delle biblioteche di pubblica lettura, 10 milioni di aiuti ai piccoli editori, 12 milioni agli editori turistici e d’arte, 10 milioni di crediti d’imposta alle librerie, 5 milioni in aiuti ai traduttori.

    In un’ottica di sostegno e ripartenza, molto importante sarà nei prossimi mesi il ruolo del Centro per il libro e la lettura. Il Centro gestisce il Fondo per l’attuazione del Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura, che tra il 2020 e il 2021 prevede il finanziamento di progetti e iniziative attraverso bandi e convenzioni per un totale di 8,7 milioni di euro che verranno erogati, raddoppiando l’offerta di bandi pubblici, nel corso del corrente anno per rimediare allo stop imposto nel 2020 dalla pandemia.

    Tra i dati contenuti nel ‘Libro bianco’, spiccano il notevole aumento della platea di lettori di e-book (dal 20% al 32% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, contando sia chi legge solo e- book, sia chi li alterna ai libri di carta), il decollo del comparto degli audiolibril’impetuoso sviluppo del prestito bibliotecario digitale (+250% durante il primo lockdown, +103% a dicembre 2020), oltre a tutta una serie di innovazioni tecnologiche che si sono innestate a vari livelli della filiera editoriale: dallo sviluppo di piattaforme di scambio di diritti che hanno sopperito alla chiusura delle principali fiere professionali internazionali a quello di piattaforme didattiche scolastiche e universitarie per la didattica a distanza.

    FRANCESCHINI: “CREDO CHE L’AUMENTO NELLA VENDITA DI LIBRI NON SIA EPISODICO”

    “Il Libro Bianco sulla lettura consente di fare riflessioni che saranno necessarie in tutti i settori dopo la pandemia. Quando sarà conclusa, cominceremo a capire se le cose sono cambiate solo per l’emergenza e poi tutto si richiuderà come una parentesi, o se resteranno nei nostri comportamenti, e io credo che sarà così, perché l’onda dirompente del lockdown ci ha fatto ricostruire una gerarchia di valori e comportamenti. Le società e le persone hanno scoperto le cose che mancano, forse hanno rivisto alcuni errori di questo modello sociale. Probabilmente una serie di cose resteranno. Il dato sulla crescita della vendita dei libri e della lettura – anche se non è automatico che queste due cose siano legate – è episodico, legato alle condizioni del lockdown o è un dato strutturale? Io credo che sia questa seconda cosa”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, durante la presentazione del ‘Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)’, la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura e realizzata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori. Un’analisi che ha messo in evidenza l’aumento della popolazione di lettori tra il 2019 e il 2020.

     

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    Le ultime parole di Cristo: il M° Riccardo Muti in dialogo con il prof. Massimo Cacciari tra Masaccio e Haydn

    Oggi 1° aprile alle ore 18.30 si terrà online sui canali di CUBO-Museo d’impresa del Gruppo Unipol, della Società editrice il Mulino e sulla pagina Facebook del Museo e Real Bosco di Capodimonte un dialogo in streaming tra il M° Riccardo Muti e il professor Massimo Cacciari dal titolo Le ultime parole di Cristo, ispirato al volume “Le sette parole di Cristo”, edito da Il Mulino nel 2020. In un incontro tra musica e filosofia, religione e arte, a offrire la trama del dialogo sono due opere: la Crocifissione di Masaccio e la partitura di Franz Joseph Haydn ispirata alle ultime parole pronunciate da Cristo sulla croce e composta per la cerimonia del Venerdì Santo.  

    Intervengono anche Sylvain Bellenger direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e Vittorio Verdone, direttore Corporate Communications and Media Relations del Gruppo Unipol e moderato dell'incontro. 

