La riapertura dei musei a metà gennaio è sempre meno probabile. Molti poli culturali stanno cercando di rilanciare un programma di attività nel rispetto delle norme anti Covid, e se da questo primo calendario i segnali saranno incoraggianti le attività si moltiplicheranno, soprattutto le mostre di media grandezza.

    Ancora nessuna notizia certa dai piani alti del governo circa la possibile riapertura dei musei a metà gennaio (è bene ricordarlo, riavviare un museo è più difficile e complicato che tirar su la serranda a un bar, un ristorante, un’attività commerciale). Intanto, il mondo dell’arte non si ferma: studia strategie per la ripartenza, ipotizza nuovi scenari che almeno all’inizio presupporranno meno pubblico, si interroga sul rapporto tra l’imprescindibile contatto con il reale, la visione dell’opera in carne e ossa, e l’integrazione assolutamente necessaria con il mondo virtuale.

    Fin qui la differenza l’ha fatta chi ha qualcosa da dire – e come la dice – rispetto a chi si limita a pure operazioni di trasferimento in rete, alquanto malinconiche e inefficaci. Non c’è da stupirsi dello straordinario successo delle lezioni di Christian Greco, direttore del Museo Egizio, che hanno superato il milione di visualizzazioni uniche, né dei divertenti mini-video postati su Tik Tok dagli Uffizi: significa cioè aver capito che questi strumenti necessitano di altri linguaggi, che a loro volta possiedono una sintassi propria e regole specifiche.

    In altri casi, la maggioranza, è sembrato sufficiente mostrare visite virtuali in sale tristemente vuote: curiosità poca, abbandono immediato. In attesa che i musei si attrezzino per imparare al meglio la potenzialità del web, alcune gallerie hanno riaperto, essendo equiparate ad attività commerciali, lamentando però il poco pubblico in giro e soprattutto l’assenza delle fiere, che durerà ancora a lungo (chissà se ce la farà a inaugurare Miart a settembre).

    Le mostre importanti sono impegnative da preparare, soprattutto per i prestiti delle opere, e dunque i più coraggiosi provano a rilanciare un programma di attività che fin da marzo dovrebbe passare i primi segnali di ripartenza. Segnali che arrivano per esempio da Palazzo Strozzi, Firenze: annunciata una grande rassegna sull’arte americana dal 1961 al 2001, dalla Pop Art alle Torri Gemelle, di sicuro richiamo e di altrettanta scientificità. Data di apertura annunciata, il 20 marzo.

    Se a Venezia si discute sulla rinuncia dei Musei civici di voler aspettare almeno la primavera nella speranza che ricominci un significativo flusso turistico, gli appassionati hanno già messo in agenda la retrospettiva di Bruce Nauman a Punta della Dogana (21 marzo), evento da non perdere vista la rarità dell’artista americano, uno degli ultimi grandi vecchi. Oltre ovviamente alla Biennale di Architettura, slittata di un anno, riposizionata dal 22 maggio e probabilmente ripensata sull’onda della pandemia.

    Più complicato organizzare il calendario di spazi-contenitori, come Palazzo Reale a Milano il cui calendario si basa su un fitto gioco di incastri. Al momento “Le donne dell’arte”, rassegna sulla pittura al femminile tra ’500 e ’600 è fissata ottimisticamente per il 5 febbraio, mentre lì accanto, al Museo del ’900, dovrebbe riaprire (sempre a proposito di donne) l’antologica di Carla Accardi. A Torino, in attesa dell’inaugurazione della nuova sede di Gallerie d’Italia in piazza Castello, uno spazio monstre progettato da Michele De Lucchi e che si occuperà principalmente di fotografia e video, il Castello di Rivoli promette un omaggio al critico Achille Bonito Oliva (17 maggio), mentre a Roma il MAXXI tenterà di celebrare i dieci anni di attività (28 gennaio, riuscirà?) fisiologicamente rimandati rispetto alla scadenza naturale.

