Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

    “Da casa con” , in ocassione della Giornata della Memoria, Laura Pompeo intervista a al Procuratore Generale Marco de Paolis Procuratore Generale Militare presso la Corte d'Appello di Roma che ha indagato sulle stragi naziste in Italia. Oggi  27 gennaio alle ore 19.00,in diretta sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/LauraPompeo2020/ 
      

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    "Le religioni in ospedale. Integrare spiritualità e medicina nelle pratiche di cura" del 28 gennaio alle ore 16.00.

    Si tratta del secondo di una serie di eventi volti a far conoscere gli intenti e i risultati del progetto omonimo finanziato dalla Fondazione CRT. La ricerca mira ad avviare un progetto pilota di formazione degli operatori sanitari alle esigenze religiose e spirituali dei pazienti ospedalieri – con riferimento a Città della Salute e della Scienza di Torino – nell'ottica del crescente pluralismo religioso del territorio torinese. Con esso s'intende contribuire a promuovere il welfare di comunità in un'ottica di inclusione e di coesione. 

    Introduce e modera: Marina SOZZI (Centro Promozione Cure Palliative, Rete oncologica Piemonte e Valle d'Aosta)

    Intervengono: Guidalberto BORMOLINI (TuttoèVita) e Eugenia MALINVERNI (Luce per la Vita).

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    Allestimento alla Soms di Racconigi, visitabile online dal 27 gennaio 2021

    Considerate se questa è una donna
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d'invern
    Primo Levi, Se questo è un uomo

    In occasione del Giorno della Memoria, Progetto Cantoregi, in collaborazione con Anpi Racconigi e Comune di Racconigi, firma l’allestimento scenico “Come rane d’inverno”, dedicato alle donne nella della Shoah, per non dimenticare la specificità del loro vissuto e il dolore patito in condizioni di privazioni estreme, in prigionie fatte di fame, freddo, percosse, umiliazioni, viaggi della morte con un capolinea chiamato lager.

    Allestito alla Soms di Racconigi, il lavoro scenico è visitabile online dal 27 gennaio 2021, grazie al video pubblicato sul sito web progettocantoregi.it e sulla pagina Facebook di Progetto Cantoregi e sul sito del Comune di Racconigi.

    Le toccanti e drammatiche testimonianze di donne, spesso ancora bambine o giovani ragazze, che sono state internate nei campi di concentramento, o di intellettuali, che hanno urlato e urlano contro gli orrori dell’Olocausto, scorrono sullo schermo della Soms, un grido silenzioso contro i soprusi dell’uomo sull’uomo.

    Si alternano, tra le altre, le parole di Anna Frank, Etty Hillesum, Edith Bruck, Liliana Segre, Hannah Arendt, Irène Némirovsky, Nelly Sachs, Gitta Sereny, Simone Weil, Elisa Springer, Joyce Lussu, Lidia Rolfi.

    In scena, tra il palco e la platea della Soms, si stagliano gli oggetti tristemente simbolici dell’inferno concetrazionario, che rappresentano gli effetti personali o domestici sottratti all’identità e alla dignità di tante donne: scarpe, indumenti, cappotti, sciarpe e foulard, libri, pettini, valigie, bambole, posate e anche capelli.

    «L’installazione “Come rane d’inverno” – spiega il presidente di Progetto Cantoregi Marco Pautasso – trae ispirazione dai versi della nota poesia di Primo Levi, ed è dedicato alle donne nella Shoah, alla condizione femminile all'interno dei lager, alla specificità del loro vissuto. Non c’è volontà di guardare la Shoah da una prospettiva di genere, perché non esiste una gerarchia nella sofferenza. Ma queste testimonianze hanno contribuito ad allargare e arricchire l'ambito della nostra riflessione, la visione e comprensione di quanto è accaduto, anche nelle sue atrocità più efferate».

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    Il pallone della C “dedicato” a Gino Bartali

    Firenze, 23 gennaio 2021- La Lega Pro commemora la Giornata della Memoria, il 27 gennaio, e lo fa, in particolare, ricordando Gino Bartali.

    È stato spedito un pallone alla famiglia Bartali a nome della stessa Lega e dei suoi club.

    “Il ricordo di Gino Bartali è vivo ed è parte integrante della storia del nostro Paese - spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro-i suoi insegnamenti sono attuali così come i suoi valori legati allo sport, al confronto, al fair-play, al rispetto degli avversari, al cuore che metteva in ogni sfida.”

