Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

    “Noi seminiamo sorrisi.” Sono parole che ci fanno fare subito amicizia. E il sorriso, si sa, che quando si accende, non si fa fermare dalla mascherina. E’ nuova luce per gli occhi. Ho conosciuto da remoto un gruppo di volontari, uomini e donne di cuore, che con il loro naso rosso cercano di tendere una mano ai piccoli pazienti. Le “conoscenze” avvengono tramite l’ipad, tanto di moda, in questo periodo sospeso. Nella video-chiamata, ho sentito ‘parlare’ il loro cuore, impegnato alla ricerca di sorrisi ritrovati, che troppo spesso sono andati persi, e non è facile farli riaffiorare. Si sono riuniti nell’Associazione VIP Claun (scritto come si pronuncia) Ciofega di Senigallia, che prende il nome nel ricordo del claun Ciofega, Francesco Conti. Presente sul territorio dal 2004, l’Associazione può contare sul supporto di circa 90 clown che prestano volontariamente servizio, ogni fine settimana, nelle strutture ospedaliere convenzionate. “Ogni clown partecipa con costanza agli allenamenti mensili per sviluppare le proprie capacità d’improvvisazione- spiega Andrea Diottalevi, presidente dell’Associazione e in arte claun Micciu- sono orientati alla coesione del gruppo e alla crescita personale oltre che alla “preparazione” alle avversità ed al rifiuto che, talvolta, si incontrano sulla propria strada.” In tempo di Covid-19, il gruppo porta avanti le attività di volontariato con lo “Smart-clowning”. “Abbiamo trovato una soluzione- come spiega il presidente - con il COVID Hotel, una struttura gestita dalla CARITAS di Senigallia. Ospita persone che devono trascorrere il periodo di quarantena, lontani dai familiari o amici. Non avevamo il contatto fisico, ma gli ospiti ci hanno accolto con un abbraccio trasmesso dal cellulare o dal computer. L’energia è riuscita a passare dallo schermo.” Il collegamento sta per chiudersi quando indossano i nasi rossi. Gli occhi si illuminano. Di amore. Come quando salgono le scale delle strutture ospedaliere per raggiungere i piccoli pazienti.

    Gaia Simonetti

    Pubblicato in Newsletter

    Il servizio è promosso dall'Ente di Terzo Settore OPES e dall'associazione Salvamamme con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

    Al via oggi “Ascolto mamme”, lo sportello gratuito di sostegno psicofisico a distanza dedicato a tutte le neo-mamme e promosso dall'Ente di Terzo Settore OPES Italia e dall'associazione Salvamamme.

    “La nascita di un figlio è uno dei momenti più belli nella vita di ogni donna, ma allo stesso tempo può diventare la fonte di un forte stress psico-fisico causato dai repentini cambiamenti. Gioia alternata a tristezza, serenità e sensazione di inadeguatezza, si mixano continuamente e rischiano di disorientare o di infondere insicurezza in molte donne”, spiega Maria Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme. Una situazione, spiega OPES, accentuata ancora di più in questo momento particolarmente buio causato dalla pandemia e da tutte le sue conseguenze: la paura dei contatti interpersonali, le restrizioni, l'isolamento. 

    Lo sportello “Ascolto mamme” rientra nel Programma Emergenza Covid, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e nasce con l'obiettivo di favorire una relazione sana con il neonato supportando allo stesso tempo la neo-mamma in questo percorso. Un team di psicologi e psicoterapeuti valuterà la condizione di ogni donna e interverrà, dove necessario, proponendo un sostegno psicologico ed economico: per chi si trova in difficoltà, infatti, sarà offerta anche una box personalizzata con beni di prima necessità per il bambino tra i quali pannolini, latte, prodotti per l’igiene, abiti, carrozzina, culla o seggiolone. 

    Per info e dettagli: terzosettore.opes.it/programmaemergenzacovid

    Pubblicato in Vetrina

    Dopo due giorni dalla chiusura del bando già erogati 646 mila euro per i lavoratori e le maestranze del mondo dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo e degli eventi.

