Parrocchie sempre più social. Gettonati Watsapp e Telegram. Lo rileva una indagine dell’Università Cattolica. “Gli strumenti più utilizzati per porsi in relazione con gli altri sono WhatsApp/Telegram (utilizzati per questo scopo specifico dal 56,0% dei rispondenti) e le e-mail (54,0%), dispositivi digitali ampiamenti utilizzati anche per collaborare e favorire la partecipazione”, rileva un’indagine condotta da una équipe multidisciplinare composta da diversi docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretta da Lucia Boccacin, di cui riferisce il Sir, per focalizzare le relazioni sociali al tempo dei personal media nel contesto delle parrocchie.

    Lo riporta Prima Online

    Martedì 26 gennaio, la Giornata della Memoria, agli Uffizi,

    L’iniziativa vede la partecipazione della Fondazione Circolo Rosselli con un intervento di Valdo Spini, sul tema “Amelia Rosselli Pincherle. Dopo l'uccisione dei figli: dieci anni di esilio"

    -         “LA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE” Giovedì 28 gennaio/4febbraio/11febbraio/18febbraio ore 17-18.30, si svolgeranno quattro webinar di discussione di alcuni capitoli del Rapporto 2020 del Censis sulla situazione sociale del paese. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la nostra Fondazione e il Censis. Link: https://us02web.zoom.us/j/327598981

    -         Venerdì 29 gennaio, ore 16, conferenza dell’AICI “Il concetto d'Italia e della sua lingua da Dante a Machiavelli” 

    Quaderni del Circolo Rosselli

    Il 139/o fascicolo dei “Quaderni del Circolo Rosselli”, n. 3/2020, Paolo Barile a vent’anni dalla scomparsa è già in circolazione e verrà presentato nel mese di Febbraio 2021 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Firenze.

    Vi preannunciamo inoltre che è in corso di stampa alla Casa Editrice Pacini il Quaderno n. 4-2020 “Loris Fortuna. A cinquant’anni dalla legge sul divorzio”,

    a cura di Michele Mioni.

    Una via per Amelia

    La Fondazione Circolo Rosselli si è rivolta al Sindaco di Firenze, Dario Nardella, all'assessore alla toponomastica Alessandro Martini, all’assessore alla cultura, Tommaso Sacchi per chiedere l'intitolazione di una via o comunque di uno spazio pubblico ad Amelia Rosselli Pincherle nell'anno centocinquantesimo della sua nascita (1870-2020).

    Queste le motivazioni:

     Amelia Rosselli ha avuto tre figli: il primo Aldo caduto volontario nel 1916 nella Prima guerra mondiale e gli altri due Carlo e Nello, uccisi per il loro antifascismo.

    Amelia veniva da una famiglia risorgimentale mazziniana e fu decisiva nella formazione dei suoi figli al senso del dovere e al servizio degli ideali di libertà e di democrazia. Se vogliamo riscrivere la storia al femminile le dobbiamo questo riconoscimento.

    Amelia Rosselli non solo è stata la madre coraggiosa e totalmente solidale di Carlo e Nello Rosselli uccisi nell’esilio francese dalla Cagoule (un’organizzazione terroristica di destra) su mandato del governo fascista italiano. Non solo è stata la guida e il punto di riferimento, dopo il loro assassinio, del gruppo formato dalle due nuore   vedove e dai sette piccoli nipotini rimasti orfani negli anni della fuga e dell’esilio dal 1937 al 1945, conducendoli prima in Francia, poi in Svizzera e in Gran Bretagna e finalmente negli Usa. Essa è stata la prima donna drammaturgo dell’Italia unita, scrivendo sia in italiano che nel suo dialetto di origine, il veneziano. I suoi drammi teatrali come Anima o Il Refolo, furono recitati nei grandi teatri italiani. Scrittrice anche di libri per l’infanzia, abbandonò la sua attività letteraria dopo l’assassinio di Carlo e Nello, per dedicarsi tutta alla memoria dei figli. Presidente della sezione letteraria del Lyceum venne dichiarata decaduta come ebrea all’avvento delle leggi razziali.

    Amelia Rosselli, veneziana di nascita, può essere considerata fiorentina di adozione: venne a stabilirsi nel 1903 nella casa di via Giusti dove una lapide di Piero Calamandrei ricorda i suoi figli dove ritornò dopo l’esilio americano nel 1946 e vi morì nel 1954.

    È doveroso che la città si ricordi di lei dedicandole una strada o comunque un significativo luogo pubblico.

    Da uno studio realizzato da un team internazionale di scienziati, tra cui ricercatori ENEA e INGV, emerge che il contenuto termico degli oceani nel 2020 è il più elevato finora registrato e il Mediterraneo è il bacino con il tasso di riscaldamento e di variazione di salinità maggiori. 

    L’analisi ha inoltre evidenziato che cinque anni più caldi mai registrati si sono verificati tutti a partire dal 2015 e ciascuno degli ultimi nove decenni è stato più caldo del decennio precedente.