    La Lega Pro è il calcio dei valori ed è impegnata ogni giorno in iniziative legate al sociale con i suoi 59 club, che rappresentano 17 regioni italiane. In 15 mesi sono state realizzate 1.650 iniziative, di cui oltre 500 legate all’emergenza socio-sanitaria dettata dal COVID-19, che hanno visto impegnati club, dirigenti, allenatori, giocatori e tifosi.

    “Il Giorno della Memoria, data che ha un profondo significato - conclude Ghirelli-  la leghiamo anche al ricordo di Bartali e il dono del nostro pallone alla sua famiglia è il nostro ringraziamento, ma anche l'impegno continuo a declinare il calcio ai valori.”

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    Università di Milano-Bicocca
    Mercoledì, 27 gennaio 2021, ore 10
    Evento in streaming

    L’azione partecipata dedicata alla Giornata della memoria è organizzata in collaborazione con l’Unione Nazionale Interpreti di Teatro e Audiovisivo.

    Tra gli ospiti della giornata, il ministro Gaetano Manfredi e gli attori Fabrizia Sacchi, Cristiana Capotondi, Marco Bonini, Edoardo Leo

    Racconto dopo racconto, storia dopo storia, continuare a essere portatori di memoria.
    Mercoledì 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della memoria, una pagina del sito dell’Università di Milano-Bicocca diventerà la piazza virtuale in cui artisti, studenti, docenti e cittadini daranno voce e volto ai testimoni dell’orrore della Shoah attraverso video, fumetti, disegni e canzoni.

    Performance d’eccezione, quelle degli attori Beatrice Aiello, Alessandro Anglani, Eleonora Belcamino, Mia Benedetta, Filippo Gattuso, Gennaro Lucci, Rodolfo Medina, Carlotta Natoli, Simonetta Solder Chiara Tomarelli. Attraverso delle pillole video, ognuno dei dieci artisti interpreterà una storia dando voce e volto ai testimoni dell'orrore della Shoah.

    Ad aprire l’incontro sarà la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, seguiranno gli interventi del ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi e della delegata della rettrice alla Comunicazione, Maria Grazia Riva.

    Il confronto sul significato della ricorrenza celebrata il 27 gennaio di ogni anno entrerà nel vivo con gli interventi di Miriam Camerini, regista teatrale e studiosa di ebraismo e Davide Romano, editorialista de La Repubblica.

    Monica Guerra, docente di pedagogia generale e sociale dell’Ateneo presenterà l’azione partecipata che ha visto l’adesione di numerosi cittadini e scuole di ogni ordine e grado e che prosegue l’azione avviata lo scorso anno con il duo artistico Ravani&Urrazza. Si discuterà dell’importanza della conoscenza e della memoria per l’educazione della cittadinanza e per lo sviluppo di una coscienza condivisa che possa scongiurare il ripetersi di ogni forma di discriminazione.

    A discutere sul valore etico della memoria  inteso come strumento insopprimibile dell’essere umano  saranno  anche  attrici ed attori che ‘con la memoria’ - elemento centrale dei loro gesti performativi  - e ‘sulla memoria’  - intesa come serbatoio della storia e della cultura - lavorano ogni giorno: Fabrizia Sacchi, Cristiana Capotondi, Marco Bonini, Edoardo Leo di UNITA (Unione Nazionale Interpreti di Teatro e Audiovisivo), associazione che tutela i diritti e la dignità professionale di attrici e attori come categorie professionali e promuove iniziative di informazione e formazione per lo sviluppo del settore dello spettacolo.
    La giornata sarà anche l’occasione per presentare la collaborazione artistica nata tra UNITA e l’Ateneo milanese.

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    Dedicata in particolare a scuole e studenti. Mercoledì 27 Gennaio 2021, dalle ore 10 alle 11,30. 

    La 'Giornata della memoria' della persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti, nel secolo scorso, celebrata, dal 2005, ogni 27 Gennaio su tutta la Terra, sollecita  il mondo del PIME - Pontificio Missioni Estere. I Padri e i volontari del PIME infatti da oltre un secolo sono in tutti i Continenti proprio per portare una concreta testimonianza di giustizia, di speranza e di pace. 

    "I Missionari aggiustano il mondo" commentò una volta un bambino dopo aver conosciuto l'operato di queste persone che gratuitamente dedicano la vita ad altri lontanti e bisognosi.

