È passato un anno dal primo lockdown e dall’inizio della crisi sanitaria, che ha colpito la nostra salute, le nostre abitudini, il modo di stare con gli altri e di vivere insieme. Anche le celebrazioni, come quelle della Giornata dei Giusti dell’umanità, sono cambiate radicalmente. I Giardini non possono più ospitare studenti e cittadini come in passato, lo spazio reale si è trasferito nel virtuale, ma nonostante questo la Giornata continua ad essere una data importante per riflettere sui valori dei Giusti e sulle tematiche del tempo presente.

    La crisi sanitaria ha posto ognuno di noi di fronte a scelte che possono cambiare le sorti dell’intero pianeta: il destino individuale è infatti legato, oggi più che mai, a quello dell’umanità. Possiamo essere artefici di un nuovo inizio che avrà ripercussioni nella vita di tutti. Il ruolo della responsabilità globale è sempre più centrale. Ne abbiamo parlato riguardo ai cambiamenti climatici e al ruolo degli scienziati, come l’americano Wallace Broecker, rimasti purtroppo inascoltati per decenni, e lo facciamo oggi con ancora più convinzione. Le sfide del presente, anche nell’emergenza sanitaria, ci dimostrano che siamo tutti parte di una sola umanità, e che solo insieme possiamo superare le crisi.

    Fin dall’inizio della pandemia è risultato evidente come il virus abbia abbia anche esacerbato crisi e situazioni già drammatiche e delicate.
    Lo abbiamo visto nei campi profughi, tra i dannati della Terra, nell’aumento delle diseguaglianze sociali anche fra i Paesi più sviluppati, nella ricaduta della crisi sulla questione di genere, nei nuovi autoritarismi e totalitarismi, nell'indebolimento delle democrazie, nella limitazione di diritti e libertà. Allo stesso tempo, il Coronavirus ci ha fatto riflettere sull’importanza della conoscenza e sul diritto alla stessa, in un legame imprescindibile tra democrazia e informazione.
    Fin dall’inizio, ci siamo detti che il "mondo dopo il Coronavirus” non sarebbe stato lo stesso. Lo status quo precedente non è più sostenibile: non lo sono i modelli economici, che hanno causato gran parte del danno ambientale e delle diseguaglianze sociali che oggi mettono a rischio il pianeta, né le politiche nazionalistiche, che in molti Paesi hanno dimostrato di essere totalmente inadatte ad affrontare sfide universali.

    La democrazia che le generazioni precedenti ci hanno "regalato", non possiamo darla per scontata, dobbiamo invece essere coscienti che diritti e libertà sono in pericolo e sta ad ognuno di noi il compito di proteggerli. Questo è ancor più necessario in una situazione di pandemia mondiale che rischia di indebolire le istituzioni sociali e favorire comportamenti autoritari e conflitti tra gli Stati. I Giusti, in questo senso, insegnano che nulla è predestinato, ma che le scelte individuali possono cambiare la direzione della Storia. Perché l’umanità possa scegliere nel modo migliore, ci vogliono dei grandi esempi che ci indichino la strada da percorrere.

    Ci sono storie che, seppure del passato, sono emblematiche delle ferite già aperte e delle contraddizioni che l’arrivo del Covid ha aggravato e portato all’attenzione globale. Sono storie di difensori della vita, dei diritti e delle libertà, sanciti anche grazie alla democrazia, che da questo momento storico potrà uscire rafforzata o irrimediabilmente danneggiata. Ecco perché, in linea con queste considerazioni, il tema di questa Giornata dei Giusti 2021 scelto dall'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano sarà “Per una nuova Umanità. L’esempio dei Giusti nel mondo segnato dal Covid”.

    "Forse mai come in questi tempi i temi della difesa della democrazia e della prevenzione dei genocidi e di nuove atrocità di massa sono intrecciati tra di loro. Per questo, dopo aver formulato tre proposte concrete alla Commissione Esteri della Camera dei deputati, vogliamo fare di questa Giornata dei Giusti un momento di educazione alla responsabilità democratica del cittadino, valorizzando gli esempi migliori del nostro tempo che possiamo prendere come riferimento da diverse parti del mondo", ha dichiarato Gabriele Nissim, presidente di Gariwo.

