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    Thiene. Al Sanga Bar un caffè con il ministro Erika Stefani. ‘Vero esempio di integrazione lavorativa’

    Erano visibilmente emozionati per la la visita d’eccezione al Sanga-Bar, il bistrot dell’inclusione di Thiene e l’hanno colpita. LMinistra per le disabilità Erika Stefani ha voluto conoscere da vicino l’impresa formativa aperta al Patronato San Gaetano lo scorso ottobre con l’obiettivo di dare spazio di crescita, formazione e lavoro ai giovani con disabilità e disturbi del neurosviluppo nel delicato momento di passaggio tra scuola e lavoro. Una mattinata felice per i ragazzi che lavorano nel bar, che si trova all’interno del Patronato San Gaetano e dove hanno trovato una loro identità: hanno incassato complimenti a valanga i baristi, che non si sono lasciati intimorire dalla presenza del governo in casa loro ed hanno sfroderato tutta la loro professionalità.

    Erano raggianti e fieri i camerieri e i baristi del locale, ragazzi inseriti in “Abilmente: un ponte tra scuola e lavoro per la disabilità”, progetto della start-up sociale ENGIM Impresa Formativa Srl e di ENGIM Veneto volto a offrire formazione a una trentina di giovani con disabilità cognitiva attraverso attività laboratoriali che favoriscono lo sviluppo di competenze utili all’autonomia lavorativa e personale. Il progetto nasce dall’esperienza decennale di Engim nella formazione e lavoro e dalla consapevolezza che tempi complessi richiedono strumenti nuovi e flessibili per poter rendere più efficace e innovativa la formazione, in particolare delle persone con maggiori fragilità. Soddisfatto e a tratto commosso il sindaco Giovanni Battista Casarotto, che ha sempre esaltato il progetto della psicologa Marta Rigo, che è stata la prima a crederà in quei ragazzi speciali che le stanno dando soddisfazione e voglia di crescere ancora.

    La Ministra Stefani ha chiacchierato con i ragazzi del bistrot e ha detto: “Quella del Sanga-Bar è una bellissima realtà dalla quale trarre spunto e consiglio. Qui abbiamo la prova di cosa è un’impresa formativa, un modello che permette la transizione dei ragazzi dalla formazione al lavoro. Principio costituzionale e asse portante del nostro Stato, il lavoro non solo nobilita, ma insegna e permette di fare parte della società. Abbiamo vissuto un anno di difficoltà e molte aziende sono state anche costrette a ridurre la loro attività. Oggi le aziende e le persone chiedono di lavorare perché il lavoro permette di confrontarsi e di crescere. La realtà che ho visto a Thiene è una delle eccellenze che dimostrano come si può fare per affrontare il tema non facile del collocamento mirato per dare la possibilità alle persone con disabilità di lavorare”.

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    fonte: https://www.altovicentinonline.it/

    LA TRE GIORNI DI MAREVIVO PER CELEBRARE LA TERRA

    Dal 20 aprile, in occasione dell’Earth Day la delegazione regionale Marevivo Sicilia in collaborazione con Jordan Italia organizzerà una tre giorni dedicata all’ambiente per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di conoscere e prendersi cura del nostro Pianeta.

    Gli eventi interesseranno il territorio del bacino del Fiume Platani e della costa agrigentina dove la delegazione ambientalista siciliana opera da tanti anni per la tutela e la promozione di un territorio che detiene una straordinaria valenza naturalistica.

    Si inizia il 20 aprile con un laboratorio di educazione ambientale in video-didattica rivolto ad alcune scuole del territorio, durante il quale verranno affrontati i problemi legati ai cambiamenti climatici e all’inquinamento con una sezione speciale dedicata al rischio di estinzione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta.

    Nella seconda giornata i volontari di Marevivo promuoveranno la pulizia della spiaggia dello Stazzone nel Comune di Sciacca (AG).

    La spiaggia fa parte di quelle adottabili nell’ambito di “Adotta una spiaggia”, la campagna nazionale di Marevivo attraverso la quale sarà possibile sostenere l’Associazione nelle attività di pulizia, osservazione e valorizzazione di decine di spiagge in tutta Italia, per tutelare questo prezioso ecosistema.

    Infatti, la spiaggia seppure suggestiva, a causa del forte impatto antropico e produttivo è afflitta dall’inquinamento e dallo spiaggiamento di molti rifiuti marini che ne compromettono  la bellezza naturale e  la stessa fruizione.
    L’intervento ecologico programmato può rappresentare un operoso esempio di cittadinanza attiva e d’impegno per la tutela del bene comune e può contribuire a innalzare l’attenzione sui temi della gestione condivisa e responsabile  dell’ambiente naturale da parte di tutti.