    Il direttore Sylvain Bellenger sarà in collegamento dalla sala del Museo e Real Bosco di Capodimonte in cui è allestita l’opera del Masaccio accanto a quella di Masolino da Panicale. Dall’analisi storico-artistica dell’opera – il fondo dorato, il Cristo in croce, la Vergine, San Giovanni e la figura imponente della Maddalena bionda con il mantello rosso e le braccia aperte al cielo – partiranno profonde riflessioni culturali e filosofiche per giungere all’idea centrale, espressa nel volume edito dal Mulino, che il pensiero non scaturisce soltanto da immagini che poi si traducono in parole, ma anche dai suoni che possono divenire musica: la pittura per quanto possa essere vertiginosa, ci inchioda a una prossimità, a una vicinanza col dipinto, mentre la musica, per la sua capacità di raggiungerci senza mediazioni, ci trasporta verso lontananze impensabili. 

    Massimo Cacciari nelle pagine del libro si rivolge al Maestro Muti:“Prima di eseguire Le sette parole di Cristo sulla croce, hai invitato il pubblico dicendo: ‘Vi troverete in questo ascolto ciascuno con la propria vita, i propri dolori, le proprie paure, le proprie speranze, tutti uniti in Cristo; cioè, l’umanità di Cristo è l’umanità di voi che ascoltate’. E già in questa riflessione c’è tutta la profondità dell’intreccio tra arte e musica, da cui partirà il loro dialogo il 1° aprile, Giovedì Santo, sulle ultime frasi del Cristo morente, che si fanno musica e senso universale, e che trascendono l’immagine stessa, divenendo pura astrazione. 

    MAREVIVO: “SIAMO DELUSI MA NON CI FERMEREMO”

    Marevivo apprende con grande disappunto e rammarico che la richiesta di inserire una Cabina di Regia per il mare all’interno del Comitato Interministeriale alla Presidenza del Consiglio per la Transizione Ecologica (CITE), che l’Associazione chiede da anni e presentata da un emendamento a firma dell’On. Paola Deiana, è stata ritirata per parere contrario del Governo.
     
    Questa scelta si traduce in un’occasione sprecata, e risulta comunque inaccettabile se si pensa che stiamo parlando di un bene comune di valore inestimabile come il mare, che svolge un ruolo centrale non solo dal punto di vista ambientale, producendo il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbendo il 30% dell’anidride carbonica, ma anche economico, poiché contribuisce per il 3% al Pil del Paese.
     
    Siamo estremamente rammaricati e delusi ma non ci fermeremo” ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo. “Lo dobbiamo a tutti i nostri sostenitori e amanti del Mare, che nel mare non vedono solo una mera forma di approvvigionamento, sostentamento o turismo, ma che sono consapevoli che senza un mare in buona salute non esiste possibilità di vita né per gli animali che lo abitano né (soprattutto) per la stessa specie umana sul Pianeta.”

    Sondaggio, maggioranza giovani immagina futuro senza figli

    C'è davvero poca famiglia nell'immaginario dei giovanissimi (un campione di 600 tra i 18 e i 20 anni) intervistati dalla Fondazione Donat Cattin nell'ambito dell'indagine "Attese e bisogni dei giovani in relazione al futuro". La situazione lavorativa futura e la situazione economica attuale della loro famiglia sono le voci che "pesano" maggiormente nei progetti dei ragazzi, ma il dato più eclatante è che un complessivo 51% di essi a 40 anni immagina di non avere figli. Di questi un 31% si immagina in coppia senza figli e un 20% single. L’assoluta maggioranza dei giovani pertanto nel futuro non si vede nel ruolo di genitore. Le ragioni sono soprattutto legate alla difficoltà di fare progetti a lungo termine: più di 1/4 dei giovani intervistati infatti esprime la necessità di «vivere alla giornata», un ulteriore 12% vuole sentirsi indipendente, un 10% che non vuole responsabilità, e un 3% che non afferma di non credere nelle relazioni stabili.