    Al Giardino di Milano poseremo quindi nuove targhe per Dag Hammarskjöld, il Segretario generale delle Nazioni Unite Premio Nobel per la pace che perse la vita nel corso di una missione per risolvere la crisi congolese e che fece della difesa di democrazia e pace il suo scopo come uomo e come politico; Carlo Urbani, il medico italiano, da tempo impegnato in una battaglia per la diffusione dei medicinali essenziali, che per primo identificò e classificò la SARS, comunicò al governo e all’OMS la gravità della situazione riuscendo a convincerli ad adottare misure di quarantena e salvando migliaia di vite a costo della propria; Liu Xiaobo e Liu Xia, il Premio nobel per la pace cinese e la sua compagna che si sono spesi per l'instaurazione di un'autentica democrazia in Cina e in favore del diritto ad esprimere il proprio pensiero, rinunciando per questo alla libertà; Ruth Bader Ginsburg, la giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, seconda donna nella storia americana a ricoprire quella carica e la prima esponente femminile della comunità ebraica a far parte della Corte, che è stata una tenace sostenitrice della parità uomo-donna e ha dato un grande contributo all'affermazione dei diritti delle donne negli USA.

    5 marzo 2021, ore 9.30
    Giardino dei Giusti di tutto il mondo, Monte Stella - Milano
    Onorati cinque nuovi Giusti

    In ottemperanza alle norme anti-Covid, la cerimonia sarà esclusivamente in diretta streaming su YouTube e vedrà la partecipazione dei rappresentanti dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano e dei nuovi Giusti onorati

    Il 5 marzo si terrà a Roma il convegno “INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ROBOTICA E MACCHINE INTELLIGENTI: RICADUTE ETICHE E SOCIALI” L’Intelligenza Artificiale è una delle tecnologie che sta trasformando la nostra società e molti aspetti della nostra vita quotidiana. Ha già prodotto molti effetti benefici e può essere sorgente di considerevole prosperità economica. Tuttavia, pone problemi riguardanti, in varia misura, l’occupazione, la riservatezza dei dati, la “privacy”, la violazione di valori etici e la fiducia nei risultati. Problematiche simili, con riferimento a problemi occupazionali, di sicurezza e di possibile violazione di valori etici, si pongono anche per quanto riguarda le trasformazioni che avvengono nella società a seguito dello sviluppo, intimamente connesso a quello dell’AI, dei metodi della robotica e dell’automazione della produzione industriale.

    Di seguito il programma dell’evento:

    9.00 Saluto della Presidenza dell’Accademia dei Lincei

    9.15 Sergio CARRÀ (Linceo, Politecnico di Milano): Apertura dei lavori - Chi ha paura di Ada Lovelace Byron

    9.45 Antonio BICCHI (Istituto Italiano di Tecnologia e Università di Pisa): Verso la persona aumentata: tecnologia ed etica delle sinergie bioniche

    10.25 Luigia CARLUCCI (Sapienza Università di Roma): Verso un’intelligenza artificiale affidabile e utile 11.05 Maurizio CORBETTA (Università di Padova): Il ruolo dell’attività spontanea nell’architettura funzionale del cervello e nella cognizione

    11.45 Riccardo ZECCHINA (Università Bocconi, Milano): I problemi aperti e le potenzialità dell'apprendimento automatico

    12.25 Tommaso DORIGO (INFN, Padova): L'intelligenza artificiale per la ricerca in fisica fondamentale: presente e futuro 13.05 Discussione

    14.30 Paolo ROCCO (Politecnico di Milano): Collaborazione intelligente tra uomo e robot nella fabbrica del futuro

    15.10 Francesca ROSSI (IBM, Usa): Pensiero lento, veloce, ed etico in intelligenza artificiale

    15.50 Massimo MORBIDELLI (Linceo, ETH - Politecnico di Milano): Machine learning nelle biotecnologie: produzione di proteine terapeutiche

    16.30 Rita CUCCHIARA (Università di Modena e Reggio Emilia): Deep learning nella visione e nel linguaggio 17.10 Giuseppe MASCHIO (Università di Padova): “Early warning detection systems” per l’analisi della diffusione virale

    17.50 Discussione e conclusione dei lavori

    I lavori si svolgeranno in videoconferenza ZOOM e potranno essere seguiti dal pubblico in streaming. Il link sarà disponibile sul sito dei Lincei la mattina del convegno. Quanti, durante i lavori, intendano intervenire alla discussione potranno inviare le domande con una email alla Segreteria del convegno, che le trasmetterà ai relatori.

