Fondazione Carolina: “Il Social cinese espone bambini e pre adolescenti alla cultura dell’ammiccamento e dell’intimità esibita”.

    L’indagine con Pepita Onlus: 4 bambini su 10 sconvolti da immagini violente.

    “Ci siamo fermati alla prima riga. Tanto ci è bastato per sostenere pienamente il procedimento avviato dal Garante della privacy nei confronti di TikTok”, così Ivano Zoppi, Segretario generale di Fondazione Carolina, impegnata da anni a tutela dei minori in Rete, commenta il documento ufficiale che impone al social cinese di rendere conto rispetto alle proprie policy a tutela dell’infanzia e degli utenti più giovani.

    “Scarsa attenzione alla tutela dei minori”... riporta il testo. Una contestazione che Fondazione Carolina, dedicata a Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia, rivolge da tempo, denunciando i rischi legati all’utilizzo di TikTok. Ciò che preoccupa di più è però quello che il Garante, nella sua veste istituzionale, non può sottolineare. “Se age verification, privacy e gestione dei dati sono problematiche comuni a più piattaforme - osserva Ivano Zoppi - quello che spaventa del social del balletti è la cultura dell’ammiccamento e dell’intimità esibita. L’esposizione continua e vuota di una fisicità costantemente condivisa e banalizzata”. Un’intera generazione di pre adolescenti, anche di 10 anni, buttati nella mischia e continuamente sollecitati ad esibirsi, a provocare, ad emulare e a concedere, un post dopo l’altro, un pezzo di sé. “Dobbiamo fermare questa centrifuga di sentimenti - ammonisce Zoppi - cui sottoponiamo ogni ora i nostri figli, che non possiamo, non dobbiamo lasciare soli sul web”. TikTok non sfugge quindi alle semplici, ma basilari, regole sull’utilizzo dei social da parte dei minori, di cui i genitori sono responsabili. “Comportarsi su internet come nella vita vera - conclude il responsabile di Fondazione Carolina - Sono certo nessuna ragazzina di 12 anni simulerebbe uno spogliarello in metropolitana, eppure in Rete sembra orami la prassi. I genitori devono ritrovare il coraggio di educare, accompagnando e sostenendo i figli anche nella loro esperienza digitale”.

    La SURVEY - UNDER14 su TikTok 

    Per indagare sul rapporto dei pre adolescenti con il social cinese, il centro studi di Fondazione Carolina ha da poco realizzato un sondaggio in collaborazione con Pepita Onlus, la cooperativa di educatori più attiva in Italia. L’indagine ha una copertura nazionale e ha coinvolto oltre 500 famiglie, con almeno un figlio sotto i 14 anni.

    I primi risultati riportano che:

    Il 60% degli intervistati usa TIKTOK; di questi, il 60% è femmina.

    Il 86% lo usa per divertirsi nel tempo libero e si sente rilassata, felice. 

    Ci passano in media 1,5 ore al giorno.

    L’80% ne parla poco o per nulla con i genitori.

    Il 56% non lo ha chiesto ai genitori quando lo ha aperto.

    Il 17% dichiara di essere stato offeso.

    Il 40% ha trovato contenuti violenti e ne è stato disgustato o sconvolto.

    Il 50% ha trovato nudità, dichiarando che questo non gli ha fatto nessun effetto.

    Il 50% lo trova rischioso, principalmente per cyberbullismo, violazione privacy e hackeraggio di identità.

