Secondo una recente ricerca sull’accessibilità dei servizi di streaming a cura di Lenstore, azienda nel mercato delle lenti a contatto che si occupa di ricerca nell’ambito della salute visiva, due film (o programmi tv) su tre di Netflix, non sono accessibili a persone ipovedenti. Ribaltata, invece, la proporzione per Disney+, con il 68% di film e programmi tv dotati di audio-descrizione, tra cui la nuovissima uscita WandaVision, e lo spin-off di Star Wars The Mandalorian. Lo studio è stato realizzato dal team di comunicazione di Lenstore e dall'agenzia londinese Kaizen; i dati relativi a Netflix sono stati raccolti il 12 gennaio 2021, mentre quelli relativi a Disney+ fanno riferimento al 18 gennaio 2021. La ricerca riguarda dati italiani, con 4.177 film e programmi tv analizzati per Netflix: di questi, 2.539, ovvero il 60,78% sono privi di audio-descrizione; numeri che migliorano in lingua originale. Negli Stati Uniti la piattaforma si è adeguata alla normativa sull’accessibilità, siglando un accordo con l’associazione non vedenti. Su Disney+ sono stati presi in considerazione 1.091 film o programmi, di cui 349 (quindi il 37,4%) senza audio-descrizione. Non inserite nella ricerca Amazon Prime Video, Rai Play ed Apple Tv.

    Secondo Neil Reading, presidente di Audio Description Association, ente di beneficenza che dal 1999 opera per promuovere e supportare la descrizione audio, offrendo formazione e supporto per i descrittori: «La descrizione audio in tutte le diverse forme di intrattenimento è essenziale per la vita sociale ed il benessere di questa parte di pubblico. Rendere l'accessibilità una priorità all'inizio del processo di produzione potrebbe aiutare a cambiare le cose. Inoltre, è importante garantire che la condizione di accessibilità di film e serie tv sia presente nei contratti firmati con le aziende di produzione, ed impegnarsi con esse a migliorare i servizi e ad aumentare la quantità di contenuti a disposizione di tutti». (Fonte Avvenire)

    Martedì 6 Aprile, ORE 20, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO
     
    Ospiti di Paola Severini Melograni, Stefano della Casa, critico cinematografico e Gianni Biondillo, scrittore. 
    In occasione dei 70 anni dalla prima milanese del film di Vittorio De Sica, Biondillo
     sta lavorando con le Biblioteche comunali di Milano alla preparazione di un libro su "Miracolo a Milano" in uscita per la prossima edizione di Bookcity (novembre 2021). 
    Il fim è tratto dal romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini e nasce dalla lunga collaborazione tra Zavattini e De Sica. 
     
    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
     

    Seconda indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia realizzata da Terre des Hommes e CISMAI su mandato dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. 

    Sono 401.766 i bambini e ragazzi presi in carico dai servizi sociali in Italia, 77.493 dei quali sono vittime di maltrattamento. Questi i primi e pesanti dati che emergono dalle pagine della seconda Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta da Terre des Hommes e CISMAI, per l’AGIA. L’indagine, realizzata tra luglio 2019 e marzo 2020, su dati del 2018, si conferma un’esperienza robusta e significativa dal punto di vista statistico: ha infatti coperto un bacino effettivo di 2,1 milioni di minorenni residenti nei 196 Comuni italiani coinvolti e selezionati dall’ISTAT. La forma di maltrattamento principale è rappresentata dalla patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura) di cui è vittima il 40,7% dei minorenni in carico ai Servizi Sociali, seguita dalla violenza assistita (32,4%). Il 14,1% dei minorenni è invece vittima di maltrattamento psicologico, mentre il maltrattamento fisico è registrato nel 9,6% dei casi e l’abuso sessuale nel 3,5%. Se ad essere seguiti dai Servizi Sociali, in generale, sono più i maschi, bambine e ragazze sono invece più frequentemente in carico per maltrattamento (sono 201 su 1000, rispetto a 186 maschi). Anche gli stranieri lo sono di più rispetto agli italiani: ogni 1000 bambini vittime di maltrattamento 7 sono italiani, 23 stranieri.

