Articoli filtrati per data: Dicembre 2020

    Sono 46.891 i posti disponibili per i giovani tra i 18 e i 28 anni che vogliono diventare operatori volontari di Servizio civile (qui il bando). Per presentare la propria candidatura c'è tempo fino alle ore 14 di lunedì 8 febbraio 2021: oltre 2mila (2.814 per la precisione) i progetti che si realizzeranno tra il 2021 e il 2022 su tutto il territorio nazionale e all’estero, con una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi. Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

    «Sono davvero molto felice che stiamo riuscendo a coinvolgere molte ragazze e ragazzi, rendendo sempre più universale il Servizio civile», ha detto il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora. La scelta di partecipare — ha aggiunto — «è una tappa fondamentale della vita e della crescita dei giovani. Sia umanamente sia professionalmente. I giovani volontari sono una risorsa importante e insostituibile del nostro Paese e molti di loro hanno scelto con grande coraggio di non fermarsi neanche durante l’emergenza Covid» (il video).

    In particolare, sono 2.319 i progetti da realizzarsi in Italia, 111 quelli all’estero, 384 quelli nei territori delle regioni che hanno aderito alla Misura 6 «Servizio civile universale del Programma operativo nazionale - Iniziativa occupazione giovani (PON-IOG) Garanzia giovani», ossia Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si tratta di posti dedicati a giovani neet (not in education, employment or training, ossia giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione) oppure a giovani disoccupati. Da quest’anno, ogni singolo progetto è parte del programma di intervento che risponde a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e riguarda uno specifico ambito di azione individuato tra quelli indicati nel Piano triennale 2020-2022 per la programmazione del servizio civile universale. Alcuni progetti — infine — hanno invece riserve di posti per giovani con minori opportunità (basso reddito, bassa scolarizzazione o una disabilità), altri prevedono alcune misure «aggiuntive», come un periodo di tutoraggio o uno da trascorrere in un altro Paese europeo.

    Nella sezione «Selezione volontari» del sito www.serviziocivile.gov.it ci sono tutte le informazioni, oltre che il bando. Anche quest’anno, per facilitare la partecipazione dei giovani e, più in generale, per avvicinarli al mondo del servizio civile, è disponibile il sito dedicato www.scelgoilserviziocivile.gov.it.

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    Marevivo ha pubblicato una serie di utili consigli da adottare per delle feste all’insegna della sostenibilità: dalle decorazioni alle carte da regalo, dai regali sostenibili fino ad una rivisitazione dei tradizionali pranzi e cene delle festività.

    Per le decorazioni e carte da regalo è consigliato riusare della carta o dei tessuti di scarto di cui quasi sempre disponiamo in casa e di non usare lo scotch di plastica, bensì quello in carta. Ogni anno, e solo nel Regno Unito, vengono usati 1,5 miliardi di biglietti di auguri e 83 chilometri quadrati di carta da regalo.

    Per chi volesse fare un regalo diverso dal solito, e non solo fine a sé stesso, potrebbe decidere di regalare una pianta, oppure dei prodotti alimentari locali e biologici. Un buon libro potrebbe essere apprezzato, anche sottoforma di Ebook.

    Per i pranzi e le cene si può optare invece per un menù vegano o vegetariano. E per chi proprio non riuscisse a fare a meno della carne, potrebbe semplicemente stare attento a non sprecare cibo e a non usare oggetti in plastica monouso.

