Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

    Nasce in Toscana il  progetto “Diritto di transito” del consorzio Arché: coinvolgeranno più di 4.500 giovani tra gli 11 e i 17 anni e 2.365 famiglie 

    Sette luoghi dove gli adolescenti possano incontrarsi, confrontarsi, immaginare e costruire il loro futuro. Verranno progettati dagli stessi giovani e realizzati, in altrettante città toscane, dal consorzio Arché, il cui progetto “Diritto di transito” è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” grazie al bando “Un passo avanti”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Gli spazi di immaginazione giovanile sono pensati come “botteghe” di apprendimento non formale e di inclusione, contenitori di attività che i giovani rivolgono a se stessi, in collaborazione con famiglie, scuole, Comuni, consorzi e cooperative locali: due centri già esistenti, a Firenze e a Pistoia, verranno riprogettati;  cinque, a Sesto Fiorentino, Grosseto, Follonica, Poggibonsi, Siena, saranno creati ex novo. Saranno rivolti ai ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, con disagio conclamato o vulnerabili: si calcola un bacino di 4582 giovani e 2365 famiglie. Il progetto prenderà avvio nel mese di febbraio, compatibilmente con la situazione sanitaria.

     Attraverso la metodologia dello youth work (animazione socio-educativa), i giovani saranno prima intercettati nei luoghi di aggregazioni e all’interno delle scuole e poi “ingaggiati” per dare nuova vita alle politiche giovanili dei sette territori individuati, soprattutto in aree periferiche e marginali dove c’è maggior rischio di emarginazione. I centri saranno spazi reali, ma ragazzi e famiglie saranno anche connessi virtualmente, in un family blog regionale.

     “Le opportunità extra-scolastiche pensate per i giovani stanno progressivamente declinando o risultano di difficile coinvolgimento, probabilmente perché poco conosciute e non sufficientemente integrate ai reali bisogni dei giovani -  spiega Ivana Sinigaglia del consorzio Archè di Siena, capofila del progetto - Così molti sono orientati ad aggregarsi in piazze, centri commerciali, bar, sfociando in comportamenti devianti come consumo di droghe leggere, atti di vandalismo, oscenità.  Anche laddove esistono centri giovani spesso non vengono frequentati, perché considerati “posti da sfigati”, esteticamente deprimenti e per niente social”.

    L'obiettivo è quindi realizzare centri giovanili interessanti, accattivanti, sia per l'estetica che per la proposta di attività, che facciano da ponte tra gli adolescenti, le famiglie, le istituzioni, la società.  “Saranno esteticamente gradevoli, anche grazie alla collaborazione con street artist capaci di educare a riconoscere la bellezza e il rispetto degli spazi comuni - continua Sinigaglia - E dovranno essere dotati di wireless, pc portatili, tablet”. Negli spazi saranno organizzate attività ricreative, musicali, teatrali, artistiche, ma non verranno dimenticate le nuove tecnologie, educando all'uso corretto di Internet e dei social: il 99% dei ragazzi tra 11 e 17 anni possiede un cellulare e lo considera strumento primario di comunicazione con gli amici o per nuove amicizie (ricerca “Essere ragazzi e ragazze in Toscana. Stili di vita, aspetti quotidiani, relazioni e nuovi media” del 2015, pubblicata da Regione Toscana e Istituto degli Innocenti).

    Diritto di transito riafferma con forza la necessità di mettere al centro le politiche giovanili, politiche sempre più frammentate e lontane dai bisogni reali dei ragazzi e dei giovani adulti -  afferma Claudia Calafati, responsabile del settore educativo del gruppo Co&So -  A maggior ragione, in questo periodo, dove la pandemia ha ridotto ancora di più le opportunità di esperienza, riducendo per questa fascia d'età, l'accesso all'istruzione, sostituendola con una didattica a distanza, per niente efficace, che non ha fatto altro che indebolire ulteriormente le loro possibilità di apprendimento e crescita. Diritto di transito si propone di dare loro ascolto e voce, offrendo spazi dove possano esprimere i propri talenti, confrontarsi e rimettersi in gioco, per definire "giovani politiche" che condivideremo e promuoveremo insieme ai partner di progetto, imprese sociali, famiglie, scuole e istituzioni.