    Questa seconda Indagine ha modificato, ampliandola, la griglia di raccolta dati utilizzata in passato, consentendo di esplorare nuovi aspetti del fenomeno; sappiamo così che i minorenni vittime di maltrattamento multiplo sono il 40,7% e nel 91,4% dei casi il maltrattante afferisce per lo più alla sfera familiare (genitori, parenti stretti, amici dei genitori, ecc.). Quanto alla fonte della segnalazione del maltrattamento, per la maggior parte dei casi, è l’autorità giudiziaria ad attivarsi in tal senso (42,6%). Seguono agli ultimi posti ospedali e pediatri. L’intervento dei servizi sociali risulta più frequente al Nord che al Sud e nel 65,6% dei casi ha una durata maggiore di 2 anni. Di fronte a queste segnalazioni i principali interventi adottati dai Comuni sono l’assistenza economica e l’assistenza domiciliare (rispettivamente per il 28,4% e 23,9% dei casi, ossia un totale del 52,3% dei casi), a cui si ricorre molto di più rispetto all’allontanamento del minore dal nucleo famigliare (in totale il collocamento in comunità e l’affido famigliare si attestano sul 35%).

    Grande novità introdotta dall’Indagine è la possibilità di comparare i dati relativi al maltrattamento sui bambini e gli adolescenti su un campione di 117 comuni che avevano preso parte anche alla rilevazione del 2015 (dati 2013). I dati raccolti raccontano un aumento del fenomeno sotto ogni profilo: cresce infatti sia il numero dei minorenni in carico ai Servizi in generale, sia di quelli in carico per maltrattamento. Parliamo di un +3,6% di bambini e ragazzi in carico ai servizi sociali in generale e di un + 14,8% di bambini e ragazzi in carico perché maltrattati.

    Le liste di attesa si allungano e l’emergenza Covid-19 sta peggiorando la situazione in molti Paesi del mondo. Fondazione Operation Smile Italia Onlus lancia la Campagna Sms Solidale “Dona una vita di Sorrisi”: sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45582 per garantire cure tempestive e un futuro più sereno ai bambini nati con malformazioni cranio-maxillo-facciali come la labiopalatoschisi. «Ogni 3 minuti, nel mondo, nasce un bambino con una malformazione del volto come la labiopalatoschisi. Un bambino che, se non curato tempestivamente, può avere problemi nella crescita e vivere sofferenze psicologiche legate all’emarginazione sociale e ad episodi di bullismo. Un bambino che rischia di dover aspettare troppo tempo per essere curato: le liste di attesa si allungano ogni giorno e l’emergenza Covid-19 sta peggiorando la situazione, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito». A renderlo noto, in occasione della campagna sms solidale “Dona una vita di Sorrisi”, è la Fondazione Operation Smile Italia Onlus, che da oltre 20 anni, grazie all’impegno di medici e operatori sanitari volontari, è attiva in Italia e nel mondo per il trattamento delle patologie congenite cranio-maxillo-facciali al fine di curare e restituire il sorriso a migliaia di pazienti e alle loro famiglie.

    La campagna sms solidale “Dona una vita di Sorrisi – Insieme per non lasciare indietro nessuno, insieme per portare molto più di un Sorriso” sarà attiva dal 1° aprile al 9 maggio: con un sms o una chiamata da rete fissa al numero solidale 45582 è possibile contribuire a cambiare concretamente la vita di una persona nata con una malformazione del volto, garantendole cure specializzate e un futuro sereno e in salute. Per contribuire alla diffusione della campagna sui social media è possibile utilizzare l’hashtag #moltopiùdiunsorriso.

    Vivere con una malformazione del volto non curata può compromettere le funzionalità più basilari come mangiare e parlare. Alle difficoltà dello sviluppo fisico si aggiungono spesso anche problemi di carattere psicologico e di integrazione nella società che, nei casi più drammatici, possono sfociare nell’abbandono scolastico e addirittura nel totale isolamento dalla vita sociale. L’emergenza Covid-19 sta peggiorando la situazione, «mettendo a repentaglio la possibilità, per tantissimi bambini, di essere operati con la tempestività necessaria e di essere seguiti con un approccio multidisciplinare, dalla nascita fino alla fine delle cure», aggiungono i portavoce della Fondazione.

    Domenica 11 aprile le associazioni PINTRE e AILMAC hanno organizzato un webinar per far conoscere la malattia e discutere delle sue implicazioni in diversi contesti In tutto il mondo si stima che circa 8 milioni di persone siano colpite dalla malattia di Chagas, che è presente primariamente nelle aree endemiche di 22 paesi dell'America Latina (Argentina, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Salvador, Guyana Francese, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay, Venezuela e in Texas). Recentemente, per movimenti migratori della popolazione latinoamericana verso altri continenti, il Chagas è comparso anche in aree non endemiche, come il Canada, molti Paesi Europei e in alcuni paesi del Pacifico Occidentale.