     

    Nelle 5 fasce delle linee guida del Piano Recovery è necessario  lavorare trasversalmente per impostare politiche attive di gender mainstreaming per  gestire la fase della ripresa non solo attraverso il piano straordinario di investimenti ma anche mediante opportune scelte di regolazione del lavoro e dell’impresa. La necessità di transitare da forme indifferenziate di protezione delle produzioni a meccanismi selettivi in favore di quelle che hanno i fondamentali idonei a consentirne la sopravvivenza e la crescita è indispensabile per l’occupazione femminile contrastando le sirene dei sostenitori dell’assistenzialismo senza limiti. https://servedby.publy.net/lg.php?bannerid=0&campaignid=0&zoneid=24007&loc=https%3A%2F%2Fformiche.net%2F2021%2F02%2Flavoro-imprese-e-welfare-sfide-draghi-sacconi%2F&referer=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F&cb=4019386380Sviluppando   anche progetti di economia circolare e sussidiaria in un sistema integrativo dei servizi.

    L’obiettivo  anche se in un secondo tempo è la riforma degli ammortizzatori sociali, che la complessità della realtà si è sempre incaricata di mettere in discussione, ma  subito  bisogna far funzionare l’accompagnamento al lavoro di disoccupati/e  e inoccupati/e attraverso i servizi di riqualificazione professionale liberamente scelti dal beneficiario/a e remunerati a risultato. Così come la auspicabile volontà di rinnovamento dei metodi e contenuti pedagogici dell’istruzione pubblica necessaria per superare ogni valutazione da parte di molti docenti che usano il principio della libertà educativa per coprire l’autoreferenzialità corporativa.E soprattutto per riordinare gli orientamenti degli studi STEM sia per i giovani e per le giovani donne che comportano anche un aggiornamento degli stessi docenti.

    Il nodo della produttività  è indispensabile per sbloccare  un vecchio modello contrattuale che si esaurisce nella dimensione nazionale per definizione egualitaria e indipendente dai parametri misurabili solo in azienda e, al più, nei diversi territori. La visione coraggiosamente sussidiaria del vecchio contratto dei metalmeccanici, in sede di rinnovo, si è dovuta arrendere al ritorno dell’aumento centralizzato per assenza di un contesto ad essa favorevole là dove la riproposizione di una incentivazione fiscale semplice e automatica per tutti gli incrementi salariali decisi dagli accordi di prossimità può sostenere il lavoro femminile. Così come l’estensione dei fondi bilaterali per colmare il deficit di congedi parentali usando la bilateralità come sussidiarietà tra lavoratrici e lavoratori posto che la questione congedi non è solo di genere femminile ma anche maschile.

    Necessario intervenire con politiche di sostegno alla disabilità sia nel lavoro che nella vita consapevoli che le donne con disabilità sono invisibili perché le  rare politiche di genere non influenzano la loro condizione e le politiche sulla disabilità non tengono conto del genere; non sono mai considerate in relazione alla femminilità , alla maternità , alla genitorialità ,  detengono il più alto tasso di non impiego e sono più spesso escluse dai sistemi educativi; sono normalmente dissuase dall’avere figli; a loro il più alto tasso di violenze ed abusi subiti.

    Sul versante previdenziale  esaurita “quota 100”,   si deve introdurre una flessibilità strutturale del sistema previdenziale per evitare lo “scalone” e corrispondere al ricambio generazionale che la crisi pandemica e la digitalizzazione hanno evidenziato. Servono   norme semplici e generalizzate   come accade in Europa soprattutto per le lavoratrici per recuperare il deficit contributivo mancato dalle pause del lavoro dovute alle pause per la cura dei figli e degli anziani.