    È inevitabile associare il periodo natalizio ai regali, il che non significa soltanto riceverli, ma, soprattutto, farli. Fare i regali più che un piacere, ormai, è diventato quasi un obbligo. Io personalmente ogni volta che devo fare un regalo vado in panico, voglio fare il regalo perfetto. Cosa piace a quella determinata persona? Non è che poi regalo qualcosa che non va bene e faccio una figuraccia? Perché sbagliare i regali è quasi una costante. Se mi dessero un euro per ogni regalo palesemente sbagliato e soprattutto riciclato, probabilmente ora potrei permettermi quella bellissima borsa Dior modello saddle. Quando a sbagliare il regalo sono persone che, tutto sommato, non ti sono così vicine, non c’è problema - dopo tutto è già apprezzabile il pensiero -, ma quando a sbagliare il fatidico regalo è tuo nonno paterno, la situazione è esilarante. Forse bisognerebbe fare un passo indietro per capire meglio che cosa io intenda per regalo sbagliato da parte di mio nonno. Innanzitutto c’è da dire che mio nonno è una categoria a parte, un caso disperato. Anche il mio rapporto con lui, sempre che mi sia possibile definirlo tale, è alquanto singolare. Ma non è questo il punto: lui i regali o non li fa o, quando li fa, entreranno a far parte degli aneddoti che si raccontano per far capire quanto nella tua famiglia ci siano soggetti ‘sui generis’. Di certo uno degli aneddoti preferiti risale al lontano 1982, anno dei Mondiali di calcio. Fu così che mio nonno si approprio’ indebitamente di una maglietta da calcio dell’amico adolescente di uno dei suoi figli, per poi regalarla a quel figlio il giorno di Natale con tanto di bigliettino e carta regalo. Gli scettici diranno che questo fu un episodio isolato, ma non fu così perché avendo quattro figli e tre nipoti ogni anno la sua creatività raggiunge vette inenarrabili. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Come quando, nel 2015 mi regalò un pezzo di legno di una cassetta per la frutta presa ‘in prestito’ dal mercato sotto casa, sostenendo che ne avessi bisogno per il camino - che tra l’altro, se proprio vogliamo essere pignoli, non può essere acceso se non per cucinare -. Potrei elencare altri meravigliosi regali creativi di mio nonno, ma senza andare troppo lontano quest’anno la sua personale ‘Rinascente’ per i regali è stata la discarica, forse preso dallo spirito ecosostenibile di Greta Thunberg. Quindi per tutti quelli che non si capacitano di come io sia così fissata nel cercare il regalo perfetto, la risposta è solo una: vi sfido a spacchettare la mattina di Natale un pezzo di legno preso da una cassetta per la frutta fingendo sorpresa, gioia e gratitudine per il meraviglioso dono. 

    Rebecca Zoe De Luca

    Ha occhi che “sorridono” e un cuore grande che contiene sogni, progetti, idee e la vita.
     
    Ho incontrato Alessio un pomeriggio di luglio di due anni fa, in un posto da fiaba incastonato nelle montagne come Moena.
     
    Occhi vivi e felici mentre seguivano la sua squadra del cuore, che era in ritiro pre-campionato.
     
    Avevo sentito parlare di lui. Era il ragazzo di 16 anni, che di ritorno da scuola si chiuse in camera e tra le lacrime compose una canzone per Davide Astori, l’indimenticato campione del calcio. Compose “O mio capitano” con parole messe sul foglio dal cuore. “Era il mio modo per ricordare Davide. Donai il ricavato all’ospedale pediatrico Meyer per offrire un piccolo aiuto per i bambini.” Racconta Alessio Ramacciotti, giovane rapper di Lucca, in arte Ramadon.
     
    Nel corso del lockdown, ha avviato una raccolta fondi con gofoundme per la terapia intensiva dell'ospedale San Luca di Lucca denominata “Tutti insieme contro un unico male” e ha realizzato un video sulla quarantena raccontata e vista con gli occhi dei giovani, che è arrivato fino all’UNESCO.
     
    Il virus non ha strappato le ali ai suoi sogni e prima dell’arrivo della pandemia aveva lanciato un’app musicale contro il bullismo.
     
    “La musica parla una sola lingua. E’ quella del cuore e veste i panni di ambasciatrice di valori. Attraverso “lei” annullo le distanze, esprimo emozioni, forza e speranza e posso aiutare”.
     
    Alessio mi consegna un quaderno dove ha appuntato il testo della sua canzone “Distanze”.
     
    “E scrivo, scrivo col cuore messaggi, accenni, parole per raccontarti il dolore per ripartire a tracciare a vita di un nuovo colore”.
     
    La parola “dolore” è coperta con una riga a lapis come a volerla eliminare. “E la musica può servire anche come gomma da cancellare”.
     
    Mi dice. Poi sorride.
     
    (Foto Credit Alessio Ramacciotti)

    Su Io Donna uscito ieri, domenica 27 dicembre, ampio servizio su O anche no, sulla disabilità e infine focus sulla puntata speciale dedicata al racconto della figlia di De Gaulle, Anne, affetta da trisomia 21. Il servizio di Io Donna fa luce sui numeri della scuola - 290 mila studenti disabili e 176 mila docenti di sostegno -, ma anche sulle Onlus a corto di fondi, duramente colpite dalla pandemia. Viene segnalata, infine, una guida utile alle famiglie.

    Su Avvenire di ieri, domenica 27 dicembre, citata la puntata speciale di O anche no, su Rai 2, in cui si è raccontata la storia di Anne De Gaulle (1928-1948), figlia del generale e statista afflitta da trisomia 21. «È grazie ad Anne che sono state fatte una serie di iniziative in Francia e si è aperto a un comportamento virtuoso verso i disaili», ha detto l'ideatrice del programma Paola Severini Melograni.

    Ho saputo a cose fatte della presenza di Salvini con la nostra madrina, Daniela Javarone, a consegnare pacchi dono natalizi agli anziani soli.