    Per vedere nel dettaglio i consigli e magari alcune ricette alternative cliccare al seguente link: https://marevivo.it/blue-news/12-consigli-eco-friendly-per-un-natale-sostenibile/

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    È stata firmata oggi dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, e dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, l’Intesa in vista del concorso per la copertura dei posti per l’insegnamento della religione cattolica, previsto dall’articolo 1-bis della legge 159/19.
    Nell’Intesa, sottoscritta in videoconferenza, si ricorda che “la procedura concorsuale è bandita nel rispetto dell’Accordo di revisione del Concordato lateranense stipulato tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana il 18 febbraio 1984, ratificato con legge 25 marzo 1985, n. 121 e dell’Intesa tra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sottoscritta il 28 giugno 2012, cui è stata data esecuzione con decreto del Presidente della Repubblica 20 agosto 2012, n. 175”.
    Tra i requisiti di partecipazione alla procedura concorsuale “è prevista la certificazione dell’idoneità diocesana di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 18 luglio 2003, n. 186, rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda di concorso”. Il testo ricorda che i posti messi a bando nella singola Regione per il “personale docente di religione cattolica, in possesso del riconoscimento di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione” corrispondano a quanto stabilito dall’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge n. 126 del 2019.
    Si spiega, inoltre, che “l’articolazione, il punteggio e i criteri delle prove concorsuali e della valutazione dei titoli saranno oggetto di determinazione da parte del bando di concorso, tenendo presente che tutti i candidati sono già in possesso dell’idoneità diocesana, che è condizione per l’insegnamento della religione cattolica”.
    Siglando l’Intesa, il Cardinale Bassetti ha ricordato che “il prossimo Concorso costituisce un passaggio importante non solo per la stabilizzazione professionale di tanti docenti, ma anche per la dignità dello stesso insegnamento, frequentato ancora oggi – a trentaquattro anni dall’avvio del nuovo sistema di scelta – da una larghissima maggioranza di studenti”. Il Cardinale ha poi rinnovato “la stima e la vicinanza dei Vescovi italiani agli insegnati di religione che, con passione e competenza, accompagnano il cammino di crescita delle ragazze e dei ragazzi di oggi”.
    “Ringrazio la CEI per la collaborazione che ci ha consentito di arrivare a questa Intesa - ha commentato la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina - che va nella direzione di assicurare, tramite il concorso, la realizzazione delle aspirazioni dei docenti di religione e, al contempo, la funzionalità delle istituzioni scolastiche”.
    Il nuovo Concorso si terrà a circa diciassette anni dalla prima, e finora unica, procedura bandita nel febbraio 2004 in attuazione della legge 186/03, che istituiva i ruoli per l’insegnamento della religione cattolica.
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    Un 'regalo' dedicato al progetto benefico “RestiAMO in contatto”

    In più da giovedì 10 Dicembre il tipico dolce natalizio, vero e proprio, è disponibile su ordinazione negli uffici dell'associazione che presta servizio all'Ospedale san
    Carlo di Milano, sfornato dallo storico laboratorio Alimentari Naviglio di Cassina de Pecchi. I proventi della campagna sono destinati ai servizi in aiuto alle persone
    e alle famiglie in difficoltà per l’emergenza Covid-19. www.amolavitaonlus.it

    Quello del caffè sospeso è un'antica tradizione napoletana: consiste nel pagare un caffè senza berlo, lasciando la tazzina in “stand by” per un avventore che non se la può permettere. In occasione del Natale, l’Associazione Oncologica Milanese AMOlavitaOnlus, attiva da quarant’anni all’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, propone il “Panettone Sospeso”: campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi ispirata a questa antica usanza. Per tutto il mese di Dicembre, chi effettuerà all'Associazione una donazione minima di 15 euro - costo medio di un dolce natalizio artigianale – sosterrà il progetto “RestiAMO in contatto” destinato ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, per aiutarli ad affrontare le difficoltà crescenti generate non solo dalla malattia, ma anche dall’emergenza Covid-19. Il progetto prevede l’erogazione di servizi gratuiti quali: colloqui di supporto psicologico, distribuzione di kit di protezione individuale con mascherina, guanti e gel igienizzanti, fornitura di tablet/telefoni cellulari con connessione WI-fi al Reparto di Oncologia per consentire ai malati e ai loro cari, di stare più vicini, non solo sentendosi, ma anche
    vedendosi. Per contribuire basta collegarsi al sito www.amolavitaonlus.it, scegliere la sezione “Come aiutarci” e selezionare la modalità di donazione più agevole, inserendo nella causale la dicitura: 'Panettone sospeso'.

