Il volume di Giacomo Lampronti, Mio fratello Odoardo. Una biografia di Focherini (Edb, pagine 216, euro 17,50) disponibile anche in ebook, sarà presentato in diretta sui social delle Dehoniane il 26 gennaio alle ore 18. All’iniziativa, nata dalla collaborazione fra diocesi di Carpi, Fondazione Fossoli e Avvenire, saranno presenti: monsignor Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola e di Carpi, Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio e padre Pier Luigi Cabri, direttore di Edb. Qui sopra gli estratti della prefazione di Tarquinio e dell’introduzione dei curatori Peri e Manicardi. Il libro racconta in prima persona la vicenda di Lampronti, ebreo convertito al cattolicesimo, legata a quella dell’amico Focherini, nel periodo delle leggi razziali e della guerra. (Fonte Avvenire).

    Nei giorni scorsi un giovane ragazzo di 23 anni, ricoverato presso l'ospedale CTO della Città della Salute di Torino, per un gravissimo trauma facciale è stato sottoposto in urgenza ad un lungo intervento di ricostruzione con la stampa 3D. 

    Pianificare l’intervento di ricostruzione e la stampa additiva dei dispositivi da utilizzare in sala operatoria è stata una corsa contro il tempo. 

    Un laboratorio per sperimentare nuove metodiche chirurgiche con l’ausilio delle tecnologie 3D è attivo da due anni presso l'ospedale Molinette di Torino.

    Il laboratorio si trova all’interno del reparto di Chirurgia maxillo facciale e consente di ricreare un modello del paziente e tramite software dedicati progettare l’intervento chirurgico, in modo da ottenere soluzioni personalizzate per ogni paziente. Il laboratorio è dotato di una postazione per l’elaborazione virtuale 3D dei modelli anatomici, che poi verranno realizzati attraverso l’utilizzo di stampanti 3D presenti in reparto, per coadiuvare la pianificazione degli interventi chirurgici. Una sinergia di tecnologie ed esperienza clinica che ha permesso di sviluppare nuovi protocolli di diagnosi e cura di pazienti, con la possibilità di trasferire la pianificazione degli interventi in sala operatoria.

    Tuttavia, nonostante la presenza del laboratorio all’interno del reparto, la simulazione chirurgica e la stampa 3D in urgenza differita rimane una sfida soprattutto in termini di tempo.

    Appena le immagini TC sono state disponibili gli ingegneri del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, su indicazione dei chirurghi, hanno simulato al computer l’intervento cercando di ridare forma all’anatomia del volto fortemente compromessa dal trauma. Successivamente è stato stampato un modello 3D del volto ricostruito su cui i chirurghi hanno modellato placche di titanio personalizzate sul paziente da utilizzare in sala operatoria come guide per la ricostruzione.

    L’intervento chirurgico è stato effettuato dal dottor Pompeo Cassano dell’équipe di Chirurgia plastica e ricostruttiva del CTO (diretta dal dottor Fabrizio Malan) e dal dottor Emanuele Zavattero dell’équipe di Chirurgia maxillo facciale delle Molinette (diretta dal professor Guglielmo Ramieri), coadiuvati dall’anestesista dottor Sergio Levi del team di Anestesia e rianimazione (diretto dal dottor Maurizio Berardino).

    L’intervento preparato in 3D a tavolino ha consentito di ridurre i tempi operatori velocizzando i passaggi chirurgici e la soluzione dei possibili imprevisti.

    La pianificazione chirurgica virtuale, integrata con le tecnologie di stampa additiva, hanno consentito di svolgere, all’interno delle sale operatorie della Città della Salute di Torino già numerosi interventi di chirurgia ad alta complessità del volto in regime di elezione. Tuttavia questo caso rappresenta una delle prime applicazioni di utilizzo di questa tecnologia nella chirurgia traumatologica d’urgenza.



