AngeliPress

    AngeliPress

    DIVERSITY MEDIA AWARDS 2020: No Profit in nomination nella categoria Miglior Programma Radio 

    I Diversity Media Awards premiano i personaggi e i contenuti media che hanno contribuito a una rappresentazione valorizzante della diversità nelle aree genere e identità di genere, orientamento sessuale ed affettivo, etnia, età e generazioni, disabilità. Il programma radiofonico No Profit, condotto dal direttore di angelipress.com Paola Severini su Radio Rai Gr Parlamento, è in nomination nella categoria Miglior Programma Radio ai Diversity Media Awards 2020. 

    La premiazione della quinta edizione dei DMA si terrà in diretta streaming il 29 novembre. 

    PER L'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ALDO CAPITINI

    Il 19 ottobre ricorreva l'anniversario della morte di Aldo Capitini, il filosofo antifascista fondatore del Movimento Nonviolento, nato a Perugia il 23 dicembre 1899 e a Perugia deceduto il 19 ottobre 1968. 
     
    Una minima notizia su Aldo Capitini
     
    Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Tra le opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009.
     
    Uno scritto di Aldo Capitini: "Principi di nonviolenza"
     
    La nonviolenza risulta dall'insoddisfazione verso cio' che, nella natura, nella societa', nell'umanita', si costituisce o si e' costituito con la violenza; e dall'impegno a stabilire dal nostro intimo, unita' amore con gli esseri umani e non umani, vicini e lontani. La manifestazione piu' concreta ed anche piu' evidente di questa unita' amore e' l'atto di non uccidere questi esseri e di non operare su di loro mediante l'oppressione e la tortura. Questo impegno non e' che un punto di partenza (come nessuno nella poesia, nella musica, puo' pretendere di esaurirle), e le imperfezioni del nostro atto di unita' amore non possono essere compensate che dal proposito di essere attivissimi in essa, nel tu che diciamo agli esseri nella loro singola individualita', mai dicendo che basta. La nonviolenza non e' l'esecuzione di un ordine, ma e' una persuasione che pervade mente, cuore ed agire, ed e' un centro aperto: il che significa che ognuno prende l'iniziativa di unita' amore senza aspettare che prima tutti si innamorino, e la concreta in modi particolari che egli decide con sincerita', e con dolore per ogni limite e impedimento che lo stato attuale della realta'-societa'-umanita' ancora mette a sviluppare pienamente questa unita' con tutti.
    Vi sono, dunque, tanti gradi e tante espressioni della nonviolenza, ma, al punto in cui siamo, esse si concentrano in un modo fondamentale, che e' di non uccidere esseri umani. Mentre si sta stabilendo, oggi piu' che mai, anche economicamente politicamente culturalmente, l'unita' mondiale dell'umanita', l'atto di affetto all'esistenza di ogni essere umano ci porta al punto di questa unita' umana. Verso gli altri esseri viventi ma non umani, come gli animali e le piante, tutto cio' che e' fatto nell'affetto e rispetto alla loro esistenza, apre l'unita' amore anche a loro e abitua a sentire, di riflesso, il valore del non uccidere esseri piu' complessi e piu' simili a noi, come sono gli uomini. La prassi del vegetarianesimo ha percio' grande importanza.
    La nonviolenza non e' soltanto contro la violenza del presente, ma anche contro quelle del passato; e percio' tende a un rinnovamento della realta' dove il pesce grande mangia il pesce piccolo, della societa' dove esiste l'oppressione e lo sfruttamento, dell'umanita' nella sua chiusura egoistica e nelle sue abitudini conformistiche e gusto della potenza. Ma finche' diamo col pensiero e con l'atto la morte, non possiamo protestare contro la realta' che da' la morte. E perche' la societa' non torni sempre oppressiva sotto un nome od un altro, deve cambiare l'uomo e il suo modo di sentire il rapporto con gli altri: la nonviolenza e' impegno alla trasformazione piu' profonda, dalla quale derivano tutte le altre; e percio' non si colloca nella realta' pensando che tutto resti com'e', ma sentendo che tutto puo' cambiare, e che com'e' stata finora la realta' societa' umanita' non era che un tentativo secondo i modi della potenza e della distruzione, e che vien dato un nuovo corso alla vita con i modi dell'unita' amore e della compresenza di tutti.
    La nonviolenza e' in una continua lotta, con le tendenze dell'animo e del corpo e dell'istinto e la paura e la difesa, con la realta' dura, insensibile, crudele, con la societa', con l'umanita' nelle sue attuali abitudini psichiche: non puo' fare compromessi con questo mondo cosi com'e', e percio' il suo amore e' profondo, ma severo; ama svegliando alla liberazione e sveglia alla liberazione amando; quindi distingue nettamente tra le persone e gli esseri tutti che unisce nell'amore, tutti avviati alla liberazione, e le loro azioni, delitti, peccati, stoltezze, assumendo il compito di aiutare questi esseri ad accorgersi del male, e, se proprio non e' possibile altro, contribuendo a liberarli dando, piu' che e' possibile, il bene.
    La nonviolenza e' attivissima, per conoscere gli aspetti della violenza e smascherarli impavidamente; per supplire all'efficacia dei mezzi violenti col moltipllcare i mezzi nonviolenti, facendo percio' come le bestie piccole che sono piu' prolifiche delle grandi; per vincere l'accusa e il pericolo intimo che essa sia scelta perche' meno faticosa e meno rischiosa; per dare effettivamente un contributo alla societa', che ci da', in altri modi. altri contributi. Proprio in questo tempo la nonviolenza ha il suo preciso posto nell'indicare una svolta decisiva e nell'inserire il fatto nuovo. Che non si veda un altro impero romano e un altro impero barbarico, e sempre oppressioni e rivolte, nascere e uccidere e morire, e l'uomo dolorante e illusoriamente lieto, perche' ancora non ha imparato a fondo quanto dinamismo rinnovatore hanno l'interiorita', la liberta', l'amore. Proprio appassionandoci per l'esistenza degli esseri viventi, rispettandoli piu' che si puo', e dolendoci della loro morte, noi impariamo a sentire immortali i morti e uniti all'intima presenza.
    Chi e' nonviolento e' portato ad avere simpatia particolare con le vittime della realta' attuale, i colpiti dalle ingiustizie, dalle malattie, dalla morte, gli umiliati, gli offesi, gli storpiati, i miti e i silenziosi, e percio' tende a compensare queste persone ed esseri (anche il gatto malato e sfuggito) con maggiore attenzione e affetto, contro la falsa armonia del mondo ottenuta buttando via le vittime.
    La nonviolenza e' impegnata a parlare apertamente su cio' che e' male, costi quello che costi, non cedendo mai su questa liberta', e rivendicandola per tutti; e a non associarsi mai a compiere cio' che ritiene il male. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza e' di non collaborare al male; e di creare difficolta' all'esplicazione di quei modi, senza sospendere mai l'amore per le singole persone, anche autrici di quei mali, ma non esaurentisi in essi; cosi' si riconosce di avere un alleato alla solidarieta' che si stabilisce tra gli oppressi, nell'intimo stesso degli oppressori.
    Chi e' persuaso della nonviolenza tende alla comunita' aperta, e percio' a mettere in comune il piu' largamente le sue iniziative di lavoro, la proprieta', non sfruttatrice, che egli possiede, la cultura (partecipando e celebrando i valori culturali con altre persone), la liberta' (favorendola con altri in assemblee nonviolente per il controllo e lo sviluppo amministrativo della vita).
    (Principi elaborati per il Centro di Perugia per la Nonviolenza costituito nel 1952)
     