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    A Cecina un progetto solidale che coinvolge chef stellati, Auser e l’associazione Nazionale Carabinieri
     
    Cinquanta pietanze prelibate verranno donate durante le festività natalizie  ad altrettanti anziani che vivono da soli. Facendo loro passare un Natale meno triste. 
    Il progetto che darà calore e vicinanza agli anziani che vivono in solitudine e in condizioni disagiate,  si chiama “donare con il cuore” e nasce dalla collaborazione di Auser Cecina e associazione nazionale Carabinieri,  insieme agli chef stellati Andrea e Daniele Zazzeri proprietari del ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona.  Una volta confezionati i cinquanta pasti da gourmet saranno i volontari dell’Auser a consegnarli direttamente a casa degli anziani. Una consegna non solo di cibo prelibato, ma piena di attenzioni.
    I fratelli Zazzeri sono proprietari del ristorante che ha confermato la prestigiosa stella Michelin, ereditata dal padre Luciano un  vero maestro di cucina  e creatore di piatti di mare unici, scomparso un anno fa. 
    Il progetto prevede anche una campagna antisprechi rivolta al comparto hotel ristoranti bar. Insieme all’ Associazione Carabinieri Cecina i volontari hanno lanciato  un appello per il rispetto della normativa antisprechi prevista dalla legge 166/2016 e favorire il recupero e la donazione dei prodotti alimentari in eccedenza.
    In questo modo si possono recuperare molti alimenti che sarebbero sprecati e destinarli alle persone più disagiate, una categoria che sta crescendo in un momento di crisi anche economica dovuta agli effetti della pandemia.
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    #PallediNatale - Fondazione Carolina  e Parole O_Stili lanciano la campagna contro le fake news sull’educazione digitale
     
