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    Francia, in arrivo nuove misure a favore del benessere degli animali

    Il Ministro della Transizione ecologica, Barbara Pompili, ha annunciato che presto saranno vietati gli animali selvatici nei circhi itineranti e negli acquari, e sarà oltretutto interrotto l’allevamento di visoni d’America. “Un importante punto di svolta per gli animali selvatici nella nostra società […] È ora che il nostro fascino ancestrale per queste creature selvagge non si traduca più in situazioni in cui la loro prigionia sia favorita rispetto al loro benessere”, ha affermato il Ministro. Si tratta di un provvedimento che concede un progressivo benessere alle specie animali, costrette in gabbie, nel caso dei circhi itineranti, e in vasche, che non sono i loro habitat naturali pur se si tenta di edificarlo, nel caso degli acquari.

    L’annuncio è stato dato in vista della prima conferenza dell’Onu sulla biodiversità; un segnale, quello lanciato dalla Francia, che intende fare da apripista per le politiche a favore del benessere degli animali. In Europa, la stragrande maggioranza di circhi detiene animali e questi si concentrano soprattutto in Italia, Francia e Spagna; una cultura, quella circense, che ha sempre visto gli animali al centro dell’intrattenimento per lo spettatore, ma la maggiore sensibilizzazione, e principalmente una più diffusa conoscenza del mondo animale, ha cominciato a cambiare la visione delle persone. Il progresso richiede cambiamenti, dei cambiamenti che devono avvenire in ogni settore della società, in questo caso si chiede all’universo circense di progredire. Tuttavia, si tratta di una misura rivolta ai soli circhi itineranti che contano all’incirca 500 animali selvatici, quali, si suppone, rientreranno nei loro habitat dopo un graduale ambientamento. Un ulteriore provvedimento, invece, proibirà la riproduzione e l’introduzione di orche e delfini nei tre acquari del Paese che accolgono queste specie marine. Pompili ha annunciato, inoltre, che entro cinque anni si porrà fine anche all’allevamento di visoni d’America, dai quali si ricavano le pellicce.
    In virtù di questi provvedimenti, per i quali ancora non è stata fissata una data di applicazione, saranno stanziati otto milioni di euro per la riconversione dei circhi itineranti e per il personale degli acquari. Agli zoo che adotteranno delle iniziative a favore del benessere degli animali verranno destinati dei sussidi. Queste misure sembrano arrivare da politiche adottate, e a quanto pare con successo, a Parigi, quale vietò nel novembre 2019 gli spettacoli itineranti con animali. La notizia ha immediatamente sollevato la richiesta, da parte della Lega anti vivisezioni (Lav), per l’introduzione degli stessi provvedimenti: “E in Italia quando? Presidente Giuseppe Conte, ministri Sergio Costa, Roberto Speranza, Dario Franceschini noi le nostre proposte ve le abbiamo già presentate”. Si spera che anche noi seguiremmo presto le orme della Francia, magari osando ancor di più.

    https://www.nouvelobs.com/societe/20200929.OBS34025/les-animaux-sauvages-dans-les-cirques-itinerants-vont-progressivement-etre-interdits-en-france.html

    https://www.lav.it/news/francia-no-allev-pellicce-e-animali-circhi

    A cura di Simone Riga

    O Anche No su Gente: "Basta compatirci, qui ci divertiamo"

    O Anche No oggi è su Gente con un servizio a cura di Igor Ruggeri, con un pezzo intitolato "Basta compatirci, qui ci divertiamo".

    "Quest'anno i ragazzi di O Anche No si mettono in cucina per preparare piatti speciali".

    "Parliamo di storie a lieto fine, con ironia e senza drammi", ha detto Paola Severini Melograni.

    No Profit: "Le pillole di Psicologia" - Lunedi 5 ottobre, ore 20, Radio 1 Rai Gr Parlamento

    Riparte la nuova stagione di No Profit, il programma di approfondimento condotto da Paola Severini Melograni, giunto al decimo anno.

