Il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'Autismo, istituita nel 2007 dall'Assemblea Generale dell'ONU per sensibilizzare e richiamare l'attenzione di tutti sul tema dell'autismo e sui percorsi da seguire per rispondere ai bisogni della persona e della sua famiglia. In questa occasione  anche il Serafico si colorerà di blu per accendere l'attenzione sull'Autismo: "Un gesto simbolico per incrementare l'impegno su questo specifico tema – dichiara Sandro Elisei, Direttore Sanitario del Serafico – ma anche per esortare tutti a superare il concetto limitato di "malattia”, approdando a quello più ampio di "neurodiversità”, una parola che esprime al meglio la condizione della persona che presenta dei limiti, ma anche grandi opportunità adattative e importanti capacità realizzative”.   

    Il Serafico da tempo ha attivato una serie di iniziative finalizzate ad assicurare risposte concrete e inclusive ai bisogni emergenti, soprattutto in questo periodo in cui la pandemia sta rappresentando un ulteriore rischio per queste persone che necessitano di attenzioni specifiche e coordinate. I servizi offerti sono molteplici: dalle prestazioni residenziali a quelle di tipo ambulatoriale e laboratoriale. L'offerta di prestazioni si è arricchita dal 2020 grazie ad un team di educatori del Serafico che hanno completato la formazione ABAacquisendo il titolo di RBT, cioè quelle competenze specifiche che nei percorsi educativi sembrano dare i migliori risultati, e la possibilità di misurare l'efficacia dei trattamenti da condividere con la famiglia e le altre realtà educative-riabilitative. Inoltre, accanto ai laboratori di musica, teatro e arti grafiche, al Serafico riprenderà a breve anche il laboratorio di creatività, dove i ragazzi con disturbi dello spettro autistico avranno la possibilità, attraverso un sistema innovativo di realtà aumentata, di trasformare i suoni e movimenti in immagini visive e di vivere un'esperienza di relazione e integrazione sensomotoria.

    "In questa Giornata vogliamo richiamare l'attenzione delle Istituzioni sui problemi delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie – dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell'Istituto Serafico di Assisi - Il cammino verso la piena cittadinanza di queste persone è purtroppo  ancora all'inizio. Non solo mancano servizi adeguati in ambito scolastico, ma anche sanitario. È importante che prendiamo consapevolezza che le nostre città, i nostri centri culturali, i nostri ospedali debbono poter essere fruibili da tutti. Fino a che non avremo servizi adeguati per tutti i cittadini e nel rispetto delle diversità di ciascuno, saremo ancora lontani dal pieno riconoscimento della dignità e dei diritti fondamentali di ogni persona”.

    Per rispondere al meglio alle necessità di cura della persona e dell'ambiente familiare - sottolineate anche dai nuovi LEA - il Serafico partecipa, insieme ad altri 13 Enti di ispirazione cristiana, al Tavolo sull'Autismo promosso dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI, con il preciso intento di migliorare i servizi e l'assistenza di tipo ambulatoriale, Day hospital, semiresidenziale e residenziale attraverso una rete integrata.

    Com'è noto, l'autismo è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta attraverso varie difficoltà nelle relazioni e interazioni sociali, nella comunicazione e nel comportamento. I dati, in continua crescita, ci dicono che questo disturbo riguarda, nel mondo, oltre 60 milioni di persone; in realtà, questa cifra, anche in relazione allo sviluppo e al perfezionamento degli strumenti diagnostici, appare sottostimata.

    In Italia, pur in assenza di dati epidemiologici ufficiali, sulla base dei sistemi informatici sanitari si stima che oltre 500.000 persone hanno difficoltà riferibili all'autismo. In linea con i dati internazionali, anche l'Unità Diagnostica del Serafico continua a registrare un aumento delle richieste di valutazione e trattamento, soprattutto per bambini e adolescenti, che presentano problematiche attribuibili ad un disturbo delle Spettro Autistico, che è stato diagnosticato nel 48 % dei casi.

    Riconoscimento, diagnosi precoce e interventi tempestivi rappresentano le azioni fondamentali per migliorare la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie, che molto spesso si trovano ad affrontare da soli, senza punti di riferimento, numerosi problemi.

