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    Tornano i dialoghi di PLASTICA d’A-MARE

    Da sabato 26 settembre cominceranno una serie di incontri nella seconda edizione dell’Eco Festival Plastic Free, curato da Nadia Mastropietro, facente parte del palinsesto culturale di ROMARAMA 2020. PLASTICA d’A-MARE sarà luogo di dialoghi, concerti, mostre ed esposizioni culturali che avranno come tema centrale l’inquinamento dei mari e i cambiamenti climatici. Il progetto si pone come luogo di scambio e conoscenza di temi ambientali e saranno tantissimi gli ospiti che prenderanno parte al Festival.

    Il 27 settembre il Porto Turistico di Roma ospiterà una tavola rotonda con BlueMed, WWF Italia, Marevivo Onlus, Clean Sea Life, Ostia Clean Up e Mercato Circolare. La giornata prevederà la talk-performance della naturalista Laura Pintore (WWF) e lo street artist Moby Dick, in cui il pubblico sarà coinvolto nella realizzazione di opere artistiche, il live painting dello stesso Moby Dick, fino ai laboratori per bambini e ai concerti live di Gabriella Martinelli, Giulio Wilson e Vincenzo Fasano, a partire dalle 17.30 del 27 settembre. Inoltre, ci sarà l’esposizione dei progetti finalisti della CALL for ARTISTS dedicata a creativi emergenti invitati a riflettere sul tema del riciclo della plastica. Per chi non potrà essere presente di persona, quest’anno si potrà partecipare anche in diretta streaming sulla piattaforma Rebel Live. 

    “Abbiamo una grandissima responsabilità nei confronti della salute dei nostri mari. Le politiche consumistiche messe in atto dai governi, la sfrenata ricerca di profitto da parte delle aziende e i comportamenti irresponsabili di noi cittadini stanno portando ad una drastica conseguenza: si prevede infatti che nel 2050 ci sarà più plastica che pesce negli oceani. Dobbiamo tutti lavorare per invertire questa tendenza e aumentare la consapevolezza dei pericoli che corriamo”, afferma Dante Caserta, vicepresidente di WWF Italia.

    https://plasticadamare.it/

    https://www.wwf.it/news/notizie/?54870/A-PLASTICA-dA-MARE-la-Tavola-rotonda-Il-punto-sul-mare

    A cura di Simone Riga

    Iacopo Melio: "La mia lotta per i diritti di tutti"

    Sul Corriere della Sera di oggi Carlo Verdelli intervista Iacopo Melio, 25 chili e più di 11mila voti. Il 28enne candidato del Pd a Firenze ha portato avanti una campagna elettorale da casa: "Basta ipocrisie su chi ha disablità".

    Ecco di seguito alcuni passaggi dell'intervista: "MI ha scritto un ragazzo di 18 anni: sei il mio primo voto, so che non mi deluderai". 

    "Il mio slogan è stato: un salto avanti. Detto da me può sembrare un paradosso, ma credo davvero seeva un salto avanti per i diritti civili. Quelli umani per esempio, la parità tra donne e uomini. […] In Italia ci sono 4 milioni di disabili ma i numeri non sono ufficiali, mancano statistiche, come mancano insegnanti di sostegno; prevale invece una cultura dell'indifferenza".

    Come si fa a far politica pesando 25 chili a 28 anni, chiede Verdelli, e Melio risponde: "Guardando la parte piena del bicchiere". Non una lezione di vita, "semmai di sopravvivenza. Se non apprezzi ciò che c'è nel bicchiere l'unica alternativa è buttarlo, ma io non sono uno che butta il bicchiere".

    Un bell'insegnamento da parte del protagonista di "Vorrei prendere il treno", che con ironia e forza combatte contro le barriere architettoniche ed è stato anche tra gli ospiti del programma di Rai 2 O anche no, condotto dal direttore di Angelipress Paola Severini Melograni.

     

    Lavorare è una parola… specie per i disabili

    Mercoledì 23 settembre alle 16.30 a Roma l'evento Lavorare è una parola… specie per i disabili, presso Cgil nazionale, Salone Di Vittorio, Corso d'Italia 25, Roma, a cura di Altero Frigerio e Roberta Lisi, con Rossana Dettori, Nerina Dirindin, Giovanni Marino, Paola Scarcella. Cordina Nina Daita.

    Armi da fuoco in America e Italia: un po' di dati

    Com’è noto, i poliziotti americani uccidono circa mille persone l’anno a colpi di armi da fuoco. La polizia locale americana non è sotto il controllo federale e il numero non varia molto nel tempo. Il dato italiano non sembra pubblicamente disponibile, ma nell’ultimo anno la polizia inglese ha ucciso con le armi tre persone e nell’anno recente peggiore - quello tra il 2016 e il 2017 - ne ha uccise sei.

