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    Save the date: Vaccinazioni degli anziani in epoca Covid, 29 aprile ore 15.30

    Italia Longeva le dà appuntamento il 29 aprile alle 15.30 al virtual workshop “Vaccinazioni e anziani in epoca Covid: pratiche routinarie e innovative per orientare il cambiamento”.

    Per rafforzare la protezione dei soggetti più deboli, è necessario andare oltre la logica dell’emergenza e riflettere su scelte e soluzioni efficacemente percorribili nel medio e lungo periodo a supporto di tutte le vaccinazioni disponibili nella terza età, oggi drammaticamente protagonista del dibattito ma tradizionalmente tra le meno studiate.  Alla luce della prima Indagine condotta da Italia Longeva tra fine 2020 e inizio 2021 per individuare i punti di forza e le criticità delle pratiche vaccinali sia ordinarie che innovative e straordinarie dettate dall’emergenza, nel corso del workshop saranno analizzate le soluzioni più promettenti e concretamente attuabili e replicabili a livello locale, per la modernizzazione dei servizi di prevenzione degli anziani e dei fragili.


    Parteciperanno al dibattito referenti istituzionali, esperti e alcuni operatori della sanità territoriale direttamente coinvolti nell’Indagine, tra cui:
     
    Roberto Bernabei, Italia Longeva
    Paolo Bonanni, Calendario per la Vita
    Claudio Cricelli, SIMG
    Antonio Ferro, SItI*
    Daniel Fiacchini, ASUR Marche
    Giancarlo Icardi, Università di Genova
    Francesco Landi, SIGG
    Andrea Poscia, ASUR Marche - Università Cattolica del Sacro Cuore
    Rosa Prato, Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia
    Giovanni Rezza, Ministero della Salute
    Antonietta Spadea, ASL Roma 1
    Gennaro Volpe, ASL Benevento

     

    Per l'iscrizione vai su: https://practiceandsolutions-sm.zoom.us/webinar/register/WN_dq7CVsPaQQuZGG_1QGK3Wg

    Sara, la blogger 14enne costretta a letto viaggia con i libri

    A soli 14 anni, Sara Ciafardoni è diventata una blogger e bookstagrammer molto seguita tanto che gestisce una pagina Instagram @lasarabook e un blog ‘Lalettricesognatrice‘ con oltre 500.000 contatti. Sara è anche affetta da una rarissima malattia, complicazione della spina bifida, che la costringe a vivere a letto dall’età di 8 anni. Nonostante ciò, si dedica con entusiasmo a tutte le sue passioni dalla scrittura alla letturadalla pittura alla fotografia e dà prova delle sue abilità attraverso i social. 

    Così giovane, ha pubblicato il suo primo romanzo, ‘Con tutto l’amore che so’, edito da Edizioni Terra Santa che verrà presentato sui canali social dell’ospedale Israelitico di Roma mercoledì 14 aprile alle ore 18. A dialogare con la giovane autrice ci saranno la conduttrice televisiva Paola Perego e Manuela Carrera, specialista in Dermatologia e Venereologia dell’Ospedale Israelitico. Porterà i saluti la Direttrice Sanitaria dell’ospedale Gabriella Ergasti. Per l’occasione è stata attivata una campagna di raccolta fondi per aiutare Sara e la sua famiglia a sostenere le costose spese che la sua malattia impone, istituita da Dottor Libro e l’Associazione Liberi Circuiti L’agenzia Dire l’ha intervistata in anteprima per capire come è nata la sua passione per la scrittura e l’idea di un libro in parte autobiografico.

    "Scrivere mi ha permesso di viaggiare e inventarmi in modi nuovi ogni giorno. Spero che il mio lavoro sia da stimolo anche per gli altri ragazzi. È quello che mi ripropongo di fare nei miei canali social e cioè di avvicinare i ragazzi alla lettura. Molti pensano che sia una cosa noiosa mentre è una cosa estremamente bella quando si trova il libro giusto”, racconta Sara. 