    AGCI Lazio, Confcooperative Lazio e Legacoop Lazio accolgono con particolare favore la notizia dell’approvazione, da parte dell’XI Commissione del Consiglio Regionale del Lazio, della Proposta di Legge (n.126 del 7 marzo 2019) in materia di Cooperative di Comunità.

    Un ringraziamento particolare va alla Consigliera Eleonora Mattia, Presidente della Commissione lavoro, che come prima firmataria si è resa disponibile ad un importante processo di confronto sui principali temi oggetto della PL. Fondamentale anche il supporto delle strutture nazionali di AGCI, Confcooperative e Legacoop, sui più complessi aspetti formali e normativi richiamati nella PL.

    Riconoscere e sostenere chi si prende cura del proprio territorio, ri-generando l’economia locale, mettendo in comune saperi e riscoprendo la dimensione sociale e mutualistica. Questo è l’obiettivo della Proposta di Legge, che mi vede prima firmataria, in materia di Cooperative di Comunità, approvata oggi in Commissione attività produttive - ha dichiarato in una nota Eleonora Mattia - Soprattutto in una Regione eterogenea come il Lazio, dove la grande metropoli romana convive con piccoli comuni e aree interne”.

    La norma disciplina il riconoscimento delle Cooperative di Comunità tramite l’istituzione di un apposito Albo regionale, che consentirà l’accesso ad agevolazioni ed opportunità garantite dalla Regione tra cui la concessione di aree e beni inutilizzati per finalità di interesse generale. 

    L’obiettivo principale della PL è quello di regolamentare questa nuova ed importante opportunità, in grado di combattere lo spopolamento delle aree interne e di rendere la cittadinanza protagonista di processi virtuosi di carattere sociale e culturale, tenendo già conto dei concomitanti sviluppi normativi a livello nazionale” - hanno commentato congiuntamente i Presidenti di AGCI Lazio, Marino Ianni, Confcooperative Lazio, Marco Marcocci, e Legacoop Lazio, Placido Putzolu.

    Sono previste ipotesi di raccordo con gli Enti Locali, soprattutto nell’attuazione delle politiche attive del lavoro, forme di sostegno finanziario per la costituzione e lo sviluppo delle Cooperative stesse, agevolazioni IRAP nel caso siano anche Cooperative sociali e incentivi all’occupazione, con un budget di 900mila euro per il triennio 2021-2023.

    La Cooperativa di Comunità è un modello di innovazione sociale in cui i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi; è un modello che crea sinergia e coesione in una comunità mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, Associazioni e Istituzioni rispondendo così ad esigenze plurime di mutualità.

    La Cooperativa di Comunità, per essere considerata tale, deve avere come esplicito obiettivo quello di produrre vantaggi a favore di una comunità, alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Questo obiettivo deve essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi che incidano in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità stessa.

    Non contano dunque la tipologia della Cooperativa (di lavoro, di utenza, sociale, mista, ecc) o la tipologia delle attività svolte, quanto piuttosto la finalità di valorizzare la comunità di riferimento.

    Ecospiagge per Tutti,  lanciato nel 2019 con la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata una innovazione per il settore Balneare.

    Nel 2020 Legambiente ha coinvolto UNI (Ente Italiano di Normazione) per realizzare un primo passo per la certificazione degli Stabilimenti Balneari per la Sostenibilità, Responsabilità ed Inclusione. La Prassi 92:2020 di UNI.

    Con il Contributo di UnionMare Veneto, SIB Balneari, Confcommercio, Confesercenti e Village for all, Legambiente e UNI hanno dato vita ad una prassi di Riferimento che aiuterà le imprese balneari ad eccellere sul mercato nazionale e internazionale.

