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    Eolico offshore: il Regno Unito pronto a puntarci tutto, e l’Italia?

    Il Regno Unito ha annunciato grossi investimenti nel comparto dell’eolico offshore. Ad affermarlo è stato lo stesso Primo Ministro, Boris Johnson, “siamo convinti che tra 10 anni l’eolico offshore alimenterà ogni casa del paese, con un obiettivo nazionale che passerà da 30 gigawatt a 40 gigawatt”, ha dichiarato il premier. Il governo britannico è al lavoro sulle nuove politiche che porteranno ad una parziale transizione energetica entro il 2030, ma ci vorranno miliardi di sussidi per portare a successo la strategia; e con tutta probabilità per la fine del mese saranno svelati ulteriori dettagli sul piano concernente l’eolico offshore.

    Il Regno Unito ha puntato forte sull’energia pulita ricavata dall’eolico offshore, divenuta prima fonte rinnovabile del Paese, cresciuta negli ultimi dieci anni da 1GW a 10GW di potenza installata, i cui costi per la produzione degli impianti si sono abbassati di due terzi. La promessa è che si arriverà a 40 GW entro il 2030. L’Aurora Energy Research, società di consulenza di Oxford, ha fatto due conti e la cifra che dovrà essere investita affinché “il tuo bollitore, la tua lavatrice, la tua cucina, il tuo riscaldamento, il tuo veicolo elettrico plug-in” funzionino con energia verde, come detto da Johnson, dovrà aggirarsi sui 50 miliardi di sterline. “Non c'è carenza di capitale o appetito da parte degli investitori nell'eolico offshore” spiega Keith Anderson, amministratore delegato di Scottish Power, uno dei maggiori investitori nel settore delle energie rinnovabili in Gran Bretagna.

    Invece, molto dipenderà dalle capacità e la velocità del governo nel concedere le licenze e i contratti di costruzione, questa sarà la vera sfida per far crescere il comparto eolico offshore in tempi record. Dalla prossima primavera il governo comincerà le assegnazioni dei lavori e si stima che questa prima ondata di investimenti potrebbe garantire oltre 20 miliardi di sterline e la creazione di 12mila posti di lavoro, secondo RenewableUK.

    L’eolico offshore in Italia In Italia il comparto eolico, nonostante le enormi potenzialità come il Regno Unito, non è sfruttato e tantomeno se ne sente parlare nel dibattito pubblico. Ad oggi ci sono solo i progetti fermi di Taranto (30 MW di potenza installata), Rimini (300 MW) e Marsala (250 MW). Bloccati da una lenta e tortuosa burocrazia. “In questo momento c’è un po’ di fermento perché siamo in attesa del decreto Fer 2 che dovrebbe incentivare le fonti rinnovabili meno competitive, eolico offshore compreso - affermava lo scorso giugno Simone Togni, presidente dell’Associazione nazionale energia del vento (Anev) - Siamo in un’epoca storica in cui c’è uno scollamento tra le intenzioni della politica e l’assoluta mancanza di strumenti per raggiungerle”. Negli obiettivi del Pniec (Piano energia e clima) l’eolico offshore dovrebbe arrivare ai 300 MW entro il 2025 e triplicare nel 2030 ma “manca la semplificazione dell’iter autorizzativo, una situazione che porta l’Italia a fare molta fatica a raggiungere quegli obiettivi dichiarati dallo stesso governo”, continua Togni. Investendo anche sull’eolico offshore l’Italia potrebbe arrivare fino 25 GW di potenza installata, ad oggi tutte le fonti sostenibili del Paese ne garantiscono 10 GW, e ciò consentirebbe un processo di decarbonizzazione più rapido, e soprattutto pulito a differenza di quello che si sta tentando di realizzare attraverso la riconversione delle centrali a carbone in stabilimenti a gas metano.

    https://www.theguardian.com/environment/2020/oct/06/powering-all-uk-homes-via-offshore-wind-by-2030-would-cost-50bn

    https://www.lifegate.it/eolico-offshore-rimini-italia-sicilia

    A cura di Simone Riga

    TechSoup Days 2020

    L'evento online sulla trasformazione digitale dedicato agli operatori del Terzo Settore​ il 12 e 13 novembre 2020 online

    Giurista del Terzo settore: nuovo corso di laurea all'Università di Padova

    Il nuovo corso di laurea triennale sarà avviato nel prossimo anno accademico nell’Università di Padova, città che nel 2020 è Capitale europea del volontariato. 