    Findechagas, la Federazione internazionale delle Associazioni delle Persone colpite dalla malattia di Chagas, composta da oltre 25 organizzazioni della società civile di Nord e Sud America, Europa e Pacifico occidentale, con l’appoggio di varie istituzioni e dei governi dei paesi membri della Organizzazione Mondiale della Sanità, si è fatta promotrice della istituzione di una Giornata mondiale della malattia di Chagas, una ricorrenza necessaria per richiamare l’attenzione su un problema dimenticato e sui milioni di persone che non hanno accesso alla diagnosi e alle cure. La Giornata mondiale della malattia di Chagas è stata dichiarata in occasione del 72° Incontro dell’Assemblea OMS del 20 maggio 2019 e viene celebrata il 14 aprile, giorno in cui il medico e ricercatore brasiliano Carlos Chagas, nel 1909, diagnosticò il primo caso umano della malattia su una bambina di due anni di nome Berenice.

    Ogni anno Findechagas propone un tema per celebrare la Giornata mondiale del Chagas. Se nella passata edizione il tema è stato rendere visibile la malattia del Chagas nel mondo per quella del 2021 si è deciso di entrare direttamente nei problemi ancora irrisolti, mettendo al centro l’accesso alla diagnosi e al relativo trattamento. Purtroppo infatti si è ancora lontani da un approccio che garantisca a tutti il diritto alla diagnosi, al trattamento, ai controlli, ai farmaci di supporto e ai presidi necessari per evitare le morti (pacemaker). 

    L’OMS, nel novembre del 2020, ha pubblicato i nuovi obiettivi per il controllo o l’eliminazione delle malattie ignorate o dimenticate, compresa la malattia di Chagas. Tali obiettivi prevedono che nel 2030 non ci siano più abitazioni infestate dalla cimice che trasmette la malattia di Chagas, che i centri trasfusionali siano sottoposti a severi controlli per evitarne la trasmissione, che i trapianti d’organo siano sicuri; inoltre nessun bambino dovrà contrarre il Chagas in forma congenita e la percentuale delle persone trattate dovrà essere almeno del 75% rispetto al totale degli infetti. Sono obiettivi ambiziosi che impegnano non solo i paesi endemici dell’America latina, ma anche tutti i paesi non endemici verso i quali c’è stata una forte migrazione latinoamericana negli ultimi decenni e dove la malattia di Chagas continua ad essere poco conosciuta, poco diagnosticata e non presa in carico dal sistema sanitario nazionale, come succede anche in Italia.

    La transizione ecologica è semplice. La transizione ecologica vuol dire produrre e usare le cose in modo più intelligente, e scoprire che basta produrre molte meno cose per avere la stessa funzione. Per esempio con uno spazzolino ricaricabile basta cambiare dieci volte la testina invece di cambiare dieci volte lo spazzolino.

    Ma questo spazzolino è solo una metafora per tutta la società. E’ la nostra testa che dobbiamo cambiare. Non solo la testina. Questo è uno spazzolino per la mente, non per i denti. Tutta la transizione ecologica si riassume in una sola parola: meno. Meno energia, meno materiali, meno fatica. Che vuol dire più benessere, più salute, più natura, più tempo liberato.

    Se gli spazzolini e tutto il resto li facciamo con meno materiale e meno pezzi, allora consumiamo meno petrolio, produciamo e bruciamo meno rifiuti, inquiniamo meno. E abbiamo anche bisogno di lavorare meno, perché adesso metà del nostro tempo di lavoro lo sprechiamo per produrre spazzatura, non benessere. Il carburante del futuro sarà l’intelligenza ecologica, non il petrolio.

    E se l’intelligenza ecologica ci permette più benessere con meno lavoro, allora si libera tempo per vivere. Tempo da passare con la famiglia, gli amici, lo sport, la cultura. O a far niente.

    Vi sembra meglio una società basata sulle persone e il tempo liberato, o una società come la nostra, basata sulle cose e il tempo di lavoro.

    Fare gli straordinari per comprare a rate il SUV di seconda mano? E’ questa la società che vogliamo? O invece vogliamo una società più giusta e più pulita, dove le persone contano più delle cose e dove il tempo liberato conta più del tempo di lavoro?