    In questo Webinar sarà presentato:
    Ecospiagge per Tutti a cura di Paola Fagioli di Legambiente
    UNI PdR 92:2020 a cura di Elena Mocchio di UNI Ente Italiano di Normazione
    Esperienze e Buone Pratiche delle imprese a cura di Lorenzo Braida Bibione Mare
    Conclusioni a cura di Alessandro Berton di Unionmare Veneto

    Per partecipare è necessario inviare una email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Il Webinar si svolgerà sulla piattaforma MEET il 27 gennaio| ore 16,30-18,00
     
     

    Fondazione Cesvi e la tutela degli over65 in emergenza Covid: attivo un nuovo servizio di supporto psicologico e per combattere l’isolamento di una delle fasce più vulnerabili. A Milano il progetto “Veniamo noi da te”.

    Milano, 22 gennaio 2021. Assistenza psicologica gratuita per aiutare gli anziani, i loro familiari e i caregiver ad affrontare l’emergenza Covid-19. Fondazione Cesvi e Cooperativa Spazio Aperto Servizi promuovono un servizio di assistenza psicologica, dedicato agli over 65 del VI Municipio della città di Milano e a coloro che se ne prendono cura, grazie al supporto di psicologi esperti nella gestione del trauma del centro clinico CTIF – Cura e Terapia per l’Infanzia e la Famiglia di Spazio Aperto Servizi.

    L’iniziativa, rivolta a coloro che accusano un forte disagio emotivo, si inserisce nell’ambito del progetto “Veniamo noi da te”, nato all’inizio della pandemia con l’obiettivo di garantire supporto alla popolazione over 65 con interventi legati alle prime necessità (consegna di spesa, distribuzione di medicinali a domicilio, accompagnamento per visite) e prevenire situazioni di emarginazione e isolamento, anche con attività di monitoraggio e ascolto empatico telefonico.

    Nell’attivazione di questo servizio è stata coinvolta una delle eccellenze milanesi in gestione dei traumi, il CTIF – Cura e Terapia per l’Infanzia e la Famiglia. Un’equipe specializzata, composta da psicoterapeuti, psicologi, identificheranno e definiranno, caso per caso, le strategie di intervento più adeguate con l’obiettivo di fornire la giusta assistenza, in primis agli anziani, ma anche ai familiari e caregiver degli stessi, sottoposti in questi lunghi mesi di restrizioni, a un forte stress e disagio psicologico. 

    In particolare, è stata attivata una linea diretta destinata ad anziani e caregiver per chiedere gratuitamente l’intervento di uno psicologo via telefono. Per accedere al servizio basta chiamare il 345 7611 627, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16 o inviare una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. Gli psicologi sono, inoltre, pronti ad offrire aiuto anche in situazioni di disagio segnalate dal coordinatore di progetto, dagli operatori sociosanitari o da altre figure esterne.

    Il progetto “Veniamo noi da te”, inserito all’interno dell’iniziativa #MilanoAiuta del Comune di Milano, nell’ultimo mese ha aiutato con un team di operatori specializzati 114 persone con 389 interventi complessivi e il maggior numero di richieste è arrivato dalla popolazione over 80. Tra i bisogni più frequenti la consegna di spesa a domicilio (41.39%), la necessità di accompagnamento per visite mediche o altri servizi essenziali (27.25%) e il ritiro di ricette e farmaci (10,3%). In crescita anche le richieste di supporto psicologico da parte di anziani (4.6%), operatori (4.1%) e caregiver (1.8%).

    «L’emergenza legata alla diffusione del COVID-19 è ormai nei dialoghi e nelle emozioni di tutti – sottolinea il Vice Direttore Generale di Fondazione Cesvi, Roberto Vignolasi tratta di un trauma collettivo e particolarmente complesso, che interessa maggiormente coloro, come gli anziani, costretti per la tutela della propria salute ad una condizione di isolamento, e che può colpire a diversi livelli e in varie forme, anche dal punto di vista psichico.  Questo disagio – aggiunge – se non gestito da professionisti, rischia di sfociare in una difficoltà psicologica più seria. Per questo motivo, dopo aver portato avanti sin dall’inizio dell’emergenza interventi di sostegno a domicilio per gli over 65, abbiamo ritenuto importante attivare insieme a Spazio Aperto Servizi e agli esperti nel campo del trauma del CTIF, una linea di supporto psicologico». 


