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    PERCORSI DI RESILIENZA PER MINORI VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA.

    Corso di formazione nell’ambito del Progetto “DAMMI LA MANO” – Percorsi di resilienza per bambini e bambine vittime di violenza assistita e per orfane e orfani di femminicidio, organizzato da Differenza Donna, ONG nata nel 1989 per prevenire, contrastare e far emergere la violenza maschile contro donne, bambine e bambini. Il progetto, sostenuto dal Dipartimento per le Politiche Familiari della Presidenza del Consiglio, è rivolto a Operatori/ci Servizi Sociali, Personale Forze dell’Ordine, Psicologi/ghe, Avvocati/e, Esponenti Magistratura, Operatrici Centri Antiviolenza e Case Rifugio, Giornalisti/e, con l’obiettivo di fornire strumenti di analisi socio-culturale, approfondimenti giuridico-istituzionali a livello nazionale e internazionale in tema di violenza assistita e di femminicidio, oltre a esaminare la pratica di accoglienza e di accompagnamento nella elaborazione del trauma dei minori, comparando le buone pratiche esistenti.


    È articolato in 10 Moduli con docenze frontali e con metodologia interattiva. Si svolgerà su piattaforma online.
    Il calendario del Corso è previsto per i mesi di maggio e giugno – ogni giovedì e venerdì h 14.30-18.30.

    Ravenna: Accanto alla tomba di Dante apre il nuovo museo

    Il rinnovato Museo di Dante a Ravenna è pronto ad aprire i battenti, nell’ambito delle celebrazioni del settimo centenario dalla morte, domenica 16 maggio. Con l’obiettivo di “consolidare la valorizzazione del culto di Dante con un allestimento contemporaneo e fruibile, che utilizza nuovi linguaggi per dare conto della Commedia e del lascito dantesco”. In via Alighieri a due passi dalla tomba, conta nove salela sala del tempo, quella del volto, la sala Montevideo, quella del culto, quella della fama e le tre sale della Divina Commedia. Si avrà la possibilità sia di “addentrarsi nell’immaginario dantesco con la forza dell’esperienza sensoriale” sia di “apprezzare gli oggetti storici” che dall’11 settembre 1921, quando l’allora Museo Dantesco fu inaugurato in occasione delle celebrazioni del sesto centenario, danno testimonianza di una vicenda che lega a sé personaggi e capolavori letterari. Il museo, sottolinea l’amministrazione comunale, si inserisce in una nuova lettura della zona dantesca, che con il recente restauro della tomba, la futura Casa Dante e altri interventi si configura come “parte centrale di un’operazione complessiva di valorizzazione e di innovazione nell’ambito delle celebrazioni del settimo centenario”.

    Preliminare al ripensamento dell’esistente Museo Dantesco è stata la progettazione di un impianto gestionale che mettesse a sistema le diverse competenze e vocazioni connesse al luogo. L’edificio è infatti di proprietà della Fondazione Cassa di risparmio di Ravenna e al suo interno hanno sede la Biblioteca e il Centro Dantesco dei frati minori francescani. Con la convenzione che disciplina il riallestimento e la definizione del modello di gestione del nuovo museo è stata sancita la condivisione istituzionale, superando la storica gestione ripartita per competenza per un allestimento che, ispirato alle moderne tecniche museali, restituisca la pluralità e l’universalità dell’opera dantesca e nel contempo la profonda relazione tra la città e il suo poeta. Come da protocolli anti Covid l’accesso è su prenotazione.

     

    Fonte: Agenzia Dire

    STATI GENERALI DELLA NATALITA' CON PAPA FRANCESCO

    Sarà Papa Francesco ad aprire, il 14 maggio, gli Stati Generali della Natalità, un evento lanciato dal presidente del Forum Famiglie Gigi De Palo che, spiega in una clip video su Facebook, "la natalità è un tema che dovrebbe unire tutto il Paese. Con questo evento proviamo a fare proposte per invertire il trend demografico; ad immaginare una nuova narrazione della natalità. Perché mettere al mondo un figlio non è solo un fatto privato. Metteremo attorno a un tavolo il mondo delle banche, il mondo delle imprese, il mondo dei media, il mondo dello sport, dello spettacolo, le istituzioni. Proveremo a far partire un cambiamento nel nostro Paese".