    Fino al 19 aprile 2021 campagna di raccolta fondi con numero solidale 45583 per contribuire al nuovo centro di Fondazione TOG dedicato a bambini e ragazzi con patologie neurologiche complesse. La voce dello spot è quella della speaker di Radio Deejay La Pina, testimonial dell’iniziativa

    Contribuire alla realizzazione di un nuovo polo di riferimento per la disabilità infantile nella città di Milano, volto a riabilitare, accompagnare nel percorso scolastico, preparare al percorso lavorativo e alla vita indipendente bambini e ragazzi con patologie neurologiche complesse. È questo l’obiettivo della campagna di raccolta fondi lanciata da Fondazione TOG - Together To Go Onlus, che fino al 19 aprile 2021 è possibile sostenere tramite sms e chiamate al numero solidale 45583.

    Ancora oggi nel mondo occidentale 3 bambini su 1000 nati vivi soffrono di paralisi celebrali infantili, 5 di patologie genetiche con grave ritardo mentale. Bambini per i quali anche le più semplici attività della vita quotidiana, dell’apprendimento, della comunicazione e dell’interazione sociale risultano difficili e faticose.

    Dal 2012 TOG si prende cura dei piccoli pazienti con malattie neurologiche complesse e delle loro famiglie nel suo Centro di Eccellenza, dove grazie a terapisti altamente qualificati offre percorsi personalizzati di riabilitazione neuro cognitiva. Intervenendo su tutti i deficit - motori, cognitivi, comunicativi e comportamentali – provocati da queste patologie, l’intervento riabilitativo complesso è in grado di stimolare lo sviluppo della personalità di bambini e ragazzi e di aiutarli a raggiungere il massimo delle loro potenzialità.

    L’obiettivo del nuovo polo per la disabilità infantile è aiutare un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi, ampliando al tempo stesso i servizi offerti per supportarli in ogni aspetto della vita. Il nuovo centro sarà un luogo dove non solo curare corpo e mente dei piccoli pazienti, ma anche accompagnarli nel cammino verso l’inserimento sociale e una vita sostenibile e dignitosa.

    TOG potrà realizzarlo anche grazie alla campagna con numero solidale 45583, che ha ricevuto il sostegno della conduttrice radiofonica La Pina, che ha prestato la sua voce per lo spot dell’iniziativa.

    Nella nuova struttura, che sostituirà quella già esistente, TOG potrà accogliere in un ambiente ampio, armonioso e totalmente accessibile fino a 200 bambini con patologie neurologiche complesse provenienti da tutto il Nord Italia: ognuno sarà seguito in totale gratuità grazie a una riabilitazione neuro cognitiva personalizzata in base alla necessità e ai tempi di vita. Percorsi riabilitativi ed educativi mirati saranno offerti anche ai bambini con fragilità diverse, in particolar modo a quelli con Disturbi Specifici di Apprendimento in situazioni di svantaggio economico. TOG lavorerà inoltre per favorire il più possibile l’inserimento scolastico dei piccoli pazienti, mentre i ragazzi più grandi saranno aiutati nell’avviamento al lavoro e alla vita indipendente grazie a laboratori dedicati all’acquisizione e al perfezionamento di abilità professionali.

    Oltre alla prosecuzione di tutte le attività già proposte nel Centro di Eccellenza attualmente in uso (fisiochinesiterapia, psicomotricità, logopedia, musicoterapia, terapia neuro-cognitiva, terapia della comunicazione), la tipologia di interventi offerti sarà ampliata grazie alla realizzazione di una piscina, un laboratorio per la fabbricazione digitale di ausili e oggetti di uso quotidiano, un’area di intervento con alta tecnologia (come il sistema di eye tracking, che decodifica il movimento oculare anche in caso di alterata postura della testa), ambulatori di visita dedicati a specifici disturbi (ortopedici, alimentativi, gastroenterologici, ecc.) associati alla patologia neurologica complessa.

    Nel nuovo polo le famiglie continueranno a trovare sostegno psicologico, e un ruolo importante sarà ricoperto dall’attività formativa per la specializzazione di operatori clinici ed educativi nel campo della disabilità e della fragilità educativa.

