A poche ore dall’attesa notizia dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del  Recovery Plan (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l’Associazione ambientalista Marevivo, che da 35 anni si occupa di tutela del mare e dell’ambiente, pur apprezzando la presenza di fondi per la gestione dei rifiuti raccolti a mare nelle aree portuali, tema molto importante per la salute del mare, deve altresì constatare con rammarico l’assenza di tutela della biodiversità marina, punto centrale per la ripresa sostenibile che il Piano si propone di garantire.

    “La sostenibilità si valuta in base al concetto che ogni azione che mira all’aumento del capitale economico non deve compromettere il capitale naturale. Se si distrugge il capitale naturale non ci può essere economia sana e società sana” spiega Ferdinando Boero, professore presso l’Università di Napoli Federico II e vicepresidente di Marevivo.

    Il capitale naturale è costituito da biodiversità ed ecosistemi, come sancito in una miriade di convenzioni e trattati, a partire da Rio de Janeiro 1992 (La Convenzione sulla Biodiversità). Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la parola “biodiversità” appare solo due volte e copre solo parzialmente il significato del concetto, e la parola “ecosistema” non è tanto riferita ai sistemi naturali quanto ai sistemi informatici e dell’innovazione. La logica che prevale è di mero sfruttamento delle risorse naturali, senza alcuna strategia di conoscenza, protezione e gestione del capitale naturale. Questa impostazione è in netto contrasto con gli obiettivi del Green Deal, che non vede soltanto l’adozione di alcune tattiche che tendono a ridurre gli impatti, e che, invece, impone una strategia che dia centralità al capitale naturale, senza il quale tutte le nostre azioni diventano impossibili.

    La missione Rivoluzione verde e transizione ecologica non prende in considerazione gli ecosistemi marini e la loro biodiversità. Una mancanza inspiegabile in un paese con 8.500 km di coste, anche alla luce di una ben precisa Missione di Horizon Europe: Healthy Oceans, Seas, Coastal and Inland Waters. La biodiversità viene declinata esclusivamente come aree verdi, e non ci sono misure che prevedano la conoscenza del capitale naturale attraverso mappature, valutazioni qualitative e quantitative, e monitoraggi attraverso sistemi osservativi.

    “Queste mancanze non permetteranno di valutare in modo efficace il raggiungimento di criteri di sostenibilità, visto che non viene considerato lo stato di biodiversità ed ecosistemi prima, durante e dopo l’implementazione delle misure proposte. Il concetto di Salute Unica (One Health) non viene affrontato in modo adeguato, con misure che mirino alla buona salute degli ecosistemi come pre-requisito alla salute umana” conclude Boero.

    Marevivo richiama il Governo a rispettare le direttive europee e le indicazioni del Green Deal e di Horizon Europe, che danno centralità a biodiversità ed ecosistemi: non è possibile parlare di ripartenza sostenibile senza includere il mare, responsabile del 50% dell’ossigeno che respiriamo e che non può essere ridotti a fanalino di coda. La tutela ambientale deve essere un obiettivo comune, non un mero slogan politico.

    La crisi profonda degli attuali modelli organizzativi e socio-politici impone da tempo una riflessione sulla necessità di una nuova forma mentis a base delle future trasformazioni. La diversità di generi porta con sé una nuova dimensione più articolata e diversificata, che può sviluppare virtuose sinergie innescate da tutto quel patrimonio umano, culturale, sociale, di sensibilità e professionalità che solo nella complessità e diversificazione può emergere. Su questo la Scuola Nazionale dell'Amministrazione della presidenza del Consiglio dei ministri ha organizzato un seminario on line su "La parità di genere tra imparzialità e buon andamento". Il seminario si svolgerà il 18 gennaio, dalle 17 alle 19.30.

    "Il seminario è un'occasione di confronto sulla connessione tra la parità di genere ed il principio costituzionale del buon andamento e della imparzialità amministrativa, attraverso le qualificate testimonianze dei relatori, tutti portatori di specifiche esperienze nel concreto agire dell'azione amministrativa", spiega la Sna.