    Questo ragionamento però va completato con la cosa più importante: la solidarietà.

    Ecologia non vuol dire essere solidali col panda. Ecologia vuol dire essere solidali con le persone. Ecologia vuol dire essere solidali col mio collega che perde il posto di lavoro, mentre a me fanno fare gli straordinari. Ecologia vuol dire lavorare meno. Ma vuol dire anche lavorare tutte e tutti. L’ecologia è per salvare le persone, non solo il panda. ¨Per questo Papa Francesco la chiama “ecologia integrale”.

     

    Continua a leggere su: https://www.beppegrillo.it/la-transizione-ecologica-spiegata-in-3-minuti/

     

    Fonte: beppegrillo.it

    Al via la collaborazione fra Comune di Capannori Cesvot regionale per semplificare la vita delle associazioni, sia dal punto di vista delle pratiche necessarie per la vita associativa alla luce della riforma del terzo settore, sia da quello dell’organizzazione di eventi, manifestazioni, iniziative pubbliche.

    L’accordo fra i due soggetti si concretizza con l’apertura dello sportello comunale “Comune  Amico per le Associazioni”, pronto a fornire assistenza a 360 gradi alle associazioni del territorio.
    La stretta collaborazione è stata sancita stamani (mercoledì 31) con la firma di un protocollo sperimentale della durata di due anni – primo esempio in Toscana – fra  il sindaco di Capannori Luca Menesini, l’assessore al volontariato Serena Frediani, il direttore regionale Cesvot Paolo Balli e il presidente della delegazione Cesvot di Lucca Pierfranco Severi.

    Grazie a questo patto fra Enti, le associazioni del territorio, che a Capannori sono circa 160, potranno contare su un supporto professionale e gratuito, semplicemente prendendo appuntamento in municipio, con il nuovo sportello pensato su misura per loro.

    “Siamo molto soddisfatti di questo sportello e di questa collaborazione con Cesvot – dichiara l’assessore al volontariato di Capannori, Frediani –. Realizziamo infatti un servizio che le associazioni ci chiedevano da tempo, anche e soprattutto alla luce delle nuove normative. Chi ancora oggi si impegna in un’associazione per tenere viva la comunità e sensibilizzare la popolazione su tematiche importanti, deve essere supportato e facilitato in questa attività. Lo sportello ‘Comune Amico per le Associazioni’ serve proprio a questo: dall’aiuto nelle pratiche tecniche, alla richiesta di suolo pubblico o di realizzazione di un progetto per mettere in piedi un’iniziativa. A dar loro una mano troveranno il personale comunale, professionalmente formato da Cesvot. Il livello dell’offerta è quindi alto e siamo certi che forniremo aiuto concreto alle molte associazioni capannoresi”.

    Grazie al protocollo siglato, Cesvot si impegna a formare gli operatori dello sportello ‘Comune Amico Associazioni’, a fornire loro materiale informativo che potrà essere dato alle associazioni e, infine, ci sarà un filo diretto fra gli operatori comunali e il Cesvot, in modo da avere una consulenza immediata in caso di bisogno.

    “L’apertura dello sportello Cesvot su un territorio come quello di Capannori, tra i più importanti nella provincia per presenza associativa, è un passo fondamentale - ha dichiarato il direttore regionale Cesvot, Paolo Balli - e si presenta come esperienza pilota di un progetto più ampio. E' importante anche per la presenza di operatori impiegati nel  servizio per le associazioni del terzo settore adeguatamente formati e collegati con il know-how di Cesvot. E’ un modello che pensiamo di replicare a livello regionale, in collaborazione con Anci Toscana”.

    “Con il Comune di Capannori abbiamo sempre avuto grande intesa sui temi che riguardano il volontariato - ha detto Pierfranco Severi, presidente della delegazione Cesvot di Lucca - Qui c’è una realtà molto attiva e c’è grande attenzione da parte della delegazione per tutte le attività sul territorio, con un proficuo rapporto di scambio. L’apertura dello sportello si è fin da subito presentato come un progetto di grande valore e ci siamo attivati immediatamente per far partire una nuova avventura che sarà da esempio e modello per tutto il territorio" regionale”.
    La collaborazione fra Comune di Capannori e Cesvot regionale, essendo sperimentale e il primo esempio in Toscana, è a titolo gratuito.

