Dal 20 aprile, in occasione dell’Earth Day la delegazione regionale Marevivo Sicilia in collaborazione con Jordan Italia organizzerà una tre giorni dedicata all’ambiente per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di conoscere e prendersi cura del nostro Pianeta.

    Gli eventi interesseranno il territorio del bacino del Fiume Platani e della costa agrigentina dove la delegazione ambientalista siciliana opera da tanti anni per la tutela e la promozione di un territorio che detiene una straordinaria valenza naturalistica.

    Si inizia il 20 aprile con un laboratorio di educazione ambientale in video-didattica rivolto ad alcune scuole del territorio, durante il quale verranno affrontati i problemi legati ai cambiamenti climatici e all’inquinamento con una sezione speciale dedicata al rischio di estinzione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta.

    Nella seconda giornata i volontari di Marevivo promuoveranno la pulizia della spiaggia dello Stazzone nel Comune di Sciacca (AG).

    La spiaggia fa parte di quelle adottabili nell’ambito di “Adotta una spiaggia”, la campagna nazionale di Marevivo attraverso la quale sarà possibile sostenere l’Associazione nelle attività di pulizia, osservazione e valorizzazione di decine di spiagge in tutta Italia, per tutelare questo prezioso ecosistema.

    Infatti, la spiaggia seppure suggestiva, a causa del forte impatto antropico e produttivo è afflitta dall’inquinamento e dallo spiaggiamento di molti rifiuti marini che ne compromettono  la bellezza naturale e  la stessa fruizione.
    L’intervento ecologico programmato può rappresentare un operoso esempio di cittadinanza attiva e d’impegno per la tutela del bene comune e può contribuire a innalzare l’attenzione sui temi della gestione condivisa e responsabile  dell’ambiente naturale da parte di tutti.

    Infine nella giornata del 22 aprile, dedicata alla Terra si svilupperà un laboratorio all’aperto e saranno liberati  due esemplari della specie Caretta caretta, soccorsi e riabilitati dai veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale A. Mirri di Sicilia e/o dell’Ospedale Veterinario dell’Università di Messina. La liberazione potrà essere seguita in diretta web sui canali dell’associazione ambientalista dalle scuole del territorio, dagli istituti aderenti alla Rete Scuole Plastic Free di Marevivo e da tutti coloro che vorranno assistere a un evento che vuol promuovere un percorso di crescita fatto dal confronto con l’ambiente e dalla tutela di specie viventi che a causa dell’inquinamento rischiano l’estinzione.

    Con i due Centri di educazione ambientale posti tra Eraclea Minoa e Siculiana Marina (AG), con una vasta rete costituita nel tempo  con le  scuole, l’amministrazione regionale, i comuni,  le imprese e tante altre associazioni locali, Marevivo Sicilia ha portato avanti concrete iniziative di educazione ambientale e sensibilizzazione civica, suscitando l’attenzione nei confronti delle grandi emergenze ambientali e del territorio.
    Al fianco di Marevivo in quest’occasione anche Rolly Brush, azienda di Parma nota per aver inventato Rolly, lo spazzolino da denti più piccolo al mondo, insieme a Jordan Green Clean, la linea di spazzolini e dentifrici progettato pensando non solo alle esigenze personali, ma anche a quelle dell’ambiente.

    Siamo estremamente contenti di vedere che le aziende si impegnano sempre più spesso in attività di tutela ambientale, attraverso il supporto concreto a realtà come la nostra Associazione – ha dichiarato Fabio GalluzzoVicepresidente di Marevivo – La strada della collaborazione è fondamentale per il raggiungimento di obiettivi tangibili e duraturi. Solo facendo squadra sarà possibile realizzare una comunicazione circolare che farà crescere il processo del cambiamento sostenibile”.