    Interverranno: Stefano Battini della Sna, Daniela Carlà Dirigente generale amministrazione centrale e Noi Rete Donne, Lorenzo Casini Ministero Beni Attività Culturali e Turismo e Sna, Maria Gentile Sna, Valentina Lostorto Sna, Giovanna Martelli Noi Rete Donne, Fabiana Massa dell'Università di Sassari e Noi Rete Donne.

    Fonte: Labitalia

    Nel campo delle protesi bioniche di arto superiore sono destinati a imprimere un'ulteriore accelerazione ai progressi raggiunti negli ultimi anni: sono i tre progetti al via presso l'Universita' Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con il Centro Protesi Inail di Budrio (BO) e con la partecipazione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. E' quanto si legge in una nota congiunta l'Universita' Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi Inail di Budrio (BO) e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

    Si tratta di tre progetti nel campo della bionica e delle tecnologie assistive low-cost, chiamati "WiFi-MyoHand", "RGM5" e "3D-AID". In particolare "WiFi-MyoHand" sviluppera' una nuova protesi bionica con ritorno sensoriale grazie a un sistema di stimolazione neurale completamente impiantabile e wireless; "RGM5" sviluppera' nuove procedure di chirurgia bionica per l'adattamento del corpo dell'amputato alle protesi piu' innovative e restituira' la propriocezione; "3DAID" realizzera' protesi e ortesi di mano innovative "low-cost" grazie all'utilizzo di tecniche avanzate di prototipazione rapida con stampa 3D. La presentazione dei tre progetti presso l'ateneo romano ha visto la presenza di Andrea Rossi, direttore generale dell'Universita' Campus Bio-Medico di Roma, del prorettore alla ricerca, prof. Eugenio Guglielmelli, del prof. Vincenzo Denaro, primario emerito dell'Unita' di Ortopedia e Traumatologia, della prof.ssa Loredana Zollo, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica, del prof. Vincenzo Di Lazzaro, preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia e del prof. Giovanni Di Pino, direttore del Next Lab - Neurofisiologia e Neuroingegneria dell'Interazione Uomo-Tecnologia. Per l'Inail erano presenti, tra gli altri, l'ing. Emanuele Gruppioni, direttore tecnico Area ricerca Centro Protesi Inail, e l'ing.

    Angelo Davalli, responsabile formazione tecnica e sanitaria, mentre per la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa il prof.

    Christian Cipriani, direttore dell'Istituto di BioRobotica.

    (Red/ Dire)

    Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

    La nuova serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

    Ogni mese due musei per volta saranno i protagonisti di un episodio e costruiranno insieme un unico racconto che avrà al centro i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo metterà in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

    Il secondo appuntamento, previsto giovedì 21 gennaio alle 18.30, è dedicato al Museo Ebraico di Roma e alla Sinagoga di Siena. Al centro dell'incontro, la tradizione degli apparati effimeri, decorazioni sceniche temporanee prodotte per addobbare le città in occasione delle celebrazioni, volute dalle autorità locali, di momenti particolarmente significativi.

    Tra Seicento e inizio Settecento, a Roma, l'Università (ovvero la comunità) degli ebrei ne produceva per contribuire, spesso forzatamente, al "possesso papale": ossia la cerimonia durante la quale il pontefice appena eletto sfilava in trionfo dalle sue residenze, il Vaticano e poi il Quirinale, attraversando la città per giungere alla cattedrale in San Giovanni in Laterano, dove si sarebbe svolta la sua investitura a vescovo di Roma. L'esemplare dell'immagine qui proposta era compreso in una serie di quaranta cartelli realizzati in occasione del possesso di Papa Corsini, il 19 novembre 1730, il cui nome è stato anagrammato all'interno del motto.

    Siena si conserva invece l'incisione "Comparsa delle contrade e corsa del Palio, rappresentato il 13 maggio 1767 per la venuta a Siena del granduca Pietro Leopoldo di Lorena e della Granduchessa Maria Luisa Infanta di Spagna" che rappresenta una sorta di cronaca visiva dei festeggiamenti svoltisi in più giorni per la venuta in città del Granduca Pietro Leopoldo nel 1767.

