"Con gli Occhi di Pietro", articolo del nostro editorialista Don Marco Mori

    Lo struzzo piace molto a Pietro. Perché è agile, curioso, originale. Ma, soprattutto, come mi  dice lui: “Lo struzzo ti costringe a vedere le cose da un altro punto di vista”. 

    Infatti, se si ruota il disegno, lo struzzo è sempre lì, capace di stare in piedi, e di sorridere,  forse ancora di più. Ecco: lo struzzo di Pietro. Sorride perché trova altri punti di vista da cui guardare il mondo, perché porta con sé in questa esperienza tutti, dagli uccelli al sole con i suoi simpatici occhiali neri. E gli uccelli impareranno a nuotare, come i pesci, e il sole a sorgere non solo dal basso, ma anche  dall’alto, come si dice in uno dei canti di speranza più belli del Vangelo (cfr. Lc 1, 78). 

    In un momento e in un mondo in cui facciamo fatica anche solo ad ascoltare gli altri (vale per tutti, dalla politica alle associazioni più impegnate, dalle famiglie alle relazioni di comunità…), lo sguardo di Pietro insiste: è bello il contrario perché completa noi stessi,  è intelligente vedere a gambe in su perché  forse le stelle non sembreranno così lontane,  è come ossigeno respirare aria nuova e diversa con cui altri vivono e sperano…  Quanto è strano, invece, bloccarsi, irrigidirsi, pensare che gli altri debbano essere giudica ti solo in base alla nostra altezza e non avere la voglia di spostarsi di un millimetro, in su o in giù, a destra o a sinistra.  

    Grazie, Pietro… da tanti punti di vista! 

     

    A cura di Don Marco Mori

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