    Alessandra Servidori

    Auguri di buon compleanno al poeta e scrittore Umberto Piersanti, per i suoi 80 anni. Piersanti debutta con La breve stagione nel 1967 a 26 anni, nel 94 vince il Premio Nazionale Letterario Pisa e - dopo una serie di altri premi per la poesia - nel 2016 vince il premio Ponte di legno poesia; dirige la rivista di letteratura contemporanea e creatività Pelagos ed è editorialista di Angelipress. Candidato al Nobel per la Letteratura nel 2005, è considerato tra i più grandi poeti italiani contemporanei.

    Laura Pausini trionfa con Io sì (Seen), frutto della collaborazione con Diane Warren e Nicolò Agliardi. Il brano è la colonna sonora del film La vita davanti a sé, del regista Edoardo Ponti con (la madre) Sophia Loren, disponibile sulla piattaforma a pagamento Netflix. Si tratta di un adattamento del romanzo omonimo del 1975 scritto dal francese Romain Gary, già portato sul grande schermo con un film nel 1977.

    La trama del libro: Il pomeriggio del 3 dicembre del 1980, Romain Gary si recò da Charvet, in place Vendôme a Parigi, e acquistò una vestaglia di seta rossa. Aveva deciso di ammazzarsi con un colpo di pistola alla testa e, per delicatezza verso il prossimo, aveva pensato di indossare una vestaglia di quel colore perché il sangue non si notasse troppo.
    Nella sua casa di rue du Bac sistemò tutto con cura, gli oggetti personali, la pistola, la vestaglia. Poi prese un biglietto e vi scrisse: «Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove». L'anno prima Jean Seberg, la sua ex moglie, l'attrice americana, l'adolescente triste di Bonjour tristesse, era stata trovata nuda, sbronza e morta dentro una macchina. Aveva 40 anni. Si erano sposati nel 1962, 24 anni lei, il doppio lui. Il colpo di pistola con cui Romain Gary si uccise la notte del 3 dicembre 1980 fece scalpore nella società letteraria parigina, ma non giunse completamente inaspettato. Eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, cineasta, tombeur de femmes, vincitore di un Goncourt, Gary era considerato un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa, senza più nulla da dire.

    In un’intervista realizzata da La Repubblica, Pierpaolo Bombardieri spiega i fattori necessari sui luoghi di lavoro per fronteggiare la pandemia e proteggere ai lavoratori.

    Sì alle vaccinazioni nelle fabbriche e a tutte le iniziative che possano “accelerare le operazioni per tutta la popolazione”. Il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri rivendica anzi una “primogenitura” sindacale della proposta lanciata ieri dalle pagine di Repubblica dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “In occasione dell’incontro con il ministro del Lavoro, il 14 febbraio, era stato anzi proprio Casasco, il segretario della Confapi, a proporlo a Orlando”.


    Sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie quindi non ci sono divergenze tra sindacati e organizzazioni imprenditoriali?
    “Penso che la convergenza su questo progetto dimostri che le parti sociali sono disposte a fare la propria parte nella gestione dell’emergenza, e che sia il momento di metterci seduti intorno a un tavolo con il governo. Ad oggi ancora i vaccini non ci sono, ma prima o poi arriveranno, e a quel punto dobbiamo farci trovare pronti per distribuirli il prima possibile a tutta la popolazione”.

    I protocolli per la sicurezza nei posti di lavoro stanno funzionando?
    “Sono stati accordi molto complicati, ricordo di aver lasciato il tavolo più volte durante le trattative, ma ritengo che alla fine sul tema della sicurezza le parti sociali abbiamo mostrato la capacità di interpretare i bisogni del Paese. Ma rimane aperta la questione dei precari: c’è differenza tra le condizioni di lavoro di una fabbrica con una forte presenza sindacale e quelle dei posti di lavoro dove non c’è sindacato e i lavoratori sono sfruttati. A Bologna abbiamo provveduto noi ai tamponi per i rider. Il problema della sicurezza e della prevenzione per i precari e per chi fa un “lavoretto” va affrontato con il governo”.