    Tra le vignette con gli apparati scenici allestiti per l'occasione, spicca il contributo della Nazione ebrea di Siena che predispose un parterre in mezzo alla Piazza del Campo, su progetto di Girolamo del Testa Piccolomini. L'apparato effimero fu utilizzato per la festa da ballo in maschera che si tenne in onore dei sovrani. 

    Intervengono:

    Olga Melasecchi - Direttore del Museo Ebraico di Roma

    Anna Di Castro - Comunità Ebraica di Firenze, sezione di Siena

    Una 'corrispondenza vocale', per non interrompere quel filo che la pandemia da Covid-19 ha fatto più volte traballare, rischiando di spezzarlo. È il senso dell'iniziativa 'Pronto, ti racconti?' realizzata in collaborazione tra Auser Pistoia e Comitato provinciale Unicef di Pistoia per venire incontro alle due fasce della popolazione più danneggiate dalla situazione, bambini da una parte, over 65 dall'altra. Ecco che allora in loro soccorso arriva un buon vecchio amico, il telefono, diventata vera e propria opportunità per abbattere i confini. Il progetto fa affidamento sulla generosità dei volontari che aderendo all'iniziativa potranno raccontare storie conosciute, storie dell'infanzia o inventate: queste verranno registrate e trascritte e andranno a comporre un audiolibro da proporre ai bambini e a chiunque vorrà richiederli. Gli scambi telefonici potranno avere la frequenza di uno o piu` giorni alla settimana, secondo quanto concordato tra chi racconta e chi riceve il racconto. Le prenotazioni per partecipare al progetto aprono domani, 7 gennaio, telefonando ai seguenti numeri: 346.1821874 o 347.7923816 o 346.2184852 oppure ancora 0573.22000 o scrivendo a territorialepistoia@auser.toscana.itThis email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. Saranno inoltre accolte anche le adesioni di nuovi volontari pronti a prestare la loro opera in questa avventura.

     


    Fonte: QN La Nazione

    La proposta di far dichiarare la scrittura corsiva “patrimonio dell’umanità” dell’Unesco ne preannuncia la fine, è il bacio della morte. Le eleganti curve tracciate dalle stilografiche vanno a raggiungere altri monumenti culturali - rimpianti ma non presi troppo sul serio - come il teatro dialettale, gli abiti tradizionali paesani e gli spettacoli delle marionette.

    In declino drammatico in larga parte dell’Occidente a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, il corsivo sopravvive nell’uso popolare quasi esclusivamente nelle firme poste in fondo ai documenti formali - documenti inevitabilmente scritti a computer… Richiama uno stile sociale e culturale che non c’è più, il cui ricordo fa tenerezza - a patto di non doverne seguire i dettami. Saltano fuori ricerche sui benefici per lo sviluppo mentale e il coordinamento fisico degli studenti, ma vengono lette con sufficienza e scartate.

    È facile dare la colpa alla tastiera e all’informatica, ed è certamente così - ma negli uffici la scrittura corsiva e le macchine da scrivere hanno convissuto felicemente per molti decenni. Forse il vero problema - lo suggerisce il tempismo e la “curva di accelerazione” del fenomeno - ha più a che fare con gli strumenti di comunicazione che con quelli di scrittura. Anche le macchine Telex sono scomparse, insieme ai fax, ormai in uso principalmente negli angoli più arretrati delle burocrazie dove “carta canta”. Certo, volendo si può trasmettere un messaggio scritto a mano pure al computer o con un cellulare, ma a che pro?

