Partita ieri la seconda edizione del progetto "Vista sull’Europa” con l’iniziativa “Stand Up Women!” promossa dai Comuni di Formigine, Maranello, Fiorano e Prignano sulla Secchia. Si tratta di quattro incontri, quest’anno in streaming sulla pagina Facebook del progetto e sul canale YouTube dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, un workshop di videomaking e un’installazione itinerante, per conoscere le Madri fondatrici d’Europa e parlare delle donne di oggi alle prese con la pandemia mondiale. Maria Pia Di Nonno ha aperto con un dibattito sul ruolo delle donne nelle istituzioni europee

     


    Nel comune di Corigliano-Rossano (CS) Giusy Versace e l'azienda bolognese hanno consegnato alla cooperativa I Figli della Luna un mezzo di trasporto per persone anziane e con disabilità.


    Le domande possono essere presentate online sul “Portale della ristorazione” (www.portaleristorazione.it) da domenica 15 novembre e presso gli uffici postali. C’è tempo fino al 28 novembre.

     


    In vista della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Mercoledì 18 novembre alle ore 15.30 si terrà on line sul sito www.conibambini.org la presentazione dell’indagine “Gli italiani e la povertà educativa minorile nell’era Covid. Vissuti, percezioni, bisogni emergenti dell’opinione pubblica”. La ricerca, realizzata dall'Istituto Demopolis, è stata promossa dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

    I risultati dell’indagine saranno presentati dal direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento. Ne discuteranno Carlo Borgomeo, Presidente di Con i Bambini; Stefano Buffagni, Presidente del Comitato di Indirizzo Strategico del Fondo; Francesco Profumo, Presidente di Acri; Claudia Fiaschi, Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore.


    Da inizio novembre stiamo pubblicando alcune vignette di Stefano Disegni sul nostro portale Angelipress. Le vignette sono state realizzate per il programma televisivo in onda su Rai 2 la domenica "O anche no", condotto da Paola Severini Melograni, con tema l'inclusione, la solidarietà e la diversabilità. Qui la seconda di una serie da tre tavole su Chernobyl.

    Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, esprime gratitudine - con un messaggio dall’Ospedale - a quanti gli sono vicini, in questo momento di prova, con la preghiera e l’affetto. “Nel tardo pomeriggio di venerdì 13 novembre – riferisce oggi la Direzione Sanitaria nel bollettino quotidiano - il Cardinale è stato trasferito dalla struttura di Terapia Intensiva 2 alla degenza ordinaria di Medicina d’Urgenza COVID 1. Si conferma il lieve miglioramento osservato ieri. Buoni i parametri respiratori e cardiocircolatori. Continua ossigenoterapia e restante piano di trattamento”. Di seguito il messaggio del Cardinale Presidente:

    Desidero ringraziare il Signore per essermi accanto, con la Sua misericordia, in questo momento di prova. Ringrazio l’Azienda Ospedaliera di Perugia “Santa Maria della Misericordia” e il personale sanitario che si stanno prendendo cura di me e di quanti sono ammalati. Ringrazio quanti mi sono vicini con la preghiera e l’affetto. Raccomando a tutti di continuare a pregare per quanti soffrono e vivono situazioni di fatica. Affido tutti alla Madre di Dio, Maria, perché interceda per i suoi figli.

    Gualtiero Cardinale Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Presidente della CEI