    Maria Cristina Iaselli, responsabile marketing in Rolly Brush commenta così l’iniziativa: “siamo orgogliosi di supportare l’associazione ambientalista Marevivo in una iniziativa per la tutela della natura con forte valenza didattica: l’insegnamento della salvaguardia degli ecosistemi alle nuove generazioni, la pulizia di una spiaggia dai rifiuti e la liberazione di una tartaruga marina. Questo ultimo evento è il simbolo dell’impegno del brand Jordan nell’ideazione di prodotti per l’igiene orale sostenibili, come la linea Green Clean, con la volontà di generare un cambio di cultura per il rispetto della natura e dei suoi abitanti. Prendere parte a questo progetto virtuoso ed essere in prima linea è un privilegio per una realtà come la nostra, che da sempre crea prodotti per adulti e per i bambini di domani. Sentiamo di dover  contribuire a costruire un mondo migliore per loro!”

    #marevivo
    #easygreenchoice
    #earthday2021
    #jordangreenclean
    #adottaunaspiaggia

    Dallo studio Q10 Media Roma, con la partecipazione del “Forum del Terzo Settore Lazio” che ospiterà la diretta streaming sulla propria pagina Facebook

    Sono 19 i progetti finanziati dalla Fondazione Giovan Battista Baroni - ente filantropico Onlus che sostiene e promuove da oltre 40 anni la solidarietà sociale nei confronti delle persone svantaggiate per disabilità - per un totale di 300.000 euro a favore della ricerca, dell’assistenza, del volontariato e delle attività sportive dedicate ai disabili nel territorio del Lazio e della Città di Roma. 

    “La selezione dei vincitori non è stata facile, tutti i progetti presentati hanno evidenziato innovazione, entusiasmo e la volontà e la fiducia nel superare questo periodo che ha provato particolarmente le fasce deboli della nostra società ma speriamo di essere riusciti a dare un piccolo contributo “. Così Giuseppe Signoriello, Presidente Fondazione G.B. Baroni, commenta la selezione avvenuta. 

    I vincitori dei Bandi 2020 che riceveranno il finanziamento delle proprie attività nell’arco del 2021, saranno ufficialmente annunciati nel corso del Webinar “Una Fondazione al sostegno del Lazio”, che si terrà Mercoledì 21 Aprile 2021 alle ore 17:30, dallo studio Q10 Media Roma in diretta sulla pagina Facebook “Forum Terzo Settore Lazio”. 

    Giuseppe Signoriello, Presidente Fondazione G.B. Baroni, Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio con Edoardo Giordan, Testimonial della Fondazione G.B. Baroni moderati da Paola Severini Melograni, giornalista e conduttrice RAI impegnata nel sociale, faranno il punto sul mondo del volontariato e dell’assistenza ai disabili dopo un anno reso particolarmente complesso dalla pandemia, con uno sguardo sempre rivolto al futuro, attraverso la ricerca, e al superamento degli ostacoli, grazie anche allo sport. 

    Interverrà con una lettura magistrale sul ruolo del terzo settore nel momento della crisi, Paolo Fallai, Segretario di redazione e responsabile delle pagine "opinioni e lettere" del Corriere della Sera. 

    “La disciplina, la capacità di affrontare le sfide, la voglia di superare i propri limiti, ma anche la capacità  di fare squadra e appoggiarsi ai compagni: questi sono gli insegnamenti fondamentali dello sport  che consentono di vedere ogni piccolo o grande ostacolo come un’occasione per mettersi in gioco.” Sottolinea così l’importanza dello Sport il campione di Scherma paralimpica, Edoardo Giordan,  Testimonial della Fondazione G.B. Baroni.

    Saranno dunque finanziati dalla Fondazione G.B. Baroni i progetti più innovativi nel campo della ricerca, le attività di assistenza a favore di persone socialmente deboli e in aree svantaggiate le iniziative che puntano all’inclusione e all’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità. 

