15 Novembre 2020 - 16:11

    Sarà Joe Biden il paladino del Pianeta?

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    Con l’elezione di Joe Biden, come 46imo Presidente degli Stati Uniti d’America, il mondo recupererà un attore fondamentale, nonché il Paese che contribuisce per il 15% delle emissioni globali, per la lotta al cambiamento climatico. Infatti, tra i punti dei Democratici è presente il ritorno all’Accordo di Parigi del 2015, dal quale la precedente amministrazione guidata da Donald Trump aveva deciso di tirarsi fuori suscitando un gran clamore internazionale. In seguito, i continui tweet e affermazioni alquanto fuorvianti dell’ormai ex Presidente avevano fatto tutto il resto portando probabilmente una fetta del popolo americano, quello repubblicano, a perdere fiducia nella comunità scientifica. Quindi Biden sarà chiamato ad un compito assai arduo: non gli basterà solo ricollocare il Paese dentro l’Accordo di Parigi ma dovrà ritessere un tessuto sociale, dilaniato anche dalle disuguaglianze, in una America che al momento si presenta spaccata in due e che difficilmente, almeno nel breve periodo, remerà nella stessa direzione. Sarà questa l’effettiva sfida del nuovo Presidente prima ancora di passare ai fatti? Potranno gli statunitensi andare nella stessa direzione, perché va ricordato che il cambiamento deve venire prima di tutto da ogni singolo cittadino, dopo quattro anni di colpi ben assestati dal tycoon nello sminuire e semplicemente ridicolizzare le catastrofi già verificatesi e che si verificheranno nuovamente?

    Il programma dei Democratici, alquanto ambizioso, fa venire in mente una voglia di rincorrere il tempo perso negli ultimi anni con un piano di investimenti di 1,7mila miliardi di dollari. Una cifra tale che prima di scriverla bisogna capire se effettivamente esista. La strategia della neoamministrazione Biden prevede il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 con l’utilizzo del 100% di energia verde entro il 2035. Per quanto riguarda i combustibili fossili, tema centrale dell’emergenza climatica, il Presidente interromperà le concessioni per le unrestricted fracking (fratturazione idraulica) ma non chiuderà quelle attualmente in corso. Verranno interrotti i sussidi alle industrie del fossile e si punterà dritto sulle energie rinnovabili. Chiuderà l’oleodotto Keystone pipeline XL ma non si è espresso su quello del Dakota Access. Non vi saranno esplorazioni petrolifere in Alaska, come invece era presente nel piano di Trump, e quindi l’area dell’Arctic National Wildlife continuerà ad essere tutelata. Biden è favorevole al nucleare ma con un limite massimo della grandezza dei reattori. Verrà poi reintrodotto il divieto dell’uso della plastica monouso, precedentemente ritirato da Trump, e verranno inasprite le leggi antinquinamento. Verrà posto sotto tutela ambientale il 30% di terra e acqua per arginare le estinzioni delle specie animali. I suddetti investimenti genereranno dieci milioni nuovi posti di lavoro. Il piano di Biden risulta molto ardimentoso, l’ingente investimento sembra quanto meno inevitabile visto il ritardo con cui partono gli Usa per la lotta ai cambiamenti climatici, ma alcune zone restano grigie, una su tutte quella inerente alla validità del piano stesso, che come scrive l’EcoPost è ben distante dal Green New Deal richiesto dall’ala progressista del partito e dalle organizzazioni ambientaliste americane. Ci sarà sicuramente molto da recuperare e tanto da ricucire, e bisognerà vedere quanta forza sarà impiegata nel fronteggiare le lobby del fossile e nel centrare i risultati ai quali si mira. Senza ombra di dubbio non sarà una passeggiata di salute quella che dovrà affrontare Biden, altrimenti non lo vedremmo sotto queste vesti, ma sarà realmente lui il vero condottiero mondiale della battaglia climatica? Forse è ancora troppo presto per dirlo, benché ci si aspetti tanto in breve tempo, auspicando anche in un tempo più breve di quello effettivamente previsto, prima di tirare le somme.

    https://joebiden.com/climate-plan/

    https://democrats.org/where-we-stand/party-platform/combating-the-climate-crisis-and-pursuing-environmental-justice/

    https://lecopost.it/cambiamento-climatico/usa-electionday-chi-vincera-le-elezioni/

    A cura di Simone Riga

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