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    Labrador anti-covid in aeroporto: fiutano il virus prima del tampone. L’esperimento in Sudafrica

     Il Sudafrica, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 in Africa e nel mondo, sta sviluppando un nuovo modo per individuare le persone positive negli aeroporti in modo veloce e sicuro: sfruttando l’olfatto dei cani.

    Succede all’aeroporto internazionale O.R. Tambo di Johannesburg, dove addestratori professionisti sono al lavoro con esemplari di labrador per individuare grazie al proprio naso le persone positive al Covid, che come molte altre malattie – come ad esempio alcuni tipi di tumore – sviluppa un particolare odore riconoscibile dai cani.

    E con il 95% di possibilità di riuscita, i migliori amici dell’uomo sono già impiegati con successo in vari aeroporti del mondo, dalla Finlandia agli Emirati Arabi Uniti. Preparare i cani a riconoscere i contagiati attraverso l’olfatto “è piuttosto semplice” secondo l’addestratrice Chelsea Mercado, che all’emittente Radio France Internationale ha spiegato: “Ci avvaliamo di un laboratorio di analisi che ci fornisce campioni di sudore delle persone, sia positive che negative al covid, quindi insegniamo ai cani quale campione trovare e come indicarlo all’uomo, ad esempio mettendosi a sedere. Quando lo individua correttamente, diamo al cane un premio, in modo che capisca che è necessario cercare quell’odore specifico”.

    Il cane con cui Mercado sta lavorando esprime fiducia: si chiama MacGyver, come l’agente sotto copertura protagonista di una celebre serie tv statunitense che riusciva a risolvere con relativa semplicità le missioni che gli venivano di volta in volta affidate. Con MacGyver ci sono altri sette esemplari di labrador, parte di un progetto pilota i cui dettagli sono in via di definizione. “L’aspetto più complesso è capire come far annusare i passeggeri dai cani anti-covid” ha detto il responsabile dell’agenzia specializzata in addestratori cinofili Gideon Treurnich. Secondo l’esperto, si potrebbe permettere agli animali di avvicinarsi ai passeggeri ai controlli, oppure chiedere alle persone di consegnare un campione di saliva cosi’ che i cani possano agire in un’area separata. Una modalità, questa, che garantirebbe “privacy e non spaventerebbe le persone che temono i cani”.

    Il Sudafrica ha registrato oltre un milione e mezzo di contagi dall’inizio della pandemia e 54.000 morti. La campagna vaccinale è iniziata in ritardo, perchè il comparire di una variante autoctona del virus ha reso inefficaci le scorte di vaccino acquistate dal governo. Le autorità però si sono dette consapevoli che il vaccino non impedirà del tutto al virus di circolare, e la formazione di unita’ cinofile anti-Covid rientra tra le strategie da mettere in atto per contenere i contagi e soprattutto, le ospedalizzazioni.

     

    Fonte: Agenzia Dire 

     

    Lorenzo Baglioni e Giovanisì aiutano le studentesse e gli studenti toscani a fare la scelta giusta

    Un testimonial che sa parlare alle ragazze e ai ragazzi, un video musicale che “farà scuola” e una campagna per l'orientamento scolastico che aiuterà le studentesse e gli studenti toscani delle medie e del biennio delle superiori a trovare il percorso formativo più adatto a loro.  Questi, in sintesi, gli elementi di “La scuola giusta per te? Piuttosto che scegliere a caso, giovanisi.it”, un progetto realizzato dalla Regione Toscana (Assessorato all'Istruzione e alla Formazione) e Giovanisì, con la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, e finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE).

    La campagna sull’orientamento, che è stata presentata ufficialmente oggi, nel corso di una conferenza stampa, avrà il volto di Lorenzo Baglioni, cantante, attore e conduttore toscano, autore de “Il Congiuntivo”. Baglioni ha dato il via al progetto attraverso il lancio del suo nuovo video intitolato significativamente “Piuttosto che”. Erano presenti all'evento, oltre al cantante, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’Assessora regionale all’Istruzione e Formazione Alessandra Nardini e il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Roberto Curtolo.

    “La Regione Toscana è impegnata al fianco dei giovani con il progetto Giovanisì, per la loro formazione e la loro autonomia” ha commentato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. “Con questa nuova iniziativa scegliamo di rinnovare il nostro impegno in tema di orientamento scolastico. E lo facciamo con il contributo fondamentale di Lorenzo Baglioni, una figura che dà grande spessore a questo progetto, perché non è solo un volto noto e un artista carismatico, ma è una persona che riesce a comunicare con facilità con i giovani, grazie al suo background da insegnante. Sono orgoglioso di una Toscana che è leader nella lotta all'abbandono scolastico e che da sempre valorizza la scuola come elemento fondante della società. Vogliamo essere al fianco degli adolescenti proprio nel momento in cui compiono scelte importanti per esaltare i propri talenti, realizzarsi e aprirsi alla vita e al mondo del lavoro”.