     

    ROMA: AL VIA UN PROGETTO DI MICROCREDITO PER MAMME IN DIFFICOLTA'

     Il Fondo di Microcredito Sociale MamHabitat è un progetto selezionato da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo nazionale per il contrasto della Povertà Educativa Minorile, e vuole accompagnare i nuclei “mamma-bambino” in difficoltà che si avviano a riprendere una vita autonoma dopo aver completato il percorso in casa famiglia, comunità alloggio e altri servizi comunitari. Consentirà un prestito fino a 5000 euro per aiutare le mamme sole con figli minori in condizioni di particolare vulnerabilità che risiedano nel territorio di Roma. Si tratta del primo progetto di microcredito italiano dedicato in esclusiva alle mamme sole, realizzato dalle organizzazioni promotrici in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito e con BCC Roma.

    India: migliaia di bambini sotto i 5 anni, donne incinte e neomamme a rischio per l’interruzione dell’assistenza sanitaria

    L'India potrebbe dover affrontare migliaia di decessi aggiuntivi tra i bambini sotto i cinque anni e un aumento delle morti materne, poiché gli ospedali e le cliniche stanno dedicando di fatto tutto il loro personale e le medicine per far fronte ai pazienti COVID-19. Questo l’allarme lanciato oggi da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che segnala come i progressi fatti nella riduzione della mortalità infantile negli ultimi decenni potrebbero venire meno a causa del picco della pandemia che sta causando gravi problemi ai servizi sanitari materno-infantili.

    La seconda ondata dei casi di covid-19 sta sovraccaricando il sistema sanitario indiano, e neonati o bambini molto piccoli potrebbero perdere le vaccinazioni salvavita o il trattamento per la diarrea, la polmonite o la malnutrizione acuta grave, mentre le donne incinte potrebbero non essere in grado di accedere alle cure sanitarie di cui hanno bisogno. Un impatto per bambini e neomamme che può essere ancora più grave soprattutto nelle zone rurali, dove l'accesso alle strutture mediche era limitato anche prima dell'epidemia. Inoltre, anche molti centri per l'infanzia, che in precedenza fornivano ai bambini pasti regolari, sono stati chiusi, lasciando molti di loro senza accesso all’unico cibo in grado di nutrilrli.

    L’allarme di Save the Children si basa su un recente rapporto che già stimava un aumento del 15% della mortalità infantile a causa dell'epidemia di COVID-19, una stima non teneva conto dell'attuale ondata di casi e dell’imminente collasso del sistema sanitario indiano, perciò si teme che l'aumento dei decessi possa ora essere molto più alto.

    “Lo vediamo accadere davanti ai nostri occhi, i bambini piccoli e le madri non ricevono le cure di cui hanno così disperatamente bisogno. A causa del COVID-19, gli altri trattamenti si sono quasi arrestati, il che è particolarmente pericoloso per i più piccoli. Quasi un bambino su cinque in India è gravemente malnutrito e molti di loro hanno bisogno di cure,” ha dichiarato il Dott. Rajesh Khanna, Vice-Direttore Salute e Nutrizione di Save the Children India.

    "In alcune parti del paese le persone dovevano già viaggiare un'ora solo per raggiungere la clinica più vicina, in molti casi già a corto di personale e medicine, ma con l'attuale picco, anche queste cliniche si stanno concentrando sui pazienti COVID-19. Ciò significa che le giovani madri dovrebbero fare viaggi ancora più lunghi per ricevere le cure necessarie a loro stesse o ai loro figli, e spesso non possono permetterselo.”

    "I nostri operatori sul campo ci dicono che ci sono cliniche che addirittura non possono somministrare alle persone malate altro che paracetamolo, la disponibilità dell'ossigeno in queste zone è un miraggio. Incontriamo donne incinte nelle fasi avanzate della gravidanza che dovranno partorire a casa perché tutte le strutture sanitarie dei loro distretti sono impregnate con i pazienti COVID-19, e siamo preoccupati che questo le esponga ancor più al rischio di complicazioni o addirittura di morte.”

