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11 Aprile 2021 - 05:00

42 tesserini per i ragazzi di "Il bullone" il giornale realizzato dai B.Liver

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Eleonora Papagni, con il sui tesserino Eleonora Papagni, con il sui tesserino Foto: ilgazzettinometropolitano.it

I bravi giornalisti hanno i nomi di tutti i giorni. Francesca e Davide. Elisa e Alessandro. Nomi che raccontano le storie che restano. Al «Bullone» sono tutti così. Da quando sono nati: cinque anni fa, sulla spinta della Fondazione Near, creata da Bill Niada. Da ieri, quarantadue di loro, dei giornalisti hanno anche il tesserino. Consegnato a Milano da Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine della Lombardia.

Un riconoscimento, una finestra che si apre sul giornalismo sociale. Anche se «Il Bullone» è molto di più di questo. Ragazzi, giovani donne e uomini dai 15 ai 33 anni, affetti da gravi patologie, che ogni mese raccontano il mondo così come è e non solo come vorrebbero che fosse. Sulle pagine del giornale i ragazzi B.Liver hanno fatto parlare anche Giorgio Armani, Marina Abramovich, Telmo Pievani, Luca Barilla, Jeremy Rifkin. Ma l’elenco è davvero lunghissimo.

A guidarli un cronista di stoffa: Giancarlo Perego, per anni capo della cronaca milanese del «Corriere della Sera» e colonna di via Solferino. Un giornalista con la passione che non si brucia mai.

Milano e oltre

Sono giovani tra i 15 e 33 anni affetti da gravi patologie. La consegna ieri: «Un orgoglio»

Tra i ragazzi che hanno ricevuto il tesserino anche Eleonora Papagni e Alessandro Mangogna, che non ci sono più. Ieri c’erano le madri a ritirarlo per loro. Gli altri collegati via YouTube.

«Un orgoglio e un onore per tutti noi», sottolinea la coordinatrice del «Bullone», Sofia Segre Reinach.

Il riconoscimento di un lavoro, di un contributo importante alla città. Un premio al coraggio e all’innovazione. E per qualcuno di loro è solo l’inizio. La strada del giornalismo l’hanno imboccata dalla parte giusta: quella della passione.

 

Ultima modifica il 08 Aprile 2021 - 11:18

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