    Il primo paese occidentale ad abolire l’insegnamento del corsivo è stato la Finlandia, nel 2015. Molti altri lasciano semplicemente che il tema “evapori” con il pensionamento degli insegnanti preparati sull’argomento. Un caso a parte è rappresentato dagli Stati Uniti, dove il tema è politico. Scrivere in corsivo sarebbe “elitista” e le priorità scolastiche sono altre. Lo ha spiegato una maestra elementare al New York Times in un articolo dedicato ai tentativi dei conservatori americani di far rivivere il corsivo. “Mi sa di una roba nostalgica”, ha detto, e comunque ci sarebbero altre tematiche più urgenti: “Metti insieme l’uso della tastiera, la pedagogia anti-razzista, le tecniche dell’attivismo, l’educazione digitale... Ci sono tante altre cose da insegnare”.

    Il sistema scolastico americano è fortemente decentrato, ma le scuole tendono ad aderire a certe linee guida nazionali, i “Common core standards”. Il corsivo è stato tolto dalla lista nel 2010, ma da allora le legislature di 21 dei cinquanta stati Usa hanno proposto di rimetterlo nel curriculum - davanti alla feroce opposizione di insegnanti che a loro volta spesso non sanno come scrivere in corsivo.

    Sono battaglie di retroguardia, forse da entrambe le parti. Una volta la tecnica era utile e necessaria, proprio come le candele erano necessarie per vedere al buio. Ora sono decorative - alla stessa maniera del corsivo, i cui “geroglifici” sono sempre meno leggibili per le generazioni recenti. Per un po’ ancora sopravvivrà - ma la fine della storia è già scritta…

    James Hansen per Mercoledì di Rochester

    Venerdì 15 Gennaio, ORE 20, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO
     
    Ospiti di Paola Severini Melograni, Antonella Bellutti, former pistard, ciclista su strada e bobbista italiana e Valentina Battistini, Responsabile Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della Figc.  
    La due volte campionessa olimpica è la prima candidata donna alla Presidenza del Coni e con l'aiuto di Valentina Battistini, appena eletta a consigliere della LND Lombardia, andiamo a conoscere il suo programma con il quale affronterà le elezioni del maggio prossimo. 

    Domenica 17 GENNAIO su RAI 2 alle 9.20 circa e venerdì 22 gennaio in replica alle 24,55 circa va in onda il consueto appuntamento con “O anche no”, il programma dedicato all’inclusione e alla solidarietà realizzato con RAI PER IL SOCIALE. 

    In questa puntata Paola Severini Melograni incontra Pietro Barbieri, il responsabile dei diritti delle persone con disabilità nel CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo). Il secondo protagonista della giornata è Benny Molaro, un giovane attore affetto dalla sindrome di Usher che ha anche partecipato a Telethon qualche anno fa. Per il consueto appuntamento con il cooking show la troupe di “O anche no” è andata in un Istituto Alberghiero di Anzio.

    E poi “i disegni di Disegni”(il grande Stefano Disegni), le notizie di Rebecca Zoe De Luca, le magie di Andrea Paris il “prestigiattore” con i suoi maghi in erba. E le canzoni della nostra sbrock band, i “Ladri di Carrozzelle”.

    Il Festival del cinema europeo, chiusosi il 10 gennaio e titolato per l’occasione ‘Festival sotto l’albero’, ha organizzato un incontro online per riflettere sulle possibilità del 2021 per il cinema e le sale, in presenza di addetti ai lavori da ogni parte del settore. Ospite illustre Carlo Verdone, che ha commentato: “Gli autori devono portare avanti il lavoro ed essere pronti appena tutto sarà in ripresa, con le serie, con i film. Non temo che il pubblico dimentichi la sala, perché c’è ancora voglia di aggregazione e di stare insieme. E’ un rituale e il cinema manca a tutti, anche a chi va poche volte all’anno. Questo momento non durerà in eterno. Certo, con l’arrivo del Covid ci sono tensioni e un clima costante di totale pericolo, e questo potrebbe togliere scioltezza e leggerezza agli attori, che per la commedia può essere un problema. Se tutti ci comportiamo bene non c’è motivo di avere paura. Anche se ho un film che non può uscire, e aspetteremo che si possa farlo uscire in sala, sono andato avanti con la scrittura, anche con la serie televisiva autobiografica Vita da Carlo, poi ci sarà un altro film di cui sto scrivendo un soggetto. Ma il cinema in sala non lo abbandonerò mai, è il mio lavoro e la mia sfida. Serve ancora uno sforzo ma alla fine ce la faremo".