    "The smile can": Coca-Cola lancia le lattine con scritte in Braille

    L'iniziativa, nata in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, consiste in una serie di 5 lattine da 33cl in edizione limitata che riporteranno alcuni messaggi scritti in Braille.

    Nature Urbaine, la grande fattoria sospesa di Parigi

    Nel padiglione 6 del Paris Expo è partito alcuni mesi fa il progetto Nature Urbaine, un progetto di agricoltura urbana pensato dall’ingegnere agronomo Pascal Hardy sul quale ha investito più di 300mila euro. Si tratta di una fattoria di 14mila metri quadrati che diventerà la più grande al mondo entro il 2022. È composta da 700 colonne verticali e 1.500 vasi che vengono innaffiati con acqua e nutrienti. Oltretutto è stato installato il sistema dell’idrocoltura che permette di risparmiare il 90% di acqua e il tutto viene venduto a ristoranti, hotel, supermercati e a singoli cittadini. “Mettiamo solo una piccola zolla di terra all'inizio per far germogliare il seme”, racconta Hardy a proposito della sua azienda che fa uso della terra solamente all’inizio del processo.

    Nelle colonne verticali sono coltivate bietole, fragole, insalate e piante aromatiche; mentre, invece, sono usati dei lunghi vasi con un substrato di fibra di cocco per coltivare cetrioli, melanzane, pomodori, zucche e altre piante rampicanti che a loro volta crescono lungo dei fili tesi su strutture di bambù e metallo. “Una tecnica ispirata alle culture dell'antica Babilonia” spiega Hardy, che consente di risparmiare acqua e produce un maggior rendimento. Soprattutto in America del Nord sono molto diffusi gli orti nei centri urbani e la particolarità di Nature Urbaine risiede nella specializzazione sull’idrocoltura e per il fatto che sia sospesa. “Oggi la nostra produzione fino a
    novembre è già venduta”, afferma Hardy; grazie a un progetto che è molto apprezzato dalla città, che traccia la strada per un rapporto armonioso tra l’uomo e la natura e che “permette anche di rafforzare il tessuto sociale, creando posti di lavoro”, dice Hardy.

    https://www.nu-paris.com/nature-urbaine/

    https://www.repubblica.it/green-and-blue/2020/10/05/news/la_zucca_sul_tetto_di_parigi-269522422/

    A cura di Simone Riga

    “Don’t leave me alone”: mostra fotografica sull’azione di Medici Senza Frontiere contro il Covid-19 in Italia

    I letti della terapia intensiva dell’ospedale di Lodi, le strutture per anziani delle Marche durante il lockdown, i raggi del carcere di San Vittore a Milano e i siti informali nella periferia di Roma dove abitano le comunità più vulnerabili.

    Il diario di due mamme al tempo della quarantena. Nasce il libro: “Il filo sottile del coraggio”

    Due mamme, Camilla Tommasi e Giovanna Carboni, che scrivono un diario. E' il dialogo al tempo della quarantena, tra le mura di casa, di due madri che non si conoscevano, ma le lettere che si scrivono hanno il potere di unirle. Arrivano a chiamarsi “amiche del cuore”. 

    Nasce “Il filo sottile del coraggio”, curato dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti, con un presente nella comunicazione legata al calcio e al sociale con la Lega Pro, edito da Maria Pacini Fazzi Editore. 