    Il nuovo centro TOG mira a diventare un punto di riferimento clinico e socioeducativo dove bambini e ragazzi con disabilità potranno intraprendere percorsi efficaci di “buona vita” (dalla scuola, al doposcuola, all’avviamento al lavoro) aiutando loro stessi e le loro famiglie. La struttura sarà aperta al territorio e ai cittadini per favorire l’inclusione sociale e la conoscenza e la sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti le patologie neurologiche complesse.

     

    Identificati due marcatori che inducono le cellule staminali tumorali del colon a sviluppare metastasi. Lo studio condotto dall’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Cnr di Napoli apre la strada a nuove terapie che colpendo tali fattori potrebbero eliminare selettivamente una specifica popolazione di cellule tumorali. I risultati della ricerca realizzata grazie al sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro sono stati pubblicati sulla rivista Theranostics

    Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb) ha identificato due marcatori molecolari che guidano le cellule staminali tumorali del colon verso lo sviluppo di metastasi. I risultati dello studio sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro sono pubblicati sulla rivista Theranostics. I dati raccolti aprono la strada a nuovi approcci terapeutici che colpendo tali fattori potrebbero eliminare selettivamente una specifica popolazione di cellule tumorali.

    “Il tumore del colon-retto è attualmente la terza causa di morte nel mondo per cancro. Fra i principali fattori di rischio per la malattia vi sono l’età, una dieta poco varia e non equilibrata, il fumo ed errori casuali nel DNA che si verificano durante la divisione cellulare. Alcune delle mutazioni genetiche più frequenti in questo tipo di tumore possono causare una crescita cellulare incontrollata delle cellule stesse”, spiega Enza Lonardo del Cnr-Igb. “Nonostante negli ultimi decenni siano stati fatti considerevoli passi avanti nella comprensione della biologia dei tumori, l’efficacia dei trattamenti disponibili per la cura del tumore del colon-retto non è migliorata in modo significativo, e purtroppo un numero crescente di pazienti al momento della diagnosi già presenta metastasi epatiche”. L’individuazione di specifici bersagli molecolari può essere decisiva nel determinare il trattamento più idoneo per ogni paziente. “Diversi studi sono attualmente incentrati sulle cellule staminali tumorali, in quanto è stato dimostrato il loro coinvolgimento nel favorire la crescita tumorale e lo sviluppo di metastasi. Inoltre, le cellule staminali tumorali sono in genere altamente resistenti alla chemioterapia e possono di conseguenza essere responsabili della recidiva della malattia”, prosegue Lonardo. “Il nostro studio ha identificato una sottopopolazione di cellule staminali tumorali caratterizzata dalla elevata espressione della molecola di adesione L1cam. La co-espressione di tale fattore con il recettore Cxcr4, noto per favorire la migrazione delle cellule tumorali in organi distanti, incrementa il potenziale tumorigenico delle cellule staminali tumorali, rendendole altamente resistenti al trattamento chemioterapico e favorendo l’insorgenza di metastasi, in particolare nel fegato”.

    I ricercatori hanno inoltre identificato alcuni meccanismi molecolari alla base della elevata co-espressione di questi marcatori. Essi risultano assenti nelle cellule del colon normale, mentre sono attivati in quelle tumorali che risiedono in un microambiente povero di ossigeno e in presenza della molecola Nodal. La presenza di entrambi i fattori (ipossia e Nodal) induce l’espressione di L1cam e Cxcr4, promuovendo così l’insorgenza di un fenotipo più aggressivo e meno responsivo alle terapie farmacologiche convenzionali. Lo studio si è avvalso dell’utilizzo di modelli cellulari tridimensionali, gli organoidi, derivanti da cellule tumorali di pazienti, che hanno permesso di riprodurre in laboratorio l’architettura e le caratteristiche biologiche essenziali dei tumori del colon-retto.

    “Questa scoperta potrebbe permettere lo sviluppo di nuovi farmaci che agiscano in modo specifico sia attraverso la riduzione diretta dell’espressione dei due marcatori, sia in maniera indiretta sul microambiente tumorale, ad esempio aumentando l’ossigenazione della massa tumorale o modulando la via di segnalazione mediata da Nodal”, conclude Lonardo. “Tali nuovi approcci potrebbero avere importanti implicazioni cliniche, nel ridurre drasticamente il potenziale tumorigenico delle cellule e di conseguenza ridurre drasticamente la recidiva e la formazione di metastasi”.

