A Trento un Patto di collaborazione per tutelare e valorizzare la memoria della comunità attraverso il racconto di storie di emigrazione trentine

    La memoria storica tiene in vita l’umanità. É un Bene comune immateriale e, come tutti i Beni comuni, necessita di cura perché dalla memoria collettiva dipende la qualità del futuro di tutti, a partire dalle singole comunità.

    La memoria collettiva è il tema del patto di collaborazione intitolato “Dal Trentino al mondo: storie di emigrazione”, sottoscritto tra il Comune di Trento e l’Associazione Trentini nel Mondo Onlus. Il Patto si pone l’obiettivo principale di sensibilizzare sul tema dell’emigrazione attraverso la collocazione di un manufatto contenente storie di emigrazione trentina da mettere a disposizione di tutta la comunità. Il fenomeno dell’emigrazione di tanti cittadini di Trento nel mondo è una pagina importante della storia trentina. I cittadini attivi di Trento, con la proposta del Patto, hanno individuato nella memoria storica della comunità un Bene comune da tutelare attraverso la conservazione e la valorizzazione di singole storie personali, storie di viaggi e storie di comunità: storie che hanno la forza di connettere e di avvicinare in un unico sentimento di solidarietà i cittadini trentini e favorire la crescita dei legami di comunità.

    Il valore della memoria nelle storie dei migranti

    Le storie raccolte dall’Associazione sono disponibili anche su un portale dedicato messo a disposizione dei cittadini di Trento sia per la lettura sia per l’invio di nuove proposte. Ecco alcuni passi.

    «Ora penso che appartengo a due terre, quella di nascita e quella dove mi hanno accolto con tanto affetto e dove ho formato la mia famiglia; ma sempre avrò il Trentino nel cuore. Ricordo le canzoni di montagna, in casa cucino i cibi trentini per la mia famiglia e a loro piacciono, così come il nostro dialetto trentino. Perciò mi sento una mamma e nonna trentina che ha portato e conserva con sé un po’ della nostra terra in questo paese lontano», si legge nella testimonianza di Enrica Righi emigrata a Montevideo, in Uruguay, a soli 19 anni.

    «La fine del lungo viaggio in treno non fu la fine delle mie tribolazioni. Anzi. La speranza di raggiungere mio marito finalmente a “casa mia”, quella speranza che mi aveva dato la forza e il coraggio per affrontare il viaggio, che mi aveva tenuta in piedi fino a destinazione, è svanita brutalmente quando sono giunta a destinazione. […] Siamo arrivati a Maurage Boussoit. Nel campo baracche. Una baracca! Ecco dove avrei abitato! Il campo era enorme: c’erano almeno 200 baracche. Forse anche di più. Ognuna poteva ospitare ben sei famiglie. La delusione è stata così grande che, per riprendermi del tutto, è passato un inverno intero. […] C’erano due stanzette che fungevano da camere da letto e una grande cucina.  I servizi erano fuori, ma ogni baracca aveva il proprio. Mio marito aveva arredato il nostro nido con mobili di occasione. Ci aveva messo tutta la sua buona volontà e…il suo buon gusto», è l’inizio della storia di Pia che negli Anni ’80 ha raggiunto finalmente suo marito in Belgio.

    «Il 1940 segnò l’entrata in guerra dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale: gli emigrati italiani non naturalizzati furono considerati “enemy allies” (alleati del nemico, la Germania) e sospetti simpatizzanti fascisti. Vittorio Facchini (“Vic”) dovette scegliere fra due alternative: lavorare per il governo o finire in un campo di concentramento. Fu quindi mandato, per quasi tre anni, a lavorare nel Nuovo Galles del Sud, nei boschi dove si produceva il carbone. Gli anni della guerra furono duri; Vittorio si adoperò per aiutare qualche soldato italiano catturato dagli Alleati e mandato in Australia dal governo inglese come prigioniero. Tra di loro c’era anche un trentino, che Vittorio conosceva sin dall’infanzia a Gardolo: Silvio Pegoretti. Vittorio, clandestinamente, riuscì a passargli libri, cibo e sigarette», si legge tra le righe che raccontano la storia di Vittorio e della sua emigrazione in Australia.