    Molte attività si annunciano per il settecentesimo anniversario della morte di Dante in varie città d’Italia, in particolare al MAR di Ravenna (11 settembre) con una grande mostra trasversale e divertente, simile a quella dedicata a Ulisse che aprì pochi giorni prima della pandemia lo scorso febbraio a Forlì. La gestazione è molto impegnativa, meglio prendersi il tempo necessario. Se da questo primo calendario i segnali saranno incoraggianti, c’è da scommettere che le attività si moltiplicheranno, soprattutto di mostre medie, non troppo costose da produrre, che potrebbero funzionare da cartina al tornasole per capire il reale stato dell’arte post-Covid, non solo in Italia.

    Sarà curioso, infine, scoprire cosa ha lasciato dietro di sé l’improvviso e lungo stop alla cultura visiva e che tipo di opere gli artisti produrranno da qui in poi, se la pandemia avrà delle conseguenze e dei motivi di riflessione oppure se sarà meglio archiviare il dramma e dedicarsi ad altre riflessioni, come già accade nel cinema e nella letteratura.

    Personalmente provo fastidio di fronte a chi sceglie di cavalcare la cronaca, mettendo mascherine alla Gioconda o rielaborando il lutto attraverso immagini stucchevoli e stupide; neppure mi piacciono i tanti “diari dalla clausura”, un diffuso chissenefrega a modelli del tipo un disegno al giorno, una foto al giorno, specchio dell’esigenza conclamata di parlare sempre e solo di sé in prospettiva ombelicale. Sono ottimista, dunque mi aspetto un’arte grintosa, coraggiosa, utopistica, dove ritorni la voglia di vivere e condividere, attraverso i cinque sensi, quell’esperienza unica che tanto ci è mancata, come cosa necessaria, non certo superflua, anche per dar contro a chi l’ha etichettata così.

     

    Articolo di (linkiesta.it)

    Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani intende portare con urgenza e dolore all’attenzione di tutti la tragedia umanitaria che si sta consumando lungo la rotta balcanica.

    La rotta balcanica è quella strada lastricata di dolore che rappresenta per troppi uomini infelici e lontani dall’Umanità la speranza di un futuro migliore in Europa. Ogni giorno i migranti in fuga dalla guerra e dalla disperazione cercano di passare il confine in qualunque modo mettendo a repentaglio la loro vita. Dalla scorsa estate il flusso migratorio che punta in direzione dell’Unione Europea ha raggiunto cifre impressionati. Il punto più alto è stato raggiunto dopo l’incendio che ha devastato la scorsa settimana la tendopoli Camp Lipa, in Bosnia, e che ha aggravato la crisi umanitaria sulla rotta balcanica. 

    Nel campo divorato in poco tempo dalle fiamme, segnale del fallimento delle politiche europee, mancavano le condizioni minime per una sopravvivenza dignitosa. 

    Era, infatti, un luogo inadatto all’accoglienza, soprattutto nel periodo invernale, e altamente pericoloso per la vita delle persone. Inoltre, era sprovvisto di elettricità e acqua potabile. Stesse caratteristiche, queste, degli altri campi dove venivano continuamente trasferiti i migranti. Ma per chi nulla aveva era pur sempre un riparo. 

    Dopo l’incendio di Camp Lipa la rotta balcanica si è riempita di nuove sfortunate anime. 

    E così, da questo momento altri tremila migranti, intrappolati tra freddo e neve, hanno iniziato a vagare in Bosnia nel perenne tentativo di passare la vicina frontiera con la Croazia.

    Tra Natale e Capodanno, quando l’Europa era protetta nel tepore delle sue case calde, in attesa del nuovo anno, si stava consumando la più grave violazione dei Diritti Umani.

    Uomini figli di un Dio minore, viaggiavano con la sola forza degli stenti, sotto il gelo e la neve, lasciando giorno dopo giorno i parenti e gli amici morti lungo il cammino della speranza che non incontrava mai l’umana pietà. 

    Negli ultimi giorni del 2020 i reportage, gli approfondimenti e i dossier hanno consegnato al mondo questo limbo di immobilità nel cuore dell’Europa, pregno di migranti senza diritti, che non può e non deve passare inosservato perché riguarda tutto l’equilibrio sociale planetario, riguarda tutti. 

    “Riammessi” in Slovenia. 

    Già nel 2019 molti Paesi hanno scelto di ignorare la disperata richiesta del sacrosantissimo diritto internazionale di asilo politico e hanno risolto il problema coniando questa formula per negare in modo meno crudo il diritto alla protezione

    Che poi, si scrive “riammessi”, ma si legge respinti!