    In questa puntata le “pillole di psicologia” in onda dall'8 settembre all'interno del programma Elisir alle 11.00 su Rai3.
    Per la prima volta, con cadenza settimanale, uno spazio di 10 minuti dello storico programma di medicina offrirà una chiave di lettura su temi di natura psicologica.
    Il contenuto di ciascuna "Pillola" sarà costruito in risposta, dunque, ai bisogni espressi sempre di più dai cittadini attraverso le indagini realizzate dall'Ordine degli Psicologi:
    Ne parla Paola Carruba, psicologa, psicodiagnosta e Dirigente Rai e parte del comitato scientifico che coordina questo spazio tv.

    Potete riascoltare le trasmissioni dopo la messa in onda sul podcast sul sito di Gr Parlamento.

    "O anche No": la replica del venerdì e la nuova puntata di domenica

    O ANCHE NO: Oggi siamo su Gente! Questa notte alle 00.55 la replica della seconda puntata e domenica mattina alle 09.20 sempre su Raidue la nuova puntata.

    Lunedi ripartono gli appuntamenti con Radio Rai Gr Parlamento.
    No Profit il lunedi e il venerdi alle 20.00 e La Sfida della Solidarietà il sabato alle ore 11.00

    Domenica 4 ottobre su RAI 2 alle 09.20 circa e venerdì 9 ottobre in replica alle 24,55 circa va in onda la terza puntata di “O anche no”, il programma su disabilità e inclusione realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Paola Severini intervista in collegamento con gli Stati Uniti Erica Milsom, regista di “Loop”, il film di animazione targato Pixar e Walt Disney che racconta la storia dell’amicizia tra un ragazzo loquace e una ragazza autistica.
    Il “cooking show” si svolge nella cucina dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Tor Carbone” di Roma, dove Daniela Scanavino, chef e docente della scuola con i suoi “ragazzi delicati” ci spiegherà come preparare il dolce “Morbido d’autunno”.
    La seconda intervista ha come protagonista Paola Carruba, psicologa e psicodiagnosta che ha ideato insieme a un pool di colleghi le “pillole” di psicologia in onda tutti i giorni all’interno di ELISIR (Rai3).
    Il nostro “prestigiattore” Andrea Paris sfiderà con uno dei suoi giochi l’aspirante mago di turno.
    Rebecca Zoe De Luca racconterà una delle sue notizie che verrà illustrata e commentata dal grande Stefano Disegni che le dedicherà la sua striscia.
    Non mancheranno i Ladri di Carrozzelle con le consuete due canzoni.
    O ANCHE NO è scritto da Paola Severini Melograni e Maurizio Gianotti. La regia è di Davide Vavalà.

    Vi ricordiamo questa notte alle 00.55 circa su Raidue andrà in onda la replica della seconda puntata.

    Potete comunque rivedere tutte le puntate e anche le stagioni precedenti su Raiplay.
    https://www.raiplay.it/programmi/oancheno

    Le preoccupanti fratture rilevate in Antartide

    Grazie alle recenti foto satellitari dell’Esa, Nasa e Usgs, gli scienziati hanno rilevato delle preoccupanti fratture nei ghiacciai dell’Antartide. Nello specifico, gli studiosi si sono concentrati sui ghiacciai di Pine Island e Thwaites nel mare di Amundsen, responsabili per il 5% dell’innalzamento del livello del mare globale. Lo scioglimento totale di questi due ghiacciai, che formano un’area grande quanto la Norvegia, provocherebbe un innalzamento del livello del mare pari a oltre un metro. “Per rivelare cosa stia realmente accadendo a Pine Island e Thwaites, abbiamo analizzato i dati di imaging da una serie di satelliti diversi”, afferma Stef Lhermitte della Delft University of Technology nei Paesi Bassi. Dalle immagini è stata accertata la presenza di crepacci, fratture e spaccature che fanno senza dubbio pensare che il ghiacciaio si stia deteriorando. “Attualmente, le piattaforme sono un po’ come un’auto lenta nel traffico: costringono qualsiasi cosa dietro di loro a rallentare. Una volta rimosse, il ghiaccio che si trova più all’interno accelererà, il che a sua volta farà salire il livello del mare ancora più velocemente”, spiega Lhermitte. Di crepacci di tale portata non se ne erano mai visti dal 1997 e, oltretutto, negli ultimi anni il processo di deterioramento è accelerato peggiorando ancor di più una situazione già critica.

