Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.

    Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca.

    È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.

    È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine.

    È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa.

    È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza.

    È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti.

    C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare.

    Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte.

    Addio Ebru. Viva Ebru.
    Facciamo circolare

    Il 13 aprile si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione. Sabato 17 aprile il convegno

    A sei anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, la Chiesa che è in Italia si interroga sulla ricezione del documento e sull’impatto della mancata cura del Creato sulla salute della popolazione, sull’ambiente e sulle dinamiche sociali e lavorative. Lo fa sabato 17 aprile con il convegno online “Custodire le nostre terre”, promosso dalla Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dagli Uffici Nazionali per la pastorale della salute e per i problemi sociali e il lavoro, e dalla Caritas italiana.

    Temi e relatori del convegno sono stati presentati martedì 13 aprile, alle 11, in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte parte Mons. Carlo Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale Campana.

    Valdisieve in Transizione ringrazia i membri dell'amministrazione comunale e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito all’assemblea pubblica “Verso l’Osservatorio Rifiuti Zero” del 12 aprile 2021 su Zoom. Un ringraziamento particolare va a Rossano Ercolini e Laura Lo Presti che con i loro interventi hanno dato suggerimenti preziosi e hanno chiarito la funzione dell’Osservatorio che dovrà accompagnare il raggiungimento degli obiettivi della delibera Rifiuti Zero (RZ).

    La serata ha prodotto gli effetti desiderati: riattivare il processo di formazione dell’Osservatorio. Come affermato dall’Assessore all’Ambiente Carlo Boni nel corso dell’incontro, se ne discuterà nella prossima II° Commissione Consiliare e successivamente in Consiglio Comunale per la definitiva approvazione.

    Dovrebbero quindi partire a breve i lavori dell’Osservatorio, non solo per monitorare in continuo il percorso Verso RZ, o per evidenziare le criticità indicando proposte e soluzioni, ma anche perchè è una garanzia per tutti i cittadini al diritto alle informazioni e alla partecipazione.

    Il prossimo incontro si terrà l’8 Maggio a Viareggio, o tramite Zoom, con tutti i sindaci dei comuni toscani che hanno aderito a Rifiuti Zero.

    Google e la piattaforma "Virtual Lis" di Rai sono i vincitori dei Diversity Brand Awards 2021, i premi riconosciuti alle aziende capaci di veicolare il loro impegno sul fronte Diversità e inclusione (D&I). I riconoscimenti sono stati assegnati durante la quarta edizione del Diversity Brand Summit, "Diversity Factor: born to build trust" e hanno visto vincitore "overall" Google per il suo lavoro diffuso sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità, e vincitore "Digital" "Virtual Lis" di RAI, piattaforma capace di erogare servizi e contenuti nella lingua italiana dei segni mediante un avatar virtuale.

    "La vittoria nel Digital Diversity Brand Award è per il servizio pubblico motivo di particolare orgoglio. Arriva dopo che la Rai è stata inserita per il terzo anno consecutivo nella lista delle aziende più inclusive, per di più in un periodo drammaticamente segnato dalla pandemia", spiega Giovanni Parapini, Direttore Rai per il Sociale. (Ansa)

    L'etica ai tempi della quarta rivoluzione industriale. È questo il titolo del'incontro che si terrà oggi, giovedì 15 aprile, dalle 18.30 alle 19.30 su Zoom, organizzato da Ethical Leadership Lab. Relatori dell'evento saranno Andrea Illy, preisdente di Illy Caffè, Philip Larrey e Cristiana Falcone. Co-Host Massimo Bruno, Giovanni Parapini e Pierangelo Fabiano.

    La pandemia del Covid-19 ha messo in luce la straordinarietà e allo stesso tempo tutti i limiti del nostro Sistema sanitario. Il Covid-19 ha svelato anche lo stato di salute generale delle nostre società. Anche dove l’accesso alle cure è più garantito, non tutti riescono a proteggersi allo stesso modo dal contagio: abitazioni sovraffollate, lavoro non tutelato, assenza di una rete sociale ci espongono al virus in modo diverso.
    La salute di tutti dipende dalla salute di ciascuno. Siamo tutti connessi in una relazione di interdipendenza.
    MPPU Campania in collaborazione con Health Dialogue Culture ha organizzato un incontro: “Cooperare per un’assistenza centrata sulla persona - un modello di cura per rispondere alle nuove sfide sanitarie” per discutere sulla sanità che vogliamo, una sanità partecipata con al centro la persona, con un SSN fattore di benessere per l’individuo e la collettività.
    Venerdì 23 aprile 2021 – ore 20,00 Diretta ZOOM (appena disponibile invierò il link);
    DIRETA YOU TUBE: https://youtu.be/Tvw3P4JWaNc