     Attivo da oggi il bando sostegno imprese individuali per l’assegnazione di contributi a fondo perduto per un valore complessivo di 300.000 euro.

    Scena Unita per i lavoratori della musica e dello spettacolo, il Fondo privato ideato e promosso da artisti ed enti privati, comunica i risultati della sua prima erogazione: oltre 2.000 le domande pervenute, erogati già 646 mila euro (oltre la metà del fondo messo a disposizione per la parte emergenziale), altre 550 mila euro di erogazioni in arrivo entro Febbraio. 

    “Siamo molto soddisfatti per essere riusciti, in tempi così veloci, ad erogare un contributo così importante a sostegno di quei lavoratori che oggi stanno affrontando una nuova emergenza sociale, quella della povertà. Fin dall’inizio di questa operazione ci siamo posti l’obiettivo di essere rapidi nella distribuzione degli aiuti. Nonostante le tantissime domande giunte, purtroppo indice di un settore in grande sofferenza, siamo riusciti a mantenere la promessa” dichiara SCENA UNITA. 

    Il 67% delle domande ricevute è costituito da lavoratori intermittenti, con lunga esperienza (24% tra i 21-30 anni) e con almeno un figlio a carico (32%). Le richieste arrivano soprattutto da grandi città come Milano, Roma, Torino e Napoli e, tra le categorie che più si sono rivolte al fondo SCENA UNITA, i fonici, gli elettricisti, i direttori luce, i tecnici addetti al montaggio, i backliner e i direttori/trici di produzione e i macchinisti che hanno avuto un significativo calo del fatturato (nel 34% tra il 76%-100%).

    Le domande finora finanziate riguardano soggetti che presentano una condizione di maggiore vulnerabilità sociale ed economica. Il 60% delle domande finora pagate sono in favore di quanti hanno subito la maggiore riduzione di fatturato (76-100%). Il 52% delle domande pagate riguardano famiglie con uno o più figli a carico.

    “Il modello utilizzato proseguirà nel suo obiettivo, con successive erogazioni per chi è stato così duramente colpito da questa crisi, come le imprese individuali beneficiarie di questa seconda erogazione” prosegue SCENA UNITA. Dopo questo primo importante traguardo, infatti, raggiunto con l’importante sostegno di 135 artisti e circa 100 realtà aziendali che stanno credendo nel fondo, l’impegno di SCENA UNITA per supportare il mondo dello spettacolo, della musica, dell’audiovisivo e degli eventi, che ricordiamo essere uno tra i più colpiti dalle prescrizioni dovute alla pandemia, continua con l’erogazione di un secondo bando, per un valore complessivo di 300.000 euro, dedicato alle imprese individuali registrate in Camera di Commercio. I fondi verranno distribuiti secondo criteri di assegnazione dei finanziamenti - consultabili sul sito dell’iniziativa www.scenaunita.org. 

    Le domande potranno essere trasmesse dalle ore 12,00 del giorno 25 gennaio 2021 e fino alle ore 12,00 del 24 febbraio 2021 tramite il modulo on line disponibile al link https://scenaunita.org. Saranno automaticamente escluse le domande inviate prima e dopo i termini indicati e non saranno considerate ammissibili altre modalità di trasmissione. Le erogazioni inizieranno prendendo in considerazione le domande dei soggetti ammissibili e valutati più vulnerabili sulla base di una valutazione della loro condizione sociale ed economica, tenendo anche in considerazione del calo di fatturato subito tra il 2019 e il 2020. 

