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    Trentino, continua l’odissea per i tre orsi rinchiusi al Casteller

    La telenovela dell’orso M49, ribattezzato “Papillon” per le sue rocambolesche fughe, non è ancora finita, anzi con lui si sono aggiunti anche altri due esemplari: M57 e Dj3. Tutti e tre sono al momento rinchiusi nel Centro faunistico del Casteller nella provincia di Trento. E le condizioni in cui sono detenuti hanno scatenato l’ira delle associazioni animaliste, infatti, non appena arrivate le denunce, sono state aperte quattro inchieste dalla Procura della Repubblica che vanno dall’ordine di cattura (o abbattimento) degli animali ritenuti pericolosi alle condizioni di detenzione del centro di Casteller. Oltretutto, anche il reparto dei Carabinieri Cites ha presentato una relazione sullo stato di salute degli orsi dopo i controlli effettuati. Ebbene, sui tre esemplari è stata riscontrata “una situazione di stress psico-fisico grave”, questo si legge nei dossier presentati dal generale di brigata Massimiliano Conti al procuratore Sandro Raimondi. M49 “ha smesso di alimentarsi e scarica la sua energia contro la saracinesca della sua tana”, mentre M57 “ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata causandosi lesioni cutanee all’avambraccio sinistro”, così viene descritta la situazione dai Carabinieri per due dei tre orsi detenuti a Casteller.

    “Sono sicuro che la giustizia faccia il suo corso e possa attestare le condizioni in cui versano i tre orsi, che sicuramente non meritano questa non-vita”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, più volte mostratosi contrario alla cattura e all’abbattimento di M49. Ad oggi sono state aperte dalla magistratura quattro inchieste per maltrattamento di animali, quali probabilmente verranno riunite in unico procedimento. Le denunce invece sono partite da l’Oipa, Lav del Trentino e Animal Aid; la prima ha chiesto la chiusura del Centro di Casteller per inidoneità, una “situazione temporanea dovuta ai lavori in corso per l’ampliamento dell’area”, ha spiegato la Provincia. La detenzione di questi orsi sembra gravare molto sulla loro salute, poiché sono abituati a vivere in grandi habitat dove riescono a percorrere fino a 60 chilometri al giorno. Anche l’Ordine dei medici veterinari del Trentino è intervenuto chiedendo l’istituzione di un Comitato etico provinciale per la gestione e la tutela della salute degli orsi nel “rispetto delle loro caratteristiche etologiche”. L’unico che sembra ancora contrario, restio a comprendere la natura di questa specie, resta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento.

    https://www.oipa.org/italia/orsi-imprigionati-al-casteller-inviata-dalloipa-alla-procura-la-richiesta-di-sequestro-del-centro-di-detenzione-trentino/

    https://www.lav.it/news/trentino-revoca-cattura

    https://www.animalaid.it/2020/10/esposto-denuncia-procura-repubblica-trento/

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/07/orsi-in-trentino-la-procura-apre-unaltra-inchiesta-dopo-il-rapporto-sul-casteller-si-indaga-per-maltrattamento-di-animali/5957175/

    A cura di Simone Riga

    Legambiente: “La decarbonizzazione in Italia non passa per il gas”

    Il nuovo dossier di Legambiente ribadisce la necessità di una transizione energetica che provenga da fonti rinnovabili, e non da altre che producano inquinamento come delle nuove centrali a gas.

    “Basta difendere modelli energetici vecchi e inquinanti. Il governo semplifichi le autorizzazioni per gli impianti a fonti rinnovabili e con la prossima legge di bilancio cominci a tagliare i sussidi alle fonti fossili”. In quanto a ciò l’associazione chiede che non avvenga una riconversione a gas delle centrali a carbone, si tratterebbe di un’opzione che comporterebbe allo stesso un danno per l’ambiente. Il punto si focalizza sul fatto che le centrali a carbone dovrebbero essere sostituite con impianti rinnovabili e non a gas; e ciò può avvenire solo attraverso delle soluzioni radicali e immediate “che semplifichino le procedure autorizzative e garantendo un ruolo sempre maggiore alle fonti rinnovabili e ai sistemi di accumulo”.

    Negli ultimi due decenni sono stati costruiti impianti a gas a sufficienza che garantiscono una generazione di 115.000 MW di potenza installata, che vale a dire il doppio di quello di cui realmente necessita il Paese, nel 2019 la domanda era stata di 58.219 MW. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di aumentare l’esercizio delle centrali a gas, portandole da 3.261 ore medie annue a 4.000, in questo modo si compenserebbe l’energia mancata dalle centrali a carbone; ma il punto è che anche questa alternativa arrecherebbe forti emissioni di gas serra poiché richiederebbe un aumento dei consumi di metano. L’unica soluzione sostenibile che si ha disposizione passerebbe per l’efficientamento energetico: nel civile riconvertendo le pompe di calore con un’alimentazione elettrica; nel pubblico con l’elettrificazione dei trasporti e incrementando lo sviluppo della mobilità elettrica.

