Triantafillos Loukarelis, il direttore dell’Unar, lancia l’allarme: “Suprematisti, complottisti, professionisti dell’odio e della menzogna. L’impatto di queste pulsioni distruttive è sempre più tangibile. Una minaccia che mette a rischio il nostro futuro. La storia ci insegna che dopo una crisi, dopo un’emergenza, si riparte sempre con un certo eccesso. Nel bene come nel male. Un rimbalzo dell’odio purtroppo me lo aspetto, alimentato anche dalla volontà di cavalcare la tigre del malcontento sociale. Ci aspettano sfide non semplici”. Il contrasto alla discriminazione, sarà uno dei temi prioritari nel 2021 con la settimana d’azione contro il razzismo, in programma anche quest’anno a marzo con una modalità di fruzione anche online. Saranno inoltre istituiti centri contro la discriminazione di persone Lgbt e un focus specifico sarà dedicato alla lotta all’antisemitismo. “Recentemente – conclude Loukarelis – abbiamo organizzato un workshop cui hanno partecipato tutte le squadre di Serie A. La sensazione è che ci sia finalmente interesse ad affrontare temi che purtroppo investono anche il mondo degli stadi come razzismo, omofobia, antisemitismo. Un ottimo segnale”.

    Su La Stampa di oggi, mercoledì 30 dicembre, una lettera di Evelina Christillin intitolata: "L'Europa cieca e quei disperati scalzi sulla neve", sul dramma dei migranti bosnianic di cui si è parlato su La Stampa nei giorni scorsi in pezzi a firma Domenico Quirico e Francesca Paci. Si parla del 1992, della catastrofe umanitaria e si porta uno sguadro su presente e futuro: «Facciamo in modo che il nuovo anno inizi veramente per tutti, anche per loro; non dimentichiamoli, lo chiediamo per favore alle istituzioni, ai media e ai comuni cittadini del mondo intero».

    Anna Grassellino,  Linda Laura Sabbadini, Sara Gama e Suor Alessandra Smerilli, protagoniste di Dialoghi a Spoleto (di cui potete trovare notizie sul blog a destra, intitolato Dialoghi a Spoleto), sono state scelte tra le 110 donne protagoniste di questo anno secondo il Corriere della Sera.  Dalla redazione di Angelipress i nostri complimenti a ognuna di loro, siamo fieri di questa conquista e di saper che le donne continuano e continueranno a brillare nel 2021.

    30 Dicembre 2020 - 05:46

    I NUOVI GIUSTI NEL MONDO SEGNATO DAL COVID

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    Dag Hammarskjöld, Segretario generale dell’ONU, impegnato per la pacificazione internazionale Carlo Urbani, medico italiano dell’OMS, per primo identificò il focolaio della SARS Liu Xiaobo e Liu Xia, intellettuali e attivisti per i diritti umani in Cina Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema americana, liberal e femminista Per la Giornata dei Giusti dell’umanità, 6 marzo 2021.

