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    Le parole di suor Alessandra Smerilli su Covid e donne

    Su Covid e disugualianze di genere, le parole di suor Alessandra Smerilli, responsabile della Taskforce Economia dell’organismo vaticano: «Questa è una pandemia che rispetta le donne un po’ meno degli uomini, perché lavorano nei settori più colpiti, perché anche in casa lavorano più degli uomini, perché sono sempre più spesso vittime di violenza domestica. La Commissione, se da una parte vuole mettere in evidenza queste difficoltà, dall’altra vuole lanciare il messaggio che proprio le donne possono essere protagoniste della rigenerazione di un tessuto economico e sociale, il quale dovrà essere necessariamente diverso dopo la pandemia. Le donne sanno che cosa vuol dire prendersi cura e possono insegnarlo alla collettività».

    La Lega Pro ricorda l'impegno delle donne contro il Covid-19

    La Lega Pro per l'8 marzo scrive a Doris Bia, infermiera di Cremona, un simbolo di cuore e coraggio, che un anno fa lasciò il ruolo di Assessore all'Ambiente, alla Cultura e allo Sviluppo Sostenibile del Comune di Gussola, in provincia di Cremona, per tornare in corsia all'ospedale Oglio Po.

    Il Presidente Ghirelli le ha inviato una lettera di ringraziamento a nome della Lega Pro e il pallone della C, che "racchiude" il calcio dei valori.

    "Cara Doris - si legge nella lettera - la prima parola che vogliamo rivolgerLe è grazie. La sua è una storia che fa bene. Le scrivo a nome della C e dei suoi club, che rappresentano il nostro Paese. Sono espressione, tradizione, storia dell'Italia. La C è la storia di cuore e coraggio di uomini e donne che, anche attraverso il calcio, si impegnano nel sociale. La bellezza della vita: ripartiamo ogni giorno da questa base e dalle sue parole che rimarcano l'importanza dell' essere e del "fare squadra". Il pallone che inviamo è il nostro modo per ringraziare Lei e tutte le donne che sono impegnate ogni giorno per sconfiggere il nemico di tutti, il Covid-19. Mi piacerebbe estenderLe un invito. "Ci vediamo allo stadio". E scrivere accanto la parola "presto". È speranza. Sarebbe un passo tangibile di ritorno alla vita."

    Verdelli su ultimi e povertà: «Non essere ignorati sarebbe un diritto»

    Sul Corriere della Sera di oggi, sabato 6 marzo, è uscito un articolo di Carlo Verdelli intitolato “Vagoni di coda”. La vera sfida di ogni Paese civile è confrontarsi con i problemi più grandi e con gli ultimi. Gli ultimi devono passare al primo posto. L’analisi di Carlo Verdelli ci riporta alle nostre responsabilità. Il giornalista – che ha diretto Scarp de’ tenis per il numero di dicembre-gennaio – comincia ad analizzare il cambiamento del nostro Paese post Covid, partendo proprio dagli ultimi, e noi ve ne riproponiamo alcuni passaggi.

    «La pandemia ha accelerato brutalmente il processo di sganciamento dei vagoni di coda del treno Italia. Redditi decurtati, o già scomparsi, o in via di estinzione (quando a luglio terminerà il blocco dei licenziamenti). Salto in basso dal precariato alla disoccupazione. Gente che non riesce nemmeno a pagare le spese per seppellire i propri morti. Sempre più indigenti che si presentano ai servizi sociali per chiedere un aiuto». Verdelli poi nel suo pezzo cita Ermanno Olmi: «Bisognerebbe andare a scuola di povertà per contenere il disastro che la ricchezza sta producendo». Il giornalista, infine, conclude: «La disperazione è, per ora, muta e invisibile. La terza ondata del coronavirus peggiorerà ulteriormente le aspettative che ancora nutrono dalla vita. Dare loro coraggio, farlo sentire parte del piano, non è una buona azione. Non essere ignorati sarebbe un diritto».

