24 Dicembre 2020 - 05:06

    Natale da gourmet per gli anziani soli

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    A Cecina un progetto solidale che coinvolge chef stellati, Auser e l’associazione Nazionale Carabinieri
     
    Cinquanta pietanze prelibate verranno donate durante le festività natalizie  ad altrettanti anziani che vivono da soli. Facendo loro passare un Natale meno triste. 
    Il progetto che darà calore e vicinanza agli anziani che vivono in solitudine e in condizioni disagiate,  si chiama “donare con il cuore” e nasce dalla collaborazione di Auser Cecina e associazione nazionale Carabinieri,  insieme agli chef stellati Andrea e Daniele Zazzeri proprietari del ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona.  Una volta confezionati i cinquanta pasti da gourmet saranno i volontari dell’Auser a consegnarli direttamente a casa degli anziani. Una consegna non solo di cibo prelibato, ma piena di attenzioni.
    I fratelli Zazzeri sono proprietari del ristorante che ha confermato la prestigiosa stella Michelin, ereditata dal padre Luciano un  vero maestro di cucina  e creatore di piatti di mare unici, scomparso un anno fa. 
    Il progetto prevede anche una campagna antisprechi rivolta al comparto hotel ristoranti bar. Insieme all’ Associazione Carabinieri Cecina i volontari hanno lanciato  un appello per il rispetto della normativa antisprechi prevista dalla legge 166/2016 e favorire il recupero e la donazione dei prodotti alimentari in eccedenza.
    In questo modo si possono recuperare molti alimenti che sarebbero sprecati e destinarli alle persone più disagiate, una categoria che sta crescendo in un momento di crisi anche economica dovuta agli effetti della pandemia.
    #PallediNatale - Fondazione Carolina  e Parole O_Stili lanciano la campagna contro le fake news sull’educazione digitale
     
