27 Gennaio 2021 - 10:48

    Piero Cividalli, ultimo testimone italiano della Brigata Ebraica

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    Piero Cividalli, ultimo testimone italiano della Brigata Ebraica Piero Cividalli a Ramat Gan - Tel Aviv, foto di Paola Farina

    Vi proponiamo la preziosissima testimonianza di Piero Cividalli, ultimo testimone italiano della Brigata Ebraica,  andata in onda lo scorso 25 aprile su Radio Rai Gr Parlamento. 

    Piero Cividalli nel 1944 aveva 18 anni, vestiva la divisa della Brigata Ebraica e si era arruolato come volontario, come altri 5200  cittadini ebrei che dopo estenuanti richieste erano riusciti ad ottenere dall’esercito inglese, allora mandatario della Palestina, la creazione della Brigata ebraica.

    E’ qui con noi questa mattina per ricordare la storia emozionante e vincente di una formazione del tutto speciale di cui lui è l’ultimo sopravvissuto. Cividalli, di un’antica famiglia fiorentina, era dovuto fuggire dall’Italia anni prima a causa delle leggi razziali, prima in Svizzera e poi in Palestina. I suoi genitori erano grandi amici dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, attivisti antifascisti uccisi a Parigi per ordine di Mussolini. Questa mattina Cividalli è con noi, benvenuto, siamo emozionati e commossi della sua presenza. Lei ora vive in Israele, ma a gennaio è stato a Milano per inaugurare una mostra proprio sulla Brigata ebraica e sa di essere l’ultimo testimone vivente di questa grande avventura.

    Cividalli: Sono l’ultimo fra gli italiani ebrei che si erano arruolati nella Brigata ebraica.

    Paola:Con gli altri suoi commilitoni, compagni di avventura ha rapporti?

    Cividalli: C’erano persone di tanti altri paesi, tutti ormai residenti in Palestina, ma non ho più rapporti con nessuno.

    Paola:Lei è ora un veterano e un pò un vecchio saggio, possiamo utilizzare questo termine. Come vede la rinascita dell’antisemitismo nel mondo e anche in Italia?

    Cividalli: Come vuole che lo veda, lo vedo malissimo. Ma vorrei soprattutto che quegli italiani nostalgici del fascismo sapessero e conoscessero meglio la loro storia. Perché quando io sono arrivato in Italia nel 1945, perché prima ero stato per un certo periodo in addestramento in Egitto, quando sono tornato ho trovato l’Italia distrutta completamente, misera, affamata e distrutta anche fisicamente perché c’erano stati tanti bombardamenti. I tedeschi che anche arrivavano e distruggevano tutto quello che c’era per lasciare le strade e i terreni completamente vuoti. Quindi, a tutto questo li ha portati il fascismo. Purtroppo, gli italiani che ho incontrato varie volte non conosco o non sanno abbastanza della miseria a cui  gli ha portato il fascismo. E se anche rimpiangono quei pochi vantaggi che avevano avuto a quel tempo, erano tutti polvere negli occhi. Poi dopo sono stati praticamente distrutti, e non soltanto noi ebrei, io penso anche a tutti quegli italiani morti per esempio in Russia, sul fronte russo, migliaia di italiani che sono periti inutilmente. Senza contare tutti gli altri morti nei bombardamenti e nella guerra stessa. Quindi non posso di certo pensare che si possa rimpiangere qualcosa del fascismo.

    Paola:Lei giustamente dà la colpa a questa impressione così sbagliata, al fatto che la storia non è conosciuta quanto dovrebbe essere. Le manifestazioni, i ricordi non sono sufficienti. Tra l’altro quest’anno, lei lo sa, non si potrà fare nessun evento pubblico, la piazza sarà “virtuale”. Forse è l’occasione per parlare meglio ai giovani.

    Cividalli:Tutto quello che posso dire è quello che ho detto adesso: imparate e conoscete la storia, perché il fascismo ci ha portati alla distruzione totale, a questa condizione e questa miseria veramente incredibile. Io l’ho vista con i miei occhi, i giovani italiani non l’hanno vista, non l’hanno conosciuta, sono cresciuti nella bambagia e possono anche pensare a quel poco di buono che il fascismo aveva fatto come le bonifiche, il lavoro e altre cose. Però, si sono affiancati alla Germania e hanno perso tutto quello che avevano, hanno perso tutte le colonie, la gloria, la dignità e sono rimasti totalmente a terra e gli italiani di oggi non lo sanno, per lo meno non lo sanno abbastanza.

    Paola: Cividalli, noi la ringraziamo per questa straordinaria testimonianza e speriamo di poter festeggiare i suoi 95 anni, il prossimo anno, con un 25 aprile diverso, magari a Milano dove è stata dichiarata la liberazione dall’oppressione nazi-fascista. Grazie Cividalli è stato un grande onore parlare con lei.

     

    Link alla trasmissionehttp://www.grparlamento.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-2a08f25c-eb92-4459-95dd-02b6c046965a.html

    Ultima modifica il 27 Gennaio 2021 - 13:46

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