    Il saggista Davide D’Alessandro scrive di Byung-Chul e Umberto Piersanti

    Sul blog dell’Huffington Post il saggista Davide D’Alessandro scrive a proposito del nuovo saggio di Byung-Chul “La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite”, un libro che parla di come il mondo contemporaneo sia terrorizzato dalla sofferenza. La paura del dolore è così pervasiva e diffusa da spingerci a rinunciare persino alla libertà pur di non doverlo affrontare. Il rischio, secondo Han, è chiuderci in una rassicurante finta sicurezza che si trasforma in una gabbia, perché è solo attraverso il dolore che ci si apre al mondo. E l’attuale pandemia, argomenta il filosofo tedesco-coreano, con la cautela di cui ha ammantato le nostre vite, è sintomo di una condizione che la precede: il rifiuto collettivo della nostra fragilità. Una rimozione che dobbiamo imparare a superare. Attingendo ai grandi del pensiero del Novecento, Han ci costringe, con questo saggio cristallino e tagliente come una scheggia di vetro, a mettere in discussione le nostre certezze. E nel farlo ci consegna nuovi e più efficaci strumenti per leggere la realtà e la società che ci circondano.

    D’Alessandro cita Borgna, Sbarbaro e infineil nostro editorialista Umberto Piersanti, «poeta d’Urbino, padre di Jacopo, figlio autistico che il 29 marzo compirà trentacinque anni. […] Jacopo, per dirla con Carl Delacato, è lo straniero dell’ultima frontiera, è il sorriso a strappi di un adulto che non sa. Nuota Jacopo, corre Jacopo. La sua vista non ha limiti. Il suo orizzonte è senza tempo, a lui che ha il dolore annidato dentro, è risparmiata almeno la cognizione del tempo, il dolore del tempo. Scrive il padre, oggi ottantenne, “il tempo ch’è passato / lo misuri dall’occhio che ti lacrima / e non sai / e il cuore ti trema se l’aspetti / ti tremano le mani / se la spogli”, il padre che conobbe la prima forma di dolore da bambino, il giorno in cui tornò a casa con un due in matematica. Lo stesso dolore lo rividi sul volto di mio figlio al secondo compito di matematica: “Papà, mi ha messo un altro quattro”. Nessuno come Piersanti mi ha consegnato l’immagine del graticcio per dire della humana conditio, del nostro limite, della nostra precarietà. Ma c’è Jacopo a ricordarcelo in ogni istante, a noi sazi di tutto e felici di niente, “ma ti debbo Jacopo ritrovare / così m’alzo / brancolo nella nebbia / ti cerco ancora”. Jacopo è la misura del nostro dolore. Portarlo nella mente e nel cuore, tenerlo accanto a noi, a noi che non è dato inseguirlo sul lungomare di Porto Sant’Elpidio, aiuta. È quel dolore che ci salva dal non averlo. Sapere di quel dolore. Il dolore di una vita in attesa della fine. Del dolore e della vita».

    Per leggere l'articolo completo: https://www.huffingtonpost.it/entry/covid-e-morte-quanto-dolore-possiamo-accettare_it_6040e317c5b6d7794ae47992

    AVO TORINO: WEBINAR SULL’ASSOCIAZIONISMO SOCIO-SANITARIO IN ITALIA

    L’evento in programma su Zoom sabato 13 marzo alle 9.30 è organizzato dall’Associazione Fondatori per una nuova Cultura del Volontariato AVO Torino, Associazione Volontari Ospedalieri, segnala il seguente evento dal titolo “Futuro dell'associazionismo socio-sanitario in Italia” per sabato 13 marzo 2021 ore 9:30 organizzato dall’Associazione Fondatori per una nuova cultura del volontariato (AFCV). 

    L’incontro ha lo scopo di favorire laggregazione e la creazione di reti tra le diverse Associazioni di Volontariato attive nel settore socio-sanitario e di raccogliere le diverse esperienze che queste Associazioni hanno messo, mettono e metteranno in atto, con particolare attenzione ai cambiamenti dovuti al COVID e ai diversi scenari e tipologie di fragilità su cui il volontariato socio-sanitario deve e/o dovrà porre particolare impegno e attenzione in futuro.

    L’evento è rivolto alle associazioni di volontariato, ai volontari, ma anche a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell'associazionismo socio-sanitario, specie in questo periodo di pandemia, e che per questo vogliono elaborare possibili soluzioni alle criticità emerse prendendo spunto dalle risorse attivate con creatività nella realizzazione di nuovi progetti di aiuto e solidarietà sociale.