    Ai tempi della pandemia il fenomeno delle fake news sembra godere di ottima salute. Le “verità” confezionate sono talmente tante che a volte diventa difficile capire a cosa credere. Se la scienza ci aiuta a tracciare una rotta tra la moltitudine di dogmi, invettive e rivelazioni che popolano la Rete, le “convinzioni” più difficili da mettere in dubbio sono quelle che appartengono a tutti noi. Quei piccoli-grandi comportamenti di ogni giorno che, insieme, diventano luoghi comuni granitici, quasi inamovibili lungo la strada del buonsenso e della responsabilità. Per questo la Onlus Fondazione Carolina, impegnata a tutela dei minori in Rete, e Parole O_Stili, la no-profit contro la violenza delle parole, lanciano #PallediNatale. 
    Si tratta di un progetto di informazione e sensibilizzazione a 360 gradi, che parte dalla campagna sui social (focus in allegato) e comprende attività formative nelle scuole. “I genitori non possono controllare lo smartphone dei propri figli”, “I miei nipotini sono molto fotogenici, che male c’è se mando video e foto sui miei gruppi whatsapp!”, “Era solo una battuta, tanto tutti lo considerano uno sfigato… ”. Come una grande palla di neve, composta da milioni di fiocchi, queste condotte digitali, frutto della noncuranza e di una mancanza di competenza, alimentano falsi miti e giustificazioni in grado di condizionare l’esperienza digitale di tutti. 
    “E così per Natale saranno regalati migliaia di smartphone e tablet a bambine e bambine, anche di 9 anni, senza capire la portata di questi strumenti nel loro percorso di crescita”. Ivano Zoppi è il segretario generale della Fondazione dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia. “La storia di Caro ha squarciato il velo rispetto a fenomeni che, fino a qualche anno fa, venivano ignorati. Adesso - continua Zoppi - tutti sappiamo che usare web con superficialità può essere rischioso, ma nessuno pensa che il pericolo potrebbe viaggiare nei propri devices o in quelli dei propri figli”. Ed ecco che rinunciamo a controllare cosa vivono ogni giorno i nostri piccoli sui social e nelle chat, solo per la paura di ledere la loro privacy. “Un approccio deviato - spiega Ivano Zoppi - perché basato sui diritti dell’adulto, non su quelli dei minori, quando invece i genitori avrebbero il dovere di adempiere alle responsabilità educative e di accompagnare i figli nella fruizione di un mondo online che, però, di virtuale non ha più nulla”. 
    "Siamo davvero felici di stare al fianco di Fondazione Carolina con questa prima iniziativa, consapevoli che solo facendo Rete si possono raggiungere obiettivi ambiziosi come quello della riduzione dei linguaggi ostili. Da sempre Parole O_Stili è impegnata nell’accompagnare genitori, e in generali gli adulti, in un percorso di responsabilizzazione e acquisizione di consapevolezza sugli aspetti positivi e negativi degli strumenti digitali.” - dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili - “Lo facciamo attraverso numerose iniziative, con la creazione di contenuti educativi ma, soprattutto, attraverso la promozione dei valori espressi nel nostro principale strumento divulgativo, il Manifesto della comunicazione non ostile. Il decalogo, già utilizzato da centinaia di migliaia di insegnanti e protagonista di altre centinaia di materiali didattici tra cui anche un intero Percorso di Educazione Civica, è utile principalmente per farci comprendere che presiedere le piattaforme social è un modo per stare al fianco dei ragazzi ma che è altrettanto importante abitarle in modo corretto. Perchè la vera sfida per noi adulti e genitori è di diventare online degli esempi di stile, dei micro influencer per i nostri figli. 
    Se la campagna social si rivolge, non senza ironia, ai “genitori digitali”, l’iniziativa coinvolge direttamente i preadolescenti, con attività e laboratori nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. 
    “Ed è proprio partendo dal Manifesto che, in occasione del Natale abbiamo creato con Fondazione Carolina, oltre alla campagna social #pallediNatale, anche delle schede didattiche utili agli insegnanti di primaria e secondaria di secondo grado per spiegare in classe ai ragazzi come vivere positivamente l’ambiente digitale.” continua Rosy Russo “Un’occasione quella del Natale anche per rinnovare il nostro invito a scegliere parole gentili, parole che, in questo periodo in cui dobbiamo restare a distanza, possano diventare carezze belle e abbracci intensi.” 

    Ecco il progetto Papua Nuova Guinea, flagellata da catastrofi naturali

    Le conseguenze del cambiamento climatico in alcuni dei Paesi più ricchi di biodiversità del pianeta, come la Papua Nuova Guinea, sono terribili. Questa terra è costantemente soggetta a catastrofi naturali che mettono a dura prova la vita di intere comunità e villaggi.

    I missionari del PIME – attraverso il loro Centro di via Monterosa 81 a Milano - accolgono l'esortazione dell'enciclica di Papa Francesco Laudato Sì a proteggere la casa comune e a cercare un modello di sviluppo sostenibile che non dimentichi i poveri, scegliendo di dedicare il Fondo Paese 2021 alla Papua Nuova Guinea. Dopo l’Amazzonia nel 2019 e la Cina nel 2020, nel 2021 sarà dunque questo Stato indipendente dell'Oceania - che nel 1852 fu anche la prima destinazione in assoluto dei missionari PIME - la regione al centro di un intervento straordinario della Fondazione Pime. Per questo motivo, in occasione del Natale, i missionari invitano i cittadini che hanno a cuore la solidarietà a partecipare all'niziativa con una donazione al link https://donazioni.pimemilano.com/sorellapng