     

    Bonus bici: tra le spese mediche detraibili nella dichiarazione dei redditi c'è anche la spese per bici elettriche o pedalata assistita. Ma soltanto per i disabili, chiarisce l'Agenzia delle Entrate. Una sorta di bonus riservato. Vediamo in dettaglio come funziona e chi può richiederlo.

    Per chi ha disabilità certificate, in caso di ridotte o impedite capacità motorie, la bici elettrica rientra tra le spese sanitarie detraibili al 19% per l’intero importo sostenuto, e senza tener conto della franchigia di 129,11 euro. Tutte le istruzioni su come funziona il bonus fiscale arrivano dall’Agenzia delle Entrate che, tramite la propria rivista online, si sofferma sui documenti necessari per beneficiare dell’agevolazione prevista ai sensi della legge 104. In vista dell’avvio imminente della stagione del modello 730 precompilato 2021, soffermiamoci di seguito sulle informazioni utili.

    Tra le spese sanitarie detraibili (articolo 15, comma 1, lett. c, del Tuir) rientrano dunque anche quelle riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione delle persone con disabilità.
    Queste spese si assumono integralmente e, pertanto, la detrazione del 19% spetta sull’intero importo pagato (non soltanto sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, come previsto per altre spese sanitarie) e può essere fruita anche dal familiare che ha sostenuto la spesa del quale la persona con disabilità è fiscalmente carico.

    Chi può richiederlo?

    Coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, certificata dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104/1992, oppure da altre commissioni mediche pubbliche competenti a certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera. Come precisato nella circolare n. 19/2020, la detrazione spetta anche per l’acquisto di una bicicletta elettrica a pedalata assistita da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti.
    Per usufruire dell’agevolazione è necessario essere in possesso di due certificazioni:quella di invalidità o di handicap rilasciata dalla Commissione medica pubblica competente, dalla quale risulti la menomazione funzionale permanente quella rilasciata da un medico specialista della ASL, che attesti il collegamento funzionale tra la bicicletta con motore elettrico ausiliario e la menomazione.

    09 Aprile 2021 - 05:00

    Cultura Crea si rinnova

    Raddoppia l'incentivo per le imprese turistico-culturali del Sud, promosso dal Ministero della Cultura nel PON “Cultura e Sviluppo” gestito da Invitalia: da aprile due sportelli agevolativi

    Novità in arrivo per Cultura Crea, l'incentivo promosso dal Ministero della Cultura per il so-stegno alle iniziative imprenditoriali nel settore culturale, creativa e turistico nelle regioni del mezzogiorno: ampliamento della platea dei beneficiari e delle spese ammesse alle agevolazioni, ma anche uno sportello ad hoc per sostenere le imprese danneggiate dalle restrizioni legate all'emergenza Covid-19.

    Il programma

    Finanziato a partire dal 2016 con risorse a valere del PON “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 per un totale di 107 milioni di euro, si articola in tre differenti aree di intervento con massimali di investimento e di agevolazione differenti:

    1) Creazione di nuove imprese nell'industria culturale per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e alle cooperative del settore culturale costituite negli ultimi 36 mesi e ai team di persone fisiche che vogliono costituire una nuova impresa;

    2) Sviluppo delle imprese dell'industria culturale e turistico per lo sviluppo e il consolidamento delle MPMI dell'industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e del settore manifatturiero tipico locale. Si rivolge alle cooperative ed alle imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi.

    3) Sostegno ai soggetti del terzo settore dell'industria culturale sostiene lo sviluppo e il consolidamento di soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, anche favorendo forme di gestione integrata.