    AL VIA CULTUM CHANGE, IL PROGRAMMA DI FORMAZIONE PER L’INCLUSIONE SOCIALE IN AGRICOLTURA

    Reale Foundation, insieme a Confagricoltura e a Onlus Senior Età della Saggezza, con ENAPRAFAI-Federazione Apicoltori Italiani, Rete Fattorie Sociali, l’Università di Roma Tor Vergata, hanno avviato, in collaborazione con UNHCR, “Cultum Change”, un programma di formazione finalizzato all’inclusione sociale e all'inserimento lavorativo dei rifugiati in agricoltura.

    Alle azioni previste dal Programma collaborerà anche la Cooperativa Kairos, titolare del Progetto Radix.

    Cultum Change nasce da un’idea di Reale Foundation e sulla scia delle proposte fatte da Confagricoltura al governo per risolvere la crisi di manodopera nel settore agroalimentare italiano, dai corridoi verdi, ai voucher agricoli, fino a dare lavoro a chi percepisce un sussidio. In particolare, Cultum Change si rivolge a due tipologie di soggetti beneficiari:

    • le aziende agricole e i piccoli produttori italiani che hanno bisogno di manodopera specializzata in brevissimo tempo. Le aziende saranno selezionate da Confagricoltura secondo criteri non solo produttivi, ma anche di sostenibilità e di particolare attenzione alle condizioni di lavoro;

    • i rifugiati e i titolari di protezione internazionale, in quanto soggetti particolarmente svantaggiati e fragili rispetto all’accesso al mondo del lavoro.

    La proposta di programma è stata tradotta in una piattaforma on line al sito https://www.cultumchange.it/ che, grazie al supporto di ENAPRA – Ente di Formazione di Confagricoltura - mette a disposizione dei rifugiati disoccupati corsi di formazione mirati, per l'inclusione e la crescita professionale, nel tempo, di coloro che si iscriveranno alla piattaforma.

    I candidati e le aziende interessate ad entrare nella rete di Cultum Change e a collaborare alla buona riuscita del programma, dovranno compilare un apposito modulo dove, oltre ai dati, saranno indicate le disponibilità e le competenze lavorative, così da agevolare l’incontro tra il rifugiato e l’azienda.

    Nell’ambito delle attività previste da Cultum Change, ENAPRA ha messo a punto, all’interno della propria piattaforma E-learning, un’area dedicata al progetto. L’accesso, gratuito, permette ai beneficiari di fruire di una serie di contenuti formativi con vari formati come ad esempio webinar, corso E-learning e pillole didattiche utili a creare le competenze necessarie per operare come addetto in un’azienda agricola.

    L’agricoltura ha saputo contribuire alla ripresa e alla crescita sostenibile del Paese. Nel 2020, durante l’emergenza provocata dalla pandemia, ha svolto un ruolo fondamentale per la tenuta dell’Italia. Anche nei periodi di massimo rischio sanitario e di lockdown, le imprese agricole non hanno mai interrotto le attività. Hanno mantenuto la continuità produttiva e assicurato l’approvvigionamento di cibo, garantendo alti livelli di sicurezza per i lavoratori e per i consumatori.

    Oggi più che mai il lavoro e la manodopera sono essenziali per l’impresa agricola, e l’agricoltura sta assumendo nuovamente quel ruolo trainante l’economia e soprattutto quello di ammortizzatore sociale che permette a categorie svantaggiate di trovare impiego ed una propria realizzazione. Per questo la formazione gioca un ruolo fondamentale: avere manodopera specializzata permette una crescita personale e professionale, anche dell’impresa stessa.

    “Cultum Change permetterà ai rifugiati di costruire percorsi di inserimento lavorativo di qualità grazie a moduli di formazione e-learning, processi di job coaching e accompagnamento personalizzati, anche dopo il termine del contratto stagionale”, ha sottolineato Angelo Santori, Segretario nazionale di Onlus Senior - L’Età della Saggezza.