    “Ci aspettiamo che la situazione peggiori, perché molte persone stanno lasciando le città per i loro villaggi di origine perché non c’è più lavoro o perché vogliono raggiungere le famiglie. Purtroppo, il rischio che portino con sé il virus è reale, ed essendo l'assistenza sanitaria nelle zone rurali già limitata si potrebbe verificare un disastro con un grave impatto sui bambini piccoli malati e sulle giovani madri. La situazione è questa e abbiamo una necessità assoluta del sostegno del mondo per questo dramma che sta colpendo profondamente l'India. Il paese ha urgente bisogno del sostegno dei suoi alleati per mantenere a galla il suo sistema sanitaria, e non solo per i pazienti COVID-19, ma anche per le altre malattie che possono essere letali".

    Save the Children lavora in stretta collaborazione con le autorità nelle città e nelle aree rurali, dove fornisce assistenza sanitaria alle comunità, inclusi ossigeno, ventilatori e medicinali. L’Organizzazione aiuta anche le persone a trovare strutture sanitarie che non siano ancora completamente impegnate sul covid-19 e possano assisterle, e funge da facilitatore tra i pazienti in necessità e i servizi di ambulanza. Per garantire la salute dei bambini piccoli e delle giovani madri, Save the Children è impegnata attivamente nelle comunità per aumentare l’informazione e la consapevolezza sui problemi di alimentazione e salute materno-infantile, e fornisce sostegno economico alle famiglie che hanno perso la loro fonte di reddito a causa della pandemia.

     

    Fonte: Save the Children

    A Roma riapre il Nuovo Cinema Aquila

    ROMA – Si riaccendono le luci nel cinema Aquila. A partire dalle 17.00 di giovedì 6 maggio, la sala del Pigneto riaprirà, nel pieno rispetto delle normative anti Covid vigenti, e tornerà ad essere un punto di riferimento per cinefili, appassionati e residenti, dapprima con un incontro con il direttivo dell’Anac – Associazione Nazionale Autori Cinematografici e a seguire – alle ore 18.20 – con la proiezione del cortometraggio ‘J’Ador’ di Simone Bozzelli, alla presenza del regista. Il film ha vinto la Menzione Speciale al 2nd Free Aquila Festival, concorso di cortometraggi indipendenti prodotto dal Nuovo Cinema Aquila, che consiste in una singola proiezione-evento abbinata ad una pellicola di tematica affine.

    Il cortometraggio sarà per questo abbinato a ‘Corpus Christi’ l’acclamata pellicola del polacco Jan Komasa, presentata alle Giornate degli Autori nell’ambito della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Premio per l’Inclusione Edipo Re. Corpus Christi, che esplora i temi relativi alle dinamiche di potere interne alle comunità e affronta i dogmi sociali, gli scontri interpersonali e il perdono sarà proiettato per il pubblico del Nuovo Cinema Aquila alle ore 19.00. Il film, che ha ottenuto una candidatura agli Oscar, quattro candidature agli European Film Awards, una candidatura ai Cesar e una ai Goya, sarà il fiore all’occhiello della programmazione primaverile del Nuovo Cinema Aquila e sarà programmato, a partire da giovedì 6 maggio, alle ore 16.00, 17.30 e alle 19.00.

    Altre pellicole indipendenti che seguiranno tra maggio e giugno saranno ‘Stitches-Un legame privato‘ del serbo Miroslav Terzic, ‘Sulla infinitezza‘ dello svedese Roy Andersson. vincitore del Leone d’Argento alla Mostra di Venezia 2019, ‘Hasta la Vista’ del belga Geoffrey Enthoven e ‘X&Y-Nella mente di Anna‘ della svedese Anna Odell. A Giugno il cinema ospiterà poi le consuete manifestazioni di cinema indipendente di fine primavera tra cui: il 41° Fantafestival, la sezione fuori concorso del 13° Festival internazionale del film corto Tulipani di Seta Nera e il 16° Immaginaria International Film Festival of Lesbians e Other Rebellious Women.

    GLI APPUNTAMENTI ESTIVI E AUTUNNALI

    Numerose saranno le iniziative prodotte dal Nuovo Cinema Aquila per il 2021, le prime delle quali saranno: a Luglio – una rassegna a tema calcistico, tra film indipendenti ed incontri con gli autori e a Settembre I-Mago Urbis’, progetto crossmediale che avrà il suo nucleo in una serie di omaggi ai più celebri Maestri della Storia del Cinema e al loro rapporto con la Città e le Metropoli.

