Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

    Una cura rivoluzionaria con le cellule staminali mesenchimali prodotte dal cordone ombelicale guarisce i malati più gravi al Covid-19. "Al momento è la cura più efficace che c'è"

    Ottime notizie sulla lotta alla pandemia giungono dagli Stati Uniti grazie ad un team con a capo un ricercatore italiano: le cellule staminali mesenchimali contenute nel cordone ombelicale potrebbero guarire dal Covid-19. È questa la notizia che arriva dal sud della Florida, precisamente dal Diabetes Research Institute (Dri) e del Cell Transplant Center dell’Università di Miami Miller School of Medicine.

    Cosa dice lo studio

    I medici ed i ricercatori dello studio hanno affermato che il trattamento sperimentale che coinvolge le cellule staminali ha avuto un incredibile successo nel trattamento dei casi gravi di Covid. "Penso che questo potrebbe essere un punto di svolta", ha detto il Dott. Camillo Ricordi, Direttore del Cell Transplant Center presso l'Università di Miami e capo della ricerca. Il trattamento innovativo utilizza le cellule staminali del cordone ombelicale di un bambino. "Il trattamento ha dimostrato di ridurre in modo sicuro il rischio di morte ed ha accelerato i tempi di recupero per alcuni dei pazienti più malati", si legge sul quotidiano di Miami. Si potrebbe trattare di una vera e propria svolta nella cura alla terribile malattia che attanaglia tutto il mondo, un trattamento in più che potrebbe unirsi all'efficacia dei vaccini ed alle cure già presenti.

    "Abbiamo appena pubblicato lo studio che utilizza cellule staminali derivate dal cordone ombelicale di un neonato sano. Generalmente gettiamo via la placenta che viene scartata dopo la nascita ma stiamo usando cellule che vengono estratte e si espandono da quel cordone ombelicale. Questo può generare e fornire dosi terapeutiche per oltre 10mila pazienti da un singolo cordone ombelicale. È un risultato straordinario", ha detto lo scienziato italiano, considerato fra i massimi esperti mondiali nel trapianto di isole pancreatiche senza dover ricorrere ai farmaci immunosoprressivi. Ha inventato il primo apparecchio al mondo che consente di individuare le isole pancreatiche permettendo così di trapiantare solo le cellule pancreatiche e non l’intero organo, come viene riportato dall'Ismett.

    "91% di efficacia"

    La scoperta è rivoluzionaria se si pensa che con un unico cordone ombelicale si possono salvare e curare potenzialmente 10mila pazienti. Considerati tutti i parti che avvengno costantemente nel mondo, si può aprire la strada verso una nuova, vera, cura contro il Coronavirus. Ma come funziona? Sullo studio si legge che è stato dimostrato come queste cellule staminali mesenchimali riescano a modulare i processi immunitari e iperinfiammatori, promuovono la riparazione dei tessuti e secernono molecole antimicrobiche. Le cellule ombelicali, oltre a spegnere l’infiammazione, sono immuno modulanti, cioé regolano le complesse difese immunitarie e intervengono proprio dove si verificano le tempeste di citochine tipiche dell'infezione da Covid-19. Lo studio è stato realizzato in doppio cieco, cioè né il paziente né il medico incaricato della valutazione erano a conoscenza dell'assegnazione del trattamento e il personale responsabile della somministrazione del prodotto non era a conoscenza dell'assegnazione di gruppo.

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    Pubblicato in Buone notizie