    Un patrimonio di testimonianze che poi vengono condivise con i giovani e  la società tutta, attraverso le diverse attività del Centro PIME di via Monterosa, a Milano. 

    Lo scopo è sia educativo sia per creare una rete di solidarietà intorno ai progetti di aiuto. L’Ufficio Educazione Mondialità in particolare sensibilizza ogni anno 132.000 giovani ai temi della missione. 

    In questo quadro, in tempo di pandemia, si inserisce la prima conferenza in diretta streaming sul sito www.pimemilano.com il prossimo mercoledì 27 Gennaio sul tema  "Giusti di ieri, ingiustizie di oggi. Per abitare con responsabilità il nostro tempo", dalle ore 10 alle 11,30 circa. 

    L'evento, dedicato proprio ai giovani e alle scuole, ha dunque l'obiettivo di sollecitare ciascuno ad attualizzare, nella propria vita quotidiana, il valore delle figure dei 'Giusti tra le Nazioni', coloro che, pur non essendo ebrei, salvarono  vite umane dall'Olocausto. 

    Giusti, secondo i Profeti, sono coloro, che anche a prezzo della propria vita, praticano solidarietà ed accoglienza, soccorrono deboli e oppressi, adorano Dio e non i beni terreni. San Giuseppe viene definito un Giusto nei Vangeli.

    Dalla fine del secolo scorso, sono considerati Giusti per antonomasia  coloro che ai tempi della Shoah, hanno agito secondo coscienza salvando vite umane.

    Come l'infermiera polacca Irena Stanisława Sendler, che riuscì in modo rocambolesco a mettere in salvo circa 2.500 bambini  ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia e trovando loro rifugio in case e istituti cattolici. I tedeschi la catturarono e le spezzarono le gambe tanto che Irena rimase invalida.  

    O come l'italiano Giorgio Perlasca, commerciante di Como che nell'inverno del 1944,  fingendosi Console generale spagnolo, salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi.

    Esempi che possiamo e dobbiamo seguire anche nelle piccole azioni e scelte quotidiane, combattendo le ingiustizie e soprattutto non compiendone.  

    E' scritto nel Talmud (Tosefta, Sotà, X, 1): «Quando i giusti vengono al mondo, il bene pure viene nel mondo e la sventura ne è scacciata, ma quando i giusti se ne vanno dal mondo, la sventura ritorna nel mondo e il bene ne è scacciato.»  

    Eppure, diverse nella forma da quella terribile dello sterminio di massa degli ebrei, ma non diverse nella sostanza, le espressioni di mancanza di rispetto per la vita umana, se non proprio di odio, nella storia si ripetono. Basta pensare ai musulmani birmani rohingya, una delle minoranze più perseguitate nel mondo: ghettizzati nel loro paese, in centomila da anni sono rifugiati in campi profughi in Bangladesh. 

    Non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti. 

    Interverranno alla conferenza del PIME un esponente dell'associazione Gariwo, nata per promuovere  la memoria dei 'Giusti tra le nazioni'; il giornalista della rivista del PIME 'Mondo e Missione' Stefano Vecchia e un missionario PIME, per parlare della viocenda dei rohingya; si potrà assistere al reading sui 'Giusti tra le nazioni' Irena Sendler e Giorgio Perlasca, a cura di Viandanti Teatranti, Oplà Teatro e L'oblò. Infine, dopo le conclusioni, ci sarà il dibattito con il pubblico.

    Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide. L'associazione è una onlus con sede a Milano che dal 1999 lavora a livello internazionale per far conoscere i Giusti e le loro storie, nella convinzione che "la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e serva a prevenire genocidi e crimini contro l'Umanità". 

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    Perché è necessario ricordare? Questa domanda è stata il punto di partenza per la costruzione di “Il memorioso”, un lavoro teatrale scritto a quattro mani dall’attore Massimiliano Speziani insieme a Paola Bigatto, che ne curò la regia, sugli scritti di Gabriele Nissim. In occasione del Giorno della Memoria 2021, e a dieci anni esatti dalla prima messa in scena, l’Associazione Giardino dei Giusti di Milano (composta da Gariwo insieme al Comune di Milano e all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), offre a tutti gli studenti d’Italia, provenienti da scuole di ogni ordine e grado, la possibilità di assistere via streaming a un evento online tratto dallo spettacolo.