    A trentasei anni dalla prima attività di beach cleanup Marevivo lancia la sua nuova campagna nazionale “Adotta una spiaggia”, attraverso la quale sarà possibile sostenere l’Associazione nelle attività di pulizia, osservazione e valorizzazione di decine di spiagge in tutta Italia, dalla Liguria alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia.
     
    Spesso non ci rendiamo conto che la spiaggia rappresenta un ambiente unico in natura, il cui delicato equilibrio può essere irrimediabilmente compromesso dai comportamenti dell’uomo. Alla spiaggia infatti appartengono i granelli di sabbia, le conchiglie, la vegetazione e le tante creature che vivono sul litorale e nelle acque vicino alla riva.
     
    Con la campagna “Adotta una spiaggia” Marevivo vuole dunque da un lato promuovere sul territorio azioni concrete per contribuire a contrastare alcune delle criticità generate dall’azione antropica, ma anche ricordare quanto sia una responsabilità collettiva avere cura costantemente di un ambiente così fragile e prezioso al quale ancora oggi purtroppo siamo abituati a pensare solo in estate e in una misura “accessoria”.
     
    A prendersi cura delle spiagge “adottate” saranno i volontari delle Delegazioni di Marevivo sul territorio, da anni impegnati costantemente a tutelarne l’integrità, il valore naturalistico e la bellezza.
    Le donazioni permetteranno quindi a centinaia di attivisti di Marevivo di avviare e sostenere nel tempo attività di pulizia e di sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni locali, anche attraverso l’installazione di pannelli informativi. Direttamente dal sito di Marevivo sarà possibile scegliere quale spiaggia “adottare”, optando per una a cui si è fortemente legati o piuttosto ad una lontana ma particolarmente preziosa dal punto di vista naturalistico.
     
    Quando pensiamo alla spiaggia spesso non ci rendiamo conto che si tratta di un ecosistema complesso, habitat naturale di centinaia di animali e piante marine” ha dichiarato Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali di Marevivo. “Per proteggerla dobbiamo capirne il valore, guardarla con occhi diversi. Per questo abbiamo deciso di lanciare questa campagna e di chiedere a tutte le persone che amano il mare di aiutarci a preservare decine di spiagge in tutta Italia e gli animali che le abitano.”
     
    L’Italia ha circa 8000 km di costa, il 50% circa è rappresentato da coste sabbiose, il 34% da coste rocciose e il 16% è occupato da infrastrutture di vario genere: porti, aree industriali, insediamenti turistici, aree agricole o commerciali.
     
    I litorali sabbiosi, le spiagge e le dune costiere sono tra gli habitat europei e nazionali con il peggiore stato di conservazione. Le principali minacce e pressioni su questi ambienti fragili sono l’inquinamento, la cementificazione delle coste, il turismo irresponsabile, le attività di vario genere che si svolgono nell’immediato entroterra, la distruzione delle praterie sommerse di posidonia, la presenza di specie aliene, la distruzione degli alvei dei fiumi. Si stima che l’inquinamento delle spiagge colpisca più di 800 specie di fauna selvatica in tutto il mondo, e sono più di 100.000 gli uccelli, le tartarughe marine e i mammiferi marini che ogni anno muoiono a causa dei rifiuti di plastica abbandonati. Hanno la loro influenza anche fenomeni a scala globale come i cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature medie del pianeta.
     
    A causa del disturbo e dell’eccessivo afflusso di bagnanti, animali come il fratino o la tartaruga marina Caretta caretta non riescono a trovare le condizioni adatte per la riproduzione, la deposizione e la schiusa delle uova o per lo sviluppo della prole.
    La tipica vegetazione costiera è quasi ovunque scomparsa o fortemente compromessa e non riesce più a svolgere il suo ruolo di contrasto all’erosione. Specie tipiche dei litorali sabbiosi come il giglio di mare o la sfinge del pancrazio (una farfalla notturna il cui bruco si nutre esclusivamente delle foglie di questa pianta), stanno ormai diventando rare ovunque.
     