    Di seguito troverai il link per il testo dell dell'indagine: http://www.fondazionedonatcattin.it/wp-content/uploads/2021/03/REPORT-I-GIOVANI-ED-IL-FUTURO.pdf

    Lettera aperta della Federazione Alzheimer Italia, priorità vaccinale a persone con demenza

    Il 4 marzo e il 22 marzo 2021 noi della Federazione Alzheimer Italia abbiamo chiesto con forza che le persone con demenza venissero inserite come prioritarie nel piano vaccinale, tramite due lettere inviate al Presidente Draghi, al Ministero della Salute, al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Generale Figliuolo, all’Istituto Superiore di Sanità, al Comitato Tecnico Scientifico, all’Agenzia Italiana del Farmaco. Le persone con demenza non sono state infatti considerate una categoria priorità né nella prima versione delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19”, risalente all’8 febbraio, né nell’aggiornamento dello stesso documento diffuso il 10 marzo. La medesima richiesta è arrivata anche da diverse società scientifiche che si occupano a vario titolo di demenza - quali l’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG) – e da molte altre associazioni di familiari.

    Eppure, nonostante le lettere e gli appelli, a oggi la situazione non si è ancora sbloccata e all’interno delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” si continua a parlare di persone con disabilità grave (secondo la legge 104) e loro caregiver, ma non viene fatto alcun cenno alle persone con demenza, nonostante sia stato confermato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità che 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone che avevano una storia di demenza.

    La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi causati da diverse malattie: le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragilima devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale.

    In Italia ci sono un milione e 200 mila persone e loro familiari che vivono ogni giorno a stretto contatto con la demenza e ognuna di queste persone sta aspettando di veder riconosciuto il proprio diritto fondamentale alla salute. Queste persone hanno già pagato un prezzo altissimo per colpa di questa pandemia, crediamo che adesso sia indispensabile prenderci cura di loro.

    Gabriella Salvini Porro
    Presidente Federazione Alzheimer Italia

    Vaccinazioni anti-Covid. Volontari Auser in campo in tutta Italia per aiutare gli anziani soli

    Da Nord a Sud dell’Italia migliaia di  volontari Auser sono in campo per aiutare gli anziani soli e fragili a prenotare la vaccinazione  sulle piattaforme informatiche e ad accompagnarli successivamente presso i siti vaccinali, in molti casi lontani decine di chilometri.
    Sono tante le persone sole e con difficoltà motorie che hanno bisogno di essere aiutate.  Auser è al loro fianco, per non lasciare indietro nessuno e far sentire la propria vicinanza.
    Auser è in campo con centinaia di automezzi, molti dei quali attrezzati per il trasporto di anziani in carrozzina. Un’attività di grande importanza in questa fase della campagna vaccinale che coinvolge gli anziani e le persone più fragili. 

    Inoltre le Asl di Vercelli e Novara hanno sottoscritto apposite convenzioni per coinvolgere  nella somministrazione dei vaccini, i medici in pensione degli ambulatori della solidarietà Auser di Borgomanero e Vercelli.


    L’Auser di Vercelli  mette a disposizione dell'Asl 6 medici in quiescenza, 6 infermieri, 4 persone per le attività amministrative e alcuni altri volontari per supportare la campagna su tutto il territorio. Mentre sono circa 80 i medici in pensione che hanno aderito all’accordo fra Asl di  Novara e Ambulatorio Auser di Borgomanero per dare una mano nella somministrazione dei vaccini. 

    AUTISMO E LOCKDOWN: RADDOPPIATE LE RICHIESTE DI AIUTO

    Durante il prolungato periodo di lockdown la condizione di isolamento forzato ha portato all’aumento dei comportamenti disadattivi e aggressivi nei bambini e ragazzi con diagnosi di autismo, con grandi difficoltà per le famiglie.

    Sono raddoppiate le richieste di aiuto al servizio di Counseling della Fondazione Sacra Famiglia che, in occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo del 2 aprile, intensifica i servizi a supporto delle famiglie

    In occasione della Giornata mondiale per la Consapevolezza sull’autismo promossa ogni anno il 2 aprile dall’ONU, Fondazione Sacra Famiglia lancia un appello a favore delle famiglie con bambini e ragazzi con diagnosi di autismo: in questo periodo di lockdown dovuto alla pandemia è fondamentale per loro il sostegno di professionisti esperti. 

    È raddoppiato in questo periodo il numero di richieste di aiuto. Fondazione Sacra Famiglia ha rafforzato il team di specialisti per una tempestiva presa in carico da parte del servizio di Counseling, anche attraverso collegamenti da remoto e attività di teleducazione.