    Anche per questo secondo bando, i criteri di assegnazione dei finanziamenti sono stati elaborati dai comitati tecnici e scientifici di SCENA UNITA, così composti: Chiara Trabalza ed Emilio Simeone (#ChiamateNoi), Avv. Lucia Maggi (Amministratore unico 42lawfirm srl), Prof. Stefano Baia Curioni (Università Bocconi), Demetrio Chiappa e Fabio Fila (Fondazione Centro Studi DOC), Ugo Bacchella (Presidente Fondazione Fitzcarraldo), Maurizio Roi (Mediacultura e Art-Booking), Avv. Andrea Marco Ricci (Presidente Note Legali), Prof. Fabio Dell'Aversana (Presidente SIEDAS - Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo), Giulio Koelliker e Fenia Galtieri (Squadra Live) con la collaborazione di Giorgia Cardaci (UNITA) nell'identificazione delle maestranze più fragili all'interno del settore dell'Audiovisivo. Si ringrazia, inoltre, il Comitato dei Garanti composto da: Avv. Maria Francesca Quattrone, Notaio Monica De Paoli, Avv. Roberto Randazzo, Dott. Filippo Cavalli, Dott. Giuseppe Ambrosio.

    Il Fondo SCENA UNITA - per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo gestito da Fondazione Cesvi - organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 - in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub, ha il patrocinio del Ministero per i beni e delle attività culturali e per il turismo. Ad oggi ha raccolto 2.855.000 euro. La restante parte del Fondo sarà dedicata all'erogazione di futuri contributi a fondo perduto per la formazione e il supporto a progetti speciali.

    Al sito www.scenaunita.org, oltre ai criteri di assegnazione dei bandi, l’elenco aggiornato di tutti gli artisti e le aziende che stanno sostenendo il fondo SCENA UNITA - per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo.

    Pubblicato in Argomenti

    La banca dati Fondazione CDEC a disposizione di Gariwo per le ricerche sui Giusti

    La Fondazione Gariwo, la foresta dei Giusti (Gariwo) e la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Fondazione CDEC) hanno sottoscritto una convenzione in base alla quale la Fondazione CDEC mette a disposizione la sua banca dati, l’archivio e la biblioteca per ricerche e approfondimenti, in particolare modo per la valutazione delle candidature pervenute a Gariwo dalla società civile per l’inserimento nel Giardino del Monte Stella o nel Giardino Virtuale.

    L’accordo, in vigore da oggi, nasce dalla consapevolezza dell’importanza della formazione di docenti ed educatori sui temi su cui le due associazioni sono da anni impegnate: 

     

    - per Gariwo, la conoscenza e la memoria dei genocidi del Novecento e dei Giusti e la sensibilizzazione delle giovani generazioni allo scopo di prevenire il ripetersi di eventi analoghi;

    - per la Fondazione CDEC, la promozione e lo studio delle vicende, della cultura e della realtà degli ebrei oggi in Italia dall’Emancipazione ai giorni nostri, con particolare riferimento alla storia contemporanea e al periodo nazi-fascista.

    Le due parti intendono collaborare per organizzare conferenze e seminari per insegnanti ed educatori e per creare progetti di approfondimento per le scuole di ogni ordine e grado, dando rilievo alla ricerca attraverso lo studio delle fonti storiche e delle storie dei Giusti.

    “La convenzione con la Fondazione CDEC, riferimento imprescindibile in Italia per la memoria della Shoah, sarà molto importante per la ricerca dei Giusti, che Gariwo conduce in tutto il mondo”, ha dichiarato il presidente di Gariwo Gabriele Nissim. “In un’epoca in cui le democrazie sono spesso messe in discussione e odio e antisemitismo appaiono in nuove forme, è necessario trasmettere la conoscenza storica, affinché ogni nuova generazione abbia gli strumenti culturali per cogliere gli elementi premonitori, che possono portare a nuovi genocidi e totalitarismi. 

    “Radicare nella documentazione storica certa le riflessioni contemporanee sulla memoria della Shoah – ha sottolineato il direttore della Fondazione CDEC Gadi Luzzatto Voghera – è un passaggio fondamentale per contrastare ogni forma di negazionismo e di uso pubblico improprio della storia. La collaborazione fra CDEC e Gariwo risale operativamente a molti anni fa e oggi si rafforza ulteriormente per operare in modo più efficace con insegnanti e studenti.”