    La kermesse ha raccolto e reso visibili online i film vincitori e il meglio dei cortometraggi delle trascorse edizioni. Tra gli altri relatori, Alberto La Monica, Direttore del Festival del Cinema Europeo, Laura Delli Colli, Presidente Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, Francesca Cima, Presidente Sezione Produttori Cinematografici ANICA, Luigi Lonigro, Presidente Sezione Distributori Cinematografici ANICA, Mario Lorini, Presidente Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici, Stefano Francia di Celle, Direttore Torino Film Festival, Chiara Omero, Presidente Associazione Festival di Cinema Italiani.

    Cima e Delli Colli hanno sottolineato come nel 2019 in realtà vi fosse stato un aumento del pubblico in sala. Segnali di speranza: “Come produttori vogliamo affermare che cinema e serie devono convivere: la buona serialità vive del continuo scambio creativo artistico e di maestranze che provengono dal cinema. I due linguaggi differenti si uniscono, si mescolano”, ha spiegato Cima.

    Tra gli argomenti clou il ruolo dello Stato a livello di sostegni e quello degli esercenti, dato che i presidi chiusi sono oltre 1300. Secondo Lorini, che conferma fortemente quanto le sale anzi in quanto luogo di aggregazione si ripopoleranno senza problemi, l’idea di dare una nuova natura agli esercenti: L’obiettivo è preservare tutte le sale: bisogna analizzare i casi, comprendere gli interventi opportuni per sostenerli cercando i fondi disponibili che siano regionali, europei. Bisogna vagliare tutte le possibilità e le opportunità per difendere questi luoghi, guardando anche alla polifunzionalità: una natura che può dare respiro a questi luoghi che sono prima di tutto luoghi pubblici e fanno parte del nostro quotidiano. L’esercente deve essere il primo a valorizzare il momento dell’uscita di un film".

    Buona la scoperta per i festival che hanno scelto la forma ibrida o quella online.

    Secondo Omero è  proprio da questa scoperta che bisognerà ripartire: “Questo pubblico dovrà essere valorizzato e avere l’opportunità di continuare a seguire i festival. La tecnologia che all’inizio si temeva ha dato una seconda vita soprattutto ai piccoli festival, creando una rete di contatti in realtà ancora più vicina”. Il settore, insomma, è ancora vivo e pronto a ripartire appena possibile.

    Quattro fra le principali organizzazioni umanitarie e sanitarie internazionali - UNICEF, OMS, IFRC e MSF - hanno annunciato oggi la creazione di una riserva globale di vaccini contro l'Ebola per assicurare una risposta alle epidemie.

    Lo sforzo per la costituzione di tale scorta è stato guidato dall'International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che comprende l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'UNICEF, la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC) e Medici senza Frontiere (MSF), con il sostegno finanziario di Gavi, l’Alleanza per i Vaccini.

    La riserva permetterà ai Paesi, con il sostegno delle organizzazioni umanitarie, di contenere le future epidemie di Ebola, garantendo tempestivamente i vaccini per le popolazioni a rischio durante le epidemie.

    Il vaccino iniettabile monodose per l'Ebola (rVSV∆G-ZEBOV-GP, vivo) è prodotto da Merck, Sharp & Dohme (MSD) Corp. e sviluppato con il sostegno finanziario del governo statunitense. L'Agenzia Europea per i Medicinali ha autorizzato il vaccino contro l’Ebola nel novembre 2019, e il vaccino è ora prequalificato dall'OMS, e autorizzato dalla Food and Drug Administration statunitense e da otto paesi africani.

    Prima di ottenere la licenza, il vaccino è stato somministrato a più di 350.000 persone in Guinea e nei focolai di Ebola del 2018-2020 nella Repubblica Democratica del Congo in base a un protocollo per "uso compassionevole".

