AngeliPress

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    L'Arci cerca volontari per i suoi progetti di solidarietà

    Il Comitato di Torino rilancia le distribuzioni alimentari a sostegno dei torinesi in difficoltà

    Il Comitato Territoriale  Arci Torino, con la collaborazione dei circoli, fin dal principio del lockdown si è impegnato in una grande operazione di solidarietà nei confronti di tantissime famiglie torinesi. Aderendo a Torino Solidale, l’Arci ha distribuito settimanalmente pacchi alimentari a quasi 500 nuclei familiari che diversamente non avrebbero avuto garantito il diritto al cibo.

    Ma se la crisi sanitaria sembra essere in via di miglioramento, Torino sta continuando a viverne le conseguenze in termini sociali. Ci sono intere fasce della popolazione che sono state travolte dalle difficoltà economiche per la perdita del lavoro e di ogni forma di reddito o sostegno e queste famiglie continuano a chiedere aiuto.

    Il comitato Arci Torino, in continuità con le attività già avviate con il progetto Fooding, ha deciso di rafforzare la sua azione e di non abbandonare questo pezzo di città e lancia una call pubblica per cercare altri volontari per continuare a far fronte ad una situazione di crisi che non vede fine: i due nuovi centri di distribuzione, al Circolo Anatra Zoppa e ai Bagni Pubblici di via Bianzè, hanno già ripreso le attività e vedono già coinvolti più di 60 volontari che non bastano davanti a quella che ormai è da considerare un’emergenza in rapida crescita.  «Durante il lockdown la risposta dei soci Arci e di tutta la cittadinanza è stata straordinaria: abbiamo visto il volto solidale della nostra società che spesso non riesce a emergere» sottolinea Alice Eugenia Graziano del Comitato Arci Torino.

    Arci Torino, inoltre, non dimentica di rivolgere un ringraziamento alle centinaia di disponibilità ricevute da parte di singoli che hanno deciso di investire il loro tempo nella solidarietà e nel contribuire al progetto.

    GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO, AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): RISCOPRIAMO CAMPAGNE E AREE INTERNE

    “Il cambio di abitudini e di offerta del settore, ancor prima dell’epidemia, ha messo al primo posto, anche nel settore viaggi, lo sviluppo sostenibile economico, ambientale e sociale dei territori. Gli agricoltori sono da sempre custodi della tradizione e della cultura delle campagne”. Lo ha messo in evidenza Augusto Congionti, presidente di Agriturist (Confagricoltura) in occasione della giornata mondiale del turismo che si celebra il 27 settembre, dedicata quest’anno a quello rurale.

    “La ricerca di spazi aperti ben si sposa con questa evoluzione, in qualche modo accelerata dalla pandemia. L’offerta unica delle 24.000 imprese agrituristiche italiane – ha continuato Congionti – consente di riscoprire le campagne, i paesini, i borghi e i percorsi meno conosciuti; un vero patrimonio che può costituire la leva per la ripartenza dell’intero settore turistico”.

    “Il bilancio dell’estate appena trascorsa, dopo i mesi di fermo e nonostante la forte riduzione di matrimoni ed eventi, è stato in molti casi superiore alle aspettative. La richiesta di distanziamento – ha rimarcato il presidente di Agriturist - ci ha spinto ad incrementare le nostre attività all’esterno. Punteremo sempre di più sulle ciclovie, sulle ippovie, sui cammini religiosi, sui sentieri naturalistici e sulle fattorie didattiche, diversificando le nostre offerte e incrementando i nostri servizi”.

    “Offriamo luoghi incontaminati, attività in campagna accompagnate da cibo e vino ottimi. Questa caratteristica ha consentito alle nostre imprese di diventare un segmento importante dell’offerta turistica italiana, consentendoci di partire avvantaggiati. Occorre però – ha concluso Congionti - cogliere l’occasione e incrementare questo potenziale, guardando alla sostenibilità delle aziende, all’innovazione, alla digitalizzazione e alle infrastrutture”.

     

    Comunicato Stampa CONFAGRICOLTURA

    Torna la Festa del Volontariato per ripartire tutti insieme

    Torna la Festa provinciale del volontariato e della solidarietà di Padova, quest’anno alla sua diciassettesima edizione. L’appuntamento è per domenica 27 settembre 2020 in Prato della Valle a Padova. Per il mondo del volontariato, che ha saputo rileggersi e continuare pur nelle molteplici difficoltà che si sono presentate a causa della pandemia, la festa vuole  ribadire che si può essere vicini, senza esserlo fisicamente. 