    Per partecipare collegarsi al seguente link:

    https://us04web.zoom.us/j/6447189207

    meeting ID: 644 718 9207

    password: 765979

    Programma dell’evento

    Ore 9.30 - 12-30

    Saluti: Clotilde Camera, presidente AFCV; Alessandra Locatelli, Assessore alla Famiglia

    Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Regione Lombardia.

    Interventi primo gruppo associazioni


    Luciano Gualzetti - Direttore Caritas Ambrosiana

    Angelo Grungo - Rappresentante del coordinamento delle Associazioni di Vigevano e della Lomellina

    Barbara Gonella - Presidente AISLA Firenze

    Giovanni Ferrero - CPD, Consulta per le persone in difficoltà, Torino

    LA NECESSITÀ DI UNA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE DEDICATA AI VOLONTARI

    Il Centro Servizio per il Volontariato nel suo impegno al servizio del Terzo Settore ha più volte avuto occasione di constatare l’opportunità di una campagna di vaccinazione per i Volontari e oggi in merito ha anche inviato lettera con richiesta ufficiale alla Regione Piemonte all’indirizzo di Luigi Genesio Icardi, Assessore alla Sanità.

    Una campagna di vaccinazione per i Volontari integrerebbe infatti quanto già avviene per coloro che sono impegnati nelle attività di primo soccorso e trasporto di indigenti, in particolare per quanto riguarda alcuni ambiti nevralgici come il Volontariato Socio-Assistenziale, Sanitario e di Protezione Civile. L’esigenza è stata poi espressa nelle settimane scorse anche da molte associazioni accreditate al Centro Servizi che così ha scelto di farsi carico della richiesta con le autorità competenti.

    Il presidente del Centro Servizi per il Volontariato Gerardo Gatto commenta: “Durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, e tuttora nella maggior parte dei casi, i Volontari hanno proseguito la propria attività, laddove fosse possibile, o hanno identificato altre opportunità per mettersi a disposizione delle persone in difficoltà, ponendosi di fatto, ancora una volta, in prima linea nel contrasto alla pandemia, ma esponendosi, al contempo, ad una probabilità maggiore di contrarre il virus, nonostante tutti i protocolli messi in atto puntualmente dagli Enti del Terzo Settore”.

    Gatto spiega però anche perché una campagna di vaccinazione dedicata ai Volontari diventerebbe un’occasione per tutti: “Si avrebbe a disposizione, per le necessità connesse con il contrasto alla pandemia e per la campagna vaccinale, un gran numero di cittadini tradizionalmente disponibili a dedicarsi ad attività sociali e già adusi a donare una parte del proprio tempo. L’attivazione di una campagna a livello regionale permetterebbe infatti di organizzare un intervento organico e omogeneo sul territorio, superando eventuali iniziative locali, di cui alcune già attuate e poi magari subito interrotte nel territorio della Provincia di Torino, ambito di elezione di questo Centro Servizi”.

    Pizzaballa e la fiducia che Francesco porterà nelle terre distrutte dall'Isis

    Pierbattista Pizzaballa, 55 anni, patriarca latino di Gerusalemme, ha commentato con Repubblica l'arrivo di papa Francesco (5-8 marzo) in Iraq, soffermandosi sulla situazione mediorientale dopo l'elezione di Biden negli Stati Uniti: «La tragedia dell'Isis ha coinvolto pesantemente i due Paesi (Iraq e Siria, ndr). La Siria, forse, è in una situazione ancora più grave dell'Iraq. Il Papa visiterà le terre e le chiese distrutte dell'Isis, che ha lasciato dietro di sé macerie fisiche e umane enormi. Visitando quei luoghi ancora solo parzialmente ricostruiti, manderà un messaggio di fiducia anche ai siriani, le cui ferite sono ancora aperte e dolorose».

