22 Novembre 2020 - 05:51

    Lunedì 23 novembre: La legge Amato a trent’anni dall’approvazione

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    Quest’anno ricorre il trentennale della promulgazione della legge 30 luglio 1990, n. 218, meglio nota come Legge Amato dal nome del suo relatore, che - mirando alla ristrutturazione e all’integrazione patrimoniale degli Istituti di credito di diritto pubblico - avviò di fatto il processo di trasformazione ed innovazione dell’intero sistema bancario italiano, ponendo altresì le basi per l’istituzione delle Fondazioni bancarie.

     


     


    Schermata 2020-11-20 alle 13.56.01.pngSi tratta, quindi, di una legge che ha inciso sullo sviluppo, non solo economico, dell’Italia negli ultimi trent’anni, in misura molto forte. Anche per questo, a trent’anni dalla sua approvazione, ora che ha dispiegato a pieno i suoi effetti anche al di là dei suoi confini originari, era opportuno tornare ad interrogare i protagonisti di allora e di oggi della scena politica ed economica sulle sue ragioni e sulla sua efficacia, non solo nel passato e nel presente ma anche per il futuro.
    La Fondazione di Forlì ha così organizzato per lunedì 23 novembre, insieme agli esperti di economia del Corriere della Sera e con il patrocinio di ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e ABI (Associazione bancaria italiana), una mattinata di studi ripartita in due sessioni - la prima volta ad analizzare le ragioni ed il percorso storico della legge e la seconda a indagarne le prospettive future – coinvolgendo le massime autorità impegnate nella sua redazione e nella sua applicazione. 

    A prestigiosa conferma del rilievo del convegno, ha trasmesso un proprio contributo anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che prese parte attiva al dibattito sulla legge.

    Dopo l’indirizzo di saluto del Presidente Mattarella, letto dal Presidente Pinza che aprirà il convegno alle 10.30, seguiranno nella prima sessione, moderata da Andrea Rinaldi, gli interventi di Giuliano Amato, su “I perché di quella riforma”, Giuseppe Guzzetti, su “L’ACRI dalla ‘Amato’ al Protocollo MEF-ACRI” e Giulio Tremonti su “Fondazioni tra pubblico e privato”.

    La seconda sessione, programmata dalle 12 e moderata da Nicola Saldutti, vedrà invece gli interventi di Francesco Profumo – Presidente di ACRI - su “Il ruolo di ACRI”, Giovanni Fosti – Presidente di CARIPLO - su “Comunità, territorio, innovazione: il contributo delle Fondazioni” e Giovanni Gorno Tempini – Presidente di Cassa Depositi e Prestiti - su “CDP e le Fondazioni: partner per uno sviluppo sostenibile”, cui seguiranno le conclusioni affidate al Presidente di ABI Antonio Patuelli e al Presidente Pinza.
    “La Fondazione di Forlì – spiega lo stesso presidente Pinza – ospita da tempo i massimi esperti a livello internazionale nel campo dell’economia e delle scienze politiche e sociali per stimolare un dibattito capace di aprire il nostro territorio al futuro così come di fatto è in buona parte avvenuto. In questo caso abbiamo voluto fare uno sforzo ulteriore, programmando un evento di livello nazionale per l’altissima qualità dei relatori”. 

    Per seguire i lavori del convegno in diretta streaming sarà sufficiente aprire l’home page della Fondazione ( www.fondazionecariforli.it ) e selezionare il link indicato a tutta pagina.

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