    Queste le località interessate dal progetto:

    Firenze, nel quartiere Novoli (circa 9.000 ragazzi 11-17 anni), dove nel centro commerciale San Donato è stato trasferito il Centro di aggregazione giovanile Officina Galileo gestito dalla coop Il Girasole, che verrà riprogettato.

    Pistoia (5.507 abitanti 11-17 anni), nel quartiere Fornaci, dove ha sede il centro Sotto il Palazzo dove vengono realizzate dalla cooperativa Arkè attività per ragazzi e verrà riqualificato.

    Sesto Fiorentino (3.257 abitanti 11-17 anni), nel quartiere di Doccia. 

    Grosseto (5.067 abitanti 11-17 anni), nel quartiere Pace. 

    Follonica (1.208 abitanti 11-17 anni), dove lo Spazio Ragazzi, che per dimensioni non soddisfa la richiesta, sarà affiancato da un nuovo centro nell’area ex Ilva.

    Siena (3.000 abitanti 11-17 anni), nel Quartiere Ravacciano.

    Poggibonsi (1.904 abitanti 11-17 anni).

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    Con la ratifica all’unanimità del Senato della Convenzione OIL - Organizzazione internazionale del lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, l’Italia diventa tra i primissimi Stati firmatari di un nuovo strumento internazionale che riconosce il diritto a un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie. La Convenzione, che entrerà in vigore il prossimo giugno, si applica sia al settore pubblico che al settore privato, e include fra i soggetti meritevoli di tutela anche quelli in posizioni lavorative più vulnerabili (tirocinanti, volontari, persone licenziate). È la prima volta che si ha una definizione concordata a livello internazionale di violenza e molestie sul lavoro e molto ampia, poiché comprende anche le molestie e violenze che possono accadere in viaggi, trasferte, eventi di lavoro e anche per via telematica.

     

     

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    Oggi 29 gennaio 2021
    dalle ore 18.30 sulla pagina Facebook di Città Nuova
     
    Aggiornamento sul disastro umanitario alle frontiere dell’Unione europea, Rete di solidarietà e azione politica Dalla questione dei respingimenti alla missione del parlamento europeo avviata in Bosnia.
     
    Nico Piro, inviato Rai
     
     
    Rete solidarietà Italia, testimonianze dalle città
     
    Silvio Minnetti e Alfio di PietroMppu Italia
     
    Mario BrunoMppu internazionale
     
    modera Carlo Cefaloni, Città Nuova
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    Oggi  29 gennaio 2021 GIORNATA INTERNAZIONALE Dalle ore 9:00 alle 18 in diretta streaming dalla Sala Arazzi della RAI

    Sui canali ufficiali FB e YouTube di Eurovisioni https://www.facebook.com/eurovisioni.fest e https://www.youtube.com/channel/UCLKx05kLT607Uc8Dow5ao-Q

     

    Seconda puntata, sempre online a causa dell’emergenza Covid, di Eurovisioni XXXIV, la manifestazione che dal 1987 anni tende a favorire incontri e sviluppi tra i professionisti del settore audiovisivo, le istituzioni e le aziende in Europa. Quest’anno la tematica sarà incentrata proprio sul virtuale ed avrà per tema lo spazio della comunicazione nel suo rapporto tra media e fruitori.

    Dopo la prima sessione italiana, svoltasi lo scorso 18 dicembre, venerdi 29 gennaio 2021 si svolgerà la classica giornata internazionale in collaborazione con AGCOM (sessione 2 - 11.30-14), ma anche con Articolo 21 e Ministero dell’Istruzione (sessione 1 - 9.00-11.00) e con Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo (sessione 3 – 16:00-18:00)..