    Da Cerreto Guidi, in provincia di Firenze dove abita Giovanna a Montemerlo, in provincia di Padova, paese di Camilla, poco distante da Vo', i chilometri e le distanze si annullano con la scrittura. 

    Il loro diario epistolare, che cresce con il supporto di mail e whatsapp, prende vita in una domenica speciale, il 10 maggio 2020, nel giorno della festa della mamma. E’ inaspettato e inatteso. 

    “L’idea della raccolta di lettere parte dalla telefonata di un’amica che mi ha parlato della storia di Camilla- spiega Gaia Simonetti- che ha molte analogie con quella di Giovanna, che conosco per aver diviso una parte di dolore. Il cuore e il coraggio sono alleati fedeli. Insieme sono il punto di partenza. E di ripartenza”. 

    Si raccontano della torta di mele appena sfornata, della poesia imparata a memoria dal nipotino, dei preparativi per il matrimonio della figlia che si sono fermati a causa dell’emergenza socio-sanitaria dettata dal Covid-19, delle videochiamate con i familiari e del telefonino che fa i capricci. 

    Parlano lo stesso linguaggio e scrivono di quanta strada hanno percorso “imbracciando “il coraggio. 

    Hanno ancora occhi capaci di accarezzare il futuro, nonostante il passato continui a trascinare il bagaglio pesante di dolore che, senza remore e senza preavviso, apre la porta per riaffacciarsi nella loro esistenza.  Arrivano a “conoscersi” attraverso le lettere e a promettersi un dono come l’abbraccio. Un abbraccio che riusciranno a darsi nel silenzio della campagna con il cuore che fa rumore e si fa sentire. 

    All'interno si trova anche il testo della canzone "Distante", scritta dal giovane rapper di Lucca, Alessio Ramacciotti in arte Ramadon.

    Il libro ha una dedica speciale. “Dedicato a tutti coloro che non ce l’hanno fatta e a coloro che sono impegnati tutti i giorni a salvare vite umane” e si lega ad un progetto sociale.

    A cura di Gaia Simonetti

    500 bambini adottati bloccati all’estero. Griffini (Ai.Bi.): “Vanno portati in Italia dai nostri operatori”

    Per un bambino senza famiglia confinato in un istituto l’attesa è dolorosa e penosa. Con gli enti autorizzati più organizzati si possono studiare pratiche innovative per farli arrivare direttamente”

    Firmato il decreto per il Fondo Nuove Competenze

    In arrivo benefici economici aggiuntivi per aziende e lavoratori grazie al Fondo Nuove Competenze. Ecco di cosa si tratta.

     

    FEDERALISMO SOLIDALE - "Quando c’erano i comunisti. I cento anni del Pci tra cronaca e storia"

    Sabato 10 ottobre, ORE 11, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO

    La Sfida del Federalismo Solidale diventa la Sfida della Solidarietà. Un nuovo spazio di approfondimento condotto da Paola Severini Melograni su terzo settore, cultura e territori per una nuova politica sociale.
    Primi ospiti Marcello Sorgi e Mario Pendinelli che ci presenteranno il loro ultimo libro “Quando c’erano i comunisti. I cento anni del PCI tra cronaca e storia”.
    I due cronisti, tra documenti e interviste inedite, si mettono sulle tracce dei protagonisti del PCI seguendone il percorso attraverso i luoghi - dall'Italia alla Russia, dalla Bulgaria all'America - e i decenni, da Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti a Luigi Longo ed Enrico Berlinguer, fino al confronto con Massimo D'Alema, Piero Fassino, Paolo Gentiloni, Cesare Salvi, Walter Veltroni e Nicola Zingaretti. Completa il quadro una preziosa testimonianza di Umberto Terracini - componente del gruppo originario di Gramsci, Togliatti e Tasca, e presente alla scissione di Livorno -, a cui il libro contribuisce a ridare il giusto rilievo.

    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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