    A inizio novembre la Lombardia è tornata ad essere zona rossa, con nuove limitazioni e rinnovati timori. È ritornata la paura di contagiare ed essere contagiati, la necessità di doversi isolare per proteggersi, l’incertezza di non sapere cosa succederà. Dopo la quasi normalità che abbiamo vissuto nei mesi estivi, la seconda ondata ci ha travolti, con il serio rischio di non riuscire a reggere la situazione e avere un crollo psicologico – racconta Lara Luppi, direttore Area Domiciliarità di Spazio Aperto Servizi. Da qui è nata l’idea di poter offrire agli operatori - che per primi hanno iniziato a percepire un malessere interiore difficile da gestire, ai caregiver e agli anziani che assistono e di cui si prendono cura, un supporto psicologico, attraverso i professionisti del nostro centro clinico. L’obiettivo è prendersi cura anche di chi cura per poter garantire, sempre, alle persone anziane interventi efficaci e risposte concrete ai loro bisogni”.

    Un libro per iniziare la settimana, Io sono Joy. "Un grido di libertà dalla schiavitù della tratta", scritto da Mariapia Bonanate della casa editrice San Paolo Edizioni. “La testimonianza di Joy è un patrimonio dell’umanità” ha scritto papa Francesco di questo libro, che lo ha commosso. E l’ha indotto a scriverne una prefazione che attraversa queste pagine come un vento forte, rendendole così vive e attuali. Lo ha definito un “dono” della protagonista “a ogni donna e a ogni uomo che coltivi un’autentica passione per la salvaguardia della vita”.

    Di seguito la Prefazione che Papa Francesco ha scritto per questo meraviglioso libro. 

    "Ho accolto volentieri l’invito a scrivere questa breve prefazione, con il preciso intento di consegnare ai lettori la testimonianza di Joy come “patrimonio dell’umanità”.

    Joy è una giovane che, in Italia, ha vissuto una seconda nascita. La sua terra natia è la Nigeria. Angolo del nostro pianeta in cui ha visto per la prima volta la luce del sole e da dove la sua vita si è messa in viaggio.

    Con questo libro, Joy fa dono della sua storia personale a ogni donna e a ogni uomo che coltivi un’autentica passione per la salvaguardia della vita. Ci restituisce la sua drammatica esperienza di viaggio, con la semplicità dei testimoni che, raccontandosi, danno voce a Dio: in ogni dettaglio della sua storia, infatti, Dio le è accanto, come un protagonista nascosto, silenzioso, ma non per questo inerte nelle vicende narrate.

    La traversata del deserto, i mesi trascorsi nei campi di detenzione libici, il tragitto in mare, nel corso del quale si è salvata dal naufragio, sono altrettanti capitoli di una narrazione allo stesso tempo autobiografica e corale. Mentre prendiamo parte alla sua storia, compaiono innanzi ai nostro occhi anche Loweth ,  Glory, Esoghe,  Sophia, Mary,  amiche che hanno una storia siile alla sua e a quella di migliaia di ragazze nigeriane.

    Quella di Joy è una storia che accomuna tante altre persone, come lei rapite in una catena infernale e colpite dalla tragedia dell’invisibilità della tratta. Una storia tanto sconosciuta quanto sinistramente onnipresente nelle nostre società globalizzate.

    A ben guardare, la sua via crucis si dispiega come un mosaico di realtà vissute dai tanti fratelli e sorelle più vulnerabili, resi “trasparenti” agli occhi degli altri.

