AngeliPress

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    L’accordo per la salvaguardia dell’ecosistema lungo il confine tra Afghanistan e Tagikistan

    Afghanistan e Tagikistan hanno firmato il loro primo accordo bilaterale per la salvaguardia dell’ambiente; si tratta di un’intesa a tutela dell’ecosistema presente lungo il fiume Panj Amu Darya, il quale si estende per tutta la linea di confine che divide i due Paesi. Si tratta di un grande passo avanti che getta le basi per una durevole e cospicua cooperazione per la tutela dell’ambiente; a maggior ragione, quando le Nazioni in questione sono afflitte da profonde criticità. Per l’Afghanistan la questione inerente all’ambiente è solo uno dei tanti problemi da risolvere, non va dimenticato che il Paese è tutt’ora in stato di guerra che perdura dal 2001. Solo lo scorso 29 febbraio è stato trovato un accordo tra Stati Uniti e Talebani che prevede il ritiro delle truppe americane in 14 mesi, ma tale compromesso non ha ancora sancito ufficialmente la fine delle ostilità. Quasi venti anni di guerra che hanno distrutto il tessuto della società.

    Il Memorandum of Understanding siglato tra Afghanistan e Tagikistan ha come aree focali: l’adattamento ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, il monitoraggio della qualità dell'acqua; la valutazione ambientale e la condivisione delle conoscenze e competenze per la gestione degli ecosistemi. Questo accordo è stato frutto di numerosi anni di dialogo, a partire dal 2012 quando i due Stati cominciarono a discuterne presso la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite; le trattative portarono al raggiungimento di un’intesa concernente uno scambio di dati sul Panj Amu Darya, la quale consentì più in là l’installazione di stazioni idrologiche lungo i 1000 chilometri di acque che tracciano il confine tra i due Paesi. La prima attività riguarderà lo svolgimento di uno studio comune condotto da esperti nel bacino del Panj, al quale seguirà la pianificazione di un programma delle azioni da implementare. Il lavoro è appena cominciato e le sfide ambientali sono tante, in particolar modo per l’Afghanistan che soffre di un forte inquinamento delle acque, l’80% sono contaminate, e una cattiva qualità dell’aria nelle città. La capitale Kabul è sovraffollata, sono cinque milioni gli abitanti per una città in grado di ospitarne un milione; poi i generatori domestici, le fatiscenti auto datate (circa 800mila) e gli incendi appiccati ai rifiuti fanno da cornice. Quando si dice che la capitale in un certo modo è lo specchio della Nazione, ecco questo è l’Afghanistan: un tessuto sociale da ritessere, dove anche lo stato di diritto è stato compromesso, la lotta alla povertà, alla parità di genere, passando dai finanziamenti all’istruzione e alla sanità, garantire un’equa giustizia e debellare la corruzione e la violenza. Sembra quasi non è esserci nemmeno spazio per le politiche ecologiste. Ci vorrà del tempo prima che gli stessi cittadini, che hanno visto e provato sulla loro pelle le atrocità della guerra, acquisiranno le conoscenze e la sensibilità che occorre per progredire e rilanciare il Paese in maniera sostenibile. E questa ricostruzione parte soprattutto dai giovani, sono già numerose le organizzazioni nate a difesa dei diritti umani e per la tutela dell’ambiente; una di queste è Oxygen Afghanistan che lo scorso venerdì ha marciato per dire no ai combustibili fossili, e hanno voluto ricordare la marcia con questo post: “Sappiamo che questo atto non è facile. Ma noi giovani crediamo che cominciare un lavoro con speranza faccia ottenere un bellissimo risultato. Grazie a
    tutti i giovani”.

    https://www.unenvironment.org/news-and-stories/press-release/afghanistan-and-tajikistan-step-environmental-cooperation

    https://ceobs.org/the-slow-violence-of-pollution-in-afghanistan/

    https://www.facebook.com/OxygenAfghanistan/

    A cura di Simone Riga

    Sindacati pensionati Piemonte: richiesta di revisione del sistema di cura degli anziani fragili