    Come si intuisce da questi pochi passi, le storie di migrazione del Patto trentino raccontano difficoltà, sofferenza, speranza, nostalgia della propria terra e dei propri affetti, ma anche felicità nell’avercela fatta, nonostante tutto. Partire e abbandonare le proprie radici per sperare in un ‘domani’ possibilmente migliore, sicuramente diverso. È questo, possiamo dire, il tratto comune che unisce tutte le storie di emigrazione nel mondo. Storie che nascono per motivi di lavoro, come i tanti giovani italiani costretti alla fuga all’estero per costruire un futuro stabile e realizzarsi dopo anni di studi. Storie che nascono dalla povertà assoluta, come quelle di chi è disposto a rischiare la propria vita per raggiungere in mare l’Europa. Storie che nascono per fuggire alla morte, come quelle di chi nasce, senza volerlo, lì dove cadono ogni giorno missili e bombe.

    L’emigrazione unisce il mondo. E tutelare, come Bene comune, la memoria di ogni viaggio – qualsiasi esso sia – implica legame, unione e condivisione tra chi oggi è chiamato a scrivere le pagine future di un’unica storia di comunità.

     

     Articolo di di Andrea Palumbo per labsus.org

    Un evento speciale organizzato dall'Università Ca' Foscari di Venezia  in collaborazione con l'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Israele in Italia: tre grandi artisti israeliani dialogano sui temi della creatività, memoria, arte, Israele oggi e sui diversi modi di narrare l'Olocausto. L'incontro si terrà in lingua inglese e sarà trasmesso sulla piattaforma zoom e in diretta sulla pagina Facebook Cultura Israeliana in Italia .

    con la partecipazione di:

    Yishai Sarid

    Vardi Kahana

    Tamar Tal-Anati

    saluti

    Piero Capelli (Università Ca' Foscari di Venezia)

    Maya Katzir (Addetta Culturale -  Ambasciata di Israele in Italia)

    moderano

    Dario Miccoli (Università Ca' Foscari di Venezia)

    Marcella Simoni (Università Ca' Foscari di Venezia)

    Lunedì 25 gennaio

    17.30 (ora italiana)

    Link zoom:

    https://unive.zoom.us/j/86336934362 

    A lanciare l’allarme la Federazione delle associazioni della terza età che chiede velocizzazione nella campagna per la vaccinazione dei senior contro il Coronavirus

     Secondo i dati ufficiali sulla mortalità per Coronavirus in Italia, ogni giorno muoiono circa 500 persone a causa dell’infezione da Covid 19, e sappiamo che si tratta quasi esclusivamente di anziani, dato che stando all’ultimo rapporto ISS del 16 dicembre 2020 l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. Questo consente di stimare che da qui a giugno 2021, ovvero in 165 giorni, un numero elevatissimo di anziani, tra i cinquantamila (con 303 morti al giorno) e gli ottantamila (con 484 morti al giorno), perderà la vita a causa del Covid, se non saremo in grado di imprimere alla campagna per la vaccinazione una significativa accelerazione. È l’allarme lanciato da Senior Italia FederAnziani, che fa appello alle autorità affinché sia fatto il possibile per far procedere più speditamente le vaccinazioni.

    «Siamo terrorizzati da questi numeri – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – che prefigurano purtroppo una vera e propria ecatombe nell’arco dei mesi che sono stati stimati come necessari al completamento della campagna di vaccinazione per la fascia di popolazione più fragile, ovvero gli anziani e in particolare i portatori di malattie croniche. Dai trecento ai cinquecento morti al giorno, anziani nella quasi totalità, significa dai novemila ai quindicimila al mese, e quindi tra i cinquanta e gli ottantamila da qui a giugno. Quest’analisi previsionale è anche conseguenza del fatto che ancora non sono state completate le vaccinazioni dei medici di famiglia e che ancora questi ultimi non hanno a disposizione vaccini da loro utilizzabili. Perciò chiediamo un’accelerazione nella campagna vaccinale, e in particolare ci rivolgiamo agli enti regolatori affinché lavorino giorno e notte pur di accelerare le autorizzazioni necessarie all’entrata in circolazione dei nuovi vaccini. Vogliamo dire all’EMA che un solo giorno risparmiato rappresenta la salvezza di ben cinquecento vite, per restare solo all’Italia. Mai come ora la tempestività è stata fondamentale.

    Oltre a ciò non bisogna dimenticare che le RSA e le altre residenze per anziani rappresentano uno dei luoghi privilegiati di questa campagna, dato che qui si trovano i più fragili tra i senior, e per questo ci rivolgiamo da un lato agli operatori affinché siano responsabili e accettino di vaccinarsi, e dall’altro ai vertici delle strutture perché adottino tutti i provvedimenti consentiti dalla legge nei confronti di quegli operatori che, rifiutando di sottoporsi al vaccino, mettano a repentaglio la vita degli ospiti. Vaccinarsi non è un’opzione ma è l’unica strada obbligata per tutelare la vita delle persone anziane, malate, non autosufficienti che, se infettate dal virus, hanno un’elevata probabilità di sviluppare complicanze e addirittura morire.»