    Il dato americano è imperdonabile, ma il paese ha una caratteristica di cui bisogna tenere conto: è l’unica nazione occidentale dove la popolazione civile è mediamente meglio armata degli agenti. Secondo le statistiche più recenti, i cittadini privati americani detengono oltre 393 milioni di armi da fuoco: 120,5 “pezzi” per ogni cento residenti… Ciò non giustifica niente, ma un po’ spiega la tendenza degli agenti Usa a sparare prima e porsi delle domande solo in seguito.

    La grande “best seller” tra le armi leggere in mano ai privati è il fucile d’assalto semi-automatico che appare qui sopra, l'AR-15, la versione civile del M6, il fucile automatico d’ordinanza in dotazione alle forze armate americane. Il suo disegno, almeno in forma primitiva, risale alla fine degli anni Cinquanta - per quanto “l’estetica” è abbastanza cambiata da allora. Nell’ultimo decennio l’arma è diventata, secondo il New York Times, “il fucile più amato e più diffamato” degli Stati Uniti, in quanto simbolo dell’amore americano per le armi.

    Ha una particolarità. Creato anche per essere prodotto velocemente e assemblato da operai non specializzati, l’AR-15 è molto spesso venduto liberamente in “kit” da montare a casa. Dal punto di vista legale, l’unica parte dell’arma che è da considerarsi sotto il controllo statale è il “castello”, il blocco di componenti che contiene il grilletto e le altre parti operative, oltre a riportare il numero seriale. L’elemento va acquistato a parte da un armaiolo autorizzato; tutto il resto è semplice ferramenta. Il fucile “fai-da-te” costruito in questa maniera costa attorno ai 300-400 dollari (dai €250 ai €350), a volte pure un po’ meno.

    Le recenti proposte di togliere la polizia dalle strade, emerse a seguito dello scoppiare della protesta “Black Lives Matter”, ne hanno ulteriormente spronato le vendite - al punto di causare una grave penuria di munizioni calibro .223/5.56mm NATO normalmente utilizzato dall’AR-15.

    (Fonte Nota Design)

    Al via la XX Special Olympics European Football Week

    Parte in tutta Europa la XX edizione della Special Olympics European Football Week. La settimana europea del calcio si svolgerà, con il supporto della UEFAdal 23 al 30 settembre 2020. L'evento, che rientra nella settimana europea dello sport, comprenderà, in tutta Italia, diverse attività di calcio unificato, messe in campo in sicurezza e nel pieno rispetto di tutte le norme anti-covid, e diverse iniziative con sempre al centro il messaggio di inclusione attraverso lo sport. Sono circa 20mila i partecipanti, tra atleti e partner, rispettivamente con e senza disabilità intellettiva, provenienti da 25 paesi europei-eurasiatici, a scendere in campo, in formazioni miste, in oltre 200 eventi.

    In Italia, tra i diversi eventi previsti, spiccano le partite con l'A.S. Roma Calcio a 5 Femminile, in programma questa mattina a Frascati, e quella in programma a Torino, venerdì 25 settembre, tra gli atleti di Special Olympics e le persone del Centro migranti di Settimo Torinese. Il Focus della settimana europea del calcio si concentrerà sull’organizzazione di eventi locali, per tutti i livelli di abilità.

    Contestualmente alla Special Olympics European Football Week,  partendo dalla voce coinvolgente dei suoi atleti, Special Olympics Italia lancia la campagna #Ilcalciopermeè che "rimbalza" sui social per trasmettere un messaggio positivo di gioia ed esultanza, l'emozione di una ripartenza verso il goal dell'inclusione.

    Tutti possono scendere in campo, in questa eccezionale settimana europea del calcio, grazie anche alla piattaforma online messa a disposizione da Special Olympics Europa-Eurasia che oltre a promuovere l'evento mette nuovamente in connessione atleti e non al fine di celebrare un ritorno al gioco di squadra dopo la pausa forzata dovuta al covid-19.

    ww.specialolympicsfacesoffootball.com

    Il cambio di rotta sostenibile richiesto a gran voce

    Alla cerimonia di apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 hanno partecipato diversi esponenti del mondo dell’imprenditoria e dell’associazionismo. Mario Abreu, Head of Group Sustainability Ferrero, ha fatto presente come l’azienda Ferrero abbia garantito, anche nel periodo più acuto della pandemia, la sicurezza alimentare ai suoi consumatori. “Negli ultimi otto mesi abbiamo misurato le emissioni di anidride carbonica negli stabilimenti, al fine di ridurle” dice Abreu. Sandrine Dixson-Declève, co-Presidente del Club di Roma, ha affermato come il Covid-19 abbia fatto emergere le vulnerabilità insite nel modello mondiale in tutti i settori, “solo il 18% degli interventi vengono spesi in maniera sostenibile” sottolinea Dixson-Declève richiamando all’ importante necessità di un cambio di rotta che deve avvenire oggi. Una nuova economia che deve essere basata sui valori piuttosto che sulla ricchezza.

