AngeliPress

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    PNRR: positiva valutazione dal punto di vista di genere

    Un'occupazione femminile in Italia al livello della media europea é essenziale per il successo del PNRR e verrà valutata di conseguenza dalla Commissione.
    Per tale motivo Noi Rete Donne esprime soddisfazione per la priorità accordata in modo trasversale dal PNRR agli obiettivi di pari opportunità, di genere e generazionale. (versione integrale PNRR)
    In particolare saluta con favore la previsione di condizionalità accompagnate da criteri premiali, concernenti la presenza di una percentuale di donne e giovani per le imprese che parteciperanno ai bandi di finanziamento per tutti i progetti del Piano.
    Tale indicazione appare in linea con gli obiettivi da sempre perseguiti da Noi Rete Donne al fine di incrementare e valorizzare la presenza femminile in tutti i contesti lavorativi.
    L'auspicio è che la realizzazione del Piano attui una simile premessa per un cambiamento strutturale del mercato del lavoro, anche grazie a futuri e ulteriori interventi migliorativi. Occorre ora affrontare infatti altri punti critici del Piano che potrebbero vanificare o ridurre l'efficacia di questa misura, quali ad esempio l'insufficiente impegno nelle infrastrutture sociali e le mancate indicazioni per una governance paritaria del Piano.

    Fonte: Noidonne.org

     

     

    Niccolò Agliardi il nostro vincitore

    Nella notte degli Oscar non c'è stata la vittoria di Niccolò Agliardi e Laura Pausini con la canzone “Io si” il brano creato  per il film “La vita davanti a sé” diretto da Edoardo Ponti e interpretato da Sofia Loren” . E’ stato un sogno per Agliardi ma anche per tutti gli italiani che speravano di festeggiare questo riconoscimento. Per noi Agliardi ha vinto e nei nostri cuori avrà sempre un Oscar.

    Grande Niccolò Agliardi!  

    Un'ultima riflessione riguarda il film “Crip Camp” che vi presenteremo con un brand speciale  venerdì prossimo 30 aprile sul programma “O anche no” in onda su rai 2.  Anche “Crip Camp” avrebbe meritato la statuetta. 

    Riparte la cultura, riaprono i musei

    Con il nuovo Decreto Riaperture è ufficiale l’apertura dei musei ad aprile 2021, ecco tutte le disposizioni, i metodi di prenotazione e le mostre aperte al pubblico dal 26 aprile 2021.

    La cultura finalmente riparte in Italia, dopo il nuovo decreto emanato dal governo Draghi che ufficializza la data di apertura dei musei nelle zone gialle. Via libera, quindi, a musei, gallerie, complessi monumentali, siti e parchi archeologici, biblioteche, ville che si preparano a riaccogliere turisti.

    Mancano pochi giorni alla riapertura dei musei in questa primavera, bisogna quindi premunirsi ed essere a conoscenza di tutte le date, le regole per le prenotazioni e quali saranno le mostre aperte nei prossimi mesi in Italia.

    Le date dell’apertura dei musei 2021

    Come anticipato, la data X per la riapertura nelle zone gialleè stato il 26 aprile 2021, le regioni invece che non cambieranno ancora colore dovranno attendere ancora qualche settimana.

    Passano in giallo tutte le regioni ad eccezione di Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta che restano in arancione e Sardegna unica regione in rosso.

    A Roma, ad esempio, riaprono i musei già dal prossimo lunedì, o al limite da martedì, visto che il primo giorno della settimana è di solito destinato alla chiusura settimanale.

    Dal 26 aprile, inoltre, è entrato in vigore la certificazione verde, ovvero il pass che consentirà di spostarsi tra regioni di colore diverso. Quindi se desiderate visitare musei fuori da una regione arancione o rossa, potete presentare questo certificato per poter procedere tranquillamente al vostro viaggio.

