24 Aprile 2020 - 13:09

    Verdelli e il suo saluto a Repubblica: "Partigiani si nasce, e non si smette di esserlo"

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    In seguito al consiglio di amministrazione di Gedi che si è tenuto ieri, Maurizio Molinari diventerà direttore di Repubblica al posto di Carlo Verdelli. Massimo Giannini prenderà la direzione de La Stampa e dei giornali locali, mentre Mattia Feltri guiderà l'Huffington Post, prendendo il posto che era rimasto vacante dopo Lucia Annunziata.

    In seguito a queste scelte, la redazione di Angelipress augura buon lavoro ai nuovi direttori e ringrazia il direttore Carlo Verdelli per il sostegno e la sensibilità che ha sempre dimostrato di avere, anche nei fatti, verso il mondo del sociale e della disabilità, come dimostra lo spazio che ha concesso sulle sue pagine, non più tardi di qualche giorno fa, alla lettera di una mamma con un figlio disabile e alla risposta da parte del direttore di Angelipress Paola Severini Melograni.

    Circa un anno il direttore Paola Severini Melograni, insieme ad Andrea Riccardi (professore) e a Loris Mazzetti (capostruttura di Rai Tre, Rai - Radiotelevisione Italiana), aveva presentato il libro di Verdelli "Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la RAI" (Feltrinelli)", presso la Società Dante Alighieri. Qui la registrazione dell'intervento da parte di Radio Radicale:

    http://www.radioradicale.it/scheda/569848/presentazione-del-libro-di-carlo-verdelli-roma-non-perdona-come-la-politica-si-e

    Qui invece, un breve estratto dalla lettera di saluto di Verdelli ai suoi lettori, con un importante passaggio sul 25 aprile e sul valore dell'informazione e della democrazia:

    "Raccontare, cercare di capire, provare a spiegare in modo trasparente: il giornalismo non è un affare complicato. E’ un mestiere civile, che richiede devozione e passione. La redazione che ho avuto l’onore di guidare in questi 14 mesi è stata formata su questi principi, li applica in automatico, che si tratti di politica o di finanza, di cultura o di qualsiasi altro argomento di cui è intrecciato il nostro presente. […] Sabato sarà il 25 aprile, la festa sacra e laica della Liberazione. Repubblica la onorerà con un impegno particolare, visto il momento che il Paese sta attraversando. […] Lo seguirò da lettore, con l’attaccamento appassionato per un giornale che è qualcosa di più di un giornale, per una comunità di lettori che ne è la ragione prima di esistenza, per una redazione con la quale è stata una fortuna condividere questo viaggio. Partigiani si nasce, e non si smette di esserlo".

    Ultima modifica il 24 Aprile 2020 - 15:49

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