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    17 ottobre 2020 | Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà: oltre la pandemia

    La giornata mondiale per l'eliminazione della povertà è alle porte. Da 7 anni - prima con la campagna Miseria Ladra e poi con la Rete dei Numeri Pari - centinaia di realtà sociali e sindacali si organizzano nella Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà per dire a gran voce che questa dovrebbe essere la priorità politica nel nostro paese.

    Negli ultimi 12 anni, in Italia, le persone in povertà assoluta sono raddoppiate, passando da 2 milioni e 113mila nel 2008 a oltre 4,5 milioni nel 2019. Allo stesso tempo, il numero dei miliardari è quasi triplicato: da 12 nel 2008 a 40 nel 2020. Nel rapporto Dignità e non diritti, Oxfam denuncia che a causa dello shock pandemico mezzo miliardo di persone nel mondo rischiano di diventare povere. 

    In un paese come il nostro, dove già prima della pandemia una persona su 3 viveva a rischio esclusione sociale, è preoccupante immaginare quale sarà la situazione dei prossimi mesi, quando finirà il blocco degli sfratti e dei licenziamenti. Per di più ben sappiamo che, dove lo Stato fallisce, più facilmente crescono sistemi di regolazione alternativa, non democratici, collusivi e mafiosi. 

    Vecchie e nuove povertà possono essere affrontate solo ripensando i modelli economici, riconoscendo alcuni diritti fondamentali come quello dell’abitare, e conferendo solidità ai beni comuni a cominciare da scuola e sanità. Per questa ragione la giornata mondiale per l’eliminazione della povertà è l’occasione per chiedere al Governo e al Parlamento che venga data priorità politica all’impegno contro le disuguaglianze, verso un reale cambio di paradigma. Lo faremo in diverse occasioni:

    Sabato 17 alle ore 12:00 Elena Ciccarello - direttrice de Lavialibera, intervisterà in diretta streaming Giuseppe De Marzo - Coordinatore nazionale della Rete dei Numeri Pari, e Don Luigi Ciotti - presidente delle associazioni Libera e Gruppo Abele per commentare insieme quanto stiamo vivendo e parlare delle proposte da mettere in campo per sconfiggere povertà, disuguaglianze e mafie. Sarà possibile seguire l'intervista sia su Facebook (link evento) che sul canale Youtube de Lavialibera (link)

    Nel pomeriggio sarà pubblicata una nostra intervista fatta a Giuseppe De Rita, Presidente del Censis in cui si parlerà di disuguaglianze, povertà, esclusione sociale e penetrazione mafiosa nei territori; dell'impatto della pandemia di Covid-19, delle risposte messe in campo dalla Politica e della necessità di istituzionalizzare un nuovo paradigma che rimetta insieme la giustizia sociale, ambientale ed ecologica. L'intervista sarà disponibile sul sito e sui social della Rete.

    Legge Clima: 30 milioni di euro per la forestazione delle città

    Il Ministero dell’Ambiente ha approvato il decreto attuativo della Legge Clima che consentirà di procedere alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle metropoli. “Sappiamo che la lotta ai cambiamenti climatici richiede azioni concrete e finalmente mettiamo in campo questo strumento – ha spiegato Sergio Costa, a capo del Dicastero - che stimola progetti concreti che migliorano la qualità dell’aria nelle città metropolitane, assorbendo anidride carbonica e incrementando allo stesso tempo bellezza e qualità di vita”.

    L’ammontare dei finanziamenti per il biennio 2020-2021 sarà di 30 milioni di euro, quali saranno destinati alle città metropolitane nelle zone dove la qualità dell’aria è andata oltre i limiti dei parametri europei, e che quindi sono state oggetto di infrazioni. Ogni progetto presentato dovrà avere un costo massimo pari a 500mila euro e sarà obbligatorio garantire una manutenzione per un periodo di almeno 7 anni.

