30 Settembre 2020 - 07:45

    Il fallimento dei target di Aichi 2020 e la seria minaccia alla biodiversità

    Scritto da
    Vota questo articolo
    (0 Voti)

    Il rapporto rilasciato da Global biodiversity outlook 5 (Gbo5) delle Nazioni Unite ha evidenziato le gravi lacune che ancora affliggono il pianeta in quanto a politiche sostenibili. L’inquinamento e l’ancora insufficiente protezione di determinate aree della Terra non permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Gbo5 per il 2020, e molto difficilmente, mantenendo tale ritmo, si raggiungeranno quelli richiesti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Nonostante dei cambiamenti siano stati messi in atto per la conservazione della biodiversità, ancora non bastano e i Target di Aichi fissati dalla Convenzione sulla diversità biologica non sono stati raggiunti. I governi continuano ad implementare delle politiche che danneggiano gravemente l’ambiente, e nel rapporto si parla di ben 500 miliardi di dollari destinati a progetti che nuocciono la salute dell’ambiente. L’Italia contribuisce con 19 miliardi l’anno in sussidi che danneggiano l’ecosistema.

    Per fare chiarezza, sono diverse le azioni che danneggiano l’ambiente, e il Wwf definisce quattro principali minacce per gli ecosistemi: il consumo del suolo, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle specie esotiche. Negli ultimi 50 anni il consumo delle risorse naturali è aumentato del 190% con un effetto diretto sul consumo del suolo. Sovrasfruttamento e agricoltura sono state le cause principali. I cambiamenti climatici, che vanno dal surriscaldamento globale all’innalzamento del livello dei mari, come anche l’ormai incerta frequenza ed intensità delle piogge e la sempre più frequente comparsa di eventi meteorici estremi, affliggono gravi danni a una moltitudine di specie viventi, ne sono state calcolate 700. L’inquinamento atmosferico è provocato in gran parte dalle centrali elettriche a carbone e i mari sono sempre più intrisi di plastica e petrolio, basti pensare che nel mar Mediterraneo si stimano ogni anno sversamenti di petrolio pari 600mila tonnellate e 570mila tonnellate di plastica. Una minaccia molto grande è data anche dalle specie esotiche che vengono introdotte in territori non consoni causando una conseguente perdita di biodiversità, l’Unione europea ha vietato l’introduzione e il transito nei suoi territori a 49 specie “aliene”.

    https://www.cbd.int/gbo5

    https://www.wwf.it/il_pianeta/biodiversita/cause_della_perdita/

    A cura di Simone Riga

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.