    I  sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Piemonte hanno condotto una ricerca che il merito di fare chiarezza e farci intendere la necessità, non più rinviabile, di una riforma dei sistemi di cura in Italia. L’indagine rivela che in tutto il Piemonte l’incremento della mortalità rispetto agli anni precedenti, è stato tra gli anziani pari al 45 per cento, con un picco del 53 per cento tra gli over 85. Nella classifica delle regioni più colpite, il Piemonte si attesta in quinta posizione dopo Lombardia (113 per cento), Trentino Alto Adige (54,4), Valle d’Aosta (50,7) ed Emilia Romagna (45,2 per cento). Più colpite le province orientali: a Biella l’incremento è stato del 72 per cento. A Novara, Vercelli e Alessandria le percentuali oscillano tra il 63 e il 65 per cento. I sindacati chiedono, anche alla luce dei dati, una revisione profonda del sistema: «Le Rsa devono diventare strutture a prevalenza sanitaria dove ricoverare solo persone con gravissime malattie, incompatibili con l’assistenza domiciliare. Per la maggior parte delle situazioni invece gli anziani devono essere lasciati in casa mettendo in atto un’organizzazione medica, infermieristica e di sostegno economico e di servizi per le famiglie. Nei casi meno gravi si possono sperimentare forme di case solidali, condomini assistiti, co-housing».
    Fonte: Libereta.it

    Arcola (SP), tornano i Nonni Vigile

    Sottoscritto il protocollo di collaborazione quadriennale tra il Comune e l'Auser
    Da ottobre di quest'anno e fino al 2024 gli anziani volontari del paese coadiuveranno la polizia municipale nelle sue attività. Il Comune di Arcola e l'Auser hanno infatti siglato un protocollo di collaborazione della durata di quattro anni. Saranno dunque i nonni ad affiancare gli agenti della polizia locale e ad occuparsi di sicurezza stradale, in particolare modo quella riguardante le fasce più deboli della popolazione, ossia i bambini, gli anziani e le persone con handicap. La figura del 'nonno vigile', collaudata in molte città di tutta Italia, sarà utilizzata nel territorio comunale in particolare per la vigilanza sugli attraversamenti pedonali in prossimità dei vari plessi scolastici, per garantire una maggior sicurezza degli alunni in entrata e uscita, ma anche in altre attività di pubblica utilità e dove ne venga ravvisata la necessità, come in aree ludiche a elevata frequentazione dei bambini. La loro funzione sarà anche quella molto importante del monitoraggio su ciò che avviene sul territorio. La collaborazione con l'Auser da parte del Comune di Arcola è stata già provata e consolidata in molte iniziative, come la pulizia dei giardini, ed è intenzione dell'amministrazione comunale di Arcola estendere la partecipazione dei nonni ad altre tipologie di servizio oltre a quello nelle vicinanze dei plessi scolastici, come la supervisione del territorio, la tutela del decoro e l'ausilio in occasione di iniziative e manifestazioni pubbliche organizzate o patrocinate dal Comune.
    Fonte:  La Nazione

    Noi creiamo lavoro, ebook gratuito che raccoglie storie di imprenditori immigrati

    L'avvocato, il ristoratore, l'imprenditore edile, il direttore commerciale, l'amministratore delegato, il sarto... questi alcuni degli imprenditori immigrati che nel volume raccontano la propria vita, le fatiche, l'impegno, i sacrifici fatti per raggiungere il successo nel nostro Paese. Nessuno di loro ha rubato posti di lavoro, tutti ne hanno creato di nuovi.
    Sono la punta dell'iceberg delle oltre 600mila imprese (dati Unioncamere) a titolarità straniera presenti in Italia: piccole o grandi, a conduzione famigliare o con centinaia di dipendenti, tutte sorte grazie all'impegno e alla dedizione dei loro titolari.
    "Rendere disponibile gratuitamente questo libro è il mio ringraziamento ai tantissimi piccoli e grandi imprenditori immigrati che con il loro lavoro e impegno contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro Paese" scrive l'autrice Paola Scarsi

    Perugia, undici nuovi mezzi di trasporto per le persone fragili

    Undici veicoli finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia  Carisp con un bando destinato alle associazioni di volontariato nei confronti di popolazione in difficoltà psico-motoria e non autosufficienti. “Ripartiamo con ogni mezzo” è il titolo del bando della Fondazione a cui hanno partecipato numerose organizzazioni del territorio, fra le assegnatarie di uno degli undici pulmini attrezzati anche l’Auser volontariato Perugia Media Valle del Tevere.
    Fonte: Corriere dell’Umbria

    2050: Cronache marine. Il docufilm che ci mette in guardia

    L’organizzazione Oikos ha prodotto un docufilm che mostra uno scenario futuro disastroso dello stato dei mari dove i personaggi principali che li vivono sono: la cacciatrice di sacchetti, lo chef di microplastiche, la collezionista di packaging e il pescatore di bottiglie. Queste figure, per quanto lontane dalla odierna realtà, ci pongono dei dubbi su quello che potrà davvero riservarci l’avvenire.