    Solamente dopo il suo approdo in Italia, Joy ha scoperto di essere stata ingannata e di essere caduta nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Questi percorsi di disumanizzazione sembrano presentare una costante nella loro “genesi” , nel modo in cui hanno inizio: l’essere costretti a lasciare il proprio Paese d’origine, per andare nell’anonimato, questi  “invisibili” smarriscono progressivamente quei punti di riferimento identitario che li ancorano alla propria cultura.

    E’ quanto succede, ancora oggi, a tante famiglie. I trafficanti, individui senza scrupoli che prosperano sulle disgrazie altrui, approfittano della disperazione della gente per soggiogarla al loro potere. Si arriva, persino, a progettare il tradimento “metodico”: Si privano le vittime di informazioni chiare fino al momento in cui il sopruso e la violenza della strada prendono il sopravvento e finiscono per uccidere i sogni.

    E’ ciò che è accaduto a Joy e alle sue amiche.

    A questo punto non posso fare a meno di rivolgere un interrogativo al lettore: dal momento che sono innumerevoli le giovani donne, vittime della tratta, che finiscono sulle strade della nostra città, quanto questa riprovevole realtà deriva dal fatto che molti uomini, qui richiedono questi “servizi” e si mostrano disposti a comprare un’altra persona, annientandola nella sua inalienabile dignità?

    Nella lettura di questo memoriale siamo portati a scoprire, pagina dopo pagina, quanto la testimonianza di Joy ci inchiodi dinanzi ai pregiudizi e alle responsabilità che ci rendono attori conniventi di questi avvenimenti. Ci farà bene metterci al fianco di Joy e fermarci con lei suo suoi “luoghi” del dolore inerme e innocente. Dopo aver sostato lì, sarà impossibile rimanere indifferenti quando sentiremo parlare dei batteli alla deriva, ignoranti e anche respinti dalle nostre coste. Joy si trovava su uno di essi.

    Nel suo cammino verso la  libertà, Joy ci indica due realtà fondamentali: Anzitutto, la fede in Dio che salva dalla disperazione. Una fede salda, messa alla prova nei momenti  più duri. In secondo luogo, la comunità. Joy ha dato inizio alla sua rinascita nel  momento in cui è stata accolta dalla comunità “Casa Rut” di Caserta.

    Una casa di accoglienza può fregiarsi del bel nome di comunità solo quando è capace di accogliere, proteggere, integrare e promuovere nel suo seno ogni vita.

    Questo libro è un racconto di fede, un canto di speranza e di ringraziamento per chi offre la propria vita ponendo in alto questi quattro verbi dal sapore evangelico.

    Joy aiuta tutti noi ad aprire gli occhi, “a conoscere per meglio capire” Spesso sono proprop loro, le vittime degli abusi più efferati, ad essere fonte inesauribile di supporto e di sostegno per le nuove vittime. I loro ricordi si rivelano come risorse informative di fondamentale importanza al fine di salvare altri giovani che versano nelle medesime condizioni.

    Vorrei ringraziare tutte le persone e organizzazioni  che, anche a costo della loro incolumità soccorrono le vittime dell’odierna schiavitù. Con la loro instancabile dedizione, restituiscono il valore di sé a chi è stato privato della dignità personale; riportano la fiducia e la speranza nella vita di quanti sono stati ingannati e hanno vissuto l’imposizione del terrore da parte di chi, dopo essersi presentato come salvatore, si è rivelato carnefice.

    Ricondurre alla luce del sole quelle persone che sono state costrette a vivere nel buio fuligginoso dell’indifferenza sociale è un ‘opera  di misericordia da cui non possiamo esimerci.

    Infine, vorrei, rivolgermi a te, Joy.

    “Ti chiami Joy” , sei stata la gioia di tua madre fin dal grembo materno, e così hai ricevuto da lei questo bel nome che è anche uno dei nomi propri  di Dio. Tu sei Joy, simile a tante donne di cui oggi raccontiamo la storia ma soprattutto, tu sei “Joy”: unica, desiderata, e tanto amata.