    L’appuntamento è per giovedì 28 gennaio, dalle ore 10 e sarà trasmesso dal Centro Asteria, da oltre trent’anni un luogo simbolo di promozione culturale, aggregazione giovanile e processi formativi. Sono già circa 30.000 gli studenti che si sono registrati per assistere, da tutta Italia, alla diretta. Un numero destinato ad aumentare e che testimonia l’interesse per un tema decisamente attuale.

    Le iscrizioni si chiudono lunedì 25 gennaio alle ore 18

    Per iscriversi: https://www.centroasteria.it/iscrizione-il-memorioso/

    Con questa iniziativa l’Associazione propone alle scuole un momento di riflessione sul concetto di memoria e sul significato più profondo della Shoah, partendo dallo sguardo di coloro che non sono rimasti indifferenti davanti al Male e che, al contrario, hanno deciso di difendere il Bene, spesso al costo della propria vita.

    “Il Giorno della Memoria è un momento importante di riflessione sul passato, sul presente e sul futuro della nostra società e del mondo. Per questo va vissuto nella consapevolezza che i contenuti, il messaggio e le storie che porta con sé sono uno strumento per arricchire e migliorare la nostra coscienza di individui e cittadini”, commenta il Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé. “L'alto numero di studenti già registrati per seguire lo spettacolo è un segnale di quanto sia sviluppata la sensibilità dei giovani verso i temi della memoria. Dobbiamo continuare su questa strada e l'arte, in questo senso, è uno strumento formidabile. Speriamo solo di poter riproporre presto queste esperienze culturali dal vivo”.

    Dopo i saluti istituzionali di Lamberto Bertolé e di Suor Elisabetta Stocchi, Co-direttrice del Centro Culturale Asteria, e l'introduzione del Presidente di Gariwo Gabriele Nissim, l’incontro sarà arricchito dalla testimonianza dell’onorevole Emanuele Fiano, che prima dell'inizio dello spettacolo condividerà con gli studenti la storia del padre Nedo, recentemente scomparso, sopravvissuto nel campo di concentramento di Auschwitz e fra i più attivi testimoni contemporanei dell’esperienza dell’Olocausto. "Il suo messaggio continuerà a vivere tra le nuove generazioni", spiega il presidente Nissim. "Nedo Fiano, come Primo Levi, raccontava ai ragazzi la sua esperienza nel campo di concentramento per insegnare loro a diventare sentinelle nei confronti di ogni nuova forma di odio. Aveva ben chiaro che si sarebbe potuta ripetere e per questo spronava i giovani ad essere vigilanti in ogni momento della loro vita, perché il male non nasce da un giorno all’altro, ma crea i suoi presupposti quando si disprezzano e si disumanizzano gli altri e si comincia a mettere in discussione il valore della democrazia e della convivenza".

    Oltre a Fiano, quest'anno il Giorno della Memoria è dedicato al grande intellettuale ebreo polacco Raphael Lemkin, che dopo la Shoah ha coniato il termine 'genocidio'. "Si tratta di un concetto che mai nessuno aveva fino ad allora elaborato e che indicava la distruzione intenzionale di un gruppo nazionale, etnico o religioso", spiega Gabriele Nissim. "Con una battaglia straordinaria è riuscito a fare approvare una convenzione alle Nazioni Unite che richiamava tutta lumanità non solo a punire i carnefici, ma a prevenire sul nascere ogni nuova forma di genocidio nei confronti di qualsiasi popolo. Il suo insegnamento rappresenta il significato morale più alto della memoria, che ci deve impegnare costantemente a denunciare i nuovi crimini contro lumanità di oggi, dallo sterminio degli Yazidi, alla persecuzione dei Rohingya, alla sorte degli Uiguri in Cina. La Shoah, secondo Lemkin, aveva posto allumanità la domanda fondamentale: come rendere possibile quel ‘mai più’ così difficile, che dovrebbe segnare il mondo dopo le macerie di Auschwitz?" 

    Lo spettacolo "Il memorioso", ispirato dai libri di Gabriele Nissim, interseca le storie dei Giusti del passato con quanto accade oggi. “A dieci anni esatti dal suo debutto, lo spettacolo vuole tenere acceso linterrogativo per riflettere insieme alle nuove generazioni”, spiega Speziani. Al termine dell’incontro, Annamaria Samuelli, responsabile della didattica di Gariwo, e Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia, risponderanno alle domande degli studenti.