    A cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
     

    Australia, persa oltre la metà della Grande Barriera Corallina

    Uno studio scientifico pubblicato su Proceedings of the Royal Society ha rilevato che metà della Grande Barriera Corallina australiana è sparita negli ultimi 25 anni. Le ricerche hanno preso in analisi il periodo tra il 1995 e il 2017; “abbiamo concluso che il numero di piccoli, medi e grandi coralli della Grande Barriera Corallina è sceso di oltre il 50% dal 1990”, afferma Terry Hughes, professore coautore dello studio. Il declino ha colpito praticamente tutte le specie di coralli presenti sia in acque profonde che in quelle basse, e l’evento principale, che ha colpito delle specie importanti per la riproduzione, è stato uno sbiancamento di massa avvenuto tra il 2016 e il 2017 a causa delle altissime temperature registrate.

    I coralli ramificati sono stati tra i più colpiti e da loro dipende la struttura degli habitat, e quindi con la loro assenza si è avuto un conseguente declino degli habitat e successivamente è diminuito anche il numero di pesci nella Barriera Corallina. “Se vogliamo capire come stanno cambiando le popolazioni di coralli e se possono riprendersi o meno dai disturbi, abbiamo bisogno di dati demografici più dettagliati” ha spiegato il dott. Andy Dietzel, l’autore principale della ricerca. I dati che occorrono vanno dal processo di riproduzione alla struttura delle colonie. “Pensavamo che la Grande Barriera Corallina fosse protetta dalle sue stesse dimensioni, ma i nostri risultati mostrano che anche il sistema della più grande, e relativamente ben protetta, barriera corallina del mondo è sempre più compromesso e in declino”, ha affermato il prof. Hughes.