    È stata firmata oggi dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, e dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, l’Intesa in vista del concorso per la copertura dei posti per l’insegnamento della religione cattolica, previsto dall’articolo 1-bis della legge 159/19.
    Nell’Intesa, sottoscritta in videoconferenza, si ricorda che “la procedura concorsuale è bandita nel rispetto dell’Accordo di revisione del Concordato lateranense stipulato tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana il 18 febbraio 1984, ratificato con legge 25 marzo 1985, n. 121 e dell’Intesa tra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sottoscritta il 28 giugno 2012, cui è stata data esecuzione con decreto del Presidente della Repubblica 20 agosto 2012, n. 175”.
    Tra i requisiti di partecipazione alla procedura concorsuale “è prevista la certificazione dell’idoneità diocesana di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 18 luglio 2003, n. 186, rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda di concorso”. Il testo ricorda che i posti messi a bando nella singola Regione per il “personale docente di religione cattolica, in possesso del riconoscimento di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione” corrispondano a quanto stabilito dall’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge n. 126 del 2019.
    Si spiega, inoltre, che “l’articolazione, il punteggio e i criteri delle prove concorsuali e della valutazione dei titoli saranno oggetto di determinazione da parte del bando di concorso, tenendo presente che tutti i candidati sono già in possesso dell’idoneità diocesana, che è condizione per l’insegnamento della religione cattolica”.
    Siglando l’Intesa, il Cardinale Bassetti ha ricordato che “il prossimo Concorso costituisce un passaggio importante non solo per la stabilizzazione professionale di tanti docenti, ma anche per la dignità dello stesso insegnamento, frequentato ancora oggi – a trentaquattro anni dall’avvio del nuovo sistema di scelta – da una larghissima maggioranza di studenti”. Il Cardinale ha poi rinnovato “la stima e la vicinanza dei Vescovi italiani agli insegnati di religione che, con passione e competenza, accompagnano il cammino di crescita delle ragazze e dei ragazzi di oggi”.
    “Ringrazio la CEI per la collaborazione che ci ha consentito di arrivare a questa Intesa - ha commentato la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina - che va nella direzione di assicurare, tramite il concorso, la realizzazione delle aspirazioni dei docenti di religione e, al contempo, la funzionalità delle istituzioni scolastiche”.
    Il nuovo Concorso si terrà a circa diciassette anni dalla prima, e finora unica, procedura bandita nel febbraio 2004 in attuazione della legge 186/03, che istituiva i ruoli per l’insegnamento della religione cattolica.

    Iniziativa anciata dalla Comunità di Sant'Egidio per regalare, anche quest’anno e nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il calore e la gioia del Natale alle persone più fragili.

    L’iniziativa, sostenuta da una campagna sms attiva fino al 28 dicembre, consentirà alla Comunità di Sant’Egidio, che tutti i giorni sostiene chi è povero e solo, di offrire pasti caldi e regali a coloro che ne hanno più bisogno, perché non siano lasciati soli proprio in questa festività. Quest’anno più che mai, con lo scoppio della pandemia e la crisi economico-sociale che ha colpito in particolare i più poveri e creato nuove situazioni di bisogno, è fondamentale rafforzare la rete di solidarietà per dare aiuto, coraggio e speranza.

    Per far fronte alla nuova emergenza economica la Comunità di Sant’Egidio, da marzo a ottobre 2020, ha  incrementato il lavoro delle mense per i poveri, distribuendo oltre 6.000 pasti a settimana. Nelle diverse città italiane in cui è presente, Sant’Egidio ha aperto oltre 50 nuovi centri di distribuzione e donato 150.000 pacchi alimentari per una media di ca. 18.750 pacchi ogni mese (oltre il doppio dello scorso anno durante il quale i pacchi distribuiti mensilmente erano ca. 7.500).

    Complessivamente la Comunità ha aiutato chi aveva bisogno oltre due volte e mezzo in più rispetto al 2019.

    Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” presenta: Rassegna “Che spettacolo di domenica”. Iniziativa organizzata con il contributo della Regione del Veneto 

    23, 26 e 27 dicembre, ore 18 diretta facebook

    Da 674 anni la Pietà fa parte del patrimonio culturale della città di Venezia, operando con continuità a favore della tutela dei bambini e aggiornando la propria missione con l’evolversi della cultura e della società. «L’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” è una realtà importante – spiega il Presidente Filippo Battistelli – che da anni è un punto di riferimento nel territorio di Venezia, uno spazio aperto al gioco e ricco di iniziative dedicate ai più piccoli e alle famiglie. Nel periodo natalizio l’Istituto presenta la quarta edizione dell’iniziativa “Che spettacolo di domenica” dedicata ai piccoli ospiti delle strutture residenziali socio – educative e a tutti i bambini e le famiglie di Venezia». 