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    In vista della Giornata della Memoria il signor Emanuele Filiberto di Savoia, che preferisce restare cittadino svizzero pur dicendo che si sente italiano, ha inviato una lettera alla comunità ebraica italiana per chiedere perdono a nome di tutta la sua famiglia, che lui definisce “la Real Casa di Savoia”, per le leggi razziali emanate nel 1938 dall’allora re d’Italia Vittorio Emanuele III, suo bisnonno. Nella lettera cita la persecuzione nazifascista contro gli ebrei, definiti giustamente “sacre vittime”, ma non c’è neppure un cenno a quella contro i rom e sinti. Nessun cenno alle loro sacre vittime. Eppure almeno 500 mila rom e sinti furono trucidati dai nazi-fascisti. In Italia i Savoia  hanno appoggiato la politica di discriminazione, di deportazione e di internamento dei fascisti non solo verso gli ebrei ma anche contro rom e sinti italiani, all'epoca sudditi del Regno d'Italia dei Savoia.
    Il 27 gennaio, giorno della liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, è stato eletto come Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell'aberrazione nazi-fascista. Il problema è che nella Legge del Luglio del 2000 che istituisce in Italia questo importante avvenimento, il Samudaripen, il genocidio dei Rom e Sinti, non compare. È stato ed è tuttora escluso. Il Samudaripen non è riconosciuto ufficialmente. È una vergogna nazionale. Nei servizi giornalistici le vittime rom e sinte sono appena citate quando va bene e in ogni caso rappresentano una semplice appendice:" C'erano anche gli zingari". Il Samudaripen fu un genocidio specifico perpetuato contro un popolo inoffensivo per motivi razziali e non una semplice appendice.
    Il pratica il Samudaripen è stato ignorato e rimosso dalla storia. Nessun Capo di Stato o di Governo in Italia ha mai chiesto perdono ai concittadini italiani di etnia rom e sinta per ciò che la propria patria gli ha inflitto in epoca fascista. L’Italia con la legge n. 21 del 20 luglio 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio, ha deciso l’ istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. I rom e sinti italiani non sono neppure nominati. Anzi, dal confronto tra l’articolo 1 e l’articolo 2 della legge, composta solo da tali due articoli, si direbbe che vengono proprio deliberatamente esclusi. L’articolo 1 parla infatti anche degli “italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte”, espressione che dovrebbe comprendere anche i cittadini italiani rom e sinti, ovunque in Italia rastrellati e deportati assieme agli ebrei. Ma l’articolo 2 parla di dar vita nel Giorno della Memoria a iniziative di vario tipo per ricordare “quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”: espressione quest’ultima che chiaramente esclude i cittadini italiani rom e sinti. 
    Alcune comunità ebraiche hanno ricevuto risarcimenti dalla Germania e da altri Paesi per gli orrori consumati contro di loro durante la seconda guerra mondiale. I rom e sinti, esclusi dal Processo di Norimberga per accusare i propri carnefici, non hanno ricevuto alcun tipo di risarcimento. Eppure sono stati depredati dei loro beni prima di essere mandati ai campi di sterminio quando non trucidati sul posto. Oro, gioielli, denaro contante, conti in banca, case, proprietà e tanto altro mai restituiti ai legittimi proprietari. Rom e sinti usati come cavie umane per esperimenti pseudo-scientifici, usati come schiavi nella macchina bellica, passati per le camere a gas e per i forni crematori nazisti. Eppure il Samudaripen (sterminio in lingua romanì e letteralmente "tutti uccisi"), termine noto solo agli specialisti, non compare nei documenti ufficiali che riconoscono la Giornata della Memoria che è e rimane mutilata, discriminante e offensiva verso le vittime rom e sinte massacrate per motivi razziali. Le vittime della ferocia nazi-fascista devono avere pari dignità e pari memoria. Peccato non sia ancora così a distanza di oltre 75 anni. Una Giornata della Memoria, visto dal punto di vista dei rom e sinti, che è ingiusta e monca poiché non li ricorda. Le vittime rom e sinte continuano ad essere discriminate nel giorno in cui dovrebbero essere commemorate. Questo è alquanto assurdo e disumano, non degno di un Paese civile e democratico e dovrebbe far profondamente riflettere...
     