    Daniela regala i pacchi agli anziani tutti i natali dal 2004, da quando è nostra madrina. E ogni Natale ci chiede un furgone è un angelo autista per portare i doni. Se avessi saputo che questo natale sarebbe andata a portare i pacchi con Salvini, di cui è amica da 30 anni, le avrei detto di evitare, per non correre il rischio di politicizzare un’opera filantropica.

    I valori del senatore Salvini sono lontani dai nostri: infatti siamo un’associazione antirazzista e inclusiva, e siamo stati proclamati “Guardiani morali del Giardino dei giusti”, che ricorda chi si è battuto contro la Shoah e conto tutte le ingiustizie. Inoltre sono il presidente di un circolo Anpi.

    Detto questo, aggiungo che se Salvini, o qualunque politico, fa volontariato o incontra associazioni di volontariato, è positivo. Dopo essere stato con Daniela, Salvini è stato a pranzo con i poveri dell’Opera Cardinal Ferrari, e successivamente in una comunità per tossicodipendenti.

    Ha fatto male? No. Perché i personaggi pubblici vanno criticati quando dicono o fanno qualcosa di cattivo, non quando si avvicinano al sociale.

    Mario Furlan, presidente e fondatore City Angels.

    Nel rapporto con la disabilità e la diversità, "l'Italia sta migliorando. Le reti di civiltà nel nostro Paese sono le migliori del mondo, il problema è il riconoscimento del lavoro. Abbiamo la miglior legge sulle collocazioni lavorative ma le aziende preferiscono pagare les anzioni che assumere i disabili. E' qui che si deve cambiare".

    Lo spiega all'ANSA Paola Severini Melograni, una delle figure di riferimento, anche a livello istituzionale, per il terzo settore, fondatrice (nel 2000) e direttrice di AngeliPress, agenzia di informazione dedicata a questi temi, oltre che creatrice e conduttrice di O anche no su Rai2. Il programma inonda ogni domenica verso le 09.00 affronta i temi della diversità e della disabilità in tutti i suoi aspetti, "sempre attraverso un approccio positivo".

    Domenica, 27 dicembre alle 09.50 circa viene offerta una puntata speciale dedicata ad Anne De Gaulle (1928 - 1948), la figlia del generale e statista affetta da trisomia 21. "E' grazie ad Anne che sono state fatte una serie di iniziative in Francia, si è aperto un comportamento virtuoso verso i disabili e c'è stata un'analisi della realtà su queste tematiche". Dopo la morte di Anne, "Charles De Gaulle e sua moglie Yvonne, decisero di trasformare un castello della famiglia di lei, in un centro per ragazzi e ragazze con difficoltà psichiche e non solo".

    Sarà "una puntata specialissima, tutta dedicata al rapporto fra Italia e Francia, con al centro anche una lunga intervista all'ambasciatore francese in Italia, Christian Masset". Tutti i membri del cast, esploreranno a proprio modo il tema, dal mago mentalist Andrea Paris, vincitore di Tu si che vales, alla band Ladri di carrozzelle, da Stefano Disegni con le sue vignette alle scelte musicali di Federico Capranica. Saranno anche mostrati brani del biopic 'De Gaulle' con protagonista Lambert Wilson, "uscito qualche mese fa in Francia, che ha fra i punti centrali la figura di Anne". Lei era nata nel periodo passato da De Gaulle in Germania, "un Paese dove i down facevano una brutta fine. Invece, De Gaulle, che le era legatissimo, capisce quanto sia importante darle visibilità, e vede così anche la futura Europa dei diritti".

    O anche no, è alla sua terza edizione, con ascolti in crescita. La trasmissione è nata con Carlo Freccero "e anche l'attuale direttore di Rai2 Ludovico Di Meo, ci sostiene molto". Poi in Rai "abbiamo finalmente una direzione per il sociale, con Giovanni Parapini, che crede in noi e nel cambiamento". Un impegno, quello del programma, che secondo Severini Melograni deve essere identitario per il servizio pubblico, "nello spirito della sua vocazione iniziale e del contratto di servizio". Per la giornalista e conduttrice "non dobbiamo parlare tanto a chi ha già la casa piena di libri e di buona musica, a chi è già formato e convinto che le persone disabili debbano avere pieni diritti. Dobbiamo raggiungere chi non è convinto, e questo lo si fa cercando di essere educatori capaci anche di affascinare".

    Per 'O anche no' "gli ospiti, da Verdone a Alessio Boni, vengono tutti gratuitamente, ci considerano autorevoli. E' stato così anche con il premio Oscar Marle e Matlin, che ha fatto con noi due puntate"; tutto questo nonostante sia una delle trasmissioni più economiche della Rai. E' andato molto bene anche lo spin-off 'Insieme con... – Rai per il sociale, che per qualche mese quest'anno ha accompagnato Unomattina su Rai1: "E' un peccato che non ci sia più, ha avuto un grandissimo riscontro, eravamo invasi ogni giorno dalle e mail di ringraziamenti o di chi ci chiedeva aiuto e informazioni".

