29 Aprile 2021 - 05:00

    Economia e salute: le religiose protagoniste del cammino per vivere la “Fratelli tutti”

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    «Chi siamo noi come donne consacrate? Siamo sorelle apostoliche, mandate nel mondo a predicare la buona novella, a portare un messaggio di salvezza, di speranza, di libertà all’umanità. Quello che realizziamo per l’empowerment delle donne fa parte di questa nostra missione evangelica». Si è aperto con le parole di Suor Helen Alford, OP, membro ordinario della Pontificia Accademia per le Scienze sociali, l’incontro online “Sisters Empowering Women - Un posto a tavola nello spirito di Fratelli Tutti”, che si è tenuto lo scorso 27 aprile. Il secondo dei sei appuntamenti promosso dall’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG) con l’obiettivo di dare voce ai percorsi di avviati dalle religiose di tutto il mondo per vivere e trasmettere i valori dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco.

    Le connessioni fra i temi economia e salute, la necessità di un punto di equilibrio tra le esigenze di un’economia inclusiva e sostenibile e le strategie per contrastare l’emergenza sanitaria, sono state al centro del webinar che, dopo l’introduzione di suor Patricia Murray, segretaria esecutiva della UISG, ha visto gli interventi di suor Alessandra Smerilli, FMA, sotto-segretario al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e di suor Carol Keehan, DC, presidente della Task Force per la Salute della Commissione vaticana Covid-19.

    «Ci troviamo di fronte ad un mondo malato e diviso, che ha bisogno di guarigione, di comunione e di solidarietà. Come possiamo generare qualcosa di nuovo? Attraverso nuovi modi di lavorare e seguendo un approccio sinodale: ascoltare, connettere, ispirare, confrontarsi con tutti, dentro e fuori dalla Chiesa», ha dichiarato suor Alessandra Smerilli, presentando i risultati e le prospettive di “The Economy of Francesco”, messaggi di cui i giovani si fanno portavoce. Per l’economista bisogna fare attenzione “alla retorica di ripresa”: «Riprendendo ciò che già era ingiusto e insostenibile - ha sottolineato nel suo intervento -, uscirà un mondo basato sulle ingiustizie già esistenti. E come sempre, saranno i poveri e i più vulnerabili a subirne le conseguenze. Noi preferiamo invece il termine “rigenerare”: generare qualcosa di nuovo, qualcosa che porti vita e giustizia per tutti. E non è un’utopia, ma un sogno possibile. La nostra speranza è che attraverso il nostro lavoro e una ricca collaborazione con tanti altri enti ed organizzazioni, il grido della terra e dei poveri possa essere ascoltato come base per una rigenerazione».

    «L’intero operato della Commissione Covid-19 si basa proprio su questo presupposto - ha dichiarato suor Carol Keehan -. Le quattro task force sull’economia, l’ecologia, la sicurezza e la salute riconoscono che prima della pandemia queste aree stavano soffrendo e avevano un impatto particolarmente negativo sulle persone che vivevano in povertà o in altre situazioni di vulnerabilità, come i Paesi devastati dalla guerra, i migranti, le persone trafficate, che erano molto più profondamente feriti degli altri e avrebbero avuto una sfida più grande da affrontare dopo la pandemia. Pertanto, il Papa ha voluto che la sua commissione guardasse a un ampio spettro di aree che dovevano essere migliorate, non solo quella attinente alla salute, al fine di creare un mondo più giusto e attento».

    A moderare l’evento è stata Sally Jane Axworthy, ambasciatore di Gran Bretagna presso la Santa Sede, che a più riprese ha ribadito la necessità di ascoltare le donne e lavorare insieme per costruire percorsi di empowerment per contrastare ogni tipo di povertà, sfruttamento e violenza.

     

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