    Le prenotazioni per la riapertura dei musei ad aprile 2021

    Rispettando le norme di sicurezza anti Covid-19, per visitare i musei riaperti sarà necessaria la prenotazione del biglietto d’ingresso. L’elenco delle presenze giornaliere rimarrà in archivio per un periodo di 14 giorni nell’ente prescelto.

    La prenotazione online dovrà essere favorita in tutti i siti d’arte, per evitare i pagamenti in contanti e le file alla cassa. Inoltre, sembra che il tempo di permanenza nelle sale al chiuso sarà limitata, bisognerà rispettare la distanza di sicurezza e indossare la mascherina FFP2.

    Per maggiori informazioni, sarà necessario visitare i siti web istituzionali dei singoli istituti, per capire le modalità scelte da ognuno di loro.

    Le mostre da visitare alla riapertura dei musei 2021

    Alcune città italiane sono già pronte all’apertura dei musei di questo mese, infatti Roma e Milano hanno già un calendario di mostre pronte da offrire ai propri visitatori.

    Roma si preparano a riaprire dal 26 aprile il Parco archeologico del Colosseo, i Musei Capitolini, il Mausoleo di Augusto, l’Ara Pacis, il MAXXI, il Pantheon, Castel Sant’Angelo e la Galleria d’arte nazionale moderna e contemporanea.

    Musei Vaticanriapriranno al pubblico il 3 maggio, dal lunedì al sabato, con obbligo di prenotazione online.

    Con l’arrivo della zona gialla in Lombardia, anche Milano è pronta ad accogliere turisti e amanti dell’arte, con la riapertura ufficiale martedì 27 aprile.

    Alcuni siti che si preparano ad aprire sono il Mudec, la Galleria d’arte moderna e le collezioni del Castello Sforzesco, la Casa museo Boschi Di Stefano, il Museo del Novecento con le mostre di Carla Accardi, chiamata “Contesti”, e Franco Guerzoni con “L’immagine sottratta”.

    Da giovedì 29 aprile potrebbe riaprire l’Hangar Bicocca, con la mostra di Chen Zeng fino al 6 giugno e quella di Neïl Beloufa fino al 9 gennaio 2022.

    Altre mostre molto interessanti saranno anche Van Gogh al Centro Culturale Altinate di Padova, Capolavori degli Uffizi su Dante ai Musei San Domenico di Forlì e Robert Capa ai Musei Reali di Torino.

     

    Fonte: https://www.viagginews.com/

    KOSOVO. Si è chiuso il Rolling Film Festival

    Non tutti sanno che Pristina ospita il “Rolling Film Festival”, l’unico in Europa che promuove l’arte e la cultura rom attraverso film e altre opere d’arte prodotte dalla comunità rom che trattano temi di questa comunità, la sesta edizione è terminata il 20 aprile.

    Alla cerimonia di chiusura, il “Young Talent Award” è stato assegnato a due giovani che realizzeranno stage in un’azienda di animazione.

    In questa occasione, il Primo Ministro Albin Kurti ha affermato che i Rom in Kosovo sono parte integrante della società con diritti uguali e garantiti, ma anche con molti problemi, così come una buona parte di altre comunità. Ha aggiunto che l’istruzione, l’occupazione, la partecipazione e l’integrazione sono i problemi che accompagnano la comunità rom e che devono essere risolti insieme.

    «Questo festival cinematografico dovrebbe servire la società a comprendere meglio e più correttamente le esigenze della comunità rom, ma anche a sensibilizzare per creare una società che non esclude. Come maggioranza, dobbiamo riunire la minoranza e le minoranze per diventare partecipanti dentro di noi e con noi, quindi il nostro approccio è che le minoranze siano parte integrante e non separata», ha detto Kurti.

    Il direttore di questo festival Avni Krasniqi per KosovaPress ha affermato che lo scopo di questo festival era promuovere la cultura rom e attraverso i film che sono stati proiettati in questo festival mostrare cosa devono affrontare i cittadini delle comunità rom, egiziane e ashkali in Kosovo.