    Il Comitato dei Garanti dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Comune, Gariwo e UCEI, ha ratificato le scelte espresse dall’Assemblea il 5 novembre scorso riguardanti il tema per le celebrazioni del 6 marzo 2021 al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano: "Per una nuova umanità. L’esempio dei Giusti nel mondo segnato dal Covid”. Le figure approvate sono: il diplomatico svedese Dag Hammarskjöld, passato alla storia per l’impegno umanitario come Segretario
    generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961; il medico italiano dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Carlo Urbani, che ha pagato con la vita la battaglia contro la SARS; lo scrittore e critico letterario Liu Xiaobo, attivista per i diritti umani in Cina assieme alla moglie Liu Xia, poetessa, pittrice e fotografa; la giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Ruth Bader Ginsburg, battagliera sostenitrice della parità di genere e dell’emancipazione femminile negli Stati Uniti, icona del femminismo. La scelta è derivata dalla considerazione che in questo momento storico sia utile dare risalto a figure che indichino la strada da percorrere affinché l’umanità possa scegliere nel modo migliore le soluzioni a problemi collettivi, come la pandemia. Per questo vogliamo presentare le storie di chi si batte per la collaborazione
    internazionale e la difesa della democrazia contro ogni forma d’imbarbarimento e di controllo autoritario delle persone e per ridare alla conoscenza e alla scienza un ruolo di guida e orientamento. "Esempi di un impegno senza condizioni verso i grandi temi e i problemi del nostro tempo: da quello umanitario alla parità di genere, dalla ricerca scientifica ai diritti civili e politici - commenta il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé -. Le figure che onoriamo sono certamente molto conosciute nel mondo, la loro iscrizione tra i Giusti è il riconoscimento della nostra comunità al lavoro che hanno svolto e alla vita che hanno dedicato all'umanità. L'auspicio è che la loro testimonianza sia d'indirizzo per le nuove generazioni, perché quanto hanno fatto queste persone rappresenta un contributo fondamentale nel lungo percorso verso una società globale più equa dal punto di vista dei diritti, del rispetto di tutti, dell'accesso alla ricerca, alle cure e ai beni fondamentali".

    “Con la proposta dei nuovi Giusti abbiamo voluto indicare le quattro grandi battaglie che si presentano a livello mondiale. La battaglia per la democrazia, fondamentale di fronte alle autocrazie e ai regimi illiberali, che possono minacciare il mondo; la battaglia per il rafforzamento delle istituzioni internazionali che, sorrette dalle democrazie occidentali, possono essere oggi importanti per la prevenzioni di nuovi genocidi e crimini di massa; la battaglia per la difesa dei diritti delle donne in ogni parte del pianeta, dagli Stati Uniti, all’Europa, all’Africa e al Medio Oriente, poiché oggi le donne sono il soggetto forse più importante del cambiamento possibile e infine la battaglia per una cooperazione internazionale per la sconfitta delle pandemie, affinché il vaccino possa essere distribuito in tutti i Paesi e la ricerca medica possa essere messa a disposizione di tutte le persone - dichiara il presidente di Gariwo Gabriele Nissim -. I cinque Giusti, che abbiamo indicato, rappresentano al meglio queste istanze e possono essere un esempio per il mondo intero e per le nuove generazioni. I Giusti, come ci ricorda la parola ebraica “Tiqqun 'olam”, ci insegnano a “raddrizzare il mondo” e il tempo in cui ci è capitato di nascere”.

    Per Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI, “le figure dei Giusti, approvate dal Comitato dei Garanti su proposta dell’Associazione, possono essere di esempio e stimolo ai giovani, ma non solo, e ben rappresentano gli ideali che proprio oggi vengono ricordati in tutto il mondo in occasione dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sottolinea ‘la libertà e l’uguaglianza dei diritti per tutti gli esseri umani e il loro impegno nella fratellanza’”.

    5 anni dalla firma degli accordi di Parigi e ancora nessun impegno vincolante

    Sempre più persone stanno firmando una promessa: fare tutto il possibile per limitare il riscaldamento a +1,5 gradi C - quando già ora ci avviciniamo a +1.2. 

    Le ragazze e i ragazzi di Fridays for Future hanno rilasciato questa promessa in occasione del quinquennale dell'accordo di Parigi, ed invitano tutte e tutti a sottoscriverla.

    Gli attivisti sono unanimi: è chiaro che i leader mondiali non stanno mantenendo gli impegni presi a Parigi e, di conseguenza, è giunto il momento che la persone prendano il proprio impegno. Disha Ravi, dall'India, ha detto: "Non ho più speranza nel governo, il loro disprezzo per le persone e la loro profonda avidità ci ha messo in pericolo ripetutamente. Serve costruire un futuro giusto ed equo".