    Per parlare di trans-umanesimo occorre partire dal concetto che esso suppone, quello di umanesimo, per sua natura in stato di costante trasformazione. Il cambiamento è insito tanto nell’umanità quanto nell’umanesimo; temerlo dunque, in toto e a priori, risulterebbe privo di ragionevolezza. Il diritto agisce e sopravviene in un momento successivo rispetto ai grandi processi di cambiamento, per mettere ordine e ricondurre a sistema le nuove realtà. A oggi siamo esattamente nel mezzo, in una situazione in cui l’intelligenza artificiale (IA) è già parte integrante della nostra vita ma la sua regolazione non è ancora sufficientemente definita. Nel valutare, però, l’utilizzo delle nuove tecnologie come strumento di approccio al trans-umanesimo, e dunque nel tentativo di identificare una soglia entro la quale l’uomo resta uomo e oltre la quale l’uomo diventa trans-umano, sembra fondamentale partire dalla finalità della tecnologia stessa. Se prendessimo ad esempio un pacemaker, cioè una macchina che sostanzialmente migliora la qualità della vita umana, è evidente che in questo caso la finalità della tecnologia sia il benessere dell’uomo. Differente è invece la commistione fra macchina e uomo qualora l’obiettivo sia la costruzione, ad esempio, di un superuomo per finalità di puro dominio, ad esempio, militare. Il dibattito, in tal caso, si traspone su un livello morale. La discussione, dunque, verte non sulle finalità dell’IA bensì su quelle che l’uomo sceglie che siano perseguite attraverso l’IA. Anche a questo serve il diritto: valutare che il fattore tecnologico non si imponga sui valori consacrati nelle carte costituzionali e nella Carta dei diritti dell’uomo. Medesima è la dinamica che muove il dibattito sul riconoscimento della soggettività giuridica e della responsabilità in capo ai sistemi di intelligenza artificiale. Esiste una notevole letteratura in merito e si è anche teorizzata la possibilità di forme di responsabilità penale della macchina, prospettando, come possibile sanzione, una pena costruita secondo il principio di equivalenza tra macchina uomo, e cioè la (anche temporanea) disattivazione. Ma come parlare di pena in un contesto in cui la nostra Costituzione esige che essa abbia anche finalità rieducativa, inapplicabile nel caso di una macchina? In realtà è sempre l’uomo a definire le finalità di un’intelligenza artificiale, sicché apparirebbe privo di senso sanzionare un esecutore privo di capacità interpretativa e decisionale. Per questo lo sguardo rivolto verso il fenomeno deve essere di sollecitazione e di grande attenzione, ma non di eccessiva preoccupazione. Gli strumenti di intelligenza artificiale possono essere di grande supporto nelle attività umane, purché sia sempre garantita all’uomo la possibilità di intervento e/o di controllo degli stessi. Lo stesso discorso vale da un punto di vista giuridico. Il supporto artificiale è di grande utilità nelle attività giuridiche, purché però le decisioni ultime restino sempre appannaggio dell’essere umano. Com’è stato dimostrato, infatti, l’IA agisce massimizzando l’efficienza nelle attività computazionali ma resta ancora inefficiente in quelle interpretative. Il documento del dicembre 2018 “European ethical charter on the use of artificial intelligence in judicial systems” della Commissione europea per l’efficienza della giustizia sottolinea l’importanza dell’applicazione delle tecnologie legate all’IA nel settore della giustizia, ma evidenzia l’importanza di un uso responsabile di tali tecnologie, nel rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e quindi del principio di non discriminazione, di qualità e sicurezza dei dati immateriali, di imparzialità ed equità, di controllo volto a fare in modo che i protagonisti del processo siano tutti attori informati. Lo stesso documento evidenzia, peraltro, come sia sostanzialmente inutile paragonare l’attività del giudice a quella di un computer: il ragionamento giuridico verte sulla valutazione dei fatti e sull’interpretazione delle norme, attività in cui l’intelligenza artificiale non possiede abilità. Interessante, a tal proposito, è la nota sentenza del caso Loomis vs Wisconsin, in cui, in seguito a valutazioni effettuate sull’imputato a mezzo di un software (Compas), si è sostenuto che il risultato ultimo di un accertamento deve essere sempre il frutto di una valutazione umana, che potrà eventualmente rivedere gli esiti dettati da un algoritmo.

    Con gentile concessione di © Formiche rivista — numero 165

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    Il nostro direttore Paola Severini Melograni lo saluta con affetto e tanto tanto dispiacere. 
    Vi alleghiamo i link delle ultime interviste che lei ha realizzato a uno dei migliori politici italiani e vi forniremo in giornata un ampio approfondimento. 
     
    Lo speciale del 21 marzo 2020 (ultima intervista), del 25 aprile 2018 e altri due federalismi solidali del 2014. 


    La redazione 
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    Terzjus Osservatorio di diritto del Terzo Settore, della filantropia e dell'impresa sociale invita al webinar "L’affidamento di servizi di trasporto sanitario e l’art.57 del Codice del Terzo settore"che si terrà venerdì 22 gennaio alle ore 15 in diretta Youtube

     

    INTRODUCE

    Luigi BOBBA, Presidente Terzjus

    I PROFILI GIURIDICI

    Presupposti e modalità di affidamento dei servizi alle ODV ai sensi dell’art. 57 del Codice del Terzo Settore

    Antonio FICI, Direttore Scientifico di Terzjus

    L’art. 57 nella prassi giudiziaria

    Valerio MIGLIORINI, Avvocato

    LE PRASSI OPERATIVE

    Interventi di:

    Piero PAOLINI, Direttore U.O. Centrale Operativa 118 della Toscana

    Alberto ZOLI, Direttore generale AREU della Lombardia

    Alberto CORSINOVI, Presidente Rete nazionale Misericordie e Solidarietà

    Pasquale Giacomo MORANO, Coordinatore nazionale attività della Croce Rossa Italiana

    Fabrizio PREGLIASCO, Presidente nazionale ANPAS

     

    per collegarsi: https://youtu.be/lOy2aJF7NL4

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    Dalla Prefazione di don Luigi Ciotti* all’ebook “Il tempo dell’attesa si è compiuto. Piccola storia del Guado e dei gruppi di omosessuali cristiani in Italia in otto tappe e in sedici testi, a cura di Gianni Geraci, dicembre 2020, pagina 3

    Quando, nel 1977, conobbi Ferruccio Castellano, il Guado sembrava impossibile. C’erano le persone omosessuali di fede cattolica, da una parte. E la Chiesa dall’altra: non soltanto la Chiesa istituzione ma la comunità ecclesiale nella sua quasi totale interezza. In mezzo, un fiume impetuoso di incomprensioni, pregiudizi e paure che pareva appunto segnare un confine invalicabile fra gli uni e gli altri.

    È stato grazie al lavoro paziente e determinato di persone come Ferruccio se negli anni seguenti è stato possibile gettare dei massi dentro al fiume, affinché, un passo alla volta – passi incerti, scivolosi, a volte anche passi falsi – quei due mondi potessero incontrarsi. Non tutti hanno capito che quelle pietre erano gettate a fini di ascolto e di incontro, non di scontro.

    Non tutti hanno avuto la forza di rialzarsi dopo le inevitabili cadute nelle acque gelide dell’indifferenza o della condanna. Purtroppo, Ferruccio stesso a un certo punto ci ha lasciati, travolto non solo, ma anche, dalle fatiche e dalle delusioni di un percorso tanto avventuroso quanto, a tratti, amaro.

    Il vostro gruppo è stato fra quelli che per primi e con maggiore sensibilità e lungimiranza hanno voluto credere nel possibile approdo sull’altra sponda. Nella possibile accoglienza da parte di una Chiesa finalmente pronta a interpretare il Vangelo come parola radicalmente inclusiva. E io vi sono grato per l’impegno che in questi 40 anni avete messo nel coinvolgere sempre più persone, nel bussare a tante nuove porte – quante quelle chiuse malamente in faccia! – nel gettare semi di fiducia là dove si respiravano solo scetticismo e reciproca diffidenza.

    «Per noi – si legge in questa bella raccolta di scritti – l’altra sponda significa soprattutto un approdo di liberazione, una terra dove poter vivere un amore purificato dall’egoismo e da tutte le ambiguità. (…) C’è per tutti un’altra sponda verso la quale andare, insieme possibilmente, perché così la fatica si fa più leggera e, se uno inciampa, può trovare subito aiuto.»

    Mi colpisce il valore universale di questo messaggio. Mi colpisce intuire, nelle parole scelte per rielaborare la vostra esperienza, un’indicazione valida per chiunque si interroghi sul valore del dialogo, delle relazioni autentiche, del trasformare il cammino accidentato dell’io in un entusiasmante viaggio del noi.

    Grazie della vostra delicatezza, della vostra perseveranza, della vostra generosità nell’accogliere a accompagnare le fatiche, i dubbi e le speranze di tanta gente. Grazie per il contributo che avete dato e continuerete a dare alla Chiesa.

     

    Articolo di: Innocenzo per Progetto Gionata

     

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    Ci fa piacere segnalare il concerto del violinista Sergeij Khachatryan, sia perche la musica è cultura, sia perche siempre siamo stati vicini alla questione armenia. 

    andrà in onda il prossimo Giovedì 21 gennaio alle 20.30 in diretta su Radio3 e in live streaming su www.raicultura.it

    Nel 2000 è risultato il più giovane vincitore della storia del Concorso Sibelius di Helsinki. È stato solista con compagini come i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. Nei suoi concerti suona il prezioso Guarneri del Gesù “Ysaye” del 1740, concessogli dalla Nippon Music Foundation. È il violinista armeno Sergeij Khachatryan, che torna protagonista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel terzo appuntamento dei “Concerti d’inverno”, in programma a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino giovedì 21 gennaio alle 20.30, con trasmissione in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, oltre che in live streaming sul portale di Rai Cultura. 