    «È un festival che promuove la cultura rom in Kosovo, e allo stesso tempo combatte contro gli stereotipi, la discriminazione che la comunità rom sta affrontando qui in Kosovo, in questa edizione abbiamo proiettato 30 film da tutta Europa, allo stesso volta che abbiamo avuto l’opportunità di mostrare alcuni film che provenivano dal Kosovo», ha detto.

    «Il gruppo più abusato e discriminato è purtroppo la comunità Rom, ma allo stesso tempo la comunità che rappresenta una grande percentuale di disoccupazione è la comunità Rom … La mentalità in Kosovo deve cambiare … La differenza non ha bisogno di giocano un ruolo speciale, dobbiamo vivere insieme, siamo più di 6 comunità che vivono in Kosovo e credo che la diversità non debba essere vista come una barriera … In Kosovo siamo circa 38mila Rom, Ashkali, egiziani, 91 % in questa comunità non sono impiegati», ha detto.

    L’edizione 2021 del “Rolling Film” ha avuto come tema “Folklore – Nuova realtà” attraverso film e attività, che hanno affrontato temi sulla vita della comunità rom affrontando le leggende che hanno costruito un’amara realtà per la comunità stratificando pregiudizi, stereotipi verso questa comunità. La prima vincitrice di questo premio è stata Blerina Bytyqi e la seconda Ardian Krasniqi.

    Il direttore del “Rolling Festival” ha anche accennato al problema della disoccupazione che affligge la comunità rom.

     

    Fonte: https://www.agcnews.eu/kosovo-si-e-chiuso-il-rolling-film-festival/

     

    Roma, «Mia figlia pestata per qualche like su Instagram»

    «Mia figlia, disabile di 12 anni, è stata malmenata da tre bulle per qualche like su Instagram. Quando il branco la picchiava altri ragazzini euforici riprendevano la scena e trasmettevano tutto in diretta social. Questa è la più amara delle verità». La madre di Paola, 12 anni, (il nome è di fantasia) è incredula. Arrabbiata. Anche se la solidarietà che sta incassando in queste ore le solleva il morale. «Non siamo sole», ammette. Tra le prime a chiamare la donna due ministre sensibili a queste tematiche: la titolare del dicastero per le Disabilità, Erika Stefani e la collega Mara Carfagna, per il Sud e la Coesione Territoriale. «Non esistono giustificazioni né attenuanti a quanto è successo», sottolinea Stefani. Carfagna si è sincerata delle condizioni di salute della piccola e a breve incontrerà madre e figlia. 

    La vittima, però, a distanza di tre settimane dal pestaggio porta ancora addosso le ferite di ciò che è accaduto. Ieri, dopo l’ennesima visita in ospedale, i medici hanno aggiornato i giorni di prognosi: dai 21 iniziali sono arrivati a un totale di 37. Paola dovrà sottoporsi ancora a diverse sedute di fisioterapia prima di riprendersi.
    Intanto corre parallela l’indagine. Il caso della 12enne bullizzata è arrivata alla procura dei minori. I carabinieri della compagnia di Montesacro hanno depositato ieri una dettagliata informativa in cui viene descritto, in modo minuzioso, ciò che è accaduto il due aprile in un parco a Roma nord e hanno indicato il reato di lesioni aggravate in concorso. I militari hanno già identificato le tre responsabili dell’aggressione.

    Potete continuare a leggere l'intervista su: https://www.ilmessaggero.it/roma/news/bambina_disabile_picchiata_roma_video_instagram_cosa_e_successo_ultime_notizie_oggi_24_aprile_2021-5918228.html

    MIGRANTI, SANT’EGIDIO: CORDOGLIO PER LE VITTIME AL LARGO DELLA LIBIA E APPELLO ALLE AUTORITÀ PER GARANTIRE I SALVATAGGI IN MARE