    Altra grave minaccia è rappresentata dall’erosione costiera, fenomeno particolarmente forte in Italia che negli ultimi 50 anni ha perso 40 milioni di metri quadrati di spiaggia e dove attualmente quasi il 50% delle coste sabbiose è soggetto a erosione ed è stato trasformato e urbanizzato distruggendo o modificando in maniera allarmante la morfologia naturale della costa e il paesaggio preesistente.

    Dopo una contrazione durante i mesi del primo lockdown, gli italiani sono tornati a leggere con un’intensità ancora maggiore rispetto al periodo precedente alla pandemia. La popolazione di lettori è infatti cresciuta dai 26,3 milioni di ottobre 2019 ai 27,6 milioni di ottobre 2020Anche il fatturato complessivo del settore ha fatto registrare un dato positivo: +2,3% a fine 2020, con una tendenza in crescita anche nelle prime otto settimane del 2021 (+25% nei libri a stampa). È quanto emerge dalla fotografia scattata dal ‘Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)’, la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura e realizzata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori, presentata questa mattina alla presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini.

    Diversi i fattori che hanno contribuito alla crescita. Da un lato la rapida capacità riorganizzativa da parte degli editori: attraverso l’avvio di processi di smart working, riorganizzando l’area diritti, spostando la produzione dalla carta al digitale, rimodulando il piano editoriale e proponendo nuovi autori e nuovi titoli. Dall’altro, le misure adottate prontamente dal Governo e dal Parlamento per affrontare la crisi. Il libro è stato considerato come “bene essenziale”, con la conseguente apertura delle librerie anche durante i lockdown (misura adottata in Italia prima che in molti altri paesi europei). Il sostegno concreto alla domanda pubblica e privata si è poi sviluppato attraverso una serie di aiuti diretti agli editori, alle librerie ai traduttori. In particolare, i finanziamenti pubblici hanno compreso 30 milioni di euro per 18App, 15 milioni di rifinanziamento per Carta cultura, 30 milioni di fondo per gli acquisti delle biblioteche di pubblica lettura, 10 milioni di aiuti ai piccoli editori, 12 milioni agli editori turistici e d’arte, 10 milioni di crediti d’imposta alle librerie, 5 milioni in aiuti ai traduttori.

    In un’ottica di sostegno e ripartenza, molto importante sarà nei prossimi mesi il ruolo del Centro per il libro e la lettura. Il Centro gestisce il Fondo per l’attuazione del Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura, che tra il 2020 e il 2021 prevede il finanziamento di progetti e iniziative attraverso bandi e convenzioni per un totale di 8,7 milioni di euro che verranno erogati, raddoppiando l’offerta di bandi pubblici, nel corso del corrente anno per rimediare allo stop imposto nel 2020 dalla pandemia.

    Tra i dati contenuti nel ‘Libro bianco’, spiccano il notevole aumento della platea di lettori di e-book (dal 20% al 32% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, contando sia chi legge solo e- book, sia chi li alterna ai libri di carta), il decollo del comparto degli audiolibril’impetuoso sviluppo del prestito bibliotecario digitale (+250% durante il primo lockdown, +103% a dicembre 2020), oltre a tutta una serie di innovazioni tecnologiche che si sono innestate a vari livelli della filiera editoriale: dallo sviluppo di piattaforme di scambio di diritti che hanno sopperito alla chiusura delle principali fiere professionali internazionali a quello di piattaforme didattiche scolastiche e universitarie per la didattica a distanza.

    FRANCESCHINI: “CREDO CHE L’AUMENTO NELLA VENDITA DI LIBRI NON SIA EPISODICO”

    “Il Libro Bianco sulla lettura consente di fare riflessioni che saranno necessarie in tutti i settori dopo la pandemia. Quando sarà conclusa, cominceremo a capire se le cose sono cambiate solo per l’emergenza e poi tutto si richiuderà come una parentesi, o se resteranno nei nostri comportamenti, e io credo che sarà così, perché l’onda dirompente del lockdown ci ha fatto ricostruire una gerarchia di valori e comportamenti. Le società e le persone hanno scoperto le cose che mancano, forse hanno rivisto alcuni errori di questo modello sociale. Probabilmente una serie di cose resteranno. Il dato sulla crescita della vendita dei libri e della lettura – anche se non è automatico che queste due cose siano legate – è episodico, legato alle condizioni del lockdown o è un dato strutturale? Io credo che sia questa seconda cosa”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, durante la presentazione del ‘Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)’, la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura e realizzata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori. Un’analisi che ha messo in evidenza l’aumento della popolazione di lettori tra il 2019 e il 2020.