    La quarta edizione della rassegna “Che spettacolo di domenica”, organizzata con il contributo della Regione del Veneto e in collaborazione con I.P.A.V. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane), Venezia dei Bambini, Venezia News, Teatro a l’Avogaria, ha dovuto più volte modificare la sua identità. Ideata inizialmente come spettacoli dal vivo per bambini e famiglie, con l'evolversi della situazione sanitaria e il necessario rispetto del distanziamento sociale si è trasformata in Favolosi Nonni, una mini serie programmata su Facebook con sei puntate di circa 8 minuti l'una in cui sono protagoniste le favole dedicate ai bambini e ai nonni, ideali narratori delle stesse.

    I Favolosi Nonni avrebbero dovuto essere protagonisti in prima persona, ma le attuali circostanze pandemiche hanno indotto l’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” a immaginare e a costruire un nuovo progetto che diviene un vero e proprio omaggio a loro e alla magia delle favole. Le fiabe, infatti, sopravvissute all’usura del tempo, hanno saputo rigenerarsi continuamente, sono riuscite ad adattarsi a tutte le epoche, regalando alle parole originali significati sempre nuovi, merito delle narrazioni di nonne e nonni che hanno trasformato il fascino senza tempo di queste storie in incredibili avventure per i loro nipoti. Una capacità che si trasmette di generazione in generazione e che non deve in nessun modo andare persa. 

    «In questo particolare periodo storico – dichiara Simone Venturini, Assessore alla coesione sociale del Comune di Venezia – è importante creare momenti di dialogo, confronto e condivisione tra generazioni, sempre con uno sguardo alle tradizioni del passato che, in questo modo, diventano un patrimonio immateriale da tramandare anche grazie alle nuove tecnologie e i social media».

    «Regalare ai bambini in questo momento – conclude Massimo Zuin, Direttore Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” e I.P.A.V. – la possibilità di sognare e di mantenere vivo il legame con i loro nonni diventa per noi prioritario. In questo senso ritrovarci anche virtualmente uniti è per noi comunque una festa a cui invitiamo tutti a partecipare».

    Favolosi Nonni sono dunque favole e racconti in scena per bambini e nonni, con un filo rosso che li accomuna: Venezia.

    Protagoniste tre voci narranti prestate per un giorno al progetto: un'attrice di lungo corso, Eleonora Fuser, curatrice della rassegna, un professore (anche nonno), Stefano Stipitivich e un giornalista, Fabio Marzari, con la partecipazione straordinaria del cane Ringo, impegnati a raccontare a loro modo favole e filastrocche, non semplici storielle, ma vere e proprie narrazioni in cui la storia leggendaria di Venezia e i grandi classici per bambini si fondono insieme. Ecco allora che la fantasia e l’immaginazione dei piccoli vengono stimolate da elementi magici, animali fantastici, fate, incantesimi e meraviglie intrecciati a racconti di antiche vicende, rievocazioni di leggende, episodi epici.  

    L'immagine della rassegna è del famoso disegnatore Fabio Vettori. 

    Appuntamento il 23, 26 e 27 dicembre alle ore 18 in diretta facebook Istituto Pietà di Venezia e poi in streaming su canale youtube di Istituto Pietà di Venezia. 