    Infine nella giornata del 22 aprile, dedicata alla Terra si svilupperà un laboratorio all’aperto e saranno liberati  due esemplari della specie Caretta caretta, soccorsi e riabilitati dai veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale A. Mirri di Sicilia e/o dell’Ospedale Veterinario dell’Università di Messina. La liberazione potrà essere seguita in diretta web sui canali dell’associazione ambientalista dalle scuole del territorio, dagli istituti aderenti alla Rete Scuole Plastic Free di Marevivo e da tutti coloro che vorranno assistere a un evento che vuol promuovere un percorso di crescita fatto dal confronto con l’ambiente e dalla tutela di specie viventi che a causa dell’inquinamento rischiano l’estinzione.

    Con i due Centri di educazione ambientale posti tra Eraclea Minoa e Siculiana Marina (AG), con una vasta rete costituita nel tempo  con le  scuole, l’amministrazione regionale, i comuni,  le imprese e tante altre associazioni locali, Marevivo Sicilia ha portato avanti concrete iniziative di educazione ambientale e sensibilizzazione civica, suscitando l’attenzione nei confronti delle grandi emergenze ambientali e del territorio.
    Al fianco di Marevivo in quest’occasione anche Rolly Brush, azienda di Parma nota per aver inventato Rolly, lo spazzolino da denti più piccolo al mondo, insieme a Jordan Green Clean, la linea di spazzolini e dentifrici progettato pensando non solo alle esigenze personali, ma anche a quelle dell’ambiente.

    Siamo estremamente contenti di vedere che le aziende si impegnano sempre più spesso in attività di tutela ambientale, attraverso il supporto concreto a realtà come la nostra Associazione – ha dichiarato Fabio GalluzzoVicepresidente di Marevivo – La strada della collaborazione è fondamentale per il raggiungimento di obiettivi tangibili e duraturi. Solo facendo squadra sarà possibile realizzare una comunicazione circolare che farà crescere il processo del cambiamento sostenibile”.

    Maria Cristina Iaselli, responsabile marketing in Rolly Brush commenta così l’iniziativa: “siamo orgogliosi di supportare l’associazione ambientalista Marevivo in una iniziativa per la tutela della natura con forte valenza didattica: l’insegnamento della salvaguardia degli ecosistemi alle nuove generazioni, la pulizia di una spiaggia dai rifiuti e la liberazione di una tartaruga marina. Questo ultimo evento è il simbolo dell’impegno del brand Jordan nell’ideazione di prodotti per l’igiene orale sostenibili, come la linea Green Clean, con la volontà di generare un cambio di cultura per il rispetto della natura e dei suoi abitanti. Prendere parte a questo progetto virtuoso ed essere in prima linea è un privilegio per una realtà come la nostra, che da sempre crea prodotti per adulti e per i bambini di domani. Sentiamo di dover  contribuire a costruire un mondo migliore per loro!”

    #marevivo
    #easygreenchoice
    #earthday2021
    #jordangreenclean
    #adottaunaspiaggia

    Dalla Fondazione G.B. Baroni 300.000 euro a 19 i progetti finanziati di ricerca, volontariato e sport

    Dallo studio Q10 Media Roma, con la partecipazione del “Forum del Terzo Settore Lazio” che ospiterà la diretta streaming sulla propria pagina Facebook

    Sono 19 i progetti finanziati dalla Fondazione Giovan Battista Baroni - ente filantropico Onlus che sostiene e promuove da oltre 40 anni la solidarietà sociale nei confronti delle persone svantaggiate per disabilità - per un totale di 300.000 euro a favore della ricerca, dell’assistenza, del volontariato e delle attività sportive dedicate ai disabili nel territorio del Lazio e della Città di Roma. 

    “La selezione dei vincitori non è stata facile, tutti i progetti presentati hanno evidenziato innovazione, entusiasmo e la volontà e la fiducia nel superare questo periodo che ha provato particolarmente le fasce deboli della nostra società ma speriamo di essere riusciti a dare un piccolo contributo “. Così Giuseppe Signoriello, Presidente Fondazione G.B. Baroni, commenta la selezione avvenuta. 

    I vincitori dei Bandi 2020 che riceveranno il finanziamento delle proprie attività nell’arco del 2021, saranno ufficialmente annunciati nel corso del Webinar “Una Fondazione al sostegno del Lazio”, che si terrà Mercoledì 21 Aprile 2021 alle ore 17:30, dallo studio Q10 Media Roma in diretta sulla pagina Facebook “Forum Terzo Settore Lazio”. 