    "La mia casa, le Filippine, è stata colpita da un tifone dopo l'altro, con un dolore sempre crescente. Combattere per 1,5°C è cruciale per la mia sopravvivenza e per la sopravvivenza di tanti nel Sud del mondo", ha detto Mitzi Jonelle Tan dalle Filippine. Hilda Nakabuye dall'Uganda dice: "Siamo più forti quando siamo uniti. Noi che abbiamo firmato ci stiamo impegnando, l'uno verso l'altro e verso il pianeta, e questa è una cosa potente".

    In tutto il mondo, oggi, venerdì 11 dicembre, si svolgeranno azioni in molte città di ogni continente. Tan dice "Il mondo intero sta facendo una promessa di continuare a lottare perché i prossimi 5 anni devono essere rivoluzionari. I prossimi cinque anni non possono assomigliare agli ultimi cinque.”

    In Italia questa necessità è ancora più  attuale: lo abbiamo ribadito con la campagna #NonFossilizziamoci per chiedere che il Next Generation EU venga scritto pensando ai prossimi 70 anni. Finora le misure economiche post-Covid sono state tra le peggiori in Europa dal punto di vista climatico. 

    Vanno ridotte subito le nostre emissioni salvaguardando i posti di lavoro. E la riduzione delle emissioni non può passare attraverso il finanziamento di programmi di greenwashing delle compagnie fossili maggiormente responsabili della crisi climatica. Come il progetto di CCS (carbon capture and storage) di Ravenna firmato Eni, in opposizione del quale è nata la campagna "Il futuro non si (S)tocca-NOCCS", che stamattina alle 11:30 ha lanciato un flash mob davanti alla sede della Regione Emilia Romagna.

    Gli attivisti ribadiscono: “La politica dovrebbe saperlo: come sempre più studi chiariscono, una seria transizione ecologica ed energetica è l’unica via per rilanciare l’economia e limitare al contempo le catastrofi climatiche.”

    In tante città italiane si tornerà in piazza - in piena sicurezza e rispettando le norme Covid19 - per ricordare gli impegni presi a Parigi 5 anni fa, e mai rispettati.

    Gli attivisti del clima chiedono a tutti di firmare la promessa su https://fridaysforfuture.org/fightfor1point5/promise e di condividerla sui social media usando l'hashtag #FightFor1Point5. 

    Covid-19, il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali, Stefano Anastasìa, interviene in merito alle decisioni del governo sull’imminente campagna di vaccinazioni

    “Come mai i detenuti e le detenute non sono elencati tra le categorie prioritarie della campagna vaccinale contro il Covid-19?”. È la domanda che si pone il Portavoce dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa.

    “In questi mesi – prosegue Anastasìa - stanno vivendo la più dura delle carcerazioni, impediti in gran parte delle attività e dei contatti con l’esterno, finanche con i familiari che, quando va bene, possono vedere di persona una volta al mese e separati da una barriera di plexiglas. Il tutto per misure di prevenzione giustificate dal fatto che le carceri sono comunità chiuse in cui convivono centinaia, se non migliaia di persone, con seri rischi di rapida diffusione del virus in caso di contagio (e, purtroppo, se ne ha esperienza). Le carceri, si dice, sono come le Rsa. D’altronde – conclude Anastasìa - se l’età media è più bassa, la diffusione delle patologie pregresse è certamente importante e le condizioni igienico-sanitarie degli istituti di pena sono certamente peggiori di quelle delle Residenze sanitarie assistenziali”.

    “Collaborare, non competere” è il titolo dell’ultimo Quaderno Cesvot nella collana “I Quaderni”, scritto da Luca Gori e Francesco Monceri
     

    Nella pubblicazione tutto il quadro normativo di riferimento su cui si basa la rinnovata alleanza tra il terzo settore e la pubblica amministrazione

     

    “Collaborare, non competere. Co-programmazione, co-progettazione, convenzioni nel Codice del Terzo settore” è il titolo dell’ultimo volume edito da Cesvot nella collana “I Quaderni”, scritto da Luca Gori e Francesco Monceri.