    Seppure si tratta di una visione distopica, molti dei riferimenti fatti all’interno del documentario non ci sono nuovi, anzi tutt’altro. Come le microplastiche che si inseriscono in una catena alimentare che parte dall’uomo e torna all’uomo, attraverso le specie marittime. I sacchetti, i cotton fioc, oggi anche le mascherine, e così via con un’altra miriade di oggetti monouso che sono entrati nelle nostre vite già da tanto tempo. Per quanto possa essere di natura pessimistica, l’intento di questo docufilm è di mostrarci con nuda e cruda realtà quel che potrà essere il domani se non si interviene con forza e decisione nella battaglia contro l’inquinamento, se non si entra in un’ottica di vita sostenibile, che va dal singolo cittadino alla multinazionale.

    Per guardare il docufilm aprite il seguente link https://www.istituto-oikos.org/2050-cronachemarine#oikos

    A cura di Simone Riga

    Cina e Polonia fissano le date della carbon neutrality

    I due Stati hanno da poco annunciato quello che sarà il loro progressivo abbandono ai combustibili fossili, definendo delle date precise che porteranno alla carbon neutrality.

    La Cina, che si attesta al primo posto al mondo per emissioni di gas serra globali (29%), seppur va ricordato che considerando il calcolo pro-capite scende molto in basso nella speciale classifica, si è detta capace di arrivare ad una totale transizione ecologica entro il 2060. Invece, il picco delle emissioni verrà raggiunto verso il 2030; i dubbi sorgono, dato che quindi si prevede un’espansione in crescita nel settore fossile per altri dieci anni e che trova infatti affermazione nell’apertura di centri industriali del carbone anche durante la pandemia coronavirus. Quindi non interverrà nell’immediato come invece richiede l’Accordo di Parigi. I punti interrogativi restano, come anche un piano dettagliato che dovrà presto rendere pubblico il Presidente Xi Jinping, che al momento si è limitato ad una mera dichiarazione d’intenti; quest’ultimi, però, dovranno essere accompagnati anche da un piano ben strutturato. “L’umanità non può più permettersi di ignorare i ripetuti avvertimenti provenienti dalla natura […] La Cina aumenterà il suo contributo previsto a livello nazionale adottando politiche e misure più vigorose. Chiediamo a tutti i paesi di perseguire uno sviluppo innovativo, coordinato, verde e aperto a tutti”, le dichiarazioni del Presidente. Anche la Polonia non estrarrà più carbone, ma dal 2049, e ad annunciare la decisione è stato lo stesso governo di Varsavia, che riunitosi a Katowice ha firmato l’accordo per la progressiva chiusura delle miniere di carbone. Quasi in linea con le politiche dell’Unione europea, tale provvedimento sarà presentato alla Commissione europea, nonostante manchino ancora dei punti da pattuire: primo fra tutti l’elargizione di fondi per il carbone fino al 2049. Nonostante l’accordo sia ancora da definire nei dettagli, si tratterebbe di una grossa boccata d’ossigeno per l’est Europa, seppur i tempi sembrano essere troppo lunghi, visto che la Polonia è al primo posto in Ue per uso di combustibile fossile che copre un fabbisogno elettrico nazionale pari all’80%. Nello specifico il progetto polacco mira a raggiungere una quota del carbon fossile nella produzione elettrica del 37-56% nel 2030 e dell’11-28% nel decennio successivo. Il restante fabbisogno energetico arriverà dal comparto eolico offshore e nucleare.

    “La Polonia sta andando per la sua strada […] Un percorso giusto e giusto per la trasformazione dell’industria mineraria ed energetica […] Ci stiamo muovendo in conformità con le politiche europee di oggi”, ha affermato il viceministro delle Risorse statali Artur Sobon, negoziatore dell’accordo per conto del governo.

    https://ourworldindata.org/contributed-most-global-co2

    https://www.lifegate.it/cina-emissioni-zero-2060

    https://www.gov.pl/web/aktywa-panstwowe/porozumienie-w-sprawie-transformacji-i-przyszlosci-gornictwa-podpisane

    https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/miniere-di-carbone-chiuse-polonia/

    A cura di Simone Riga

    AIL: Prima Scuola di formazione dei volontari |

    L’AIL Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, con il contributo non condizionante di Pfizer, presenta la prima Scuola Nazionale di Formazione per i Volontari a sostegno dei pazienti ematologici in una conferenza stampa dal titolo “Terzo settore e volontariato. Un ponte verso il futuro, un patrimonio della società civile”, che si terrà martedì 6 ottobre alle ore 11.30 a Roma presso la Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind (Piazza Colonna,366). L’evento sarà visibile anche in diretta streaming, e i giornalisti accreditati avranno la possibilità di partecipare attivamente alla conferenza grazie a un collegamento riservato su una piattaforma digitale.