    Giuseppe Signoriello, Presidente Fondazione G.B. Baroni, Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio con Edoardo Giordan, Testimonial della Fondazione G.B. Baroni moderati da Paola Severini Melograni, giornalista e conduttrice RAI impegnata nel sociale, faranno il punto sul mondo del volontariato e dell’assistenza ai disabili dopo un anno reso particolarmente complesso dalla pandemia, con uno sguardo sempre rivolto al futuro, attraverso la ricerca, e al superamento degli ostacoli, grazie anche allo sport. 

    Interverrà con una lettura magistrale sul ruolo del terzo settore nel momento della crisi, Paolo Fallai, Segretario di redazione e responsabile delle pagine "opinioni e lettere" del Corriere della Sera. 

    “La disciplina, la capacità di affrontare le sfide, la voglia di superare i propri limiti, ma anche la capacità  di fare squadra e appoggiarsi ai compagni: questi sono gli insegnamenti fondamentali dello sport  che consentono di vedere ogni piccolo o grande ostacolo come un’occasione per mettersi in gioco.” Sottolinea così l’importanza dello Sport il campione di Scherma paralimpica, Edoardo Giordan,  Testimonial della Fondazione G.B. Baroni.

    Saranno dunque finanziati dalla Fondazione G.B. Baroni i progetti più innovativi nel campo della ricerca, le attività di assistenza a favore di persone socialmente deboli e in aree svantaggiate le iniziative che puntano all’inclusione e all’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità. 

    La disabilità mai vista come limite, ma come sfida e capacità di adattamento: questa visione, che ha caratterizzato tutta l’attività della Fondazione G.B. Baroni, deriva dal suo fondatore Giovan Battista Baroni, Ufficiale dell’Esercito, che con grande generosità, attraverso un lascito e la sua volontà testamentaria, ha consentito per oltre quarant’anni di supportare progetti e attività a favore di soggetti motulesi, neurolesi e neuromotulesi. 

    “La pandemia ha comportato una battuta d’arresto e un considerevole aumento delle problematiche  nell’operatività delle realtà del Terzo Settore. Mai come in questo momento è necessario il contributo  di tutti. La Fondazione G.B. Baroni opera grazie alla lungimiranza di un uomo che ha voluto offrire la  sua opera a beneficio di tanti, anche oltre la sua stessa esistenza.” Commenta così il Presidente  Signoriello introducendo un tema fondamentale per la sussistenza del volontariato. 

    La filantropia e la grande capacità di guardare al futuro di coloro che dispongono che il proprio patrimonio sia destinato ad opere benefiche anche nel “dopo di noi” sono spesso alla base di tante attività del Terzo Settore. 

    Grazie alla scelta di Giovan Battista Baroni dal 1981, in quasi quarant'anni di attività, la Fondazione Baroni ha destinato oltre 7.575.000,00 euro ad iniziative benefiche, contribuendo a sviluppare numerosi progetti di solidarietà, sostenendo realtà attive nel mondo della disabilità, finanziando anche alcuni importanti progetti di ricerca scientifica in questo ambito. 

    “La Fondazione Baroni coglie appieno il senso del nuovo Codice del Terzo Settore scegliendo di premiare progetti a servizio delle comunità, integrando volontariato, promozione sociale e cooperazione. In un momento così difficile il nostro Paese ce la può fare solo se si co-progettano e co-programmano modelli virtuosi di welfare di comunità, anche con prospettive di medio e lungo periodo come dimostrano alcuni progetti che sono arrivati fino alla terza edizione.” Dichiara Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio 

    MAR, UNA MALFORMAZIONE RARA MA NON RARISSIMA

    Sabato 17 aprile 2021 tante famiglie nella cui vita è capitata una MAR (malformazione ano rettale) si sono collegate all’incontro Zoom organizzato dall’AIMAR (l’Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali www.aimar.eu ) per parlare dei problemi dei propri bambini. Nell’incontro, gestito dalle infermiere esperte del settore Angela Marzulli ed Elena Scarabellin, si è parlato di quando e come togliere il pannolino, come gestire il cateterismo, cosa fare quando un bimbo sporca la mutandina, di stitichezza, lavaggio intestinale e altro ancora. Sì, perché i bambini nati con una MAR (uno su 4.000 nati vivi) affrontano ogni giorno questi problemi. Atresia anorettale, cloaca, incontinenza urinaria, malformazioni ai reni e alla spina dorsale, queste le patologie più frequenti, malattie che oltre al dolore di una diagnosi di malattia rara, portano nelle famiglie un senso di sgomento e una sorta di vergogna che accompagna tutta la vita il bambino e i suoi cari. 