    Il lockdown e la chiusura forzata hanno modificato le routine e causato la perdita di punti di riferimento importanti portando al consolidamento di nuove consuetudini disadattive. Un supporto adeguato consente ai bambini più piccoli di non regredire nei comportamenti e nelle abilità precedentemente acquisite ed è fondamentale nella fascia tra i 10 e 15 anni, al fine prevenire il ricorso a comportamenti disadattivi, anche aggressivi, in risposta al cambiamento delle abitudini e alla mancanza di relazioni sociali.

    Paola Ferrazzi, responsabile del servizio Counseling per l'Autismo di Fondazione Sacra Famiglia commenta: “In questo periodo sono raddoppiate le richieste delle famiglie in difficoltà che si sono rivolte al nostro servizio di Counseling per attivare percorsi, anche da remoto, che consentissero loro di rispondere alle necessità quotidiane dei ragazzi e risolvere situazioni problematiche. Il servizio si è quindi trovato a rispondere a nuove richieste di intervento per ripristinare una quotidianità strutturata attraverso la proposta di attività da remoto e affiancando le famiglie in una riorganizzazione necessaria sia per la vita domestica che per la ripresa delle attività fuori casa”.

    Il servizio di Counseling curato dai professionisti di Sacra Famiglia è in grado di garantire una presa in carico globale della persona autistica fornendo alle famiglie degli strumenti educativi e abilitativi che consentono una gestione diretta dei bambini e dei ragazzi. Gli operatori affiancano e supportano le famiglie, guidandole negli interventi abilitativi e di teleducazione anche da remoto. Tra le maggiori necessità riscontrate, quelle di aiutare i bambini e ragazzi a ristabilire una routine nelle attività della giornata, ristabilendo nuove abitudini e ritmi.

    “Ogni giorno riceviamo la richiesta di una nuova famiglia in difficoltà – continua Paola Ferrazzi, responsabile del servizio Counseling per l'Autismo di Fondazione Sacra Famiglia. - Per rispondere a questa necessità e offrire una presa in carico tempestiva, Fondazione Sacra Famiglia ha recentemente avviato un nuovo ambulatorio a San Vittore Olona e a breve saranno aperti alle famiglie i servizi di quattro nuovi ambulatori a Pregnana Milanese e altri quattro a Milano. L’obiettivo è quello di garantire a tutte queste famiglie una risposta rapida e professionale, e non lasciare soli i loro ragazzi”.

    La presa in carico della persona con autismo per Fondazione Sacra Famiglia avviene attraverso un intervento globale e personalizzato che tiene conto di specifiche caratteristiche, potenzialità, attitudini e fragilità dell’individuo con l’obiettivo di favorire l’appren­dimento e lo sviluppo delle abilità di base e quotidiane, per una vita il più possi­bile autonoma. Il tutto sempre coinvolgendo l’intera famiglia, altro punto imprescindibile: genitori, fratelli, nonni, sono infatti protagonisti del processo terapeutico e sanno di poter sempre contare su esperti che li sostengono lungo tutto il programma.

    Per questo motivo le famiglie dei nostri utenti hanno saputo mettere in campo, fin dai primi momenti dell’emergenza, le strategie e gli strumenti giusti per strutturare le giornate nel lockdown ed attivare i training abilitativi.

    Fondazione Sacra Famiglia da oltre dieci anni è un punto di riferimento per l’abilitazione delle persone con autismo. Il team multidisciplinare del servizio Counseling segue circa 500 bambini e ragazzi. Sono circa 50 i professionisti specializzati - psicologi clinical manager, psicologi ed educatori professionali - cresciuti negli anni accanto alla figura del professor Lucio Moderato, storico direttore dei Servizi Innovativi per l’Autismo di Fondazione Sacra Famiglia - che seguono il suo metodo offrendo un approccio personalizzato, interdisciplinare e multidimensionale.