    Garantire alle comunità locali servizi pubblici migliori e sempre più rispondenti ai bisogni delle persone. È questo l’obiettivo che la Riforma del terzo settore e la Legge regionale 65/2020 si propongono di raggiungere attraverso il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore nei processi decisionali propri delle autonomie locali. Il libro “Collaborare, non competere” fornisce il quadro normativo di riferimento su cui si basa la rinnovata alleanza tra il mondo del terzo settore e il mondo della pubblica amministrazione, a beneficio di quanti operano in tali ambiti e che, sempre più di frequente, si troveranno a pianificare e progettare insieme le politiche di sviluppo del territorio.

    Secondo il presidente di Cesvot, Federico Gelli questa nuova pubblicazione fornisce un quadro completo delle novità introdotte dalla nuova legge regionale che disciplina l’attuazione dell’art. 55 del Codice del terzo settore attraverso la quale le amministrazioni regionali e locali, in nome del principio di sussidiarietà, sono legittimate ad affidarsi agli enti di terzo settore in tema di co-programmazione, co-progettazione e convenzioni senza dover più ricorrere ad affidamenti mediante appalti pubblici. Per questo l’intervento legislativo di Regione Toscana, giunta tra le prime a dare attuazione all’art 55 è importante in quanto rende concreti i procedimenti passando dall’astratto del Codice del Terzo settore alla sua piena attuazione.

    Nel titolo, spiega uno degli autori Luca Gori, si trova già una chiara indicazione: il Terzo settore non è lo spazio per la competizione nel mercato, ma è il luogo della collaborazione fra enti del Terzo settore, tra loro e con la pubblica amministrazione. Si tratta ora, secondo la visione confermata di recente dalla corte costituzionale, di trovare le forme giuridiche perché questa collaborazione possa avvenire. Forme giuridiche nuove e in costante evoluzione: proprio per questo, nel volume, abbiamo prima inserito un chiarimento delle coordinate costituzionali di fondo e poi un esame, in concreto, dei diversi aspetti normativi introdotti dal codice del Terzo settore.

    Come specifica, l’altro autore del volume, Francesco Monceri, la “generalizzazione” della co-programmazione e co-progettazione determinano un’importante evoluzione dell’amministrazione tradizionale verso l’affermazione di modelli alternativi a quello gerarchico/unilaterale. Gli istituti in parola aprono, dunque, la strada ad una vera condivisione della decisione amministrativa tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore nel campo dei servizi di interesse generale.

    Il Quaderno intende approfondire le conseguenze innescate dalla codificazione degli istituti partecipativi previsti dal Codice del Terzo settore sul sistema dei rapporti tra enti del terzo settore e amministrazioni pubbliche, come modello di piena applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale. Il tutto in un quadro in cui lo status costituzionale degli enti del terzo settore è perlopiù riconosciuto, anche nella recente sentenza 131/2020 della Corte costituzionale, come evoluzione di un modello preferibile al mercato nella predisposizione e gestione dei servizi di interesse generale.

    Il volume è arricchito per una miglior consultazione anche da un’appendice contenente il Codice del Terzo settore, la Legge regionale Toscana 65/2020, il parere del Consiglio di Stato n.1382/2018, le sentenze “Spezzino” e “Casta” della Corte di giustizia europea.

    Gli autori: Luca Gori è ricercatore in diritto costituzionale presso la Scuola Superiore S. Anna. Francesco Monceri è avvocato e docente di elementi di diritto amministrativo e dei servizi pubblici presso il Polo Tecnologico Sistemi Logistici di Livorno-Università di Pisa.

    Il Quaderno è disponibile e scaricabile gratuitamente in formato pdf, previa registrazione all'area riservata MyCesvot, a questo link. Nell'area riservata è inoltre possibile richiedere una copia cartacea del volume compilando il modulo online.