    La disabilità mai vista come limite, ma come sfida e capacità di adattamento: questa visione, che ha caratterizzato tutta l’attività della Fondazione G.B. Baroni, deriva dal suo fondatore Giovan Battista Baroni, Ufficiale dell’Esercito, che con grande generosità, attraverso un lascito e la sua volontà testamentaria, ha consentito per oltre quarant’anni di supportare progetti e attività a favore di soggetti motulesi, neurolesi e neuromotulesi. 

    “La pandemia ha comportato una battuta d’arresto e un considerevole aumento delle problematiche  nell’operatività delle realtà del Terzo Settore. Mai come in questo momento è necessario il contributo  di tutti. La Fondazione G.B. Baroni opera grazie alla lungimiranza di un uomo che ha voluto offrire la  sua opera a beneficio di tanti, anche oltre la sua stessa esistenza.” Commenta così il Presidente  Signoriello introducendo un tema fondamentale per la sussistenza del volontariato. 

    La filantropia e la grande capacità di guardare al futuro di coloro che dispongono che il proprio patrimonio sia destinato ad opere benefiche anche nel “dopo di noi” sono spesso alla base di tante attività del Terzo Settore. 

    Grazie alla scelta di Giovan Battista Baroni dal 1981, in quasi quarant'anni di attività, la Fondazione Baroni ha destinato oltre 7.575.000,00 euro ad iniziative benefiche, contribuendo a sviluppare numerosi progetti di solidarietà, sostenendo realtà attive nel mondo della disabilità, finanziando anche alcuni importanti progetti di ricerca scientifica in questo ambito. 

    “La Fondazione Baroni coglie appieno il senso del nuovo Codice del Terzo Settore scegliendo di premiare progetti a servizio delle comunità, integrando volontariato, promozione sociale e cooperazione. In un momento così difficile il nostro Paese ce la può fare solo se si co-progettano e co-programmano modelli virtuosi di welfare di comunità, anche con prospettive di medio e lungo periodo come dimostrano alcuni progetti che sono arrivati fino alla terza edizione.” Dichiara Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio 

    Sabato 17 aprile 2021 tante famiglie nella cui vita è capitata una MAR (malformazione ano rettale) si sono collegate all’incontro Zoom organizzato dall’AIMAR (l’Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali www.aimar.eu ) per parlare dei problemi dei propri bambini. Nell’incontro, gestito dalle infermiere esperte del settore Angela Marzulli ed Elena Scarabellin, si è parlato di quando e come togliere il pannolino, come gestire il cateterismo, cosa fare quando un bimbo sporca la mutandina, di stitichezza, lavaggio intestinale e altro ancora. Sì, perché i bambini nati con una MAR (uno su 4.000 nati vivi) affrontano ogni giorno questi problemi. Atresia anorettale, cloaca, incontinenza urinaria, malformazioni ai reni e alla spina dorsale, queste le patologie più frequenti, malattie che oltre al dolore di una diagnosi di malattia rara, portano nelle famiglie un senso di sgomento e una sorta di vergogna che accompagna tutta la vita il bambino e i suoi cari. 

    L’associazione Italiana Malformazioni Anorettali si è costituita nel settembre del 1994 tra genitori, professionisti e volontari per offrire assistenza e supporto psicologico a genitori i cui figli sono nati con una MAR, nonché di sensibilizzare l’opinione pubblica verso una patologia rara, ma spesso trascurata per un ingiustificato, benché comprensibile senso di pudore. L’AIMAR si propone anche di aiutare gli specialisti ad approfondire lo studio e diffondere la conoscenza di questa patologia. L’Associazione e in particolare la presidente Dalia Aminoff (il cui unico figlio è nato con MAR ormai 29 anni fa), ha contribuito a far nascere tante AIMAR in Europa e nel mondo e riesce a indirizzare i bimbi nati con MAR al centro di eccellenza migliore per la prima, fondamentale operazione chirurgica (e anche per le successive quando occorrono).

    Dalla MAR non si guarisce, ma si può migliorare e di molto la qualità della vita. 