    "Il percorso che consente a studentesse e studenti di scegliere la scuola più adatta a ciascuno parte da lontano: l'orientamento scolastico dovrebbe accompagnare le nostre ragazze e i nostri ragazzi fin dai primi anni - ha aggiunto l’assessora regionale alla all’istruzione e alla formazione, Alessandra Nardini - E così fa la Regione Toscana, sostenendo interventi che si snodano dalla scuola primaria in poi, per far sì che la scelta del percorso di studi che si compie durante l'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado li porti a scegliere il percorso più adatto. È fondamentale che tutte e tutti abbiano informazioni chiare rispetto alle opportunità di studio che possono avere nel nostro territorio. Con questa campagna informativa vogliamo quindi dare alle nostre studentesse e ai nostri studenti, nonché alle loro famiglie, uno strumento conoscitivo importante per la scelta della scuola che ritengono più adatta a loro". “L’orientamento scolastico rappresenta un'azione fondamentale nella lotta alla dispersione e all'abbandono e per favorire il successo scolastico; obiettivi fondamentali per la Regione Toscana – prosegue Nardini - In Toscana il tasso di abbandono scolastico ha registrato un calo tra il 2015 e il 2019, scendendo dal 13,4% al 10,4%. E’ un dato in linea con la media europea (10,3%) e al di sotto della media nazionale (13,5%). Siamo molto contenti di questo calo ma non possiamo fermarci: dobbiamo fare ancora di più. In un periodo difficile come questo per il mondo della scuola e per le giovani generazioni, dobbiamo aumentare il nostro impegno: la Regione, attraverso una serie di azioni e strumenti innovativi, aiuterà le studentesse e gli studenti a compiere consapevolmente la scelta del proprio percorso di studio, oppure a ri--orientarsi dopo i primi anni se necessario."

    “Collaborare con la Regione Toscana in materia di orientamento scolastico è per noi strategico perché ci permette di raggiungere i ragazzi, le famiglie e gli insegnati con messaggi efficaci, diretti e creativi” ha commentato Roberto Curtolo, dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale. “Il tema dell'abbandono scolastico è centrale e si riflette poi sulla vita dei giovani e sul loro inserimento nel mercato del lavorio”.

    “Sono davvero felice di poter collaborare con Giovanisì. Credo molto in questo progetto” ha aggiunto Lorenzo Baglioni. “Ho a cuore la scuola, e penso di averlo dimostrato anche con il mio lavoro. La scuola è l'elemento fondante di ogni comunità perché contribuisce a formare gli individui che la comporranno. L'ho ribadito anche in una canzone: la scuola è il Big Bang, è il punto di partenza dal quale tutto ha inizio. Il progetto di Giovanisì mi piace proprio perché, attraverso un modo di comunicare innovativo e diversificato, aiuterà i ragazzi in una fase molto delicata del loro percorso scolastico. Ogni ragazzo possiede talenti e qualità che devono essere valorizzate attraverso un percorso adeguato. Non esistono strade giuste o sbagliate, non esistono scelte di serie A o di serie B. Esistono scelte adatte a ognuno di noi”.

    Il progetto_

    “La scuola giusta per te? Piuttosto che scegliere a caso, giovanisi.it” è un'iniziativa che accompagnerà le studentesse e gli studenti toscani per tutto il 2021 attraverso un fitto calendario di eventi e di azioni volte a informare e orientare i ragazzi, affiancandoli nella scelta dell'indirizzo scolastico più adatto alle loro inclinazioni e aspirazioni. La campagna di comunicazione rientra nel più ampio progetto “Studiare e formarsi in Toscana: scegli la strada giusta per te” attraverso cui la Regione Toscana da anni porta avanti il suo impegno sul tema dell'orientamento scolastico.

    In particolare, la campagna lanciata oggi si pone l'obiettivo di orientare le studentesse e gli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie e le studentesse e gli studenti del biennio della scuola superiore, rispetto alla totalità dell'offerta formativa disponibile in Toscana, supportandoli nella scelta del loro percorso di studio. Lo farà attraverso spot radiofonici, advertising e messaggi che passeranno dai principali canali social. Un'attenzione particolare verrà riservata al social TikTok, molto usato da giovanissimi, attraverso una strategia ad hoc che coinvolgerà anche influencer del social.

     

    Il Cesvot riconosciuto come Centro Servizi accreditato per la Toscana

    Cesvot è stato accreditato quale Centro Servizi di volontariato per la Toscana in base alle verifiche ed alle procedure previste dalla nuova normativa nazionale. Il riconoscimento è arrivato dall'Organismo nazionale di controllo con una delibera del 30 marzo scorso. Con l'accreditamento, i destinatari dei servizi di Cesvot sono tutti gli enti toscani del Terzo settore che, se di rilevanza regionale, potranno anche aderirvi come soci, ad eccezione degli enti costituiti in forma societaria.