    Cultura Crea raddoppia

    Con aprile, Invitalia si appresta ad inaugurare la seconda fase del programma che oltre a raddoppiare il numero degli sportelli, integra con nuove linee guida alcune problematiche emerse nel corso di questo primo quinquennio di attività. Proprio a fronte di un ragionamento sui 55.000.000 di euro che a fine 2020 non erano riusciti ad essere stanziati, il MiC ha introdotto con il Decreto Ministeriale del 10 dicembre 2020 (Direttiva operativa del Ministero della Cultura n. 237 del 29 marzo 2021) alcune misure volte ad allargare la platea dei beneficiare e della tipologie di spese ammissibili per le imprese costituite da almeno 36 mesi, con previsione di localizzazione in tutti i Comuni delle Cinque Regioni interessate. Tra le principali e più importanti novità c'è l'estensione della misura Enti del Terzo Settore (Associazioni, APS, ONLUS o Imprese Sociali) iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore. Saranno previsti interventi che favoriscano la logica di rete, ma anche un'agevolazione sulle anticipazioni concesse che gli imprenditori potranno richiedere a valere su fondi pubblici anziché in virtù di una di fideiussione bancaria o assicurativa. I programmi d'investimento, inoltre, potranno essere realizzati presso più unità produttive anziché presso una sola purché all'interno delle regioni ammissibili e potranno concludersi in massimo 18 mesi anziché 12. Saranno inoltre ammesse a contributo anche opere murarie nel limite del 20% e un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante nel limite del 50% del programma complessivo di investimento. Insieme a “Cultura Crea 2.0”, il cui sportello riaprirà il 26 aprile 2021, è prevista una nuova linea di agevolazione a fondo perduto per sostenere le imprese e i soggetti del terzo settore colpiti dall'emergenza Covid e attivi nel settore culturale e nel sistema dell'intermediazione turistica. Dal 19 aprile sarà dunque operativa “Cultura Crea Plus” (Direttiva operativa del Ministero della Cultura n. 238 del 29 marzo 2021), la misura che prevede il finanziamento fino a 25.000 euro di capitale circolante per sostenere i costi di gestione delle imprese del settore gravemente colpite dalle chiusure. Per finanziare questa seconda fase della misura, il MiC ha integrato i 55.000.000 di euro residui dalla precedenze edizione con 20.000.000 di euro a valere sul POC - Programma Operativo Complementare.

     

    Fonte: ilsole24ore.com

    Ancora un prestigioso riconoscimento internazionale per Alexian Santino Spinelli dopo i tanti inanellati nel corso della sua luminosa carriera artistica fra i quali vanno ricordati:

    XXI Premio Iinternazionale Flaviano 1994 per il teatro, 

    2004 conferimento di Ambasciatore dell'Arte e della Cultura Romanì nel Mondo da parte della Romanì Union Internazionale nell'ambito del 6^ Congresso Mondiale dei Rom, Premio internazionale Ruota d'Oro da parte del parlamentare serbo Jovan Damianović (Belgrado 2008, consegna nel Parlamento Serbo) e di Ambasciatore della Cultura (Belgrado 2010), Premio Città di Maratea 2012 con Sergio Zavoli e Giuseppe Ayala, Premio Marco Pannella nell'ambito del XXI Premio Internazionale Gianni Di Venanzo (Teramo, 2016), Il Premio Internazionale Saip Yusuf (Zagabria, 2018), Il Premio Excellence da parte del Partida Romilor (nel Parlamento rumeno, 2018), Premio Emilio Lussu alla Carriera (2020), Nomina a Commendatore Ordine al Merito da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (marzo 2020) e la Nomina di Cittadino Onorario di Laterza-Taranto (aprile 2016).

    Il Premio da parte dell'Istituto de Cultura Gitana di Madrid è stato conferito a Spinelli per la Letteratura e  l'Arte Scenica. Un riconoscimento importante dopo numerosi concerti, libri, articoli e poesie prodotti e tradotti in numerose lingue. La poesia Auschwitz orna il Roma  Memorial di Berlino inaugurato da Alexian Santino Spinelli assieme alla Cancelliera Angela Merkel e il Presidente della Repubblica di Germania nel 2010.

    La cerimonia di premiazione dell'Istituto De Cultura Gitana di Madrid quest'anno sarà solo televisiva per via della pandemia del coronavirus. L'evento sarà trasmesso a livello internazionale grazie alla televisione TV All Flamenco a partire dalle ore 20 dell'8 aprile, Giornata Mondiale dei Rom. Tra i premiati anche il giornalista rom Orhan Galjus di Amsterdam e la principessa Irene di Grecia  che ha firmato e sostenuto il Manifesto della Cultura Gitana come patrimonio dell' umanità. L'8 aprile

    Spinelli sarà ospite anche della trasmissione ITALIA CON VOI, una trasmissione internazionale condotta da Monica Marangoni, con musica e intervista in onda su RAI Italia. In tale occasione si ricorderà la Giornata Mondiale dei Rom e Sinti e sarà presentato l'ultimo Album pubblicato con i videoclip di Romanò SIMCHÀ, la festa ebraica-rom, con Enrico Fink e l'Orchestra Multietnica di Arezzo prodotta da CNI e distribuito sulle migliori piattaforme musicali a livello internazionale.

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