    Con la fine dell’estate, via fino alla fine dell’anno, il Nuovo Cinema Aquila si preparerà ad accogliere alcuni dei più film più attesi dal pubblico italiano ed internazionale: ‘Dune’ di Denis Villeneuve, prima parte dell’adattamento cinematografico del romanzo di Frank Herbert, ‘Freaks Out!’, opera seconda di Gabriele Mainetti, ‘Cry Macho’, diretto ed interpretato da Clint Eastwood, ‘Diabolik’ di Marco e Antonio Manetti, seconda e tanto attesa trasposizione filmica del fumetto creato da Angela e Luciana Giussani, e ‘Matrix 4’ di Lana Wachowski, reboot della celebre saga cyber-punk.

    A Ottobre ripartirà l’appuntamento puntuale con l’NCA Festival, pronto a prender vita grazie alla quarta edizione del Focus annuale: in occasione dei 75 anni del suffragio femminile in Italia, il Nuovo Cinema Aquila propone ‘Sebben che siamo donne‘, rassegna con inediti volta ad omaggiare le più rilevanti cineaste che hanno dato lustro al nostro cinema, con particolare attenzione ai film di produzione indipendente. A novembre NCA Festival proporrà inoltre la prima edizione di ‘Uscita d’Emergenza’, Festival del cinema italiano dalle scelte rigorosamente indie e perciò al di fuori dei canonici canali distribuitivi. I film selezionati, tutti inediti e presentati dagli autori in sala, saranno votati dal pubblico presente e da una giuria composta da cineasti e giornalisti vicini al mondo del cinema indie: i due vincitori avranno entrambi diritto a un weekend di programmazione in sala. Il Festival si chiuderà con l’attesa terza edizione di Free Aquila e, a Dicembre, due masterclass dedicate ad alcuni autentici protagonisti del cinema italiano (e non solo). Il Nuovo Cinema Aquila è un bene confiscato alla mafia, destinato a finalità sociali in particolare per lo svolgimento di attività di educazione al cinema e dato in concessione da Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali.

     

    Fonte: Agenzia Dire

    Labrador anti-covid in aeroporto: fiutano il virus prima del tampone. L’esperimento in Sudafrica

     Il Sudafrica, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 in Africa e nel mondo, sta sviluppando un nuovo modo per individuare le persone positive negli aeroporti in modo veloce e sicuro: sfruttando l’olfatto dei cani.

    Succede all’aeroporto internazionale O.R. Tambo di Johannesburg, dove addestratori professionisti sono al lavoro con esemplari di labrador per individuare grazie al proprio naso le persone positive al Covid, che come molte altre malattie – come ad esempio alcuni tipi di tumore – sviluppa un particolare odore riconoscibile dai cani.

    E con il 95% di possibilità di riuscita, i migliori amici dell’uomo sono già impiegati con successo in vari aeroporti del mondo, dalla Finlandia agli Emirati Arabi Uniti. Preparare i cani a riconoscere i contagiati attraverso l’olfatto “è piuttosto semplice” secondo l’addestratrice Chelsea Mercado, che all’emittente Radio France Internationale ha spiegato: “Ci avvaliamo di un laboratorio di analisi che ci fornisce campioni di sudore delle persone, sia positive che negative al covid, quindi insegniamo ai cani quale campione trovare e come indicarlo all’uomo, ad esempio mettendosi a sedere. Quando lo individua correttamente, diamo al cane un premio, in modo che capisca che è necessario cercare quell’odore specifico”.

    Il cane con cui Mercado sta lavorando esprime fiducia: si chiama MacGyver, come l’agente sotto copertura protagonista di una celebre serie tv statunitense che riusciva a risolvere con relativa semplicità le missioni che gli venivano di volta in volta affidate. Con MacGyver ci sono altri sette esemplari di labrador, parte di un progetto pilota i cui dettagli sono in via di definizione. “L’aspetto più complesso è capire come far annusare i passeggeri dai cani anti-covid” ha detto il responsabile dell’agenzia specializzata in addestratori cinofili Gideon Treurnich. Secondo l’esperto, si potrebbe permettere agli animali di avvicinarsi ai passeggeri ai controlli, oppure chiedere alle persone di consegnare un campione di saliva cosi’ che i cani possano agire in un’area separata. Una modalità, questa, che garantirebbe “privacy e non spaventerebbe le persone che temono i cani”.