    Secondo quanto stabilisce la legge regionale 65 del 2020, la Regione e i suoi enti dipendenti, le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale e, nel rispetto della loro autonomia regolamentare, gli enti locali singoli o associati, possono concludere con il centro servizi per il volontariato accreditato (dunque con Cesvot) accordi e convenzioni per lo svolgimento di attività di supporto tecnico, formativo e informativo al fine di promuovere e  rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore. Inoltre un rappresentante designato dal centro servizi farà parte della Consulta regionale del Terzo settore.

    Secondo il presidente di CesvotFederico Gelli, l'accreditamento "rappresenta in primo luogo il riconoscimento di un percorso avviato ormai due anni fa, le cui tappe significative sono state le modifiche statutarie, gli adeguamenti regolamentari, l'adozione di nuovi protocolli operativi, l'apertura dei servizi a tutti gli enti del terzo settore, l'adozione di nuovi modelli di programmazione e di rendicontazione, e altri ulteriori passaggi organizzativi".

    In un senso più ampio, ha aggiunto Gelli, il riconoscimento a Cesvot "premia la nostra opera, che dura ormai da 23 anni, a sostegno del mondo del volontariato che è sempre più un fattore fondamentale di coesione sociale per le nostre comunità, e sempre più riconosciuto come tale dai cittadini. L'ultima ricerca 'Opinione pubblica e volontariato in Toscana', condotta in collaborazione con Sociometrica, rivela che Cesvot è noto al 53,3% della popolazione toscana, e mostra che per l'87,5% dei toscani il volontariato è molto positivo, per il 73% addirittura fondamentale, col 32% della popolazione che si dichiara disponibile a svolgere attività di volontariato: è l'immagine di una Toscana matura e altruista, che noi vogliamo consolidare continuando a metterci al servizio di tutti i volontari e delle associazioni".

     

    Recuperi, socialità e disagio educativo. La scuola immagina un’estate diversa

    La scuola si prepara al prossimo anno con un corposo programma di attività «per rafforzare apprendimenti e recuperare socialità». Sono questi i due obiettivi principali del Piano “La scuola d’estate” presentato ieri dal ministero dell’Istruzione, che potrà contare su risorse per oltre mezzo miliardo di euro (510 milioni per la precisione). Il pacchetto complessivo di finanziamenti comprende 150 milioni del decreto Sostegni, 40 milioni provenienti dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative e 320 milioni di fondi Pon (risorse europee), che saranno disponibili anche per le scuole paritarie e per i Centri per l’istruzione degli adulti (Cpia).

    «Stiamo costruendo un ponte per il nuovo inizio», ha sottolineato il ministro Patrizio Bianchi, ricordando che «la scuola non si è mai fermata durante tutta la pandemia». «L’emergenza sanitaria – ha sottolineato Bianchi – ha inevitabilmente accentuato problematiche pre-esistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità. Per questo abbiamo voluto un Piano di accompagnamento, un ponte tra quest’anno e il prossimo, un’occasione che consenta a bambini e ragazzi di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità».

    Il progetto si articola in tre fasi. Si parte a giugno con il “potenziamento degli apprendimenti”, attraverso attività laboratoriali, scuola all’aperto e lavori di gruppo, «da effettuare sul territorio – specificano dal Ministero – con collaborazioni esterne e con il terzo settore». A luglio e agosto sarà poi il tempo del “recupero della socialità”, con attività preferibilmente all’aperto, utilizzando anche parchi e centri sportivi, insieme a teatri, cinema e musei. La terza fase, a settembre e fino all’avvio delle lezioni, sarà il periodo dell’“accoglienza” e segnerà «il vero e proprio avvio del nuovo anno scolastico». La partecipazione alle attività sarà «su base volontaria», precisano dal Ministero, sia per gli studenti che per gli insegnanti. Le tipologie di attività e le modalità organizzative saranno stabilite da ciascuna scuola. Gli istituti avranno a disposizione 18mila euro in media (quelli del decreto Sostegni) oltre alle risorse cui avranno accesso partecipando ai bandi attivati dal Ministero.

    «Vogliamo riproporre i centri estivi come l’anno scorso, per offrire alle famiglie un piano educativo più ampio, coinvolgendo il Terzo settore, il teatro, il mondo della cultura, dello sport – sottolinea la ministra della Famiglia, Elena Bonetti –. La scuola ha avviato un progetto ponte sulle competenze che prevede varie attività, che comunque si integreranno con un piano educativo», conclude la ministra, che ieri ha preso parte ad un convegno promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II.

    Di «proposta seria che mette al centro la scuola», parla la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. «È importante – aggiunge Gissi – che siano le scuole, com’è giusto e sensato, a rilevare e individuare il fabbisogno formativo, che abbiano risorse per sostenere le attività di recupero eventualmente necessarie e che possano coinvolgere nella loro gestione altri soggetti, nell’ottica dei patti di comunità. Un atto di fiducia per le istituzioni scolastiche, consegnando loro l’opportunità di un protagonismo positivo come ambito privilegiato per la stipula dei Patti di comunità, rafforzando l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e società civile».