    I cambiamenti climatici che hanno investito la barriera corallina dell’Australia, attraverso ondate di calore marino verificatesi nel 2016 e 2017, hanno provocato un notevole deterioramento della zona settentrionale e centrale; mentre con le temperature altissime del 2020 è stata la parte meridionale ad essere interessata. L’ allarme è sempre lo stesso, “non c’è tempo da perdere” dicono gli studiosi, e bisogna “ridurre drasticamente le emissioni di gas serra”. Un altro appello tra le migliaia che si spera arrivi a chi deve prendere delle decisioni, affrettando i tempi per il raggiungimento della neutralità climatica, perché qui di tempo sembra non esserci più.

    https://www.coralcoe.org.au/media-releases/the-great-barrier-reef-has-lost-half-its-corals

    A cura di Simone Riga

    Giuseppe Conte: "Continueremo a prestare attenzione ai disabili e alle loro famiglie"

    Nella conferenza stampa di ieri in cui Giuseppe Conte ha annunciato le nuove linee guida del Dpcm per contenere l'emergenza da Coronavirus, il Presidente del Consiglio ha trattato diversi temi, dalla scuola, allo sport dilettantistico, senza dimenticare le pesone con disabilità: "Continueremo a prestare attenzione alle persone com disabilità e alle loro famiglie, perché siamo veramente consapevoli delle difficoltà che stanno attraversando".

    Primo giorno di scuola da remoto dalla Rianimazione

    Primo giorno di scuola da remoto dalla Rianimazione dell'ospedale Mauriziano di Torino per un ragazzo di 16 anni con grave polmonite bilaterale

    Un ragazzo di 16 anni è entrato all'ospedale Mauriziano di Torino nella prima mattinata di venerdì 11 settembre, presentando difficoltà respiratoria e febbre. Le indagini radiologiche hanno documentato una grave polmonite blaterale, che ha reso necessario impostare una terapia con alti flussi di ossigeno. Inoltre gli esami del sangue e delle secrezioni polmonari hanno lasciato trasparire la possibilità che si trattasse della nota infezione da Covid. Fortunatamente è stato possibile
    escludere la malattia e la diagnostica si è indirizzata verso virus e batteri rari. La situazione respiratoria, grave e potenzialmente evolutiva, ha indotto al ricovero nel reparto di Rianimazione del Mauriziano (diretta dal dottor Vincenzo Segala) nella serata dello stesso giorno, dove si è proceduto al monitoraggio di tutte le funzioni vitali e ad una terapia con due diversi antibiotici di uso ospedaliero. Il miglioramento clinico ha permesso di affrontare comunque, anche se in maniera insolita, il primo giorno di scuola del quarto anno dell'ITIS Primo Levi, fornendo al ragazzo uno dei computer portatili dell'ospedale per poter seguire le lezioni da remoto.

    ProgeNIA/SardiNIA identifica bersagli terapeutici per le malattie autoimmuni

    Scoperte 120 nuove e significative associazioni tra varianti genetiche e i livelli di almeno uno dei 700 parametri immunologici esaminati: un aumento di 5 volte rispetto alle conoscenze esistenti sulla regolazione dei livelli delle cellule del sistema immune. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics da un team guidato da Francesco Cucca, professore di genetica umana all'Università di Sassari e associato dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche, è condotto su circa 4.000 individui in Ogliastra e apre la strada a nuove possibilità terapeutiche per le malattie autoimmuni

    L’analisi genetica è uno strumento sempre più potente per identificare le variazioni della sequenza del DNA in grado di influenzare caratteristiche misurabili del nostro corpo, come i livelli delle cellule e delle molecole solubili nel sangue. Attraverso analisi statistico-genetiche appropriate è inoltre possibile capire quali di esse siano coinvolte nell'insorgenza di malattie umane, contribuendo a formulare corrette ipotesi terapeutiche per il loro trattamento. In uno studio pubblicato oggi sulla rivista Nature Genetics, un team di ricercatori guidato da Francesco Cucca, professore di genetica umana all'Università di Sassari e ricercatore principale dello studio ProgeNIA/SardiNIA dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb), ha caratterizzato in circa 4.000 individui in Ogliastra le conseguenze di circa 20 milioni di varianti della sequenza del DNA su oltre 700 caratteristiche misurabili, dette “tratti quantitativi”,  rappresentate da diversi tipi di cellule del sistema immune e dalle molecole espresse sulla loro superficie.