    Respinti e spinti verso i fili spinati, verso l’inferno, verso la guerra, verso le mutilazioni, verso le percosse e le torture, verso le più inimmaginabili violenze sessuali. 

    Respinti e spinti verso la morte certa. La morte degli uomini sicuramente, ma anche dei Diritti Umani.

    E così i figli di un Dio minore, a -11°, in fila, con caviglie rotte, ossa spezzate, occhi scavati dalla paura, con teli di fortuna addosso che non riscaldavano, ma rallentavano soltanto i movimenti di un corpo logorato dai lunghi digiuni, invece di suscitare umana pietà, hanno solo prodotto il silenzio dell’Unione europea che non riesce proprio a cogliere, nonostante la storia insegni il contrario, la chiave strategica che i Balcani sono e rappresentano.

     Non isolamento, non espulsione, ma integrazione e sostegno occorrerebbero in questa delicatissima fase politica in cui l’immigrazione costituisce una delle maggiori sfide per l’Unione europea, la quale non può gestire una politica migratoria comunitaria ignorando le problematiche provenienti dai Balcani, provenienti dalla Bosnia.

    E quest’ultima, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, è davvero la Lampedusa terrestre dei Balcani.  

    Qui non ci sono barconi al largo del Mediterraneo avvistati dalle numerose Ong sparpagliate nel Mare Nostrum, ma fittissime foreste tempestate da mine anti-uomo, maledettissima eredità della dissoluzione dell’ex Jugoslavia degli anni Novanta. 

    La rotta balcanica pur essendo percorsa soprattutto da siriani, afghani, pakistani, iracheni, iraniani, sa essere silente. Forse perché nessuno vuole ascoltate il suo dolore. Forse perché gli occhi dei media sono puntati sugli sbarchi che avvengono lungo le coste mediterranee, e allora i flussi migratori nei Balcani e le azioni violente da parte della polizia qualche volta sfuggono. 

    Il CNDDU alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni sulla rotta balcanica intende denunciare gli abusi sui rifugiati, il mancato rispetto delle norme internazionali ed europee in materia di asilo politico e la violazione continua e perpetrata dei Diritti Umani. 

    La Convenzione di Ginevra del 1951, firmata da 144 Stati contraenti, afferma che:  “Nessun rifugiato può essere respinto verso un Paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate”. 

    Questa norma è ormai considerata di diritto internazionale consuetudinario. È opportuno che gli Stati cooperino per garantire che i diritti dei rifugiati siano rispettati e protetti.

    Dalla rotta balcanica arriva un grido disperato, un grido d’aiuto rivolto al mondo. 

    E il mondo appartiene a tutti anche a chi soffre e cerca aiuto ed è laggiù, in fondo al baratro. 

    E noi in questo baratro disumano vogliamo affacciarci per guardarci dentro e provare a raccontare cosa sta succedendo, per provare a bussare a tutte le porte, per far un rumore più forte dei loro passi senza forza, sotto la neve impietosa di gennaio, sotto lo sguardo privo di Umanità di chi l’Umanità la sta distruggendo.

     

    Prof.ssa Rosa Manco

    CNDDU

    Dal 1° gennaio al 4 aprile 2021

    Il Comitato AMUR, che riunisce i più importanti enti concertistici italiani della musica classica, ha realizzato insieme al fotografo Daniele Ratti - ideatore del progetto - un ciclo di concerti a porte chiuse dove musica e fotografia si incontrano con l’obiettivo di supportare i musicisti e ricreare una stagione 20/21 raccontata attraverso immagini e suoni.

    14 concerti, 14 teatri, 14 scatti sono i protagonisti di Silenzio in Sala a Tempo di Musica e diventano il contenuto di azioni mirate alla riattivazione dei territori e al turismo di prossimità.

     

    Segui i concerti sul sito www.comitatoamur.it

    La Commissione Europea ha inaugurato  un centro europeo di competenze volto a preservare e conservare il patrimonio culturale europeo. Il centro, che opererà per un periodo di 3 anni con un massimo di 3 milioni di euro a titolo del programma Orizzonte 2020, istituirà uno spazio digitale collaborativo per la conservazione del patrimonio culturale e darà accesso ad archivi di dati, metadati, norme e orientamenti. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in Italia coordina il gruppo di 19 beneficiari provenienti da 11 Stati membri dell’UE, dalla Svizzera e dalla Moldova.