    Il gruppo di ricercatori guidati da Lhermitte ha monitorato le aree danneggiate dal 1997 al 2019, un’analisi sull’evoluzione della piattaforma di ghiaccio e la velocità di movimento della stessa utilizzando i dati dell’Earth Explorer CryoSat dell'ESA, della missione spaziale Copernicus Sentilnel-1, del programma Landsat della Nasa/Usgs e lo strumento giapponese Aster collocato a bordo del satellite Terra della Nasa. Dalla ricerca è emersa una situazione preoccupante nel momento in cui hanno sviluppato una proiezione del potenziale impatto dei margini danneggiati del ghiacciaio.

    “Sappiamo che una quantità significativa di ghiaccio glaciale nell'Antartide occidentale è attualmente colpita dai cambiamenti climatici - infatti, uno studio recente ha rilevato che il 24% di questo ghiaccio sta rapidamente divenendo sottile e instabile. Questi nuovi risultati sottolineano quanto velocemente questo danno stia crescendo, e rivelano che i ghiacciai di Pine Island e Thwaites sono più vulnerabili che mai”, riferisce Mark Drinkwater, scienziato per le missioni dell’Esa.

    https://www.esa.int/Applications/Observing_the_Earth/Worsening_rifts_and_fractures_spotted_at_two_of_Antarctica_s_most_important_glaciers

    A cura di Simone Riga

    Botswana e Zimbabwe alle prese con la moria di elefanti

    I due Paesi dell’Africa meridionale hanno complessivamente il 60% degli elefanti presenti nella savana africana, intorno ai 400mila esemplari, ma negli ultimi mesi molti di questi sono stati rinvenuti morti nelle vicinanze di pozze e la probabile causa dei decessi è stata ricondotta ad una tossina naturale presente nell’acqua.

    “I nostri ultimi test hanno rilevato che le neurotossine di cianobatteri sono la causa della morte. Questi batteri sono presenti nell'acqua”, riferisce Mmadi Reuben, Ufficiale veterinario del Dipartimento per la fauna selvatica e i parchi nazionali. Così sembrano essere finalmente risolte le misteriose 350 morti avvenute da maggio a giugno nel delta dell’Okavango ma ci vorrà ancora del tempo per stabilire definitivamente le cause. Infatti, continua Reuben, “abbiamo ancora molte domande a cui rispondere, ad esempio perché sono stati colpiti solo gli elefanti e perché solo in quella zona. Abbiamo una serie di ipotesi su cui stiamo indagando”.

    Le fonti locali hanno indicato che il 70% degli elefanti deceduti sono stati trovati vicino a delle pozze contenenti fioriture algali, quest’ultime possono produrre i cianobatteri. In un primo momento erano state escluse queste cause poiché nessun altro animale era morto, ad eccezione di un cavallo, ma successivamente gli scienziati hanno preso in seria considerazione l’ipotesi che gli elefanti possano essere più sensibili a questo batterio considerando anche il molto tempo che essi trascorrono nelle pozze e per l’elevata quantità d’acqua che bevono. Tuttavia, Reuben ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulle analisi effettuate nei laboratori in Botswana, Sud Africa e Stati Uniti. Il dottor Niall McCann, direttore per la salvaguardia del National Park Rescue, ha criticato il ritardo dei test svolti sulle carcasse degli animali; “solo perché i cianobatteri sono stati trovati nell'acqua ciò non dimostra che gli elefanti siano morti per l'esposizione a queste tossine. Senza dei buoni campioni di elefanti morti, tutte le ipotesi restano proprio questo: ipotesi”, afferma McCann. Anche nel caso di queste tossine è presente la mano dei cambiamenti climatici che hanno evidentemente rafforzato l’intensità delle alghe tossiche in tutto il pianeta.