    In programma il Primo Concerto per violino e orchestra di Dmitrij Šostakóvič, composto nel 1948 ma che, data la sua scrittura decisamente contraria ai dettami del regime sovietico, fu eseguito per la prima volta solo nel 1955, dopo la morte di Stalin. L’opera è dedicata al celebre violinista David Ojstrach, che volle vedere nella parte violinistica scritta da Šostakóvič un “ruolo shakespeariano”.

    Sul podio torna il giapponese Kazuki Yamada: Direttore principale e artistico dell’Orchestra Filarmonica di Monte Carlo e Direttore ospite principale della City of Birmingham Symphony Orchestra. In Giappone è Direttore ospite principale della Yomiuri Nippon Symphony Orchestra, Direttore stabile della Japan Philharmonic, Direttore musicale e principale del Coro Filarmonico di Tokyo e Direttore musicale della Yokohama Sinfonietta, ensemble da lui stesso fondato quando era ancora studente. Collabora regolarmente con formazioni quali la Staatskapelle di Dresda, la Philharmonia di Londra e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. 

    Con l’Orchestra della Rai propone Ma mère l’Oye, i cinque pezzi infantili che Maurice Ravel scrisse originariamente per pianoforte a quattro mani, che poi trascrisse nel 1911 per orchestra in vista di una rappresentazione in forma di balletto, e infine trasformò in una suite da concerto, dalla quale espunse le parti pensate per la danza. 

    La serata si conclude con la terza suite dal balletto L’oiseau de feu (L’uccello di fuoco) di Igor Stravinskij, realizzata nel 1945 e basata su dieci numeri complessivi dell’intero lavoro coreutico, che fu rappresentato per la prima volta a Parigi il 25 giugno del 1910.

    In ottemperanza alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si svolgono a porte chiuse, senza la presenza del pubblico nell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino

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    Lunedì 12 gennaio. Beppe fiorello su Rai1 con “Penso che un sogno così non Ritorni mai più” ha fatto il 12,3% con 2.813.000 spettatori mentre su Canale 5 Il grande fratello VIP è arrivato al 19,6 con 3.290.000. Il trash ha battuto l’omaggio a Domenico Modugno. Ma quello di Beppe Fiorello è stato uno show di qualità, adatto al servizio pubblico. Altri dati interessanti per la prima serata sono quarta Repubblica su Rete 4 con il 5,4 è 1 milione circa e soprattutto il consueto successo di Report su Rai3 con 2.596.000 spettatori molto vicino allo show di Bene Fiorello.

    Seconda serata su Raiuno: Sette storie: 5,9 con  626.000. Sempre sul 12 Unomattina nella sua prima parte cambiata di nome e oltre il 18 invece nella seconda parte più leggera. Storie italiane diviso in due parti sta fra il 17 e il 14 sempre con poco più di 1 milione di telespettatori. La Clerici ormai ha il suo pubblico: 14,5 con 1.800.000 spettatori. Idem la Bortone con il 13,4 e 1.900.000.    Il paradiso delle signore fa il 17 ma l’audience è simile (2 milioni circa ). La vita in diretta supera il 16 con 2 milioni e mezzo

    Ascolti di martedì 13 gennaio. Su Rai1  c’era la partita di calcio che ha fatto il 16,2 con 4.152.000 spettatori. Su Rai2 invece “Stasera tutto è possibile” che è varietà divertente che ha ottenuto un risultato straordinario per Rai2: 12,1 con 2.573.000 spettatori. Risultato strepitoso per  Rai2 … Cartabianca ancora senza Corona che a quanto ha dichiarato potrebbe fare ritorno tra breve ottiene comunque un buon 5,6% con 1.274000. Di martedì sulla 7  fa... 7, guarda caso con 1.630.000. Retequattro si difende con fuori dal coro facendo il 5,6 con 1.086.000. Canale cinque con la cultura e cioè con viaggio grande bellezza si ferma a quattro con 1.751.000 spettatori.

    Storie Italiane si ferma a 1000000 circa facendo 17 nella prima parte e 14 nella seconda. Sono tutti trucchi per lo share. Clerici 14,5 e 1797000 e bortone 13;7 con quasi 2000000. Matano 16,5 con 2465000 .

    Rai 2 oscilla tra il 7 e l’8,8 con i Fatti Vostri. Ore 14 3,2 con 495000.

    Detto fatto 4,5 con 558000.

    Rai 3: Agorà 7,3 con 324000 e Mi manda Rai3 sempre con 324000 ma con meno share, il 5,2.  