    Mai come questa volta – afferma Michel Boyon, presidente di “Eurovisioni” - le dimensioni locale e globale si sono confrontate, mischiate, sovrapposte e spesso contrapposte. Lo spazio fisico, reso quasi superfluo negli ultimi anni dal superamento delle barriere provocato dal digitale, ha ritrovato le sue prerogative: le frontiere sono di nuovo diventate qualcosa di tangibile, i “cittadini del mondo” di ieri si sono riscoperti in questi mesi “sudditi” di un sindaco, di un governatore di regione, di un governo centrale, di un’Europa distante ma ridiventata vicina grazie all’acquisto centralizzato di vaccini ed al next generation Europe.

    Abbiamo pensato cosi di analizzare e confrontare la situazione di spiazzamento nella quale si sono ritrovati i media tradizionali, legati ad uno spazio fisico e a specifiche frontiere linguistiche e fisiche, mentre intorno prendeva piede un nuovo spazio virtuale sempre più forte ed invasivo, basato sui social media e su poche piattaforme globali (nessuna di loro europea). In questo panorama che si è forzatamente generato, l’Europa si appresta a reagire con la sua proposta di DSA (Digital Service Act) appena presentata e destinata a sostituire la vecchia direttiva “Commercio Elettronico”, condannata da tre pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea.

    La giornata internazionale si articola in tre differenti sessioni.

    La prima, dalle 9 alle 11, organizzata con Articolo 21 e con il Ministero dell’Educazione, sarà consacrata al lancio del concorso per le scuole su come cambiare l’art. 34 della costituzione, quello sul diritto allo studio ed all’educazione.

    Dalle 11.30 alle 14, nella seconda sessione organizzata in collaborazione con AGCOM,  si discuterà di DSA e DMA, i due provvedimenti regolatori dell’Unione Europea che mirano a regolamentare il mercato dei servizi digitali e quindi anche i social media e le piattaforme Internet.

    Dalle 16 alle 18, infine, ci sarà la sessione in collaborazione con il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo che presenterà la video inchiesta “Ladri di dati”, vincitrice dell’ultima edizione, dedicata ai furti e agli attacchi informatici subiti da ospedali ed aziende farmaceutiche durante la pandemia, di cui gli autori Federico Marconi e Giorgio Saracino discuteranno con Sigfrido Ranucci di "Report".

    Il clou della giornata internazionale (con interpretazione in inglese, francese ed italiano) sarà la sessione 2 dal titolo: “L’attività delle piattaforme tra DSA e direttiva SMAV. La frontiera di una nuova regolazione?”. Sarà  aperta dal Presidente della RAI, Marcello Foa, da quello dell’AGCOM, Giacomo Lasorella e da Michel Boyon di Eurovisioni. Vedrà come Key Note speaker Roberto Viola, direttore generale della DG Connect della Commissione europea (che illustrerà le nuove proposte di regolazione). Nel dibattito che seguirà la presentazione di Viola saranno presenti le autorità di regolazione francesi, europee ed italiane, oltre che il prof. Pollicino, Franco Siddi di confindustria Radio TV ed altri esponenti dell’industria dei media. A chiudere le conclusioni di AGCOM e del Presidente dell’Autorità francese delle comunicazioni (CSA), Roch Olivier Maistre.

    Un pacchetto di tre eventi che hanno un unico focus: come istituzioni e cittadini comunicano fra di loro in tempo di crisi in uno spazio pubblico che non è piu quello del mondo reale, ma che è diventato uno spazio virtuale dove frontiere linguistiche, modelli economici e sistemi di regole tendono a confondersi ed a perdere di senso. Uno spazio in cui, forse, solo una nuova missione di servizio pubblico ed un nuovo contratto fra media, istituzioni e cittadini possono creare un nuovo senso comune.

    A seguire in diretta sulla pagina FB ufficiale e sul canale YouTube di Eurovisioni 

    Pubblicato in Cultura

    Oggi 29 gennaio alle 17.30 si terrà il webinar “Vaccino anticovid e distrofie muscolari: facciamo il punto”, promosso dalla Commissione medico - scientifica UILDM.