    “Cultum Change si inserisce in un più ampio progetto di Reale Group che persegue l’inclusione sociale. L’agricoltura è uno dei settori più competitivi del sistema produttivo italiano. Nel 2020 con la sua crescita ha contribuito in modo significativo a mitigare la recessione ed ora si appresta a offrire un apporto determinante alla ripresa. Siamo felici di contribuire, tramite questo progetto, all’orientamento dell’agricoltura verso l’inclusione sociale e verso modelli di produzione e di consumo capaci di correggere gli squilibri sociali e ambientali che minacciano la nostra epoca – ha dichiarato Virginia Antonini, Head of Reale Foundation – Tutto questo è possibile grazie alla partnership con grandi realtà storicamente amiche come Confagricoltura e UNHCR, che ci permettono di generare, insieme, impatto sociale positivo e innovazione economica.”

    “Tra i possibili indirizzi formativi c’è anche quello in apicoltura, settore di grande utilità per l’agricoltura e per l’ambiente – ha sottolineato Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani -. In questo ambito di specializzazione sarà la Federazione Apicoltori Italiani, partner del programma, a prendere in carico le richieste dei rifugiati interessati a maturare una competenza nel settore della biodiversità”.

    Rete Fattorie Sociali ha aderito all’iniziativa perché progetti come Cultum Change contribuiscono a contenere il disagio sociale generato dalla pandemia, favorendo soluzioni non precarie ma sostenibili nel tempo”, ha affermato il presidente della Rete, Marco Berardo Di Stefano.

    “L’accesso a questi percorsi formativi in ambito agricolo rappresenta per le persone rifugiate un’occasione preziosa per migliorare e riqualificare le proprie competenze, accrescendo le opportunità di inserimento lavorativo dignitoso e lontano da dinamiche di intermediazione illecita e sfruttamento”, ha concluso Chiara Cardoletti, Rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino.

     

    Noi due siamo uno: storia di Andrea Soldi

    Noi due siamo uno, di Matteo Spicuglia, ci racconta una storia che non deve essere dimenticata e che merita una voce forte: la storia di Andrea Soldi.

    Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria, a Torino, il posto del cuore. Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico.

    Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della malattia illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

    Matteo Spicuglia, giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca, allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

    Attraverso le pagine dei diari di Andrea, i ricordi del padre e della sorella, il confronto con gli psichiatri scopriamo un uomo e il racconto delle proprie fragilità, le distorsioni, le paure, i sorrisi e gli amori del "gigante buono": ci avviciniamo agli universi che lo attraversavano e alla testimonianza autentica e sconcertante della propria malattia.

     

    Ai.Bi: LE NOVITÀ FONDAMENTALI DELLA RIFORMA DELLA LEGGE SULL’AFFIDO

    In Commissione Giustizia della Camera è iniziato l’esame per una riforma molto attesa: quella sull’affido. Cristina Riccardi, vicepresidente Ai.Bi., evidenzia i tre punti nodali per imprimere all’accoglienza familiare temporanea la svolta storica da tutti auspicata

     

    In questi giorni, la Commissione Giustizia della Camera sta esaminando la proposta di legge  delega per la “Riforma dei procedimenti per la tutela e l’affidamento dei minori”, presentata come  prima firmataria dall’Onorevole Stefania Ascari (M5S). Si tratta di una legge ambiziosa che punta a  mettere a punto un testo condiviso da tutte le forze politiche e recepisca anche le indicazioni provenienti dalle associazioni e le realtà da tempo impegnate in questo settore, Ai.Bi. in testa. Proprio Ai.Bi, insieme al Forum delle Associazioni Familiari, aveva contribuito alla stesura della  presentazione e approvazione della legge 149/2001. Una buona legge che, però, per via degli  inevitabili cambiamenti sociali avvenuti nel corso degli anni, necessita ora di un aggiornamento:  aggiunte, limature e anche una piena applicazione. 

    Cristina Riccardi, vicepresidente e delegata alle politiche familiari di Ai.Bi., illustra quali sono le  proposte che verranno portate all’attenzione della commissione. 