    La Commissione ha inoltre avviato due progetti a sostegno dell’istruzione digitale, del valore massimo di 1 milione di euro ciascuno, sempre attraverso Orizzonte 2020. Il primo progetto, MenSI, si concentra sul tutoraggio per il miglioramento scolastico e durerà fino a febbraio 2023. MenSI mira a mobilitare 120 scuole in 6 Stati membri (Belgio, Cechia, Croazia, Italia, Ungheria, Portogallo) e nel Regno Unito per promuovere l’innovazione digitale, in particolare nelle scuole di piccole dimensioni o rurali e a vantaggio degli studenti socialmente svantaggiati.

    Il secondo progetto, iHub4Schools, durerà fino a giugno 2023 e accelererà l’innovazione digitale nelle scuole grazie alla creazione di poli regionali di innovazione e di un modello di tutoraggio. Vi parteciperanno 600 insegnanti di 75 scuole e i poli saranno istituiti in 5 paesi (Estonia, Lituania, Finlandia, Regno Unito, Georgia). Anche l’Italia e la Norvegia beneficeranno del sistema di tutoraggio.

    Articolo: agenziacomunica.net/

    Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale incrementa l’impegno contro il gap di genere e nel 2020 “il 50% delle persone assunte” è donna. E’ il ministro dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione, Paola Pisano a sottolinearlo.

    “Dal punto di vista della parità di genere l’Italia, secondo dati del World Economic Forum, si colloca al settantesimo posto su 140 Paesi. Nell’anno appena terminato, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha messo in atto alcune azioni per contribuire a ridurre un divario che tuttora pesa nella nostra società” sottolinea la Pisano in post su Facebook.

    “Il 50 per cento delle persone assunte dal Dipartimento che ho l’onore di guidare è composto da donne che dispongono di competenze tecniche in sviluppo di servizi digitali, gestione e analisi di dati, tutela della privacy ed etica delle nuove tecnologie” sottolinea il ministro aggiungendo che “grazie al progetto Repubblica Digitale, realizzato per favorire l’educazione sulle tecnologie del futuro, abbiamo reso possibile che oltre 34mila donne, 12mila delle quali studentesse, frequentassero corsi su alcuni di questi argomenti: programmazione, robotica, elettronica, dati e intelligenza artificiale e comunicazione attraverso i social network”.

    “C’è ancora molto da fare per ottenere una vera parità di genere e garantire eque opportunità per tutti, donne e uomini. Per questo, all’interno del Piano operativo della Strategia per le competenze digitali, abbiamo inserito specifici interventi volti a formare 200mila donne tra i 15 e i 70 anni con un livello di istruzione non superiore alla licenza media inferiore”, prosegue il ministro nella nota.

    “La cultura digitale e le nuove tecnologie ci offrono l’opportunità di connettere talenti, condividere saperi, migliorare la qualità della nostra vita e della società. La nostra Costituzione, all’articolo 9, stabilisce che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”. L’articolo 35 prescrive anche che la Repubblica ‘cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori'”, chiosa Pisano.

    La responsabile del Dipartimento sottolinea inoltre che “l’articolo 37 stabilisce che ‘la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore’. Con le azioni compiute finora, ho ritenuto di dover perseguire questi obiettivi e di attenermi a questi principi”. Paola Pisano scandisce infine che “in una strada che resta ancora lunga, per favorire il benessere del nostro Paese e di ciascuna e ciascuno di noi è indispensabile proseguire il cammino”.

     

    Articolo:primaonline.it

    Il film tv 'Chiara Lubich - L'amore vince Tutto, trasmesso domenica sera, 3 gennaio, da Rai1, è stato il programma più seguito della prima serata tv, con 5.641.000 spettatori e il 23% di share.

    Al secondo posto, su Canale 5, 'Un Natale al Sud', con 2.959.000 spettatori e l'11.3% di share. Terzo piazzamento, su Italia 1, per i 'Guardiani della Galassia', con 1.575.000 spettatori e il 6.5% di share.