    Tali interventi vanno ad allinearsi alle direttive europee e assicureranno una maggiore tutela della biodiversità, un aumento delle superfici delle infrastrutture verdi e un miglioramento della funzionalità ecosistemica e un incremento per la salute e il benessere dei cittadini. L’obiettivo dell’Ue è quello di arrivare ad una società ad impatto zero entro il 2050, e di recente la Commissione ha fissato un nuovo obiettivo per il 2030, ovvero ridurre almeno del 55% le emissioni di gas serra, che si aspetta che venga inserito nella legislazione.

    https://www.minambiente.it/comunicati/ambiente-approvato-dalla-conferenza-unificata-il-decreto-su-forestazione-urbana-30

    https://ec.europa.eu/clima/policies/eu-climate-action/law_it

    A cura di Simone Riga

    Indice Globale della Fame 2020: In oltre 50 Paesi resta alto l'allarme

    Cesvi presenta la quindicesima edizione dell’Indice Globale della Fame (GHI 2020): lenti progressi, ma la fame rimane acuta. Obiettivo Fame Zero raggiungibile nel 2030 solo riesaminando i sistemi alimentari in modo equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Le conseguenze del Covid-19, unite al cambiamento climatico, aggravano fame e malnutrizione. Potrebbero raddoppiare le persone esposte alla fame e all’indigenza.

    Dall’Indice Globale della Fame 2020 emerge che, a livello mondiale, la fame è ad un livello moderato, in miglioramento rispetto al 2000, ma resta alto l’allarme fame e malnutrizione: 11 paesi registrano livelli di fame allarmanti e 40 paesi appartengono alla categoria grave 1 . Le conseguenze socioeconomiche dell’emergenza Covid-19 potrebbero peggiorare la situazione e vanno ad aggiungersi all’impatto del cambiamento climatico sulla produzione, disponibilità e qualità del cibo e quindi sulla sicurezza alimentare globale. L’Indice Globale della Fame (Global Hunger Index, GHI) realizzato da Welthungerhilfe e Concern Worldwide e curato da Cesvi per l’edizione italiana, è uno dei principali rapporti internazionali per la misurazione multidimensionale della fame nel mondo. La quindicesima edizione è stata presentata in un incontro digitale moderato dal giornalista di Radio 24 Giampaolo Musumeci, con la partecipazione del geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, della Presidente Cesvi Gloria Zavatta, della Head of Mission in Kenya e Somalia Cesvi Isabella Garino e della Advocacy Coordinator Cesvi Valeria Emmi.

    Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e la Banca Mondiale quasi 690 milioni di persone sono denutrite; 144 milioni di bambini soffrono di arresto della crescita e 47 milioni soffrono di deperimento e 5,3 milioni sono morti prima dei cinque anni nel 2018, in molti casi a causa della malnutrizione. L’Indice Globale della Fame è uno strumento sviluppato per misurare e monitorare complessivamente la fame a livello mondiale, regionale e nazionale, sulla base dell’analisi di quattro indicatori: denutrizione, deperimento infantile, arresto della crescita infantile e mortalità dei bambini sotto i cinque anni. L’Indice Globale della Fame2020 si concentra sulla fame in relazione alla salute umana, animale e ambientale e lo sviluppo di relazioni commerciali eque, mostrando come le attuali sfide siano interconnesse e richiedano un'azione a lungo termine e soluzioni politiche.

    Dall’edizione 2020 emerge che il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG), conosciuto come Fame Zero, fissato per il 2030, rischia di non essere raggiunto: al ritmo attuale, 37 paesi non riusciranno nemmeno a raggiungere un livello di fame basso nella Scala di Gravità. Inoltre, la pandemia di COVID-19 e la relativa recessione economica, e le devastanti conseguenze del cambiamento climatico, stanno aggravando l'insicurezza alimentare e nutrizionale di milioni di persone.

    Imprese Creative Driven: 8 progetti vincitori della open call di Parma Capitale della Cultura

    Sono otto i vincitori di Imprese Creative Driven, la terza call di Parma2020+21 lanciata per promuovere quelle realtà che, pur non facendo parte del sistema delle imprese culturali e creative, considerano la cultura come un vero e proprio input del processo produttivo, veicolando contenuti creativi e innovativi rispetto al sistema economico di riferimento.