    La strada che delinea Legambiente, e che si spera possa essere recepita dal governo, porta alla chiusura delle centrali a carbone (di capacità oltre 7.900 MW) entro il 2025 senza aprire nuovi impianti a gas. Il secondo passo verte sulla chiusura definitiva entro il 2040 di tutte le centrali alimentate da fonti fossili (gas metano compreso). In questo passaggio deve essere affiancato l’azzeramento dei consumi di gas per il 2040 e lo stop al finanziamento per nuovi impianti come invece prevede il Capacity Market. Questi sussidi, invece, vanno dirottati al comparto dell’eolico e solare viste le potenzialità del Paese e all’efficientamento energetico nel settore edilizio, nella mobilità (entrambe molto dipendenti dal gas metano) e nella riconversione delle centrali a carbone in centri di produzione di energia sostenibile. Va ricordato che il metano è un gas serra peggiore del Co2, specialmente nel breve periodo: “72 volte nei primi 20 anni dalla sua dispersione in atmosfera”.

    “Il governo italiano sta sbagliando strada sulla lotta alla crisi climatica – spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Nel settore della produzione di energia promuove la riconversione a gas delle centrali a carbone, investe su nuove infrastrutture per il trasporto del metano fossile, sostiene progetti sbagliati come quello di Eni che vuole confinare al CO2 nei fondali marini davanti alla costa ravennate. È arrivato il momento di scelte chiare e radicali: promuova le semplificazioni autorizzative per la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, semplifichi la riconversione degli impianti a biogas in quelli a biometano da immettere in rete, recepisca al più presto la direttiva europea sulle rinnovabili per sbloccare definitivamente le comunità energetiche e la smetta di foraggiare i petrolieri e i signori delle fossili. Stiamo entrando nella fase di discussione della prossima legge di bilancio, il vero banco di prova per cominciare a tagliare seriamente i sussidi alle fonti fossili. Vediamo se alle tante parole spese su questo fronte faranno seguito finalmente gli atti concreti”. I concetti chiave, rilanciati da qualsiasi organizzazione e scienziato del Pianeta, sono sempre gli stessi, eppure ancora non sono ascoltati dai governi nazionali, quali dovrebbero progettare dei piani realmente incentrati sulla sostenibilità e agire subito perché di tempo di non ce ne è più.

    https://www.legambiente.it/la-decarbonizzazione-in-italia-non-passa-per-il-gas-ecco-il-nuovo-dossier-di-legambiente/

    A cura di Simone Riga

    Francesco, la peste, la rinascita di Marco Politi

    Per molte settimane la pandemia da Coronavirus sembrava avere spazzato via la religione dalla scena pubblica. Ma, tra i problemi interni alla Chiesa e i problemi della società globale che si aprono nella stagione del "dopo virus", papa Bergoglio è passato all'offensiva.

    L'irrompere, nel febbraio 2020, della Grande Catastrofe del nuovo Coronavirus ha messo a nudo l'effetto della secolarizzazione. Per la prima volta dopo secoli, la Chiesa in tempo di peste non è apparsa come protagonista. Niente templi affollati di fedeli, niente processioni, niente funerali, sparita l'immagine secolare del prete che solitario attraversa le strade colpite dal morbo portando sacramenti agli ammalati e conforto ai morenti. Sulla scena ha dominato la scienza, sugli schermi sono apparsi come punto di riferimento medici, esperti, infermieri e politici. Dopo un primo momento di smarrimento, papa Francesco ha reagito riconquistando la scena con la liturgia del 27 marzo e la Via Crucis del Venerdì santo. Due cerimonie straordinarie per impatto visivo e psicologico. Il vuoto fantasmagorico di piazza San Pietro è stato trasformato in uno spazio planetario in cui il papa ha riaffermato il valore della fede come portatrice di speranza, alimento di solidarietà – trasmettendo la visione di un Dio che, proprio perché vicino alle vittime e all'umanità piagata dal morbo, sollecita il giudizio e la responsabilità di ciascuno nel decidere quale società ricostruire dopo il disastro. Perché c'è un "prima" e c'è un "dopo": bisogna partire dalla catastrofe per creare una società che superi le disuguaglianze, che difenda il sistema liberaldemocratico dai linguaggi e dagli atteggiamenti totalitari che lo minacciano. L'evento della pandemia è destinato a rimare impresso nella memoria dei contemporanei e – per la parte che gioca nella coscienza collettiva – il ruolo del papato avrà un impatto cruciale sulla scena nazionale e globale.