    L’associazione Italiana Malformazioni Anorettali si è costituita nel settembre del 1994 tra genitori, professionisti e volontari per offrire assistenza e supporto psicologico a genitori i cui figli sono nati con una MAR, nonché di sensibilizzare l’opinione pubblica verso una patologia rara, ma spesso trascurata per un ingiustificato, benché comprensibile senso di pudore. L’AIMAR si propone anche di aiutare gli specialisti ad approfondire lo studio e diffondere la conoscenza di questa patologia. L’Associazione e in particolare la presidente Dalia Aminoff (il cui unico figlio è nato con MAR ormai 29 anni fa), ha contribuito a far nascere tante AIMAR in Europa e nel mondo e riesce a indirizzare i bimbi nati con MAR al centro di eccellenza migliore per la prima, fondamentale operazione chirurgica (e anche per le successive quando occorrono).

    Dalla MAR non si guarisce, ma si può migliorare e di molto la qualità della vita. 

    “Zero morti sul lavoro” si può. Al via la campagna della Uil

    Ok, zero killed. È il simbolo scelto dalla Uil Nazionale per lanciare la campagna “ZERO MORTI SUL LAVORO”. Un obiettivo innanzitutto di civiltà al quale tendere con immediatezza.
    Per diffondere il messaggio, molti volti noti dello spettacolo e dello sport hanno dato la loro adesione, diventando Ambassador del progetto: Ambra Angiolini (attrice), Ciro Immobile (calciatore), Gabriele Gravina (Presidente della Figc), Tommaso Labate (giornalista, Giovanni Cacioppo (attore), Stefano De Martino (conduttore televisivo), Mauro Bergonzi (arbitro di Serie A), Alberto Zaccheroni (allenatore).

    “Gli incidenti sul lavoro con esiti mortali – ha detto il Segretario Generale della Uil, PierPaolo Bombardieri – contano un numero di vittime impressionante, un bollettino pesantissimo. Non si tratta solo di numeri: ogni morte è un colpo al cuore del Paese. Non possiamo più voltarci dall’altra parte. La pandemia, del resto, ha messo in evidenza numerose criticità, rendendo ancora più determinante e prioritario il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Occuparsi della salute nei luoghi di lavoro è una battaglia storica del Sindacato: noi vogliamo continuare a combatterla con determinazione”.
    A sostegno dell’iniziativa che coinvolge tutto il territorio e tutte le categorie, è on line da oggi il sito web www.zeromortisullavoro.it, uno spazio dedicato totalmente all’impegno della Uil, in cui si possono trovare materiali, articoli, approfondimenti sulla campagna, Ambassadors, notizie. Previste, inoltre, numerose iniziative: mobilitazioni social, manifesti e spot, iniziative di dibattito sindacale e mobilitazioni sul territorio, interlocuzione con tutte le altre forze sociali e con la società civile, nonché, come detto, l’impegno diretto di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport.
    OK è il simbolo scelto per l’identità visiva della campagna. Semplice, ma di grande significato: durante la guerra i militari americani usavano scrivere su una bandiera visibile da lontano il numero di perdite sul campo. In rarissimi e fortunati casi scrivevano 0 killed (OK, appunto). Due lettere, un acronimo che tutti conoscono, un gesto planetario che racchiude obbiettivi di speranza e serenità.

    “ZERO MORTI SUL LAVORO” non riguarda solo chi perde la vita lavorando: ogni anno decine di migliaia di lavoratori restano colpiti nel fisico a seguito di infortuni o minati da una malattia professionale.


    Noi non li dimentichiamo.