    Anche in Zimbabwe sono state rinvenute nel mese di agosto 20 carcasse di elefanti tra il Parco Nazionale Hwange e le Cascate Victoria, il che ha fatto pensare ad una connessione tra i due eventi. Al momento le autorità credono che sia stato un batterio a causare la morte, e nel frattempo alcuni scienziati inglesi, dell’Agenzia per le piante e la salute degli animali, stanno effettuando dei test su dei campioni spediti dal Paese africano e i risultati saranno presto condivisi con lo Zimbabwe Parks.

    https://www.theguardian.com/environment/2020/sep/21/botswana-says-it-has-solved-mystery-of-mass-elephant-die-off-age-of-extinction-aoe

    https://experiment.com/projects/what-kills-elephants-at-waterholes-in-zimbabwe

    https://www.theguardian.com/environment/2020/jan/04/lethal-algae-blooms-an-ecosystem-out-of-
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    A cura di Simone Riga

    14° Anniversario Monumento alla Libertà di Stampa a Conselice

    Oggi più che in altri periodi della nostra storia, la libertà di stampa ha necessità di essere difesa, soprattutto a fronte dei tanti giornalisti sotto scorta e minacciati. Oggi infatti alla Piazza Libertà di Stampa di Conselice, alle ore 10.00, si terrà la celebrazione del 14° anniversario dle monumento alla libertà di stampa.

    Presenti all'evento il sindaco di Conselice Paolo Pula, Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi, il giornalista Carlo Verdelli, editorialista del Corriere della Sera e tra i simboli contemporanei della lotta per la libertà di stampa, Ivano Artioli, presidente Anpi Ravenna e Elly Schlein, vicepresidente Regione Emilia.

    Il monumento rappresenta una pedalina, il ciclostile usato dai partigiani per la controinformazione durante il periodo della propaganda fascista, una scelta determinata dall'intensa attività tipografica del territorio durante gli anni del regime, dove sono stati prodotti a migliaia tra volantini e giornali, che accompagnavano in qualche modo la Resistenza. Si calcola che siano state oltre 140 le donne e gli uomini impegnati nel complesso delle tipografie clandestine della zona della Bassa Romagna che facevano perno su Conselice.

    A Verdelli, che con Loris Mazzetti ricorderà Enzo Biagi 'Tra libertà di pensiero e antifascismo', sarà anche consegnato un riconoscimento speciale. A seguire l'Aser consegnerà il tradizionale premio 'Camillo Galba' all'Istituto Comprensivo 'F. Foresti' di Conselice e Lavezzola.

    Mentre domenica 4 ottobre il presidente Giulietti sarà a Marzabotto dove, con la sindaca Valentina Cuppi, le giornaliste e i giornalisti Asmae Dachan, Paolo Berizzi e Angela Caponnetto, e il deputato Walter Verini parteciperà ad un incontro sul tema 'Perché i fascisti di ieri e di oggi odiano la libertà di informazione'.

    “Siamo molto orgogliosi del programma delle celebrazioni per quest’anno – ha detto il sindaco di Conselice Paola Pula a Ravenna Web -, non solo per l’altissimo livello degli ospiti e delle iniziative previste, ma anche per il particolare significato che assume il concetto di libertà, e di libertà di stampa, in un momento storico così delicato come quello che stiamo vivendo, con le limitazioni che il Covid ha portato e tuttora comporta, e il ruolo sempre più cruciale che l’informazione assume in una situazione come questa”.

    Nasce la banca delle parrucche

    Da fine ottobre una in ogni Asl del Lazio per dare un aiuto gratuito alle malate di cancro che perdono i capelli.