    Il Sudafrica ha registrato oltre un milione e mezzo di contagi dall’inizio della pandemia e 54.000 morti. La campagna vaccinale è iniziata in ritardo, perchè il comparire di una variante autoctona del virus ha reso inefficaci le scorte di vaccino acquistate dal governo. Le autorità però si sono dette consapevoli che il vaccino non impedirà del tutto al virus di circolare, e la formazione di unita’ cinofile anti-Covid rientra tra le strategie da mettere in atto per contenere i contagi e soprattutto, le ospedalizzazioni.

     

    Fonte: Agenzia Dire 

     

    Lorenzo Baglioni e Giovanisì aiutano le studentesse e gli studenti toscani a fare la scelta giusta

    Un testimonial che sa parlare alle ragazze e ai ragazzi, un video musicale che “farà scuola” e una campagna per l'orientamento scolastico che aiuterà le studentesse e gli studenti toscani delle medie e del biennio delle superiori a trovare il percorso formativo più adatto a loro.  Questi, in sintesi, gli elementi di “La scuola giusta per te? Piuttosto che scegliere a caso, giovanisi.it”, un progetto realizzato dalla Regione Toscana (Assessorato all'Istruzione e alla Formazione) e Giovanisì, con la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, e finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE).

    La campagna sull’orientamento, che è stata presentata ufficialmente oggi, nel corso di una conferenza stampa, avrà il volto di Lorenzo Baglioni, cantante, attore e conduttore toscano, autore de “Il Congiuntivo”. Baglioni ha dato il via al progetto attraverso il lancio del suo nuovo video intitolato significativamente “Piuttosto che”. Erano presenti all'evento, oltre al cantante, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’Assessora regionale all’Istruzione e Formazione Alessandra Nardini e il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Roberto Curtolo.

    “La Regione Toscana è impegnata al fianco dei giovani con il progetto Giovanisì, per la loro formazione e la loro autonomia” ha commentato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. “Con questa nuova iniziativa scegliamo di rinnovare il nostro impegno in tema di orientamento scolastico. E lo facciamo con il contributo fondamentale di Lorenzo Baglioni, una figura che dà grande spessore a questo progetto, perché non è solo un volto noto e un artista carismatico, ma è una persona che riesce a comunicare con facilità con i giovani, grazie al suo background da insegnante. Sono orgoglioso di una Toscana che è leader nella lotta all'abbandono scolastico e che da sempre valorizza la scuola come elemento fondante della società. Vogliamo essere al fianco degli adolescenti proprio nel momento in cui compiono scelte importanti per esaltare i propri talenti, realizzarsi e aprirsi alla vita e al mondo del lavoro”.

    "Il percorso che consente a studentesse e studenti di scegliere la scuola più adatta a ciascuno parte da lontano: l'orientamento scolastico dovrebbe accompagnare le nostre ragazze e i nostri ragazzi fin dai primi anni - ha aggiunto l’assessora regionale alla all’istruzione e alla formazione, Alessandra Nardini - E così fa la Regione Toscana, sostenendo interventi che si snodano dalla scuola primaria in poi, per far sì che la scelta del percorso di studi che si compie durante l'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado li porti a scegliere il percorso più adatto. È fondamentale che tutte e tutti abbiano informazioni chiare rispetto alle opportunità di studio che possono avere nel nostro territorio. Con questa campagna informativa vogliamo quindi dare alle nostre studentesse e ai nostri studenti, nonché alle loro famiglie, uno strumento conoscitivo importante per la scelta della scuola che ritengono più adatta a loro". “L’orientamento scolastico rappresenta un'azione fondamentale nella lotta alla dispersione e all'abbandono e per favorire il successo scolastico; obiettivi fondamentali per la Regione Toscana – prosegue Nardini - In Toscana il tasso di abbandono scolastico ha registrato un calo tra il 2015 e il 2019, scendendo dal 13,4% al 10,4%. E’ un dato in linea con la media europea (10,3%) e al di sotto della media nazionale (13,5%). Siamo molto contenti di questo calo ma non possiamo fermarci: dobbiamo fare ancora di più. In un periodo difficile come questo per il mondo della scuola e per le giovani generazioni, dobbiamo aumentare il nostro impegno: la Regione, attraverso una serie di azioni e strumenti innovativi, aiuterà le studentesse e gli studenti a compiere consapevolmente la scelta del proprio percorso di studio, oppure a ri--orientarsi dopo i primi anni se necessario."