    Google e Rai Virtual Lis trionfano ai Brand Diversity Awards

    Google e la piattaforma “Virtual Lis” di Rai sono i vincitori dei Diversity Brand Awards 2021, i premi riconosciuti alle aziende capaci di veicolare al mercato finale il loro reale impegno sul fronte D&I. I riconoscimenti sono stati assegnati durante la quarta edizione del Diversity Brand Summit, “Diversity Factor: born to build trust” e hanno visto vincitore “overall” Google per il suo lavoro diffuso sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità, e vincitore “Digital” “Virtual Lis” di RAI, piattaforma capace di erogare servizi e contenuti nella lingua italiana dei segni mediante un avatar virtuale. I vincitori sono stati individuati dalla sintesi dei risultati di una web survey e delle valutazioni del Comitato Scientifico. il Diversity Brand Summit ha riunito per il quarto anno consecutivo i brand più inclusivi emersi dal Diversity Brand Index 2021, progetto di ricerca volto a misurare la capacità dei marchi di sviluppare con efficacia una cultura orientata alla Diversity & Inclusion attraverso le loro iniziative e attività realizzate in Italia. L’evento è organizzato e promosso dalla no profit Diversity, fondata da Francesca Vecchioni, e dalla società di consulenza strategica Focus MGMT e realizzato con il patrocinio della Commissione Europea e del Comune di Milano, condotto da Marta Perego e si è tenuto in formato digitale grazie alla partnership con Trevisan & Cuonzo e Extra.it, che ha fornito la piattaforma digital su cui si è svolto.

    Il premio è andato a Google“Per aver lavorato in maniera diffusa sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità; per aver compreso il proprio ruolo di brand consapevole e responsabile, lavorando su iniziative e attività disruptive, capaci davvero di cambiare e migliorare la vita di ognuna e ognuno di noi, abbattendo le barriere tangibili ed intangibili“.

    Fabio Vaccarono, Vice President – Managing Director Italy di Google dice: “Fin dalle sue origini, Google è impegnata a rendere la diversità, l’equità e l’inclusione parte di tutto ciò che facciamo: dal modo in cui costruiamo i nostri prodotti, al modo in cui interagiamo con le persone nel posto di lavoro. Nel realizzare questa visione, abbiamo sempre sentito un elevato livello di responsabilità verso la società e la comunità in cui operiamo: per questo abbiamo fatto nostro il compito di incoraggiare rispetto, equità, uguaglianza nella diversità e inclusione. E nella situazione di emergenza che stiamo attraversando, l’impegno ad aiutare tutte le comunità a proteggere questi valori e tutelare i diritti che hanno acquisito negli anni e, in alcuni casi, acquisirne di nuovi si è fatto ancora più forte“.

    Il Digital Diversity Brand Award ha voluto premiare la Rai per “l’iniziativa che più di altre ha saputo utilizzare la tecnologia in maniera differenziante nello sviluppo di una cultura di inclusione. Per aver compreso che in tutti i contesti è fondamentale sentirsi incluse ed inclusi, dal mondo scolastico al mondo culturale fino a quello professionale. Per aver sviluppato una piattaforma B2B2C, inquadrando anche il ruolo degli operatori intermedi, dei loro bisogni e la loro centralità per affermare un nuovo paradigma di inclusione. Per aver semplificato e reso accessibile la fase di progettazione di contenuti nella lingua italiana dei segni mediante avatar digitali; per aver lanciato una piattaforma web che tramite il “Dizionario” consente di visualizzare tutti i segni LIS presenti nel database e attraverso la sezione “Traduzione” permette di generare nuovi contenuti in LIS“.

    Giovanni Parapini, direttore Rai per il Sociale si è espresso così: “Mentre vige ovunque la regola ferrea del distanziamento fisico, il servizio pubblico sa essere – come è suo dovere – fattore di coesione: contribuisce cioè a rompere l’isolamento di quelle persone che del contatto con gli altri hanno un bisogno vitale. Lo fa stavolta con un progetto che mette insieme un forte valore sociale e una tecnologia d’avanguardia, come è tipico delle realizzazioni del CRITS Rai, il Centro Ricerche, Innovazione tecnologica e Sperimentazione della Rai a Torino. Il Virtual LIS è rivolto alle persone sorde segnanti, con un Avatar che si esprime nella Lingua Italiana dei Segni: una piattaforma che si è ulteriormente arricchita con un’applicazione pensata per la didattica, che permette di imparare la LIS via web e generare nuovi contenuti. È un modo molto concreto attraverso il quale il servizio pubblico ribadisce che nessuno deve sentirsi escluso”.

    Enea Innovazione: un materiale antifuoco innovativo per trasporti, elettronica e costruzioni

    Un procedimento per produrre un materiale innovativo antifuoco che consente di alleggerire il peso dei veicoli e aumentare il livello di sicurezza al fuoco. Lo ha brevettato ENEA nell’ambito del progetto FireMat del valore 1,1 milioni di euro, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

    La soluzione multimateriale è costituita da strati alternati di materiale composito fibrorinforzato e alluminio per realizzare elementi anche per l’elettronica e le costruzioni, come contenitori per batterie, paratie antifuoco, protezioni e supporti per elettronica di potenza, ovvero tutti quei componenti potenzialmente soggetti a surriscaldamento per la grande quantità di energia concentrata in piccoli spazi.