    Al largo della Libia si è consumato l’ennesimo dramma dell’immigrazione con un bilancio di vittime che alcune Ong stimano ad oltre cento. La Comunità di Sant’Egidio esprime innanzitutto il suo cordoglio alle famiglie dei migranti, che nel loro viaggio hanno patito sofferenze e soprusi dalla partenza dal loro paese fino alla tragica sorte nelle acque del Mediterraneo. Un sentimento di pietà che occorre riaffermare di fronte ad una notizia che rischia di passare in secondo piano in questo amaro tempo di pandemia.
    Sant’Egidio lancia un appello alle autorità che avrebbero potuto provare a soccorrere il battello di fortuna andato alla deriva, a fronte di segnalazioni già arrivate nella giornata di mercoledì, perché vengano garantiti i salvataggi in mare di chi è in pericolo di vita.


    È urgente rispondere al più presto alla domanda di aiuto proveniente dai migranti in transito verso l’Europa, in particolare di quelli attualmente in Libia, con progetti a lungo respiro che puntino a svuotare i luoghi di detenzione, a esaminare le situazioni delle singole persone e a consentire vie di salvezza legali come i corridoi umanitari. Al tempo stesso occorre costruire un futuro vivibile nei paesi di origine, soprattutto per i giovani, con il sostegno dell’Unione europea.

    MIGRANTI, SANT’EGIDIO: CORDOGLIO PER LE VITTIME AL LARGO DELLA LIBIA E APPELLO ALLE AUTORITÀ PER GARANTIRE I SALVATAGGI IN MARE

    Al largo della Libia si è consumato l’ennesimo dramma dell’immigrazione con un bilancio di vittime che alcune Ong stimano ad oltre cento. La Comunità di Sant’Egidio esprime innanzitutto il suo cordoglio alle famiglie dei migranti, che nel loro viaggio hanno patito sofferenze e soprusi dalla partenza dal loro paese fino alla tragica sorte nelle acque del Mediterraneo. Un sentimento di pietà che occorre riaffermare di fronte ad una notizia che rischia di passare in secondo piano in questo amaro tempo di pandemia.
    Sant’Egidio lancia un appello alle autorità che avrebbero potuto provare a soccorrere il battello di fortuna andato alla deriva, a fronte di segnalazioni già arrivate nella giornata di mercoledì, perché vengano garantiti i salvataggi in mare di chi è in pericolo di vita.


    È urgente rispondere al più presto alla domanda di aiuto proveniente dai migranti in transito verso l’Europa, in particolare di quelli attualmente in Libia, con progetti a lungo respiro che puntino a svuotare i luoghi di detenzione, a esaminare le situazioni delle singole persone e a consentire vie di salvezza legali come i corridoi umanitari. Al tempo stesso occorre costruire un futuro vivibile nei paesi di origine, soprattutto per i giovani, con il sostegno dell’Unione europea.

    Autismo, Muratori: Bimbo come migrante in mondo sconosciuto

     "Il bambino autistico e' un po' come un migrante che arriva in un mondo di cui non conosce bene le regole". Utilizza questa metafora Filippo Muratori, neuropsichiatra infantile e direttore dell'Unita' operativa complessa di Psichiatria dello Sviluppo presso la Fondazione 'Stella Maris', per restituire un'immagine chiara di come l'autismo possa essere oggi considerato. "Siamo passati dal parlarne solo come disturbo e malattia, a parlare dell'autismo come condizione. Questo e' il cambiamento principale avvenuto nel corso degli anni", sottolinea Muratori aprendo la terza giornata del convegno che celebra mezzo secolo dell'Istituto di Ortofonologia (IdO). E' un excursus storico il suo, che parte dalle origini dell'autismo per arrivare fino ai giorni nostri. Il neuropsichiatra evidenzia come il cambiamento di prospettiva avvenuto negli anni abbia oggi "una sua manifestazione nel cambiamento radicale dell'epidemiologia di questo disturbo. Uno studio di prevalenza condotto in Italia individua 1 bambino autistico ogni 87- spiega Muratori- cio' vuol dire che non e' una forma rara, ma e' un qualcosa che puo' riguardare l'essere umano e in alcuni bambini puo' diventare un problema perche' si ritrovano in un mondo che non e' costruito attorno alle loro modalita' speciali di funzionamento". Da qui la metafora del migrante cara al neuropsichiatra.

