Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Si tratta di un giorno estremamente importante, che deve essere celebrato da tutti/e ovunque indipendentemente dal sesso. Eppure, purtroppo, ci dono ancora persone che si ostinano a sostenere che i casi di violenza sulle donne siano episodi isolati e che scaturiscano da disturbi mentali, abuso di alcol, droghe o addirittura da un vestito troppo corto o attillato, come se la brutalità umana dipendesse dall’orlo di un abito.
    Bisogna essere consapevoli: in Europa 1 donna su 10 - di età pari o superiore ai 15 anni - ha subito qualche forma di violenza sessuale, 1 su 20 è stata stuprata - si stima che siano circa 9 milioni di donne solo in Europa -, poco più di una su 5 è stata vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte di un partner. Ma se già questi dati sono spaventosi e schioccanti - io stessa li ho dovuti rileggere più volte perché non credevo ai miei occhi - la cosa peggiore è la giustificazione degli stessi. Non è una leggenda metropolitana il fatto che la violenza, addirittura un atto vile e disumano come lo stupro, vengano quasi giustificati se non addirittura sminuiti.
    I dati rilevati dall’Istat nel 2019 ed in seguito diffusi da Amnesty International e Italia, mostrano che il 32% della popolazione giustifica lo stupro in determinate circostanze - di questo 32%, il 15% se è stato fatto utilizza di alcolici, il 16% se la vittima ha avuto atteggiamenti intimi con l’aggressore prima della violenza, il 9% se non ha detto esplicitamente no e via discorrendo. Mi sono limitata ad esporre dati su violenze principalmente sessuali, eppure si potrebbero elencate tantissime altre forme di abusi e violenze. Non voglio dilungarmi troppo, credo che i dati e i fatti di cronaca si commentino da soli.
    Il 25 novembre, Giornata contro la Violenza sulle Donne, non deve indurci a denunciare solo ed esclusivamente un giorno all’anno, ma a fare in modo di guardarci intorno e cambiare radicalmente non solo il nostro punto di vista, ma anche e soprattutto i fatti.
    Per i Report Caritas e Dossier Idos 2020, l’emergenza sanitaria ha inasprito l’intolleranza verso i migranti, ma il 30% degli stranieri in Italia lavora in ambiti chiave per la lotta alla pandemia

    26 Novembre 2020 - 05:50

    Italia, “l’insensata corsa al gas”

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    Pochi giorni fa sono arrivate due istanze della Tirreno Power per la richiesta di inizio valutazioni per la costruzione di due nuove centrali a gas fossile nei siti di Civitavecchia e Vado Ligure. Legambiente ha quindi rilasciato un comunicato stampa con il quale si è opposta a questa iniziativa dell’azienda, in quanto non ha una visione orientata verso un futuro sostenibile ma resta ancora attaccata al passato dei combustibili fossili.

    “È insensato – spiega Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – investire in una centrale a gas in una delle province ligure più avanti in tema di eolico, con quasi 41 MW realizzati e 19 parchi eolici e l’avvio di un nuovo progetto in località Rocche Bianche a Quiliano. Un percorso da valorizzare e replicare anche a Civitavecchia, dove come più volte ribadito, è necessario investire su eolico, fotovoltaico e accumulo invece che sulla riconversione a gas, e dove nuove centrali a fonti fossili appaiono quanto mai la peggiore delle risposte. Bisogna guardare al territorio pensando al futuro e stimolando le aziende ad investire in questi territori, come nel caso della Tuscania e il nuovo progetto eolico da 90 MW. Il nostro Paese ha tutto l’interesse ad evitare questa inutile e insensata corsa al gas, dal 2003 ad oggi, grazie al decreto sblocca centrali dell’allora governo Berlusconi, è stata realizzata una sovrabbondanza di centrali, 115 GW di potenza installata, quasi il doppio
    rispetto alla domanda massima sulla rete (58.219 MW nel luglio 2019, fonte Terna)”.