     

    La Fondazione Onlus Lega del Filo d'Oro - impegnata dal 1964 nell'assistenza e riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali – aderisce all'edizione 2021 del Servizio Civile Universale.

    Lo fa presentando 2 diversi progetti che hanno lo scopo di aiutare le persone sordocieche a uscire dal loro isolamento, in un più ampio programma in partnership con la Fondazione Don Carlo Gnocchi e la Fondazione Sacra Famiglia. Quest'anno, infatti, il Dipartimento per le politiche giovanili ha approvato il finanziamento del programma "Gli altri siamo noi” costituito da ben 9 progetti, di cui due, "Amici Speciali” e "Il mondo in una mano” presentati dalla Lega del Filo d'Oro.

    Si rinnova, dunque, la possibilità di entrare a far parte della grande famiglia della Lega del Filo d'Oro grazie al Servizio Civile Universale. Il nuovo bando prevede la partecipazione per 32 volontari, da inserire presso i Centri Residenziali e i Servizi Territoriali di Lesmo (MB), Modena, Osimo (AN), Molfetta (BA) e Termini Imerese (PA) e le Sedi Territoriali di Padova, Roma e Napoli. Per candidarsi basta avere un'età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda, un diploma di scuola media superiore e la patente di guida B.

    La domanda di partecipazione deve essere inviata entro, e non oltre, le ore 14.00 di lunedì 15 febbraio alla Lega del Filo d'Oro collegandosi alla piattaforma DOL raggiungibile da PC, tablet e smartphone all'indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

    Per accedere alla piattaforma è necessario identificarsi tramite SPID con un livello di sicurezza 2. Nel caso non si avesse disponibilità di acquisire lo SPID, i candidati potranno accedere alla piattaforma DOL richiedendo direttamente le credenziali al Dipartimento per le politiche giovanili.

    "Il servizio civile presso la Lega del Filo d'Oro rappresenta un'importante opportunità per vivere un'esperienza di solidarietà, che permetterà a chi ne farà parte di crescere e acquisire nuove competenze - ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d'Oro – I volontari avranno la possibilità di operare in una Organizzazione punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, aiutandole ad uscire dal loro isolamento”.

    I volontari affiancheranno e supporteranno gli educatori della Fondazione in tutte le attività dei due progettiNello specifico, per il progetto "Amici Speciali” si occuperanno di favorire l'autonomia e la partecipazione degli utenti della Lega del Filo d'Oro nelle attività educative giornaliere, nei laboratori occupazionali, nelle attività ludico-ricreative, oltre che nelle uscite per effettuare passeggiate, attività motorie o visite.

    Nel secondo progetto "Il mondo in una mano” i volontari selezionati affiancheranno gli operatori della Fondazione nelle uscite socio-ricreative, nei soggiorni vacanza, nelle diverse attività occupazionali, oltre che nel servizio di "persona di contatto” fondamentale per seguire costantemente gli utenti in un rapporto diretto e personale.

    Il Servizio Civile Universale ha una durata di 12 mesi e i volontari riceveranno un assegno mensile di 439,50 euro.

    Per maggiori informazioni consultare il sito www.legadelfilodoro.it, oppure contattare la Lega del Filo d'Oro, settore Attività Associative e Volontariato, al numero 071 7245302 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00 oppure all'indirizzo e-mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    Ulteriori approfondimenti sul Servizio Civile Universale sono disponibili nei siti web www.serviziocivile.gov.it e www.scelgoilserviziocivile.gov.it 

     

    In occasione della Giornata della Memoria, l'università di Macerata organizza un evento online il prossimo  27 gennaio 2021, ore 16.30

    di seguito il link e i dettagli:

    FacebookLive: https://www.facebook.com/INSMLI

    CULTURE ANTISEMITE
    Italia ed Europa dalle leggi antiebraiche ai razzismi di oggi

    Presentazione del volume

    Coordina
    Paolo Pezzino, Presidente Istituto nazionale Ferruccio Parri

    Interventi
    Enrica Asquer, Università degli studi di Genova
    Simon Levis Sullam, Università Ca’ Foscari di Venezia
    Natascia Mattucci, Università degli studi di Macerata

    Sarano presenti alcuni autori e i curatori Annalisa Cegna e Filippo Focardi

    Sono sei i progetti selezionati con il bando “Non uno di meno”, promosso dalla Regione Lazio e dall’impresa sociale Con i Bambini per contrastare i rischi di dispersione scolastica nella fascia di età 6-13 anni e supportare le famiglie attraverso presìdi educativi nei quartieri con maggiore grado di vulnerabilità sociale del Lazio, in particolare nella fase immediatamente successiva all’emergenza sanitaria. I progetti sono sostenuti con fondi dell’avviso che metteva a disposizione complessivamente 1 milione di euro suddiviso, in modo paritetico, tra Regione Lazio e Con i Bambini.