    "Chi si e' cimentato con i bambini autistici si e' spesso confrontato con l'idea che non abbiano interesse sociale, pero' questa e' una modalita' che va superata- spiega Muratori- bisogna, invece, andare a vedere quelle che sono le particolari modalita' con cui il bambino cerca di stabilire una relazione sociale". In questo senso il programma europeo EU-AIMS (Autism Research for Europe) ha "l'obiettivo di cambiare la visione dell'autismo all'interno della societa', considerandolo un modo diverso di stare al mondo e di stabilire relazioni sociali. Il programma mira a far rispettare e umanizzare gli interventi che mettiamo in atto con i bambini autistici", sottolinea il neuropsichiatra.

    Tre i punti che Muratori mette in evidenza nel corso del suo intervento: contatto affettivo, eterogeneita' dell'autismo e motricita'. "Sono tre punti strettamente collegati tra di loro- spiega l'esperto- Il contatto affettivo presuppone una motricita' fluida attraverso cui le parole possono arrivare agli altri.

    Ognuno di noi ha una propria modalita' affettiva- dice- una modalita' motoria di relazionarsi con il mondo esterno. Questa diversita' viene definita eterogeneita', per cui l'autismo non e' una condizione unitaria ma molto diversa, cosi' come molto diversi sono tutti gli umani tra di loro".

    Muratori spiega che quando pensiamo alle basi dell'autismo "non possiamo pensare a una causa, ci sono fattori genetici e fattori ambientali. Almeno un 50% e' dato dall'ambiente e un 50% dal patrimonio genetico. Siamo di fronte a un disturbo molto complesso- precisa il neuropsichiatra- che inizia fin dai primi periodi della vita fetale. Un disturbo che si organizza nel tempo attraverso tutta una serie di periodi critici e che da' luogo a quello che e' la base dell'autismo: un disturbo della connettivita' cerebrale".

    In particolare per quanto riguarda la motricita', Muratori sottolinea l'importanza di approfondire lo studio di questo aspetto come indicatore di rischio per lo sviluppo dell'autismo. "Il movimento nei bambini autistici e' spesso ridotto, poco variabile, poco usato in modo intenzionale e poco usato in modo comunicativo. E' anche importante- evidenzia il neuropsichiatra- che le persone che vengono chiamate 'neurotipiche', cioe' noi, diventino maggiormente capaci di comprendere la modalita' particolare di uso della motricita' del bambino autistico. Non e' detto, infatti, che questi bambini debbano acquisire il nostro modo di muoverci, noi dobbiamo capire il loro".

    Muratori ci tiene poi a sottolineare che se nei bambini piccolissimi, tra 6 e 12 mesi, "si vanno a cercare solo gli aspetti sociali evoluti, non si riesce ad individuare veramente un rischio di autismo. Si devono andare a cercare anche gli aspetti motori che vanno concepiti come la base della costruzione della relazione con il mondo". Inoltre, il neuropsichiatra spiega che "questa poverta' di movimento lascia spazio, nel primo semestre di vita, ai movimenti ripetitivi delle mani e delle dita. Ma se nei bambini 'tipici' questi movimenti scompaiono nel secondo semestre di vita perche' le mani e le dita si avviano a essere usati per tutto quello che e' l'aspetto del contatto affettivo, nei bambini 'atipici' rimangono. Questi movimenti ripetitivi vanno a interferire con quello che e' lo sviluppo della mano come strumento gestuale". Da qui Muratori sottolinea come lavorare con i genitori sia "assolutamente centrale dal punto di vista della diagnosi precoce, che non si puo' fare senza il loro supporto e senza osservare l'interazione che hanno con il bambino. Infine- conclude- lavorare con la famiglia e' importante per supportarla nel compito di vivere con un bambino diverso da come era stato previsto".