     

    Fonte: Paolo Ferrario. Avvenire, 28 aprile 2021

    BAMBINO GESU’: L’ALGORITMO MUSICALE CHE RIDUCE LO STRESS

    È una tecnica riabilitativa sviluppata dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede per i bambini  disabili costretti a casa nei periodi di lockdown. I risultati della sperimentazione pubblicati sul Journal of  Telemedicine and Telecare.  

    Un algoritmo musicale migliora il sonno dei bambini disabili, li rilassa e riduce lo stress dei genitori. Si tratta  di una precisa sequenza di suoni, voci, musiche e immagini sviluppata dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico  Bambino Gesù e personalizzata in base alle necessità di ciascun paziente. La nuova tecnica riabilitativa è stata  sperimentata durante il primo il lockdown del 2020 come terapia sostitutiva delle sedute in Ospedale per  garantire la continuità delle cure anche a casa. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista  scientifica Journal of Telemedicine and Telecare.  

    LA TELERIABILITAZIONE 

    Il metodo riabilitativo sviluppato dai ricercatori del Bambino Gesù si chiama “Euterpe”, dal nome della  mitologica dea della Musica. Viene regolarmente utilizzato dai terapisti del Dipartimento di  Neuroriabilitazione del Bambino Gesù, diretto dal prof. Enrico Castelli, per la stimolazione multisensoriale dei bambini con disabilità motorie e neurologiche attraverso l’uso combinato - secondo le necessità del  paziente - di suoni, musiche, immagini, aromi, oggetti, strumenti e luci.  

    Durante il primo lockdown del 2020 questa terapia è stata rielaborata per essere eseguita anche a domicilio  (teleriabilitazione): i ricercatori hanno sviluppato un algoritmo originale per ordinare - in una precisa  sequenza ritmica - molti degli strumenti utilizzati in Ospedale per stimolare i sensi del bambino e raggiungere  gli obiettivi terapeutici (rilassamento, sviluppo delle competenze comunicative, miglioramento  dell’interazione con i familiari). Sono stati così realizzati dei componimenti audio-video personalizzati che  contenevano suoni a particolari frequenze, musiche originali, la voce della mamma e del bambino stesso,  canzoni e ninne nanna familiari, immagini legate a momenti piacevoli registrate durante le sedute al Bambino  Gesù.  

    «In questo studio, oltre agli aspetti scientifici, sono emerse nuove sfumature nella relazione familiare, ovvero,  l’orgoglio di vedere con occhi diversi le capacità e le qualità del bambino non come paziente ma come  protagonista» spiega Tommaso Liuzzi, musicoterapeuta del Bambino Gesù. «Quanto sperimentato potrà  avere un importante impatto terapeutico: dal legame affettivo madre-figlio ad un coinvolgimento familiare  con prospettive di nuovi apprendimenti. Ripetere attività in ambito familiare apprese durante il ricovero  costituisce un processo di continuità riabilitativa, ponendo al centro una nuova consapevolezza dei potenziali  umani inespressi».  

    LO STUDIO 

    Lo studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Neuroriabilitazione del Bambino Gesù ha coinvolto 14  pazienti affetti da diversi disturbi neurologici (paralisi cerebrale infantile, sindromi genetiche, malformazioni  cerebrali), tutti al di sotto dei 12 anni (età media 7 anni e 5 mesi). 

    Nel periodo di sospensione delle visite non urgenti in Ospedale a causa della pandemia Covid-19 (marzo maggio 2020) le famiglie coinvolte nella ricerca hanno ricevuto la composizione audio-video personalizzata  da somministrare ai bambini 3 volte al giorno per 2 settimane consecutive.  

    Al termine della sperimentazione, gli effetti della terapia a domicilio sono stati valutati con appositi  questionari scientificamente validati. Dall’analisi sono emersi dati statisticamente significativi, in particolare  la riduzione dei disturbi del sonno dei bambini, dei livelli di stress dei genitori e il miglioramento della  relazione bambino-genitore. 

    «Oltre ai risultati raggiunti - aggiunge la neuropsichiatra infantile Sarah Bompard - è importante sottolineare  che, grazie a questo studio, i bambini hanno potuto proseguire, seppure in modi e tempi diversi, una terapia  riabilitativa. Siamo riusciti a dare un importante supporto anche ai genitori, preoccupati che la disabilità dei  figli potesse peggiorare con la sospensione delle terapie riabilitative in Ospedale. È importante inoltre  sottolineare che tutte le famiglie hanno proseguito la somministrazione dei componimenti audio-video  personalizzati anche dopo il termine dello studio, dati i numerosi benefici riscontrati. Tra i nostri obiettivi  futuri vi è sicuramente quello di condurre studi su un numero maggiore di pazienti e con patologie diverse».

