15 Gennaio 2021 - 05:06

    Un articolo di Maria Rita Parsi su risse tra minori

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    Molti si staranno interrogando sul perché gang di giovani scatenati si riversano in massa, nelle strade e nei parchi, per scontrarsi tra loro, senza alcun rispetto per le regole imposte dal lockdown che vietano ogni assembramento. Per scagliarsi con violenza gli uni contro gli altri, in nome dell’appartenenza a clan rivali. Forse, però, osservando le matrici di simili comportamenti, si potrebbe dire che, antropologicamente e simbolicamente, quei giovani stanno “mettendo in scena” quel che fornisce loro il mondo, quale esempio di comportamenti disfunzionali, violenti, trasgressivi.

    Prigionieri in casa - come lo sono in tanti, troppi casi,i popoli della terra - in ragione dell’irresponsabilità di chi li governa, quei ragazzi arrabbiati, disperati, delusi dalla ricerca, per loro vana, di guide autorevoli alle quali fare riferimento per accettare ed osservare leggi e regole del cuore e della mente, hanno scelto, nell’incertezza, nel vuoto creato da queste assenze, di regredire a forme primordiali ed irresponsabili di scontro. E di ricercare, proprio nello scontro tra loro, quale sfida, quale prova, quale occasione di “scaricare” le tensioni da cui sono dominati, di uscire allo scoperto col rischio di alimentare i contagi.

    Per ammonire, con i loro comportamenti da giovani “replicanti del male”, formati dal web e da criminali serie gomorristiche alla Gangs of London, quelle masse di adulti, altrettanto disperate, furiose, deluse che oggi, sentendosi alla fine delle loro risorse, scendono in piazza, in preda all’angoscia di morte. Angoscia da virus, da paura del futuro, da frustrazione ideologica, economica, consumistica, culturale, sociale, virtuale. E, ancora, per agire una illegale, improduttiva, distruttiva protesta necessaria a combattere i fantasmi delle loro paure, della loro impotenza, del loro disorientamento. E quel tipo di protesta va – la storia ce lo insegna! - alla ricerca di chi può accoglierla, adottandone, come peraltro è avvenuto negli Stati Uniti, un capo o dei capi , capaci di interpretarne la paranoica, narcisistica follia che non tiene in alcun conto il valore di agire legalmente insieme.

    Così, l’avvertimento è chiaro per chi, per sapienza e coscienza, si prepara a combattere il Covid-20 del malessere psicologico e del contagio emotivo che non soltanto ne sono alla radice ma che, in un mondo socialmente affetto da una pandemia ben più grave del Covid-19, oggi è alle prese con la responsabile, collettiva, competente, decisione di cambiare definitivamente rotta. Senza arrendersi, prima, agli incontrollati e incontrollabili “portatori di valigette nucleari”.

    Prof.ssa Maria Rita Parsi

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