    A tal proposito, sull'argomento, è bene ricordare un libro di Franco Scaglia uscito per Piemme nel 2002 e vincitore del Premio Campiello: Sullo sfondo di Gerusalemme e di un difficile dialogo tra israeliani e palestinesi, Padre Matteo, notissimo archeologo francescano, si trova coinvolto casualmente in una complessa vicenda che vede protagonisti i servizi segreti israeliani, un ricchissimo uomo d'affari e un gruppo di giovani idealisti. Matteo viene incaricato dal Custode di Terra Santa, convinto fautore dell'idea di trasformare Gerusalemme in una città di pace sotto l'egida delle varie religioni, di vigilare per la riuscita del progetto. In realtà la morte misteriosa di Padre Luca, un altro archeologo francescano, rivela a Matteo che sono in gioco altri interessi e che sono in molti, forse troppi, a interessarsi del collare di Carlino, il cane di padre Luca.

    Va ricordato inoltre, collegato a Franco Scaglia, che ad Alicudi, piccola isola delle Eolie, c'è la biblioteca Franco Scaglia (operativa dall'agosto del 2018), aperta anche grazie all'impegno di Angelipress, con oltre 7mila libri, tra cui edizioni rare e preziose, che appartenevano alla collezione del giornalista e scrittore, morto nel 2015, e adesso a disposizione di tutti, come regalo della moglie, l'attrice Mascia Musy, a questo scoglio che conta 70 abitanti d'inverno e 500 turisti d'estate.

    Gli 80 anni di Umberto Piersanti, tra i più grandi poeti italiani contemporanei

    Auguri di buon compleanno al poeta e scrittore Umberto Piersanti, per i suoi 80 anni. Piersanti debutta con La breve stagione nel 1967 a 26 anni, nel 94 vince il Premio Nazionale Letterario Pisa e - dopo una serie di altri premi per la poesia - nel 2016 vince il premio Ponte di legno poesia; dirige la rivista di letteratura contemporanea e creatività Pelagos ed è editorialista di Angelipress. Candidato al Nobel per la Letteratura nel 2005, è considerato tra i più grandi poeti italiani contemporanei.

    Golden Globe 2021: la prima volta per una canzone italiana

    Laura Pausini trionfa con Io sì (Seen), frutto della collaborazione con Diane Warren e Nicolò Agliardi. Il brano è la colonna sonora del film La vita davanti a sé, del regista Edoardo Ponti con (la madre) Sophia Loren, disponibile sulla piattaforma a pagamento Netflix. Si tratta di un adattamento del romanzo omonimo del 1975 scritto dal francese Romain Gary, già portato sul grande schermo con un film nel 1977.

    La trama del libro: Il pomeriggio del 3 dicembre del 1980, Romain Gary si recò da Charvet, in place Vendôme a Parigi, e acquistò una vestaglia di seta rossa. Aveva deciso di ammazzarsi con un colpo di pistola alla testa e, per delicatezza verso il prossimo, aveva pensato di indossare una vestaglia di quel colore perché il sangue non si notasse troppo.
    Nella sua casa di rue du Bac sistemò tutto con cura, gli oggetti personali, la pistola, la vestaglia. Poi prese un biglietto e vi scrisse: «Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove». L'anno prima Jean Seberg, la sua ex moglie, l'attrice americana, l'adolescente triste di Bonjour tristesse, era stata trovata nuda, sbronza e morta dentro una macchina. Aveva 40 anni. Si erano sposati nel 1962, 24 anni lei, il doppio lui. Il colpo di pistola con cui Romain Gary si uccise la notte del 3 dicembre 1980 fece scalpore nella società letteraria parigina, ma non giunse completamente inaspettato. Eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, cineasta, tombeur de femmes, vincitore di un Goncourt, Gary era considerato un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa, senza più nulla da dire.

    Appuntamento sulla pagina Facebook della Fondazione CON IL SUD

    Il 3 marzo, in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione CON IL SUD, ci sarà la presentazione del libro “Oltre il Coivd. 365 idee per superare la crisi” della giornalista Paola Scarsi. È un volume che raccoglie storie di piccole e grandi imprese che hanno cercato di far fronte alla crisi pandemica con creatività, impegno e solidarietà.

    Qui il link per maggiori informazioni:

    https://www.fondazioneconilsud.it/news/oltre-il-covid-presentazione-su-facebook/

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