    Ascolti di mercoledì 13 gennaio. Cominciamo con la prima serata: partita di calcio per la Coppa Italia su Raiuno: 18,9 con 4.865.000 Spettatori. Il calcio è sempre il calcio.aggiungo una notazione personale: martedì prossimo 19 gennaio alle ore 23:20 circa in seconda serata su Raidue inizia il programma “Ti Sento” di Pierluigi Diaco. Per una fortunata combinazione noi abbiamo nella prima puntata come ospite unico Roberto mancini commissario tecnico della nazionale italiana e eccezionalmente subito prima c’è la partita Roma contro la Spezia… Tornando a ieri su Raidue, prima c’è stato il Tg2 post con 6,4 e 1.700.000 circa sulla crisi poi un film con il 5% con 1.000.100 circa. Su Raitre Chi l’ha visto è una sicurezza: 9,7 con 2.200.000 circa. Su Canale 5 Striscia la notizia fa il 15, 8 con 4.000.300 poi astutamente per non sfidare la partita si accontenta del 13,7 con 3.200.000 con made in Italy, miniserie con Raoul Bova. Evidentemente erano consapevoli che questo non fosse una grande attrazione. Su Italia uno un film, The Martian,   ottiene un buon 7,4 con 1.600.000 e rotti.  La Palombelli su Rete 4 con la crisi fa  4,6 con 1 milione circa mentre La 7 con lo speciale Tg La7 fa un ottimo 5,4 con 1.300.000. “E’ la crisi, bellezza”. Unomattina prima pagina scorporato da Unomattina sta sempre sul 12 con 500.000 telespettatori , Unomattina normale fa 15, 5 con 950 mila spettatori circa.  Storie italiane si ferma  intorno ai 900.000 spettatori mentre subito dopo la Clerici raddoppia l’ascolto perché fa sì il 14,6 ma con 1.759.000 spettatori . Poi Il paradiso delle signore fa il 12,06 con 2 milioni poi però c’è tutto calcio con ascolti  molto alti e la Bortone salta un giro. Matano con La vita in diretta fa il 12:06 con 2 milioni. Su Raidue nel day time I fatti vostri fa l’8,7 con 990.000 che per la rete è buono , Detto fatto fa 6,9 con 860.000 e poi anche qui un tripudio di sport.  Su Raitre agorà fa l’8,7 con 531.000. Luisella Costamagna otre a essere brava e credibile funziona anche come ascolti. Purtroppo mi manda Raitre orbo di Salvo Sottile si ferma al 5 con 298.000 mentre sale elisir con 6,7 e 471.000. 

    Ascolti di giovedì 14 gennaio. Cominciamo dalla prima serata. Su RAI1 le  suore di “Che Dio ci aiuti 6“  continuano dopo anni a piacere al pubblico tanto che ottengono il 22,4 con 5.500.000 spettatori. Su Raidue la partita di Coppa Italia fa il 7% con 1.800.000.buon risultato per RAI 2. Su Raitre il film Bye Bye Germany si deve accontentare del 3,7 con 974.000 spettatori. Il super macho, l’uomo che tutte le donne italiane sognano e che a quanto dicono i giornali Diletta Leotta frequenterebbe, cioè l’attore turco Can Yaman, con la sua soap-opera sempre turca Day dreamer si ferma al 9,2 con quasi 2 milioni di spettatori.  Da notare ancora nella prima serata c’è il 7,2 con 1.400.000 quasi per Retequattro con “Diritto e rovescio”. Evidentemente la dieta drastica che l’ha fatto dimagrire di almeno 30 kg ha fatto molto bene a Del Debbio che batte anche Piazza Pulita su la7  ma attenzione: Piazza Pulita fa il 6,5 e viene battuta in termini di share  ma fa 1 milione e mezzo quindi di fatto vince lei. Nel daytime di Rai1 prima pagina di Unomattina sempre all’11,3 e 500.000 spettatori e Unomattina dalle 8,30 in poi oltre il 16 con 1 milione circa. Storie italiane supera il 14 con 1 milione ma non va oltre. Ottimo risultato per la Clerici che fa quasi il 15 con 1.800.000 continuando quindi a uscire dal gruppo di color che son sospesi. La Bortone costretta a condurre stoicamente da casa per l’emerge za Covid fa 12% con 1.691.000. Sempre bene Il paradiso delle signore con 16,6 e 2 milioni e La vita in diretta col 16 con 2 milioni e mezzo circa. Sempre sul fronte del daytime notiamo che ore 14 è  sempre sul3  con 473.000 mentre Detto fatto fa il 4,5 con 550.000. Su Raitre Buongiorno Italia e Buongiorno Regione a cura della Tg R fanno sempre molto , circa  il 16, 15 con 709 100. Agorà con l’8,2 e  5.25000 va meglio di Mi manda Raitre che fa 4,3 con 273.000. Elisir se la cava sempre, quasi al 6 con 425.000 .