    Il presidente Gennaro Acquaviva lo ricorda: “Luigi Covatta lascia un vuoto importante in tutti noi, socialisti e cattolici, che hanno combattuto tutta la vita per rendere l’Italia un grande paese e gli italiani un popolo più giusto ed evoluto, ed anche saggio. Negli ultimi quindici anni è stato l’autore, pressoché esclusivo, della rinnovata affermazione di Mondoperaio, la maggiore rivista di cultura politica di cui possa godere l’Italia. Andremo avanti con il suo esempio.”

    I funerali si sono celebrati ieri, lunedì 19 aprile, alle ore 15:30 presso la parrocchia di Santa Maria delle Fornaci, Piazza di Santa Maria alle Fornaci 30, Roma.

    Luigi Covatta è morto all'età di 77 anni. È stato un politico e giornalista italiano, più volte parlamentare e sottosegretario di Stato. Dal 2000 al 2002 è stato presidente di Italia Lavoro. È stato direttore di Mondoperaio, rivista mensile di politica e cultura fondata nel 1948 da Pietro Nenni.

    Il sorriso dei bambini che corrono. La spensieratezza che corre con loro dietro ad un pallone. 
     
    Ha preso il nome dalla bellezza di queste immagini, il progetto a Firenze " Bimbi in movimento". Ne parla con occhi che brillano, Silvia Maci, che ha dato vita ad una società  che offre opportunità di crescita e divertimento ai bambini attraverso gli sport."
     
    In passato - come spiega - ho avuto da allenatrice, molte esperienze nel mondo del calcio dilettantistico e ho sempre incontrato un’enorme difficoltà nel coniugare l’educazione allo sport con i risultati sportivi. Perciò quando nel 2005 ho incontrato il mio socio, che aveva avuto analoghe esperienze, nacque l’idea di fondare una società che avesse come obiettivo principale quello di crescere i bambini attraverso lo sport senza pensare al risultato immediato.I principi di perseveranza, impegno, costanza e lealtà, che sono alla base dello sport, sono gli stessi che aiutano a crescere dei bambini sani da ogni punto di vista e come istruttrice di calcio potevo avere un’ottima influenza nella divulgazione di tali principi".
    "Sono convinta - continua Silvia Maci - che lo sport sia un veicolo di inclusione, aggregazione e partecipazione con un ruolo sociale fondamentale, che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per una crescita equilibrata. Da qui sono nati i nostri progetti estesi a tantissime discipline, svolti soprattutto all’interno delle scuole o dei centri estivi, dove l’attività sportiva viene proposta sia per lo sviluppo delle capacità motorie ma anche, soprattutto, di quelle cognitive, relazionali ed emotive."
    Il progetto diventa ancora di più un supporto fondamentale in questo particolare momento storico.
     
    "Lo sport quando viene praticato nella maniera corretta - continua - aumenta l’autostima del bambino, la percezione del suo corpo e dello spazio che lo circonda, migliora le sue capacità di relazionarsi con gli altri e con il mondo esterno.In un periodo di estrema incertezza e solitudine come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia, continuare a praticare sport, quando è stato possibile, ha consentito ai bambini di mantenere una certa socialità e questo è stato ovviamente molto importante, in tanti casi ha rappresentato l’unica occasione di interazione con i coetanei.Quando ciò non è accaduto si è notato la differenza: la scorsa estate, dopo tre mesi di lockdown, i bambini che frequentavano i nostri centri estivi sembravano aver perso coordinazione e destrezza, ad esempio, sono aumentati gli episodi di infortuni.
     
    "Sentire sorridere i bambini. Lo sport riesce a farlo perché come spiega Silvia Maci" è gioia e deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento per tutti senza costrizioni o aspettative esagerate. Bisogna cominciare a far capire ai bambini, ma forse ancor prima ai genitori, che le parole vittoria e sconfitta non sono concetti assoluti e, soprattutto, che vanno oltre il risultato." La gioia dei bambini che corrono è la "partita" più bella.