    Da aprile al via progetto di accompagnamento sociopsicologico, formativo e imprenditoriale nel settore dell’apicoltura di 10 soggetti appartenenti a categorie fragili

    Scende in campo a favore del sociale l’eccellenza agroalimentare della regione Molise con MoliseFood, progetto enogastronomico imprenditoriale nato due anni fa con il coinvolgimento di circa 20 aziende agricole e artigiane, in costante aumento e un paniere di prodotti di eccellenza enogastronomica e identitari della regione. Un brand con un attuale piano di sviluppo che vede tre store enogastronomici aperti a Roma - un quarto è in dirittura di arrivo nella zona Parioli - e un punto vendita a Siviglia (Spagna). MoliseFood ha aderito all’iniziativa “Ape-riamo tutti”, progetto che ha preso il via da inizio aprile ed è finalizzato a dare un’opportunità formativa ai giovani e meno giovani del territorio, affinché, sapientemente guidati, possano avviare processi di sviluppo imprenditoriale- cooperativo nel settore apistico (settore in grande crescita in Italia e, specialmente, nei territori marginali), in modo da arginare parzialmente lo spopolamento, la disoccupazione territoriale e superare le condizioni di disagio socioeconomico e culturale. Il progetto sociale parte dal Molise con l’ambizione di estendersi a tutta Italia. Il percorso, supportato da Azione cattolica, Caritas, Progetto Policoro, Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Isernia-Venafro, Confcooperative Molise e il Gruppo cooperativo paritetico Volape, prevede l’accompagnamento sociopsicologico, formativo e imprenditoriale, nel settore dell’apicoltura, di 10 soggetti appartenenti a categorie fragili, individuati da parte della Caritas e del Progetto Policoro. La partecipazione di MoliseFood al progetto sociale prevede che dal 10 aprile e per 1 mese, in tutti i negozi Molisefood, saranno azzerati gli sconti ai clienti, e le somme degli sconti accantonate date poi in utilizzo al progetto “Ape-riamo tutti”, per incrementare la sua operatività. 

    I risultati del progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con l’assistenza tecnica dell’Istituto degli Innocenti

    Garantita la continuità didattica al 74% delle bambine e bambini coinvolti 

    Si sono presentati nei campi rom per portare compiti e mascherine. Hanno usato i loro smartphone per passare gli audio delle lezioni delle insegnanti anche ai bambini e alle bambine senza collegamenti wifi. Il lavoro degli operatori e delle operatrici del Progetto per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti è stato instancabile e ha portato risultati non scontati perché il 74% dei bambini e delle bambine (i dati si riferiscono al periodo di lockdown della primavera 2020) ha mantenuto il suo rapporto con la scuola e ha proseguito il proprio percorso didattico.

    Secondo l’ultimo report di valutazione redatto dall’Istituto degli Innocenti - che dà assistenza tecnica al Progetto che il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali sta conducendo con la collaborazione dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute - non tutti i ragazzi e le ragazze hanno avuto modo di partecipare alla DAD (il 19% degli alunni e delle alunne non ha seguito la didattica a distanza), ma la maggior parte è riuscita a seguire le attività online grazie ancora alla mediazione degli operatori del Progetto (53%).

    Considerando il totale dei bambini e delle bambine con cui gli operatori sono rimasti in contatto – dichiara la dottoressa Adriana Ciampa, Dirigente del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, responsabile del progetto - abbiamo osservato che erano pochi i bambini che non hanno avuto bisogno di un supporto, perché già dotati di strumenti digitali; dai dati circa un terzo aveva già un pc o un tablet. Quasi la metà dei bambini e delle bambine, invece, ha avuto dei dispositivi grazie alla facilitazione resa dal progetto nazionale e grazie a fondi messi a disposizione da vari soggetti, sia pubblici che del privato sociale. Purtroppo, il 17% degli alunni e delle alunne con i quali avremmo potuto lavorare in una condizione di normalità, invece non è stato raggiunto”.