    1. Risorse per il settore e rimodulazione dei rapporti tra enti pubblici e privati Lamentiamo spesso la mancanza di risorse nel sistema-affido. I servizi tutela minori e i servizi  affido hanno subìto tagli a partire, soprattutto, della crisi economica del 2008: sono presenti sul  territorio nazionale a macchia di leopardo. D’altro canto, ci sono associazioni, cooperative,  fondazioni che da ancor prima della legge 184/83, che ha normato l’affido, si occupano di  accoglienza. Un patrimonio di esperienza inestimabile che deve diventare risorsa sfruttata al 100%  per i bambini e le famiglie che ne hanno bisogno. 

    AiBi, ispirandosi al sistema sanitario e scolastico, propone canali paralleli ma dialoganti tra  pubblico e privato: un privato qualificato con standard essenziali di servizio pari al pubblico che, a  sua volta alleggerito, potrebbe alzare anche il proprio livello di prestazione. Un sistema certo da  progettare con cura, per non rischiare il venir meno di responsabili ultimi. In sostanza un sistema  di accreditamento

    1. Garanzia della tutela legale del minore

    La Convenzione di NY del 1989 sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la Convenzione di  Strasburgo del 1996 riconoscono il diritto dei minori a essere difesi da un avvocato in tutti i  procedimenti giudiziali che lo riguardano.

    Le norme procedurali previste all’Art. 8 della legge n. 149/2001 - entrate in vigore solo nel 2007 in  seguito a una serie di deroghe – non sono mai entrate in capillare funzione. Questo articolo  prevede la figura di un avvocato per l’accertamento dell’adottabilità  

    Noi proponiamo la nomina di un avvocato che sia in grado di assistere e difendere il minore fin  dal momento in cui questi si trova “fuori famiglia”, a garanzia del fatto che vengano rispettati i  diritti dei bambini come avviene per le parti adulte coinvolte. 

    L’avvocato dovrebbe monitorare l’andamento del progetto di affido familiare o in comunità  familiari e promuovere ogni azione a protezione dei suoi interessi e diritti. 

    1. Riconoscimento giuridico delle case-famiglia

    Come soprattutto le vicende degli ultimi anni hanno dimostrato, c’è un’enorme confusione rispetto alle tipologie delle strutture di accoglienza dei bambini e ragazzi allontanati dalle famiglie  d’origine. Alla voce “casa famiglia” corrispondono sia comunità educative che comunità famigliari e case-famiglia vere e proprie. 

    È fondamentale distinguere i diversi tipi di accoglienza che devono rispondere ai diversi bisogni dei bambini e dei ragazzi.  

    Da anni Ai.Bi., con il Forum delle Associazioni Familiari, propone il riconoscimento giuridico delle  Case-Famiglia intesa come presidio di solidarietà sociale in cui una famiglia costituita da due  persone adulte, uomo e donna coniugati o meno, con o senza figli, vivano in modo stabile. In  simile contesto la funzione genitoriale è a carico della coppia, benché possano essere previsti  supporti di tipo educativo. La proposta del Forum prevede poi la definizione della comunità di tipo  famigliare (con almeno un adulto residente) e le comunità educative (con educatori professionali,  presenti con modalità “a rotazione”). Il “grado di familiarità” è ciò che dovrebbe definire le diverse  strutture di accoglienza. Fermo restando che ciò che serve ad un bambino per una crescita il più  possibile serena, è una famiglia.

    Giornata di Ritiro, 18 aprile con Ernesto Olivero e Francesco Occhetta

    Domenica 18 si terrà il ritiro mensile della Fraternità del Sermig.
    Ore 9,15: intervento di Francesco Occhetta, gesuita.
    A seguire: Ernesto Olivero legge la lettera alla Fraternità e agli amici.
    Ore 11:30: S.Messa.

