30 Aprile 2020 - 01:14

    “Evitiamo di aggiungere epidemie alla pandemia”

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    L’appello del Board del Calendario per la Vita: “Evitiamo di aggiungere epidemie alla pandemia”.

     

    “L’attuale emergenza Covid-19 rischia di portare con sé conseguenze serie anche per altre malattie infettive. Nelle scorse settimane si è infatti reso evidente come le coperture vaccinali dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto (sano, con patologie croniche, o sopra un’età prestabilita) siano in calo in molte Regioni italiane per un insieme di ragioni concomitanti: spostamento di personale normalmente impiegato nei servizi di vaccinazione a funzioni relative alla gestione dell’emergenza pandemia, timore da parte dei cittadini nei confronti di accessi al servizio sanitario per l’effettuazione delle vaccinazioni, talora ingiustificate interruzioni delle chiamate attive e delle richieste di fornitura dei vaccini in situazioni non emergenziali”. È quanto afferma il Board del Calendario della Vita che considera questi eventi con grande preoccupazione. “È stato giustamente osservato  – evidenzia il Board -come la mancanza di un vaccino contro un virus nuovo quale SARS-CoV2 sia la causa della grave situazione sanitaria ed economica in cui il mondo intero si trova. E come noi ci troveremmo in simili emergenze molto più frequentemente se non avessimo tutti gli altri vaccini, il cui effetto è renderci normalmente liberi da malattie con gravi complicanze e talora mortali (difterite, poliomielite, morbillo, etc.). L’assenza o scarso impatto di tali malattie è dato per scontato, ma è legato alla persistenza di elevate coperture vaccinali. Le coperture per vaccinazioni contro malattie che hanno particolare impatto sulla popolazione anziana e sui soggetti di qualsiasi età affetti da malattie croniche (cardiopatie, bronchite cronica, cancro, diabete, etc.), come influenza e pneumococco, diventano di particolare urgenza e importanza in un possibile scenario di ritorno dei contagi da COVID-19 nella prossima stagione invernale. In una tale situazione – ad oggi non escludibile – aggiungere le difficoltà di diagnosi differenziale di sindromi simil-influenzali (ILI), oltre ai danni da agenti infettivi particolarmente incidenti tutti gli inverni a quelli di COVID-19, potrebbe rendere la situazione grandemente critica. In altri termini, è assolutamente urgente proteggere le fasce fragili della popolazione con tutti i mezzi a nostra disposizione, vaccini in primis. Le coperture vaccinali contro l’influenza negli ultra-sessantacinquenni e nei pazienti cronici, rispettivamente pari a circa 55% e 25-30% nelle scorse stagioni, devono necessariamente aumentare in modo drastico nel prossimo autunno, così come quelle contro lo pneumococco, la cui media nazionale negli anziani e malati cronici è inaccettabilmente bassa, prevedendo un aumento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione includendo gli over 55 anni.

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