    E per ricordare la figura di Lucio Moderato in occasione della Giornata del 2 aprile si svolgeranno diversi eventi. Innanzitutto, un convegno patrocinato dal MIUR Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca con la partecipazione del Ministro per le Disabilità Erika Stefani, del Dirigente dell’Ufficio Scolastico AT Milano Marco Bassetti e del Presidente di Sacra Famiglia don Marco Bove per fare il punto sui percorsi di inclusione educativa e sociali degli alunni con autismo. Inoltre, Sacra Famiglia diffonderà una pubblicazione con le parole scritte per Moderato da diversi suoi collaboratori, e infine per iniziativa delle famiglie seguite dal Servizio Counseling di Sacra Famiglia a Marcallo con Casone (MI), nella cittadina verrà inaugurato un giardino a lui intitolato.

    Con la propria rete di servizi ambulatoriali, domiciliari, residenziali, semi-residenziali e formativi, Fondazione Sacra Famiglia ogni anno assiste più di 1.000 utenti (di cui l’84% bambini e adolescenti) con tre centri diurni per disabili, 25 ambulatori e 11 laboratori abilitativi, oltre a svolgere attività di Counseling territoriale. Per gli adulti con autismo Fondazione Sacra Famiglia si occupa anche di inserimento lavorativo con figure dedicate e attività di “job coaching”.

    Ultima iniziativa in ordine di tempo è "Blu Home", gli appartamenti didattici per l’autismo della sede di Varese, un innovativo progetto di abilitazione intensiva per aiutare i genitori di bambini e ragazzi con autismo a migliorare le capacità di gestione della quotidianità.

    Si rinnova la collaborazione tra la Federazione e UILDM per diffondere lo sport come strumento di inclusione sociale

    Giovedì 25 marzo 2021, nella sede della Direzione nazionale UILDM a Padova, il Presidente della FIPPS – Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport Andrea Piccillo e il presidente di UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Marco Rasconi hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con cui si impegnano nell’individuare forme condivise di collaborazione e di sostegno delle rispettive attività associative. UILDM e FIPPS si impegnano inoltre a divulgare sui propri canali le reciproche attività, in modo che abbiano sempre maggiore efficacia.

    Questo accordo mette in evidenza quanto FIPPS e UILDM condividano l’importanza della pratica sportiva come strumento per l’inclusione e per la diffusione di una cultura della disabilità che ponga al centro la persona e il suo diritto a una vita piena e indipendente.
    UILDM è stata la prima associazione a farsi promotrice nel 1992 del Powerchair Hockey in Italia, grazie all’all'impegno di Luigi Maccione e del Gruppo Giovani UILDM. Da allora i Powerchair Sport sono cresciuti, diventando punti di riferimento per tante persone con disabilità che vogliono avvicinarsi al mondo dello sport.

    «Con la firma di questo protocollo – spiega Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM – torniamo alle origini, quando il Gruppo Giovani UILDM dei primi anni ’90 aveva capito il grande potenziale inclusivo dell’hochey in carrozzina. Il fatto che recentemente si sia aggiunta anche la disciplina del Powerchair Football non fa che ampliare la possibilità di confronto. La tessera FIPPS – che viaggia con me da oltre 30 anni – è davvero un pezzo di vita. Lì dentro ci sono io da ragazzo, c’è il mio impegno di volontario e di presidente UILDM. Lo sport per me è stata una scintilla e come associazione continueremo a promuovere i valori e le occasioni di incontro che questo protocollo ribadisce. Lo sport è uno strumento di partecipazione e crescita personale perché è uno spazio in cui ciascuno può sentirsi accolto e valorizzato per le proprie caratteristiche e capacità.»

    «I desideri e gli obiettivi che uniscono FIPPS e UILDM sono tanti – Andrea Piccillo, presidente nazionale FIPPS – per questo sono ancora più contento di aver firmato oggi questo protocollo. Grazie all’esperienza che ho vissuto in UILDM, contribuendo alla nascita di una squadra di Powerchair Hockey, sono sempre più convinto che lo sport sia uno strumento potentissimo per costruire l’inclusione. Con l’arrivo del Powerchair Football la possibilità di scelta si è ampliata, un motivo in più per rendere la collaborazione con UILDM ancora più fattiva. Non vediamo l’ora di poter riprendere le attività in presenza, dopo un anno di stop. A maggio è previsto il raduno nazionale di Powerchair Hockey, occasione che useremo per presentare la nazionale di football

    I Powerchair Sport sono discipline per tutti, perché si gioca in squadre miste sia per età che per sesso e sono tra le poche proposte del panorama paralimpico a coinvolgere sportivi con disabilità motorie anche severe e progressive.