    “Collaborare con la Regione Toscana in materia di orientamento scolastico è per noi strategico perché ci permette di raggiungere i ragazzi, le famiglie e gli insegnati con messaggi efficaci, diretti e creativi” ha commentato Roberto Curtolo, dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale. “Il tema dell'abbandono scolastico è centrale e si riflette poi sulla vita dei giovani e sul loro inserimento nel mercato del lavorio”.

    “Sono davvero felice di poter collaborare con Giovanisì. Credo molto in questo progetto” ha aggiunto Lorenzo Baglioni. “Ho a cuore la scuola, e penso di averlo dimostrato anche con il mio lavoro. La scuola è l'elemento fondante di ogni comunità perché contribuisce a formare gli individui che la comporranno. L'ho ribadito anche in una canzone: la scuola è il Big Bang, è il punto di partenza dal quale tutto ha inizio. Il progetto di Giovanisì mi piace proprio perché, attraverso un modo di comunicare innovativo e diversificato, aiuterà i ragazzi in una fase molto delicata del loro percorso scolastico. Ogni ragazzo possiede talenti e qualità che devono essere valorizzate attraverso un percorso adeguato. Non esistono strade giuste o sbagliate, non esistono scelte di serie A o di serie B. Esistono scelte adatte a ognuno di noi”.

    Il progetto_

    “La scuola giusta per te? Piuttosto che scegliere a caso, giovanisi.it” è un'iniziativa che accompagnerà le studentesse e gli studenti toscani per tutto il 2021 attraverso un fitto calendario di eventi e di azioni volte a informare e orientare i ragazzi, affiancandoli nella scelta dell'indirizzo scolastico più adatto alle loro inclinazioni e aspirazioni. La campagna di comunicazione rientra nel più ampio progetto “Studiare e formarsi in Toscana: scegli la strada giusta per te” attraverso cui la Regione Toscana da anni porta avanti il suo impegno sul tema dell'orientamento scolastico.

    In particolare, la campagna lanciata oggi si pone l'obiettivo di orientare le studentesse e gli studenti dell'ultimo anno delle scuole medie e le studentesse e gli studenti del biennio della scuola superiore, rispetto alla totalità dell'offerta formativa disponibile in Toscana, supportandoli nella scelta del loro percorso di studio. Lo farà attraverso spot radiofonici, advertising e messaggi che passeranno dai principali canali social. Un'attenzione particolare verrà riservata al social TikTok, molto usato da giovanissimi, attraverso una strategia ad hoc che coinvolgerà anche influencer del social.

     

    Il Cesvot riconosciuto come Centro Servizi accreditato per la Toscana

    Cesvot è stato accreditato quale Centro Servizi di volontariato per la Toscana in base alle verifiche ed alle procedure previste dalla nuova normativa nazionale. Il riconoscimento è arrivato dall'Organismo nazionale di controllo con una delibera del 30 marzo scorso. Con l'accreditamento, i destinatari dei servizi di Cesvot sono tutti gli enti toscani del Terzo settore che, se di rilevanza regionale, potranno anche aderirvi come soci, ad eccezione degli enti costituiti in forma societaria.

    Secondo quanto stabilisce la legge regionale 65 del 2020, la Regione e i suoi enti dipendenti, le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale e, nel rispetto della loro autonomia regolamentare, gli enti locali singoli o associati, possono concludere con il centro servizi per il volontariato accreditato (dunque con Cesvot) accordi e convenzioni per lo svolgimento di attività di supporto tecnico, formativo e informativo al fine di promuovere e  rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore. Inoltre un rappresentante designato dal centro servizi farà parte della Consulta regionale del Terzo settore.

    Secondo il presidente di CesvotFederico Gelli, l'accreditamento "rappresenta in primo luogo il riconoscimento di un percorso avviato ormai due anni fa, le cui tappe significative sono state le modifiche statutarie, gli adeguamenti regolamentari, l'adozione di nuovi protocolli operativi, l'apertura dei servizi a tutti gli enti del terzo settore, l'adozione di nuovi modelli di programmazione e di rendicontazione, e altri ulteriori passaggi organizzativi".