    Parma 2020+21 si è posta l’obiettivo di contribuire alla stabilizzazione del sistema collaborativo pubblico-privato, con particolare attenzione alla crescita delle imprese culturali e creative. Tra gli obiettivi di Parma Capitale Italiana della Cultura c’è quello di promuovere l’accessibilità e la contaminazione tra cultura, imprese, tessuto urbano, periferie e comunità locali: per questo motivo sono state promosse quattro open call, quattro bandi finanziati con budget importanti, tra cui quello
    per favorire l’imprenditorialità creative driven come volano per l’innovazione e lo sviluppo territoriale, alla luce del dialogo attivo che si sviluppa tra cultura, creatività e logiche d’impresa. Il bando è stato promosso dal Comune di Parma e dal Comitato per Parma 2020, con il sostegno di “Parma, io ci sto!” e Unione Parmense degli Industriali, la collaborazione di CISITA e il coordinamento scientifico di Promo PA Fondazione.

    I candidati sono stati chiamati a proporre idee innovative che permettano di portare la creatività e la cultura all’interno delle imprese e di promuovere una relazione di interdipendenza tra il settore imprenditoriale e quello culturale. Ben 15 sono le imprese d’eccellenza del territorio parmense, che hanno aderito al progetto candidandosi a diventare cantieri di produzione delle proposte progettuali selezionate: Allodi; Casappa; Cavalier Umberto Boschi; Chiesi Farmaceutici; Coppini Arte Olearia; Dallara group; Davines; Fidenza Village; F.lli Galloni; Laterlite; Lincotek; Matthews International; Ocme; Opem; Raytec Vision.

    Le imprese creative driven rappresentano una sorta di cerniera, una “zona ibrida” per sviluppare percorsi finalizzati a rendere innovativi e competitivi i prodotti, accattivante l’immagine e la comunicazione aziendale, a stimolare l’ambiente di lavoro grazie al miglioramento del rapporto fra benessere e produttività. Soggetti che pongono la cultura come un vero e proprio input del processo produttivo e che rappresentano un’ampia e diversificata parte del mercato, dal food all’arredamento, dal design all’edilizia, dalla moda al turismo, caratterizzandosi per il fatto di veicolare contenuti creativi e innovazione nel sistema economico di riferimento.

    Tenuta di Acquafredda: Vaticano e Regione Lazio a braccetto per la cementificazione

    Una delibera di Giunta recentemente approvata dalla Regione Lazio consentirà l’edificazione di ben sei ettari della Tenuta di Acquafredda, benché sia Riserva naturale. Nel piano approvato è prevista l’edificazione di palazzi per un totale di oltre 180mila metri cubi, i quali con tutta probabilità saranno delle strutture alberghiere e case di riposo denominate nel documento come “strutture socio-sanitarie e ricettive”.

    La Riserva naturale di Acquafredda era già stata in passato oggetto di numerose controversie: negli anni ’80 si cercò di effettuare una “lottizzazione abusiva” sui 145 ettari della Tenuta e venne condannato monsignor Antonio Masci a tre mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di tre milioni di lire. Mentre negli anni ’90 il costruttore Domenico Bonifaci concluse un accordo per la vendita delle terre della Tenuta per il doppio del loro valore, ossia 120 miliardi, salvo poi ripensarci
    con lo scoppio di Tangentopoli e riuscì a riavere indietro l’acconto versato. 

    Dopo queste vicende, e una continua lotta portata avanti dai contadini affittuari da 60 anni, la Tenuta divenne Parco naturale nel 1997, grazie ad una lunga battaglia portata avanti dai Verdi, guidati da Angelo Bonelli. In questo modo vennero bloccati i programmi di costruzione del Vaticano per 60 ettari che restarono invece destinati ai contadini, i quali tuttavia continuarono a subire forti pressioni per lo sfratto fino al pontificato di Papa Ratzinger. 

    Un’ulteriore beffa è arrivata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale che ha apportato delle semplificazioni in materia ambiente che sembrano essere un lasciapassare per il programma che interessa Acquafredda, infatti tra le modifiche effettuate si prevede che “il consiglio regionale si esprime sulla proposta di piano entro i successivi 120 giorni (dalla proposta di piano alla commissione competente, ndr), decorsi i quali il piano si attende approvato”. “Tornano i fantasmi del passato di un cemento targato Ior-Capitolo San Pietro che sollevò tanti interessi. Ora il rischio è che con la norma del silenzio assenso votata dalla Regione, Acquafredda diventi il cavallo di Troia per portare il cemento nei parchi del Lazio. Chiedo a Zingaretti, che sovraintende all’ente Roma Natura, di cancellare la lottizzazione perché nei parchi non si può costruire”, ha tuonato Bonelli. Ora la parola finale spetterà a tutti i soggetti coinvolti nel piano, ovvero Roma Natura, il Vaticano, il Comune di Roma e la Regione Lazio.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/06/roma-vaticano-punta-a-una-lottizzazione-da-180mila-m%C2%B3-nella-riserva-naturale-ora-basta-il-silenzio-assenso-della-regione/4661362/