    Per la prima volta al mondo trapiantato con successo fegato da donatore Covid positivo in ricevente Covid positivo, presso l’ospedale Molinette di Torino

    Per la prima volta al mondo nei giorni scorsi è stato effettuato con successo un trapianto di fegato da un donatore Covid positivo in un ricevente Covid positivo, presso l’ospedale Molinette di Torino dall’équipe del professor Renato Romagnoli. A seguito dell’apertura da parte del Centro Nazionale Trapianti di un programma di donazione di organi salvavita da soggetti con infezione da SARS-CoV-2 (da riservare a riceventi anch’essi positivi), il 10 dicembre scorso la Rianimazione dell’ospedale di Domodossola (VCO) ha segnalato al Centro Regionale Trapianti piemontese (diretto dal professor Antonio Amoroso) la volontà donativa espressa dai familiari di una donna di 66 anni risultata positiva al virus. Le condizioni del fegato erano compatibili con la donazione, mentre lo screening per SARS-CoV-2 era risultato positivo sia sul tampone nasofaringeo sia sulle secrezioni bronchiali. L’offerta di tale organo è stata immediatamente accettata dal Centro Trapianto di Fegato di Torino nella serata del 10 dicembre, in quanto quel giorno stesso era stato riattivato nella lista d’attesa un uomo di 63 anni originario dalla Calabria, affetto da cirrosi complicata da neoplasia epatica primitiva, compatibile con la donatrice. L’uomo, inserito in lista d’attesa il 15 ottobre, era risultato per la prima volta positivo al Covid su tampone nasofaringeo il 9 novembre, dopo aver avuto per alcuni giorni febbre e tosse. Le sue condizioni respiratorie si erano mantenute stabili ed era stato posto in isolamento domiciliare, senza necessità di ricovero ospedaliero. Scaduti i 21 giorni di isolamento, il paziente era stato visitato dal responsabile della Terapia Insufficienza Epatica, dottor Antonio Ottobrelli, in data 1° dicembre, allorchè il tampone nasofaringeo era risultato ancora positivo per SARS-CoV-2, mentre gli esami ematici e radiologici avevano evidenziato un chiaro peggioramento della situazione tumorale. Il mattino del 10 dicembre il dosaggio su sangue degli anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 aveva mostrato un livello elevato, mentre il tampone nasofaringeo era risultato per la prima volta negativo. Posto di fronte alla possibilità di eseguire un trapianto con il fegato di una donatrice Covid positiva, il paziente aveva immediatamente fornito il suo consenso, ben conscio che l’evoluzione della sua patologia tumorale epatica avrebbe potuto in brevissimo tempo portarlo all’esclusione dalla lista d’attesa. Così, nella notte tra il 10 e l’11 dicembre l’équipe del Centro Trapianto Fegato, equipaggiata con idonei dispositivi di protezione individuale, ha proceduto con il prelievo del fegato della donatrice Covid positiva nella sala operatoria allestita nell’ospedale di Domodossola. Contemporaneamente, il candidato ricevente è stato convocato e sottoposto agli accertamenti pre-operatori necessari per accedere alla sala operatoria per il trapianto. Come di routine in questo periodo di pandemia, è stato sottoposto ad un ulteriore tampone nasofaringeo per ricerca SARS-CoV-2. Dopo poche ore, ovvero poco prima di entrare in sala operatoria, il referto del tampone ha evidenziato tracce ancora misurabili del virus. Di fronte all’improvvisa necessità di scegliere se proseguire o meno con il trapianto salva-vita, il bilancio rischi-benefici ha fatto propendere l’équipe medico-chirurgica per andare avanti con il trapianto. La sala operatoria del Centro Trapianto Fegato è stata rapidamente convertita in Sala Covid dal personale infermieristico e gli anestesisti dell’Anestesia Rianimazione 2 (diretta dal dottor Roberto Balagna), adeguatamente protetti, hanno proceduto con la preparazione del paziente per l’intervento.