    Puoi seguire la diretta su:  https://www.sermig.org/multimedia/live-streaming/ritiri.html?utm_campaign=14.04.2021&utm_medium=email&utm_source=newsletter

    MIGRANTI, SANT’EGIDIO: FIRMATO IN FRANCIA UN NUOVO ACCORDO PER L’INGRESSO DI 300 RIFUGIATI CON I CORRIDOI UMANITARI

    E’ stato firmato a Parigi, dai ministri dell’Interno e degli Esteri, insieme ai responsabili della Comunità di Sant’Egidio e delle Semaines Sociales de France, il rinnovo del protocollo per il progetto dei Corridoi umanitari. L’accordo stabilisce le condizioni di identificazione, accoglienza e integrazione in Francia nei prossimi due anni di 300 rifugiati attualmente in Libano, provenienti dall'Iraq e dalla Siria, con priorità a persone e famiglie vulnerabili.


    Questo secondo protocollo segue il primo, firmato nel 2017, che ha già permesso, con gli stessi criteri, l'ingresso in Francia di 504 persone.
    Avviati in Italia nel febbraio 2016, i Corridoi umanitari hanno già accolto in Europa (in Italia, Francia, Belgio e Andorra) oltre 3.500 rifugiati in fuga da Siria, Iraq, Libia, Etiopia e Lesbo, ai quali è stato garantito un percorso sicuro (in aereo) insieme ad un programma di integrazione. Promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, insieme a diverse realtà a seconda dei protocolli, come la Federazione della Chiese evangeliche in Italia e la Conferenza episcopale italiana - e autofinanziati - i Corridoi umanitari costituiscono ormai un modello concreto e replicabile a livello europeo.

    Le storie di coloro che sono già arrivati dimostrano che è possibile non solo salvare chi rischia di cadere nelle mani dei trafficanti di esseri umani, ma anche avviare percorsi di integrazione. Soprattutto in questo tempo di pandemia, pieno di difficoltà di ogni tipo – basta pensare alla situazione di alcuni Paesi di prima accoglienza, come lo stesso Libano - è importante non lasciare soli tanti profughi che attendono, con le loro famiglie, una risposta di solidarietà. l Corridoi umanitari hanno visto crescere in cinque anni la generosità di molti cittadini che, con il loro impegno volontario e gratuito dimostrano che è possibile costruire un'Europa coerente con i suoi ideali di umanesimo e di solidarietà.

    Inclusione, un gioco da ragazzi: l’impegno di UILDM per il diritto al gioco dei bambini con disabilità non si ferma

    Continua sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo la campagna di raccolta fondi “Inclusione, un gioco da ragazzi” promossa da UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare per difendere il diritto al gioco dei bambini con disabilità.

    Grazie ai fondi raccolti UILDM vuole sostenere il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara” che promuove il diritto al gioco dei bambini con disabilità attraverso una serie di azioni di sensibilizzazione nelle scuole e di riqualificazione in ottica inclusiva di parchi e aree verdi in Italia, in collaborazione con le amministrazioni locali.

    Un progetto che cresce

    «C’è una grande novità: Intesa Sanpaolo ha deciso di sostenere direttamente il progetto, che sarà presente sulla piattaforma For Funding fino al 30 novembre 2021, con l’obiettivo finale di raccolta di 150.000 euro. Grazie al gruppo bancario e a tutti i sostenitori si amplia pertanto il nostro obiettivo», dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM.

    Con i fondi raccolti UILDM, infatti, potrà intervenire in ben 28 parchi e aree verdi di 24 Comuni, in 16 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Toscana, Veneto).

    Gli interventi, in programma a partire da questa primavera, prevedono l’installazione di giostre inclusive, pannelli sensoriali, tavoli da pic nic accessibili anche alle persone in carrozzina insieme a pavimentazioni anti trauma per rendere più accoglienti i parchi di 24 Comuni.

    In particolare, grazie al contributo dei propri donatori UILDM potrà installare: 

    • 17 altalene con sedile a “cesto”, adatte anche dai bambini con disabilità, complete della pavimentazione antitrauma;
    • 17 giostre “Carosello” dove possono giocare insieme bambini con e senza disabilità;
    • 30 pannelli sensoriali o figurativi colorati;
    • 8 set di tavoli di legno a sbalzo per consentirne l’utilizzo a persone con disabilità motoria e panche con spalliera.