    L’associazione ambientalista ribadisce che per sopperire all’immediata necessità di ulteriore energia sarebbe al momento possibile far lavorare di più le centrali attualmente operative, passando da 3.261 a 4.000 ore medie annue. Nel frattempo che si modernizzi il Paese nel rispetto per l’ambiente e al fine di ottemperare agli obblighi previsti per la decarbonizzazione, invece di continuare ad alimentare le fonti fossili.

    https://www.legambiente.it/fermiamo-la-corsa-al-gas/

    A cura di Simone Riga

    Il Wwf lancia l’appello all’Italia per puntare oltre l’obiettivo per l’agricoltura biologica imposto dal Green New Deal europeo, fissato al 25% della superficie agricola utilizzata (SAU) secondo la Strategia Farm to Fork, alzando l’asticella fino al 40% del SAU entro il 2030. In questo modo il Paese ne ricaverebbe anche una posizione di tutto rispetto a livello internazionale per l’esportazione potendo contare su dei prodotti contraddistinti da un’elevata qualità.

    Ma l’agenda nazionale è ancora ferma in quanto a ciò, ad esempio con il ritardo del rinnovo del Piano di Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN pesticidi); il mancato recepimento delle direttive sulla riduzione dell’uso dei pesticidi del 50% e per l’assenza di normative a tutela dei prodotti BIO accidentalmente contaminati da terreni confinanti trattati con pesticidi. Basti pensare che il PAN è scaduto da febbraio 2018. La crescita del settore biologico è di prioritaria importanza per il Wwf nell’ottica di una transizione verde e propone l’introduzione di due punti chiave: “il giusto prezzo che deve essere riconosciuto ai
    produttori lungo la catena del valore delle filiere agroalimentari e l’utilizzo virtuoso dei sussidi pubblici che dovrebbero premiare maggiormente tutte le esternalità positive del biologico, ad iniziare dai fondi della PAC post 2020 che rappresenta il maggiore portafoglio di fondi pubblici dedicato all'agricoltura, ma anche attraverso una fiscalità nazionale agevolata per i prodotti biologici ed una penalizzazione delle sostanze chimiche di sintesi”.

    https://www.wwf.it/news/notizie/?55221/Per-una-transizione-ecologica-dellagricoltura-in-Italia-servono-obiettivi-piu-ambiziosi

    A cura di Simone Riga

    Il Prof. Filippo de Braud (Università di Milano, Fondazione IRCCS Istituto Tumori Milano) terrà la conferenza giovedì 26 novembre 2020, alle ore 11. L'oratore sarà presentato dal Presidente emerito Prof. Alberto Quadrio Curzio. Condurrà la discussione il Consocio Prof. Giovanni Bussolati.


    Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

    Il 25 novembre ricorda una data spaventosa: nel 1960 nella Repubblica Dominicana del dittatore Trujillo le tre sorelle Aida, Maria e Antonia Mirabal, considerate oppositrici al regime e rivoluzionarie, furono torturate, massacrate e strangolate. Da allora il 25 novembre ricorda la necessità, l'emergenza e la tragedia delle violenze nei confronti delle donne in tutto il mondo.

    Oggi in Italia centinaia e centinaia di iniziative. Le potete trovare quasi tutte, ci abbiamo provato!, sul nostro portale, sono veramente tante, e soprattutto ascoltare e vedere dieci straordinarie donne italiane che vi raccontano il loro punto di vista, che cosa bisogna ancora fare, l'urgenza, la necessità e, ripeto ancora, l'emergenza. Perché di una vera e propria emergenza si parla, ancor più nel periodo del Covid. Infatti, sono aumentate vertiginosamente le violenze all'interno delle famiglie e sono comunque incrementate le vessazioni, anche quelle psicologiche.

    Noi continuiamo il nostro percorso, da quando è nata Angelipress, esattamente venti anni fa, ogni anno abbiamo lavorato in questa giornata del 25 novembre per raccontarvi quello che accade e quello che le donne vogliono e fanno per le altre donne. 

     

    Paola Severini Melograni

    Lo schiaffo di don Milani, sferzante e irato, era ed è rivolto al conformismo delle mode assunte acriticamente, di un’educazione senza interrogativi, imposta e accettata, di adeguamento alla mentalità corrente.


    Conferenza Episcopale Italiana: il testo è frutto di una riflessione collegiale e sinodale dei nostri Pastori. E propone una lettura biblico-sapienziale di questo tempo.


    Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.


    Da qualche decennio si discute in Italia della necessità di un incontro tra letteratura e antropologia, senza che tra le due discipline sia riuscito a decollare un vero dialogo. L’autore prova a fare il punto su questo dialogo e poi analizza in una prospettiva antropologica alcuni testi significativi della letteratura italiana, tra i quali i Promessi Sposi e I Malavoglia.


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