    A seguito delle numerose domande arrivate tramite lo sportello medico UILDM, questo webinar vuole rassicurare chi ha una distrofia e le famiglie sugli effetti del vaccino anticovid.
    Insieme agli specialisti della Commissione medica UILDM, interverrà la prof.ssa Susanna Esposito, pediatra e infettivologa. È professore ordinario di Pediatria, Università di Parma, e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid).

    Per partecipare clicca qui https://global.gotomeeting.com/join/691681357. Se non hai mai utilizzato Go to Meeting, scaricalo qui https://global.gotomeeting.com/install/622992197.
    Il link sarà attivo a partire dalle ore 17 del giorno stesso.

    Il limite imposto dalla piattaforma è di 150 posti: si consiglia quindi di connettersi a partire dalle 17. Una volta superato il numero massimo di partecipanti, non sarà possibile accedere al webinar.

    La registrazione sarà disponibile nei giorni successivi sui canali di informazione UILDM.

    Pubblicato in Medicina e salute

    La notizia del possibile arrivo in Sardegna del nuovo caporedattore per la Tgr regionale, Andrea Caglieris, non è piaciuta a Valeria Fedeli, capogruppo Pd e commissaria Vigilanza Rai.Non per il nome indicato alla guida della redazione regionale dell’isola, quanto per il fatto che – dice Fedeli – facendo la somma,  su 24 capiredattori delle redazioni regionali rai, 19 sarebbero dei caporedattori maschi.

    “L’80% del totale!”, scrive in un tweet. “Questo non riconoscimento delle competenze femminili nei ruoli apicali del servizio pubblico si chiama discriminazione”. E chiude poi scrivendo l’hashtag: #BastaRaiAlMaschile

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    60 milioni di bambini, la metà di tutti i bambini a rischio a livello globale, vivono in soli otto paesi nel mondo e nel 2021avranno bisogno di qualche forma di assistenza umanitaria per sopravvivere. Questa la denuncia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che chiede per quest’anno, una risposta globale coordinata per fare in modo che le battute d'arresto del 2020 non abbiano un impatto permanente su un'intera generazione di minori.

    La pandemia da COVID-19 ha compromesso decenni di progressi fatti per salvaguardare i bambini più vulnerabili. I sistemi sanitari deboli sono collassati e i bambini hanno visto i loro genitori o i loro insegnanti contagiati dal virus, portati in ospedale. Mentre le famiglie precipitavano nella povertà, i più piccoli hanno sofferto la fame perché i capifamiglia avevano perso le loro fonti di reddito.

    La pandemia ha minato anche l'istruzione di oltre 300 milioni di alunni. Molte scuole hanno dovuto chiudere per cercare di contrastare i contagi, aumentando il rischio di abusi sui minori, di sfruttamento, di matrimoni precoci o abbandono scolastico, spesso definitivo, dei bambini.

    Secondo le Nazioni Unite, più di 235 milioni di persone - circa la metà delle quali sono bambini - avranno bisogno di qualche forma di assistenza umanitaria quest'anno, rispetto ai 170 milioni del 2020. Un drammatico aumento del 40% in meno di un anno. Dei circa 117,7 milioni di bambini che avranno bisogno di un sostegno nel 2021, più della metà (60 milioni) vive in soli otto paesi, con lo Yemen, l'Etiopia e la Repubblica Democratica del Congo che contano oltre 10 milioni di bambini ciascuno.