    Il vaccino, raccomandato dallo Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) per le vaccinazioni per l'uso nei focolai di Ebola, come parte di una più ampia serie di strumenti di risposta ai focolai di Ebola, protegge dalle specie di ebolavirus dello Zaire più comunemente conosciute per causare focolai.

    "La pandemia da COVID-19 ci ricorda l'incredibile potere dei vaccini di salvare vite umane da virus mortali", ha dichiarato il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell'OMS.

    "I vaccini contro l'Ebola hanno reso prevenibile una delle malattie più temute sulla terra. Questa nuova riserva è un eccellente esempio di solidarietà, scienza e cooperazione tra le organizzazioni internazionali e il settore privato per salvare vite umane".

    L'UNICEF gestisce la scorta per conto dell'ICG che, come per le scorte di vaccini contro il colera, la meningite e la febbre gialla, sarà l'organo decisionale per la sua assegnazione e il suo rilascio.

    Le scorte sono stoccate in Svizzera e pronte per essere spedite nei Paesi per interventi di emergenza.

    La decisione di assegnazione del vaccino sarà presa entro 48 ore dal ricevimento di una richiesta da parte di un Paese; i vaccini saranno messi a disposizione dal produttore insieme a un imballaggio che mantiene una catena ultrafredda per la spedizione nei Paesi entro 48 ore dalla decisione. L’obiettivo del tempo di consegna complessivo dal magazzino ai paesi è di sette giorni.

    "Siamo orgogliosi di far parte di questo sforzo senza precedenti per contribuire a mettere rapidamente sotto controllo i potenziali focolai di Ebola", ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell'UNICEF.

    "Sappiamo che quando si tratta di epidemie, la preparazione è fondamentale. Questa riserva di vaccino contro l'Ebola è un risultato notevole, che ci permetterà di consegnare i vaccini a chi ne ha bisogno il più rapidamente possibile".

    Poiché le epidemie di Ebola sono relativamente rare e imprevedibili, non esiste un mercato naturale per il vaccino. I vaccini sono garantiti solo attraverso la costituzione delle scorte e sono disponibili in quantità limitate.

    Il vaccino contro l’Ebola è riservato alla risposta alle epidemie per proteggere le persone a più alto rischio di contrarre l'Ebola - compresi gli operatori sanitari e i lavoratori in prima linea.

    "Questa è una pietra miliare importante. Solo nell'ultimo decennio abbiamo visto l'Ebola devastare le comunità dell'Africa occidentale e centrale, colpendo sempre più duramente i più poveri e i più vulnerabili", ha dichiarato il Segretario generale dell'IFRC, Jagan Chapagain.

    "Attraverso ogni epidemia, i nostri volontari hanno rischiato la vita per salvare vite umane. Con questa scorta, spero che l'impatto di questa terribile malattia si riduca drasticamente".

    "La creazione di una riserva di vaccino contro l'Ebola nell'ambito dell'ICG è un passo positivo", ha dichiarato la dott.ssa Natalie Roberts, Programme Manager della MSF Foundation. "La vaccinazione è una delle misure più efficaci per rispondere alle epidemie di malattie prevenibili con il vaccino, e l'Ebola non fa eccezione".

    "Una scorta di vaccino contro Ebola può aumentare la trasparenza nella gestione delle riserve  globali esistenti e il tempestivo dispiegamento del vaccino dove è più necessario, cosa che MSF ha richiesto durante le recenti epidemie nella Repubblica Democratica del Congo".

    Sono ora disponibili 6.890 dosi iniziali per la risposta ai focolai, con ulteriori quantità da inserire nelle scorte questo mese e per tutto il 2021 e oltre.

    A seconda del tasso di distribuzione del vaccino, potrebbero essere necessari dai 2 ai 3 anni per raggiungere il livello raccomandato dal SAGE di 500.000 dosi per la scorta di emergenza di vaccini contro l’Ebola. L'OMS, l'UNICEF, il Gavi e i produttori di vaccini valutano continuamente le opzioni per aumentare l'offerta di vaccini in caso di aumento della domanda globale.

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