    Qualche mese la Regione Lazioe ha deliberato 300 mila euro per l’acquisto di parrucche per i malati oncologici e l’istituzione di una Banca della Parrucca presso ogni Azienda sanitaria locale che, in collaborazione con le altre Asl e con il coinvolgimento degli Enti del terzo settore che operano per l’assistenza ai malati oncologici, le fornirà gratuitamente

    Possono accedere al contributo per l’acquisto delle parrucche tutte le donne residenti nel Lazio, affette da alopecia a seguito di terapia oncologica. Ai fini del conferimento del contributo regionale, le Asl emanano un avviso pubblico con scadenza il  31 luglio di ciascuna annualità. Esclusivamente per l’anno 2020, in considerazione delle particolari condizioni dovute all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19 che potrebbero rendere difficoltosa la presentazione della documentazione necessaria alla richiesta del contributo, l’avviso scadrà il 30 settembre 2020. Per facilitare l’accesso, potranno presentare domanda di contributo anche coloro che abbiano col destinatario del contributo rapporti di parentela o affinità, entro il terzo grado, o di convivenza.

    “La Regione Lazio – spiegano congiuntamente gli assessori Troncarelli e D’Amato – si conferma al fianco dei malati oncologici. La perdita dei capelli è una conseguenza collaterale delle terapie oncologiche che, oltre a generare una sofferenza psicologica, comporta un costo per l'acquisto di una parrucca, non sempre sostenibile per la persona malata. Proprio le parrucche, quali ausili nelle fasi di recupero della qualità di vita, assumono un ruolo significativo nell’avvio del percorso di presa in carico delle pazienti, supportandole negli aspetti personali, interpersonali e relazionali. Questo provvedimento è il risultato di un lavoro di squadra per il quale vogliamo ringraziare in modo particolare la consigliera regionale Michela Di Biase, prima firmataria dell’emendamento”.

    L’innovazione nel sistema sanitario per una migliore sicurezza del paziente

    Sham (gruppo Relyens) ha organizzato il 17 settembre 2020 una tavola rotonda europea virtuale sul tema dell’“Innovazione nel sistema sanitario per una migliore sicurezza del paziente”. La tavola rotonda, trasmessa ai soci e agli stakeholder in Francia, Spagna, Italia e Germania nell’ambito dell’International Patient Safety Day, ha riunito esperti in assicurazioni e gestione del rischio, professionisti ospedalieri e tre partner tecnologici di Sham: CyberMDX, Caresyntax e CLEW.

    La maggior parte dei sistemi sanitari europei richiede un cambio di paradigma per prepararsi meglio al futuro e rispondere ad alcune sfide, come l’aumento dei costi sanitari legati all’invecchiamento della popolazione e alla cronicizzazione dei decessi, o ancora la mancanza di risorse umane, in particolare mediche, che mette sempre più a dura prova le forze degli operatori sanitari.

    Per Pierre-Yves Antier, Direttore Strategia, Innovazione e Trasformazione del gruppo Relyens, “la trasformazione digitale dei sistemi sanitari può consentire di raccogliere in parte queste sfide. La tecnologia è abbastanza matura e stiamo già assistendo altrove in Europa a un’accelerazione nella trasformazione digitale e tecnologica duratura del percorso del cliente”.

    Per Sham la sicurezza del paziente richiede in particolare la conoscenza, l’identificazione e la prevenzione di diverse tipologie di rischi, affidandosi alle tecnologie, più precisamente: il rischio informatico e il rischio in sala operatoria. Attualmente Sham sta lavorando con i suoi clienti e partner per anticipare e comprendere meglio il rischio.

    In Europa, secondo un rapporto dell’OCSE sull’“economia della sicurezza del paziente”, il 6% della spesa sanitaria complessiva è direttamente collegata all’esito di eventi avversi. L’obiettivo di Sham è contribuire a limitare e ridurre questi costi. Per Pierre-Yves Antier “rappresenta anche per tutti noi una fonte di finanziamento per investire nella sicurezza dei pazienti.”