    L’intervento chirurgico, durato 9 ore, è stato eseguito in prima persona dal professor Renato Romagnoli, coadiuvato dai suoi più validi collaboratori. A causa delle condizioni cliniche del ricevente e della necessità di operare muniti di idonei dispositivi di protezione, l’operazione è stata non solo tecnicamente difficile, ma anche particolarmente faticosa. La ricerca del virus sulle secrezioni bronchiali del paziente durante il trapianto ha confermato la presenza di una carica virale. Per questo motivo, come indicato dalla Direzione Sanitaria Molinette, il paziente a fine trapianto è stato ricoverato presso la Rianimazione Covid 1 (diretta dal professor Luca Brazzi). Già 24 ore dopo il trapianto il paziente, ben risvegliato grazie alla buona funzione del fegato trapiantato, è stato estubato. La ricerca del virus sulle secrezioni bronchiali è risultata ancora positiva in 1° e 3° giornata post-operatoria, mentre il tampone nasofaringeo si è negativizzato, a testimoniare lo stato di infezione in via di risoluzione. La funzione respiratoria e gli esami radiologici polmonari sono attualmente nella norma, ed il paziente verrà a breve trasferito presso l’Area Semintensiva Chirurgica del Centro Trapianto Fegato.

    Ancora una volta, lo sforzo multidisciplinare - non solo clinico ma anche organizzativo - di un grande ospedale italiano ha reso possibile quanto fino a poco tempo fa era ritenuto del tutto impensabile. In questo caso sono risultati fondamentali il supporto del laboratorio di Microbiologia (diretto dalla professoressa Rossana Cavallo) e dell’Infettivologia (diretta dal professor Francesco De Rosa). La recente infezione da coronavirus non impedisce dunque la donazione ed il trapianto di organi in sicurezza.

    29 Dicembre 2020 - 05:26

    Si può controllare il caos?

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    Ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr e della Universidad Carlos III di Madrid hanno dimostrato come reti caratterizzate da una dinamica caotica possano essere indirizzate a raggiungere un comportamento, purché compatibile con la dinamica spontanea del sistema. Il lavoro è pubblicato su Scientific Reports

    Ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isc) e della Universidad Carlos III (Madrid, Spagna) hanno dimostrato come reti caratterizzate da una dinamica caotica possano essere indirizzate a raggiungere un comportamento. Il lavoro pubblicato su Scientific Reports propone un protocollo capace di guidare la rete in direzione di una evoluzione desiderata, purché questa sia compatibile con la dinamica spontanea del sistema.

    “Il nostro universo è pieno di sistemi descrivibili come reti di elementi interagenti nella maniera più varia: il cervello è una rete di neuroni, una popolazione una rete di individui, un ecosistema una rete di popolazioni”, dichiara Stefano Boccaletti del Cnr-Isc. “Lo studio dimostra come sia sufficiente agire solo su pochi dei nodi della rete (un procedimento detto pinning), per indirizzare quest’ultima verso la dinamica desiderata. Per molti anni si è pensato, erroneamente, che le dinamiche caotiche fossero qualcosa di indesiderato, in quanto impredicibili su tempi lunghi. Il nostro studio mostra invece che una dinamica caotica sia in realtà desiderabile, in quanto consente di indirizzare a piacimento il sistema verso infiniti possibili stati (tutti quelli compatibili appunto con detta dinamica caotica) in modo del tutto controllabile, cosa che sarebbe impossibile se il comportamento del sistema fosse regolare”.

    Massimo Materassi uno dei ricercatori del team Cnr spiega che “la controllabilità di una rete si estende così a reti con morfologie irregolari e variabili: si applica ad un amplissimo numero di sistemi dinamici reali dove i legami tra i nodi possono essere non-lineari, con connessioni dirette o indirette tra i nodi e non simmetriche”.

    Le finalità pratiche di questo studio sono molteplici. “Abbiamo applicato questi risultati teorici alla formulazione di una teoria per la gestione adattativa degli ecosistemi”, conclude Stefano Focardi del Cnr-Isc. “In una situazione di crisi ambientale come l’attuale, in presenza di continui conflitti tra fauna selvatica e popolazione umana, poter gestire al meglio gli ecosistemi naturali è fondamentale e questo studio può contribuire al raggiungimento degli obiettivi della convenzione internazionale per la conservazione della diversità biologica. La sfida ora è applicare queste nuove metodologie alla gestione pratica delle aree protette e degli ecosistemi”.