    “È un’opportunità per prendere la direzione giusta” ribadisce anche Laurence Tubiana, CEO dell’European Climate Foundation. C’è il bisogno di trasformare la società partendo dalle energie rinnovabili, e nel caso dell’Italia anche sul campo della digitalizzazione. Dello stesso pensiero è anche Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore generale di ENEL, quale racconta di “un’Europa che attrae il 50% degli investimenti sostenibili nel mondo” che si pone come fulcro mondiale della sostenibilità.

    All’evento dell’UNESCO, “Educazione all’Oceano per tutti: kit pratico”, è invece intervenuto il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, quale ha ricordato l’importanza degli impegni presi per la salvaguardia dei mari. Nel 2019 i Paesi della Convenzione Internazionale di Barcellona hanno firmato un accordo che prevederà dal 2023 un Mar Mediterraneo che diventerà area SECA, ossia con l’0,1% di emissioni di zolfo. Infine, inizierà in questi giorni la discussione in Commissione ambiente del disegno di legge “Salva mare”.

    https://festivalsvilupposostenibile.it/2020 

    http://www.unesco.it/it/News/Detail/859

    https://www.facebook.com/SergioCostaMinistroAmbiente/videos/2230622777084596

    A cura di Simone Riga

    “Sostenibilità. È ora di agire”. Prende il via il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020

    Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 è iniziato nel nome della “Sostenibilità. È ora di agire”. Ha aperto l’incontro il Presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Pierluigi Stefanini, quale ha affermato come la sfida si sia fatta più dura, con l’arrivo della pandemia, per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Tuttavia, la stessa pandemia ha portato maggiore sensibilità nelle comunità, per questo bisognerebbe proseguire su questo punto che chiama tutti ad essere “resilienti e trasformativi”. La transizione ecologica che si attende da molto tempo sembra che possa divenire realtà. La Commissione europea, con Ursula von der Leyen, aveva già preso la strada della sostenibilità, prima ancora dell’arrivo del Covid-19. “Il Green New Deal ne è stata la prova più concreta”, afferma Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS. Dopo un’attenta analisi dei cinque principali decreti legge, che il governo ha attutato da febbraio ad oggi, si evincono alcuni dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030, tra questi la lotta alla povertà, il reddito, e la salute. Seppure, nessuna di queste misure ha permesso di contrastare la disuguaglianza di genere. Si sono trattati di “Interventi a protezione” ma che non guardano al futuro, dove ci vuole “prevenzione”, continua Giovannini. Invece, sul piano europeo, il Next Generation Eu, conosciuto erroneamente come Recovery fund, tende a precisare Giovannini, ha come tema centrale la transizione ecologica e in virtù di ciò, la Commissione europea, richiederà un dettagliato programma ad ogni Stato membro per ciascuna riforma che vorrà perseguire. In ogni misura che sarà presentata “il 37% dovrà essere destinato alla lotta alla crisi climatica”, sottolinea Giovannini.

    https://festivalsvilupposostenibile.it/2020

    A cura di Simone Riga

    Massimo Nava, Storia della Germania dopo il muro

    Dall’unificazione all’egemonia in Europa. Prefazione di Sergio Romano (Bur Rizzoli)

    Dalla caduta del Muro all’egemonia di oggi: come la Germania è diventata lo Stato più potente dell’Europa unita

    Dopo la caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, la Germania ha realizzato a tappe forzate il sogno della riunificazione ed è diventata nei decenni successivi il Paese più potente e decisivo delle sorti economiche e politiche dell’Europa, fino a esercitare una sostanziale egemonia. Massimo Nava, inviato in Germania negli anni del crollo del regime comunista e attento osservatore dei successivi sviluppi, racconta i profondi cambiamenti della società tedesca e accompagna il lettore nella genesi della nuova Germania attraverso le vicende dei principali protagonisti e testimoni, da Helmut Kohl a Gerhard Schröder, fino all’ascesa di Angela Merkel, amata in patria e leader indiscussa in Europa. Ma l’egemonia sul Vecchio Continente, al di là di ragionevoli prudenze e riserve sulla storia del Paese, non deve spaventare, è una forza tranquilla e indispensabile, risultato di una sorta di mutamento culturale e identitario, di una rivoluzione di valori e sensibilità in sintonia con il monito di Thomas Mann: non è nata un’Europa tedesca, ma una Germania europea che si è fatta carico dei destini del Vecchio Continente e di cui possiamo finalmente fidarci.