    “Lo studio ha rilevato oltre 120 correlazioni significative, dette associazioni, tra specifiche varianti genetiche e i livelli di uno o più dei circa 700 tratti esaminati, un aumento di 5 volte rispetto alle conoscenze esistenti precedentemente”, spiega Cucca. “Circa la metà di queste associazioni si sovrappone perfettamente ad associazioni con varianti genetiche in grado di modificare il rischio di almeno una malattia autoimmune quali sclerosi multipla, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, colite ulcerosa, diabete di tipo 1 e malattia di Kawasaki. Quando la stessa variante genetica influenza sia livelli ematici di un tipo di cellule immunitarie che il rischio di una malattia autoimmune, è probabile che il prodotto proteico di quel gene agisca nel processo alla base di quella malattia attraverso quel tipo di cellule. I risultati ottenuti da questo studio forniscono quindi indizi preziosissimi sulle proteine e i meccanismi effettivamente implicati nello sviluppo delle malattie autoimmuni, e indicano nuovi ed importanti bersagli terapeutici per il loro trattamento: le specifiche proteine suscettibili di essere modulate terapeuticamente”.

    Lo studio corrente rappresenta l’evoluzione in senso applicativo delle numerose scoperte effettuate dallo studio ProgeNIA e già pubblicate in oltre 150 articoli scientifici. “Studi precedenti avevano identificato le prime associazioni geniche mai riportate con i livelli ematici di cellule immunitarie, citochine e marcatori infiammatori, così come con i livelli dei diversi tipi di emoglobina, acido urico, lipidi e di variabili antropometriche come l’altezza, e valutato l'impatto di questi parametri sul rischio e decorso clinico di malattie come la sclerosi multipla, il diabete, la talassemia, la gotta, e le malattie cardiache e renali”, conclude il genetista. Il presente studio è stato finanziato da agenzie pubbliche come il Programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea, e l'Istituto nazionale per l'invecchiamento (NIA) dell’Istituto nazionale di sanità (NIH) del governo USA, e dalla Fondazione italiana per la sclerosi multipla (Fism).

    "Nessuno è escluso": in libreria la storia di Roberta, bimba con una malattia alle ossa

    "Nessuno è escluso": in libreria la storia di Roberta, bimba milanese con una malattia alle ossa simbolo delle lotte dei disabili. Lo riporta Milano Today. Il libro sarà negli store online dal 15 ottobre e racconta le vicissitudini di due genitori, Fortunato e Maria, alle prese con questa rara malattia fin dai primi giorni di vita della propria figlia.

    diventa un libro la storia di Roberta, bimba milanese nata con una displasia campomelica-acampomelica (una grave malattia debilitante alle ossa) diventata simbolo della lotta per i diritti dei disabili gravi e gravissimi. Il volume, dal titolo 'Nessuno è escluso' e in libreria e negli store online dal 15 ottobre, racconta le vicissitudini di due genitori, Fortunato e Maria, alle prese con questa rara malattia fin dai primi giorni di vita della propria figlia, ma raccoglie anche molte testimonianze di padri e madri che come loro, ogni giorno, si scontrano con il muro dell'indifferenza nei confronti dei propri bambini e della loro disabilità.

    "Oggi - racconta Fortunato Nicoletti, autore del libro - raccogliamo fondi per aiutare tutte le famiglie in difficoltà, e combattiamo per il riconoscimento di diritti fondamentali dei malati che ancora nel 2020 vengono negati dalla società e dalle istituzioni".

    In piazza con un“pasto sospeso” per aiutare i “nuovi poveri” post covid

    La Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi scende in piazza con un“pasto sospeso” per aiutare i “nuovi poveri” post covid