    “Il procedimento sviluppato mira a ottimizzare il compromesso fra caratteristiche antifuoco, meccaniche, riciclabilità a fine vita e uso delle materie prime seconde, ovvero di tutti i principali dettami dell’economica circolare, attività ‘core’ del dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, a cui afferisce il nostro laboratorio”, spiega l’inventore del brevetto Claudio Mingazzini, ricercatore ENEA del Laboratorio Tecnologie dei Materiali Faenza (TEMAF).

    Oltre a consentire l’alleggerimento di auto elettriche e ibride, il nuovo processo, che ha TRL medio-alto, raggiunge lo stesso scopo anche nei veicoli da trasporto collettivi come navi e treni.

    “Per spiegare l’importanza dell’alleggerimento nel settore trasporti, è utile partire dall’esempio dell’auto elettrica, che ora raggiunge un’autonomia tipica di 300 km: riducendo il peso della vettura del 30%, con una singola ricarica si arriverebbe a quasi 400 km di autonomia. In questo modo si riducono contemporaneamente anche le emissioni di CO2 per km della stessa percentuale, aumentando sia l’interesse del mercato che i vantaggi ambientali”, conclude Mingazzini.

    Partendo da una tecnologia di origine aeronautica, il brevetto consente di ridurre pesi, ma anche costi e tempi di processo in produzioni caratterizzate da numeri decisamente più grandi rispetto a quelli dei componenti per gli aerei.

    “Dare voce a chi non può parlare”: webinar gratuito sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa

    La comunicazione è un diritto umano fondamentale: tutti devono avere la possibilità di esprimersi e di vedere riconosciuti i propri bisogni. Ci sono però persone che hanno difficoltà nell’esprimersi con il linguaggio verbale poiché affetti da paralisi cerebrali infantili, autismo, forme neurologiche evolutive, traumi. In loro aiuto arriva la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA): un insieme di modalità e strategie di comunicazione, funzionali a migliorare la comunicazione esistente utilizzando gesti, codici, tabelle con simboli, ausili e strumenti di alta tecnologia.

    Grazie alla CAA, bambini con complessi bisogni comunicativi possono partecipare alla vita e agli apprendimenti scolastici, possono stabilire contatti sociali e sviluppare amicizie esprimendo la loro personalità, possono acquisire un ruolo attivo nelle scelte della loro vita. Un intervento di CAA - preceduto da una valutazione competente, dinamica e progressiva - supporta il bambino con complessi bisogni comunicativi, utilizzando strategie e strumenti personalizzati, e, insieme a lui, anche i suoi punti di riferimento affettivi ed educativi. Solo così il bambino può essere il vero protagonista della sua vita.

    Questo il tema al centro dell’appuntamento online e gratuito “Dare voce a chi non può parlare” dedicato in particolare ai genitori di bambini con disabilità comunicativa, in programma per giovedì 22 aprile alle ore 17: due ore alla scoperta della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

    Due i promotori del webinar: Fondazione Ariel - che si occupa di sostegno e orientamento alle famiglie con bambini affetti da disabilità neuromotorie, oltre che di progetti di ricerca per sviluppare la conoscenza, il trattamento e la cura delle patologie neuromotorie infantili - e Centro Benedetta D’Intino - che si occupa di cura e promuove cultura e sensibilizzazione sui temi della disabilità comunicativa e sui bisogni specifici di ogni bambino che non può parlare e presenta disagi psicologici, intervenendo nei settori della CAA e della Psicoterapia.

    Protagoniste del webinar sono: Aurelia Rivarola - neuropsichiatra infantile, responsabile clinico-scientifica del settore CAA e presidente del Centro Benedetta D’Intino Onlus - e Carla Gaddi - psicologa e psicoterapeuta, consulente del servizio di sostegno psicologico “Spazio Genitori” di Fondazione Ariel.

    Ci sarà inoltre la testimonianza di Concetta Bruzzese Patrone, mamma di una ragazza affetta da Paralisi Cerebrale Infantile, che racconterà la sua esperienza con la CAA presso il Centro Benedetta D’Intino.

    Un secondo appuntamento, sempre gratuito, è previsto per giovedì 6 maggio alle ore 17: due ore dedicate ad approfondire il tema della CAA attraverso le domande dei genitori.