    Ricchi contro poveri, ai primi la medaglia per maggior inquinamento prodotto

    Sembra essere sempre la stessa storia, i più ricchi che non seguono le buone pratiche conducendo un’esistenza non sostenibile che inevitabilmente ricade sulle classi meno agiate. Ma non è la solita retorica ricchi e poveri, bensì l’ultimo rapporto pubblicato da Oxfam che ha evidenziato come basti solo l’1% della popolazione ricca del mondo, pari a 63 milioni di anime, per inquinare più del doppio (15%) rispetto a 3,1 miliardi di persone povere che inquinano per il 7%.

    Se poi si va a vedere la situazione nel suo insieme, i dati ci dicono che la popolazione mondiale più ricca al mondo, ovvero il 10% con i suoi circa 630 milioni di individui, causano il 52% di emissioni di anidride carbonica. Numeri impietosi, che sono stati elaborati attraverso l’analisi della quantità di emissioni per fasce di reddito. “I dati raccolti dal 1990 alla metà degli anni '10 ci raccontano di un modello economico non sostenibile, né dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico e sociale, che alimenta la disuguaglianza soffocando il pianeta da tutti i punti di vista”, ha affermato Elisa Bacciotti, responsabile campagne di Oxfam Italia.

    L’Espresso raccontava un anno fa di una ricerca condotta alla fine degli anni ’90 da un gruppo di ricercatori dell’Università del Massachusetts, guidata dall’economista James Boyce. Tale studio mirava ad analizzare le relazioni, qualora ce ne fossero, tra le disuguaglianze e l’inquinamento in ogni singolo Stato. La ricerca portò a scoprire che dove era presente un alto divario di redditi le condizioni dell’ambiente erano peggiori. Il gruppo di ricercatori, infine, mise in relazione le disparità di potere con le politiche ambientali adottate in Nord America e ne uscì che negli Stati dove si erano implementate delle politiche più sensibili all’ambiente e alla giustizia sociale la distribuzione del potere era più equa tra i cittadini.

    https://www.oxfam.org/en/press-releases/carbon-emissions-richest-1-percent-more-double-emissions-poorest-half-humanity

    https://www.repubblica.it/economia/2020/09/21/news/allarme_oxfam_i_piu_ricchi_inquinano_i_piu_poveri_travolti_dai_cambiamenti_climatici-268021950/

    https://espresso.repubblica.it/attualita/2019/09/10/news/meno-foreste-piu-disuguaglianze-1.338527

    A cura di Simone Riga

    La calda estate dell’Artico

    Con l’estate ormai alle spalle e il costume da bagno riposto nell’armadio si tirano le somme di quella che è stata la stagione estiva. A tirare le somme è anche la National Snow and Ice Data Center (NSIDC) attraverso la sua annuale analisi satellitare sullo stato dei ghiacciai nell’Artico. E quest’anno i dati non sono molto confortanti, dato che per la seconda volta in 42 anni dall’inizio delle registrazioni, la superficie dei ghiacciai è scesa sotto i quattro milioni di chilometri quadrati, per la precisione 3,74 milioni.

    Negli ultimi 60 anni la calotta artica ha perso 2/3 del suo volume, e il 70% del ghiaccio marino artico è meramente “stagionale”, dicono i rilevamenti condotti dagli scienziati della NASA. Questo tipo di ghiaccio, meglio conosciuto come permafrost sporadico, si differenzia dal permafrost permanente per la sua vulnerabilità al vento e alle condizioni atmosferiche. “Abbiamo perso così tanto permafrost permanente che i cambiamenti nello spessore della calotta saranno più lenti a causa del diverso comportamento di questo tipo di ghiaccio”, dice Ron Kwok, scienziato della NASA of the Jet Propulsion Laboratory in California.

    A preoccupare sempre di più sono anche le alte temperature che si raggiungono durante l’estate che innescano un rapido scioglimento dei ghiacciai; 38, sono i gradi che si sono raggiunti nella passata estate in Siberia nel centro abitato di Verchojansk, dove i suoi abitanti sono abituati a passare inverni con 40° sottozero. “La calotta artica è un oceano ghiacciato che ha urgente bisogno di protezione e i leader mondiali devono comprendere il ruolo degli oceani nell’affrontare la crisi climatica. Oceani sani sono cruciali per alcune delle popolazioni più emarginate del mondo, che subiscono l’impatto della distruzione degli ecosistemi marini e dei cambiamenti climatici. Dobbiamo cambiare subito il nostro modo di prenderci cura l’uno dell’altro e del nostro Pianeta. Dobbiamo proteggere almeno il 30% dei nostri oceani entro il 2030 anche per far fronte alla crisi climatica”, commenta Laura Meller della campagna Oceani di Greenpeace Nordic a proposito dell’analisi del NSIDC.