    Ai tempi della pandemia il fenomeno delle fake news sembra godere di ottima salute. Le “verità” confezionate sono talmente tante che a volte diventa difficile capire a cosa credere. Se la scienza ci aiuta a tracciare una rotta tra la moltitudine di dogmi, invettive e rivelazioni che popolano la Rete, le “convinzioni” più difficili da mettere in dubbio sono quelle che appartengono a tutti noi. Quei piccoli-grandi comportamenti di ogni giorno che, insieme, diventano luoghi comuni granitici, quasi inamovibili lungo la strada del buonsenso e della responsabilità. Per questo la Onlus Fondazione Carolina, impegnata a tutela dei minori in Rete, e Parole O_Stili, la no-profit contro la violenza delle parole, lanciano #PallediNatale. 
    Si tratta di un progetto di informazione e sensibilizzazione a 360 gradi, che parte dalla campagna sui social (focus in allegato) e comprende attività formative nelle scuole. “I genitori non possono controllare lo smartphone dei propri figli”, “I miei nipotini sono molto fotogenici, che male c’è se mando video e foto sui miei gruppi whatsapp!”, “Era solo una battuta, tanto tutti lo considerano uno sfigato… ”. Come una grande palla di neve, composta da milioni di fiocchi, queste condotte digitali, frutto della noncuranza e di una mancanza di competenza, alimentano falsi miti e giustificazioni in grado di condizionare l’esperienza digitale di tutti. 
    “E così per Natale saranno regalati migliaia di smartphone e tablet a bambine e bambine, anche di 9 anni, senza capire la portata di questi strumenti nel loro percorso di crescita”. Ivano Zoppi è il segretario generale della Fondazione dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia. “La storia di Caro ha squarciato il velo rispetto a fenomeni che, fino a qualche anno fa, venivano ignorati. Adesso - continua Zoppi - tutti sappiamo che usare web con superficialità può essere rischioso, ma nessuno pensa che il pericolo potrebbe viaggiare nei propri devices o in quelli dei propri figli”. Ed ecco che rinunciamo a controllare cosa vivono ogni giorno i nostri piccoli sui social e nelle chat, solo per la paura di ledere la loro privacy. “Un approccio deviato - spiega Ivano Zoppi - perché basato sui diritti dell’adulto, non su quelli dei minori, quando invece i genitori avrebbero il dovere di adempiere alle responsabilità educative e di accompagnare i figli nella fruizione di un mondo online che, però, di virtuale non ha più nulla”. 
    "Siamo davvero felici di stare al fianco di Fondazione Carolina con questa prima iniziativa, consapevoli che solo facendo Rete si possono raggiungere obiettivi ambiziosi come quello della riduzione dei linguaggi ostili. Da sempre Parole O_Stili è impegnata nell’accompagnare genitori, e in generali gli adulti, in un percorso di responsabilizzazione e acquisizione di consapevolezza sugli aspetti positivi e negativi degli strumenti digitali.” - dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili - “Lo facciamo attraverso numerose iniziative, con la creazione di contenuti educativi ma, soprattutto, attraverso la promozione dei valori espressi nel nostro principale strumento divulgativo, il Manifesto della comunicazione non ostile. Il decalogo, già utilizzato da centinaia di migliaia di insegnanti e protagonista di altre centinaia di materiali didattici tra cui anche un intero Percorso di Educazione Civica, è utile principalmente per farci comprendere che presiedere le piattaforme social è un modo per stare al fianco dei ragazzi ma che è altrettanto importante abitarle in modo corretto. Perchè la vera sfida per noi adulti e genitori è di diventare online degli esempi di stile, dei micro influencer per i nostri figli. 
    Se la campagna social si rivolge, non senza ironia, ai “genitori digitali”, l’iniziativa coinvolge direttamente i preadolescenti, con attività e laboratori nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. 
    “Ed è proprio partendo dal Manifesto che, in occasione del Natale abbiamo creato con Fondazione Carolina, oltre alla campagna social #pallediNatale, anche delle schede didattiche utili agli insegnanti di primaria e secondaria di secondo grado per spiegare in classe ai ragazzi come vivere positivamente l’ambiente digitale.” continua Rosy Russo “Un’occasione quella del Natale anche per rinnovare il nostro invito a scegliere parole gentili, parole che, in questo periodo in cui dobbiamo restare a distanza, possano diventare carezze belle e abbracci intensi.” 
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    Un appuntamento fondamentale verso la 49ª Settimana Sociale di Taranto è stata  l’audizione odierna con il Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte. È stata  l’occasione per condividere idee per il bene comune del nostro Paese. L’apporto dei  cattolici resta fondamentale e le Settimane Sociali si confermano lo spazio idoneo per  proseguire un dialogo aperto con le Istituzioni. È infatti possibile offrire un contributo  prezioso e condiviso affinché “ambiente, lavoro, futuro” trovino concretezza nei territori. 

    L’audizione odierna - tenutasi in videoconferenza – tra il Comitato Scientifico e  Organizzatore delle Settimane Sociali (CEI), presieduto da Mons. Filippo Santoro, e il  Premier Conte si è svolta in un clima costruttivo, mettendo in comune le reciproche  preoccupazioni, ma anche le progettualità per una conversione all’ecologia integrale,  secondo l’ispirazione della Laudato si’ di Papa Francesco. In un clima di ascolto e di  proposta, l’incontro ha focalizzato l’attenzione sul ruolo che l’Italia può giocare per  attuare la transizione ecologica e sulla necessità di fare del Next Generation EU un grande  investimento per il futuro dei nostri giovani. 