     

    Pubblicato in Argomenti

    Cucina Mobile di Progetto Arca assiste le persone senza dimora non più solo per pranzo e cena ma anche per il primo importante pasto della giornata: la colazione. Il foodtruck dotato di fornelli e bollitori, che dallo scorso novembre consegna pasti caldi, potenzia ora il suo percorso per essere presente anche la mattina, dalle ore 7 alle 9, in diverse zone della città per distribuire una colazione calda, buona, sana.

    Centinaia di colazioni ogni settimana complete di caffè o tè o latte caldi, una brioche, un frutto di stagione, un succo e una bottiglietta d’acqua. Per chi lo desidera, una colazione ancora più energetica con un tramezzino con uovo sodo e barrette di frutta secca per affrontare il freddo della giornata con il corretto apporto di calorie. Il servizio al momento è garantito 3 giorni a settimana.

    Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca“Proseguiamo senza sosta nel dare sostegno alle persone che vivono in strada, dove l’emergenza è sempre alta e urgente. I nostri operatori e volontari registrano ogni giorno come le fragilità delle persone senza dimora aumentino gravemente in una realtà in cui l’allerta sanitaria ancora non si ferma e il freddo è pungente. Una colazione calda e variegata è un piccolo ma essenziale aiuto per affrontare la giornata”.

    La distribuzione di pasti caldi e tutte le attività delle Unità di strada vengono potenziati a Milano, come a Roma e Napoli, grazie al sostegno dei numerosi donatori che sostengono Progetto Arca. È ancora possibile contribuire per tutti donando da 2 a 10 euro con un messaggio o una telefonata al numero solidale 45584 fino al 7 febbraio

    www.progettoarca.org

    Pubblicato in Terzo settore

    Durante la nostra esistenza veniamo messi alla prova costantemente. Il modo in cui riusciamo ad elaborare le sconfitte, il grado di resilienza che mettiamo in atto e la qualità nelle vittorie che otteniamo, rivela qual’ è la nostra attitudine.

    Nella boxe c’è un modo di dire che viene tramandato da maestro ad allievo come un mantra: “non è importante quante volte cadi, ma conta quante volte cadendo ti rialzi”

    Il pugile lo conosce e lo fa intimamente suo fin dal momento in cui sale per la prima volta sul ring, ma in realtà il richiamo alla determinazione di questa affermazione, appartiene e unisce tutti gli sport.

    Lo sportivo in generale, sa che non è facile vincere, che durante la sua carriera dovrà affrontare la sconfitta, anche quella più dolorosa ed avere sempre la volontà di rimettersi in gioco per riuscire a vincere di nuovo. 

    Questo postulato fatto di resilienza, sudore e progettualità, accompagna ogni sportivo, forgiandone il carattere attraverso l’allenamento.

    Così come nelle gare, anche nella vita, uno sportivo rimane sempre fedele a questo principio. 

    L’esempio più lampante e universalmente conosciuto è Alex Zanardi, il campione mai sconfitto dalle prove della vita.

    Ciò che unisce ogni sportivo nei momenti più difficili e dolorosi è proprio questo: l’attitudine a lottare sempre, a vedere uno spiraglio da dove attingere forza. 

    Tiberio Roda è un appassionato di sport. Amante dello sci e del deltaplano, a 58 anni gli viene diagnosticato il Parkinson. Insieme a sua moglie Paola Roncareggi (anche lei con un passato da agonista nella pallavolo) dopo aver accusato il colpo, ha cercato una strada per non soccombere alla malattia. 

    Come se dovesse affrontare il match della vita, ha iniziato a cercare una crepa nel muro nero del Parkinson, navigando in internet si è imbattuto nel pugilato senza contatto e su alcuni corsi fatti nelle palestre americane dedicati esclusivamente alle persone affette dal Parkinson.

    La boxe, attraverso la coordinazione mente -corpo, la capacità di essere istintiva e correttiva, ha convinto Tiberio a sondare questo terreno.