    I primi risultati

    «UILDM ha raggiunto in questi giorni i primi, importanti risultati. Grazie al contributo di più di 1.000 donatori l’associazione ha raccolto quasi 40.000 euro di donazioni, che permetteranno di realizzare i primi interventi di riqualificazione in chiave inclusiva in tre parchi gioco», continua il presidente Rasconi.

    Il primo intervento sarà effettuato nel parco dell’Ospedale Monaldi di Napoli, dove nell’ottobre 2020 è stato aperto il Centro Clinico NeMO, un centro specializzato per le malattie neuromuscolari. Il secondo intervento è previsto nei Giardini Guerra a Genova, mentre il terzo sarà nel Parco dello Zero di Marcon, Venezia.

    Diritto al gioco, per tutti
    Nel nostro Paese soltanto il 5% dei parchi gioco è accessibile, con giochi adatti alle esigenze dei bambini con disabilità che consentano di giocare insieme agli altri bambini e non esiste una normativa sulle attrezzature ludiche negli spazi pubblici.

    Le poche iniziative volte a rendere i parchi giochi inclusivi sono intraprese dalle amministrazioni pubbliche o da privati sensibili al problema. A questo vuoto vuole rispondere UILDM con il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara”.

    È un grande sogno quello di UILDM, che da anni si impegna per il diritto al gioco dei bambini con disabilità e lo fa in collaborazione con le amministrazioni, le associazioni e il mondo della scuola perché crede nel gioco di squadra.

    Tutti possono dare il proprio contributo per rendere accessibili i parchi e garantire il diritto al gioco dei bambini con disabilità. Fino al 30 novembre ecco il link per effettuare una donazione: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/giocando-si-impara.

    Evento online "Pratiche di Antimafia e democrazia partecipata!"

    Sabato 17 aprile, ore 15.30, si terrà l'evento Formazione Pubblica sui beni comuni "Pratiche di Antimafia e democrazia partecipata! Per un uso diffuso del regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione dei beni comuni a Partinico". Si discuterà del percorso dell'Arena Bene Comune nel Comune di Partinico. 
    Interverranno anche: Valentina Speciale (Partinico Solidale), Vincenzo Roberto Margiotta (Inkon), Antonio Vesco (Università di Torino), Pasquale Bonasora (Labsus). 

    L'evento sarà trasmesso sulla pagina Facebook di Partinico Solidale.

    Il libro: «Figli delle App», il sociologo Francesco Pira torna in libreria

    Questa generazione di preadolescenti e adolescenti ci mostra come la rivoluzione tecnologica sia ormai compiuta e che bambine e bambini, ragazze e ragazzi rappresentano a tutti gli effetti la prima generazione digitale. La tecnologia è parte integrante delle loro vite. Si muovono tra app e dimensione social in un fluire quotidiano h24 di interazioni, produzione di contenuti e creatività e, per la prima volta, l'e-learning è entrato nelle loro vite. Questo libro intende analizzare le trasformazioni in atto basandosi sui risultati delle ricerche condotte in ventitré anni di studio sull'evoluzione dei modelli comunicativi di preadolescenti e adolescenti prima e dopo l'avvento delle nuove tecnologie e la digitalizzazione della società. Un percorso attraverso generazioni che si sono evolute all'interno di ambienti sempre più tecnologici, immersi negli universi social, spesso da soli, che oggi sono gli adulti appena diventati genitori, tutti accomunati nell'evidente dicotomia tra connessione e relazione. Dalla non-comunicazione all'iper-comunicazione, alla vetrinizzazione dell'io e alla sistematica manipolazione, consapevole o meno, della realtà, con impatti profondi sulle dinamiche di sviluppo della società nel suo complesso. Prefazione di Giovanni Boccia Artieri.

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