    Il Diversity Brand Summit - che valuta la capacità delle aziende di includere le persone nella vita di tutti giorni - premia il progetto Virtual Lis. Con la collaborazione di 48h Studio e la consulenza linguistica di Lorenzo Laudo e Carlo Geraci, la televisione di Stato ha creato degli avatar capaci di tradurre le parole nel linguaggio dei segni. "La vittoria nel Digital Diversity Brand Award è per il servizio pubblico motivo di particolare orgoglio. Arriva dopo che la Rai è stata inserita per il terzo anno consecutivo nella lista delle aziende più inclusive, per di più in un periodo drammaticamente segnato dalla pandemia", ha detto Giovanni Parapini, Direttore Rai per il Sociale a Repubblica.

    Lo scorso anno, in aprile, Carlo Verdelli, allora direttore di Repubblica, fu bersaglio di minacce di morte arrivate via Twitter, lanciate da un profilo anonimo. I messaggi di odio nei suoi confronti erano cominciati il 15 gennaio, il giorno in cui sulla prima pagina di Repubblica apparve il titolo “Cancellare Salvini”, sintesi dell'intervista pubblicata nelle pagine interne a Graziano Del Rio e riferito ai decreti sicurezza dell'ex ministro dell'Interno. Sulla vicenda intervenne il Consiglio d'Europa, che inserì il caso Verdelli sulla piattaforma per la protezione dei giornalisti, e lo valutò di livello 1, quello cioè che riguarda le violazioni “più gravi e dannose alla libertà di stampa”. In seguito a queste minacce Carlo Verdelli fu messo sotto scorta. Sempre in aprile, un anno dopo, tocca alla giornalista Nina Verdelli, figlia di Carlo.

    La solidarietà arriva da più parti. Così l'associazione Articolo21, nelle parole del suo presidente Paolo Borrometi: «Le parole di vicinanza non bastano più. L’odio e la violenza che si leggono nelle minacce ricevute da Nina sono inaccettabili. L’Articolo 21 della nostra Carta costituzionale ha un limite invalicabile: il rispetto delle opinioni altrui. Qui non c’è rispetto, ma solo violenza. E la vicinanza dell’anniversario del 23 aprile, giorno sempre triste per la famiglia Verdelli, ci preoccupa. Chiediamo alle autorità competenti massima attenzione per le gravi frasi minacciose e ci stringiamo accanto a Nina e Carlo», riporta Agi. Alla solidarietà ricevuta da Borrometi e da Articolo 21, si unisce quella di Angelipress, da sempre vicina ai giornalisti minacciati e da sempre in prima linea nella lotta per la libertà di stampa.

    Ok, zero killed. È il simbolo scelto dalla Uil Nazionale per lanciare la campagna “ZERO MORTI SUL LAVORO”. Un obiettivo innanzitutto di civiltà al quale tendere con immediatezza.
    Per diffondere il messaggio, molti volti noti dello spettacolo e dello sport hanno dato la loro adesione, diventando Ambassador del progetto: Ambra Angiolini (attrice), Ciro Immobile (calciatore), Gabriele Gravina (Presidente della Figc), Tommaso Labate (giornalista, Giovanni Cacioppo (attore), Stefano De Martino (conduttore televisivo), Mauro Bergonzi (arbitro di Serie A), Alberto Zaccheroni (allenatore).