    “Per i bambini, il 2021 può essere un anno migliore, o di gran lunga peggiore, del 2020. Questo dipenderà esclusivamente dal modo in cui l’umanità intera si impegnerà affinché ogni bambino sopravviva, impari, prosperi e sia protetto dalle violenze. Non ci sono scuse che giustifichino il fatto che i bambini continuino a soffrire la fame giorno dopo giorno, o siano costretti a lavorare per mettere il cibo in tavola o vedano negato il diritto all'istruzione” ha detto Inger Ashing, Direttrice di Save the Children International. “Siamo particolarmente preoccupati per il numero di bambini a rischio di malnutrizione acuta e grave se non ci saranno azioni rapide. Non possiamo ignorare i chiari segnali di allarme di una pericolosa carenza di cibo e del rischio di carestia in molti paesi come lo Yemen, la RDC, il Sud Sudan e parti della Nigeria. Anche prima della pandemia, i bambini stavano affrontando una triplice minaccia ai loro diritti rappresentata da conflitti, cambiamenti climatici e fame. Se ritardiamo ora l'azione, rischiamo di perdere migliaia di bambini - potenzialmente decine di migliaia - per cause interamente prevenibili. Non possiamo lasciare che questo accada” ha concluso Inger Ashing.

    Haifa ha 11 mesi e vive in Yemen. Soffre di una grave malnutrizione acuta, la forma di fame estrema più pericolosa per la vita di una persona. Pesa solo 2,7 kg, meno della metà di quello che dovrebbe pesare alla sua età (6,4 kg). La sua famiglia sopravvive con solo due pasti al giorno, tè e pane per colazione e cena. “Mia figlia ha iniziato ad ammalarsi quando aveva 3 mesi. Quando l'ho portata in ospedale, mi hanno detto che è malnutrita. Ha ricevuto delle cure in passato, ma continuava a peggiorare. Da quando si è ammalata, non si è mai ripresa completamente, pensavo che non sarebbe mai stata meglio. Di solito prendiamo solo tè e pane per colazione e cena. A volte mangiamo uova a pranzo. L'unica cosa che spero per il futuro è che mia figlia si riprenda e sia in grado di camminare” ha raccontato sua madre, Roqea* agli operatori di Save the Children.

    Save the Children sta lanciando un piano da 769 milioni di dollariper affrontare la più grande minaccia della storia alla sopravvivenza dei bambini e ai loro diritti. Per raggiungere 15,7 milioni di persone, inclusi 9,4 milioni di bambini in 37 paesi, sta lavorando senza sosta per garantire che, nel 2021, i bambini colpiti dalle crisi possano accedere all'istruzione e siano protetti dalle violenze, dallo sfruttamento e da altre forme di abuso. Save the Children sta supportando le famiglie anche attraverso un sostegno finanziario, in modo che i loro figli possano continuare ad imparare e ad avere accesso a cure mediche, acqua pulita e cibo nutriente. Particolar attenzione, nei paesi in emergenza, è dedicata all'empowerment delle ragazze e delle donne, per assicurare che abbiano pari accesso a sostegno e servizi.

     

    Pubblicato in Infanzia
    Oggi su RAI 2 alle 00,15 circa e domenica 31 Gennaio in replica alle 09.20 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma
    dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Protagonista della puntata il Centro Jobel di Trani, una casa d'accoglienza residenziale per disagiati diventata un luogo e uno strumento di autentica integrazione umana e sociale.
    Ascolteremo il fondatore Don Mimmo De Toma,  Fortunato Ferrara, la "scintilla" che ha fatto nascere il centro e Alessandro uno degli ospiti della struttura (attore della compagnia teatrale). 
    Paola Severini Melograni lancerà il video appello sulle vaccinazioni di Paola Tricomi, la giovane ricercatrice della Normale di Pisa affetta da SMA di tipo II. 
    Per il consueto appuntamento con il cooking show la troupe di “O anche no” è
    andata in un Istituto Alberghiero di Anzio.
    Come sempre le canzoni dei Ladri di Carrozzelle, Stefano Disegni con le sue vignette satiriche, Rebecca Zoe De Luca con le notizie dal mondo dell’adolescenza e il “prestigiattore” Andrea Paris.
     