    Il film è dedicato alla fondatrice del Movimento dei Focolari (nel centenario della sua nascita), ed è stato prodotto dalla Eliseo Multimedia di Luca Barbareschi e Rai Fiction, diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Cristiana Capotondi. L'attrice ha dichiarato di essere stata felice di interpretare Chiara Lubich, una donna contraddistinta, dice, "dalla semplicità, è la semplicità, unita a un pizzico di follia. Il movimento dei Focolari comprende due milioni di persone in più di 180 Paesi del mondo e Chiara riusciva a parlare con tutti, faceva già quegli incontri che noi oggi facciamo online, anche se solo in maniera radiofonica, perché sapeva che c’era bisogno di condividere certi valori, In quest’epoca in cui abbiamo smesso di farci domande e non riusciamo nemmeno ad affrontare certe tematiche, la figura di Chiara Lubich interpretata laicamente è fondamentale».

     

    Articolo: avvenire.it

    Intesa Sanpaolo risponde al crescente bisogno di orientarsi più agevolmente nell’ampia offerta di servizi, mettendo a disposizione schede semplificate per i principali prodotti bancari dedicati a privati e famiglie. L’iniziativa, denominata Quick Start, vuole infatti essere un supporto di prima consultazione per farsi un’idea “in un colpo d’occhio”. Lo stimolo iniziale deriva dal dialogo con le principali Associazioni dei Consumatori, che si sono fatte portavoce delle richieste di semplificazione da parte dei loro iscritti.

    Per il gruppo – spiega una nota – si tratta di rafforzare ulteriormente le azioni di trasparenza e di educazione finanziaria nei confronti della clientela. Mutuo, prestito personale, fondo d’investimento sono le schede già realizzate. Lo schema, messo a punto nell’ambito del confronto con le Associazioni dei Consumatori, sarà via via replicato per le altre tipologie di prodotti bancari a maggiore diffusione. Nello spazio di un foglio, si presentano le principali caratteristiche del prodotto e le voci di costo.

    Come sottolinea una nota di DowJones, il linguaggio è chiaro, evita i termini tecnici, punta a un’informazione oggettiva e neutra. Chi legge trova inoltre alcuni pratici “alert”: a cosa prestare attenzione, quali sono i plus e quali i rischi. Il QR code rimanda infine al sito vetrina della Banca, con le descrizioni più ampie dei singoli prodotti. Le schede Quick Start sono disponibili presso i gestori della rete Intesa Sanpaolo e online sul sitowww.intesasanpaolo.com. Sono un primo supporto per orientarsi nell’offerta bancaria, per poi approfondire in filiale, al numero verde della banca, attraverso i fogli informativi, senza sostituire bensì affiancando i documenti di trasparenza previsti dalla Legge, sempre a disposizione della clientela.

    Come sottolinea Stefano Barrese, a capo della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Abbiamo investito molto in trasparenza, a cominciare dalla semplificazione del linguaggio nelle comunicazioni rivolte alla clientela. Il dialogo con le Associazioni dei Consumatori è uno stimolo per ulteriori passi avanti. Quest’ultima iniziativa nasce dalla constatazione pratica, in ogni settore, di quanto sia importante informarsi velocemente e in maniera corretta rispetto alle molte scelte che dobbiamo compiere. Pensiamo che uno strumento così snello, fruibile anche online, possa essere effettivamente d’aiuto ai clienti”.

     

    Articolo: primaonline.it

    L'ufficializzazione è arrivata: a partire da questo anno scolastico, nella scuola primaria si abbandonerà la valutazione numerica per passare al giudizio descrittivo
    Con Davide Tamagnini, in un laboratorio online in 3 tappe (di 12 ore complessive) sul tema della valutazione scolastica, proveremo a lavorare sugli aspetti pedagogici e didattici della valutazione, per ricongiungerne il suo vero significato con le pratiche che abitano quotidianamente la scuola. Se è facile abbandonare i voti numerici, ciò che deve cambiare nel mondo della scuola è però l'attuale cultura della valutazione, troppo spesso colonizzata dal paradigma della misurazione e del confronto, altrimenti i voti torneranno sotto altre spoglie. 

    Il corso, dedicato agli insegnanti della scuola primaria, è accreditato MIUR e acquistabile con Carta Docente; al termine del percorso sarà rilasciato attestato comprovante la partecipazione e valido per la formazione docente. 