    Ascolti di venerdì 15.Comincio da noi. O ANCHE NO, replica del venerdì notte, ha fatto il 2,6% con 194.000 spettatori. Questo significa che sarebbe più logico andare in onda come puntata principale in seconda serata come stiamo facendo con la replica e mandare la domenica mattina quando non ci guarda nessuno la replica.Ieri su Rai uno show di Fiorella Mannoia con super mega ospiti musicali e devo dire che la Mannoia brava. Risultato però non è strabiliante perché fa il 17% con quasi 4  milioni. Di questi, tempi buttali via! Però diciamo che non è un trionfo. Su Raitre titolo quinto fa il 3 e 5% con 794.000 spettatori.  Dato interessante è il 6,9% di Quarto Grado su Rete 4 con 1. 350.000 spettatori. Ottimo risultato Per un talk politico. Nel day time di Rai Uno la situazione di unomattina è sempre uguale, la Clerici sempre sopra le 14 e quindi è stabile e la Bortone su 12, quindi stabile pure lei… Sempre bene La vita in diretta con il 17,4 e 2.600.000.   RAI 2 ore 14 con Milo Infante sta sul 3,5 con 537.000.  Su Raitre Agorà fa il 7,8 , Mi manda Raitre il  4,9. E quindi direi non male la Costamagna, meno bene i sostituti di Salvo Sottile.

    Ascolti di sabato 16 gennaio. Esistono nella realtà, fuori dai fumetti Marvel, esseri dotati di superpoteri? In TV pare di sì. Una deve essere Maria De Filippi, che ancora non ha incontrato la kryptonite verde né quella rossa. C’E’ POSTA PER TE ha raggiunto il consueto 30% con 6424000 spettatori.  Poco ha potuto fare Carlo Conti con la sua versione rivisitata di affari tuoi, che si è fermata  al 16,5 con cintar 4 milioni e mezzo. Vista così, certo che si nota la vittoria della De Filippi ma rendiamoci conto che 4 milioni e mezzo di teste di questi tempi comunque non sono pochi. RAI 2 con i suoi telefilm trova stabilità e un porto sicuro superando sempre il 4%. Martedì prossimo in seconda serata su RAI2 debuttiamo noi (cioè ti sento di Diaco con il sottoscritto: chissà come andrà). Finora le seconde serate di Rai2 non sono andate molto bene.  Su RAI3 Massimo Gramellini raggiunge un buon 7,9 con 2136000  seguito da IL TABACCAIO DI VIENNA con l’8,4 e 2047000 spettatori. Su RAI1 il daytime inizia alle 7 con IL CAFFE’ DI RAIUNO che fa il 12 con 483000. Spazio interessante che (lo dico sempre, ripetendomi come fanno gli anziani) ho ideato io anni fa come programma quotidiano e come tale è andato bene per lungo tempo.  Sempre su RAI1 Unomattina in famiglia di Guardì va sempre alla grande: 22,11 con 599.000 spettatori. Nel pomeriggio Marco Liorni agli arresti domiciliari (per precauzioni anticovid, ho letto) fa con ITALIA SI’ il 10,2 con 1841000 nella 1a parte e  l’11,1 con 1905000. Il fatto è che VERISSIMO su CANALE 5 fa in prima parte il 20, 8 con 3012000 e i seconda il 17,4 con 2891000.

     

    Pubblicato in Autorevoli Editorialisti

    Azzolina: crisi sta pesando su studenti più fragili

    Offrire sostegno ai minori realizzando attività gratuite in quartieri svantaggiati, sostenendo la didattica digitale integrata, migliorando le competenze chiave e contrastando la dispersione scolastica. Sono solo alcuni degli interventi individuati dal ministero dell'Istruzione per mitigare gli effetti della crisi sociale e formativa sugli studenti piu' deboli. Gli obiettivi sono stati presentati al ministero dell'Istruzione, che per attuarli ha messo a disposizione 118 milioni di euro per realizzare progetti in collaborazione con le realta' del Terzo settore e dell'Associazionismo.