    Il nuovo progetto del contenitore “Alla scoperta di” per riaccendere le luci sul palco

    I teatri sono nuovamente chiusi e le rappresentazioni calendarizzate annullate o rinviate a data da destinarsi. Alla scoperta di, contenitore culturale di spettacoli teatrali rivolti ai più piccoli, ha deciso di non cancellare lo spettacolo natalizio Alla scoperta di Babbo Natale ma di effettuare ulteriori investimenti per la registrazione e trasmissione on demand, disponibile da sabato 12 dicembre a martedì 12 gennaio, per portare il Natale a tutti i bambini d’Italia e accendere una fiammella per il teatro del nostro paese.

    Il palco del Teatro Marconi, consolidata realtà artistica della capitale, è la sede ospite delle riprese di una produzione ambiziosa nel settore del teatro per bambini. La storia seguirà le vicende del folletto Peltzickel, noto combina guai dal cuore d’oro che, dopo aver provocato un grave incidente nel villaggio da cui partono i regali, sarà costretto a viaggiare per radunare tutti i folletti e rimediare al proprio errore, fornendo così l’occasione per conoscere meglio Babbo Natale e i suoi aiutanti, oltre ai suoi antagonisti, lasciando emergere le loro storie e personalità, intrecciate fra antica tradizione orale e moderne leggende commerciali.

    Come per le precedenti produzioni, la stesura della sceneggiatura è stata preceduta da una lunga fase di studio, durante la quale sono state esaminate le leggende appartenenti alla cultura di diversi paesi, tra cui Islanda, Germania, Norvegia, Finlandia e Stati Uniti per citarne alcuni, così da poter seguire la filosofia dell’imparare divertendosi. Grande cura è riservata anche alle scenografie, affidate a un veterano del settore, Domenico Latronico, che in passato ha lavorato nel cinema per Nanni Moretti, Carlos Saura e Silvio Soldini.

    Alessio Rizzitiello, oltre ad aver lavorato alla sceneggiatura, sarà impegnato sul palco e a dirigere gli esperti attori Matteo Cecchi, Valentina Conti e Simone Ruggero. L’organizzazione dello spettacolo è gestita dalla Luxury Project, guidata da Marco Mazzola che, nello spiegare il progetto tiene a trasmettere come “Stiamo lavorando tutti con grandissima convinzione, non solo per produrre uno spettacolo che sappia divertire ed educare ma, stavolta, anche per poter portare la nostra speranza del Natale alle famiglie che non potranno recarsi normalmente al teatro, al cinema o a un concerto ancora per diverso tempo.”

    Luisa Mezzacapa, ideatrice di Alla scoperta di e co-sceneggiatrice dello spettacolo racconta: “Siamo una piccola realtà ma la nostra iniziativa, al di là del successo che ovviamente ci auguriamo, vuole essere soprattutto una scommessa per mantenere vivo il teatro e la cultura in un momento così difficile, continuando a far lavorare attori, sceneggiatori e scenografi di talento, oltre al Teatro Marconi che ci ha affittato i locali per le riprese.”

    Alla scoperta di è un contenitore culturale, nato nel 2019, che propone spettacoli teatrali per bambini, consigliati per la fascia d’età dai 4 ai 10 anni, portando sul palcoscenico la vita dei grandi personaggi storici italiani e non, con un connubio calibrato di divertimento e apprendimento per avvicinare i più piccoli al teatro e alla cultura. Alla scoperta di Babbo Natale è visibile online, direttamente da casa propria, tramite l’acquisto di un unico biglietto valido per tutta la famiglia, a un costo ridotto per garantirne l’accessibilità. È possibile avviare lo spettacolo in qualunque momento, durante il mese di disponibilità, e di completarne la visione entro 48 ore.

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