    https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/10/09/news/pioggia-di-cemento-sul-parco-del-vaticano-la-regione-lazio-approva-1.354337?ref=HEF_RULLO

    A cura di Simone Riga

    Radical Choc di Giuseppe De Marzo

    Nonostante i 40.000 chilometri di filo spinato e muri costruiti negli ultimi anni, il Covid-19 ha oltrepassato confini e barriere con gran velocità. Hanno parlato di «nemico invisibile», di «guerra», nascondendo l'origine del problema e le responsabilità che ne derivano. Spostare l'attenzione, costruire nemici da dare in pasto agli elettori è una delle forme più vecchie e banali, ma ancora efficaci, di manipolazione politica. Può aver funzionato in passato, ma oggi il virus mette tutti spalle al muro. Non siamo in presenza di una guerra e il Covid non è un nemico invisibile inaspettato: da molti anni si parla della minaccia di nuovi virus, conseguenze dirette del collasso climatico e della perdita di biodiversità. Sembra che le vecchie basi scientifiche e filosofiche su cui poggia la nostra modernità non siano più in grado di affrontare le sfide che abbiamo di fronte: l'insostenibilità sociale, ambientale ed ecologica del liberismo. La storia insegna che a volte i grandi mutamenti epocali sono positivi; altre volte portano una maggiore concentrazione della ricchezza e del potere, a una crescita delle disuguaglianze e un peggioramento delle forme della democrazia. Cosa preferiamo per il nostro futuro? Prefazione di don Luigi Ciotti.

    Qui un estratto della recensione uscita su Avvenire a firma Lucia Capuzzi:

    «Imonti, gli alberi e i fiumi mutano il loro aspetto con l’avvicendarsi delle ore e delle stagioni come un uomo cambia con le esperienze e le emozioni». Il poeta libanese Khalil Gibran traspone in versi il significato profondo di quel filone di studi scientifici che, negli ultimi decenni e soprattutto grazie al lavoro dei biologi Humberto Maturana e Francisco Varela, si concentra sull’aspetto “autopoietico” del sistema Terra. La comunità dei viventi si ridefinisce continuamente, si riproduce e si sostiene al proprio interno. Il fatto di essere immerso in questo slancio vitale perpetuo, di esserne parte integrante, soggetto alle leggi dell’interdipendenza, della corrispondenza, della complementarietà, della relazionalità e della reciprocità, garantisce all’essere umano vita e possibilità di evoluzione. «Per questo nulla è ancora deciso per sempre. Dipende da noi e dalle nostre capacità di scegliere di quale cambiamento vogliamo far parte», è l’assunto da cui parte Giuseppe De Marzo in Radical choc. Diritto alla salute, collasso climatico e biodiversità, appena pubblicato da Castelvecchi (pagine 78, euro 10).

    Un saggio in cui l’economista e scrittore – storico collaboratore di Libera e don Luigi Ciotti, che ha scritto la prefazione – offre al lettore una bussola per orientarsi del mondo post–pandemia. «Il Covid–19 ha aperto una breccia dolorosa che ci mette di fronte a un bivio, perché conseguenza delle nostre azioni. La scelta che faremo determinerà che tipo di nuovo inizio costruiremo», si legge nel libro. Per De Marzo, ora più che mai, è urgente prendere posizione. «Difendere la comunità vivente, allargarla, è bene.

    "La salute dei cittadini", un convegno a Venezia il 24 ottobre

    Sabato 24 ottobre a Venezia, "La salute dei cittadini", un convegno presso la Scuola Grande di San Marco, Ospedale Santi Giovanni e Paolo, dalle 9.30 alle 13.30.