    Marco Politi è uno dei maggiori esperti di questioni vaticane. Nel 2004 con un’intervista al cardinale Ratzinger ha prefigurato la sua elezione al trono papale. Vaticanista de “la Repubblica” per quasi un ventennio, poi editorialista de “il Fatto Quotidiano”, collabora con Abc, Cnn, Nbc, Bbc, Rai, Zdf, France 2 e “The Tablet”. Con Carl Bernstein ha scritto il bestseller mondiale His Holiness/Sua Santità (1997) su Giovanni Paolo II. Francesco tra i lupi. Il segreto di una rivoluzione (Laterza, nuova edizione 2015, tradotto nelle principali lingue europee, negli Stati Uniti e in Argentina) è diventato una chiave interpretativa del pontificato di Bergoglio. Tra gli altri suoi libri: Papa Wojtyla. L’addio (Morcelliana, 2007); Il ritorno di Dio (Mondadori, 2004), Io, prete gay (Mondadori, 2006), La Chiesa del no (Mondadori, 2009) e La solitudine di Francesco (Laterza, 2019).

    Reati contro i minori: in Italia 5.939 le vittime nel 2019 (-1% rispetto al 2018; +41% sul 2009), in maggioranza bambine e ragazze

    Alla vigilia della Giornata Mondiale delle Bambine, Terre des Hommes presenta la nona edizione del Dossier della Campagna Indifesa” per accendere i riflettori sui diritti negati a milioni di bambine in Italia e nel mondo e promuovere azioni concrete per assicurare loro un futuro di dignità.

    Per contribuire alla Campagna, dona al numero solidale 45591 fino al 18 ottobre 2020.

    Hashtag della Campagna: #indifesa #iogiocoallapar

    Il Cnr protagonista dell’Internet Festival 2020 con 13 eventi

    Dalla cybersecurity ai “fake people” passando per la formazione dei nativi digitali e alla privacy nell’era iperconnessa; così i ricercatori del Cnr “resettano” ed aggiornano l’internet ai tempi del Covid19

    La tecnologia può migliorare la qualità di vita dei bambini con disabilità?

    L’innovazione tecnologica trasforma velocemente e inevitabilmente ogni ambito del nostro presente, modificando obiettivi, aspettative e la stessa qualità di vita. Sta accadendo lo stesso nella quotidianità delle famiglie di bambini con disabilità neuromotorie?

    Da questo quesito nasce l’idea del convegno online “Innovazione e tecnologie per la qualità di vita del bambino con disabilità neuromotorie” organizzato da Fondazione Ariel per sabato 10 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30, aperto a familiari, operatori, volontari e a chiunque voglia approfondire come la tecnologia possa migliorare la qualità di vita dei bambini con Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) e altre disabilità neuromotorie.

    Louise Glück ha vinto il Nobel per la letteratura

     

    L'Academy svedese ha annunciato e premiato la poetessa statunitense "per la sua inconfondibile voce poetica che con l'austera bellezza rende universale l'esistenza individuale". In passato aveva già vinto un Pulitzer e un National Book Award.

    Dodici nuovi Giusti onorati da oggi nel Giardino Virtuale

    “Onorare i Giusti del passato senza abbassare lo sguardo sui rischi per la dignità umana che si annidano nel presente”. È questo il monito lanciato dal presidente di Gariwo Gabriele Nissim, durante la cerimonia che si è tenuta oggi al Giardino dei Giusti di Milano per ricordare i nuovi Giusti del Giardino Virtuale, l’estensione multimediale di quello presente al parco del Monte Stella.

    SUD: 3 MLN PER LE AREE INTERNE A RISCHIO SPOPOLAMENTO

    19 programmi di volontariato per far rinascere le aree interne del Sud Italia - Le iniziative, sostenute con oltre 3,3 milioni di euro, permetteranno l’avvio di nuove attività e il rafforzamento di quelle già esistenti nei territori lontani dai servizi essenziali. Coinvolti oltre 100 comuni e 200 organizzazioni di volontariato. Saranno attivati più di 2.600 “nuovi” volontari”.

    Rapporto immigrazione: il saluto di Mons. Russo

    Questa mattina, presso il Centro Congressi Auditorium Aurelia, Mons. Stefano Russo, Segretario generale della CEI, è intervenuto alla presentazione del XXIX Rapporto immigrazione di Caritas - Migrantes, dal titolo “Conoscere per comprendere”.

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