    Satino Spinelli
     
     
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    Renato Jona, genovese di nascita, ma veneziano per parte di nonni, è stato un importante dirigente d'azienda e parimenti ha portato e porta ancora avanti la sua attività di giornalista e scrittore. E' stato per 10 anni segretario della Comunità Ebraica di Venezia ed il suo infaticabile impegno si riversa in attività di conferenze e di testimonianze per raccontare l'assurdità delle leggi razziali, che egli stesso ha subito da bambino, con l'esclusione dalla scuola. Fa parte di ANPPIA associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, e con l'Associazione si è impegnato affinchè venisse modificata l'assurda norma che impediva ai perseguitati dal fascismo, ebrei e non solo, di accedere ad un assegno di benemerenza, in assenza di una certificazione che provasse l'effettiva persecuzione subita ( come se fosse possibile avere un certificato da parte del persecutore di aver eseguito la sua cattiva condotta secondo i canoni stabiliti per la cattiva condotta!)....e tale modifica è stata recepita da pochissimo dal nostro ordinamento.

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    Il prestigioso Premio Nonino, nato pionieristicamente nel 1975 per volontà di Giannola e Benito Nonino, per salvare gli antichi vitigni autoctoni friulani in via di estinzione e per la valorizzazione della civiltà contadina, ed assegnato alle più importanti personalità in ambito culturale, letterario ed enogastronomico, riuscendo spesso ad anticipare le scelte dei Nobel viene rinviata causa Covid a gennaio 2022. A darne notizia è la famiglia Nonino in un comunicato stampa.

    Il prossimo 30 gennaio, però, la famiglia brinderà in ‘spirito Nonino’, da remoto. Sui proprio canali web e social proporrà, alle 11.30, un video messaggio di saluto agli Amici del Premio. La Giuria, inoltre, si arricchisce di due nuovi membri: lo scrittore e filosofo Giorgio Agamben e la scrittrice ed architetto palestinese Suad Amiry. Ecco il comunicato della famiglia Nonino

    Vista l’emergenza sanitaria che impedisce incontri reali e concreti abbiamo pensato che una componente essenziale del Premio Nonino consiste proprio, anche e soprattutto, nell’in-contro reale tra giurati, premiati, ospiti da sempre così vivacemente appassionati di trovarsi insieme, di chiacchierare, di avvicinare concretamente gli autori e le personalità premiate per condividere i valori per cui è nato il Premio. Abbiamo perciò unanimemente deciso di posticipare l’evento a sabato 29 gennaio 2022 piuttosto che inevitabilmente impoverirlo nell’incontro virtuale on line, sempre impari all’in-contro reale e concreto e in particolare al Premio e al suo spirito. Siamo felici di annunciare che la Giuria del Premio si arricchisce di due nuovi membri: Suad Amiry architetto e scrittrice palestinese e Giorgio Agamben filosofo e scrittore.

    Di seguito il comunicato stampa: 

    Vista l’emergenza sanitaria che impedisce incontri reali e concreti abbiamo pensato che una  componente essenziale del Premio Nonino consiste proprio, anche e soprattutto, nell’in contro reale tra giurati, premiati, ospiti da sempre così vivacemente appassionati di trovarsi  insieme, di chiacchierare, di avvicinare concretamente gli autori e le personalità premiate per  condividere i valori per cui è nato il Premio. 

    Abbiamo perciò unanimemente deciso di posticipare l’evento a sabato 29 gennaio 2022 piuttosto che inevitabilmente impoverirlo nell’incontro virtuale on line, sempre impari all’in contro reale e concreto e in particolare al Premio e al suo spirito. 

    Siamo felici di annunciare che la Giuria del Premio si arricchisce di due nuovi membri: Suad  Amiry architetto e scrittrice palestinese e Giorgio Agamben filosofo e scrittore. 

    Un brindisi in “spirito Nonino” sia pure da lontano ce lo concediamo con gioia e amicizia. Arrivederci a presto! 

    Il 30 gennaio 2021, alle ore 11.30, data in cui si sarebbe dovuta tenere la cerimonia di asse gnazione dei premi, la Famiglia Nonino insieme ai giurati e ad alcuni già premi Nonino dif fonderà dal sito del Premio premio.grappanonino.it/ e dai canali social @grappanonino un  video messaggio agli Amici del Premio che desiderano essere insieme “in Spirito” in attesa di  ritrovarsi a gennaio 2022. 

     

    Pubblicato in Cultura

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