    In un senso più ampio, ha aggiunto Gelli, il riconoscimento a Cesvot "premia la nostra opera, che dura ormai da 23 anni, a sostegno del mondo del volontariato che è sempre più un fattore fondamentale di coesione sociale per le nostre comunità, e sempre più riconosciuto come tale dai cittadini. L'ultima ricerca 'Opinione pubblica e volontariato in Toscana', condotta in collaborazione con Sociometrica, rivela che Cesvot è noto al 53,3% della popolazione toscana, e mostra che per l'87,5% dei toscani il volontariato è molto positivo, per il 73% addirittura fondamentale, col 32% della popolazione che si dichiara disponibile a svolgere attività di volontariato: è l'immagine di una Toscana matura e altruista, che noi vogliamo consolidare continuando a metterci al servizio di tutti i volontari e delle associazioni".

     

    Recuperi, socialità e disagio educativo. La scuola immagina un’estate diversa

    La scuola si prepara al prossimo anno con un corposo programma di attività «per rafforzare apprendimenti e recuperare socialità». Sono questi i due obiettivi principali del Piano “La scuola d’estate” presentato ieri dal ministero dell’Istruzione, che potrà contare su risorse per oltre mezzo miliardo di euro (510 milioni per la precisione). Il pacchetto complessivo di finanziamenti comprende 150 milioni del decreto Sostegni, 40 milioni provenienti dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative e 320 milioni di fondi Pon (risorse europee), che saranno disponibili anche per le scuole paritarie e per i Centri per l’istruzione degli adulti (Cpia).

    «Stiamo costruendo un ponte per il nuovo inizio», ha sottolineato il ministro Patrizio Bianchi, ricordando che «la scuola non si è mai fermata durante tutta la pandemia». «L’emergenza sanitaria – ha sottolineato Bianchi – ha inevitabilmente accentuato problematiche pre-esistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità. Per questo abbiamo voluto un Piano di accompagnamento, un ponte tra quest’anno e il prossimo, un’occasione che consenta a bambini e ragazzi di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità».

    Il progetto si articola in tre fasi. Si parte a giugno con il “potenziamento degli apprendimenti”, attraverso attività laboratoriali, scuola all’aperto e lavori di gruppo, «da effettuare sul territorio – specificano dal Ministero – con collaborazioni esterne e con il terzo settore». A luglio e agosto sarà poi il tempo del “recupero della socialità”, con attività preferibilmente all’aperto, utilizzando anche parchi e centri sportivi, insieme a teatri, cinema e musei. La terza fase, a settembre e fino all’avvio delle lezioni, sarà il periodo dell’“accoglienza” e segnerà «il vero e proprio avvio del nuovo anno scolastico». La partecipazione alle attività sarà «su base volontaria», precisano dal Ministero, sia per gli studenti che per gli insegnanti. Le tipologie di attività e le modalità organizzative saranno stabilite da ciascuna scuola. Gli istituti avranno a disposizione 18mila euro in media (quelli del decreto Sostegni) oltre alle risorse cui avranno accesso partecipando ai bandi attivati dal Ministero.

    «Vogliamo riproporre i centri estivi come l’anno scorso, per offrire alle famiglie un piano educativo più ampio, coinvolgendo il Terzo settore, il teatro, il mondo della cultura, dello sport – sottolinea la ministra della Famiglia, Elena Bonetti –. La scuola ha avviato un progetto ponte sulle competenze che prevede varie attività, che comunque si integreranno con un piano educativo», conclude la ministra, che ieri ha preso parte ad un convegno promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II.

    Di «proposta seria che mette al centro la scuola», parla la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. «È importante – aggiunge Gissi – che siano le scuole, com’è giusto e sensato, a rilevare e individuare il fabbisogno formativo, che abbiano risorse per sostenere le attività di recupero eventualmente necessarie e che possano coinvolgere nella loro gestione altri soggetti, nell’ottica dei patti di comunità. Un atto di fiducia per le istituzioni scolastiche, consegnando loro l’opportunità di un protagonismo positivo come ambito privilegiato per la stipula dei Patti di comunità, rafforzando l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e società civile».

     

    Fonte: Paolo Ferrario. Avvenire, 28 aprile 2021

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