    Per iscriversi ai due incontri è necessario compilare il form sul sito www.fondazioneariel.it entro il 21 aprile (si riceveranno poi le informazioni per accedere in streaming alla piattaforma Zoom). Link diretto: https://www.fondazioneariel.it/it/per-le-famiglie/corsi-e-seminari/webinar-sulla-comunicazione-aumentativa-alternativa

    Marevivo: IN ARRIVO NELLE SCUOLE IL “BLUE CORNER DEI DELFINI GUARDIANI”

    Imparare a riconoscere un animale studiando le tracce del suo passaggio, scoprire di più sull’ecosistema spiaggia passando al microscopio i granelli di sabbia o rocce, costruire alcuni strumenti per lo studio del tempo con materiale di riciclo. Ma anche fare i conti con le principali minacce che affliggono il Pianeta Oceano e comprendere l’importanza di assumere comportamenti sostenibili. Queste sono solo alcune delle azioni che vedranno protagonisti circa 1.000 studenti di 21 scuole primarie nelle isole di Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi, Filicudi, Favignana, Marettimo, Elba e nella città di Milazzo grazie al “Blue Corner dei Delfini Guardiani”, un‘edizione speciale dello storico progetto di educazione ambientale di Marevivo che negli anni ha visto coinvolte tutte le isole minori italiane, rivisitato a causa delle restrizioni imposte dalla Pandemia e realizzato grazie al rinnovato supporto della MSC Foundation.
     
    Per l’anno scolastico 2020 – 2021, Marevivo donerà ad ogni plesso scolastico che aderisce al progetto “Delfini Guardiani” il “Blue Corner”, ossia un contenitore di attività in parte virtuale e in parte fisico che potrà sopperire all’impossibilità di uscire sostituendo così le esperienze all’aperto con l’osservazione scientifica condotta attraverso gli strumenti più frequentemente usati dai naturalisti. Potrà essere utilizzato per completare un laboratorio scientifico già disponibile presso l’istituto scolastico o per allestire uno spazio interno alla scuola. A suggerire ai docenti esperimenti ed approfondimenti da fare in classe con gli strumenti scientifici e i materiali a disposizione, ci sarà uno specifico kit di schede didattiche ed un video-tutorial realizzato dagli operatori dell’associazione.

    Il Blue Corner sarà dotato di elementi d’arredo finalizzati non solo a custodire ed esporre i vari materiali e attrezzature, ma soprattutto a rendere questo angolo uno spazio operativo a tutti gli effetti, ove gli alunni potranno scoprire, sperimentare o immedesimarsi in scienziati e naturalisti.
     
    Fin dalla sua fondazione Marevivo ha scelto di portare avanti progetti di educazione ambientale rivolti alle nuove generazioni per avvicinare anche i più giovani alla natura, aiutandoli a percepirla come un ambiente del quale tutti facciamo parte” ha dichiarato Laura Gentile, Project Manager di Delfini Guardiani dell’Isola. “Nei dirigenti scolastici e nei docenti abbiamo ormai degli importanti alleati che ci aiutano a far comprendere anche ai più giovani quanto sia importante proteggere l’ambiente e il mare, la cui salute è fondamentale per garantire la vita dell’uomo sul Pianeta.”
     
    “Sosteniamo questo progetto dall’inizio e siamo orgogliosi di averlo aiutato a crescere e a consolidarsi - ha dichiarato Daniela Picco, Executive Director di MSC Foundation main sponsor del progetto dal 2015 - Il progetto si inquadra perfettamente nella nostra mission di proteggere il pianeta blu e la creazione di un “Blu Corner” permanente nelle scuole aiuterà alla sensibilizzazione sul tema della salvaguardia del mare”.

     

     

    Una sfida per sostenere il diritto alla cittadinanza attiva con l'Emozione di Conoscere e il desiderio di esistere

    Fondazione Condivivere unisce da 10 anni famiglie di persone con deficit intellettivo con un'esigenza in comune: ricercare alternative a situazioni ghettizzanti e garantire una buona qualità di vita inclusiva ai propri figli, nel rispetto dei loro diritti.

    Inizialmente accomunate dalla pressante preoccupazione di assicurare un futuro ai loro figli anche dopo la propria scomparsa, le famiglie hanno maturato negli anni, sotto la responsabilità scientifica e gli orientamenti del prof. Nicola Cuomo (docente di Pedagogia Speciale presso l'Università degli Studi di Bologna), la consapevolezza che per auspicare ad un “dopo di noi” di qualità è fondamentale costruire ed evolvere insieme al proprio figlio un suo originale progetto di vita nel giorno per giorno, un durante noi, per sostenerlo nel maturare una propria autodeterminazione e un desiderio di emancipazione, elementi imprescindibili per divenire adulti e per esercitare il diritto e la libertà di scelta.

