29 Gennaio 2021 - 05:00

    "Minori e Tik Tok", un approfondimento di Maria Rita Parsi

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    Se, oltre al generoso dono degli organi fatto dai genitori di Antonella, la bambina di dieci anni, morta a Palermo per mettere alla prova la sua resistenza fisica al soffocamento, nel desiderio di rendersi visibile ai coetanei del virtuale mondo del Tik Tok, noi volessimo, per intelligenza e metodo, aggiungere il dono del possibile significato che simili atti di sfida rappresentano per tanti minori, potremmo,forse, comprendere meglio cosa questa innocente creatura abbia voluto esprimere con il suo agire. “I bambini sono poeti: agiscono”. “Nascono imparati”- come dice il mio amico, Salvatore Giannella, grande giornalista. E agiscono quel che profetizza “la mente intuitiva” che, secondo Albert Einstein , ne caratterizza, quale “dono sacro”, il sentire.

    E che cosa potrebbe aver voluto, forse, esprimere Antonella, in tempi come questi laddove essere “resilienti”, ovvero “resistere” alle condizioni di estrema instabilità imposte dalla pandemia del Covid-19, è la sola possibile soluzione? Forse sottoponendosi ad una prova-sfida, quale sopportare un soffocamento che ne ha determinato la morte celebrale, esprimendo la condizione di restrizione, pressione, costrizione alla quale la sua breve vita - come la vita di tanti bambini, adulti e anziani- è oggi sottoposta. Come, infatti, non decriptare la sua letale impresa, nel senso di una disperata richiesta di aiuto, per uscire dalle soffocanti condizioni di chiusura, di paura, di angoscia di morte che caratterizzano, soprattutto, oggi, la vita quotidiana e le incertezze, le prove, i timori, le difficoltà di minori, adulti, anziani? Soprattutto, poi, se mancano gli adeguati strumenti di sostegno ed assistenza, anzitutto psicologici e psicoterapeutici, che, insieme e, perfino, più urgentemente del “vaccino liberatore”, dovrebbero essere messi a disposizione delle famiglie, degli educatori, a scuola e, ancora, degli operatori sanitari, del Terzo Settore e delle associazioni che operano attraverso l’informazione e il volontariato, sul territorio e nel sociale.

    Pertanto, Antonella con la sua tragica fine, ci indica una strada da seguire. E non soltanto per vigilare sull’utilizzo del web da parte dei minori e degli adulti, così da renderlo “virtuoso” e sottoposto a controlli, norme, regole e leggi che consentano di rispettare la libertà e la salute degli individui, tenendo conto che essa deve essere limitata allorquando limita, offende, non rispetta la libertà e la privacy altrui Ma, anche e soprattutto, per cogliere le condizioni di quel disagio che, oggi, proprio i minori, ormai più sapienti degli adulti nell’utilizzo del virtuale, esprimono anche attraverso il Tik Tok dei loro giochi estremi.

    Prof.ssa Maria Rita Parsi

    Psicopedagogista e piscoterapeuta, presidente Movimento Bambino

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