    "Stiamo lavorando per analizzare gli effetti di questi mesi sugli apprendimenti. Questa crisi ha pesato e pesa sui nostri studenti, ma chi appartiene a una fascia piu' debole dal punto di vista economico-sociale, questa crisi la paga due volte- ha detto in apertura la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina- Parliamo della vita di milioni di studenti che hanno bisogno dello Stato, che deve essere ancora piu' presente per occuparsi di loro con forza e coraggio". Tra gli obiettivi individuati, anche l'acquisto di beni danneggiati o rubati nelle scuole; interventi di assistenza psicologica e l'ampliamento dell'offerta formativa con attivita' extra-scolastiche.

    "I prossimi mesi saranno molti importanti. Dobbiamo lavorare affinche' nessuno venga lasciato indietro- ha commentato la ministra- L'emergenza ha aumentato i divari sociali. Parliamo della mancanza generalizzata di opportunita' educative, opportunita' sociali e culturali. Per questo e' importante raccontare quello che e' stato fatto e rilanciare le iniziative che faremo".

    "La poverta' educativa priva bambini e ragazzi delle opportunita' cui hanno diritto. Garantire a ciascuno di essi di realizzare le proprie potenzialita' e' un bene comune di cui tutti siamo responsabili", ha aggiunto Carmela Pace, presidente di Unicef Italia. "Dispersione scolastica e poverta' educativa sono le due facce della stessa medaglia. Serve una comunita' educante per far crescere ciascuna bambina e ciascun bambino senza ostacoli di partenza", ha osservato invece Raffaela Milano, direttrice Programma Italia di Save the Children.

    All'evento, trasmesso in diretta streaming sui canali social del ministero dell'Istruzione, erano presenti anche Cesare Moreno, presidente dell'associazione Maestri di Strada Onlus; Floriana Fanizza, responsabile nazionale Donne Impresa Coldiretti; Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore.

    Nel corso della mattinata sono intevenuti anche rappresentanti di scuole gia' impegnate in progetti finanziati dal ministero e, in particolare, Paola Carnevale, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo 'Eugenio Montale' di Scampia, accompagnata da Gianni Maddaloni, Maestro di Judo che collabora con l'istituto in un progetto contro la dispersione per strappare i giovani alla criminalita' organizzata; Daniela Mercante, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo 'Portella della Ginestra di Vittoria' che ha raccontato come viene fornito supporto psicologico a studenti, docenti e famiglie attraverso l'attivazione di sportelli d'ascolto, frontali e online, e supporto specialistico in caso di disabilita', nonche' una serie di azioni mirate alla prevenzione e alla lotta di ogni tipo di violenza ed emarginazione in un territorio interessato da disagi socio-economici; presente anche Olimpia Pasolini, dirigente scolastica dell'istituto 'Vittorio Veneto' di Napoli che partecipa al progetto 'La scuola fuori dalla scuola' dell'USR Campania (d'intesa con l'Assessorato per l'Istruzione Regione Campania) con l'obiettivo di aiutere la comunita' scolastica a continuare a svolgere la propria funzione sociale ed educativa e mettendo a disposizione luoghi e spazi di apprendimento informale fuori dalle scuole e all'interno delle stesse scuole, con utilizzo di laboratori o altri spazi.

    Esperienze in corso che verranno incrementate in un'ottica di collaborazione per fare rete e non lasciare indietro nessuno.

     

    Fonte: (Red/Dire)

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    28 gennaio 2021 dalle ore 10  in diretta streaming dal Centro Asteria di Milano

    Il memorioso. Breve guida a distanza alla memoria del bene Spettacolo di Massimiliano Speziani e Paola Bigatto in occasione del Giorno della Memoria 2021. Con interventi di Lamberto Bertolè, Gabriele Nissim, Emanuele Fiano, suor Elisabetta Stocchi

     

    Perché è necessario ricordare? Questa domanda è stata il punto di partenza per la costruzione di “Il memorioso”, un lavoro teatrale scritto a quattro mani dall’attore Massimiliano Speziani insieme a Paola Bigatto, che ne curò la regia, sugli scritti di Gabriele Nissim. In occasione del Giorno della Memoria 2021, e a dieci anni esatti dalla prima messa in scena, l’Associazione Giardino dei Giusti di Milano (composta da Gariwo insieme al Comune di Milano e all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), offre a tutti gli studenti d’Italia, provenienti da scuole di ogni ordine e grado, la possibilità di assistere via streaming a un evento online tratto dallo spettacolo.

    Come ogni anno, l’Associazione organizza per le scuole un momento di riflessione sul concetto di memoria e sul significato più profondo della Shoah, partendo dallo sguardo di coloro che non sono rimasti indifferenti davanti al Male e che, al contrario, hanno deciso di difendere il Bene, spesso al costo della propria vita.