    Il contributo dell’intelligenza artificiale alla gestione del paziente Oggigiorno un medico trascorre dal 60 al 70% del suo tempo a scrivere i referti. L’intelligenza artificiale può essere utile per compilare e analizzare rapidamente la grande quantità di dati in una sala operatoria (chirurgia, anestesia, oggetti connessi, ecc.). Secondo il dott. Domingo Marzal Martín, direttore medico e responsabile dell’innovazione del gruppo Sanitas “possiamo utilizzare l’intelligenza artificiale per compilare i referti basati sulla conversazione medico-paziente. E’ un’opportunità per umanizzare il rapporto e garantire la totale dedizione al paziente da parte del medico”.

    Secondo Gal Salomon, CEO e co-fondatore di CLEW “grazie alla nostra piattaforma digitale unifichiamo dati e conoscenze non necessariamente appresi nella facoltà di medicina. E’ un passo da compiere e penso che siamo preparati”. CLEW permette di visualizzare su più schermi la situazione attuale di una struttura in tempo reale (operazioni in corso, percorso del paziente, servizi congestionati...) per migliorare e adattare la gestione del paziente e l’organizzazione delle cure.

    Queste prime soluzioni lasciano intravedere il futuro del settore sanitario, la cui trasformazione richiederà tempo. Nell’immediato, l’utilizzo di tutta la tecnologia attualmente disponibile per gestire la sicurezza dei pazienti e delle strutture in tempo reale contribuisce ad offrire la migliore assistenza medica possibile.

    Il fallimento dei target di Aichi 2020 e la seria minaccia alla biodiversità

    Il rapporto rilasciato da Global biodiversity outlook 5 (Gbo5) delle Nazioni Unite ha evidenziato le gravi lacune che ancora affliggono il pianeta in quanto a politiche sostenibili. L’inquinamento e l’ancora insufficiente protezione di determinate aree della Terra non permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Gbo5 per il 2020, e molto difficilmente, mantenendo tale ritmo, si raggiungeranno quelli richiesti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Nonostante dei cambiamenti siano stati messi in atto per la conservazione della biodiversità, ancora non bastano e i Target di Aichi fissati dalla Convenzione sulla diversità biologica non sono stati raggiunti. I governi continuano ad implementare delle politiche che danneggiano gravemente l’ambiente, e nel rapporto si parla di ben 500 miliardi di dollari destinati a progetti che nuocciono la salute dell’ambiente. L’Italia contribuisce con 19 miliardi l’anno in sussidi che danneggiano l’ecosistema.

    Per fare chiarezza, sono diverse le azioni che danneggiano l’ambiente, e il Wwf definisce quattro principali minacce per gli ecosistemi: il consumo del suolo, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle specie esotiche. Negli ultimi 50 anni il consumo delle risorse naturali è aumentato del 190% con un effetto diretto sul consumo del suolo. Sovrasfruttamento e agricoltura sono state le cause principali. I cambiamenti climatici, che vanno dal surriscaldamento globale all’innalzamento del livello dei mari, come anche l’ormai incerta frequenza ed intensità delle piogge e la sempre più frequente comparsa di eventi meteorici estremi, affliggono gravi danni a una moltitudine di specie viventi, ne sono state calcolate 700. L’inquinamento atmosferico è provocato in gran parte dalle centrali elettriche a carbone e i mari sono sempre più intrisi di plastica e petrolio, basti pensare che nel mar Mediterraneo si stimano ogni anno sversamenti di petrolio pari 600mila tonnellate e 570mila tonnellate di plastica. Una minaccia molto grande è data anche dalle specie esotiche che vengono introdotte in territori non consoni causando una conseguente perdita di biodiversità, l’Unione europea ha vietato l’introduzione e il transito nei suoi territori a 49 specie “aliene”.

    https://www.cbd.int/gbo5

    https://www.wwf.it/il_pianeta/biodiversita/cause_della_perdita/

    A cura di Simone Riga

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