    L’idea di dar vita a Venezia a “La Salute dei Cittadini”, un’occasione di approfondimento e dibattito su temi sempre più rilevanti per i cittadini, nasce, nei primi giorni dell’anno, durante un incontro di alcuni dei protagonisti del convegno, ritrovatisi occasionalmente all’Ospedale Civile di Venezia Santi Giovanni e Paolo.

    L’irrompere, dal mese di marzo, del COVID 19 ha rinforzato l’opportunità di allargare l’iniziativa ad un concetto più generale di salute, intesa come fragilità non solo individuale ma anche sociale. La pandemia è unita da un “filo rosso” alle malattie rare: entrambe entrano nella vita delle persone sconvolgendo la loro esistenza. Questa riflessione sulla fragilità, ci ha indotto a sottolineare questo legame nella giornata di oggi. Gli argomenti proposti sono di significato diverso ma tra loro fortemente connessi. L’incontro, che vuole riunire insieme pazienti e loro famiglie, medici di assistenza primaria e specialisti, clinici, operatori e autorità sanitarie, intende riproporsi negli anni futuri su argomenti man mano rilevanti per i cittadini.

    LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA. Il Convegno è organizzato nel rigoroso rispetto della normativa di sicurezza su Covid-19, per la partecipazione è strettamente necessaria l’adesione entro il 22 ottobre ore 12, inviando una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. con l’indicazione anche del proprio numero di cellulare. Le adesioni saranno accolte fino all’esaurimento dei posti disponibili, predisposti secondo la regolamentazione del distanziamento interpersonale.

    Il programma:

    Giuseppe Dal Ben, Direttore Generale Azienda ULSS3 Serenissima

    Paolo Pasini, Presidente AIPaSiM Onlus

    Giovanni Leoni, Presidente Ordine dei Medici di Venezia

    Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL

    Annalisa Scopinaro, Presidente UNIAMO F.I.M.R. Onlus

    S.E. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia

    Etica e fragilità

    Marco Trabucchi, Presidente Società Italiana di Psicogeriatria

    Per una medicina della fragilità

    11.00 I MEDICI PARLANO AI PAZIENTI

    La Rete di Assistenza per le malattie rare

    e le malattie ematologiche rare: l’esperienza

    Paola Facchin, Coordinatore Tavolo Tecnico Malattie Rare Veneto, Commissione Salute

    La medicina personalizzata e le malattie del sangue

    Matteo Della Porta, Professore in Ematologia, Humanitas

    Cancer Center - Università Humanitas, Milano

    Renato Bassan, Direttore Ematologia Ospedali di Mestre e Venezia

    12.00 LA VOCE DEI PAZIENTI

    Medico e paziente: diritti e doveri

    Adelchi D’Ippolito, Procuratore Vicario della Repubblica, Venezia

    I Comitati Etici ai tempi della pandemia

    Andrea De Gasperi, Comitato Etico Milano Area 3, già Direttore Dipartimento Trapianti ASST Niguarda

    I 50 anni di AIL: al servizio dei malati di leucemia, linfomi e mielomi

    Giovanni Alliata di Montereale, Presidente AIL Venezia

    Come nasce una associazione pazienti

    Il caso della Associazione Italiana Pazienti Sindrome Mielodisplastica

    Paolo Pasini, Presidente AIPaSiM Onlus

    Le Associazioni e le reti del territorio

    Paolo Calveri, Presidente Associazione e Reti Malattie Rare

    Convegno commemorativo sul 151° anniversario della nascita di Mahātma Gāndhi

    Alla vigilia del 151° anniversario della nascita di Gandhi, si terrà un convegno per riflettere sull'applicazione degli antichi valori indiani di ahimsā, satya, autosufficienza e sviluppo sostenibile nella ricerca di una nuova globalizzazione sostenibile.

    Il convegno mira a mettere a fuoco il nuovo ruolo dell'India in un mondo post COVID; dopo un'introduzione del Prof. Francesco Sferra sulle origini dei valori gandhiani nelle scritture indù, seguirà l'intervento di altri relatori che discuteranno la rilevanza di questi valori nella costruzione di un mondo moderno e post-pandemico. L'evento si terrà presso lo storico Palazzo Ferrajoli, Piazza Colonna a Roma, dalle ore 16.00 (ore 19.30 indiane).