     

    Parte area dedicata su ortofonologia.it per nuovo approccio pedagogico

    Da oggi 5 maggio sara' online sul sito Ortofonologia.it un'area dedicata alla Scuola per dare il via a un nuovo a un nuovo approccio educativo e pedagogico. Sara' uno spazio realizzato all'interno del progetto 'Scuole in rete per l'inclusione', promossa dall'Istituto di Ortofonologia (IdO) in collaborazione con la Societa' Italiana di Pediatria (SIP).

    "Proponiamo un approccio psicopedagogico ai bambino di oggi che si traduca in un Modello Dinamico Relazionale, per consentire agli insegnanti dei diversi livelli d'istruzione e agli educatori dei nidi di comprendere le loro traiettorie evolutive e favorire cosi' una crescita migliore". Lo ribadisce con forza Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'IdO, chiedendo che i "notevoli cambiamenti che osserviamo nei bambini e negli adolescenti di oggi non si trasformino in un eccesso di medicalizzazione".

    L'IdO ha una visione a 360 gradi sul mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, collaborando con circa 900 scuole su tutto il territorio nazionale. Vista la grande richiesta, decine di migliaia, "ricevuta dai partecipanti alle nostre ultime iniziative formative, nonche' dal corpo docente- prosegue il direttore dell'IdO- avviamo un progetto di collaborazione tra le scuole, che si chiama 'Scuole in rete per l'inclusione', per sostenere il ruolo inclusivo della scuola e dei docenti in relazione ai cambiamenti che hanno coinvolto l'eta' evolutiva e in particolare i minori con Bisogni educativi speciali (Bes), Disturbi di apprendimento (Dsa) e disabilita' di diverso tipo". Sara' una rete rivolta a quelle scuole che vogliono usufruire di continue possibilita' di formazione, approfondimento e supporto nei contesti educativi e che si attiveranno per condividere proposte operative, modalita' e interventi legati ai processi inclusivi attivati nei diversi livelli d'istruzione.

    Tra gli obiettivi del progetto 'Scuole in rete per l'inclusione' il principale e' la valorizzazione delle competenze pedagogiche degli insegnanti, volte a migliorare i processi di inclusione, evitare la dispersione scolastica e la medicalizzazione dei minori.

    Le scuole che aderiranno alla rete potranno usufruire di una serie di servizi gratuiti forniti in una sezione online apposita ('Area Scuola' su Ortofonologia.it) per accedere gratuitamente ai corsi di formazione online, ai laboratori esperienziali (arte, psicomotricita', teatro, giornalismo, gioco, ecc.) per i diversi livelli d'istruzione, e avere il materiale online gratuito di approfondimento aggiornato. Sara' offerta una consulenza via e-mail agli insegnanti per favorire l'inclusione a scuola, fornita da un'e'quipe multispecialistica (pediatra, NPI, psicologo, logopedista, psicomotricista, educatore professionale) attraverso l'email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., ma non solo. Tra i servizi c'e' anche la consulenza per PDP e PEI; lo sportello d'ascolto online per gli studenti; lo sportello d'ascolto online per gli insegnanti; lo sportello d'ascolto online per i genitori; i video tutorial psicopedagogici che forniranno spunti operativi per la scuola dell'infanzia e primaria; l'invio di libri gratuiti e schede osservative (scheda osservativa 0-2 anni per i nidi; scheda osservativa per la plusdotazione GATES-2; scheda prerequisiti degli apprendimenti; schede di osservazione per gli apprendimenti riservate alla scuola primaria, questionari e analisi dei bisogni per preadolescenza e adolescenza, ecc.).

    L'Area Scuola sara' una "piattaforma" costantemente aggiornata e disponibile, sotto la supervisione e la consulenza da parte di un'e'quipe multidisciplinare (dal docente allo psicologo e al pediatra, ecc.). Inoltre si attivera' uno spazio per lo scambio di esperienze e buone pratiche, cosi' da promuovere un confronto di percorsi inclusivi attivati nei diversi livelli d'istruzione. Cio' consentira' di valorizzare le competenze pedagogiche degli insegnanti, di proporre attivita' che rispondano alle richieste e ai bisogni segnalati dagli insegnanti stessi e di creare proposte educative nuove nate da tale scambio tra docenti e scuole.

    Le proposte e le esperienze realizzate nelle scuole e dagli insegnanti nell'ambito del progetto 'Scuole in rete per l'inclusione' saranno, infine, presentate a ottobre 2021, nell'ambito di un Evento pubblico, ma verranno anche raccolte in un libro. Un testo che ha lo scopo di fornire strumenti osservativi e spunti operativi, volti all'individuazione, alla valutazione e alle modalita' di intervento rivolte ai minori nel contesto scolastico.

    "Si attivera', in ultimo, una riflessione sulle possibilita' che le scuole possono offrire durante l'eventuale apertura estiva, affinche' la scuola non sia solo centrata sulla didattica, ma su tutte le possibilita' educativo/esperienziali che coinvolgono i minori di tutte le fasce d'eta'", conclude Castelbianco.