    Sono ormai tre settimane che noi sciagurati studenti delle superiori siamo in DAD, una misura sicuramente necessaria, ma certamente non per questo meno triste. Sì, perché la didattica a distanza è oggettivamente triste, non starò neanche a parlare del livello di apprendimento, è sempre scuola e, se presa seriamente ed organizzata bene, di certo si può imparare. La tristezza della DAD consiste nella mancanza di tutta quella atmosfera, quell’ambiente che si crea se si ha la fortuna di far parte di una bellissima classe come la mia. In questi ultimi giorni, devo ammettere, che la nostalgia ha iniziato a farsi sentire: sono quelle piccole cose, a cui prima magari non facevo neanche caso a mancarmi. Le buche di Via Orti, persino i monopattini parcheggiati sempre in mezzo al marciapiede, le facce dei miei compagni distrutti di prima mattina, le luci accecanti del neon ed anche i pianti isterici di alcuni miei compagni - che prima non riuscivo a concepire e che, trovavo irritanti - la puzza di fumo davanti a scuola ed il venditore ambulante sempre sorridente che mi saluta sempre per nome, l’inimitabile Musta. Onestamente trovo la DAD molto più stancante rispetto alla scuola in presenza. Non solo passiamo ore e ore seduto davanti ad uno schermo - io seduta lo sono sempre - ma anche studiare diventa più pensante. Il fatto è che non si riesce mai a staccare veramente il cervello, cosa che, prima, in un modo o nell’altro, si faceva. La cosa peggiore sono i problemi di connessione, la voce metallica che va e viene e il continuo essere buttato fuori dalle lezioni - per riconnessione - senza apparente motivo. Molti professori purtroppo sono fermamente convinti che i famosi problemi di connessione siano delle scuse per non partecipare alle lezioni. Certo, c’è anche qualcuno che ne approfitta, i così detti ‘fantasmini’, come li chiamiamo io e i miei amici, ovvero coloro che, per ragioni ignote a noi comuni mortali, spariscono ogni qualvolta venga, anche solo per sbaglio, pronunciato il loro nome. Anche in DAD i professori sono sempre una certezza - escludendo i momenti in cui ci dicono che dovremo convivere per sempre con il virus e che le nostre vite non torneranno mai più ‘normali’ - è incredibile come anche con uno schermo frapposto e una pandemia globale in corso, riescano a metterci in soggezione per una semplice interrogazione. DAD o non DAD l’ansia, in quinta ginnasio ed in particolare nella mia classe, regna sempre sovrana.

    Riceviamo e pubblichiamo una lettera al presidente Mattarella da parte dei seguenti firmatari: Caregiver Familiari Comma 255; Toni Nocchetti Ass. Tutti a scuola onlus; Luca Trapanese A ruota libera onlus; Angelica Viola L’orsa maggiore Coop. Sociale.

    "Egregio Presidente Mattarella,

    Nonostante il tempo burrascoso e le divisioni che attraversano la politica, Lei ha sempre indicato una strada comune e, come anche papa Francesco ricorda continuamente, ha sempre rifiutato la cultura degli “scarti”.
    Noi genitori di figli con disabilità, noi caregiver familiari, impariamo presto a riconoscere sulla nostra pelle questa sensazione di esclusione.
    La legislazione del nostro Paese rappresenta sicuramente una tutela essenziale ed un punto di partenza indispensabile per garantire ai nostri figli una vita meno faticosa ma, come Lei sa, non è ancora abbastanza.
    Ci rivolgiamo a Lei con l'intenzione ferma di evidenziare che nella nostra Penisola, a partire dalla Regione Campania, sta accadendo qualcosa di assolutamente inaccettabile.
    L'ordinanza numero 82 della Campania per prima, poi, seppur meno esplicite le ordinanze delle diverse Regioni italiane, fino al DPCM del 3 novembre u.s., stabiliscono che la frequenza scolastica debba essere prevista per gli alunni con disabilità, senza assicurare loro la presenza del gruppo dei pari.
    Questo accade nonostante il 5 novembre u.s., la Ministra Azzolina, ribadendo i principi già delineati nel DM 39 del 26/06/2020, sottolinei, in una nota ministeriale, come l'unica strada percorribile per la didattica in presenza sia quella di individuare piccoli gruppi inclusivi.
    Si stanno prefigurando inquietanti sperimentazioni di qualcosa che nel 1977 avevamo cancellato: le classi differenziali.
    La scuola italiana è, orgogliosamente, pioniera nella inclusione e nella solidarietà. Quanto sta accadendo va esattamente nella direzione opposta: l'esclusione e l'isolamento per i nostri figli con disabilità.
    La presenza di una pandemia non può giustificare la creazione di percorsi differenziati per i nostri figli.
    Sono differenti gli strumenti che governo ed enti locali hanno a disposizione per rispondere ai bisogni degli alunni con disabilità. Esistono figure professionali preposte ad accompagnare gli alunni con disabilità nel proprio percorso scolastico (ASACOM): è sufficiente che dette figure si spostino al domicilio dell’alunno per consentirgli la fruizione della didattica proposta dagli insegnanti e del gruppo dei pari.
    Se l’emergenza sanitaria è tale da impedire la frequenza scolastica la tutela precauzionale è diritto di tutti. Se consente la frequenza di piccoli gruppi, allora è un diritto che va garantito a tutti gli allievi che per le più svariate ragioni necessitano di didattica in presenza, ricreando piccoli gruppi inclusivi.
    La scuola italiana è, per fortuna e per merito di donne e uomini che oltre 40 anni fa hanno costruito su valori comuni, la scuola di tutti.
    Lei ne è stato, da sempre, un attento testimone e autorevole protagonista.
    Ci aiuti a farlo comprendere a chi, evidentemente, non ne ha gli strumenti culturali e la sensibilità
    necessaria. Ci aiuti a salvare questo baluardo italiano di democrazia, inclusione e pari opportunità."