    “Gli incidenti sul lavoro con esiti mortali – ha detto il Segretario Generale della Uil, PierPaolo Bombardieri – contano un numero di vittime impressionante, un bollettino pesantissimo. Non si tratta solo di numeri: ogni morte è un colpo al cuore del Paese. Non possiamo più voltarci dall’altra parte. La pandemia, del resto, ha messo in evidenza numerose criticità, rendendo ancora più determinante e prioritario il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Occuparsi della salute nei luoghi di lavoro è una battaglia storica del Sindacato: noi vogliamo continuare a combatterla con determinazione”.
    A sostegno dell’iniziativa che coinvolge tutto il territorio e tutte le categorie, è on line da oggi il sito web www.zeromortisullavoro.it, uno spazio dedicato totalmente all’impegno della Uil, in cui si possono trovare materiali, articoli, approfondimenti sulla campagna, Ambassadors, notizie. Previste, inoltre, numerose iniziative: mobilitazioni social, manifesti e spot, iniziative di dibattito sindacale e mobilitazioni sul territorio, interlocuzione con tutte le altre forze sociali e con la società civile, nonché, come detto, l’impegno diretto di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport.
    OK è il simbolo scelto per l’identità visiva della campagna. Semplice, ma di grande significato: durante la guerra i militari americani usavano scrivere su una bandiera visibile da lontano il numero di perdite sul campo. In rarissimi e fortunati casi scrivevano 0 killed (OK, appunto). Due lettere, un acronimo che tutti conoscono, un gesto planetario che racchiude obbiettivi di speranza e serenità.

    “ZERO MORTI SUL LAVORO” non riguarda solo chi perde la vita lavorando: ogni anno decine di migliaia di lavoratori restano colpiti nel fisico a seguito di infortuni o minati da una malattia professionale.


    Noi non li dimentichiamo.

    Google e la piattaforma “Virtual Lis” di Rai sono i vincitori dei Diversity Brand Awards 2021, i premi riconosciuti alle aziende capaci di veicolare al mercato finale il loro reale impegno sul fronte D&I. I riconoscimenti sono stati assegnati durante la quarta edizione del Diversity Brand Summit, “Diversity Factor: born to build trust” e hanno visto vincitore “overall” Google per il suo lavoro diffuso sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità, e vincitore “Digital” “Virtual Lis” di RAI, piattaforma capace di erogare servizi e contenuti nella lingua italiana dei segni mediante un avatar virtuale. I vincitori sono stati individuati dalla sintesi dei risultati di una web survey e delle valutazioni del Comitato Scientifico. il Diversity Brand Summit ha riunito per il quarto anno consecutivo i brand più inclusivi emersi dal Diversity Brand Index 2021, progetto di ricerca volto a misurare la capacità dei marchi di sviluppare con efficacia una cultura orientata alla Diversity & Inclusion attraverso le loro iniziative e attività realizzate in Italia. L’evento è organizzato e promosso dalla no profit Diversity, fondata da Francesca Vecchioni, e dalla società di consulenza strategica Focus MGMT e realizzato con il patrocinio della Commissione Europea e del Comune di Milano, condotto da Marta Perego e si è tenuto in formato digitale grazie alla partnership con Trevisan & Cuonzo e Extra.it, che ha fornito la piattaforma digital su cui si è svolto.

    Il premio è andato a Google“Per aver lavorato in maniera diffusa sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità; per aver compreso il proprio ruolo di brand consapevole e responsabile, lavorando su iniziative e attività disruptive, capaci davvero di cambiare e migliorare la vita di ognuna e ognuno di noi, abbattendo le barriere tangibili ed intangibili“.

    Fabio Vaccarono, Vice President – Managing Director Italy di Google dice: “Fin dalle sue origini, Google è impegnata a rendere la diversità, l’equità e l’inclusione parte di tutto ciò che facciamo: dal modo in cui costruiamo i nostri prodotti, al modo in cui interagiamo con le persone nel posto di lavoro. Nel realizzare questa visione, abbiamo sempre sentito un elevato livello di responsabilità verso la società e la comunità in cui operiamo: per questo abbiamo fatto nostro il compito di incoraggiare rispetto, equità, uguaglianza nella diversità e inclusione. E nella situazione di emergenza che stiamo attraversando, l’impegno ad aiutare tutte le comunità a proteggere questi valori e tutelare i diritti che hanno acquisito negli anni e, in alcuni casi, acquisirne di nuovi si è fatto ancora più forte“.