     

    Fonte: (Red/Dire)

    Save the children: LA STORIA DI MARGHERITA, DALLA VIOLENZA ASSISTITA AL RISCATTO

    Nelle situazioni di violenza domestica in cui sono presenti figli o figlie, si parla di violenza assistita, una vera e propria forma di maltrattamento psicologico. Questo fenomeno viene il più delle volte sottovalutato o addirittura ignorato, perché tendono a perdersi i nessi causali tra il clima di violenza circolante in famiglia e le conseguenze sullo sviluppo dei/lle bambini/e dal punto di vista psicologico (sia emotivo che cognitivo), fisico comportamentale e della socializzazione. 

    Margherita (nome di fantasia) ha 12 anni e vive attualmente in una casa rifugio insieme alla sua mamma, che ha denunciato la violenza che subiva in casa da parte del compagno e padre di Margherita, ottenendo protezione per se stessa e la figlia.

    Margherita ha sempre assistito al controllo e alle continue svalutazioni del padre nei confronti della mamma. La mamma racconta che aveva un lavoro che la appassionava e in cui si mostrava competente, lavoro che aveva dovuto lasciare dopo la nascita di Margherita sotto incoraggiamento del marito, perché così poteva passare il tempo con la bambina e occuparsi della casa, “ci penso io alle mie donne” diceva il padre. 

    Margherita era molto felice di passare il tempo con la sua mamma, anche se avrebbe voluto giocare al parco insieme agli/alle altri/e bambini/e e ai loro genitori. Il papà però non era felice che la mamma parlasse delle loro cose private in giro, così Margherita giocava sempre con la mamma, che era solita raccontarle storie di stelle, pianeti lontani, spedizioni spaziali e viaggi interstellari. Il papà storceva sempre la bocca in quelle occasioni, voleva che la figlia imparasse qualcosa di utile e più adeguato a lei: le aveva comprato una bella cucina giocattolo perché doveva imparare a fare da mangiare per il suo futuro marito e i suoi figli, diceva. 

    A Margherita piaceva giocare con la cucina, anche se pensava con desiderio e nostalgia alle storie avventurose che le raccontava la mamma. Col tempo Margherita si è adattata alle richieste del padre, vestendo e comportandosi sempre più come lui pretendeva. Pensando che magari facendo questo il padre l’avrebbe amata di più.

    Dopo l’ingresso in Casa Rifugio, mamma e figlia hanno potuto sperimentare quella libertà di essere ed esprimersi che era stata loro negata.
    Il 31 Maggio 2020 Margherita guardava la tv sul divano della casa della casa rifugio in cui è ospite insieme alla sua mamma ed ha assistito al lancio del razzo dello “Space X” di Elon Musk. Il suo desiderio è stato risvegliato e Margherita ha passato un’intera estate tra film di spedizioni spaziali e racconti di viaggi oltre l’orbita terrestre, senza avere paura che queste attività non si addicessero ad una femmina. 

    Grazie al rinforzo positivo e agli stimoli che le operatrici della casa rifugio e la sua mamma le hanno fornito, Margherita, con i suoi 12 anni, ha dichiarato che da grande diventerà un’astronauta della NASA. Pertanto, ha iniziato ad approfondire l’inglese da autodidatta con grande dedizione. 

    ALCUNE STATISTICHE DEL FENOMENO

    La storia di Margherita rientra all’interno di un fenomeno, quello della violenza assistita, che in Italia riguarda un bambino su 5 fra quelli seguiti per maltrattamento. Nel nostro Paese sono quasi 402.000 i minori in carico ai servizi sociali e di questi 77.493 sono vittime di maltrattamento. La violenza assistita rappresenta la seconda forma più diffusa di maltrattamento sull’infanzia con il 32,4% dei casi, subito dopo la patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura) di cui è vittima il 40,7% dei/delle minorenni in carico ai Servizi Sociali (II indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia; CISMAI e Terres des Hommes, 2021).

    Continua a leggere su: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/la-storia-di-margherita-dalla-violenza-assistita-al-riscatto

     

    IL SERMIG PARTNER SOCIALE DEL GIRO DI ITALIA. I volontari dell'Arsenale della Pace presenti in ogni tappa della corsa rosa

    La solidarietà, l’impegno per la pace, ma anche un segno concreto per ridurre le distanze in tempo di pandemia. È lo spirito del progetto “3479 chilometri di speranza” che vedrà il Sermig di Torino al seguito del Giro d’Italia.