    La Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport unisce, a partire dal 2020, due discipline sportive: il Powerchair Hockey e il Powerchair Football, con l'obiettivo di promuovere l’avviamento alla pratica sportiva di persone con disabilità motorie severe e progressive, organizzando eventi promozionali e competizioni su tutto il territorio nazionale.

    È ufficialmente riconosciuta come Federazione Sportiva Nazionale Paralimpica dal Comitato Paralimpico Italiano ed è parte attiva di IPCH (IWAS Powerchair Hockey) e di FIPFA (Fèdèration Internationale de Powerchair Football Association).


    FIPPS - La Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport unisce, a partire dal 2020, due discipline sportive: il Powerchair Hockey e il Powerchair Football, con l'obiettivo di promuovere l’avviamento alla pratica sportiva di persone con disabilità motorie severe e progressive, organizzando eventi promozionali e competizioni su tutto il territorio nazionale. È ufficialmente riconosciuta come Federazione Sportiva Nazionale Paralimpica dal Comitato Paralimpico Italiano ed è parte attiva di IPCH (IWAS Powerchair Hockey) e di FIPFA (Fèdèration Internationale de Powerchair Football Association).

    La Verità intervista a Paola Severini Melograni. Su Rai 2 il viaggio nella disabilità e nelle vittorie dei suoi protagonisti

    Proponiamo l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano la Verità, con un'intervista realizzata al nostro direttore Paola Severini Melograni in cui racconta  il suo lavoro per le persone con disabilità e le sue battaglie. Severini ringrazia il direttore di Rai per il sociale Giovanni Parapini, il direttore di Rai Pubblica Utilità Giuseppe Sangiovanni, il direttore di Rai 2 Ludovico Di Meo e il vicedirettore Adriano De Maio, e  invita tutti a seguire le puntate di "O anche no"  in onda ogni venerdì su Rai  2. 

    Su Rai 2 il viaggio nella disabilità e nelle vittorie dei suoi protagonisti Venerdì in seconda serata «0 anche no» racconterà l'autismo assieme a chi ne è affetto di CLAUDIA CASIRAGHI ¦ Una trasmissione televisiva, per ridefinire i canoni comportamentali della nostra società. O anche no, contenitore Rai dedicato all'inclusione e alla solidarietà, è figlio di una volontà precisa. «Vorremmo dare una speranza a tutte le famiglie che temono di non potercela fare», spiega Paola Severini Melograni, una carriera illustre nel terzo settore. «Ogni giorno, riceviamo una media di 200 e-mail. Abbiamo un pubblico giovane che ci segue, circa mezzo milione di famiglie che ci ama. Queste famiglie, all'interno delle quali un membro è affetto da handicap, vogliono sapere che qualcuno ce l'ha fatta. Noi raccontiamo loro queste storie. Raccontiamo loro, ogni settimana, che è possibile un mondo in cui ragazzi normodotati si mescolano con ragazzi con delle disabilità. Lo facciamo senza buo nismo, senza la pornografia del dolore», con un'allegria che la giornalista Rai saprà portare con sé anche nell'appuntamento di venerdì prossimo, quando O anche no, a mezzanotte e mezza, su Rai 2, racconterà l'autismo, nella giornata mondiale per la consapevolezza del disturbo.