    Con la pandemia, per i disabili "alcune cose sono cambiate addirittura in meglio. Ad esempio molti ragazzi con problemi motori, attraverso le lezioni online, si sono sentiti realmente alla pari con i compagni. Mentre per i ragazzi con disabilità mentali, l'isolamento del lockdown, è stato terribile. E proprio grazie al can can scatenato dalle famiglie e da noi, il primo dpcm è stato cambiato". Fra i risultati più emozionanti ottenuti da Paola Severini Melograni con il suo gruppo di lavoro, l'apertura del Festival di Sanremo nel 2016 a Ezio Bosso: "E' stato un momento fondamentale".

    E’ stato approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati  un emendamento al Disegno di legge "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023": è il cosiddetto “Superbonus” che modifica la disciplina in materia di incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici .


    La disposizione prevede  l'estensione del superbonus del 110% agli interventi finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche per persone con disabilità e con più di 65 anni attraverso interventi su ascensori e montacarichi e la realizzazione di ogni strumento adatto a favorire la mobilità  interna ed esterna all'abitazione per le persone con disabilità e ultra-65enni.

    La Commissione bilancio ha abrogato l'articolo 108 della proposta di Legge di Bilancio. La norma avrebbe introdotto l’obbligo di dotarsi di partita IVA anche per le associazioni di volontariato, che per molte associazioni avrebbe significato nuovi oneri, nuovi costi e nuovi adempimenti burocratici e dunque avrebbe messo a rischio la tenuta delle realtà del mondo del volontariato e del no profit, già colpito duramente durante la pandemia.


    Claudia Fiaschi,  portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore ha commentato: "Possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. L'articolo 108 della Legge di Bilancio che avrebbe messo a rischio la sopravvivenza di tante associazioni di volontariato assoggettandole inopportunamente al regime Iva è stato finalmente abrogato. Ringraziamo quindi il Parlamento e il Governo per aver accolto il nostro appello. A questo punto ci auguriamo che si tenga fede all'impegno della presidenza del Consiglio di attivare il prima possibile  un tavolo urgente con Mef, Ministero  del lavori e la rappresentanza del Terzo settore per discutere e finalmente risolvere le problematiche oggi esistenti relative al quadro fiscale del Terzo settore. Senza una fiscalità effettivamente premiante – conclude Fiaschi – rischia di andare in crisi tutto l’impianto della riforma del Terzo settore".

    Aprire i propri luoghi all'inclusione, costruire un patrimonio artistico accessibile a tutti, superare le barriere fisiche e sensoriali. È all'insegna di questi obiettivi che la Soprintendenza Speciale di Roma ha attivato una collaborazione con la Lega del Filo d'Oro, volta a garantire la diffusione e la conoscenza dei propri siti archeologici e luoghi della cultura a favore di bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali e a promuovere la conoscenza e la formazione sul tema della sordocecità.

    «Questa è una tappa importante in quello che è il percorso già avviato dalla Soprintendenza per rendere tutti i suoi siti accessibili e inclusivi – dichiara il Soprintendente Speciale Daniela Porro – Dai progetti pensati per le persone con disabilità visiva, all'accessibilità garantita nei luoghi della cultura, fino a questa importante convenzione, la Soprintendenza si conferma essere un'istituzione aperta all'accoglienza di tutti gli utenti».

    I progetti su cui lavoreranno insieme la Soprintendenza e la Lega del Filo d'Oro, consisteranno in varie attività, rivolte al pubblico e al personale interno. Realizzazione di visite guidate "su misura”, creazione di percorsi specifici nei siti della Soprintendenza, laboratori, pannelli e supporti informativi, audiovideo e audiodescrizioni. Ma anche corsi di formazione, eventi, giornate studio, seminari e laboratori didattici per il personale della Soprintendenza, per sensibilizzare e far conoscere la disabilità delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e arricchire la loro partecipazione alla vita culturale.

    «Questa collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma rappresenta un ulteriore passo avanti per l'inclusione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali – afferma il Presidente della Lega del Filo d'Oro Rossano Bartoli –. Siamo lieti di dare il nostro contributo certi che creare situazioni di maggiore accessibilità e fruibilità di contenuti e spazi, di formazione e di sensibilizzazione, vada nella direzione del miglioramento della qualità di vita e di arricchimento per tutta la collettività».

    Il progetto è curato dal Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale di Roma.

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