    Dopo un primo approccio in palestra, Tiberio si convince ad andare in America per seguire in prima persona i corsi dedicati e la metodologia applicata. 

    Il viaggio e gli insegnamenti ricevuti donano a Tiberio una nuova energia e la voglia di creare anche qui in Italia una realtà sportiva su misura, per aiutare chi è nelle sue stesse difficoltà .

    Gli stimoli si sa’ creano opportunità e Tiberio le ha sapute cogliere. Oggi lui e la moglie hanno fondato l’associazione “fondo Tiberio & Paola – un pugno al Parkinson” con l’intento di avvicinare questo modello di boxe a chi è affetto dal Parkinson e convogliare le donazioni  a favore  della ricerca scientifica.

    Il loro esempio è li a ricordare sempre ad ognuno di noi di non arrendersi, di guardare al di là del problema…in sostanza di avere la volontà di riuscire a rialzarsi dopo ogni caduta.

    Pubblicato in Autorevoli Editorialisti

    Quando lo realizzò nel1989, Haring disse: qui ho disegnato tutto quello che riguarda l’umanità

    «E' fatto di simboli delle differenti attività umane, è una sintesi delle problematiche della vita di oggi. Non mi sono dedicato unicamente alla vita degli uomini ma anche alla vita degli animali, ecco perché vedete delfini, scimmie e altro. È un affresco della Vita in generale». Così Haring descriveva Tuttomondo, il suo testamento spirituale, una celebrazione della vita umanamente gioiosa e un messaggio etico globale rivolto a tutti, nessuno escluso. Grassi e Pasqualetti ci guidano alla scoperta di uno dei più grandi capolavori del ’900, un inno alla gioia donato dall’artista alla città di Pisa perché fosse ammirato da tutto il mondo! Testimonianze inedite e interventi autorevoli ci aiuteranno a rivivere quello che è accaduto in quella settimana nel giugno del 1989 e comprendere le sorti successive del murale.

    L’artista dipinge se stesso ma contemporaneamente delinea un ritratto della vita dell’uomo: «in questo murale ho disegnato tutto quello che riguarda l’umanità… è fatto di simboli delle differenti attività umane, è una sintesi delle problematiche della vita di oggi. Non mi sono dedicato unicamente alla vita degli uomini ma anche alla vita degli animali, ecco perché vedete delfini, scimmie e altro. È un affresco della Vita in generale». Così Haring descriveva Tuttomondo, la sua opera omnia, una celebrazione della vita umanamente gioiosa e, nel contempo, un messaggio etico globale rivolto a tutti, nessuno escluso: «mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti, questo è il fine a cui voglio lavorare».

    Tuttomondo di Keith Haring. La nascita della street art a Pisa. 1989-2020 a cura di Roberto Pasqualetti , Gian Guido Maria Grassi, pp. 72. euro 12.00

    Pubblicato in Cultura

    Kamala Harris ha giurato come Vicepresidente degli Stati Uniti d’America portando con sé tutti gli aggettivi che la caratterizzano, essendo figlia di persone immigrate dall’India. La guardo con un certo orgoglio, finalmente una donna ricopre uno degli incarichi più prestigiosi al mondo e non è certamente sola: Angela Merkel si appresta a chiudere la sua carriera ultra decennale di Cancelliera tedesca, ma alle sue spalle bussano leader come Jacinta Arden in Nuova Zelanda o Sanna Marin in Finlandia. 

    E l’Italia? Beh in Italia siamo fermi all’analisi del vestito con cui Teresa Bellanova ha giurato da Ministra e alle illazioni pruriginose sulla vita privata di Renata Polverini. Insomma, si sa, l’Italia non è un Paese per donne. Figuriamoci per donne disabili.