    Per la notizia completa: https://www.enea.it/it/Stampa/news/ambiente-riscaldamento-oceani-nuovo-record-nel-2020-primato-mediterraneo

    La Fondazione Roma Europea, presieduta dal Dr. Giuseppe De Rita, ha organizzato il primo appuntamento del 2021 degli “Incontri di Roma Europea” con

    SILVIO BRUSAFERRO

    Presidente Istituto Superiore di Sanità

    Mercoledì 27 gennaio 2021 - inizio evento: ore 18.30

    Il seminario è riservato a tutti i soci ed amici della Fondazione Roma Europea regolarmente iscritti.

    Per ISCRIVERSI ALL’EVENTO E’ OBBLIGATORIO inviare una mail a: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    La nuova serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

    Ogni mese due musei per volta saranno i protagonisti di un episodio e costruiranno insieme un unico racconto che avrà al centro i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo metterà in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

    Il secondo appuntamento, previsto giovedì 21 gennaio alle 18.30, è dedicato al Museo Ebraico di Roma e alla Sinagoga di Siena. Al centro dell'incontro, la tradizione degli apparati effimeri, decorazioni sceniche temporanee prodotte per addobbare le città in occasione delle celebrazioni, volute dalle autorità locali, di momenti particolarmente significativi.

    Tra Seicento e inizio Settecento, a Roma, l'Università (ovvero la comunità) degli ebrei ne produceva per contribuire, spesso forzatamente, al "possesso papale": ossia la cerimonia durante la quale il pontefice appena eletto sfilava in trionfo dalle sue residenze, il Vaticano e poi il Quirinale, attraversando la città per giungere alla cattedrale in San Giovanni in Laterano, dove si sarebbe svolta la sua investitura a vescovo di Roma. L'esemplare dell'immagine qui proposta era compreso in una serie di quaranta cartelli realizzati in occasione del possesso di Papa Corsini, il 19 novembre 1730, il cui nome è stato anagrammato all'interno del motto.

    A Siena si conserva invece l'incisione "Comparsa delle contrade e corsa del Palio, rappresentato il 13 maggio 1767 per la venuta a Siena del granduca Pietro Leopoldo di Lorena e della Granduchessa Maria Luisa Infanta di Spagna" che rappresenta una sorta di cronaca visiva dei festeggiamenti svoltisi in più giorni per la venuta in città del Granduca Pietro Leopoldo nel 1767.

    Tra le vignette con gli apparati scenici allestiti per l'occasione, spicca il contributo della Nazione ebrea di Siena che predispose un parterre in mezzo alla Piazza del Campo, su progetto di Girolamo del Testa Piccolomini. L'apparato effimero fu utilizzato per la festa da ballo in maschera che si tenne in onore dei sovrani. 

    Intervengono:

    Olga Melasecchi - Direttore del Museo Ebraico di Roma

    Anna Di Castro - Comunità Ebraica di Firenze, sezione di Siena

    22 Gennaio 2021 - 06:32

    Gianmarco Perale, Le cose di Benni

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    Una voce intima, feroce che scava nel mistero dei sentimenti, illuminando quel confine sfuggente in cui amore e amicizia si confondono.

    «Una storia d’amore in cui l’altro non è che la parte buia di se stessi. Straziare più coi silenzi che con le parole è il segno di un talento vero.» - Walter Siti

    Mentre Milano è avvolta dal freddo, due ragazzi dividono un sacco a pelo nascosti sotto il letto e scrivono sulle doghe le canzoni di Dalla. In un angolo un pastore tedesco se ne sta accucciato a guardarli. Lui è Falco e loro sono Drago e Benni. Sono cresciuti insieme guardando il cielo in quella stanza e sono inseparabili. Ma un giorno il futuro bussa alla porta e Benni, la persona con cui Drago ha condiviso tutto, quella che pensava di conoscere più di ogni altra, e forse di amare, gli sembra all’improvviso una sconosciuta. E quando la rabbia e l’autolesionismo di lei deflagrano come una bomba, Drago è costretto a fare i conti con una realtà in cui il bene e il male, l’amore e la violenza, si confondono e si fondono senza regole. E nel momento più difficile dovrà decidere se allontanarsi da lei per salvarla. E salvare se stesso. In questo romanzo, che ci fa assaporare la bellezza e la crudeltà dei sentimenti con la forza di chi li vive per la prima volta, Gianmarco Perale ci pone una domanda per cui non esiste risposta: fino a che punto, per salvare chi amiamo, è giusto sacrificare noi stessi?

    GIANMARCO PERALE (1988) vive a Milano, dove ha frequentato la scuola di scrittura Belleville. Questo è il suo primo romanzo.

    Mercoledì 27 gennaio - ore 18.30 In diretta dalla Feltrinelli Red di via Tomacelli a Roma, l'incontro sarà trasmesso sulle pagine Facebook di FeltrinelliPde social club e Manni.

    Lia Tagliacozzo, La generazione del deserto - Storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia, Con Paolo Berizzi

    La storia di due famiglie ebraiche, una salvata dai “giusti” e l’altra condannata dagli “infami”, un racconto sull'ebraismo, sull'identità, sulla memoria.