    «Siamo riusciti ad avere con noi David Shore, sceneggiatore e produttore televisivo canadese che, tra le tante serie, ha ideato Doctor House e The Good Doctor, show incentrato su un giovane medico autistico, affetto dalla Sindrome del Savant», racconta la Severini Melograni, che nell'episodio dedicato a una più profonda consapevolezza del disturbo dello spettro autistico cercherà di normalizzare quel che ancora viene etichettato come «diversità». «Lo schema di questa puntata di 0 anche no», in replica alle 9.30 della domenica di Pasqua, «E lo stesso delle puntate passate. Avremo le magie di Andrea Paris, le notizie della giovane Rebecca Zoe De Luca, giornalista quattordicenne affetta da atrofia muscolare spinale. Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi, ci presenterà Lo specchio di Lorenzo, una nuova striscia animata dedicata al tema dell'autismo». Poi, Massimo Bottura porterà gli spettatori a conoscere Il Tortellante, laboratorio fondato perché giovani e adulti affetti da disturbo dello spettro autistico possano imparare a produrre pasta fresca fatta a mano, e Pizzaut, progetto di inclusione lavorativa per persone autistiche, racconterà le sue pizze, ivi compresa quella ribattezzata dpcm. «Nel nostro dizionario, non esiste la parola "poverino".

    Quello della disabilità è un mondo estremamente positivo: un ragazzino disabile, all'interno di una classe, pub avere un potere terapeutico sui bulli. Vogliamo ribadire che i ragazzi autistici possono fare una vita meravigliosa, lanciare lo stesso mes saggio che ho lanciato quando ho insistito per portare Ezio Bosso a Sanremo». Allora, la battaglia combattuta da Paola Severini Melograni è stata lunga e faticosa. Ma la presenza, all'Ariston, del pianista, il suo effetto dirompente è valso ogni sforzo. Bosso, scomparso nel 2020 per l'aggravarsi di una patologia neurodegenerativa, ha dimostrato come i limiti che la disabilità si dice porti con sé siano frutto di un pregiudizio, di una scarsa conoscenza. 0 anche no, dove nel corso dell'anno sono stati ospiti (senza alcun cachet) artisti del calibro di Carlo Verdone e Marlee Matlin, «È un lavoro utile al bene comune. Insieme, siamo riusciti a fare della disabilità un tema. Ci siamo messi al servizio di questo pubblico speciale con l'obiettivo di applicare i termini di contratto della Rai. Il canone in bolletta dà diritto a delle risposte». O anche no ha saputo darne di proprie, catturando con estrema positività l'attenzione di un pubblico eterogeneo. Che, forse, meriterebbe di vedersi rappresentato in uno spazio più consono, più vicino, magari, alla prima serata di Rai Due.

    Save the Children: soddisfazione per l'approvazione del sostegno economico per i figli a carico

    Save the Children esprime soddisfazione per l’approvazione della legge delega in materia di assegno unico, la misura di sostegno economico per i figli a carico che arriverà alle famiglie a partire dal 1° luglio 2021.

    “L’assegno unico è il primo pilastro della più ampia riforma disegnata con il Family Act, provvedimento che una volta approvato introdurrà nel nostro Paese un approccio organico e integrato per il sostegno alla genitorialità. Bisogna ora lavorare alacremente ai decreti attuativi, che devono prevedere un sostegno maggiore alle famiglie in povertà assoluta,” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

    Dopo i miglioramenti registrati nel 2019, la povertà assoluta ha segnato infatti nel 2020 un’inversione di tendenza che ha colpito soprattutto le famiglie con figli minori e quelle più numerose, che stanno subendo le conseguenze più pesanti dell’emergenza socio-economica in corso. Secondo le stime ISTAT provvisorie per il 2020, infatti, l’incidenza della forma più grave di povertà è passata per le famiglie dal 9,2% all’11,6%, e dal 16,2% al 20,7% per quelle con almeno cinque persone, facendo anche registrare in un solo anno ben 209 mila nuovi minori in povertà assoluta.

    “È indispensabile adottare al più presto un Piano Straordinario Infanzia di risposta all’emergenza, perché il sistema di welfare a favore delle bambine e dei bambini si compone del sostegno alle famiglie e allo stesso tempo di una rete di servizi di qualità sul territorio. Come prima misura urgente si dovrebbero garantire attività educative, sportive e ricreative in estate per bambini, bambine e adolescenti.”

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