    Anche la questione della sicurezza di chi lavora in smart working finora non è stata affrontata.
    “Lì c’è anche una questione dell’organizzazione del lavoro: perché lo smart working diventi volano dello sviluppo noi pensiamo che possa ragionare in termini di valutazione della produttività sulla base del raggiungimento degli obiettivi, e non più dell’orario di lavoro. E quindi si potrebbe prospettare anche una riduzione dell’orario di lavoro, a parità di retribuzione”.

    Come in Spagna, con la riduzione della settimana lavorativa da quattro a cinque giorni?
    “No, il criterio deve essere quello del raggiungimento degli obiettivi, con orario variabile, facendo anche a meno di timbrare il cartellino, come già è avvenuto in alcune aziende. E’ una strada perseguibile, ogni settore potrebbe poi declinarla secondo le proprie esigenzecerto non deve diventare una strada perché poi il datore di lavoro riduca i salari”.
     
    La convergenza di vedute con le organizzazioni datoriali si ferma alla sicurezza. Sul blocco ai licenziamenti Confindustria è disposta al massimo ad accettare una proroga selettiva.
    “Noi diciamo che in questa situazione, in attesa di definire la riforma degli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro, il blocco dei licenziamenti serve a garantire ai lavoratori e alle lavoratrici la tranquillità per attraversare questo periodo pesante. Inoltre gli ammortizzatori straordinari sono sostenuti dal programma Ue Sure, che si è esaurito, si sta discutendo se rifinanziarlo. Noi riteniamo che il governo italiano debba sostenere la scelta di farlo diventare stabile”.

    La riforma degli ammortizzatori sociali richiederà del tempo. Quali sono le vostre proposte?
    “Noi sosteniamo che sia necessario provvedere a una copertura per tutti i lavoratori, ma non attraverso un ammortizzatore universale, perché la riforma va effettuata alla luce di due principi, quello assicurativo e quello solidaristico, e quindi deve esserci per tutti, compresi gli autonomi iscritti alle casse, un contributo da parte dei settori di provenienza, altrimenti il rischio è che si scarichi tutto sulla fiscalità generale, il che non significa rafforzare il sistema degli ammortizzatori sociali, ma indebolirlo. Poi semmai si può anche pensare a un sistema simile a quello del bonus/malus per le aree in cui non ci sia la capacità di intervenire. Il confronto con il governo deve iniziare subito”.

    Anche sulle politiche attive verrà aperto un tavolo. Si parla di riformare il sistema dell’Anpal.
    “Penso che tutti oggi partano dal presupposto che sia necessario investire sulle politiche attive, e quindi sulla formazione e riqualificazione, per aiutare chi ha perso il lavoro a trovarne un altro. Ma questo deve anche significare non disperdere quello che si è fatto finora: abbiamo dei professionisti selezionati per gestire le politiche attive, i navigator, che tra l’altro sono anche pochi rispetto al personale che viene impiegato in questi servizi nel resto dell’Europa. Farli andar via sarebbe un grave errore”.

    I tavoli da aprire sono diversi. Voi siete stati convocati da Draghi già in sede di consultazione, e da Orlando prima ancora del giuramento. Un segno di attenzione che vi rende fiduciosi nel dialogo con il nuovo governo?
    “Io sono cauto, perché in una situazione così drammatica aspetto di verificare quali saranno le effettive politiche economiche e sociali del governo. Abbiamo apprezzato che Draghi ci abbia convocato subito, ma il giudizio è sospeso. Ogni giorno ascoltiamo lavoratori e lavoratrici che hanno perso la speranza nel futuro, per se stessi e per i propri figli, che non riescono a trovare uno sbocco professionale, e quindi non riesco ad essere ottimista. Spero che le teorie di Draghi siano quelle del professor Caffè, e non quelle delle politiche di austerità e del patto di stabilità”.

     

     

     "Pablo", la nuova serie animata in partenza su Rai Yoyo lunedì 1° marzo, tutti i giorni, alle 18. Il cartoon, che ha già nel cassetto una nomination ai BAFTA, è già disponibile su RaiPlay anche in inglese e ciascun episodio viene trasmesso in replica alle 9.35 del mattino successivo. Il titolo racconta una storia di inclusività che trasforma la diversità in un punto di forza, una chiave per affrontare ogni difficoltà.