    Il Sermig - Servizio Missionario Giovani - nasce nel 1964 a Torino da un sogno di Ernesto Olivero e sua moglie Maria Cerrato: sconfiggere la fame nel mondo. Dal 1983 ha sede nel vecchio arsenale militare di Torino. Il lavoro gratuito di migliaia di giovani e volontari e il contributo economico e professionale di tantissime persone comuni, lo trasforma in Arsenale della Pace: rifugio per tanti che vogliono cambiare vita, luogo di fraternità, di incontro per giovani, di cultura e formazione. Negli anni il Sermig ha continuato a portare solidarietà, sviluppo, cure a popolazioni colpite da guerre, fame, calamità naturali con oltre 3700 progetti in 155 Paesi del mondo.

    Il Sermig è stato invitato a partecipare alla manifestazione, come partner sociale, con una presenza dei suoi volontari in tutte le città toccate dalla Corsa Rosa. Nelle varie tappe avvicinerà giovani, scuole, amici e simpatizzanti sparsi in Italia. Consegnerà a tutti loro, ai rappresentanti della società civile e delle istituzioni la "Lettera alla coscienza", manifesto dell’impegno civile del Sermig.

    Il messaggio di speranza si trasformerà anche in un progetto di solidarietà per bambini e ragazzi in Italia e nel mondo: “PER CHI NON HA SPORT”, per sostenere attività sportive organizzate dal Sermig nei tre Arsenali di Torino, di San Paolo del Brasile e a Madaba in Giordania.

    Il Giro d’Italia sarà presente anche nelle scuole con il progetto “Reporter per un giorno” grazie al quale le classi iscritte avranno la possibilità di essere coinvolti e cimentarsi anche come “Reporter di buone notizie”: un laboratorio per gli studenti delle scuole superiori per raccontare il lato positivo del mondo dello sport e non solo.

    “Partecipare al Giro d’Italia per noi è una gioia ma anche una responsabilità – dice Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Siamo convinti che mai come oggi il nostro Paese abbia bisogno di un messaggio di speranza e di impegno per costruire un mondo migliore”.

     

    15 maggio Concerto Etnosinfonico, per la valorizzazione del patrimonio musicale dei Rom Italiani

    L’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” (OSR), istituzione concertistica marchigiana di fama internazionale, riconosciuta dal MIBACT e dal MIUR, per il costante apporto in ambito scolastico, organizza, in collaborazione con l’Orchestra Europea per la Pace e l’Alexian Group, un Concerto Etnosinfonico. Questa manifestazione, unica per il suo genere, punterà alla valorizzazione, del patrimonio musicale dei Rom Italiani di antico insediamento.
     
    L’evento si terrà sabato 15 maggio e si svolgerà nei pressi del Monumento al Samudaripen di Lanciano, città medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza e unica città in Italia ad ospitare un monumento in memoria dei popoli Rom e Sinti uccisi nei campi di concentramento nazisti. Sarà possibile assistere al concerto in diretta streaming, mediante un collegamento a partire dalle 10:30 fino alle 12:30. Questa scelta è stata pensata per favorire soprattutto l’accesso alle istituzioni scolastiche che vorranno partecipare: si segnalano già presenze da Lanciano, Laterza, Altamura, Torino, Sondrio, Lecce e da diversi istituti della Sardegna. Nella scelta della data di questo concerto, diretto dal M° Nicola Russo, c’è la volontà di celebrare con un giorno di anticipo, la ricorrenza della Rivolta dei Rom ad Auschwitz, nota anche come
    Giornata dell’Orgoglio Romanò. Il 16 Maggio del 1944 infatti, le SS avevano deciso di liquidare lo Zigeunerlager da ogni presenza; i Rom e i Sinti, internati e disarmati, ebbero comunque il coraggio di ribellarsi al tentativo di sterminio da parte dei propri carnefici, mettendo a soqquadro il proprio campo e facendo momentaneamente ritirare i soldati tedeschi.
     
    L’elevato livello artistico dello spettacolo è valso il patrocinio dell’UNAR - Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella cui sede di Palazzo Chigi a Roma verrà realizzata una conferenza stampa di presentazione del concerto l’11 maggio alle ore 11 alla presenza del Direttore UNAR, il dott. Loukarelis. Insieme all’OSR, capofila del progetto, i coorganizzatori dell’evento sono: i Comuni di Lanciano, Campobasso e Laterza, l’Unione delle Comunità Romanés in Italia (UCRI), Associazione Them Romanò Onlus di Lanciano, Logos Cultura di Pescara, Movimento Culturale Spiragli di Altamura (BA), le ANPI di Lecce, l'ANPI "Trentino La Barba" di Lanciano, l’ANPI Regionale Sardegna, l’AIZO di Torino, l’Associazione “Il Sorriso di Marinella” di Pescara, l’ISSREC di Sondrio, la CGIL e la Flc-CGIL entrambe di Sassari, Novagro Fertilizzanti Speciali di Arielli (Chieti), Scuola d’Italiano “Penny Wirton" di Senigallia (AN), Clikbus di Vasto (Chieti).
     