    La Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi nel 1968 e presente in 40 paesi del mondo con oltre 500 realtà di accoglienza , con l’obiettivo di affrontare la questione delle “nuove povertà”,il 26 e 27 settembre scende in 800 piazze in tutta Italia (tutte le info su unpastoalgiorno.org) con l’iniziativa solidale 'Un Pasto al Giorno', un’occasione per sensibilizzare sul tema e per dare l’opportunità di comprendere meglio le difficoltà di oggi. “Per molti il coronavirus ha significato proprio questo - spiegano i responsabili della Comunità – e nel solo mese di giugno in Italia i cosiddetti 'nuovi poveri' sono stati il 34% del totale di coloro che si sono rivolti alle strutture di sostegno. La nostra missione non si può fermare soprattutto di fronte alle nuove difficoltà emerse con la pandemia, perché non ci sono solo i problemi materiali, ma in questi tempi difficili anche il sostegno psicologico, quella mano tesa che ti fa sentire meno solo, diventa fondamentale». Un impegno cinquantennale, dunque, che ha trovato conferma anche nel solco tracciato da Papa Francesco che in questi ultimi anni ha più volte fatto sentire la sua voce per richiamare alla necessità di crescere insieme come comunità attenta agli ultimi e alla nostra casa comune. «Nelle condizioni attuali della società mondiale – ha scritto il Pontefice nell’Enciclica Laudato Si’ - dove si riscontrano tante iniquità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate e private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri».

    Durante l’iniziativa solidale ci sarà modo per portare a casa un segno concreto di accoglienza e solidarietà verso chi ha più bisogno: con il contributo degli artisti dell
    ’Associazione Autori di Immagini, è stata realizzata una collezione di tovagliette all'americana, «un oggetto simbolico – aggiungono dalla Comunità - che rappresenta il posto preparato per qualcuno alla propria tavola. Ecco perché partecipare all'iniziativa significa 'prenotare' un posto alla nostra tavola destinato a chi oggi non riesce a provvedere da solo al cibo: sarà come 'invitare' alla propria tavola una persona in difficoltà, apparecchiando un posto in più, nel segno di una solidarietà concreta che può fare la differenza proprio ora che ce n’è più bisogno».

    Giovanna Ginex e Rosangela Percoco, L'allodola

    La storia straordinaria di Fernanda Wittgens, la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera.

    Vulcanica, geniale e fermamente antifascista lottò per salvaguardare le opere d’arte dalla guerra e dalle incursioni naziste, soprattutto dopo il terribile bombardamento di Brera del 1943.

    L’allodola. È stata soprannominata così Fernanda Wittgens, per la sua grandezza discreta, evidente soltanto quando le ali si aprono in volo. Creatura umile, ma possente e sublime. Non poteva esistere definizione più calzante per una donna che pur compiendo imprese titaniche ha evitato il clamore delle cronache, lavorando giorno e notte al servizio dell’arte, della bellezza e della libertà. Giovanna Ginex e Rosangela Percoco le rendono giustizia ricostruendo il romanzo di una vita straordinaria. Nata nel 1903 da una famiglia di origine austro-ungherese, Fernanda inizia come insegnante di liceo, fa la giornalista e nel 1928 entra nella Pinacoteca di Brera con la qualifica di ‘operaia avventiziaʼ. La dedizione instancabile le permette di diventare assistente del direttore, Ettore Modigliani, e di contribuire in maniera determinante alla crescita del museo. Rileva l’incarico del suo maestro quando viene rimosso per motivi razziali, e diventa così la prima donna a ricoprire un ruolo tanto prestigioso. Nei giorni bui dei bombardamenti su Milano fa di tutto per salvare le opere che le sono affidate, ma anche le vite di tanti ebrei. L’arresto per antifascismo e la condanna a quattro anni di carcere non soffocano il suo coraggio. Anzi, al termine del conflitto le sue energie sembrano essersi moltiplicate: tornata a Brera, combatte per ricostruire dalle macerie la Pinacoteca e renderla un ‘museo viventeʼ, punto di riferimento per la cultura internazionale. Questo romanzo è il ritratto di una donna vulcanica, ostinata, controcorrente. È la storia vera di una combattente, un simbolo che non appartiene al passato ma al futuro.

    Si torna in classe con l’Almanacco della Scienza

    Il Focus monografico del nuovo numero del magazine on line del Consiglio nazionale delle ricerche propone considerazioni e consigli dei ricercatori per la riapertura delle scuole, dopo il lungo periodo di lockdown.

    Dopo il lungo periodo di lezioni a distanza per la pandemia, il 14 settembre si torna in classe, anche se in alcune regioni la campanella ha già suonato e in altre si è deciso di posticipare la riapertura a dopo il voto del 20 e 21 settembre. Gli studenti dunque  rientreranno in aula, anche se con qualche cambiamento e le previste misure di sicurezza. Alla riapertura della scuola, esaminata con l’aiuto dei ricercatori del Cnr, è dedicato anche il Focus monografico dell’Almanacco della Scienza on line.

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.