     

    Fonte: Red / Dire

    Il nuovo libro di Riccardi "La Chiesa brucia. Crisi e futuro del cristianesimo"

    E' disponibile in tutte le migliori librerie il nuovo scritto da Andrea Riccardi, il fondatore della comunità di Sant’Egidio si interroga sulla situazione della chiesa oggi, riportando le sue riflessioni per quanto riguarda questo tema e le sue correlazioni con la nostra civiltà. Online è possibile trovare parte degli scritti di Andrea Riccardi, così come le sue frasi più celebri, per poter comprendere a fondo i pensieri di questo grande uomo.

    La vita di Andrea Riccardi
    Andrea Riccardi è un volto noto a chiunque si interessi di fede cristiana, ma anche a tutti coloro che sono dentro a questioni politiche e culturali che riguardano il mondo dei più deboli, dei poveri, di coloro che sono stati lascianti indietro dalla nostra società. Andrea Riccardi da sempre spende il suo tempo e la sua vita per aiutare proprio queste persone, gli ultimi. La Comunità di Sant’Egidio è stata fondata proprio da Riccardi, nel lontano 1968; oggi è diffusa in più di 70 Paesi, in tutti i continenti. L’idea è quella di creare una vera e propria famiglia diffusa, che sia in grado di aiutare chi più ne ha bisogno. In Italia la Comunità si occupa soprattutto per l’aiuto ai poveri e ai diseredati; la sua attività è però presente in tutto il mondo, con programmi per sostenere l’infanzia abbandonata, il diritto allo studio, per combattere la malnutrizione, la carenza di scuole e la diffusione del virus HIV soprattutto in Africa. Il messaggio di fondo è di ispirazione cristiana, anche se la Comunità di Sant’Egidio è costituita soprattutto da laici.

    Il nuovo libro di Riccardi
    Il nuovo Libro di Andrea Riccardi è intitolato La chiesa Brucia. Crisi e futuro del Cristianesimo e si apre con un’immagine forte, che tutti noi abbiamo ancora negli occhi: l’incendio della chiesa di Notre Dame a Parigi. Questa immagine è presa come simbolo della realtà odierna, nella quale la chiesa sembra avvicinarsi ad un periodo di forte crisi. L’incendio simbolico è anche un incendio reale, della cultura cristiana e della chiesa come istituzione? Questo interrogativo spinge Riccardi a fare varie considerazioni per quanto riguarda la chiesa contemporanea. Il calo delle vocazioni, una forte riduzione nella pratica religiosa da parte di numerosi credenti in tutto il mondo, la scarsa presenza della chiesa cattolica nella vita sociale e nella cultura contemporanea. Sono tutte realtà che, proprio come l’incendio di Notre Dame, sono sotto gli occhi di tutti. Il libro di Andrea Riccardi vuole fare il punto della situazione, indicando effettivamente le statistiche e gli eventi che riguardano questo declino della chiesa. Per poi fare anche qualche valutazione sulla strada che si trova di fronte oggi la chiesa, verso un futuro che potrebbe essere diverso da oggi.

     

    SPECIALE GR PARLAMENTO 25 aprile

    SPECIALE GR PARLAMENTO
    "25 aprile: La nascita dell'autonomia e dell'emancipazione femminile in Italia deve moltissimo alle donne della resistenza"

    Oggi 25 aprile alle 14.30 sulle frequenze di Radio 1 Rai Gr Parlamento in onda uno speciale in occasione dell'anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.

    Ospiti di Paola Severini Melograni, tre donne importanti che hanno saputo dare il loro contributo al ricordo attraverso diversi punti di vista.
    Danda Santini direttore di IO Donna che ha dedicato uno spazio alle donne della resistenza; Mirella Serri giornalista e autrice del libro "Claretta l'hitleriana. Storia della donna che non morì per amore di Mussolini"e Maria Pia Bonanate giornalista e saggista.
    La puntata è aperta da una introduzione del direttore di Rai Giornale Radio e Radio Uno Simona Sala.

    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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