    Il Progetto per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti ha preso il via nell’anno scolastico 2013-2014 e si è ampliato costantemente. Ben 84 i plessi scolastici che nel 2019 in tutta Italia hanno aderito al progetto con oltre 500 studenti e studentesse rom sinti, caminanti partecipanti ed un totale di 6mila alunne e alunni coinvolti. Un lavoro che si articola, prevalentemente, in tre ambiti: la scuola, i contesti abitativi e la rete locale dei servizi.

    Dalla prima annualità del percorso sperimentale (2013/14) all’ultima (2019/20) gli alunni e le alunne del progetto sono quasi quintuplicati (da 153 a 565), così il numero delle classi (da 42 a 319), il numero delle scuole (da 29 a 74) e il numero complessivo degli alunni e delle alunne– rom e non rom – che hanno beneficiato delle attività progettuali (da 900 a 6380).

    L’ultimo report mette in evidenza miglioramenti nei rapporti con gli/le insegnanti e con i/le compagni/e, nella frequenza, negli esiti scolastici (abbiamo un aumento dei promossi alla primaria dal 96% al 97% e soprattutto dal 75% al 93% nella scuola secondaria di I grado). A fare la differenza è ancora la condizione abitativa delle famiglie che vivono nei campi, perché inevitabilmente la condizione di fragilità si riflette sull’andamento scolastico. La frequenza dei bambini e delle bambine presenti nei campi non autorizzati è minore rispetto a quella dei bambini e delle bambine che vivono nelle case dell’11% alla primaria e addirittura del 19% alla secondaria di I grado.

    Nomas Foundation presenta roma città aperta, a cura di Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto che segna l’inizio di una mappatura delle artiste e degli artisti che vivono e lavorano a Roma, invitati ad aprire al pubblico le porte dei loro studi per scoprire in modo condiviso una nuova dimensione della fruibilità dell’arte contemporanea. 

    La citazione al film di Roberto Rossellini intende suggerire il legame tra un passato determinato a ricostruire l’Italia dopo la liberazione dalla dittatura nazifascista e un presente deciso a riprogettare positivamente il futuro del paese oltre la pandemia.

    Interamente gratuito e senza scopo di lucro, roma città aperta vuole essere l’inizio di una nuova esperienza di fruizione dell’arte, sia esperienza estetica e laboratorio socioculturale tra forme di cittadinanza attiva e valorizzazione del patrimonio vivente – costituito dalle artiste e dagli artisti contemporanei –, sia esperienza relazionale nella quale l’arte contemporanea è considerata un bene comune e condivisibile.

    Fino alla fine del 2021, Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto coinvolgeranno oltre cento artiste e artisti ­– dagli storicizzati ai mid-career, fino agli emergenti – che animano i municipi della città con i loro studi, vere e proprie officine dell’arte e del fare arte (lista completa: https://romacittaaperta.com/artists)

    Luoghi solitamente privati, gli studi delle artiste e artisti si aprono per essere spazi di condivisione e partecipazione, dove il pubblico potrà scoprire come nasce e prende forma la loro ricerca.

    Non appena la situazione pandemica lo consentirà, grazie alla collaborazione con le associazioni di quartiere e il coinvolgimento attivo dei Municipi, , tutti coloro che vogliano effettuare un percorso di visite agli studi delle artiste e degli artisti, potranno prenotarsi inviando una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. e scegliere tra quelli disponibili sul calendario che sarà comunicato e condiviso non appena il DPCM consentirà visite in presenza.

    Durante la visita dal vivo si potrà accedere allo studio dell’artista, interagire e osservare il suo lavoro, immergersi nei materiali che usa, scoprire le ricerche alle quali sta lavorando.

    L’Unità di Ricerca Estetica sociale, diretta da Lia Fassari, DiSSE Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche Sapienza Università di Roma, terrà una serie di incontri, talk, seminari disseminati nei diversi municipi della città con il coinvolgimento di artisti, studiosi, esperti e, soprattutto, cittadini, con l’obiettivo di coinvolgere e avvicinare sempre più persone all’arte contemporanea.

    Nomas Foundation e l’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con MonkeysVideoLab, co-producono una serie di docufilm, dedicati a ciascun artista aderente al progetto.

    I docufilm, in italiano e sottotitolati in inglese, accessibili dal sito di roma città aperta  e sul canale Youtube di Nomas Foundation, costituiscono l’archivio pubblico di roma città aperta. I documentari rappresentano uno strumento di approfondimento delle artiste e degli artisti e delle loro tematiche di ricerca, dando al pubblico a distanza la possibilità di “entrare dal vivo” nei luoghi di produzione dell’arte.

    Page 1 of 3311

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.