    https://nsidc.org/arcticseaicenews/2020/09/arctic-sea-ice-decline-stalls-out-at-second-lowest-minimum/

    https://climate.nasa.gov/news/2817/with-thick-ice-gone-arctic-sea-ice-changes-more-slowly/

    https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/12402/artico-registrato-il-secondo-dato-piu-basso-di-sempre-del-livello-di-ghiaccio-marino/

    https://www.corriere.it/esteri/20_giugno_27/caldo-record-riviera-siberiana-38-paese-piu-freddo-mondo-2817d506-b88b-11ea-b2d0-312cc6f9a902.shtml

    A cura di Simone Riga

    Domenica alle 09.20 circa su Raidue la seconda puntata della nuova stagione di O Anche No

    Domenica 27 settembre su RAI 2 alle 9,20 circa e venerdì 2 ottobre in replica alle 00,55 una nuova puntata di “O anche no”, il programma su disabilità e inclusione realizzato con RAI PER IL SOCIALE, la struttura diretta da Giovanni Parapini.
    In questa puntata protagonista del “cooking show” una grandissima chef, Cristina Bowerman, che ci presenterà una delle sue ricette con l’aiuto di alcuni “ragazzi delicati” nel ruolo di aiutanti e allievi.
    Paola Severini Melograni ricorderà Alessandra Bisceglia, indimenticabile giornalista affetta da una rara malattia genetica che ha lavorato in tanti programmi televisivi e a soli 28 anni “ha lasciato le rotelle per mettere le ali”. In studio la mamma di Alessandra, Raffaella Restaino, fondatrice della Onlus “W Ale” che porta il nome della figlia.
    Nel salotto di “O anche no” anche l’ingegner Andrea Segato Bertaia e Lorenza Trinchero, che presenteranno una sedia a rotelle con la guida assistita che risponde ai comandi vocali.
    Rebecca Zoe De Luca, la giovanissima blogger che scrive su Marie Claire, Vanity Fair, Elle, Angelipress, ci darà la sua “notizia del giorno” che verrà illustrata e commentata da Stefano Disegni con le sue straordinarie strisce.
    Non mancherà lo spettacolo: il “prestigiattore” Andrea Paris presenterà uno dei suoi incredibili numeri di magia. Ma non sarà solo: con lui ci sarà un aspirante mago…
    Ladri di Carrozzelle presenteranno la loro prima esibizione live dopo il lockdown (un concerto fatto a Terni) e chiuderanno in bellezza con “Mari del Sud”.

    Medicina di genere. Zampa: “Con l’istituzione dell’Osservatorio oggi la medicina di genere compie un grande passo”

    “La medicina di genere compie un passo avanti. Lo scorso 22 settembre ho sottoscritto  il decreto, in corso di registrazione, che istituisce presso l’Istituto Superiore di Sanità  l’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere, da tempo atteso. Ringrazio quanti  hanno lavorato prima di me e con me, contribuendo al raggiungimento di questo  importante risultato: da Paola Boldrini a Beatrice Lorenzin e le pioniere che hanno  aperto la strada alla medicina di genere. Grazie, infine, al Ministro Roberto Speranza  per la sensibilità dimostrata e l’attenzione rivolta ad un tema così delicato”. 

    È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa. 

    “La Legge 11 gennaio 2018, n. 3, più nota come ‘Legge Lorenzin’, ha disciplinato  l’applicazione e diffusione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale,  prevedendo, tra l’altro, l’adozione di un Piano volto alla diffusione della medicina di  genere e l'istituzione di un Osservatorio dedicato alla medicina di genere” – prosegue  Zampa.  

    “L’istituzione dell’Osservatorio contribuirà alla piena attuazione delle quattro aree di  intervento previste dal Piano: percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e  riabilitazione; ricerca e innovazione; formazione e aggiornamento professionale;  comunicazione e informazione” – conclude Zampa. 

     

    COMUNICATO STAMPA del Ministero della Salute

    5x1000: c'è tempo fino al 30 settembre per sostenere #IOLOCHIEDO di Amnesty International contro la violenza sessuale

    Il 5X1000 a Amnesty International Italia per una "dichiarazione universale"per i diritti delle donne: al via la campagna #IOLOCHIEDO per promuovere la cultura del consenso, contro stupri e violenze sessuali.

    Nascono nuovi narratori museali. I giovani raccontano l’arte ai coetanei

    Iniziamo il nostro tour. E’ come un “viaggio” e la nostra guida è il cuore. Entri e ti accoglie un sorriso. E’ luce, soprattutto in questo periodo. Prosegui ed entri in un’altra stanza, adiacente alla reception, dove ti “abbracciano” i colori dei tavolini della zona relax. Sono ricavati dal cartone e da materiale riciclabili. Hanno ricevuto una seconda “vita”. Varchi la soglia e gli occhi si meravigliano.