    A partire da questo principio le azioni di Fondazione Condivivere nel tempo si sono concentrate nel progettare, grazie a un team di professionisti (educatori, pedagogisti e psicologi), contesti e percorsi operativi, cuciti su misura e utili a sostenere la Persona nel vivere quotidiano e nella partecipazione piena alla società di tutti.  

    Il principio che sta alla base è la concezione della persona con deficit e del suo ruolo nella società profondamente diversi da quelli proposta dai modelli assistenziali e riabilitativi; si riconosce finalmente alla persona con deficit una sua originalità di pensiero, il diritto di prendere decisioni, il diritto di vivere una vita autonoma e indipendente pertanto di essere sostenuta nel poterlo fare (come sancito anche dalla Convenzione ONU nel 2006). Anziché essere intesa come un "peso" per la società, qualcuno di cui prendersi cura, la persona viene messa al centro del suo progetto di vita e diventa la vera protagonista del suo destino; anziché studiare soluzioni separate per dare risposta alle sue peculiari esigenze, la società diventa essa stessa il luogo privilegiato in cui nascono le molteplici opportunità per apprendere, maturare, costruire il proprio futuro secondo un ruolo attivo, grazie allo scambio e alla relazione con l’altro.

     

    Fondazione CondiVivere si pone il duplice obiettivo di contribuire da una parte a costruire un nuovo modo di considerare la persona disabile nella società, contaminando e facendo cultura attraverso la disseminazione delle esperienze positive di inclusione sociale , dall’altra cerca nel frattempo di accompagnare i suoi soci disabili, molti dei quali già adulti, in un percorso di maturazione verso l’autodeterminazione, progettando opportunità formative al fine di facilitare la loro piena cittadinanza e partecipazione nei molteplici contesti presenti nella societa’ di tutti . Fondazione Condivivere negli anni ha avviato un progetto denominato "Scuola delle autonomie", con sede a Dergano, quartiere “a misura d’uomo” di Milano, un progetto che, grazie a degli appartamenti messi a disposizione dalle famiglie e al supporto di operatori formati, permette di sperimentare e di utilizzare le numerose variabili che si incontrano nella gestione della quotidianità quali occasioni per una formazione ad una vita indipendente, dove indipendenza è intesa come diritto alla vita autonoma, indipendentemente dal deficit.

    La Fondazione ha poi nel dicembre del 2015, sempre a Dergano, ha aperto un negozio quale luogo in cui è possibile, grazie al supporto di educatori formati al Metodo Emozione di Conoscere, potenziare e maturare la percezioni di sé in quanto persone utili e produttive, immerse in un circuito fatto di responsabilità reali, azioni chiare da svolgere, sperimentando un proprio potere d’azione che facilita l’assunzione consapevole di un ruolo attivo nella società. Il negozio, che deve risultare accattivante per i clienti per la qualità dei prodotti e dell’atmosfera relazionale che si vive al suo interno, pur presentandosi come un vero negozio ha il vantaggio di essere uno spazio formativo per le persone che lo gestiscono, dove si matura un senso di responsabilità, legato ad un ruolo lavorativo, dove si apprende contestualmente al fare, la compresnione e il rispetto delle regole, l'utilità di suddiversi in ruoli, il concordare mansioni, il pianificare, ragionare, gestire la merce e i soldi, interagire con i colleghi e con i clienti, … sentendosi utili e riconosciuti all’interno della società - divenire così un ingranaggio attivo. Il negozio di prodotti biologici- laboratorio pedagogico è stato recentemente ristrutturato col nome di BOTTEGAIO NO STRANO e si mostra come luogo piacevole e accattivante sia per l’atmosfera di gentilezza che vi si respira sia per la bellezza degli arredi che per la qualita’ dei prodotti.

    I percorsi di vita indipendente attualmente offerti dalla Fondazione così come il contesto del negozio rappresentano spazi e occasioni di formazione per la Persona, assolutamente NON luoghi di destinazione: sono quindi indipendenti dal luogo in cui la Persona potrà scegliere e decidere di vivere e di lavorare.

    I progetti di Fondazione CondiVivere sono in costante evoluzione, proprio per adattarsi e per sostenere l'evoluzione esistenziale di ogni singola persona pensando che non sia la persona a dover dimostrare di essere in grado di partecipare alla società di tutti ma che siano i servizi a dover progettare facilitazioni idonee affinche’ la persona riesca ad accedervi e il contesto riesca ad accoglierla.

     

    Dott.ssa Alice Imola
    PhD in Scienze Pedagogiche
    Vice Presidente Associazione Emozione di Conoscere
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