    La manifestazione sarà impreziosita dalla deposizione di una corona d’alloro sul Monumento al Samudaripen da parte dei due sindaci dei Comuni gemellati di Lanciano e Laterza e si avvarrà della prestigiosa collaborazione di Michele Andreola, guida italiana ad Auschwitz che ricostruirà le vicende storiche occorse ai Rom e ai Sinti internati nei campi di sterminio. 
     
    Ideatrice di questo progetto l’OSR si avvale di un artista di fama internazionale, nonché autore dei brani che verranno eseguiti, il Dott. Prof. Santino Spinelli. Rom Italiano di antico insediamento e Commendatore della Repubblica Italiana, egli è inoltre scrittore, poeta, saggista, musicista, compositore, musicologo, etnomusicologo e docente universitario di Lingua e Cultura Romanì. Leader dell’Alexian Group, Spinelli si è esibito sui palchi di tutto il mondo insieme ai propri figli. Si tratta di un gruppo che ha nelle sue fondamenta la prima famiglia Rom Italiana in grado di elaborare e suonare proprie partiture e di esibirsi accompagnati da compagini orchestrali. L’OSR, presente nei cartelloni del prestigioso Rossini Opera Festival, kermesse pesarese di rilevanza mondiale dedicata al grande operista pesarese, tiene concerti in Italia ed all’estero portando con sé la freschezza e la potenza delle grandi composizioni sinfoniche e la tradizione dell’opera dal Barocco al Verismo. Tutto ciò senza mai dimenticare la propria “seconda pelle” votata all’innovazione, in particolare alla valorizzazione dei grandi artisti della musica leggera italiana e del Pop e Rock internazionale.
     
    Proprio in virtù di questa capacità di guardare al presente, l’OSR è lieta di collaborare con musicisti del calibro dell’Orchestra Europea per la Pace e dell’Alexian Group. L’evento, infatti, rappresenta in sé una sintesi tra i due importanti elementi prima menzionati, la tradizione, data dalla musica Romanì di stampo italiano, tramandatasi di generazione in generazione dapprima solo in forma orale e successivamente in quella scritta e l’innovazione, data dall’unione di masse artistiche molto eterogenee fra loro e che si incontrano per la prima volta.
     

    Progetto ANICA, “DENTRO LA MACCHINA DEI SOGNI – L’INDUSTRIA E I MESTIERI DEL CINEMA”

     Quinta tappa del progetto ANICA dedicato ai mestieri del cinema, con un incontro in presenza con gli studenti dell’ISISS Magarotto di Roma

    Ultimo appuntamento della seconda edizione della rassegna cinematografica ANICA “Dentro la macchina dei sogni – L’industria e i mestieri del cinema”, realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MiBACT e MI all’interno del bando “Buone Pratiche, Rassegne, Festival” 2019. L’iniziativa intende far scoprire agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado tutte le professioni dell’industria cinematografica che stanno “dietro la macchina da presa” e le relative opportunità occupazionali.

    La seconda edizione dell’iniziativa ha portato ANICA, in modalità online, in Campania, Calabria, Puglia e Sardegna, ottenendo un caloroso consenso e partecipazione da parte di tantissimi studenti e docenti: questi, appassionati di cinema e serie tv, hanno potuto comprendere quante e quali figure concorrano nella lavorazione di un film e quali siano le caratteristiche che si possono coltivare per accedere ad un settore in continuo fermento e alla ricerca di professionisti anche molto giovani.

    Oggi, per l’ultima tappa, ANICA coinvolgerà le ultime classi dell’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Roma, primo istituto professionale gestito ufficialmente dell’Ente Nazionale Sordomuti (ENS), che dagli anni Ottanta prosegue un percorso di integrazione e inclusione “al contrario” con l’inserimento nelle classi di piccoli gruppi di alunni udenti.  “Con il progetto ANICA – afferma Francesca Medolago Albani, Responsabile Pianificazione Strategica ANICA – vogliamo far comprendere come il mondo dell’audiovisivo sia sempre più inclusivo ed attento a tutti i potenziali talenti. La nostra più grande soddisfazione è quella di sapere che il nostro progetto ha aiutato molti ragazzi ad avere una maggiore consapevolezza del mondo delle professioni e delle opportunità di formazione nel settore cinematografico e audiovisivo. Sin dalla prima edizione abbiamo deciso di dedicare una tappa dell’iniziativa agli studenti con disabilità uditive per offrire loro una panoramica dei mestieri ad alta specializzazione tecnologica e visiva, e siamo felici di aver potuto, nonostante le difficoltà, replicare anche quest’anno”.

    In presenza presso l’Istituto, gli studenti incontreranno Lidia Saccardi- Project Manager di 01 Distribution e Federico Mauro – Creative Director per un approfondimento sui mestieri della distribuzione, a partire dal film “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores, una storia potente ed empatica. Introdotti da Francesca Medolago Albani, gli ospiti presenteranno il proprio ruolo, racconteranno le loro esperienze e spiegheranno come si progetta un’accurata campagna di promozione e comunicazione di un film.

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