    Ne è protagonista un bambino autistico, Pablo, che coltiva l’amore per il disegno ed è circondato da una serie di personaggi inventati che ne alimentano fantasia e creatività. Giorno dopo giorno, Pablo e i suoi amici ‘speciali’ sono alle prese con piccole e grandi sfide che diventano altrettante avventure di gruppo.

    Ogni episodio del cartone animato affronta, infatti, un tassello di quotidianità che vede Pablo imbattersi in problemi che nascono da una mancata comprensione. L’immaginazione si fa motore per trasferire tutti i problemi dal piano del reale al piano della fantasia, nel quale gli animali che il protagonista fa uscire dalla sua matita colorata sono compagni e aiutanti.

    Come aspetti della sua personalità, le varie creature inventate dal bimbo fanno da supporto e incentivo non solo a Pablo ma a tutti i bambini che vivono la sua stessa condizione. Ecco, quindi la topolina timida e determinata Linda, la giraffa super intelligente Raffa e il caparbio uccellino Frullo. Una fantasiosa tribù che regala gli strumenti per sciogliere anche i nodi più difficili.

    Con ‘Pablo’ la Rai continua nel suo impegno di servizio pubblico verso tutti proponendo storie semplici, coinvolgenti e di grande impatto formativo. Perché la presunta ‘differenza’ del protagonista è solo una carta speciale che gli permette di condividere le sue storie con il mondo che lo circonda. E di sentirsi, forse, un po’ meno solo.

    Finalmente, dopo mesi passati con ristoranti e bar chiusi, sono potuta uscire a pranzo con le mie amiche. Fin qui tutto bene, se non fosse che ovunque vada sorgono sempre problemi per via della carrozzina. Le barriere architettoniche sono le mie peggiori nemiche. Il fatto è che, volente o nolente, la gente ha un concetto sbagliato di barriera architettonica, una scala o dei gradini non vengono considerati come tali perché tanto la risposta a tutto è sollevare la carrozzina. Tornando a quel famoso sabato pomeriggio, bisogna fare un passo indietro di qualche giorno, quando giovedì ci venne la brillante idea di andare a mangiare sushi. Per comodità pensammo ad un luogo vicino a casa mia, in centro, e che non costasse troppo. Trovato il ristorante “perfetto “, una volta arrivate lì scoprimmo che era chiuso. Così, sedute sui gradini della mia vecchia scuola elementare ci mettemmo subito alla ricerca di un altro ristorante giapponese aperto: una vera e propria caccia al tesoro. Erano tutti o chiusi o pieni, ma, grazie ad un grandissimo colpo di fortuna, riuscimmo a trovarne uno che facesse al caso nostro. Per essere sicure chiamammo, ovviamente una delle prime cose da dire è la presenza della carrozzina. Subito iniziai a spiegare la situazione, specificando che la carrozzina non può superare gradini oltre i 2 cm e che il tavolo doveva avere abbastanza spazio per fare manovra. Dall’ altra parte della cornetta il ragazzo sembrò sbigottito, come se gli avessi chiesto di risolvere un’equazione di secondo grado a mente.
     
    “Quindi avete barriere architettoniche?” chiesi, presagendo già la lunga conversazione che avrei dovuto avere per fare capire la situazione.
    “No, però siamo in quattro uomini e la tiriamo su in un attimo “.
    “Avete barriere o no?” domandai nuovamente 
    “No...si...però, cioè... ehm... voglio dire, siamo forti la tiriamo su noi…”.
    “Non metto in dubbio le sue doti di body builder, ma si tratta di circa duecento Kg. Quanto sarebbe altro il gradino?”.
    Dopo dieci minuti al telefono, in cui mi fu ribadito più e più volte che ce l’avrebbero fatta a tirare su la carrozzina, scoprii che il gradino era alto ben 8 cm e che non erano in possesso di una rampa -che, tra l’altro, è pure obbligatoria-.
    Per quanto questo banale episodio possa sembrare un caso isolato, non lo è:
    in centro a Milano solo il 13% dei negozianti possiede una rampa, per non parlare dei mezzi pubblici che, come in altre città italiane, non sono neanche lontanamente accessibili.
    Molto spesso, proprio per questo motivo, ci si ritrova ad attendere fuori dal negozio di fianco al cartello che reca il disegno di un cane con la scritta “io aspetto fuori “, che tanto è un po’ quello che devo fare anche io.
     

