08 Maggio 2021 - 05:00

    Recuperi, socialità e disagio educativo. La scuola immagina un’estate diversa

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    La scuola si prepara al prossimo anno con un corposo programma di attività «per rafforzare apprendimenti e recuperare socialità». Sono questi i due obiettivi principali del Piano “La scuola d’estate” presentato ieri dal ministero dell’Istruzione, che potrà contare su risorse per oltre mezzo miliardo di euro (510 milioni per la precisione). Il pacchetto complessivo di finanziamenti comprende 150 milioni del decreto Sostegni, 40 milioni provenienti dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative e 320 milioni di fondi Pon (risorse europee), che saranno disponibili anche per le scuole paritarie e per i Centri per l’istruzione degli adulti (Cpia).

    «Stiamo costruendo un ponte per il nuovo inizio», ha sottolineato il ministro Patrizio Bianchi, ricordando che «la scuola non si è mai fermata durante tutta la pandemia». «L’emergenza sanitaria – ha sottolineato Bianchi – ha inevitabilmente accentuato problematiche pre-esistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità. Per questo abbiamo voluto un Piano di accompagnamento, un ponte tra quest’anno e il prossimo, un’occasione che consenta a bambini e ragazzi di rafforzare gli apprendimenti e recuperare la socialità».

    Il progetto si articola in tre fasi. Si parte a giugno con il “potenziamento degli apprendimenti”, attraverso attività laboratoriali, scuola all’aperto e lavori di gruppo, «da effettuare sul territorio – specificano dal Ministero – con collaborazioni esterne e con il terzo settore». A luglio e agosto sarà poi il tempo del “recupero della socialità”, con attività preferibilmente all’aperto, utilizzando anche parchi e centri sportivi, insieme a teatri, cinema e musei. La terza fase, a settembre e fino all’avvio delle lezioni, sarà il periodo dell’“accoglienza” e segnerà «il vero e proprio avvio del nuovo anno scolastico». La partecipazione alle attività sarà «su base volontaria», precisano dal Ministero, sia per gli studenti che per gli insegnanti. Le tipologie di attività e le modalità organizzative saranno stabilite da ciascuna scuola. Gli istituti avranno a disposizione 18mila euro in media (quelli del decreto Sostegni) oltre alle risorse cui avranno accesso partecipando ai bandi attivati dal Ministero.

    «Vogliamo riproporre i centri estivi come l’anno scorso, per offrire alle famiglie un piano educativo più ampio, coinvolgendo il Terzo settore, il teatro, il mondo della cultura, dello sport – sottolinea la ministra della Famiglia, Elena Bonetti –. La scuola ha avviato un progetto ponte sulle competenze che prevede varie attività, che comunque si integreranno con un piano educativo», conclude la ministra, che ieri ha preso parte ad un convegno promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II.

    Di «proposta seria che mette al centro la scuola», parla la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. «È importante – aggiunge Gissi – che siano le scuole, com’è giusto e sensato, a rilevare e individuare il fabbisogno formativo, che abbiano risorse per sostenere le attività di recupero eventualmente necessarie e che possano coinvolgere nella loro gestione altri soggetti, nell’ottica dei patti di comunità. Un atto di fiducia per le istituzioni scolastiche, consegnando loro l’opportunità di un protagonismo positivo come ambito privilegiato per la stipula dei Patti di comunità, rafforzando l’alleanza educativa tra scuola, famiglia e società civile».

     

    Fonte: Paolo Ferrario. Avvenire, 28 aprile 2021

    Ultima modifica il 05 Maggio 2021 - 13:09

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