     

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    Oggi 1° aprile alle ore 18.30 si terrà online sui canali di CUBO-Museo d’impresa del Gruppo Unipol, della Società editrice il Mulino e sulla pagina Facebook del Museo e Real Bosco di Capodimonte un dialogo in streaming tra il M° Riccardo Muti e il professor Massimo Cacciari dal titolo Le ultime parole di Cristo, ispirato al volume “Le sette parole di Cristo”, edito da Il Mulino nel 2020. In un incontro tra musica e filosofia, religione e arte, a offrire la trama del dialogo sono due opere: la Crocifissione di Masaccio e la partitura di Franz Joseph Haydn ispirata alle ultime parole pronunciate da Cristo sulla croce e composta per la cerimonia del Venerdì Santo.  

    Intervengono anche Sylvain Bellenger direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e Vittorio Verdone, direttore Corporate Communications and Media Relations del Gruppo Unipol e moderato dell'incontro. 

    Il direttore Sylvain Bellenger sarà in collegamento dalla sala del Museo e Real Bosco di Capodimonte in cui è allestita l’opera del Masaccio accanto a quella di Masolino da Panicale. Dall’analisi storico-artistica dell’opera – il fondo dorato, il Cristo in croce, la Vergine, San Giovanni e la figura imponente della Maddalena bionda con il mantello rosso e le braccia aperte al cielo – partiranno profonde riflessioni culturali e filosofiche per giungere all’idea centrale, espressa nel volume edito dal Mulino, che il pensiero non scaturisce soltanto da immagini che poi si traducono in parole, ma anche dai suoni che possono divenire musica: la pittura per quanto possa essere vertiginosa, ci inchioda a una prossimità, a una vicinanza col dipinto, mentre la musica, per la sua capacità di raggiungerci senza mediazioni, ci trasporta verso lontananze impensabili. 

    Massimo Cacciari nelle pagine del libro si rivolge al Maestro Muti:“Prima di eseguire Le sette parole di Cristo sulla croce, hai invitato il pubblico dicendo: ‘Vi troverete in questo ascolto ciascuno con la propria vita, i propri dolori, le proprie paure, le proprie speranze, tutti uniti in Cristo; cioè, l’umanità di Cristo è l’umanità di voi che ascoltate’. E già in questa riflessione c’è tutta la profondità dell’intreccio tra arte e musica, da cui partirà il loro dialogo il 1° aprile, Giovedì Santo, sulle ultime frasi del Cristo morente, che si fanno musica e senso universale, e che trascendono l’immagine stessa, divenendo pura astrazione. 

    Marevivo apprende con grande disappunto e rammarico che la richiesta di inserire una Cabina di Regia per il mare all’interno del Comitato Interministeriale alla Presidenza del Consiglio per la Transizione Ecologica (CITE), che l’Associazione chiede da anni e presentata da un emendamento a firma dell’On. Paola Deiana, è stata ritirata per parere contrario del Governo.
     
    Questa scelta si traduce in un’occasione sprecata, e risulta comunque inaccettabile se si pensa che stiamo parlando di un bene comune di valore inestimabile come il mare, che svolge un ruolo centrale non solo dal punto di vista ambientale, producendo il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbendo il 30% dell’anidride carbonica, ma anche economico, poiché contribuisce per il 3% al Pil del Paese.
     
    Siamo estremamente rammaricati e delusi ma non ci fermeremo” ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo. “Lo dobbiamo a tutti i nostri sostenitori e amanti del Mare, che nel mare non vedono solo una mera forma di approvvigionamento, sostentamento o turismo, ma che sono consapevoli che senza un mare in buona salute non esiste possibilità di vita né per gli animali che lo abitano né (soprattutto) per la stessa specie umana sul Pianeta.”