    23 DICEMBRE

    Lilla e Lolla

    (fiaba liberamente tratta da La papera) di Giambattista Basile 

    Raccontata da Eleonora Fuser

    26 DICEMBRE

    Messer Casanova e il Gatto con gli Stivali

    (fiaba liberamente tratta da Il Gatto con gli Stivali) di M.P. Black* 

    Raccontata da Fabio Marzari

    *Liberamente tratte da Andrea Storti, Fiabe per leoni veneziani, StudioLT2 Edizioni, 2012

    27 DICEMBRE

    Le tre melarance

    (fiaba liberamente tratta da L’amore delle tre melarance) dei Fratelli Grimm 

    Raccontata da Eleonora Fuser

     

    Le Stelle di Natale, simbolo delle Feste, da oggi a Roma colorano gli ambienti del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS per dare un tocco di ottimismo per il futuro.

    La consegna delle 5.500 piante a tutto il personale (medici, infermieri, operatori sanitari, personale tecnico-amministrativo) della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è avvenuta oggi alla presenza del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e del segretario generale dell’Anpa – l’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori - Angelo Santori, in occasione dello scambio degli auguri ai dipendenti del Policlinico Gemelli, cui hanno preso parte il presidente della Fondazione Gemelli, avvocato Carlo Fratta Pasini e il direttore generale del Gemelli, professor Marco Elefanti.

    “Abbiamo scelto questo fiore rosso bellissimo per trasmettere, dal profondo del cuore, un messaggio di vicinanza e di ottimismo a chi sta in prima linea contro il Coronavirus, che ha un forte impatto psicologico ed emotivo. Non riuscivamo a farlo dappertutto – sottolinea il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Giansanti – e, insieme all’associazione dei nostri pensionati, abbiamo scelto il Policlinico Gemelli, uno dei più importanti ospedali del Lazio e d’Italia impegnati dall’inizio nella lotta contro la pandemia”.

    “Ringraziamo Confagricoltura e Anpa per questo dono a tutta la grande comunità del Gemelli. È davvero bello che nel Natale della pandemia queste due importanti organizzazioni abbiano voluto esprimere con il dono delle piante un segno di gratitudine visibile per l’opera quotidiana svolta senza sosta da medici, operatori sanitari, personale tecnico amministrativo contro Covid-19. Ci piace pensare che questa pianta rappresenti anche un segno di speranza e di ripartenza a chiusura di un anno particolarmente difficile” - afferma il presidente della Fondazione Gemelli Fratta Pasini.

    L’Euphorbia pulcherrima, questo il nome scientifico della Stella di Natale, è un arbusto tropicale originario del Messico, dove può raggiungere anche i due metri di altezza. E’ uno dei regali di Natale più apprezzati e in Italia viene prodotta in tanti colori, che vanno dal bianco all’arancione, dagli screziati al rosa, ma è sempre il rosso intenso quello che fa piu’ tendenza e tradizione nello stesso tempo

    Dagli Spazi Gialli al Telefono Giallo: Bambinisenzasbarre Onlus accoglie i figli dei detenuti anche nell’emergenza sanitaria

    Il Telefono Giallo è il servizio di consulenza a distanza per i bambini figli di detenuti e le loro famiglie, perché siano sostenuti in questo periodo in cui non possono incontrarsi

    In Italia sono 100mila i bambini che hanno la mamma o il papà in carcere: 100mila figli che corrono un alto rischio di interrompere il legame affettivo con il proprio genitore e di essere quindi maggiormente coinvolti in fenomeni di abbandono scolastico, disoccupazione, disagio sociale e illegalità. Si stima che, senza un’adeguata tutela di questa relazione, il 30% dei figli di detenuti sia a rischio di diventare detenuto a sua volta (Federazione dei Relais Enfants Parents, Parigi).

    Negli ultimi mesi la pandemia di Covid-19 ha reso più forte ed evidente il distacco dovuto alla detenzione: dall’inizio dell’emergenza sanitaria, infatti, bambini e ragazzi non sono più potuti entrare in carcere per far visita alla madre o al padre.