    “Oggi più che mai occorre lavorare per rigenerare l’economia, investire in salute,  salvaguardare e aumentare i posti di lavoro, non lasciare indietro nessuno – ha detto Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, introducendo i lavori – ricordando che il bene comune si declina nell’inclusione, nella giustizia sociale, nella lotta alla  disuguaglianza come fondamenti per un’azione sociale e civile che promuove la persona e  le sue libere espressioni nello spazio pubblico. Per questo, come comunità cristiana, intendiamo offrire il nostro contributo per la formazione delle coscienze ad accogliere  una sfida epocale come quella di coniugare lavoro, ambiente e salute”. 

    Il Presidente Conte, durante il suo intervento, ha ricordato che dal 1° dicembre 2020  l’Italia detiene la Presidenza del G20, il foro internazionale che riunisce le principali  economie del mondo, con un programma articolato intorno al trinomio People, Planet,  Prosperity. Da qui l’impegno per alcune delle principali sfide che caratterizzeranno il  prossimo anno, in cui si svolgerà la Settimana Sociale: dalla pandemia ai cambiamenti  climatici, dal sostegno all’innovazione alla lotta contro povertà e disuguaglianze.

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    Come vedete dall'immagine sopra queste poche righe (è un muro di Trastevere) per il nostro miracolo andiamo a cercare uno strano e dimenticato personaggio dell'antica dottrina dei soviet (perché del comunismo, alla fine, non si butta mai nulla!).Anton Semenovic Makarenko, che fu un grandissimo pedagogista, considerato l'educatore sovietico ufficiale, morto a Mosca nel 1939, prima di vedere il disastro dell’impero sovietico. Durante tutta la sua vita aveva immaginato la pedagogia come lo strumento per creare l’uomo sovietico(terribile previsione poi non realizzata,per fortuna nostra) che avrebbe portato il "sol dell'avvenire"e realizzato la rivoluzione rendendo l'umanità felice.


    Perché parlare di questo ormai dimenticato personaggio? Nel suo libro "Poema pedagogico" usa un'espressione che ci ha affascinati: "Moralmente handicappato", e parla della possibilità di trasformare un vulnus in una risorsa, ossia trarre vantaggio da un disagio. Noi siamo convinti che la disabilità, fisica, psichica e sensoriale può essere concepita come l'opportunità per rinsaldare i valori di una comunità, stabilire modelli positivi, rovesciare il concetto di differenza e, in particolare nel nostro mestiere (facciamo i comunicatori), mutare quella che viene chiamata da Lipovetsky “beneficenza mediatica”, ossia quando i dolori diventano occasioni di intrattenimento ed è ancora una volta la cultura edonista di massa che si afferma. La nostra(cronologicamente)ultima scommessa, che la televisione pubblica ci ha dato la possibilità di giocare, dall'ottobre 2019 ad oggi grazie alle tre serie di "O anche no", è il risultato di un lavoro cominciato quasi 50 anni fa che ha scelto di non usare MAI i buoni sentimenti per una messa in scena, ma di giocare una partita politica dove ciascuno degli attori, i media, gli operatori dell'informazione, le associazioni, le famiglie, lo stato e infine il governo, trovano il loro giusto posto.