    Il Digital Diversity Brand Award ha voluto premiare la Rai per “l’iniziativa che più di altre ha saputo utilizzare la tecnologia in maniera differenziante nello sviluppo di una cultura di inclusione. Per aver compreso che in tutti i contesti è fondamentale sentirsi incluse ed inclusi, dal mondo scolastico al mondo culturale fino a quello professionale. Per aver sviluppato una piattaforma B2B2C, inquadrando anche il ruolo degli operatori intermedi, dei loro bisogni e la loro centralità per affermare un nuovo paradigma di inclusione. Per aver semplificato e reso accessibile la fase di progettazione di contenuti nella lingua italiana dei segni mediante avatar digitali; per aver lanciato una piattaforma web che tramite il “Dizionario” consente di visualizzare tutti i segni LIS presenti nel database e attraverso la sezione “Traduzione” permette di generare nuovi contenuti in LIS“.

    Giovanni Parapini, direttore Rai per il Sociale si è espresso così: “Mentre vige ovunque la regola ferrea del distanziamento fisico, il servizio pubblico sa essere – come è suo dovere – fattore di coesione: contribuisce cioè a rompere l’isolamento di quelle persone che del contatto con gli altri hanno un bisogno vitale. Lo fa stavolta con un progetto che mette insieme un forte valore sociale e una tecnologia d’avanguardia, come è tipico delle realizzazioni del CRITS Rai, il Centro Ricerche, Innovazione tecnologica e Sperimentazione della Rai a Torino. Il Virtual LIS è rivolto alle persone sorde segnanti, con un Avatar che si esprime nella Lingua Italiana dei Segni: una piattaforma che si è ulteriormente arricchita con un’applicazione pensata per la didattica, che permette di imparare la LIS via web e generare nuovi contenuti. È un modo molto concreto attraverso il quale il servizio pubblico ribadisce che nessuno deve sentirsi escluso”.

    Un procedimento per produrre un materiale innovativo antifuoco che consente di alleggerire il peso dei veicoli e aumentare il livello di sicurezza al fuoco. Lo ha brevettato ENEA nell’ambito del progetto FireMat del valore 1,1 milioni di euro, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

    La soluzione multimateriale è costituita da strati alternati di materiale composito fibrorinforzato e alluminio per realizzare elementi anche per l’elettronica e le costruzioni, come contenitori per batterie, paratie antifuoco, protezioni e supporti per elettronica di potenza, ovvero tutti quei componenti potenzialmente soggetti a surriscaldamento per la grande quantità di energia concentrata in piccoli spazi.

    “Il procedimento sviluppato mira a ottimizzare il compromesso fra caratteristiche antifuoco, meccaniche, riciclabilità a fine vita e uso delle materie prime seconde, ovvero di tutti i principali dettami dell’economica circolare, attività ‘core’ del dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, a cui afferisce il nostro laboratorio”, spiega l’inventore del brevetto Claudio Mingazzini, ricercatore ENEA del Laboratorio Tecnologie dei Materiali Faenza (TEMAF).

    Oltre a consentire l’alleggerimento di auto elettriche e ibride, il nuovo processo, che ha TRL medio-alto, raggiunge lo stesso scopo anche nei veicoli da trasporto collettivi come navi e treni.

    “Per spiegare l’importanza dell’alleggerimento nel settore trasporti, è utile partire dall’esempio dell’auto elettrica, che ora raggiunge un’autonomia tipica di 300 km: riducendo il peso della vettura del 30%, con una singola ricarica si arriverebbe a quasi 400 km di autonomia. In questo modo si riducono contemporaneamente anche le emissioni di CO2 per km della stessa percentuale, aumentando sia l’interesse del mercato che i vantaggi ambientali”, conclude Mingazzini.

    Partendo da una tecnologia di origine aeronautica, il brevetto consente di ridurre pesi, ma anche costi e tempi di processo in produzioni caratterizzate da numeri decisamente più grandi rispetto a quelli dei componenti per gli aerei.

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