    Riceviamo e pubblichiamo: Toni Nocchetti e la sua battaglia per i diritti dei disabili

    Riceviamo e pubblichiamo: Toni Nocchetti, Presidente associazione 'Tutti a scuola onlus' e medico, che si è battuto per i diritti dei disabili.

    "Al momento non sappiamo ancora se la nostra lista “PER persone e comunità “avrà un posto in consiglio regionale. Sappiamo di aver avuto più di 25.000 voti alla lista complessivamente in tutta la regione. Sappiamo che il nostro Peppe Irace ha meritato la fiducia di più di 3100 elettori risultando il primo della lista. Sappiamo di essere stati leali e di aver voluto sfidare a mani nude e pulite la politica del “ a chi appartieni?” o del "io l’ho già promesso il voto". Sappiamo che la Politica ha bisogno, ora più che mai, di ritrovare la forza di scegliere da che parte stare come abbiamo, nel nostro piccolo, fatto noi. Sappiamo di rappresentare un seme di speranza per 25000 cittadini.
    Grazie a quelli che ci hanno accompagnato e sostenuto.

    p.s. ho meritato il voto di circa 1800 persone (non male per uno che da sempre sta dalla parte di chi fa più fatica a vivere!). Non sarà sufficiente ma, nel piccolo, è una soddisfazione. Buon lavoro e buona vita a tutti!"

    Toni Nocchetti

    Le discariche italiane: abusive, soggette ad interventi straordinari e a mafia

    Il tema delle discariche in Italia è un tasto molto dolente. A fare da padroni sono soprattutto il mancato rispetto delle regole e la criminalità, dove non arriva quest’ultima è facile che si debba intervenire per delle irregolarità di vario tipo. Anche se la situazione sembra aver cambiato rotta negli ultimi anni, stando all’ultima relazione annuale del Commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, il generale dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Vadalà. Dal 2007 lo Stato italiano riceveva pesanti sanzioni per le infrazioni commesse in molti siti, tra discariche abusive e illegali, che adoperavano in malo modo inquinando acqua, aria e terra. Alla cronaca è soprattutto nota la cosiddetta Terra dei fuochi tra Napoli e Caserta, ma di queste terre ce ne sono tante in tutta Italia, alcune anche invisibili poiché nascoste in capannoni. Si pensa che al momento siano circa 22mila i siti abusivi nel Paese, di questi quelli sanzionati dall’Unione europea nel 2007, e poi nel 2014 per il mancato adempimento degli obblighi delle direttive Ue, erano 200. Parte di queste discariche abusive sono state affidate, da marzo 2017, al Commissario straordinario Vadalà. 

    L’ultima relazione annuale della task force, di giugno 2019, affermava la messa in sicurezza di 81 discariche abusive. Di certo si trattava di un passo avanti, a beneficio dell’ambiente e della salute di tutte le specie viventi; e si è trattato anche di un risparmio per le casse degli italiani, considerando che dal 2014 le penalità erano arrivate ad ammontare fino a 42 milioni di euro, ogni sei mesi, e dopo gli interventi di ripristino delle aree la quota è calata a 8 milioni a giugno 2019. Seppur dei risultati si sono raggiunti, questa sembra essere solo una punta dell’iceberg che si cela dietro allo smaltimento dei rifiuti: costantemente sotto infrazione e soggetto sempre più ad infiltrazioni mafiose. Come riportato da l’Espresso, che fa un punto della situazione dei siti di smaltimento italiani, quello delle discariche sembra essere il “miglior business per i colletti bianchi in cerca di soldi sporchi”. Incendiare, invece che sotterrare, sta divenendo una prassi, e nell’ultimo anno sono stati accertati più di 250 roghi di origine dolosa. Invece, il rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, relativo al 2018, riportava un numero di reati ambientali pari a 28.137 con un vorticoso giro d’affari di16,6 miliardi. Di questi crimini circa 8.000 sono connessi al ciclo illegale dei rifiuti.

    https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/11/02/news/discariche-abusive-una-ferita-profonda-ma-guarire-e-possibile-1.37800955

    http://www.commissariobonificadiscariche.governo.it/it/relazione-semestrale/anno-2019/v-relazione-giugno-dicembre-2019/

    https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2020/09/15/news/discariche-soldi-1.352904?ref=HEF_RULLO

    https://www.legambiente.it/ecomafia-2019-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambientale-in-
    italia/

    A cura di Simone Riga

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