    Per questo Bambinisenzasbarre Onlus, che dal 2002 si impegna per tutelare il diritto dei figli dei detenuti al mantenimento del rapporto con il genitore, ha potenziato il Telefono Giallo, la linea di supporto dedicata ai familiari di coloro che si trovano in carcere. Da sempre attivo per gli adulti, ora lo è anche per i bambini figli dei detenuti, e rappresenta quindi un prezioso strumento a disposizione dell’intera famiglia in questo momento di disorientamento causato dalla sospensione dei colloqui in presenza. Per sostenere il servizio, l’associazione lancia fino al 2 gennaio 2021 una campagna di raccolta fondi, alla quale è possibile contribuire con una donazione tramite il sito attivati.bambinisenzasbarre.org.

    La linea telefonica è attiva dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 al numero 392 9581328; è inoltre sempre possibile scrivere all’indirizzo mail telefonogiallo@bambinisenzasbarre.org.

    “È una possibilità per i familiari di non sentirsi soli e di ragionare insieme a specialisti sulle risposte da dare alle difficili domande che ogni giorno i figli pongono; per i bambini, spesso già emarginati e vittime di pregiudizi a causa della loro situazione, di costruire una comunità virtuale con scambio di bisogni e consigli” afferma Lia Sacerdote, presidente e responsabile scientifica di Bambinisenzasbarre onlus.

    Grazie al Telefono Giallo Bambinisenzasbarre può continuare, a distanza e nel rispetto delle limitazioni imposte dalla pandemia, il lavoro di accoglienza, ascolto, interazione ed attenzione che svolge solitamente negli Spazi Gialli: luoghi pensati per aiutare i bambini che entrano negli istituti penitenziari ad affrontare con maggiore consapevolezza la difficile esperienza del carcere e della detenzione di un genitore.

    Chiamando la linea telefonica, infatti, i più piccoli possono raccontare paure, dubbi, emozioni e bisogni, ricevere consigli, confrontare la loro esperienza con quella degli altri figli di detenuti. Telefono Giallo continua inoltre a offrire ascolto, assistenza, informazioni pratiche e sostegno piscologico anche ai familiari adulti, supportandoli nel trovare le risposte più adatte alle difficili domande che ogni giorno i figli pongono sulla separazione dal genitore, e che in questo momento di emergenza sanitaria è ancora più delicato affrontare. Fornisce inoltre consulenza a operatori sociali, penitenziari e del Terzo Settore sui temi della tutela e del mantenimento della relazione figli-genitori detenuti.

    Il Telefono Giallo e gli Spazi Gialli si inseriscono nel “Sistema Giallo”, l’intervento olistico che declina il “carcere alla prova dei bambini” e che ha trovato la sua formalizzazione nella Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti. La Carta, unica in Europa, applicata nelle carceri italiane, firmata il 21 marzo 2014 dal Ministro della Giustizia, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e per l’adolescenza e da Bambinisenzasbarre e rinnovata a novembre 2018, è stata accolta come riferimento guida per la Raccomandazione dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa nell’aprile del 2018.

    I dolci sono stati consegnati oggi ai bambini e ai ragazzi ricoverati presso le tre sedi con degenza dell’ospedale. Gravina: “Volevamo donare un sorriso per Natale a chi ne ha più bisogno”

    Continua la collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Federazione Italiana Giuoco Calcio. In occasione delle festività natalizie, infatti, la FIGC – grazie a Bauli, licenziatario ufficiale della Federazione – ha donato 650 pandori e panettoni ai bambini e ai ragazzi ricoverati presso le tre sedi con degenza dell’Ospedale: quella del Gianicolo a Roma, quella di Palidoro e quella di Santa Marinella. I dolci natalizi sono stati consegnati oggi.

    L’iniziativa è un nuovo capitolo del rapporto instaurato dalla FIGC con l’Ospedale pediatrico romano nel 2019, in occasione del 150° anniversario del Bambino Gesù, quando la Federazione ha contribuito a sostenere concretamente i progetti di sviluppo dell’Ospedale. Un legame rinsaldato poi in occasione della gara Italia-Grecia disputata a Roma nell’ottobre 2019, quando gli Azzurri hanno fatto visita all’ospedale e ai giovani pazienti in cura e la grande comunità del Bambino Gesù è stata ospite della FIGC allo Stadio Olimpico (oltre 5.000 tra pazienti, familiari, dipendenti e volontari).