    Lia Tagliacozzo è ebrea, figlia di due sopravvissuti alla Shoah. Quando nel 1938 vennero promulgate le leggi razziali, i suoi genitori erano bambini: durante le persecuzioni il padre si salvò per caso da una retata e restò nascosto in un convento per tutti i mesi dell'occupazione, la madre si rifugiò in un casolare di campagna e poi, dopo la fuga attraverso le Alpi, in un campo di internamento in Svizzera. Ma di tutto questo a casa di Lia si è sempre parlato poco.
    E lei, da sempre, ha tentato di ricostruire la storia della sua famiglia cucendo insieme le poche informazioni, riempendo i buchi della memoria, indagando tra le omissioni e le rimozioni. Ha scritto tanto, negli anni, trasformando in romanzo le vicende degli ebrei italiani, e ora ha deciso di raccontare la propria storia.
    Perché non è vero che le generazioni nate dopo la persecuzione sono pacificate e serene: è come se attraversassero un deserto. Quel deserto che, nella Bibbia, è una progressiva assunzione di responsabilità, la costruzione di uno spazio che lascia liberi gli interrogativi, perché è la possibilità di domandare ciò che rende libero l'essere umano.

    Lia Tagliacozzo è nata nel 1964 a Roma, dove vive. Ha lavorato nel settore culturale delle istituzioni ebraiche, scrive su varie testate, tra cui “il manifesto” e “Confronti”, cura documentari per la televisione, collabora con la redazione di “Sorgente di vita” di Rai 2.
    Ha pubblicato vari libri. Gli ultimi, destinati ai bambini sul tema della Shoah, sono Il mistero della buccia d'arancia (Einaudi 2017) e La Shoah e il Giorno della Memoria (Edizioni EL 2017).

    21 Gennaio 2021 - 06:25

    Agendo per l'agenda della disabilità

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    E’ il titolo del progetto partecipativo avviato dalla Fondazione CRT e dalla CPD di Torino per costruire appunto la prima “Agenda della Disabilità in Italia”, un piano di azioni concrete articolato su sei temi strategici (“Abitare sociale”; “Sostenere le famiglie”; “Vivere il territorio”; “Lavorare per crescere”; “Imparare dentro e fuori la scuola”; “Curare e curarsi”) ed elaborato dalle Istituzioni e dalla Società Civile, sulla base delle esigenze individuate dalle organizzazioni non profit impegnate sulla disabilità.

    A fine gennaio 2021 esce il nuovo libro di Masal Pas Bagdadi “Il filo della matassa” per le edizioni Salomone Belforte. Di seguito un riassunto della quarta di copertina “In questo libro Masal riflette sul significato della propria vita con tenerezza e nostalgia. La narrazione si snoda tra sogno, passato e presente, immaginando un futuro di speranza. La facilità con cui il lettore può rispecchiarsi nelle parole dell’autrice rende i protagonisti vivi e tocca in modo naturale le esperienze umane di piccoli e grandi”.

    Da Marco Bellocchio a Martin Scorsese, da Ken Loach a Pedro Almodovar, da Woody Allen e Nanni Moretti a Bong Joon-ho e Spike Lee: sono alcuni dei volti dello spot che vuole sottolineare il legame con il cinema, in particolare quello indipendente. “Vi abbiamo fatto conoscere registe e registi del cinema italiano e internazionale, facendovi innamorare dei loro film più belli”: così la Federazione Italiana dei Cinema d’Essai, che rappresenta oltre 500 cinema indipendenti di tutta Italia, dà il via al nuovo video, destinato ad illuminare il grande schermo appena possibile. “Da sempre siamo il punto di riferimento del cinema indipendente e di qualità”: a dimostrazione del rapporto instaurato negli anni con il proprio pubblico, innamorato del cinema d’autore da tutto il mondo, scorrono nel nuovo spot volti notissimi e meno noti di tanti artefici di capolavori della storia del cinema, registi affermati e di culto”.

    Da autrici come Valeria Golino, Céline Sciamma, Alice Rohrwacher, Sofia Coppola ed Emma Dante fino a Gianfranco Rosi, i Dardenne, Alejandro Gonzalez Iñarritu, due autori attesi al cinema con i nuovi e già premiatissimi film – Thomas Vinterberg e François Ozon – e due immensi talenti che ci hanno lasciato da poco, Agnès Varda e Kim Ki-duk: lo spot approda da martedì 19 gennaio sui social network e nei siti web delle sale preferita, in attesa di debuttare su grande schermo al momento della riapertura.

    “Per gli esercenti delle sale d’essai, per il loro ruolo fondamentale di presidio culturale e sociale, è un modo per restare vicini al pubblico anche in questi lunghi mesi di prolungata sospensione dell’attività – afferma Domenico Dinoia, Presidente FICE -, ringraziando i tanti spettatori che non hanno mancato di far pervenire la loro solidarietà e con la promessa di accoglierli nuovamente, nel migliore dei modi e con tanti bellissimi film, appena sarà possibile. Ritroveremo insieme, con tutte le precauzioni necessarie, il piacere di una visione condivisa su grande schermo”.

     

    Fonte: .primaonline.it

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