    Per Padova noi ci siamo: uno sguardo solidale

    Il progetto “Per Padova noi ci siamo” sarà presente al Festival Photo Open Up, festival internazionale di fotografia, dal 25 settembre al 25 ottobre a Padova nelle Scuderie di Palazzo Moroni.

    Lenti “intelligenti” per vedere all’interno del cervello

    Ricercatori dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova hanno messo a punto un innovativo dispositivo di ottica adattiva per microscopi, creato mediante vetri così sottili da poter essere curvati: permetterà di osservare campioni biologici in profondità e senza distorsioni. Il risultato è pubblicato su Optics Letters

    Lenti intelligenti in grado di migliorare la qualità delle immagini acquisite dai più moderni microscopi ottici e di vedere in profondità, e senza distorsioni, campioni biologici tra i quali tessuti spessi, come il cervello. È il risultato ottenuto da ricercatori dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova (Cnr-Ifn) in collaborazione con colleghi olandesi delle Delft University of Technology e University Medical Center di Rotterdam, che hanno messo a punto un innovativo dispositivo di ottica adattiva “plug-and-play”, facilmente installabile negli obiettivi di tutti i tipi di microscopi ottici. Lo studio è descritto sulla rivista Optics Letters.

    L’ottica adattiva - tecnologia che migliora la qualità delle immagini acquisite con microscopi o telescopi - è uno strumento essenziale in ambito biologico, in quanto permette di osservare in profondità e nel tempo varie tipologie di campioni e comprendere molti processi: “Le speciali lenti adattative miglioreranno sensibilmente le attuali tecniche di microscopia avanzata, eliminando le distorsioni dovute al passaggio della luce attraverso tessuti molto spessi, fenomeno che peggiora la qualità delle immagini acquisite mano a mano che si scende a maggiori profondità nel campione, causando sfuocamenti edoscurando dettagli importanti”, spiega Stefano Bonora (Cnr-Ifn), tra i firmatari dell’articolo.   

    Cuore della tecnologia è l’utilizzo di membrane di vetro così sottili da poter essere curvate senza rompersi: “La lente è formata da due membrane affacciate in modo da creare un contenitore sigillato che viene poi riempito con un liquido”, prosegue il ricercatore Cnr-Ifn. “La lente può assumere qualsiasi forma, esattamente come gli specchi deformabili già usati per compensare le distorsioni ottiche generate dalla turbolenza atmosferica nei telescopi per l’osservazione di corpi celesti, ma anziché riflettere la luce, la trasmette. La luce che passa attraverso la lente viene distorta a seconda della forma che assume: un processo simile alla distorsione di un’immagine che si osserva guardando attraverso una bottiglia di plastica piena di acqua quando viene premuta”.

    Come descritto nell’esperimento riportato su Optics Letters, è un software basato su intelligenza artificiale sviluppato dai colleghi olandesi a guidare la forma della lente tramite una serie di attuatori piezoelettrici posti sull’esterno delle membrane e controllabili attraverso un computer. “Per l’esperimento abbiamo utilizzato la lente adattiva su un microscopio a multifotone, ma ulteriori test eseguiti con altri tipi di microscopi e con altri campioni confermano che può essere utilizzata su ogni tipo di microscopio con obiettivi intercambiabili”, conclude Bonora. “Un altro aspetto molto importante è la semplicità di utilizzo di questa tecnica. I ricercatori sono riusciti ad acquisire in poche ore immagini del segnale del calcio in vivo nel cervello di un modello murino, uno degli esperimenti più difficili nell’ambito del life science”.

    Questi aspetti rendono tale tecnologia potenzialmente adatta anche ad altri ambiti scientifici, come le comunicazioni ottiche per la trasmissione dei dati ad altissima frequenza o la microscopia oftalmica per l’acquisizione a risoluzione cellulare di immagini della retina. I ricercatori Cnr-Ifn hanno fondato una società spin-off che si occuperà della commercializzazione delle lenti deformabili, la Dynamic Optics srl.

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