    Per saperne di più: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. / cell. 329 839 1330

    Consapevolezza emotiva e relazionale. Sono queste le parole chiave del corso, dedicato agli insegnanti del nido e della scuola dell'infanzia, curato da Chiara Degli Esposti e Ornella CavalluzziSabato 23 gennaio e domenica 24 gennaio ci incontreremo online per lavorare sulla consapevolezza emotiva e relazionale degli adulti nel rapporto con i bambini. L'obiettivo del corso è promuovere il benessere nella scuola e prevenire la sindrome da bunrout di educatori e insegnanti, partendo dalla premessa fondamentale che se non si lavora sugli adulti non si arriva ai piccoli: il benessere dei bambini e la loro possibilità di apprendere con gioia, infatti, nella scuola sono fortemente legati al sostegno e all'esempio degli adulti di riferimento. 

    l percorso di formazione è finalizzato a promuovere il benessere a scuola e a prevenire la sindrome da burnout di educatori e insegnati, attraverso un lavoro sulla consapevolezza emotiva e relazionale degli adulti nel rapporto con i bambini. Per consapevolezza si intende la capacità dell’educatore di portare attenzione al proprio mondo emotivo, di riflettere sul modo unico di essere e di entrare in relazione con gli altri. L’idea che ha ispirato le formatrici nella strutturazione del percorso formativo è che se non si lavora sugli adulti non si arriva ai piccoli e che, nella scuola, il benessere dei bambini e la possibilità di apprendere con gioia sono fortemente legate al sostegno degli adulti di riferimento empatico, consapevoli e capaci di preservare lo stupore e la voglia di imparare. Un adulto competente emotivamente e presente a se stesso è un adulto che ricerca uno stato di benessere. Il percorso formativo mette al centro l’educatore e i suoi vissuti, prendendo in esame la relazione con il bambino come strumento d’eccellenza del suo lavoro. L’alternarsi di momenti teorici ed esperienziali offre ai partecipanti strumenti e occasioni per entrare in contatto con se stessi e con il proprio bambino interiore, al fine di ritrovare la giusta motivazione per migliorare la qualità della propria vita professionale e del lavoro con i bambini.

    Obiettivi

    • Conoscere il contributo di alcune teorie psicologiche e delle neuroscienze nel campo educativo;
    • Mettere in dialogo la psicologia e la pedagogia;
    • Recuperare la presenza attiva nella relazione educativa;
    • Recuperare la capacità di saper giocare;
    • Tornare a meravigliarsi e stupirsi;
    • Condividere un metodo collaborativo con i colleghi;
    • Ascoltare e abbracciare il proprio bambino interiore;
    • Prendersi la responsabilità delle proprie emozioni, del proprio sentire e del proprio agire e utilizzare la consapevolezza di sé come strumento di lavoro;
    • Riscoprire il ruolo delle emozioni nell’apprendimento;
    • Prevenire la sindrome da burnout.

    Per saperne di più: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. / cell. 329 839 1330

    Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha annunciato l’apertura di un’apposita finestra riservata alle ASD e SSD escluse dal contributo a fondo perduto per i canoni di locazione e indennizzo forfettario.

    Il Ministro, infatti, ha dichiarato che da oggi fino alle 16.00 del 20 gennaio potrà essere presentata richiesta di riesame della domanda inizialmente respinta, per dare modo a tutti gli aventi diritto di compilare correttamente la modulistica e usufruire dei bonus.

    Questo l’annuncio di Spadafora: “In molti mi avete segnalato l’esclusione delle vostre domande dai contributi a fondo perduto di novembre per una serie di motivazioni. Abbiamo lavorato proprio sulle vostre segnalazioni e su queste è stata aperta una specifica finestra per le ASD e SSD non ammesse che avevano chiesto il contributo a fondo perduto per i canoni di locazione relativo al Bando del 9 novembre e quelle non ammesse al fondo perduto “forfettario” relativo all’avviso del 18 novembre.

    Dalle ore 16 di oggi e fino alle ore 16 del giorno 20 gennaio 2021, sarà attiva una apposita piattaforma per presentare istanza. Nonostante le difficoltà di questi giorni stiamo continuando a lavorare duramente per non escludere nessuno e per sostenere tutti coloro che hanno diritto a questi importanti fondi”.

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