    Abbiamo fornito proposte di impegno ai telespettatori ma anche agli stakeholders di questa partita, abbiamo scavalcato l'ipotesi di utilizzare emozioni fittizie proponendo (senza mai dimenticare la denuncia) di dare finalmente la visibilità alle buone pratiche. Abbiamo deciso che tre parole, "si può fare" non sono soltanto più una dichiarazione, ma una realtà. Ora ci aspettiamo di essere non solo seguiti, ma anche accompagnati e sostenuti. Abbiamo preso le distanze da quella che sempre gli inglesi(primi analizzatori del No Profit) chiamano "charity business", o meglio ricatto della carità, e dall'altra parte abbiamo scelto di non fare a meno di una visione più ampia che non sia soltanto orientata all'ascolto. Non abbiamo somministrato lo spettacolo del dolore attraverso il format, e nemmeno attraverso Angelipress, o con Radio Rai.
    Abbiamo scelto un'altra strada, impervia, alla quale chi ci segue non era abituato, e ci abbiamo provato. Facciamo gli auguri a voi e a noi, e vi chiediamo: aiutateci a continuare a provarci, stavolta insieme. Per quello che riguarda la nostra agenzia, Angelipress.com è cresciuta in modo esponenziale (il nostro indice di letture è equivalente a quello di tre piccoli quotidiani). Nel metterci come sempre a disposizione di chi ci segue, facciamo nostra la frase di Don Milani: "Vogliamo esseri disturbatori delle coscienze"! Il Santo Natale, per i cristiani,il termine di questo anno terribile, per i nostri amici ebrei e musulmani, il futuro che ci aspetta per tutte le donne e uomini di buona volontà, è racchiuso in questa frase che ci apre alla speranza.
    Cambiare si può, lo dimostrano ogni giorno i nostri ragazzi delicati, gli eroi veri di quest'anno ormai al termine. Sono riusciti a fare cose che nessuno di noi poteva nemmeno immaginare.Seguiteli domani alle 9,30 su rai 2 e domenica 27 dicembre. Cambiare si può.


    Paola Severini Melograni, Eugenio Giannetta, Andrea Battilana, Stefania Viglietta, Dominique Febin, Michela Mayla, gli Autorevoli Editorialisti per Angelipress, la redazione della Sfida della Solidarietà e la redazione di OancheNo.

     

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    Iniziativa anciata dalla Comunità di Sant'Egidio per regalare, anche quest’anno e nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il calore e la gioia del Natale alle persone più fragili.

    L’iniziativa, sostenuta da una campagna sms attiva fino al 28 dicembre, consentirà alla Comunità di Sant’Egidio, che tutti i giorni sostiene chi è povero e solo, di offrire pasti caldi e regali a coloro che ne hanno più bisogno, perché non siano lasciati soli proprio in questa festività. Quest’anno più che mai, con lo scoppio della pandemia e la crisi economico-sociale che ha colpito in particolare i più poveri e creato nuove situazioni di bisogno, è fondamentale rafforzare la rete di solidarietà per dare aiuto, coraggio e speranza.

    Per far fronte alla nuova emergenza economica la Comunità di Sant’Egidio, da marzo a ottobre 2020, ha  incrementato il lavoro delle mense per i poveri, distribuendo oltre 6.000 pasti a settimana. Nelle diverse città italiane in cui è presente, Sant’Egidio ha aperto oltre 50 nuovi centri di distribuzione e donato 150.000 pacchi alimentari per una media di ca. 18.750 pacchi ogni mese (oltre il doppio dello scorso anno durante il quale i pacchi distribuiti mensilmente erano ca. 7.500).

    Complessivamente la Comunità ha aiutato chi aveva bisogno oltre due volte e mezzo in più rispetto al 2019.

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    Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” presenta: Rassegna “Che spettacolo di domenica”. Iniziativa organizzata con il contributo della Regione del Veneto 

    23, 26 e 27 dicembre, ore 18 diretta facebook

    Da 674 anni la Pietà fa parte del patrimonio culturale della città di Venezia, operando con continuità a favore della tutela dei bambini e aggiornando la propria missione con l’evolversi della cultura e della società. «L’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” è una realtà importante – spiega il Presidente Filippo Battistelli – che da anni è un punto di riferimento nel territorio di Venezia, uno spazio aperto al gioco e ricco di iniziative dedicate ai più piccoli e alle famiglie. Nel periodo natalizio l’Istituto presenta la quarta edizione dell’iniziativa “Che spettacolo di domenica” dedicata ai piccoli ospiti delle strutture residenziali socio – educative e a tutti i bambini e le famiglie di Venezia». 