    Le sei iniziative si sviluppano su tutto il territorio regionale, 3 ricadono rispettivamente nelle province di Viterbo, Rieti e Frosinone, 1 nella provincia di Roma (Castelli Romani) e 2 nel comune di Roma (quartiere di San Basilio e Lunghezza), complessivamente coinvolgono 1.850 minori tra i 6 e i 13 anni, 1.100 nuclei familiari e 100 docenti circa. Per la realizzazione di progetti saranno coinvolti complessivamente 42 partner.

    “Lo stanziamento da parte della Regione Lazio di 500mila euro in co-programmazione con l’impresa sociale Con i Bambini, ha come prima finalità quella di essere un sostegno concreto per i minori e le famiglie più fragili che vivono in condizione di povertà educativa”, commenta l’Assessore alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli.

    “L’avviso pubblico ‘Non uno di meno’ – prosegue l’assessore – nasce con l’obiettivo di contrastare i rischi di dispersione scolastica con progetti pratici da realizzare nei quartieri del Lazio caratterizzati da un alto grado di vulnerabilità sociale, ma vuole anche essere di supporto ai ragazzi nell’affrontare le possibili conseguenze che la pandemia ha riversato sull’organizzazione didattica e sull’apprendimento. Investire sui giovani equivale a investire sul nostro futuro e la Regione Lazio intende dare una risposta e un aiuto a coloro che vivono importanti mesi di formazione in un contesto storico complesso e particolare come quello di un’emergenza sanitaria. Non bisogna infatti sottovalutare – conclude Troncarelli – che la povertà educativa incide ancor più in questa fase, andando così a minare possibili competenze future e aspirazioni”.

    “Il bando ‘Non uno di meno’ – dichiara Marco Rossi-Doria, Vicepresidente di Con i Bambini – rappresenta una ‘prima volta’ molto significativa ed esemplare, di collaborazione operativa pubblico-privato sociale tra la Regione Lazio e l’impresa sociale Con i Bambini che attua i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un aspetto che mi piace sottolineare anche perché è in continuità con lo spirito e la missione del Fondo, che a sua volta mette insieme Stato, Fondazioni di origine bancaria e Terzo settore per contrastare efficacemente il fenomeno della povertà educativa in Italia. Puntiamo in modo strategico sulle ‘comunità educanti’, ovvero attivando una pluralità di soggetti, dalla scuola agli enti locali, alle associazioni, alle famiglie e agli stessi ragazzi, per arginare insieme un fenomeno che con l’avanzare della crisi economica, delle disparita sociali ed educative prodotte e ampliate dall’emergenza Covid, rappresenta una minaccia concreta non solo per ragazzi e famiglie in seria difficoltà, ma più in generale per il futuro del Paese. Occorre aprire ‘cantieri educativi’, avere presìdi più forti, offrire sostegno e opportunità a bambini, ragazzi e famiglie, supportare le scuole. In tal senso – conclude Rossi-Doria – questo bando offre una valida risposta al territorio, con sei interventi che si aggiungono a quelli già avviati direttamente con il Fondo”.

     

    Fonte: conibambini.org

    AISLA Firenze interviene nuovamente sul tema vaccini con una richiesta precisa. “Un caregiver positivo vuol dire un disabile non autosufficiente solo” 

    “Oltre alle persone con disabilità non autosufficienti o con malattie gravi, come quelle con SLA, finalmente inserite nella campagna vaccinale contro il Covid-19, occorre provvedere a coloro che si prendono cura di loro. Stiamo parlando dei familiari caregiver. Chiediamo alle Istituzioni di inserire anche loro nella campagna vaccinale” affermano da AISLA Firenze, sezione fiorentina di AISLA Onlus, intervenuta nelle scorse settimane, insieme ad altre realtà del Terzo Settore, per chiedere di vaccinare anche disabili e malati gravi. “Proprio questi ultimi, ancor più esposti al virus, vanno tutelati – rimarcano da AISLA Firenze – con l’obiettivo anche di proteggere le persone con disabilità che li assistono ogni giorno visto che proprio loro potrebbero essere vettori del virus. Il ruolo del caregiver è tra i più essenziali nell’assistenza: sono loro a prendersi cura delle persone con disabilità ogni giorno. La positività o il ricovero rischiano di mettere a repentaglio la dignità dell’assistito. Nell’ottica della sempre proficua collaborazione con le Istituzioni chiediamo di sanare questa lacuna” concludono. 