    Essere donne con disabilità è un doppio problema ovunque, perché si è soggetti al doppio stigma da un lato per essere donna e quindi dover lottare e sgomitare per dimostrare le proprie competenze e le proprie abilità, dall’altro lato si deve lottare contro lo stigma di una società che medicalizza i problemi, relegandoli a mere categorie da assistere. Invece noi donne disabili esistiamo con la nostra vita, le nostre passioni e le nostre esigenze che vanno oltre il diritto alle cure. Il diritto ad essere curati è garantito a tutti dalla Costituzione, quindi, vogliamo fare un passo avanti e conquistare il diritto ad una parità di accesso alle attività quotidiane. Quante barriere ci sono ad impedire che una donna disabile, ad esempio, metta al mondo un figlio? Infinite. Basti pensare che molti ci considerano sterili, per il semplice fatto di essere disabili. Ho trascorso parte della mia adolescenza a spiegare ai ragazzi che “si, posso avere figli!” e li vedevo dileguarsi all’orizzonte alla velocità della luce. Quella risposta gli aveva rovinato i programmi per la serata. Poi una volta rimasta incinta occorre affrontare i pregiudizi di chi pensa che quella pancia sia causa del grasso accumulato.

    Perché le donne con disabilità fanno fatica a far sentire la propria voce? Perché nessun Talk Show invita una donna con disabilità per parlare di debito pubblico, di coalizioni politiche, o di qualsiasi cosa non sia legato alla propria vita personale, ma alle loro competenze? Spesso perché sono impegnate ad affrontare le barriere architettoniche, sensoriali e sociali che le circondano, ma forse anche perché in pochi hanno un reale interesse ad ascoltare, forse perché non abbiamo ancora dimostrato abbastanza le nostre abilità.

    Per questo ringrazio per questo spazio dove condividerò alcune mie riflessioni e spunti sul mondo della disabilità con un occhio attento sul mondo femminile.

    Pubblicato in Autorevoli Editorialisti

    La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha dato l’ok al superbonus del 110% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

    La Commissione bilancio alla Camera ha nelle ultime ore approvato con il parere favorevole del Governo una norma che l’Associazione Luca Coscioni chiedeva da tempo: un superbonus del 110% per il superamento delle barriere architettoniche nei condomini per mezzo di ascensori o montascale.

    “È un grande passo in avanti – hanno dichiarato Filomena Gallo e Rocco Berardo, rispettivamente Segretario nazionale e Coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni – per centinaia di migliaia di persone con disabilità che a causa di vecchie conformazioni degli edifici vedono negare la propria libertà e autonomia a volte per pochi gradini”.

    “Per questo non ci sembra esagerato affermare che l’emendamento inserito dalla Commissione Bilancio nella manovra di bilancio in corso di approvazione in questi ultimi giorni dell’anno è un vero e proprio superbonus per la libertà, emendamento per il quale dobbiamo ringraziare per l’impegno le forze parlamentari che lo hanno sostenuto e il Governo che in ultima istanza ha riconosciuto il valore della proposta”.

    “Il suo impatto avrà, non solo in termini di lavori di ristrutturazione, ma direttamente sui diritti e le libertà dei cittadini, una ricaduta in termini economici esponenziale”.

    “Nella speranza che di qui all’approvazione della Legge di Bilancio non ci siano altre modifiche del testo su questo importante punto, dovremmo seguire l’iter di attuazione della norma affinché gli ostacoli burocratici non ne limitino la portata”.

     

    Fonte: associazionelucacoscioni

    Pubblicato in Barriere architettoniche

    Oggi 30 gennaio alle 17:30 il  webinar: Ripensare la sanità, le proposte della politica. Un evento che cerca di spiegare la situazione attuale e le prospettive future. 

    Partecipano: 

    Sandra Zampa, Sottosegretario alla salute

    Maurizio Lupi, deputato Noi con l'italia

    Maria Chiara Gadda, deputataItalia Viva

    Giorgio Trizzino, deputato 5 stelle

    Emanuela Baio, consulente regione Lombardia per la sanità. 

    L'evento si svolgerà atraverso il canale Youtube del MPPU

    Pubblicato in Medicina e salute
    Page 1 of 21

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.