    O Anche No è scritto da Maurizio Gianotti, Giovanna Scatena e Paola Severini Melograni con la regia di Davide Vavalà.
    Pubblicato in Vetrina

    Se, oltre al generoso dono degli organi fatto dai genitori di Antonella, la bambina di dieci anni, morta a Palermo per mettere alla prova la sua resistenza fisica al soffocamento, nel desiderio di rendersi visibile ai coetanei del virtuale mondo del Tik Tok, noi volessimo, per intelligenza e metodo, aggiungere il dono del possibile significato che simili atti di sfida rappresentano per tanti minori, potremmo,forse, comprendere meglio cosa questa innocente creatura abbia voluto esprimere con il suo agire. “I bambini sono poeti: agiscono”. “Nascono imparati”- come dice il mio amico, Salvatore Giannella, grande giornalista. E agiscono quel che profetizza “la mente intuitiva” che, secondo Albert Einstein , ne caratterizza, quale “dono sacro”, il sentire.

    E che cosa potrebbe aver voluto, forse, esprimere Antonella, in tempi come questi laddove essere “resilienti”, ovvero “resistere” alle condizioni di estrema instabilità imposte dalla pandemia del Covid-19, è la sola possibile soluzione? Forse sottoponendosi ad una prova-sfida, quale sopportare un soffocamento che ne ha determinato la morte celebrale, esprimendo la condizione di restrizione, pressione, costrizione alla quale la sua breve vita - come la vita di tanti bambini, adulti e anziani- è oggi sottoposta. Come, infatti, non decriptare la sua letale impresa, nel senso di una disperata richiesta di aiuto, per uscire dalle soffocanti condizioni di chiusura, di paura, di angoscia di morte che caratterizzano, soprattutto, oggi, la vita quotidiana e le incertezze, le prove, i timori, le difficoltà di minori, adulti, anziani? Soprattutto, poi, se mancano gli adeguati strumenti di sostegno ed assistenza, anzitutto psicologici e psicoterapeutici, che, insieme e, perfino, più urgentemente del “vaccino liberatore”, dovrebbero essere messi a disposizione delle famiglie, degli educatori, a scuola e, ancora, degli operatori sanitari, del Terzo Settore e delle associazioni che operano attraverso l’informazione e il volontariato, sul territorio e nel sociale.

    Pertanto, Antonella con la sua tragica fine, ci indica una strada da seguire. E non soltanto per vigilare sull’utilizzo del web da parte dei minori e degli adulti, così da renderlo “virtuoso” e sottoposto a controlli, norme, regole e leggi che consentano di rispettare la libertà e la salute degli individui, tenendo conto che essa deve essere limitata allorquando limita, offende, non rispetta la libertà e la privacy altrui Ma, anche e soprattutto, per cogliere le condizioni di quel disagio che, oggi, proprio i minori, ormai più sapienti degli adulti nell’utilizzo del virtuale, esprimono anche attraverso il Tik Tok dei loro giochi estremi.

    Prof.ssa Maria Rita Parsi

    Psicopedagogista e piscoterapeuta, presidente Movimento Bambino

    Pubblicato in Autorevoli Editorialisti

    La Comunità ebraica romana ha effettuato nei giorni scorsi una raccolta straordinaria di vestiti e coperte per i senza fissa dimora, che stanno vivendo in questi giorni difficoltà crescenti. La Comunità di Sant’Egidio - che provvederà a distribuire gli aiuti nelle vie della città e nei suoi centri - ringrazia “per questo gesto di solidarietà, ancora più prezioso in un momento in cui al freddo dell’inverno si aggiungono gli effetti della pandemia”.
    “Come Comunità Ebraica di Roma – commenta la presidente Ruth Dureghello - abbiamo sentito il dovere di dare sostegno ai meno fortunati della nostra città, che si trovano purtroppo in una situazione che ha troppo spesso conseguenze drammatiche. Ci auguriamo di poter ripetere presto quest'iniziativa: la risposta della comunità, infatti, è stata energica e decisa. Ringraziamo Sant'Egidio per il supporto logistico, che ci ha permesso di distribuire gli abiti e le coperte raccolte a chiunque ne avrà bisogno”

    Pubblicato in Aiuto

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