    Ti ringrazio per averci dato la possibilità di unirci a questa tua esperienza di assoluto coraggio che ci permette di capire meglio chi soffre la tratta.

    Carissima Joy, come scrivi tu in queste pagine: “Soltanto l’amore, che alimenta la pace, il dialogo, l’accoglienza e il rispetto reciproco, può garantire la sopravvivenza del nostro pianeta!. Allora, mi raccomando: “coraggio, studia e non avere paura” . Brava, vai avanti così!”"

    Francesco.

    Solennità della B.V Maria Assunta in cielo.

    San Giovanni in Lateranno, 15 agosto 2020

     

    Martedì  26 gennaio incontro online con Gherardo Colombo e Carmelo Musumeci, 

    ore 21:00. Segui l'evento su facebook: https://fb.me/e/2dWWxieCK o in diretta al link https://youtu.be/ZA5nGFFsuZM uno straordinario evento organizzato da Pressenza International Press Agency in collaborazione con Associazione SulleRegole 

    Evelina Christillin, componente Uefa del consiglio della Fifa e grande tifosa juventina, che a Campioni del Mondo su Rai-Radio 2, lancia la candidatura della capitana della nazionale femminile, da pochi mesi vicepresidente dell’Assocalciatori: “E’ una grande promessa manageriale, ha due lauree, parla 4 lingue. Non penso ci siano tanti calciatori maschi con questo curriculum.

    "È colta e spiritosa, ogni tanto le piace un cicchetto, è una che si gode la vita. All’Avvocato Agnelli sarebbe piaciuta molto”. Riguardo alle imminenti elezioni federali semaforo verde a Gravina. “Faccio il tifo per lui”.

    Entrambi sono candidati all’Uefa: il presidente Figc quale membro dell'Esecutivo e Evelina Christillin come componente Uefa presso il Consiglio della Fifa.

    “Noi siamo entrate nelle massime organizzazioni calcistiche – prosegue la manager - per le quote rosa altrimenti saremmo ancora lontane da quelli scranni. In questi 4 anni si sono resi conto che non siamo figlie di un Dio minore anche dal punto di vista organizzativo. Negli USA  e nei Paesi del nord Europa sono più avanti avendo il professionismo nel calcio femminile. Nel 2022/23 finalmente il professionismo approderà anche in Italia.

    Dopo aver guidato il comitato promotore dei Giochi di Torino 2006, Lady Olimpiadi ha sostenuto attivamente la candidatura di Milano-Cortina 2026: “Il mio cuore batte per gli sport invernali, grazie a Sofia Goggia e alle ragazze della valanga rosa, sono contenta che una Olimpiade invernale dopo quella del 2006 torni in Italia.

    I grandi eventi sportivi oggi presentano costi molto alti, nel 2018 si votò a Mosca per il Mondiale del 2026. In corsa c’era anche il Marocco che avrebbe fatto fatica ad organizzarli con 48 squadre. Quindi si scelse di assegnarli a Usa, Messico e Canada. Con una candidatura di questo tipo si dividono gli oneri, gli investimenti”.

    Sui Giochi olimpici di Tokyo Evelina Christillin scomoda Dante: “Siamo tra color che son sospesi. È molto difficile dire adesso subito no alle Olimpiadi. Gli abitanti di Tokyo non le vogliono, il primo ministro vuole farle e il Cio è alla finestra. Si deve aspettare per capire l’andamento della pandemia”. E l’Europeo? “Ceferin continua a dire che si farà in 12 paesi, non può pronunciarsi sulla presenza del pubblico: sarebbe un salto troppo in avanti. aspettiamo la seconda settimana di febbraio quando si riunirà l’Uefa per capirne di più”.