    È il Lu.C.C.A., Lucca Center of Contemporary Art, museo di arte visiva moderna e contemporanea, che allo stesso tempo, è un contenitore di opere d’arte, spazio educativo e luogo aperto alla comunità. Ha sede all’interno del cinquecentesco Palazzo Boccella, situato nel centro storico di Lucca.

    “Dopo aver lavorato a lungo su modelli di crescita sostenibile e sulla sostenibilità economica dei musei, dal 2018 ho iniziato a sperimentare modelli scalabili nel rapporto tra museo e responsabilità sociale, tra museo e sostenibilità ambientale, tra museo e salute e benessere, tra museo e tecnologia funzionale e tra museo e turismo sostenibile  - spiega Maurizio Vanni, direttore del Lu.C.C.A -  per un coinvolgimento attivo dei visitatori e per entrare nella quotidianità di tutte le persone. Oggi il modello profila gli spettatori attraverso la condivisione di stili di vita".

    E’ un posto speciale anche per le famiglie, per i bambini, per le persone della terza età e per gli adolescenti coinvolti e fidelizzati con proposte personalizzate sempre nuove legate alle varie mostre temporanee. In particolare per gli adolescenti, con il progetto "Teen4Teens": alcuni di loro vengono preparati con un corso di 25 ore per diventare "narratori museali" e sono proprio loro a ideare visite guidate speciali e non convenzionali per i loro coetanei  E tutto in totale sicurezza.

    “In una società sempre più veloce, non sempre riusciamo a occuparci di noi- continua il direttore della struttura museale- ed a dedicare abbastanza tempo alla nostra persona, alla nostra creatività e ai nostri sogni, che non hanno età o scadenza. Frequentare un museo significa anche contrastare la solitudine, coltivare capacità relazionali e costruire nuovi legami”.

    “Oggi, in particolare, il museo ha bisogno di cambiare linguaggio- continua Vanni- e di avvicinarsi sempre di più al pubblico dei giovani. In quest’ottica, il Lu.C.C.A. ha lanciato Teen4Teens, un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione Lucca Info&Guide che vede protagonisti gli adolescenti. Sono stati selezionati quattro giovani che saranno formati per diventare “narratori museali”: dopo il primo periodo di training, saranno chiamati a ideare delle visite guidate di taglio interdisciplinare che, per due volte al mese, proporranno gratuitamente ai loro coetanei.  Ripartire dal futuro è la chiave.  La responsabilità sociale del museo impone un’attenzione a tutti i segmenti del pubblico generico. Pensare a chi è in difficoltà o in stato di fragilità, alla terza età, ai percorsi di inclusione sociale, ai percorsi per i diversamente abili, ai bambini e alle famiglie con offerte personalizzate legate a laboratori e visite guidate speciali è un dovere.” 

    Si chiude dietro di noi la porta del museo. La nostra visita è terminata. Non si può parlare di passato perché le emozioni continuano a vivere nel cuore e continueranno a lungo.

    Di Gaia Simonetti

    Lumen, il museo nel cuore delle Dolomiti

    A 2275 metri di quota, sulla cima di Plan de Corones, è situato il museo della fotografia di montagna, Lumen. Le sale interne ospitano foto storiche, innovazioni digitali, ed esposizioni temporanee che ripercorrono l’affascinante storia degli altipiani. Il museo è anche un luogo d’incontro e di scambio culturale, che oltre alla presenza di mostre permanenti e temporanee, accoglie eventi di teatro, musica e cucina internazionale che hanno come tema centrale la montagna.

    Uno spazio poliedrico dove le arti si fondono con l’ambiente partendo da diverse prospettive, in una continua e attenta evoluzione. Fino ad ottobre sarà presente la mostra “Mountain Pieces. Reflecting History”, opera di Sissi Micheli, che analizza il concetto di guerra e pace; e il ruolo delle montagne nei periodi bellici che le ha viste come protagoniste. All’interno è presente anche un ristorante gourmet, fresco vincitore del premio come miglior punto di ristoro in un museo, guidato dallo chef stellato Robert Niederkofler. L’annuale rassegna degli chef avrà quest’anno lo scopo di sensibilizzare la cucina sostenibile e a chilometro zero. Lumen, che è stato ideato da un progetto di recupero dell’ex stazione della funivia Plan de Corones, è un luogo spirituale dove è possibile contemplare il panorama straordinario delle Dolomiti immergendosi nell’arte.

    https://www.lumenmuseum.it/it-it/lumen-museum

    https://www.lastampa.it/montagna/2020/09/24/news/titolo-di-prova-1.39332776

    A cura di Simone Riga

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