    La quarta edizione della rassegna “Che spettacolo di domenica”, organizzata con il contributo della Regione del Veneto e in collaborazione con I.P.A.V. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane), Venezia dei Bambini, Venezia News, Teatro a l’Avogaria, ha dovuto più volte modificare la sua identità. Ideata inizialmente come spettacoli dal vivo per bambini e famiglie, con l'evolversi della situazione sanitaria e il necessario rispetto del distanziamento sociale si è trasformata in Favolosi Nonni, una mini serie programmata su Facebook con sei puntate di circa 8 minuti l'una in cui sono protagoniste le favole dedicate ai bambini e ai nonni, ideali narratori delle stesse.

    I Favolosi Nonni avrebbero dovuto essere protagonisti in prima persona, ma le attuali circostanze pandemiche hanno indotto l’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” a immaginare e a costruire un nuovo progetto che diviene un vero e proprio omaggio a loro e alla magia delle favole. Le fiabe, infatti, sopravvissute all’usura del tempo, hanno saputo rigenerarsi continuamente, sono riuscite ad adattarsi a tutte le epoche, regalando alle parole originali significati sempre nuovi, merito delle narrazioni di nonne e nonni che hanno trasformato il fascino senza tempo di queste storie in incredibili avventure per i loro nipoti. Una capacità che si trasmette di generazione in generazione e che non deve in nessun modo andare persa. 

    «In questo particolare periodo storico – dichiara Simone Venturini, Assessore alla coesione sociale del Comune di Venezia – è importante creare momenti di dialogo, confronto e condivisione tra generazioni, sempre con uno sguardo alle tradizioni del passato che, in questo modo, diventano un patrimonio immateriale da tramandare anche grazie alle nuove tecnologie e i social media».

    «Regalare ai bambini in questo momento – conclude Massimo Zuin, Direttore Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” e I.P.A.V. – la possibilità di sognare e di mantenere vivo il legame con i loro nonni diventa per noi prioritario. In questo senso ritrovarci anche virtualmente uniti è per noi comunque una festa a cui invitiamo tutti a partecipare».

    Favolosi Nonni sono dunque favole e racconti in scena per bambini e nonni, con un filo rosso che li accomuna: Venezia.

    Protagoniste tre voci narranti prestate per un giorno al progetto: un'attrice di lungo corso, Eleonora Fuser, curatrice della rassegna, un professore (anche nonno), Stefano Stipitivich e un giornalista, Fabio Marzari, con la partecipazione straordinaria del cane Ringo, impegnati a raccontare a loro modo favole e filastrocche, non semplici storielle, ma vere e proprie narrazioni in cui la storia leggendaria di Venezia e i grandi classici per bambini si fondono insieme. Ecco allora che la fantasia e l’immaginazione dei piccoli vengono stimolate da elementi magici, animali fantastici, fate, incantesimi e meraviglie intrecciati a racconti di antiche vicende, rievocazioni di leggende, episodi epici.  

    L'immagine della rassegna è del famoso disegnatore Fabio Vettori. 

    Appuntamento il 23, 26 e 27 dicembre alle ore 18 in diretta facebook Istituto Pietà di Venezia e poi in streaming su canale youtube di Istituto Pietà di Venezia. 

    23 DICEMBRE

    Lilla e Lolla

    (fiaba liberamente tratta da La papera) di Giambattista Basile 

    Raccontata da Eleonora Fuser

    26 DICEMBRE

    Messer Casanova e il Gatto con gli Stivali

    (fiaba liberamente tratta da Il Gatto con gli Stivali) di M.P. Black* 

    Raccontata da Fabio Marzari

    *Liberamente tratte da Andrea Storti, Fiabe per leoni veneziani, StudioLT2 Edizioni, 2012

    27 DICEMBRE

    Le tre melarance

    (fiaba liberamente tratta da L’amore delle tre melarance) dei Fratelli Grimm 

    Raccontata da Eleonora Fuser

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