    Il programma degli interventi:

    Saluti di benvenuto, Vas Shenoy, Presidente, Associazione Sākshī

    Introduzione, Prof. Francesco Sferra, Professore di Sanscrito, Università di Napoli "L'Orientale"

    H.E. Amb. Dott.ssa Neena Malhotra, Ambasciatrice della Repubblica dell'India in Italia

    H.E. Amb. Vincenzo De Luca (via video conf), Ambasciatore della Repubblica Italiana in India Keynote (tramite video conferenza)

    H.E. Hon. Suresh Prabhu, membro del Rajya Sabha, rappresentante indiano di G7 e G20

    Lia Quartapelle, Partito Democratico, Deputato al Parlamento

    Pier Ferdinando Casini, membro del Senato della Repubblica

    Luca Bergamo, Vice Sindaco e Assessore allo Sviluppo Culturale, Comune di Roma 

    Prof. Arduino Paniccia, Direttore, Istituto di Studi Strategici Niccolò Machiavelli

    Alessandro Sansoni, Membro del Consiglio Direttivo, Ordine Nazionale dei Giornalisti (Italia)

    Moderatore: Dott.ssa Paola Severini Melograni, Direttore dell'agenzia giornalistica AngeliPress

    Rapporto ASviS 2020, l’Italia peggiora per 9 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile

    La pandemia ha sicuramente determinato un peggioramento globale dei risultati attesi per il 2020 riguardo l’Agenda 2030 delle Nazione Unite. Anche se non sembra che l’Italia abbia ancora intrapreso questa strada con piena convinzione, decisione e rapidità. Nel corso del 2018-2019 era emerso nel rapporto ASviS un miglioramento per quattro Obiettivi, quali erano povertà, condizione economica e occupazionale, economia circolare ed istituzioni efficienti; erano, invece, rimasti stabili dieci, ovvero alimentazione, salute, istruzione, disuguaglianze di genere, sistemi igienico-sanitari, energia, disuguaglianze, cambiamento climatico, ecosistemi terrestri, partnership; e, infine, erano peggiorati due: innovazione e città.

    Ad oggi i dati per il 2020 conducono ad un regresso per nove Obiettivi, quali povertà, fame, salute, istruzione, uguaglianza di genere, lavoro, innovazione, disuguaglianze, partnership; un miglioramento per tre, ossia consumo e produzione responsabile, azioni per il clima, e, infine pace, giustizia e istituzioni forti; mentre cinque sono rimasti fuori poiché non è stato possibile valutare l’effetto della crisi. La situazione non è affatto positiva neanche per quanto riguarda il raggiungimento dei Target fissati per il 2020, in dodici di questi l’Italia è molto lontana dal poterli raggiungere entro la fine dell’anno (dalla riduzione delle vittime di incidenti stradali al numero di giovani che non studiano e non lavorano (Neet), dalla definizione da parte delle città di piani per la gestione dei disastri naturali alla difesa della biodiversità).

    Gli interventi durante la pandemia sono stati soprattutto diretti alla protezione del sistema socioeconomico e non molto per una transizione verso la sostenibilità; dalle analisi svolte da ASviS i decreti-legge sono stati orientati per il 54% alla protezione; per il 19% alla promozione; per il 12% alla trasformazione; per il 9% alla preparazione e, infine, solo per il 5% alla prevenzione. “In molti casi - rimarca ASviS - gli interventi avrebbero potuto essere disegnati con una visione più orientata a prevenire nuovi shock e a preparare il mondo economico e sociale ad un nuovo assetto più sostenibile, sfruttando anche gli orientamenti che stanno emergendo nella parte più innovativa del mondo imprenditoriale e della finanza”.

    https://asvis.it/rapporto-asvis-2020/

    A cura di Simone Riga

    Oggi alle 18.30 al Salone D'onore del Coni la Presentazione del libro di Sara Gama

    Oggi, martedì 13 ottobre, alle 18.30 alla Sala D'onore del Coni presenteremo il libro della capitana della nazionale italiana di calcio e della Juventus Women, Sara Gama, "La mia vita dietro un pallone".

    Con lei ci sarà il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora. Modererà l'incontro Paola Severini Melograni.

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