     

     

    Fonte:dagospia.com

    Di notizie che hanno fatto tanto parlare ultimamente degli Stati Uniti d’America e della loro situazione politica, ce ne sono a ‘bizzeffe’: dalla nomina di un Vice-Presidente donna, all’irruzione a Capitol Hill, sicuramente gli USA hanno fatto parlare di sé. Fra le tante cose che hanno fatto scalpore troviamo il fatto che ben 12 giorni fa è stato definitivamente bannato da Twitter l’ormai ex-Presidente USA Donald Trump. Si sa, Trump non è di certo uno stinco di santo ed in questi anni si è fatto riconoscere più volte, non solo per l’improbabile colore dei capelli, ma anche e soprattutto per i suoi commenti alquanto stravaganti, tanto quanto il suo taglio. Trump però non è l’unico politico stravagante, sempre che così si possa definire, a utilizzare Twitter per dare sfogo a qualunque suo pensiero. Fra i tanti politici che lo utilizzano vi è l’Ayatollah Seyyed Ali Hoseyni Khamenei, semplicemente noto come Ali Khamenei, attuale guida suprema dell’Iran. Per capire meglio la situazione del paese che una volta fu il grande Impero Persiano di Ciro il Grande, bisogna tornare un po’ indietro nel tempo. Nel 1979 l’Iran, a seguito della rivoluzione in cui venne cacciato lo Scia Reza Pahlavi insieme alla famiglia, che attualmente si trova ancora in esilio, diventò una Repubblica Islamica Sciita basata sulla legge della sharia, legge coranica. Uno dei primi nomi che si associa alla Rivoluzione è quello dell’ex guida suprema iraniana Ruhollah Khomeyni che instaurò, di fatto, un regime totalitario basato sul terrore, che tutt’ora persiste. Questa piccola digressione per dire che, nonostante non se ne parli, anche Khamenei – l’attuale guida suprema in Iran – è molto attivo su Twitter e non si risparmia nel fare commenti assai ‘coloriti’; fra tanti spiccano quelli su Israele e sulla storia del popolo ebraico. Nel 2018 Khamenei ha definito Israele un tumore maligno nell’Asia occidentale che, come tale, va estirpato al più presto possibile. Ma se già questo commento non fosse abbastanza scioccante, la guida suprema non si risparmia nel fare commenti sulla storia. Nel 2014 ha infatti messo in dubbio l’esistenza dell’Olocausto, e, per rimanere in tempi più recenti, il 28 ottobre 2020, dopo l’assassinio per decapitazione del professore francese Samuel Paty, scrive tali parole: ‘Why is it a crime to raise doubts about the Holocaust? Why should anyone who writes about such doubts be imprisoned, why insulting the Prophet is allowed?’ [perché è da considerarsi un crimine il fatto di nutrire sospetti circa l’Olocausto? Perché colui che scrive di tali dubbi deve essere incarcerato, mentre insultare il Profeta è consentito?]. Pur essendo Twitter stato oscurato in Iran per tutta la popolazione – la sospensione di Internet e i social sono un’arma già utilizzata dal regime, infatti nel 2019, venne tagliata ogni forma di comunicazione con il mondo esterno per una settimana, a seguito di proteste - Khamenei, stranamente, utilizza tutt’ora questo canale social per scrivere ogni suo pensiero. Forse la vera domanda da porsi non è tanto se sia giusto o meno bannare Donald Trump da Twitter, ma capire perché esistano, in situazioni del genere, due pesi e due misure.

    Oggi, 24 gennaio, la chiesa festeggia San Francesco di Sales, santo patrono dei giornalisti e di quanti diffondono il cristianesimo servendosi dei mezzi di comunicazione sociale. Francesco di Sales è stato un vescovo cattolico francese vissuto tra il '500 e il '600, proclamato santo nel 1665 da papa Alessandro VII, è uno dei dottori della Chiesa. Così il suo messaggio per la 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, che si celebra il 16 maggio in diversi Paesi del mondo: "Consumare le suole delle scarpe per comunicare, facendo attenzione alle dovute verifiche prima di pubblicare" e "andare laddove nessuno va".

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