    C'è davvero poca famiglia nell'immaginario dei giovanissimi (un campione di 600 tra i 18 e i 20 anni) intervistati dalla Fondazione Donat Cattin nell'ambito dell'indagine "Attese e bisogni dei giovani in relazione al futuro". La situazione lavorativa futura e la situazione economica attuale della loro famiglia sono le voci che "pesano" maggiormente nei progetti dei ragazzi, ma il dato più eclatante è che un complessivo 51% di essi a 40 anni immagina di non avere figli. Di questi un 31% si immagina in coppia senza figli e un 20% single. L’assoluta maggioranza dei giovani pertanto nel futuro non si vede nel ruolo di genitore. Le ragioni sono soprattutto legate alla difficoltà di fare progetti a lungo termine: più di 1/4 dei giovani intervistati infatti esprime la necessità di «vivere alla giornata», un ulteriore 12% vuole sentirsi indipendente, un 10% che non vuole responsabilità, e un 3% che non afferma di non credere nelle relazioni stabili.

    Di seguito troverai il link per il testo dell dell'indagine: http://www.fondazionedonatcattin.it/wp-content/uploads/2021/03/REPORT-I-GIOVANI-ED-IL-FUTURO.pdf

    Il 4 marzo e il 22 marzo 2021 noi della Federazione Alzheimer Italia abbiamo chiesto con forza che le persone con demenza venissero inserite come prioritarie nel piano vaccinale, tramite due lettere inviate al Presidente Draghi, al Ministero della Salute, al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Generale Figliuolo, all’Istituto Superiore di Sanità, al Comitato Tecnico Scientifico, all’Agenzia Italiana del Farmaco. Le persone con demenza non sono state infatti considerate una categoria priorità né nella prima versione delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19”, risalente all’8 febbraio, né nell’aggiornamento dello stesso documento diffuso il 10 marzo. La medesima richiesta è arrivata anche da diverse società scientifiche che si occupano a vario titolo di demenza - quali l’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG) – e da molte altre associazioni di familiari.

    Eppure, nonostante le lettere e gli appelli, a oggi la situazione non si è ancora sbloccata e all’interno delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” si continua a parlare di persone con disabilità grave (secondo la legge 104) e loro caregiver, ma non viene fatto alcun cenno alle persone con demenza, nonostante sia stato confermato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità che 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone che avevano una storia di demenza.

    La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi causati da diverse malattie: le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragilima devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale.

    In Italia ci sono un milione e 200 mila persone e loro familiari che vivono ogni giorno a stretto contatto con la demenza e ognuna di queste persone sta aspettando di veder riconosciuto il proprio diritto fondamentale alla salute. Queste persone hanno già pagato un prezzo altissimo per colpa di questa pandemia, crediamo che adesso sia indispensabile prenderci cura di loro.

    Gabriella Salvini Porro
    Presidente Federazione Alzheimer Italia

    Da Nord a Sud dell’Italia migliaia di  volontari Auser sono in campo per aiutare gli anziani soli e fragili a prenotare la vaccinazione  sulle piattaforme informatiche e ad accompagnarli successivamente presso i siti vaccinali, in molti casi lontani decine di chilometri.
    Sono tante le persone sole e con difficoltà motorie che hanno bisogno di essere aiutate.  Auser è al loro fianco, per non lasciare indietro nessuno e far sentire la propria vicinanza.
    Auser è in campo con centinaia di automezzi, molti dei quali attrezzati per il trasporto di anziani in carrozzina. Un’attività di grande importanza in questa fase della campagna vaccinale che coinvolge gli anziani e le persone più fragili. 

    Inoltre le Asl di Vercelli e Novara hanno sottoscritto apposite convenzioni per coinvolgere  nella somministrazione dei vaccini, i medici in pensione degli ambulatori della solidarietà Auser di Borgomanero e Vercelli.


    L’Auser di Vercelli  mette a disposizione dell'Asl 6 medici in quiescenza, 6 infermieri, 4 persone per le attività amministrative e alcuni altri volontari per supportare la campagna su tutto il territorio. Mentre sono circa 80 i medici in pensione che hanno aderito all’accordo fra Asl di  Novara e Ambulatorio Auser di Borgomanero per dare una mano nella somministrazione dei vaccini. 

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