    L’appuntamento è per giovedì 28 gennaio, dalle ore 10 e verrà trasmesso dal Centro Asteria, da oltre trent’anni un luogo simbolo di promozione culturale, aggregazione giovanile e processi formativi. Sono già circa 8.500 gli studenti che si sono registrati per assistere, da tutta Italia, alla diretta. Un numero destinato ad aumentare e che ben testimonia l’interesse nei confronti di una tematica che continua a essere assolutamente attuale.

    “Il Giorno della Memoria è un momento importante di riflessione sul passato, sul presente e sul futuro della nostra società e del mondo. Per questo va vissuto nella consapevolezza che i contenuti, il messaggio e le storie che porta con sé sono uno strumento per arricchire e migliorare la nostra coscienza di individui e cittadini”, commenta il Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé. “L'alto numero di studenti già registrati per seguire lo spettacolo è un segnale di quanto sia sviluppata la sensibilità dei giovani verso i temi della memoria. Dobbiamo continuare su questa strada e l'arte, in questo senso, è uno strumento formidabile. Speriamo solo di poter riproporre presto queste esperienze culturali dal vivo”.

    Dopo i saluti istituzionali di Lamberto Bertolé e di Suor Elisabetta Stocchi, Co-direttrice del Centro Culturale Asteria, e l'introduzione del Presidente di Gariwo Gabriele Nissim, l’incontro sarà arricchito dalla testimonianza dell’onorevole Emanuele Fiano, che prima dell'inizio dello spettacolo condividerà con gli studenti la storia del padre Nedo, recentemente scomparso, sopravvissuto nel campo di concentramento di Auschwitz e fra i più attivi testimoni contemporanei dell’esperienza dell’Olocausto. "Il suo messaggio continuerà a vivere tra le nuove generazioni", spiega il presidente Nissim. "Nedo Fiano, come Primo Levi, raccontava ai ragazzi la sua esperienza nel campo di concentramento per insegnare loro a diventare sentinelle nei confronti di ogni nuova forma di odio. Aveva ben chiaro che si sarebbe potuta ripetere e per questo spronava i giovani ad essere vigilanti in ogni momento della loro vita, perché il male non nasce da un giorno all’altro, ma crea i suoi presupposti quando si disprezzano e si disumanizzano gli altri e si comincia a mettere in discussione il valore della democrazia e della convivenza".

    Oltre a Fiano, quest'anno il Giorno della Memoria è dedicato al grande intellettuale ebreo polacco Raphael Lemkin, che dopo la Shoah ha coniato il termine 'genocidio'. "Si tratta di un concetto che mai nessuno aveva fino ad allora elaborato e che indicava la distruzione intenzionale di un gruppo nazionale, etnico o religioso", spiega Gabriele Nissim. "Con una battaglia straordinaria è riuscito a fare approvare una convenzione alle Nazioni Unite che richiamava tutta lumanità non solo a punire i carnefici, ma a prevenire sul nascere ogni nuova forma di genocidio nei confronti di qualsiasi popolo. Il suo insegnamento rappresenta il significato morale più alto della memoria, che ci deve impegnare costantemente a denunciare i nuovi crimini contro lumanità di oggi, dallo sterminio degli Yazidi, alla persecuzione dei Rohingya, alla sorte degli Uiguri in Cina. La Shoah, secondo Lemkin, aveva posto allumanità la domanda fondamentale: come rendere possibile quel ‘mai più’ così difficile, che dovrebbe segnare il mondo dopo le macerie di Auschwitz?" 


    Lo spettacolo "Il memorioso", ispirato dai libri di Gabriele Nissim, interseca le storie dei Giusti del passato con quanto accade oggi. “A dieci anni esatti dal suo debutto, lo spettacolo vuole tenere acceso linterrogativo per riflettere insieme alle nuove generazioni”, spiega Speziani. Al termine dell’incontro, Annamaria Samuelli, responsabile della didattica di Gariwo, e Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia, risponderanno alle domande degli studenti.

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    È in programma martedì 16 febbraio 2021, dalle ore 17:30 alle ore 19:00 (inizio collegamento alle ore 17:15), il webinar intitolato “Il progetto di Vita delle persone con disabilità durante e dopo il Covid-19”, primo di una serie di webinar organizzati da questo Servizio Nazionale dal titolo “Una crisi da non sprecare”. L'incontro prevede l’intervento del Prof. Roberto Franchini, docente del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e sarà accessibile in lingua dei segni.

    Per poter accedere al webinar occorre rivolgersi alla segreteria di questo Servizio Nazionale (email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; tel. 06-66398.311).

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