10 Aprile 2021 - 05:00

    Rebibbia femminile, 59 casi. Lettera del Garante per il piano vaccini

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    La campagna di vaccinazioni nelle carceri procede in molte regioni, ma a diverse velocità. In vista della raccolta di adesioni nel Lazio, il Garante Anastasìa scrive ai direttori e ai dirigenti sanitari degli istituti di pena

    Peggiora la situazione a Rebibbia: cinquantanove detenute positive al coronavirus nel carcere femminile al 6 aprile (il 29 marzo erano 25), due casi nel Nuovo complesso e un caso nella casa di reclusione. Raddoppiano i casi a Regina Coeli: sei casi. Aumentano i positivi anche a Civitavecchia, che da due passano a 15. Un solo caso a Frosinone, per un totale di 84 casi nel Lazio. Sono questi i dati al 6 aprile, comunicati al Garante dei detenuti dalla Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria – Area rete integrata del territorio. Non risultano ricoverati alla stessa data. Il 29 marzo, nei 14 istituti di pena del Lazio risultavano 39 positivi in tutto.

    Il Garante dei detenuti del lazio, Stefano Anastasìa, ha inviato una lettera ai direttori  e ai dirigenti dei servizi sanitari degli istituti penitenziari del Lazio, in merito alla campagna vaccinale nel Lazio, “un passaggio molto delicato e importante – si legge nella lettera – per il contrasto alla diffusione del virus nelle carceri e per il progressivo rientro alla ‘normalità’ nella vita delle comunità penitenziarie”.

    “In questi giorni – scrive Anastasìa – le Asl devono raccogliere le manifestazioni di adesione alla campagna degli operatori e dei detenuti per poter programmare tempi e modi delle giornate dedicate alle vaccinazioni negli istituti penitenziari. L’auspicio è che l’adesione possa essere la più alta possibile e che i riscontri possano essere i più rapidi possibili. Fare presto e bene, dunque. Assicurando la mia personale disponibilità a incontrare gruppi di detenuti che abbiano riserve sulla opportunità di vaccinarsi, mi permetto dunque di raccomandarvi la massima chiarezza e disponibilità informativa nei confronti del personale e dei detenuti e, allo stesso tempo, la celere trasmissione alle aziende sanitarie delle adesioni raccolte, in modo che la campagna possa effettivamente partire, come auspicato dall’assessore regionale Alessio D’Amato, non appena sarà disponibile il vaccino Johnson&Johnson, da tempo opportunamente individuato dall’assessorato alla salute come il più indicato per la campagna vaccinale nelle comunità penitenziarie”.

    I dati nazionali

    Le campagna di vaccinazioni tra i detenuti procede in molte regioni italiane, ma meno velocemente rispetto a quella tra il personale dell’Amministrazione penitenziaria. E gli effetti sono visibili: continuano ad aumentare i detenuti positivi al coronavirus, mentre diminuiscono i positivi al virus tra il personale. Su scala nazionale i vaccinati tra i 52.207 detenuti nelle carceri italiane il 5 aprile erano 6356Questo è il dato pubblicato alle ore 18 del 6 aprile https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_27.page" nel sito del ministero della Giustizia, assieme ai numeri della diffusione del coronavirus: 823 le persone detenute positive al coronavirus, in aumento di 140 unità rispetto al 29 marzo, quando erano 583. Gli asintomatici al 5 aprile sono 793, 13 i sintomatici gestiti all’interno degli istituti, 17 i ricoverati.

    Tra il personale della polizia penitenziaria, 15.155 unità sono state avviate alla vaccinazione su un totale di 36.939, sempre al 5 aprile. Calano i positivi al virus, che dai 797 rilevati in data 29 marzo passano ai 683 del 5 aprile, segno evidente che la campagna vaccinale sta dando i suoi risultati. 11 i ricoverati. Tra le 4021 unità di personale amministrativo e dirigenziale, 44 persone risultavano positive al virus, 1557 le persone avviate alla vaccinazione. I dati nazionali sono pubblicati nel sito del ministero della Giustizia con cadenza settimanale, ogni martedì alle ore 18, e sono quelli aggiornati alle al tardo pomeriggio del giorno prima.

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