    In queste settimane stanno partendo nuovi programmi di volontariato con l’obiettivo di avviare nuove attività o rafforzare quelle già esistenti nei territori lontani dai servizi essenziali. In totale sono oltre 3,3 milioni di euro erogati, oltre 100 comuni delle aree interne e 200 organizzazioni di volontariato coinvolti: più di 2.600 i “nuovi” volontari che si prevede di attivare.

    Tra gli esempi di attività in avvio o da rafforzare vi sono percorsi di formazione per giovani che lavoreranno come organizzatori di eventi, un centro di servizi socio-educativi e assistenziali per giovani neet e anziani all’interno di un bene confiscato, laboratori professionalizzanti per persone sottoposte a misure alternative al carcere, riqualificazione dei beni comuni, taxi sociale per persone non autosufficienti.

    In totale sono 19 programmi di volontariato per far rinascere le aree interne del Sud Italia. Tutte attività che saranno finanziate dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il Bando Volontariato, promosso con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle “reti locali” di volontariato per contrastare fenomeni di esclusione sociale nelle aree interne del Sud Italia, ovvero nei comuni che, a causa della distanza dai servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità), hanno subìto un graduale processo di isolamento, riduzione demografica e calo dell’occupazione.

    I progetti, che saranno finanziati complessivamente con oltre 3,3 milioni di euro (una media di 175 mila euro a iniziativa), coinvolgeranno precisamente 107 comuni delle aree interne in tutte le regioni del Sud: 7 iniziative saranno avviate in Sicilia (province di Catania, Trapani, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Palermo), 4 in Calabria (province di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone), 3 in Puglia (province di Taranto, Bari e Lecce), 3 in Campania (province di Avellino e Salerno), 1 in Basilicata (provincia di Potenza) e Sardegna (provincia del Sud Sardegna).

    Se circa il 50% dei comuni italiani è definito ‘area interna’ (4.185 comuni su un totale di 8.092), questa percentuale raggiunge il 70% nel Mezzogiorno (1.472 comuni su 2.116), con la Basilicata al primo posto (96%), seguita da Sardegna (84,4%), Calabria (79%) e Sicilia (74%). Tassi più bassi, e più in linea con la media nazionale, si registrano in Puglia (54%) e Campania (49%).

    "Grazie all’impegno costante del volontariato, tanti borghi del nostro Sud che rischiano di spopolarsi e “scomparire” possono avere a disposizione nuovi servizi essenziali, o vedere rafforzati quelli esistenti". Ha detto Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD, che ha proseguito: "Sono realtà spesso molto piccole, dove sempre di più i giovani ma anche gli anziani non hanno a disposizione i servizi basilari per potersi istruire, potersi spostare, poter crescere, potersi curare o semplicemente poter 'vivere' la propria comunità. La scuola, i mezzi di trasporto, li servizi sanitari, la possibilità di usufruire dei beni comuni sono diritti: è indispensabile superare il meccanismo distorto per cui si trasformano in privilegio di pochi. In questo cambiamento tante organizzazioni e tanti volontari hanno un ruolo importantissimo che, soprattutto in alcuni contesti, è davvero fondamentale".

    15 Novembre 2020 - 16:11

    Sarà Joe Biden il paladino del Pianeta?

