Ci sono tante forme di violenza, spesso ignorate o taciute, se non ridicolizzate o minimizzate. La Giornata contro la violenza sulle donne, che oggi celebriamo a livello internazionale, non accende un faro solo su un genere – le donne – ma punta a una presa di coscienza collettiva. La violenza non è mai parziale o di settore, ma è una ferita profonda che lacera la vita e che coinvolge l’intera società. In questo, il ruolo della comunicazione e dei media è fondamentale. Di fronte a narrazioni distorte che colpevolizzano le vittime e fanno dilagare un’informazione deformata, ricordiamo ancora una volta che i punti nodali devono essere le dimensioni di cura e custodia che ogni comunicazione dovrebbe avere al suo centro. Così come la responsabilità. “Se la via d’uscita dal dilagare della disinformazione è la responsabilità – ricordava papa Francesco nel Messaggio per la 52ª Giornata per le comunicazioni sociali –, particolarmente coinvolto è chi per ufficio è tenuto ad essere responsabile nell’informare, ovvero il giornalista, custode delle notizie”. Cerchiamo ogni giorno, e non solo oggi, di andare al di là degli stereotipi e costruire insieme, uomini e donne, una comunicazione autentica, rispettosa, unitiva.

     

     

     

    Il 25 e il 28 novembre 2020 saranno ancora una volta giornate di lotta contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Sentiamo forte l’esigenza di tornare in piazza perchè sono prima di tutto le donne a pagare il prezzo dell’emergenza sanitaria in corso.

     


    Verso il 25 novembre: 

    La Lega Pro scende in campo con tutti i suoi club e con l’Associazione Parole O_Stili contro ogni forma di violenza sulle donne

    La Lega Pro scende in campo con tutti i suoi club e con l’Associazione Parole O_Stili contro ogni forma di violenza sulle donne.  Lo fa con un alleato prezioso come l’Associazione Parole O_Stili attraverso il Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport.

     

    “Il punto n.2 del Manifesto per lo sport “ Si è ciò che si comunica” diventa il messaggio che la Lega Pro e i suoi club si impegnano a diffondere - spiega Francesco Ghirelli, Presidente Lega Pro- perché anche le parole hanno un peso e devono essere un ponte e non alzarsi come un muro. Il nostro impegno nel sociale, che si è concretizzato in poco più di 12 mesi con 1451 iniziative con le nostre società, è dedicato, in particolare in questa giornata, alla sensibilizzazione alla lotta ad ogni forma di violenza verso le donne. In un tempo di incertezza come quello che viviamo, dobbiamo ancora di più far leva su valori come il rispetto, la solidarietà e la gentilezza”.

    “Le discriminazioni di genere sono un tema sul quale la nostra associazione pone spesso l’attenzione, perché queste passano anche attraverso il linguaggio. Sappiamo quanto male possano fare le parole e quante cose raccontino di noi, dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Imparare a scegliere con cura le parole è un atto di responsabilità fondamentale per arrivare ad un cambiamento culturale”, dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili.

    “Abbiamo pensato di dedicare il turno di campionato di Serie C- conclude Ghirelli- con le gare in programma da sabato 28 a lunedì 30 novembre, a Michela Noli, originaria di Firenze, che è anche la città dove nasce la C con Artemio Franchi. La dedica alla giovane donna, vittima di femminicidio, è rivolta a tutte le donne che hanno subito violenza. Il calcio è uno strumento per lanciare un messaggio forte”.

    In contemporanea ci saranno anche altre iniziative dei club di Lega Pro per ribadire il no alla violenza e ad ogni sua forma.

    Il brano "Prima gli Italiani" di Daniele De Gregori è approdato alla finale del prestigioso Premio "Musica Contro Le Mafie", scelto e votato fra oltre 700 canzoni candidate. 

    La Finale si svolgerà il 18 dicembre.
     


    E' stata approvata la legge che obbliga le autorità locali a fornirli gratuitamente a "chiunque ne abbia bisogno"


    Due indagini nazionali, condotte tra marzo e aprile 2020 dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr (Osservatorio Mutamenti Sociali in Atto Covid-19), mostrano l’aumento del rischio di violenza nelle coppie durante il confinamento e una significativa presenza, nella popolazione, di stereotipi di genere che condizionano lo svolgimento delle attività domestiche. Gli studi pubblicati sulla rivista internazionale European Review for Medical and Pharmacological Sciences

     


    Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Si tratta di un giorno estremamente importante, che deve essere celebrato da tutti/e ovunque indipendentemente dal sesso. Eppure, purtroppo, ci dono ancora persone che si ostinano a sostenere che i casi di violenza sulle donne siano episodi isolati e che scaturiscano da disturbi mentali, abuso di alcol, droghe o addirittura da un vestito troppo corto o attillato, come se la brutalità umana dipendesse dall’orlo di un abito.
    Bisogna essere consapevoli: in Europa 1 donna su 10 - di età pari o superiore ai 15 anni - ha subito qualche forma di violenza sessuale, 1 su 20 è stata stuprata - si stima che siano circa 9 milioni di donne solo in Europa -, poco più di una su 5 è stata vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte di un partner. Ma se già questi dati sono spaventosi e schioccanti - io stessa li ho dovuti rileggere più volte perché non credevo ai miei occhi - la cosa peggiore è la giustificazione degli stessi. Non è una leggenda metropolitana il fatto che la violenza, addirittura un atto vile e disumano come lo stupro, vengano quasi giustificati se non addirittura sminuiti.
    I dati rilevati dall’Istat nel 2019 ed in seguito diffusi da Amnesty International e Italia, mostrano che il 32% della popolazione giustifica lo stupro in determinate circostanze - di questo 32%, il 15% se è stato fatto utilizza di alcolici, il 16% se la vittima ha avuto atteggiamenti intimi con l’aggressore prima della violenza, il 9% se non ha detto esplicitamente no e via discorrendo. Mi sono limitata ad esporre dati su violenze principalmente sessuali, eppure si potrebbero elencate tantissime altre forme di abusi e violenze. Non voglio dilungarmi troppo, credo che i dati e i fatti di cronaca si commentino da soli.
    Il 25 novembre, Giornata contro la Violenza sulle Donne, non deve indurci a denunciare solo ed esclusivamente un giorno all’anno, ma a fare in modo di guardarci intorno e cambiare radicalmente non solo il nostro punto di vista, ma anche e soprattutto i fatti.

    Il Wwf lancia l’appello all’Italia per puntare oltre l’obiettivo per l’agricoltura biologica imposto dal Green New Deal europeo, fissato al 25% della superficie agricola utilizzata (SAU) secondo la Strategia Farm to Fork, alzando l’asticella fino al 40% del SAU entro il 2030. In questo modo il Paese ne ricaverebbe anche una posizione di tutto rispetto a livello internazionale per l’esportazione potendo contare su dei prodotti contraddistinti da un’elevata qualità.

    Ma l’agenda nazionale è ancora ferma in quanto a ciò, ad esempio con il ritardo del rinnovo del Piano di Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN pesticidi); il mancato recepimento delle direttive sulla riduzione dell’uso dei pesticidi del 50% e per l’assenza di normative a tutela dei prodotti BIO accidentalmente contaminati da terreni confinanti trattati con pesticidi. Basti pensare che il PAN è scaduto da febbraio 2018. La crescita del settore biologico è di prioritaria importanza per il Wwf nell’ottica di una transizione verde e propone l’introduzione di due punti chiave: “il giusto prezzo che deve essere riconosciuto ai
    produttori lungo la catena del valore delle filiere agroalimentari e l’utilizzo virtuoso dei sussidi pubblici che dovrebbero premiare maggiormente tutte le esternalità positive del biologico, ad iniziare dai fondi della PAC post 2020 che rappresenta il maggiore portafoglio di fondi pubblici dedicato all'agricoltura, ma anche attraverso una fiscalità nazionale agevolata per i prodotti biologici ed una penalizzazione delle sostanze chimiche di sintesi”.

    https://www.wwf.it/news/notizie/?55221/Per-una-transizione-ecologica-dellagricoltura-in-Italia-servono-obiettivi-piu-ambiziosi

    A cura di Simone Riga

    Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

    Il 25 novembre ricorda una data spaventosa: nel 1960 nella Repubblica Dominicana del dittatore Trujillo le tre sorelle Aida, Maria e Antonia Mirabal, considerate oppositrici al regime e rivoluzionarie, furono torturate, massacrate e strangolate. Da allora il 25 novembre ricorda la necessità, l'emergenza e la tragedia delle violenze nei confronti delle donne in tutto il mondo.

    Oggi in Italia centinaia e centinaia di iniziative. Le potete trovare quasi tutte, ci abbiamo provato!, sul nostro portale, sono veramente tante, e soprattutto ascoltare e vedere dieci straordinarie donne italiane che vi raccontano il loro punto di vista, che cosa bisogna ancora fare, l'urgenza, la necessità e, ripeto ancora, l'emergenza. Perché di una vera e propria emergenza si parla, ancor più nel periodo del Covid. Infatti, sono aumentate vertiginosamente le violenze all'interno delle famiglie e sono comunque incrementate le vessazioni, anche quelle psicologiche.

    Noi continuiamo il nostro percorso, da quando è nata Angelipress, esattamente venti anni fa, ogni anno abbiamo lavorato in questa giornata del 25 novembre per raccontarvi quello che accade e quello che le donne vogliono e fanno per le altre donne. 

     

    Paola Severini Melograni

    Conferenza Episcopale Italiana: il testo è frutto di una riflessione collegiale e sinodale dei nostri Pastori. E propone una lettura biblico-sapienziale di questo tempo.


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