    «Volevamo donare un sorriso per Natale ai piccoli pazienti dell’ospedale – dichiara il presidente della FIGC Gabriele Gravina – e grazie a Bauli speriamo di aver regalato un momento di dolcezza e spensieratezza a chi ne ha più bisogno. Siamo onorati della collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù, una delle eccellenze in ambito sanitario del nostro Paese che tutto il mondo ci invidia».

    «Ringrazio la FIGC per aver dimostrato ancora una volta – sottolinea la presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc – la sua vicinanza all’Ospedale in un momento storico particolare come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia. Un dono come questo ha ancora più significato poiché è rivolto a tutti quei bambini e quei ragazzi che per problemi, spesso anche molto seri, di salute si trovano costretti in Ospedale in un momento che dovrebbe essere soprattutto di felicità».

    La FIGC ha recentemente promosso la candidatura dell’ospedale pediatrico al premio ‘UEFA Foundation For Children Award 2020’. Candidatura che è valsa all’Ospedale il riconoscimento per l’impegno a favore dei bambini con un contributo di 50.000 euro destinato a una nuova iniziativa di collaborazione tra FIGC e Bambino Gesù, che ha l’obiettivo di valorizzare il rapporto virtuoso tra sport e salute a beneficio di bambini, adolescenti e famiglie. La FIGC ha inoltre aderito a ‘Yes Mask’, la campagna su Instagram dell’Ospedale Bambino Gesù per promuovere l’uso della mascherina. È così nato ‘Azzurri Mask’, il filtro Instagram targato FIGC e OPBG che ha visto coinvolti i calciatori delle Nazionali maschile e femminile.

    Giancarlo D’Errico, presidente Anffas Torino: “Molto soddisfatti dell’entità delle risorse stanziate e per il metodo di confronto adottato dalla Regione, teso a
    considerare le istanze comuni di persone anziane, con disabilità e con dipendenze”

    40 milioni di euro in “ristori” stanziati dalla Regione Piemonte per sostenere residenze sanitarie assistenziali, centri diurni e altre strutture che si occupano di dipendenze e psichiatria: ieri l’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Caucino ha presentato il progetto di legge agli operatori del settore, tra cui Anffas Torino.

    Gli enti e le associazioni che si occupano delle persone anziane, disabili e in generale fragili hanno dovuto e dovranno sostenere spese più alte del solito per affrontare la gestione dell’emergenza sanitaria e sociale dovuto alla pandemia: tra le voci di spesa principali, ci sono la necessità di maggiore distanziamento e quindi di minore capienza delle strutture, l’implemento del personale medico, infermieristico e assistenziale, l’uso continuo di dispositivi di protezione personale, l’aumento dei costi di trasporto…

    “Le risorse sono consistenti - commenta Giancarlo D’Errico, presidente Anffas Torino -, in merito alle modalità definite dall'esecutivo regionale e rese note oggi, gli operatori potranno far pervenire eventuali osservazioni, ma noi vogliamo da subito esprimere la nostra soddisfazione, come associazione di famiglie di persone con disabilità, per l’importanza dello stanziamento previsto e soprattutto per il metodo adottato dal Presidente Cirio, dagli assessori Caucino e Icardi e dal Capo di Gabinetto Vignale. Troviamo infatti giusta la scelta di individuale come interlocutore principale il Forum del Terzo Settore, soggetto “orizzontale” di rappresentanza delle istanze che accomunano persone anziane, con disabilità e con dipendenze, le cui esigenze comuni sono sicuramente maggiori rispetto alle eventuali divergenze. Sottolineiamo a proposito - conclude D’Errico - la positività del metodo di confronto franco, laico e sempre indirizzato a prevenire le problematiche e istituire buone prassi di amministrazione”.

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