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    Con l’elezione di Joe Biden, come 46imo Presidente degli Stati Uniti d’America, il mondo recupererà un attore fondamentale, nonché il Paese che contribuisce per il 15% delle emissioni globali, per la lotta al cambiamento climatico. Infatti, tra i punti dei Democratici è presente il ritorno all’Accordo di Parigi del 2015, dal quale la precedente amministrazione guidata da Donald Trump aveva deciso di tirarsi fuori suscitando un gran clamore internazionale. In seguito, i continui tweet e affermazioni alquanto fuorvianti dell’ormai ex Presidente avevano fatto tutto il resto portando probabilmente una fetta del popolo americano, quello repubblicano, a perdere fiducia nella comunità scientifica. Quindi Biden sarà chiamato ad un compito assai arduo: non gli basterà solo ricollocare il Paese dentro l’Accordo di Parigi ma dovrà ritessere un tessuto sociale, dilaniato anche dalle disuguaglianze, in una America che al momento si presenta spaccata in due e che difficilmente, almeno nel breve periodo, remerà nella stessa direzione. Sarà questa l’effettiva sfida del nuovo Presidente prima ancora di passare ai fatti? Potranno gli statunitensi andare nella stessa direzione, perché va ricordato che il cambiamento deve venire prima di tutto da ogni singolo cittadino, dopo quattro anni di colpi ben assestati dal tycoon nello sminuire e semplicemente ridicolizzare le catastrofi già verificatesi e che si verificheranno nuovamente?

    Il programma dei Democratici, alquanto ambizioso, fa venire in mente una voglia di rincorrere il tempo perso negli ultimi anni con un piano di investimenti di 1,7mila miliardi di dollari. Una cifra tale che prima di scriverla bisogna capire se effettivamente esista. La strategia della neoamministrazione Biden prevede il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 con l’utilizzo del 100% di energia verde entro il 2035. Per quanto riguarda i combustibili fossili, tema centrale dell’emergenza climatica, il Presidente interromperà le concessioni per le unrestricted fracking (fratturazione idraulica) ma non chiuderà quelle attualmente in corso. Verranno interrotti i sussidi alle industrie del fossile e si punterà dritto sulle energie rinnovabili. Chiuderà l’oleodotto Keystone pipeline XL ma non si è espresso su quello del Dakota Access. Non vi saranno esplorazioni petrolifere in Alaska, come invece era presente nel piano di Trump, e quindi l’area dell’Arctic National Wildlife continuerà ad essere tutelata. Biden è favorevole al nucleare ma con un limite massimo della grandezza dei reattori. Verrà poi reintrodotto il divieto dell’uso della plastica monouso, precedentemente ritirato da Trump, e verranno inasprite le leggi antinquinamento. Verrà posto sotto tutela ambientale il 30% di terra e acqua per arginare le estinzioni delle specie animali. I suddetti investimenti genereranno dieci milioni nuovi posti di lavoro. Il piano di Biden risulta molto ardimentoso, l’ingente investimento sembra quanto meno inevitabile visto il ritardo con cui partono gli Usa per la lotta ai cambiamenti climatici, ma alcune zone restano grigie, una su tutte quella inerente alla validità del piano stesso, che come scrive l’EcoPost è ben distante dal Green New Deal richiesto dall’ala progressista del partito e dalle organizzazioni ambientaliste americane. Ci sarà sicuramente molto da recuperare e tanto da ricucire, e bisognerà vedere quanta forza sarà impiegata nel fronteggiare le lobby del fossile e nel centrare i risultati ai quali si mira. Senza ombra di dubbio non sarà una passeggiata di salute quella che dovrà affrontare Biden, altrimenti non lo vedremmo sotto queste vesti, ma sarà realmente lui il vero condottiero mondiale della battaglia climatica? Forse è ancora troppo presto per dirlo, benché ci si aspetti tanto in breve tempo, auspicando anche in un tempo più breve di quello effettivamente previsto, prima di tirare le somme.

    https://joebiden.com/climate-plan/

    https://democrats.org/where-we-stand/party-platform/combating-the-climate-crisis-and-pursuing-environmental-justice/

    https://lecopost.it/cambiamento-climatico/usa-electionday-chi-vincera-le-elezioni/

    A cura di Simone Riga

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