    Il presidente dell'associazione Luccasenzabarriere Domenico Passalacqua, da anni impegnato personalmente in numerose battaglie per l’abbattimento delle tante barriere architettoniche che limitano talvolta in modo rilevante la mobilità di tante persone con disabilità fisica.

    L’intento è di sensibilizzare la comunità nei confronti della disabilità. Un impegno costante per fare in modo che tutti gli esercizi pubblici, le strutture pubbliche e le infrastrutture possano adeguarsi alle normative vigenti (legge 13/89) e che siano, in questo modo, garantita sia l’accessibilità e la mobilità per tutti i cittadini del territorio ed anche dei visitatori. Rendere il territorio uno spazio accessibile e privo di barriere architettoniche che non limitino la libertà e l’autonomia del disabile.

    L’associazione, circa un anno fa ha realizzato un'applicazione di livello Nazionale che consiste nel mappare tutti gli esercizi pubblici e privati, stabilimenti balnearei, musei, ville, chiese, hotel, navi e ogni tipo di luoghi di interesse sia per il cittadino locale che per il turista, andando ad evidenziare l'accessibilità e la fruibilità per le persone con qualsiasi tipo di disabilità ed è rivolta anche a persone allergiche, intolleranti e neo genitori. Questa applicazione è unica in Italia, e non è rivolta solo a persone con disabilità.

    In questo progetto, sono stati coinvolti vari Istituti Superiori del territorio con il progetto alternanza scuola-lavoro, con l'obiettivo di sensibilizzare gli studenti a costruire un territorio privo di barriere

    architettoniche e mentali.  Dallo scorso settembre sono già state mappate buona parte della

    Provincia di Lucca e a breve partiranno altre Citta sia della Regione Toscana come Montecatini Terme, Arezzo, e Grosseto mentre fuori Regione inizierà la Provincia di La Spezia.

    L'applicazione è scaricabile e gratuita da Android e Apple.

    https://www.luccasenzabarriere.org/senzabarriere-app/

     A cura di: Dott. Alessandro Imperatore

    Primo caso al mondo di parto in una donna affetta dalla sindrome di Alström all'ospedale Sant'Anna di Torino 

    Primo caso al mondo di gravidanza in una donna affetta da una malattia genetica rarissima, la sindrome di Alström. La donna, 26 anni, ha partorito nei giorni scorsi all'ospedale Sant'Anna della Città della Salute di Torino, presso la Ginecologia e Ostetricia 1 universitaria (diretta dalla professoressa Chiara Benedetto). Si tratta di una malattia multisistemica, dovuta a mutazioni del gene ALMS1, che viene  trasmessa solo se entrambi i genitori sono affetti o portatori della malattia, e si manifesta poco dopo la nascita: è caratterizzata da gravi problemi di vista e udito, tendenza all’obesità, diabete, disfunzioni cardiache, renali ed epatiche, e spesso infertilità. 

    A livello mondiale sono stati descritti solamente 450 casi della malattia ed in letteratura scientifica non sono mai state riportate gravidanze. Non esiste una terapia specifica, ma la diagnosi ed un intervento precoce possono migliorare la qualità di vita di chi ne è affetto. La paziente è stata assistita durante tutta la gestazione presso gli ambulatori per le gravidanze a rischio afferenti alla Divisione diretta dalla professoressa Benedetto, in collaborazione multidisciplinare con i colleghi internisti del Sant’Anna, coordinati dal dottor Aldo Maina, ed il Servizio di Genetica Clinica della Città della Salute di Torino (diretto dalla professoressa Barbara Pasini). La gravidanza ha avuto un decorso regolare fino all’8° mese, quando segni di lieve peggioramento delle funzioni cardiovascolare e renale materne hanno suggerito l’espletamento anticipato del parto mediante taglio cesareo. La mamma ed il neonato (un maschietto di 1950 grammi, ricoverato attualmente presso la Neonatologia universitaria, diretta dal professor Enrico Bertino) sono entrambi in buone condizioni. 

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