    “Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto di speranza per esplorare come vivere meglio insieme dopo la pandemia. Si tratta di conciliare la sostenibilità con lo stile per avvicinare il Green Deal europeo alla gente, ai loro pensieri, alla loro casa. Per riuscire il Nuovo Bauhaus europeo abbiamo bisogno di tutte le menti creative: designer, artisti, scienziati, architetti e cittadini”. Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lancia, da Bruxelles, la fase di progettazione del Nuovo Bauhaus europeo, progetto che aveva annunciato nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2020.

     

    Il Nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità, anche sotto il profilo economico, e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo. I valori fondamentali del Nuovo Bauhaus europeo sono “sostenibilità, estetica e inclusività”. La fase di progettazione consiste in un processo di “cocreazione” per “plasmare” il concetto esaminando le idee, individuando le esigenze e le sfide più urgenti, e collegare tra loro i portatori d’interessi, sostiene la Commissione. Nell’ambito della fase di progettazione, la prossima primavera la Commissione avvierà la prima edizione del premio Nuovo Bauhaus europeo.

    La fase di progettazione sfocerà nell’apertura degli inviti a presentare proposte, nell’autunno prossimo, per dare vita alle idee del Nuovo Bauhaus europeo in almeno cinque sedi negli Stati membri dell’Ue, grazie all’impiego di fondi dell’Ue a livello nazionale e regionale. Per Mariya Gabriel, commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, “con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica”.

    Per Elisa Ferreira, commissaria per la Coesione e le riforme, “il Nuovo Bauhaus europeo riguarda il nostro modo di vivere insieme, i valori, gli spazi comuni di lavoro e di svago, le nostre esperienze collettive e personali. E un progetto per tutte le regioni e i territori d’Europa. Nella misura in cui promuove soluzioni accessibili, contribuirà alla coesione sociale e alla soluzione dei problemi abitativi”.

    Il nuovo Bauhaus europeo è “un’iniziativa creativa che mira ad abbattere i confini tra scienza e tecnologia, arte, cultura e inclusione sociale, per consentire al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani”. Sul sito web dedicato lanciato oggi, artisti, designer, ingegneri, scienziati, imprenditori, architetti, studenti e chiunque sia interessato “possono mettere in comune esempi di iniziative stimolanti per il Nuovo Bauhaus europeo, idee su come configurarlo e sui futuri sviluppi. Le organizzazioni che desiderano rafforzare il proprio impegno in questo processo possono diventare “partner” del Nuovo Bauhaus europeo, rispondendo all’invito sul sito web.

    Nei prossimi mesi la Commissione assegnerà premi agli esempi proposti che rappresentano l’integrazione dei valori fondamentali dell’iniziativa e che possono animare il dibattito sui luoghi in cui viviamo e la loro trasformazione. Nella prossima fase dell’iniziativa, quella di realizzazione, saranno avviati cinque progetti pilota per coprogettare nuove soluzioni che siano sostenibili e inclusive. La terza fase sarà quella di diffusione delle idee e dei concetti che definiscono il nuovo Bauhaus europeo attraverso nuovi progetti, la creazione di reti e la condivisione delle conoscenze, in Europa e altrove.

     

    Fonte: primaonline.it

    Il nostro direttore Paola Severini Melograni lo saluta con affetto e tanto tanto dispiacere. 
    Vi alleghiamo i link delle ultime interviste che lei ha realizzato a uno dei migliori politici italiani e vi forniremo in giornata un ampio approfondimento. 
     
    Lo speciale del 21 marzo 2020 (ultima intervista), del 25 aprile 2018 e altri due federalismi solidali del 2014. 


    La redazione 

    È in programma martedì 16 febbraio 2021, dalle ore 17:30 alle ore 19:00 (inizio collegamento alle ore 17:15), il webinar intitolato “Il progetto di Vita delle persone con disabilità durante e dopo il Covid-19”, primo di una serie di webinar organizzati da questo Servizio Nazionale dal titolo “Una crisi da non sprecare”. L'incontro prevede l’intervento del Prof. Roberto Franchini, docente del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e sarà accessibile in lingua dei segni.

    Per poter accedere al webinar occorre rivolgersi alla segreteria di questo Servizio Nazionale (email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; tel. 06-66398.311).

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.